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  • "Io so cosa vuol dire non tornare"
    Fabio Levi
    "Io so cosa vuol dire non tornare"
    https://circololettori.it/io-so-che-cosa-vuol-dire-non-tornare/




    Circolo dei Lettori, Torino
    martedì 26 gennaio ore 18
    Auschwitz, città tranquilla
    a partire dal libro di Primo Levi edito da Einaudi a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa
    con Wlodek Goldkorn e Nadia Terranova | introduce Fabio Levi
    in collaborazione con Giulio Einaudi editore


    A gennaio e febbraio 2021, la Fondazione Circolo dei lettori ha in programma incontri, lezioni, letture e riflessioni online dedicati a Primo Levi, alla sua voce, a quello che ci ha lasciato.

    «Quanto ci manca la sua voce. Limpida, pacata, così profonda da riuscire ad arrivare sempre al cuore delle cose. Anche, ma non soltanto a quel cuore nero che è l’abisso della Shoah. Primo Levi è, ma soprattutto deve tornare ad essere il canone della nostra memoria, dello sguardo che, nell’orientamento ebraico del tempo, ha il passato davanti agli occhi e il futuro alle spalle: perché ciò che è stato è in qualche misura conoscibile, mentre quello che è ancora da venire non possiamo saperlo ma soltanto imparare ad affrontarlo con gli strumenti che l’umana coscienza ha fatto propri nel corso della storia.
    La voce di Primo Levi: nitida, precisa, illuminante. Carica di una sapienza che si costruisce nella continua osmosi fra emozioni ed esperienza di vita. Per questo e per tanto altro la voce di Primo Levi è necessaria a tutti. Per come ha saputo disegnare la memoria e raccontarla. Per come ha saputo trasformare la memoria in una lezione morale e in un percorso di conoscenza condivisa.
    Primo Levi non è, non è stato solo un testimone ma un grande scrittore a tutto tondo, un uomo capace di esprimere la vocazione letteraria, quella di scienziato – anzi di chimico -, e di intellettuale nel senso più ampio del termine. Non c’è una sua sola parola che non sia necessaria per tutti noi, dai grandi romanzi sull’universo concentrazionario e la guerra alla poesia che scaturisce magari da una mattina nebbiosa, dalla riflessione fondamentale sulla zona grigia alle sue pagine più intime condite di un’ironia sottile, benevola.
    Ascoltare Primo Levi significa inevitabilmente confrontarsi con la ricchezza della sua produzione letteraria e artistica. Significa risentire la sua voce quando ci parla di Auschwitz perché se comprendere è impossibile conoscere è necessario, come ripeteva lui. Significa non illuderci sulla nostra convinzione di poter scendere a patti con la Shoah, cioè di capirla in qualche modo, e invece confrontarci con la sua insondabilità ma al tempo stesso renderci conto che quella memoria appartiene a tutti, che riguarda tutti e non soltanto il popolo ebraico né tantomeno soltanto chi ha attraversato quell’inferno, come è successo a lui. È memoria collettiva, deve essere il nostro sguardo su quel passato intollerabile eppure nostro.
    “Io so che cosa vuol dire non tornare” deve significare che tutti non siamo tornati di laggiù, che soltanto appropriandoci di quell’esperienza attraverso la voce di Primo Levi possiamo provare a fare in modo che non accada mai più.»
    Elena Loewenthal



    Fabio Levi, Domenico Strada
    "Auschwitz, città tranquilla"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/




    «Può stupire che in Lager uno degli stati d'animo piú frequenti fosse la curiosità. Eppure eravamo, oltre che spaventati, umiliati e disperati, anche curiosi: affamati di pane e anche di capire.»

    Costruito dal Centro internazionale di studi Primo Levi, Auschwitz, città tranquilla ci offre dieci suoi testi narrativi, incorniciati da due poesie: dodici punti di vista, inaspettati e avvincenti, sulla maggiore tragedia collettiva del Novecento. Nel segno di un...
    15 min
  • Massimiliano Valerii "Il contagio del desiderio"
    Massimiliano Valerii
    "Il contagio del desiderio"
    Statistiche e filosofia per capire il nuovo disordine mondiale
    Ponte alle Grazie
    https://www.ponteallegrazie.it/


    Trent’anni di globalizzazione. Mai avevamo conosciuto tanti progressi in un periodo così breve. Ma adesso siamo proiettati in un nuovo disordine mondiale. Che cosa è andato storto? Per decifrare l’enigma del nostro futuro dobbiamo tornare ai furori eroici della filosofia. Negli anni Trenta un pugno di giovani, eretici e dissacranti, fanno le ore piccole nei caffè parigini, dove si agitano i demoni di Hegel. E danno forma a una riflessione sulla crisi dell’uomo contemporaneo che ha ancora molto da dirci. Alexandre Kojève, un personaggio avvolto nel mistero, pronuncia una parola magica: «desiderio». Ci costruisce sopra la teoria della «fine della storia». Spiega che le nostre inquietudini dipendono dalla lotta per il riconoscimento. E incanta tutti i protagonisti di quella avventura intellettuale. Lo stralunato Queneau gli giura devozione, Bataille è sulfureo e in nessun modo addomesticabile, Lacan si veste come un dandy ed è divorato dall’ambizione, Sartre diventa un divo e manda le donne in estasi. E Koyré, il patriarca geniale, ha un movimentato passato da spia nella Legione straniera da tenere nascosto. Su tutti si allunga l’ombra di Heidegger, che li spingerà sull’abisso angosciante ella finitezza per svelarne l’autentico significato. Quei profetici briganti della filosofia cambieranno per sempre il corso delle idee, perché avevano compreso che i problemi della metafisica non sono altro che i dilemmi della vita di ognuno di noi. E forse le risposte che oggi cerchiamo sono contenute in un manoscritto misteriosamente scomparso. Massimiliano Valerii ci conduce dentro un giallo filosofico, in cui i dossier più scottanti dell’attualità economica e sociale prendono una nuova luce.



    Massimiliano Valerii è direttore generale del Censis. Dopo gli studi in Filosofia a Roma, si è dedicato alla ricerca sociale, economica e territoriale. È il curatore dell’annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese, considerato uno dei più qualificati e completi strumenti di interpretazione della realtà socio-economica italiana. Con Ponte alle Grazie ha pubblicato nel 2019 La notte di un’epoca. Contro la società del rancore: i dati per capirla e le idee per curarla.


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    42 min
  • Achille Mauri "Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri"
    Achille Mauri
    "Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri"
    https://www.scuolalibraiuem.it/



    Per la prima volta dopo 37 edizioni consecutive a Venezia, alla Fondazione Cini, il Seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri si svolgerà in diretta online.

    A causa dell’emergenza sanitaria la Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri ha dovuto cambiare il consueto programma, organizzando l’ormai tradizionale appuntamento annuale con modalità online, che, come si spiega nella presentazione, “non si vuole considerare una limitazione ma anzi un’occasione di ulteriore apertura internazionale“. Non a caso il convegno avrà come tema Lo stato del libro in Europa, si terrà venerdì 29 gennaio, dalle ore 10 alle ore 13, e sarà un’occasione per editori e librai, italiani e internazionali, di confrontarsi sul presente e sul futuro del libro.

    Il Seminario è organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri con il contributo di Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, e in collaborazione con l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.

    Alle ore 10 il Presidente della Fondazione Achille Mauri aprirà i lavori; seguiranno l’assegnazione del quindicesimo Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri alla Libreria Il Trittico di Milano di Pietro Linzalone, e della seconda Borsa di lavoro Nick Perren a Ilaria Marinelli della Libreria Centofiori di Milano.

    Alle ore 10.15 sono previsti l’intervento di Angelo Tantazzi (Prometeia) sul tema Proiezioni per il 2021: dove va la spesa delle famiglie italiane? e le considerazioni di Paolo Ambrosini (Associazione Librai Italiani) e Ricardo Franco Levi (Associazione Italiana Editori) su Il mercato del libro italiano e internazionale. Modera Giovanna Zucconi. In questa occasione verranno presentati i dati AIE del mercato del libro e della lettura 2020.

    Alle ore 11 si terrà una tavola rotonda sul tema La libreria come bene essenziale: scenari e prospettive per il futuro, alla quale interverranno Michael Busch (Thalia), James Daunt (Waterstones e Barnes & Noble), Alberto Rivolta (Feltrinelli), Ewa Szmidt-Belcarz (Empik Group). Modera Alberto Ottieri (Messaggerie Italiane).

    Alle ore 12, Jesús Badenes (Grupo Planeta), Siv Bublitz (S. Fischer Verlag), Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), Arnaud Nourry (Hachette Livre) si confronteranno sul tema Solido come una roccia. Il libro nella pandemia. Modera Porter Anderson (Publishing Perspectives).

    Chiuderà la giornata il Presidente Achille Mauri.

    Un programma di ospiti internazionali di alto livello: le tavole rotonde coprono infatti le quattro principali lingue occidentali, oltre che i principali Paesi, anche dal punto di vista editoriale (Hachette è il primo editore francese e il secondo in inglese, Planeta il primo gruppo in Spagna e Sudamerica, c’è poi la prima catena tedesca, solo per fare degli esempi…).



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    17 min
  • Rosalia Messina "La stagione dell'angelo"
    Rosalia Messina
    "La stagione dell'angelo"
    Chi più ne Art Edizioni
    https://www.chipiuneartedizioni.eu/


    Un’anziana e solitaria signora che non ha più niente da chiedere alla vita. Una ragazza inquieta e in cerca di se stessa. Il caso, un foulard volato via da una finestra. Un condominio anonimo. Una grande città sempre in bilico tra indifferenza e solidarietà. Un legame improbabile che diventa un dono inatteso, uno scambio prezioso tra due donne alle prese con due differenti stagioni della vita.

    E un angelo senza ali. Un angelo dei tempi nostri, di quelli che suonano al citofono e picchiano sui vetri.

    Pur analizzando lucidamente il dramma della solitudine e dell’abbandono, Il nuovo romanzo di Rosalia Messina non rinuncia a trasmettere un messaggio di condivisione e di speranza.


    Rosalia Messina

    (Palermo 1955). Vive a Bologna. Laureata in Giurisprudenza, svolge una professione giuridica. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni: Prima dell’alba e subito dopo,racconti, PerroneLab e in versione digitale ed. Youcanprint, 2010. Più avanti di qualche passo(ed. Città del sole) e Marmellata d’arance(ed. Arianna), romanzi brevi, 2013. Gli anni d’argento(Algra Editore 2014), romanzo. Favole a colori(Algra Editore 2015), libro per bambini. Morivamo di freddo(Durango Edizioni 2016), romanzo. Nel 2017 Uno spazio minimo(Melville e in digitale Oakmond Publishing) romanzo, e la versione teatrale di Marmellata d’arance, realizzata con la sorella Anna (ed. ChiPiuNeArt); nel 2018 La vera storia del gatto con gli stivali(Oakmond Publishing, ebook), Orfeo – Andata e ritorno dal mondo delle ombre(Il Convivio); nel 2019 la silloge poetica Cronache del disamore(ed. Nulla Die). Ha vinto numerosi premi letterari.

    Ha collaborato con i magazine on line Libreriamo e LetteraTu.




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    19 min
  • Maria Lodovica Gullino "Spore - il podcast"
    Maria Lodovica Gullino
    Podcast "Spore"


    Il Centro di ricerca dell’Università degli studi di Torino continua a celebrare l’Anno Internazionale della Salute delle Piante che prosegue anche nel 2021.



    Le malattie delle piante che hanno cambiato il mondo: Agroinnova lancia il podcast Spore



    on line dal 22 gennaio - La febbre dei tulipani
    29 gennaio – Il lungo viaggio della peronospora del basilico
    5 febbraio – La ruggine del caffè a Ceylon
    12 febbraio – La peronospora della patata in Irlanda: un popolo in fuga
    19 febbraio – La Xylella distrugge gli olivi in Puglia

    Una produzione originale in collaborazione con Tangram Teatro.


    Cinque storie, cinque malattie delle piante che hanno sconvolto economie e società del mondo. Un viaggio nel passato, nel presente e anche un po’ nel futuro in cinque episodi liberamente tratti dal libro “Spore” (Daniela Piazza Editore) di Maria Lodovica Gullino, Direttore di Agroinnova, il Centro di Competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale dell’Università di Torino.


    Grazie alla preziosa collaborazione con il Teatro Tangram di Torino, “Spore – il Podcast” si avvale delle magnifiche voci di Bruno Maria Ferraro, Patrizia Pozzi e Celeste Gugliandolo e riesce, grazie alla regia di Ivana Ferri, a entusiasmare perfettamente l’uditore tra nozioni storico-scientifiche, canzoni e poesie.


    “Volevamo raccontare alcune storie di malattie delle piante del passato e del presente – spiega Maria Lodovica Gullino – Le malattie delle piante hanno spesso e più o meno silenziosamente riguardato la nostra vita. Il 2020 ci ha ricordato che, oltre all’uomo, esistono anche le piante e l’ambiente. Abbiamo quindi scelto le cinque malattie delle piante a nostro parere più significative e anche curiose, se vogliamo, tre del passato e due contemporanee. Non a caso partiamo dal lontano 1845, con la a peronospora della patata in Irlanda per finire con la ben più recente Xylella, che come tutti sanno, sta distruggendo gli olivi in Puglia. Malattie che sono raccontate e recitate in modo molto piacevole, con molti aneddoti e curiosità. Questo materiale lo metterò anche a disposizione degli studenti di patologia vegetale, durante il prossimo semestre – continua il Direttore di Agroinnova – Chissà che così i miei studenti non possano imparare la nostra disciplina in modo più divertente, avvicinandosi, al tempo stesso, al mondo del teatro? Sarà comunque un esperimento interessante”.



    Le storie nascono dal libro Spore che Maria Lodovica Gullino ha scritto nel 2014 con grande passione per la sua materia, la patologia vegetale, e che tratta, attraverso gli aneddoti della sua vita, molte delle malattie delle piante che oggi tutti conosciamo, ma in modo superficiale.



    Ogni venerdì sarà disponibile un nuovo episodio. E' già on line il podcast dedicato alla febbre dei tulipani, la grande crisi economica che coinvolse l’Olanda e i suoi tulipani nel ‘600. A quei tempi i tulipani screziati, proprio a causa di attacchi di virus (allora ignoti), divennero richiestissimi dal mercato, tanto da far scoppiare una vera e propria bolla economica. Una crisi che assomiglia molto a quella vissuta nel 2007 per la bolla edilizia americana. Un segno di come le storie si ripetano nel tempo.



    Seguiranno poi i racconti sulla crisi che colpì il basilico genovese, distrutto dalla peronospora nei primi anni del nuovo millennio (29 gennaio). Una malattia, arrivata da lontano, che i ricercatori di Agroinnova hanno toccato con mano e hanno aiutato a contenere, lavorando a stretto contatto con le aziende agricole della Liguria. Il profumatissimo basilico oggi resta un vero e proprio ambasciatore della Liguria nel mondo.



    Navigando verso a Est, “Spore” sbarca il 5 febbraio a Ceylon (l’attuale Sri Lanka) dove viene ambientata...
    17 min
  • Elisa Biagini "Non separare il no dal sì" Paul Celan
    Paul Celan
    "Non separare il no dal sì"
    Traduzione e cura di Elisa Biagini
    Ponte alle Grazie
    http://www.ponteallegrazie.it/


    A cento anni dalla nascita, una nuova scelta di poesie tratte dalle maggiori opere di Paul Celan, poeta rumeno di lingua soprattutto tedesca, fra le voci più alte della lirica europea, curata e tradotta da Elisa Biagini, fra le più apprezzate poete italiane.


    "Parla anche tu,
    parla per ultimo,
    di' la tua.
    Parla -
    ma non separare il no dal sì.
    Da' al tuo detto anche il senso:
    dagli ombra."


    Insieme

    "Poiché già la notte e l'ora,
    che chiama sulle soglie
    chie entra e chi esce,

    approvò cosa avevamo fatto,
    poiché nessun altro ci mostrò la strada,

    le ombre non verranno
    una per una quando ci dovrà essere di più
    di quanto oggi annunciato,

    le ali frusceranno a te
    non più tardi che a me -

    Ma rotola sul mare
    la pietra di fianco a noi sospesa,
    e nella scia, da lei disegnata,
    depone le uova il vivo sogno."


    Elisa Biagini ha pubblicato otto raccolte poetiche fra cui L’Ospite (Einaudi, 2004), Fiato. parole per musica (Edizionidif, 2006), Nel Bosco,(Einaudi, 2007), The guest in the wood (Chelsea editions, 2013 - 2014 Best Translated Book Award), Da una crepa (Einaudi 2014; negli USA: Xenos books 2017; in Francia: Cadastre8zero 2018- Prix NUNC 2018) e Filamenti (Einaudi 2020). Ha curato e tradotto l’antologia Nuovi Poeti Americani (Einaudi) e Non separare il no dal sì (Ponte alle Grazie), una scelta di poesie di Paul Celan. Sue poesie sono tradotte in più di quindici lingue e ha partecipato ad importanti festival italiani e internazionali. Insegna scrittura a NYU Florence.

    http://www.elisabiagini.it/online/



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    26 min
  • Andrea Salonia "Odiodio"
    Andrea Salonia
    "Odiodio"
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/


    Faustino, da piccolo, è un bambino silenzioso e indipendente: nato a Como, da una famiglia laboriosa e di idee forti, coltiva una passione per l’Inter, che lo lega al padre, e un’altra, intima e infinita, per le parole. Le annota e le pesa, le rende significative, e attraverso di esse impara a conoscere l’intorno. Importante è il rapporto con il sagrestano del paese, Felice: esperto di piante e genuinamente saggio, Felice trasmette a Faustino un profondo interesse per la botanica, per ciò che è fragile, minuto, bisognoso d’acqua. Un giorno tutto cambia: Faustino sente Dio, vede Dio, e prende la decisione di farsi prete. Ma la sua non è una religiosità dottrinale, è una vocazione fatta di attenzione e cura del mondo. Quello con Dio è per lui un dialogo costante e una continua messa in discussione. Quando parte per una missione in Togo, la sua vita prende una nuova direzione: qui vivrà non soltanto la stagione della scoperta dell’altro, di una religiosità vivace e ancestrale, sperimentando il peso del suo credo e dell’ambiente culturale da cui proviene, ma scoprirà soprattutto l’amore, grazie a Nives. Nives è l’altra metà, Nives è la radice e il fiore di ogni pianta incontrata sul suo cammino, è l’esperienza, il futuro. Con lei, Faustino fa prova della gioia e del dolore, percorre strade inedite e insperate, fino a quando quella felicità inesprimibile non trova un ostacolo duro, violento, definitivo. Un romanzo non convenzionale e di grande bellezza, che ci restituisce il ritratto di un uomo pronto a rivedere ogni credo e ogni certezza, ma anche e soprattutto capace di scoprire il sacro in ogni più piccolo aspetto della vita, di decifrare la lingua dell’altro, di mettersi al servizio del destino e, ciononostante, continuare a combatterlo.


    Andrea Salonia (Como, 1971) è professore ordinario di Urologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il suo romanzo d’esordio, Domani, chiameranno domani (2017), candidato al premio Strega e vincitore del premio Letterario Brianza 2018, è stato una sorpresa, per la critica e per i lettori.



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    31 min
  • Giorgio Falco "Flashover"
    Giorgio Falco
    "Flashover"
    Incendio a Venezia
    Fotografie di Sabrina Ragucci
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/


    Quando l'incendio si spegne, Flashover è il libro per capire il mondo che resta.


    La sera del 29 gennaio 1996 un incendio illumina il cielo di Venezia: il teatro La Fenice brucia. L’incendio è stato appiccato dal titolare di una piccola ditta in ritardo sulla fine dei lavori per il restauro del teatro. Giorgio Falco ha scritto un libro che come un incendio illumina e divora il suo oggetto: ricostruzione di una storia vera e sua decostruzione; romanzo di un’ossessione; indagine sul desiderio e sul potere del denaro di trasformare le cose e i corpi; ritratto in maschera degli ultimi quarant’anni di storia italiana, autobiografia di tutti.

    Enrico Carella, tra le 20.40 e le 20.45 del 29 gennaio 1996, con la complicità del cugino e dipendente Massimiliano Marchetti, appicca il fuoco alla Fenice di Venezia. Carella era il titolare di una piccola ditta che aveva ottenuto il subappalto per alcuni lavori elettrici nel restauro della Fenice (il capocantiere dell’azienda appaltatrice era suo padre). Carella (d’ora in poi il cugino padrone, «in minuscolo, (…) in maiuscolo sarebbe un personaggio unico, con la pretesa di concentrare su di sé le caratteristiche di tutti gli altri cugini padroni esistenti») era in ritardo sulla consegna dei lavori: avrebbe dovuto pagare una penale che non sarebbe mai stato in grado di saldare. Il cugino padrone conduceva una vita al di sopra delle sue possibilità, una vita che coincideva con l’immagine che aveva di se stesso ma non con le finanze di cui disponeva. Decide di appiccare un incendio: un incidente nel cantiere avrebbe rimandato la chiusura dei lavori. È l’innesco che provocherà la completa distruzione della Fenice. «C’è qualcosa di malinconico in ogni flashover su cui incombe la distruzione: la distruzione portata da se stesso, la distruzione di se stesso». Il flashover identifica il momento di transizione tra un incendio in crescita e un incendio nella sua fase matura: la temperatura è altissima e uniforme, il fuoco ha raggiunto la totalità delle superfici disponibili, tutto brucia all’unisono. Giorgio Falco ha scritto un libro che come un incendio illumina e divora il suo oggetto: ricostruzione di una storia vera e sua decostruzione; autobiografia di tutti, ritratto in maschera – e di una maschera – degli ultimi quarant’anni di storia italiana; romanzo di un’ossessione; iconotesto in cui le fotografie inchiodano le parole, in un autentico controcanto che brucia sotto traccia fino all’esplosione finale; interrogazione del denaro, del suo potere distruttivo e seduttivo; indagine sul desiderio, il desiderio di cose, di possesso, di riconoscimento, ma anche sul suo opposto: il desiderio di oblio, di silenzio, di distruzione. Come la fiamma che costantemente si sottrae, mobile e sfuggente, Flashover è un libro ibrido, che eccede qualsiasi definizione perché coincide solo con se stesso.


    Giorgio Falco è nato nel 1967. Il suo primo libro, Pausa caffè, edito nel 2004 da Sironi, è stato finalista al Premio Chiara nel 2005. Per Einaudi pubblica nel 2009 L'ubicazione del bene, con il quale vince il Premio Pisa. Nel 2014 La gemella H vince, tra gli altri, il Premio Mondello Opera Italiana, il SuperMondello e il Premio Volponi. Nel 2014 esce per L'orma editore Condominio Oltremare (con Sabrina Ragucci) e l'anno seguente Sottofondo italiano (Laterza). Del 2017 è Ipotesi di una sconfitta (Einaudi), con cui vince il Premio Pozzale Luigi Russo 2018, il Premio Napoli 2018, il Premio Biella Letteratura e Industria 2019. Nel 2020, per Einaudi, esce Flashover. Incendio a Venezia.



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    29 min
  • Valentina Mattia "Complici senza destino"
    Valentina Mattia
    "Complici senza destino"
    Golem Edizioni
    https://www.golemedizioni.it/


    Nunziatina e Amhir si conoscono sul web: lei è siciliana, lui tunisino. Dopo una lunga serie di messaggi in chat, volano a Milano, per conoscersi. Si rivedranno, poi, in Sicilia dove lui si è trasferito per lavoro, e si sposeranno dopo un breve fidanzamento ufficiale. Ma non sempre le cose vanno come devono andare. Una successione di eventi travolgerà come uno tsunami la coppia: come mai Amhir viene continuamente tartassato di telefonate? Hamza è un uomo oppure una donna? Chi sono “Loro”?



    Valentina Mattia è nata a Caltagirone (CT) e vive a Cuneo con la sua famiglia. Oltre a fare l’impiegata, è scrittrice di romanzi e poesie. Nel 2014 esordisce nella narrativa con Intimo ritratto – edizioni Araba Fenice Libri – ospite al Salone Internazionale del libro di Torino, e ottiene il premio “Il Ponte” dall’Associazione Culturale La Sicilia e i suoi amici in Lombardia. A Cuneo ha frequentato una scuola di teatro e di dizione, e il corso completo di Nati per Leggere (NpL) a cura di Sillabaria – Semi di Libro. Si è classificata terza nella sezione Prosa dell’Antologia di narrativa e poesia edita da Primalpe Cuneo (2017), e nell’anno successivo (2018) la stessa casa editrice ha pubblicato il suo secondo romanzo, Alice Schanzer l’alambicco dei ricordi, ispirato alla poetessa e critica letteraria Alice Schanzer in Galimberti. Ha seguito un laboratorio di scrittura. Fa parte del comitato di lettura degli adulti per il Premio Primo Romanzo città di Cuneo.



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    16 min
  • Mariangela Gualtieri "Adesso"
    Mariangela Gualtieri
    "Adesso"
    https://www.monasterodibose.it/ospitalita/lo-spazio-della-cura/14314-adesso


    “Adesso lo sappiamo quanto è triste
    stare lontani un metro”.
    Così terminava la poesia che Mariangela Gualtieri aveva scritto per l’inizio del primo lockdown in
    Italia: “9 marzo duemilaventi”.
    E da questa stessa parola, “Adesso” comincia il suo nuovo dono poetico per l’inizio dell’anno
    2021:

    Adesso è forse il tempo della cura.
    Dell’aver cura di noi, di dire
    noi. Un molto largo pronome
    in cui tenere insieme i vivi,
    tutti: quelli che hanno occhi, quelli
    che hanno ali, quelli con le radici
    e con le foglie, quelli dentro i mari,
    e poi tutta l’acqua, averla cara, e l’aria
    e più di tutto lei, la feconda,
    la misteriosa terra. È lì che finiremo.
    Ci impasteremo insieme a tutti quelli
    che sono stati prima. Terra saremo.
    Guarda lì dove dialoga col cielo
    con che sapienza e cura cresce un bosco ...


    La nota poetessa ha voluto regalare questa lunga poesia alle monache e ai monaci della Comunità di Bose, che sul loro sito hanno aperto una sezione dedicata a Lo spazio della cura: per l’occasione
    del nuovo anno, infatti, hanno chiesto ad alcune amiche e amici di scrivere delle parole per questo futuro, al “noi” che vive già ora la grande avventura di ciò che diventeremo, il futuro di un anno nuovo, il 2021.
    Un’iniziativa per aiutare ad aprire prospettive, allargare lo sguardo, costruire insieme.
    Ora, partendo dal Monastero di Bose questa poesia vuole raggiungere tutti, donne e uomini,
    anziani e giovani, persone che continuano a soffrire per la crisi della pandemia e per tutte le situazioni difficili, per aiutare tutti a guardare con più fiducia ai giorni che verranno.

    Per leggere l’intera poesia si deve accedere al sito del Monastero di Bose:
    https://www.monasterodibose.it/ospitalita/lo-spazio-della-cura/14314-adesso


    Mariangela Gualtieri (Cesena 1951), poetessa e drammaturga, fondatrice insieme al regista Cesare Ronconi del teatro Valdoca. Mariangela da sempre cura la consegna orale della poesia – con letture di versi in Italia e in vari paesi del mondo – dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. La sua attività pedagogica è ininterrotta, con laboratori di scrittura e, attualmente, di lettura di versi al microfono.







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