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  • Luigi Garlando "Mosche, cavallette, scarafaggi e premi Nobel"
    Luigi Garlando
    “Mosche, cavallette, scarafaggi e premio Nobel”
    Harper Collins
    harpercollins.it

    Era solo un ragazzo.

    L’incontro con Rita Levi-Montalcini ha cambiato la sua vita.

    Il piccolo Luigi è nato in Calabria, terzo figlio di una famiglia di poverissimi pescatori. La pancia spesso vuota, ma il cuore pieno di amore per i fratelli e i genitori, Gigino ha sempre saputo di essere il terzo dito della mano, quello più lungo, che deve sostenere tutti gli altri. Per questo a soli sedici anni lascia l’Italia per lavorare. Non è un’esistenza facile quella dell’emigrato, ma un giorno Gigino incontra una donna che riconosce in lui grandi potenzialità, una donna che cambierà la sua vita per sempre e che farà di lui il suo assistente di laboratorio. Quella piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa è Rita Levi Montalcini, una grandissima scienziata che nel 1986, dopo una luminosa carriera universitaria e di ricerca tra gli Stati Uniti e l’Italia, ha vinto il Nobel per la Medicina. La sua è stata una vita straordinaria, e Gigino la racconta dal punto di vista privilegiato di chi l’ha potuta seguire da vicino, lavorando al fi anco della studiosa e accompagnandola attraverso le incredibili scoperte che hanno rivoluzionato il mondo della ricerca scientifica.

    Ispirandosi a una storia vera, Luigi Garlando dà vita a un romanzo indimenticabile. Un romanzo sull’impegno e la forza di volontà che, con la sua delicatezza e poesia, riesce a toccare il cuore di ciascuno di noi.




    Luigi Garlando, giornalista della Gazzetta dello Sport, è autore bestseller di romanzi e libri per ragazzi tra cui Per questo mi chiamo Giovanni.
    Tra i suoi titoli più recenti, oltre a quelli della serie GOL!: L’estate che conobbi il Che (Rizzoli 2015) e Mister Napoleone (Piemme 2017).


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    13 min
  • Agata Bazzi "La luce è là"
    Agata Bazzi
    “La luce è là”
    Mondadori Editore
    librimondadori.it

    La famiglia Ahrens è protagonista di una stagione magnifica nella storia di Palermo: la “Palermo felicissima” del primo Novecento. Albert, il patriarca arrivato nel 1875 dalla Germania, diventa un entusiasta imprenditore di successo e sposa Johanna Benjamin, che sarà la madre dei suoi otto figli. Fra campagna e città fa costruire una superba villa sulla cui facciata spicca la scritta lik dör (“La luce è là”), e sono anni di prosperità, di successo, di unità.
    Seguono in sequenza eventi che intaccano la serenità della famiglia: il terremoto di Messina, la Prima guerra mondiale, la morte dei due figli maschi, e infine le leggi razziali che restituiscono gli Ahrens alla loro identità ebraica.
    Lo sfacelo economico conduce a un declino che non impedisce a Marta, Vera, Berta e Margherita di portare innanzi la “luce” dei valori che hanno sempre ispirato la famiglia: coraggio, dignità, rigore, speranza. La fusione fra storie individuali e Storia movimenta il quadro di una saga che lascia al centro almeno tre figure femminili memorabili: Johanna, intrepida e saggia costruttrice di fortune accanto al marito; Marta, afflitta da una severa sordità che non le impedisce di “sentire” dove va il mondo e di governare gli affari; Vera, ispirata dalla determinazione che era stata del padre.
    Una saga famigliare maestosa. Una Palermo “tedesca”. Una città operosa e prospera che il tempo ha quasi cancellato. Un coro femminile che non si dimentica.
    Agata Bazzi è una discendente della famiglia Ahrens: questa storia è ispirata dal ritrovamento di un diario e dai racconti ascoltati.


    Agata Bazzi è nata a Palermo nel 1956 e ama definirsi “un architetto pubblico”. Ha vissuto a lungo a Milano. Tornata a Palermo si è dedicata alla sua città come tecnico ed è stata, per alcuni anni, assessore al territorio. Continua a lavorare nella pubblica amministrazione.


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    23 min
  • Elena Stancanelli
    Elena Stancanelli
    “Venne alla spiaggia un assassino”
    La nave di Teseo
    lanavediteseo.eu

    Il mare Mediterraneo si sta riempiendo di morti. Barche inadeguate e stipate all’inverosimile navigano a vista, provando a raggiungere le nostre coste. Alcune ci riescono, altre vengono riacciuffate e riportate indietro, in Libia. Altre ancora, moltissime, affondano. Ho deciso di andare a vedere. Angosciata dall’irrazionalità e dalla ferocia che spinge ministri e politici
    a considerare i morti un buon esempio, un deterrente per gli altri migranti pronti a partire, mi sono imbarcata con chi invece vuole salvarli. Venne alla spiaggia un assassino è il racconto del tempo trascorso sulle barche delle famigerate ONG, trasformate in pochi mesi da alleate della guardia costiera italiana in colpevoli di ogni nefandezza. Donne e uomini che dedicano la propria vita al soccorso in mare e meriterebbero il Nobel per la pace e invece vengono insultati. Ma è anche una specie di romanzo d’avventura, la cui protagonista è convinta di fare la cosa sbagliata per lei, ma decisa a farla fino in fondo. Ci sono libri che si raccontano al ritorno, dopo essersi allontanati molto da se stessi, facendo i conti con un po’ di nostalgia, i ricordi e molta incredulità: abbiamo ceduto la nostra misericordia, la pietà, in cambio di niente. Stiamo facendo una terribile confusione tra colpevoli e innocenti. A volte è difficile capire da che parte stare, altre è facilissimo.
    Elena Stancanelli



    Elena Stancanelli (Firenze, 1965) ha scritto romanzi e racconti, tra questi Benzina (1998; Premio Giuseppe Berto), Firenze da piccola (2006), A immaginare una vita ce ne vuole un’altra (2007), Mamma o non Mamma con Carola Susani (2009) e Un uomo giusto (2011). Collabora con “la Repubblica”.


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    24 min
  • Luca Miele "Il Vangelo secondo Jack Kerouac"
    Luca Miele
    "Il Vangelo secondo Jack Kerouac"
    Postfazione di Antonio Spadaro
    Claudiana Editrice
    https://www.claudiana.it/

    «Sono un pazzo che ama Dio», scriveva Jack Kerouac. Una religiosità eccentrica e da riscoprire, la sua, da ricercare nelle apparizioni del suo mondo poetico, nelle estasi che l’accendono, nella solitudine che lo tormenta, nelle cadute che lo trafiggono, nella lotta e nell’affidamento a Dio, nella visione sacramentale della scrittura che lo sorregge, fuori da qualsiasi percorso codificato.
    Luca Miele

    Torturato e beat(o). Buddha reincarnato negli abiti di novello Shakespeare. Mistico pazzo cristiano. Spettro inseguito dal senso di colpa e dal peccato. Orfano alla mercé del diavolo. Uomo sensuale innamorato della purezza. Selvaggio viandante perso on the road. Folle di vita, ossessionato dalla morte. Cantore della verità, trafitto dalla disillusione. Alla ricerca disperata del volto di Dio, che incontra, deforma, ama e accusa, bestemmia e prega. Jack Kerouac è elusivo, labirintico. Chi voglia imprigionarne il volto in una narrazione lineare si condanna a una cocente sconfitta. A cinquant’anni dalla morte, il senso della sua opera resta ancora in parte inesplorato. Un filo rosso la percorre incessantemente: l’inquietudine religiosa, l’ansia di Dio.
    Luca Miele



    Luca Miele
    Giornalista di “Avvenire” ha pubblicato Oltre il confine. Miti e visioni d’America nelle canzoni di Bruce Springsteen (Pardes), Il vangelo secondo Bruce Springsteen (Claudiana), Il vangelo secondo il rock (con Massimo Granieri, Claudiana), Mio padre odiava il rock’n’roll (Arcana).



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    22 min
  • Grammenos Mastrojeni "Effetti farfalla"
    Grammenos Mastrojeni
    "Effetti farfalla"
    Chiarelettere Edizioni
    http://chiarelettere.it/



    Un libro che parla di noi, di ciò che mangiamo, dei vestiti che compriamo, del modo in cui ci muoviamo e di quello che buttiamo, dei soldi che investiamo e di quello che produciamo: le sorprendenti concatenazioni delle azioni che ogni giorno ciascuno di noi compie.

    L'effetto farfalla è diventato un suggestivo luogo comune (il battito delle ali di una farfalla può essere il primo di una serie di eventi che arrivano a provocare un uragano dall'altra parte del mondo), in realtà è un caposaldo di una branca della matematica nota come teoria del caos. I nostri comportamenti, i gesti più semplici che facciamo ogni giorno, non sono solo gocce nell'oceano ma eventi decisivi per noi, per il nostro benessere e la nostra felicità, e per l'equilibrio dell'intero pianeta. Questo libro, con competenza ma anche in maniera semplice, mostra come tutto ciò che avviene, come il cambiamento, può essere innescato da noi stessi e avere una ricaduta in tutto il mondo. No, non servono sacrifici e rinunce eroiche. In capitoli chiari e convincenti – Siamo ciò che mangiamo, L'abito fa il monaco, Dimmi come vai e ti dirò chi sei, La natura non butta via niente, L'economia del giardino dell'Eden – l'autore ci fa capire che quel poco che facciamo ogni giorno può avere gli stessi effetti di una manovra economica e fiscale, essendo parte di un'equazione più generale in cui benessere è uguale a sostenibilità e giustizia per tutti. Se ce la giochiamo bene, il prodotto di questi fattori è la pace.




    Grammenos Mastrojeni è un diplomatico italiano. Dai primi anni Novanta ha intrapreso la riflessione e una serie di ricerche sull’allora incompreso legame fra tutela dell’ambiente, coesione umana, pace e sicurezza: ha pubblicato il primo articolo sull’interconnessione fra ambiente e stabilità sociale nel 1994, anticipando il primo allarme ufficiale emerso nel 1997 con il rapporto Geo-1 curato dal Programma delle Nazioni unite per l’ambiente. La sua prima monografia sull’argomento, Il ciclo indissolubile. Pace, ambiente, sviluppo e libertà, è stata pubblicata nel 2002. Ha insegnato Soluzione dei conflitti in diversi atenei, in Italia e all’estero e, nel 2009, la Ottawa University in Canada gli ha affidato il primo insegnamento attivato da un’università sulla questione Ambiente, risorse e geostrategia, materia che continua a insegnare. Collabora con il Climate Reality Project, iniziativa rivolta a diffondere la consapevolezza dei rischi legati al cambiamento climatico lanciata dal premio Nobel Al Gore.



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    30 min
  • Ornella D'Alessio "Vie verdi"
    Ornella D'Alessio
    "Vie verdi"
    Sui tracciati ferroviari dismessi
    Itinerari in tutta Italia da fare in bicicletta o a piedi
    Cinquesensi Editore
    https://www.cinquesensi.it/

    C’era una volta la ferrovia, il mezzo di trasporto che cambiò le vite della gente, le loro abitudini e l’intera società. Ma laddove c’era una volta la ferrovia e oggi non c’è più – perché superata dalle auto o addirittura dai treni ad alta velocità – sono rimasti dei cammini ferrati che sono al tempo stesso memoria storica, patrimonio culturale e, spesso, ambiente incontaminato da ripercorrere indietro nel tempo, a piedi o in bicicletta. L’autrice e instancabile viaggiatrice Ornella D’Alessio ne ha selezionati venti perché vengano riscoperti, e mai più dimenticati.

    Omnes viae è una collana di libri di viaggio alternativo che condivide il pensiero di SIMTUR (Società Italiana Professionisti Mobilità Dolce e Sostenibile). Anche la confezione e la veste editoriale sottolineano la stessa scelta ideale: un progetto grafico di una essenziale eleganza, immagini in bianco e nero, testi esaurienti e di scrittura qualitativa.


    Ornella D'Alessio, grande viaggiatrice, scrive dal 1985. Prima di laurearsi ha cominciato a percorrere il globo dalle Svalbard all’Antartide, dall’Australia all’isola di Pasqua (Cile), trasformando la sua passione in un mestiere. Autrice di guide e di reportage dal mondo nel corso degli anni ha collaborato con le principali riviste di viaggi italiane e internazionali. Negli ultimi anni ha cambiato andatura e per scelta viaggia più lentamente con l’obiettivo di assaporare sempre di più la bellezza.


    Scrivere un libro è sempre una piccola sfida. Farlo nell’estate 2020 avrebbe potuto essere una vera incognita. In realtà ho trovato tante persone al lavoro come me, anche nei giorni caldi di Ferragosto. Tutti collaborativi ed entusiasti del progetto Vie Verdi. Con grande emozione ho percorso ciclovie valorosamente realizzate su sedimi ferroviari abbandonati, a volte perfette, a volte pronte solo in parte. Un modo di ammirare paesaggi e conoscere territori da una prospettiva diversa, possibile anche per i pigri che si perdono panorami incredibili, senza sapere che oggi con le biciclette elettriche è tutto facile. Un ringraziamento a Leonardo Castellucci, Francesca Pardini e a Sara Vitali, donna speciale che stimo e apprezzo infinitamente.




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    21 min
  • Lia Levi "Ognuno accanto alla sua notte"
    Lia Levi
    "Ognuno accanto alla sua notte"
    Edizioni e/o
    https://www.edizionieo.it/




    Roma nel periodo delle leggi razziali. Come è possibile che Giulio Limentani, commediografo di successo, si trovi a seguire un proprio lavoro di scena in un teatro, nascosto in incognito in un angolo del loggione?
    E come riusciranno a vivere il loro amore i due quindicenni Colomba e Ferruccio, lei ebrea e lui figlio di un gerarca fascista?
    Infine un tragico dilemma: la classe dirigente ebraica di quegli anni è forse colpevole di aver sottovalutato il pericolo? E se è un figlio ad accusare di questa inadeguatezza il proprio padre?...
    Tre vicende diverse se pur collegate in cui Storia e Destino intrecciano il loro enigmatico gioco.

    Un libro emozionante e potente che riesce a coinvolgere e scuotere il lettore.

    «Lia Levi ha il dono di scrivere come se si confidasse».
    Giulio Busi, Il Sole 24 Ore

    «È incredibile quanta materia Lia Levi riesca a condensare dentro i suoi romanzi. Ed è ancora più incredibile la leggerezza con cui sa trattare questa materia densa e a tratti incandescente».
    Paolo Di Stefano, Il Corriere della Sera


    Lia Levi, di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent’anni il mensile ebraico Shalom. Per le nostre edizioni ha pubblicato: Una bambina e basta (Premio Elsa Morante Opera Prima), Quasi un’estate, L’Albergo della Magnolia (Premio Moravia), Tutti i giorni di tua vita, Il mondo è cominciato da un pezzo, L’amore mio non può, La sposa gentile (Premio Alghero Donna e Premio Via Po), La notte dell’oblio, Il braccialetto (Premio Rapallo) e Questa sera è già domani, vincitore del Premio Strega Giovani 2018. Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica.


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    24 min
  • Pietro Roberto Goisis "Nella stanza dei sogni"
    Pietro Roberto Goisis
    "Nella stanza dei sogni"
    Un analista e i suoi pazienti
    Enrico Damiani Editore
    https://www.enricodamianieditore.com/

    Perché questa psicoanalisi, una volta che l’hai incontrata, ti resta dentro per sempre, tanto che le parole escono dalla stanza e si depositano da qualche parte nei tuoi pensieri. È qualcuno con cui parlare ogni volta che vuoi.

    La stanza dell’analista è un luogo misterioso e affascinante: protetto rigorosamente da occhi e orecchi indiscreti, è un rifugio segreto in cui prendono forma fantasmi, ricordi, attese.

    Si può fantasticare a lungo su cosa accada tra queste pareti, su come ci si prepari a entrarci, su come ci si congedi. Quale bellezza si rivela nella tensione, nell’energia, nella complicità di due persone che si ascoltano, che si parlano? E che, nell’incontro, si trasformano?

    Pietro Roberto Goisis, muovendosi fra l’arte della clinica e quella della narrazione, ci conduce dietro le quinte delle sedute, dà voce ai suoi pazienti, trasporta il lettore nella loro mente.

    Lungo queste pagine scorrono storie, sentimenti e pensieri, a volte drammatici, a volte lievi. Epifanie, sfide, successi e fallimenti. Un racconto che fa dell’autenticità e dell’umanità l’essenza stessa della psicoanalisi e della vita.

    Amo la psicoanalisi, questa psicoanalisi. Amo il mio lavoro. Continuo a farlo ogni giorno, ogni mese, ogni anno. Non voglio fermarmi. Spero di poterlo fare fino a quando qualcuno si siederà di fronte a me, mi chiederà qualcosa e sarò in grado di rispondergli. È la mia vita. Una parte.
    Quale tensione e potenza e quale complicità possono sprigionarsi da due persone che parlano in una stanza? Come ci si prepara a questo incontro così intenso ed esclusivo? Che cosa passa nella testa del paziente, del terapeuta, mentre risuona il campanello e ci si predispone a varcare quella porta? Come ci si saluta alla fine di una seduta, oppure di una analisi durata magari anni?

    Nel libro Nella stanza dei sogni, Pietro Roberto Goisis – a partire dalla sua lunga esperienza – gioca fra clinica e narrazione e fa parlare in prima persona i protagonisti di questo incontro sui generis trasportando l’immaginario del lettore nei panni di chi ha vissuto le storie raccontate: storie di dolore, di cambiamento, anche di rinascita. Allo stesso tempo, senza inibizioni, ci conduce nel backstage del suo studio per mostrarci come questo incontro sia occasione di trasformazione e apprendimento per lo stesso terapeuta. Un’autenticità e una umanità che illustrano con sapienza l’essenza di una psicoanalisi.

    Un luogo dove tutto può accadere. La stanza dei sogni, per davvero.
    Pietro Roberto Goisis, medico, psichiatra, psicoanalista con oltre quarant’anni di attività clinica, si è dedicato alla divulgazione della psicoanalisi ed è stato responsabile della Commissione Stampa e dell’Area Cinema della Società Psicoanalitica Italiana. Docente presso l’Università Cattolica di Milano, oltre che in scuole di specializzazione, enti pubblici e privati, fa della formazione dei giovani terapeuti una delle sue passioni, continuando a imparare anche da loro. Oltre a contributi per libri collettanei, riviste scientifiche e curatele, ha pubblicato Costruire l’adolescenza. Tra immedesimazioni e bisogni (Mimesis, 2014). Nel 2020 ha ricevuto una Menzione al Premio Cronin – XIII Edizione per il saggio narrativo “Sopravvivere al Coronavirus”, pubblicato parzialmente su “il venerdì” del 1° maggio 2020.



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    34 min
  • Chiara Montani "Il mistero della pittrice ribelle"
    Chiara Montani
    "Il mistero della pittrice ribelle"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/

    Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo. L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi.
    Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. Un esordio che rimbomba come un tuono.



    Chiara Montani, architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo.



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    32 min
  • Giovanni Grandi "La parola amica"
    Giovanni Grandi
    "La parola amica"
    Sulle tracce della voce di Gesù
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    https://www.monasterodibose.it/


    La parola amica è una parola di novità; è una parola rivelatrice, una parola saggia, che indica non un bene generico ma il meglio realmente fattibile nelle situazioni; una parola di soccorso, che infonde quel tanto di forza che da soli non sapremmo darci.


    Così comincia "La parola amica"
    Chi cercasse nei vangeli un qualche “trattato” sull’amicizia rimarrebbe senz’altro deluso. Il lessico dell’amicizia – philía, phílos – è presente, ma mai in modo sistematico. Soprattutto non si trovano né una riflessione distesa di Gesù in proposito, non come la potremmo in Platone o Aristotele ad esempio. In effetti non troveremo neppure un suo specifico insegnamento morale a riguardo. Anzi, rispetto all’orizzonte morale, quel che si incontra è proprio un invito a superare la logica dell’esclusività e della preferenza verso gli amici, lì dove si tratta di donare se stessi: “Se fate del bene a coloro che vi amano, che merito ne avrete?”
    (Mt 5,46).


    Giovanni Grandi (Trieste 1974) è professore associato di filosofia morale presso il dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Trieste, dove è docente di etica pubblica. Studioso dei processi decisionali e delle dinamiche della vita interiore, unisce lo studio dell’antropologia classica e cristiana all’analisi di problematiche di attualità sociale.



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    24 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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