il posto delle parole

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  • Alessandra Selmi "Le origini del potere"
    Alessandra Selmi
    "Le origini del potere"
    La saga di Giulio II, il papa guerriero
    Editrice Nord
    https://www.editricenord.it/


    Agosto 1471. Esausto dal lungo viaggio, un giovane frate attraversa le antiche mura che difendono la città, passa accanto alle vestigia diroccate di un passato ormai dimenticato, s’inoltra in un intrico di vicoli bui e puzzolenti. E infine sbuca in una piazza enorme, davanti alla basilica più importante della cristianità, dove si unisce al resto della popolazione. Ma lui non è una persona qualunque. Non più. È il nipote del nuovo papa, Sisto IV. È Giuliano della Rovere. E quello è il primo giorno della sua nuova vita, un giorno che segnerà il suo destino: dopo aver assistito alla solenne incoronazione dello zio, Giuliano viene coinvolto dai suoi cugini, Girolamo e Pietro Riario, in una folle girandola di festeggiamenti nelle bettole della città, per poi rischiare la morte in un agguato e ritrovarsi al sicuro tra le braccia di una fanciulla dal fascino irresistibile. È il benvenuto di Roma a quell’umile fraticello, che subito impara la lezione. Solo i più forti, i più determinati, i più smaliziati sopravvivono in quel pantano che è la curia romana. Inizia così la scalata di Giuliano, che scopre di avere dentro di sé un’ambizione bruciante, pari solo all’attrazione per Lucrezia Normanni, la donna che lo aveva salvato quel fatidico, primo giorno, e che rimarrà al suo fianco per gli anni successivi, dandogli pure una figlia. Anni passati a fronteggiare con ogni mezzo sia le oscure manovre del suo grande avversario, il cardinale Rodrigo Borgia, sia i tradimenti dei suoi stessi parenti, i Riario. Anni passati sui campi di battaglia, ad imparare l’arte della guerra, e a tramare in segreto contro i Medici di Firenze, nonostante il disastroso esito della congiura dei Pazzi. E tutto per prepararsi a un evento ineluttabile: la morte di suo zio, il papa, e l’apertura del conclave. Ecco la grande occasione di conquistare il potere assoluto. Ma Giuliano scoprirà che il destino, per il momento, ha altri piani per lui…


    Alessandra Selmi (Monza, 1977) è titolare dell'agenzia letteraria Lorem Ipsum, dove si occupa di scouting e editing. Tiene una rubrica di critica letteraria sul Cittadino di Monza e Brianza e insegna Scrittura editoriale nei master dell'Università Cattolica di Milano. Le origini del potere è il suo primo romanzo storico.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Ghila Piattelli "Resta ancora un po'"
    Ghila Piattelli
    "Resta ancora un po'"
    Giuntina
    https://www.giuntina.it/


    Giuditta si è messa in testa di scegliere il luogo più adatto per il suo eterno riposo. Con tutina rosa e scarpette di vernice esplorerà lapidi e vialetti alla ricerca del cimitero perfetto e, senza troppi convenevoli, entrerà nelle vite dei suoi giovani accompagnatori – l’amatissimo nipote Yoni, la sua fidanzata Noga e il coinquilino Ittai – e in tutte le loro vite lascerà un segno. Ma soprattutto Giuditta riuscirà a esorcizzare il segreto che la figlia Ahuva tiene ben celato in una scatola da scarpe nascosta nell’armadio e che da troppi anni tiene in ostaggio la sua famiglia.

    Resta ancora un po’ è un originale “romanzo israeliano in lingua italiana” che squarcia il velo che separa generazioni e sensibilità. Passato e presente, nonni e nipoti, vivi e morti si sfiorano e si scoprono più vicini di quanto immaginassero. Dal loro dialogo nasce la consapevolezza che, per tornare a respirare, bisogna imparare a non aver paura del dolore o dell’oblio. Solo così i fantasmi che abbiamo trattenuto con la forza, quelli che abbiamo imprigionato nei cassetti e nei cuori, potranno finalmente quietarsi e sorriderci, e forse perfino dissolversi.


    Ghila Piattelli è nata a Roma nel 1973 e si è trasferita in Israele nel 1992. Dopo essersi laureata in Filosofia presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, e aver conseguito un diploma post-laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università Bar Ilan, nel 2001 ha fatto ritorno in Italia dove ha collaborato con il Centro di cultura ebraica di Roma e ha lavorato presso l’Ambasciata d’Israele. Nel 2009 è tornata a vivere in Israele dove lavora come traduttrice e insegnante di italiano. È sposata e ha tre figli. Resta ancora un po’ è il suo primo romanzo




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    20 min
  • Guia Risari "Avanti tutta!"
    Guia Risari
    "Avanti tutta!"
    illustrazioni di Daniele Iride Murgia
    Edizioni Corsare
    http://www.edizionicorsare.it/
    www.facebook.com/edizioni.corsare


    Un giardino. Due singolari pali, lunghissimi, poggiati contro l’albero. La noia che spinge a provare qualcosa di nuovo e un pensiero fugace che si trasforma in azione. Eccolo lassù, arrampicato fino in cima a quei trampoli altissimi, a guardarsi intorno e osservare il mondo.

    E dall’alto ammiro il paesaggio.

    Si vedono i campi, il lago, la montagna.
    Gli alberi paiono cespugli
    e il cielo una goccia vicina.


    Da questa prospettiva tutto sembra diverso e bellissimo. Un’esperienza simile va condivisa! Il cane è il primo a raggiungerlo, poi è la volta del papà e della mamma e di chiunque desideri accompagnarlo. Ci vuole coraggio per continuare il viaggio, fare spazio agli amici, avanzare verso l’orizzonte. Avanti tutta!

    Sulle ali dell’immaginazione


    «Questo libro nasce, proprio come nel racconto, in una giornata un po’ noiosa. La noia non è vuoto, ma un mare da cui può scaturire qualunque cosa. Allora mi sono arrampicata sulla mia immaginazione e ho descritto quel che succedeva. Proprio come fa il protagonista, che sale sui trampoli e parte alla scoperta del mondo, portando con sé quelli che hanno voglia di accompagnarlo. La sua famiglia, il cane, gli amici, un marinaio, un vecchio pittore, una ragazzina cieca…
    Il racconto è un viaggio di esplorazione, fatto di grandi paesaggi ma anche di piccole cose, sfumature e, soprattutto, di nuovi orizzonti da condividere con chi insegue un sogno. Questo libro è un inno all’immaginazione, all’amicizia, alla libertà e allo spirito d’avventura. Tutte cose che non hanno mai fine» (Guia Risari).

    Cosa ho pensato mentre ero sui trampoli

    «Partire dal titolo, prima ancora che dal testo.
    Per illustrare, quando si è giù, umani, a terra, provando a mantenere i piedi ancorati alla terra, che si ribella, sacrosantamente, con una pandemia, bisogna fare un grande sforzo immaginativo.
    Per non cadere dal marciapiede bisogna saper guardare in alto, non in basso, e vedere come sanno volare i bambini in un racconto.
    Per non abituarsi alla noia bisogna salire su dei trampoli che superano ogni principio di realtà.
    Per non rimanere soli, là in alto, su questi trampoli, bisogna convincere gli altri a raggiungerci, esattamente lì, dove altre cose sono possibili, altre soluzioni, altri modi di guardare, altri modi di vivere.
    Non è così difficile annusare una nuvola, quando si comprende che l'aria che respiriamo è fatta della stessa sostanza.
    Per salire su dei trampoli, anche su quelli più “piccoli”, ci vuole coraggio».
    (Daniela Iride Murgia)


    Guia Risari
    Nata a Milano nel 1971, dopo gli studi classici, si è laureata in filosofia all’Università Statale, e si è specializzata in studi ebraici moderni e letteratura in Inghilterra e in Francia. Scrittrice e traduttrice di consolidata esperienza, ha pubblicato saggi, racconti, romanzi, testi poetici e libri per bambini e ragazzi con le maggiori case editrici. Tra i numerosi libri per bambini, Achille il puntino (ill. M. Taeger Kalandraka 2008), La coda canterina (ill. V. Lopiz, Topopittori 2010), Il volo della famiglia Knitter (ill. A. Castagnoli, Bohem Press 2016), Mamma cerca casa (ill. M. Di Lauro, Paoline 2019), La Strana storia di Cappuccetto blu (ill. C. Pollet, Settenove 2020). Tra i romanzi per ragazzi, Il Taccuino di Simone Weil (rueBallu 2014, Menzione Premio Pavullo nel Frignano 2014), Il Decamerino (Mondadori 2015), La porta di Anne (Mondadori 2016, Premio Cento), Il viaggio di Lea (EL Einaudi ragazzi 2016), Gli amici del fiume (San Paolo 2017), Una gallina nello zaino (Terre di...
    17 min
  • Melania G. Mazzucco "Festival del Classico"
    Melania G. Mazzucco
    "Festival del Classico"
    dal 28 novembre al 4 dicembre 2020
    https://festivaldelclassico.it/

    Sabato 28 novembre 2020, ore 22:30
    "La notte degli eroi"
    conduce Neri Marcorè
    partner Lavazza Group

    evento online su:
    https://festivaldelclassico.it/
    https://www.youtube.com/channel/UC-gmvAbd6dmsr7OcYfv0aRg
    https://www.facebook.com/ilcircolodeilettori/

    Di stelle è piena la notte, luci che rischiarano il buio dell’Universo in attesa del giorno.
    Di intrighi e prodigi, amori, passioni e avventure è costellata la notte prima del Festival del Classico: una maratona di voci per viaggiare in penombra fra le storie del mondo antico – ancora così simile al nostro.


    "Le donne e la guerra, la guerra delle donne"
    con Melania Mazzucco, scrittrice
    Non solo fanciulle rapite e madri caritatevoli, i testi antichi sono ricchi di donne che le guerre non le fanno scoppiare ma le combattono e, spesso, le vincono. A volte le perdono, tante volte le subiscono, alcune imbracciano armi e coraggio e si buttano nella battaglia. Ci sono le Amazzoni, c’è la dea Athena, e Lisistrata, che combatte con le parole. Ma anche Andromaca, sposa di Ettore fedele e affettuosa, e ovviamente Elena di Troia. E oggi? Che ruolo hanno le donne nelle guerre? Anche adesso ci sono sia vedove tristi che capi di Stato (e di decisioni), sia orfane che ufficiali sul campo. Pure in questo caso, i classici raccontano storie eterne.



    Melania G. Mazzucco
    "L'architettrice"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte: materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un'epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell'arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell'ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L'incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto piú di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l'arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.



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    21 min
  • Laura Imai Messina "Tokyo tutto l'anno"
    Laura Imai Messina
    "Tokyo tutto l'anno"
    Viaggio sentimentale nella grande metropoli
    illustrato da Igort
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/

    Laura Imai Messina, che ci vive da quindici anni e vi ha ambientato i suoi romanzi, ci accompagna in una Tokyo familiare e sconosciuta al viaggiatore occidentale, quotidiana, fatta di stradine nascoste, riti domestici, abitudini secolari e tradizioni modernissime. Tokyo tutto l'anno, arricchito dalle splendide illustrazioni di Igort, è un viaggio sentimentale, autobiografia in forma di città, enciclopedica lettera d'amore a una metropoli e ai suoi abitanti, indimenticabile romanzo di luoghi, personaggi, cibi, leggende, sogni.


    «Tokyo sembra sempre in costruzione. Da bruco a farfalla, da farfalla a rondine, da rondine a sasso, da sasso a palazzo, da palazzo a bosco, da bosco a… È in uno stato di infanzia perenne, come una bambina che a guardarla non pare diversa, ma poi confrontandola con le fotografie – l’album aperto una domenica sulle ginocchia – emerge strabiliante nella differenza».

    «La forma di una città cambia piú veloce di un cuore» diceva Baudelaire. E forse, tra tutte le città, Tokyo è quella che cambia piú velocemente se è vero, come scrive Laura Imai Messina, che l’antica Edo «è in uno stato di infanzia perenne». Laura si trasferí a Tokyo per studiare: pensava sarebbero passati pochi mesi – quanto bastava per perfezionare il suo giapponese – non che sarebbe rimasta piú di quindici anni, e che si sarebbe innamorata perdutamente di una delle città piú affascinanti, labirintiche e seducenti del mondo (oltre che di un ragazzo che sarebbe diventato suo marito). Tokyo non solo è una delle grandi metropoli globali, ma è anche una città densissima di storie, tradizioni, simboli, «segni »: è la città dove usanze secolari vivono accanto ai quartieri degli otaku, gli appassionati di manga e videogame, dove le culture giovanili piú effervescenti del pianeta si muovono nelle stesse strade su cui si affacciano piccoli locali tipici. È una città in cui i ritmi frenetici del lavoro e del commercio si alternano a quelli cadenzati delle stagioni e delle festività, dove il rito ha un’importanza fondamentale perché è il calendario, con le sue feste e la sua memoria, a regolare la vita dei suoi abitanti. Laura Imai Messina racconta Tokyo con uno sguardo unico, a cui la conoscenza delle usanze e delle strade non ha tolto freschezza e curiosità. Un viaggio lungo un anno, da Mutsuki, gennaio, «il mese degli affetti», a Shiwasu, dicembre, «il mese dei bonzi affaccendati», fino al cuore di Tokyo, la «città bambina».

    Laura Imai Messina è nata a Roma. A ventitre anni, dopo la laurea, si trasferisce a Tokyo. Quello che doveva essere un breve soggiorno per migliorare la lingua è diventato una scelta di vita che dura da quindici anni. Vi ha conseguito un dottorato in Letteratura, e attualmente insegna italiano nelle piú prestigiose università della capitale giapponese. È autrice dei romanzi Tokyo Orizzontale, Non oso dire la gioia e del saggio Wa. La via giapponese all'armonia. Nel 2020 pubblica il romanzo Quel che affidiamo al vento, autentico caso editoriale in corso di traduzione in oltre venti paesi. Vive tra Kamakura e Tokyo con il marito, Ryosuke, e i figli, Claudio Sosuke ed Emilio Kosuke.

    https://www.lauraimaimessina.com/



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    31 min
  • Ivano Dionigi "Il demone di ogni uomo"
    Ivano Dionigi
    "Il demone di ogni uomo"
    Festival del Classico
    https://festivaldelclassico.it/
    https://circololettori.it/


    "Il demone di ogni uomo"
    «Tu chi sei?»: la risposta in quattro precetti (più uno)

    Festival del Classico
    Giovedì 3 dicembre ore 18:30
    con Ivano Dionigi, latinista autore di Segui il tuo demone (Laterza) e Pietro Del Soldà, filosofo

    evento online su festivaldelclassico.it, Youtube e Facebook
    https://festivaldelclassico.it/
    https://www.youtube.com/channel/UC-gmvAbd6dmsr7OcYfv0aRg
    https://www.facebook.com/ilcircolodeilettori/


    Obbedire al tempo (parere tempori), seguire il demone (deum sequi), conoscere se stessi (se noscere), non eccedere in nulla (nihil nimis): racchiusi in otto parole latine che sfidano la brevitas di Twitter, questi i quattro punti cardinali attorno a cui ruota tutta la saggezza classica legata a Sofocle e Socrate, Platone e Aristotele, Cicerone e Orazio, Seneca e Agostino e alla quale farà costante riferimento la riflessione letteraria e filosofica della nostra Europa.
    Quattro precetti che mirano a rispondere alla domanda di Agostino: «Tu chi sei?».
    La riflessione arriva a oggi e intercetta le domande delle giovani generazioni, chiamate a una missione supplementare e difficile: arrivati in un mondo vecchio fatto su misura per i loro padri, devono ora costruirne uno nuovo per loro stessi e per i loro figli.
    Torna così attuale l’invito che Max Weber rivolse ai giovani nei giorni che seguirono le macerie della prima guerra mondiale. Alla domanda: «Professore, cosa dobbiamo fare?», il professore non seppe andare oltre questa risposta: «Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita».



    Ivano Dionigi
    "Segui il tuo demone"
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/

    «Demone a ciascuno è il suo modo di essere.»
    Eraclito

    Guardano il cielo stellato ma non si meravigliano, sono angosciati dall’esistenza ma non sono tragici, elaborano ricette ma non redigono nuove tavole della legge, parlano di tutto ma non di noi. I contemporanei non ci sono attuali. Sono i classici i competenti in umanità e i maestri di saggezza: con i loro precetti – obbedire al tempo, seguire il demone, conoscere se stessi, non eccedere, conoscere la natura – ci soccorrono nel rispondere alla domanda di Agostino: «Tu chi sei?». Sono i classici che, liberandoci dalla saturazione e dalle spire del presente, ci ricollegano alla memoria dei trapassati e ci interpellano sulla responsabilità verso i nascituri, rendendoci partecipi di quella grande comunità – res publica maior la chiamava Seneca – che ci precede e ci eccede. Il libro spinge questa riflessione fino ai nostri giorni. Intercetta le domande dei giovani, abitati da una divorante ansia di verità e chiamati a una missione supplementare e difficile: arrivati in un mondo fatto su misura per i loro padri, devono costruirne uno per loro stessi e per i loro figli. Torna così attuale l’invito che Max Weber, echeggiando la saggezza classica, rivolse ai giovani nei giorni segnati dalle macerie della prima guerra mondiale. Alla loro domanda: «Professore, cosa dobbiamo fare?», rispose semplicemente: «Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita».


    Ivano Dionigi, latinista, è presidente della Pontificia Accademia di Latinità e del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e direttore del Centro Studi “La permanenza del classico” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, di cui è stato...
    46 min
  • Stefano Zecchi "Anime nascoste"
    Stefano Zecchi
    "Anime nascoste"
    Romanzo di una generazione incendiata.
    L'altro Sessantotto.
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Lorenzo, un antiquario, ha quasi cinquant’anni quando conosce Barbara, affascinante compositrice di musica per teatro. L’intesa è immediata, e l’incontro fortuito matura pian piano in relazione e la relazione in convivenza, pur tra le ombre degli amori passati con i loro ricordi felici e le profonde ferite non sempre rimarginate. Barbara non cancella la memoria del marito, e Lorenzo quella meno definita, però ingombrante, di Gloria.

    Nel momento più doloroso dell’ormai lunga relazione tra Lorenzo e Barbara, torna inaspettatamente in scena Gloria, arrestata a Parigi durante una complessa indagine per omicidio. Lorenzo decide di incontrarla per sciogliere i nodi che continuano a fremere nel suo presente: parte per Parigi, senza sapere cosa Gloria voglia dirgli né cosa proverà nel rivederla.

    Ma il viaggio in treno è l’occasione per Lorenzo (“Un uomo che si è creato un mondo e ci si è chiuso dentro”) di ripercorrere la propria vita, dall’infanzia a Venezia, alle prime, traccianti letture fino al trasferimento per l’università di Milano. Proprio qui, tra le vie della città dei Navigli, Lorenzo ritrova Gloria, dopo averla per poche ore conosciuta a Venezia, durante una drammatica circostanza. La ragazza, anima nevrotica quanto affascinante, trascina Lorenzo, con il suo amore avvolgente, nei vortici incandescenti della lotta studentesca e dei suoi tragici sviluppi che sconvolsero un intero Paese.

    Nel suo nuovo romanzo, l’amatissimo professore Stefano Zecchi ci consegna il ritratto lucido e appassionato di una generazione incendiaria e incendiata, una storia di formazione letteraria e politica che racconta in chiave totalmente inedita il Sessantotto, dando voce a una gioventù emarginata e ribelle, scivolata nella spirale di un estremismo vissuto con passione, disancorato dalla realtà, dimostrando che ciascuno di noi è l’artefice di ciò che è, e dei ricordi che lascia in eredità.


    Stefano Zecchi, già professore di Estetica all'Università degli Studi di Milano, è romanziere, saggista e editorialista. Tra i suoi libri ricordiamo: Fenomenologia dell'esperienza (1972), Utopia e speranza nel comunismo (1974, nuova edizione 2008), La fenomenologia dopo Husserl nella cultura contemporanea (1978), La fenomenologia (1983), La magia dei saggi (1983), La fondazione utopica dell'arte (1984), La bellezza (1990, nuova edizione 2013), Verso dove? (1991) e, per Mondadori, Sillabario del nuovo millennio (1993), Il brutto e il bello (1995), L'artista armato (1998), Capire l'arte (1999), L'uomo è ciò che guarda. Televisione e popolo (2005, premio Hemingway), Le promesse della bellezza (2006), e i romanzi Estasi (1993), Sensualità (1995, premio Bancarella), L'incantesimo (1997), Fedeltà (2001, premio Grinzane Hanbury), Amata per caso (2005), Il figlio giusto (2007), Quando ci batteva forte il cuore (2010, premio Acqui Storia, e premio delle Biblioteche di Roma), Rose bianche a Fiume (2014), L'amore nel fuoco della guerra (2018, premio Niccolò Tommaseo).



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    31 min
  • Cristina Gamberi "Giornata contro la violenza sulle donne"
    Cristina Gamberi
    Giornata contro la violenza sulle donne
    Fondazione del Monte
    http://noino.org/
    https://www.fondazionedelmonte.it/

    La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, mercoledì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, propone una serie di incontri in digitale con due classi dell'Istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna e una classe del polo liceale Rambaldi- Valeriani-Alessandro di Imola.
    L’iniziativa si inserisce nel progetto NoiNo.org della Fondazione del Monte – coordinato dall’associazione Il progetto Alice e gestito da Rete Attraverso lo Specchio – che ha l’obiettivo di contrastare la violenza di genere cercando di cambiare i modelli maschili e sensibilizzando i più giovani attraverso percorsi educativi rivolti alle scuole superiori, corsi di formazione per insegnanti ed eventi pubblici aperti a tutti.

    Quest’anno NoiNo.org, con lo slogan Prendiamo parola contro la violenza sulle donne, si impegna contro il cyberbullismo e la violenza maschile che passa dai social media e dalla rete, una violenza che purtroppo con l’emergenza sanitaria si è fatta ancora più forte e capillare.

    Tra i 18 e i 29 anni un ragazzo su quattro pensa che la violenza sulle donne sia dovuta a un raptus momentaneo, giustificato dal troppo amore, e che vada risolta dentro le mura di casa. Una percentuale preoccupante di teenager di entrambi i sessi tollera che in una relazione ci siano comportamenti violenti e possessivi. I maschi, in particolare, condividono una visione fortemente sessista e stereotipata delle differenze di genere. Infine, per il 21% delle ragazze e dei ragazzi, il cyberstalking rientra nella normalità.

    Quest’anno, per coinvolgere e sensibilizzare gli studenti su questi temi anche in piena pandemia, NoiNo.org e la compagnia PartecipArte hanno deciso di trasferire online attività che normalmente svolgono in laboratorio e a teatro.

    L’attrice Claudia Signoretti e l’attore Olivier Malcor proporranno a due classi dell’Istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna e a una classe del Liceo Rambaldi Valeriani di Imola un laboratorio online che permetterà loro di affrontare in diretta alcuni problemi della cultura maschilista. I ragazzi potranno inoltre sperimentare a distanza alcuni sketch tratti da Amore mio - Quando una relazione diventa pericolosa, uno spettacolo di Teatro Forum costruito per mostrare le tappe che portano alla violenza e suggerire soluzioni che possano aiutare chi si trova in una relazione pericolosa. Il Teatro Forum è un genere molto particolare, in cui il pubblico può interrompere l’azione e intervenire per cambiare la storia, scoprendo così in presa diretta le difficoltà d’intervento, comprendendo strategie pericolose e individuando possibili vie d’uscita.

    «La nostra attenzione va a tutti i progetti che mirano a difendere la dignità della persona, una dignità svilita dagli atti di bullismo e cyberbullismo e a maggior ragione annientata da violenze domestiche che spesso portano addirittura alla morte. Purtroppo, nei contesti in cui il valore della vita è ridotto a zero, le donne e i bambini sono spesso le vittime più deboli» afferma Giusella Finocchiaro, Presidente della Fondazione del Monte.
    «Il progetto NoiNo.org porta in classe temi di cui si parla solo superficialmente come fatti di cronaca, per svelare invece come la violenza sulle donne ci riguarda tutti da vicino. Per prevenire la violenza di genere è infatti necessario imparare a creare relazioni alla pari, basate sull'ascolto e sul rispetto reciproco, riconoscendo il valore delle differenze, dell'autonomia e della fiducia, senza il controllo e il possesso. Lo spazio educativo della scuola è dunque un luogo privilegiato per sensibilizzare i più giovani...
    16 min
  • Daniele La Corte "Il ritorno di Pricò"
    Daniele La Corte
    "Il ritorno di Pricò"
    Un'altra Resistenza
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/

    Daniele La Corte scava nel passato e da cacciatore di storie libera dall’oblio personaggi che hanno dato la vita in nome della Resistenza ai nazifascisti. Interroga ancora il processo resistenziale, e lo fa a partire dalla retrospettiva sugli anni Sessanta, cogliendo anche sfumature dei destini di due Paesi come l’Italia e l’Argentina.




    Italia, anni Settanta: Pricò Rutelli è un giornalista di professione. La redazione è la sua casa, la sua vita. Il giornale è qualcosa di cui non può fare a meno. Grande passione, voglia di trovare notizie, di scoprire storie per raccontarle in modo diverso. La notizia prima di tutto, in una concatenazione di eventi che gli aprono la strada a verità nascoste. Pricò è un cacciatore di storie che in qualche modo lo legano al suo passato.
    è nato in Italia ma parte dell’infanzia e l’adolescenza l’ha vissuta in Argentina. è migrante di ritorno nonostante le agiatezze d’Oltreoceano. Torna nel Paese natio alla ricerca di chi ha ammazzato suo padre, prima che lui nascesse.
    Anni a interrogare la madre che non gli ha mai detto niente. Lo stacco traumatico dalla casa natia e il lungo viaggio verso l’Argentina come milioni di altri italiani che cercavano “Lamerica”, la terra promessa. E là tra le luci e le ombre di una Buenos Aires in continua crescita, si forma il carattere di Pricò al fianco di una madre iperprotettiva. La mamma lo vorrebbe avvocato, ma Pricò non vestirà mai la toga per seguire il sogno di sempre: il giornalismo. E a Buenos Aires trova una redazione che lo accoglie. Ma il pensiero costante è scoprire chi ha ucciso suo padre. Tornato in Italia Pricò continua nella professione di cacciatore di storie e stringe un rapporto di amicizia con Claudio Tempra, il suo nuovo capocronista.
    In redazione per tutti è “l’Argentino”. Ed è nel giornale italiano che aiutato da Tempra e dal direttore si muove alla ricerca della verità. Gli affidano un’inchiesta su storie di Resistenza da pubblicare a puntate. è l’espediente che suggerisce all’”Argentino” il tentativo di scoprire la verità su suo padre.
    Daniele La Corte interroga ancora il processo resistenziale, e stavolta lo fa a partire dalla retrospettiva sugli anni Settanta, cogliendo anche le sfumature dei destini di due Paesi come Italia e Argentina. Questa volta, la storia è spezzata, franta in tanti rivoli, in vicende che hanno un comune destino, quello della lotta per la Libertà.
    Alla fine, l’”Argentino” scoprirà la verità su suo padre? Quanto cercare la verità è diverso dal trovarla?
    I bambini ci guardano, sembra dirci La Corte, ricordando il celebre film diretto da Vittorio De Sica e il romanzo di Cesare Giulio Viola: i bambini ci guardano, e corrono con noi la Storia.


    Daniele La Corte giornalista professionista e scrittore. Giunge al suo nono libro dopo aver lavorato per le più prestigiose testate ita-liane, da Il Secolo XIX a il Corriere della Sera, da la Repubblica a La Stampa ad Avvenire. Laureato in Sociologia si dedica alla ricerca storica legata alla seconda guerra mondiale, attività che gli ha permesso di svelare episodi inediti, raccontandoli poi in forma di romanzo storico. L’attività giornalistica più che quarantennale lo ha portato a interessarsi di fatti di cronaca di rilevanza nazionale e internazionale. Ha ricoperto incarichi nell’Ordine dei Giornalisti e nel Sindacato. Per due volte è stato tra i vincitori del Premio “Il Cronista dell’Anno” e nel 2002 è stato insignito dell’onorificenza della Repubblica Francese “Chevalier de l’Ordre des Arts e des Lettres”. Nel 2019 ha ottenuto menzione di merito al “Premio Gozzano”. Recentemente è stato eletto Coordinatore del Comitato Scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Con-temporanea della provincia...
    24 min
  • Alfio Caruso "Così ricostruimmo l'Italia"
    Alfio Caruso
    "Così ricostruimmo l'Italia"
    Neri Pozza Editore
    http://neripozza.it/

    All’inizio del giugno 1945, dopo un mese di pace in Italia, i mezzi di trasporto ferroviario, rispetto all’anteguerra, sono a un sesto, gli autocarri a meno della metà, la flotta mercantile a un decimo. Servono sette ore per andare da Roma a Napoli, trentasei da Torino a Roma su un unico treno giornaliero, trentatré da Milano.
    Per il trimestre estivo, gli approvvigionamenti di carbone sono valutati a un decimo del fabbisogno, pure lo zucchero è a un decimo, la carne a un quarto. Il Nord della Penisola è attraversato da una scia di odio sanguinario; i partiti politici si sbranano sul futuro assetto statuale, monarchia o repubblica; l’indipendentismo minaccia la Sicilia; Tito ha allungato le mani su Trieste e il Friuli Venezia Giulia.
    Eppure in quindici anni l’Italia stupirà il mondo con una rinascita che non ha precedenti.
    Ad accompagnare i sogni arriva subito la schedina, prima con il «12», poi con il «13». Il Grande Torino, Coppi, Bartali ridanno un minimo di orgoglio a un Paese umiliato dal fascismo e annichilito dalla guerra persa. La scuola, il diploma, la laurea diventano il traguardo di moltissime famiglie convinte che il «pezzo di carta» consentirà ai figli un domani migliore. Scandali, imbrogli, misfatti rimangono spesso sotto il pelo dell’acqua e in ogni caso non infrangono l’ottimismo di fondo. La guerra fredda, lo scontro fra le grandi ideologie scavano baratri incolmabili, tuttavia permane una solidarietà di fondo tra le diverse anime della Nazione. Sia a destra, sia a sinistra in diverse occasioni l’interesse di bottega viene sacrificato davanti all’interesse generale.
    Capo del governo per sette anni, l’asburgico De Gasperi tiene a freno i grandi nemici della sinistra, Togliatti e Nenni, e quelli dell’oltranzismo cattolico rappresentati da Luigi Gedda, il pupillo di Pio xii. Dalle ceneri dell’agip il monopolista a fin di bene Mattei costruisce l’eni e lo usa per rompere il predominio petrolifero delle sette sorelle. Dall’inventiva di Enzo Ferrari e di Enrico Piaggio nascono due gioielli invidiati dal mondo. Gli italiani sostituiscono la Vespa alla bici in attesa di salire prima sulla Seicento, poi sulla Cinquecento. La nascente televisione regala una lingua al Paese, lo racconta e lo fa conoscere ai tanti, che mai si sono mossi dal borgo natio. Il cinema italiano conosce il suo periodo più fecondo contrassegnato dagli oscar a De Sica e a Fellini, dai trionfi di Rossellini al festival di Cannes.
    È la grande stagione della ricostruzione, un periodo della nostra storia in cui le accese divisioni sociali e politiche si accompagnano al comune desiderio di rinascita di una Nazione.


    Alfio Caruso (Catania, 1950), una laurea, una moglie, tre figli, una nuora, due nipotini, dopo quattro romanzi con Leonardo e Rizzoli si è dedicato con Longanesi alla storia italiana del Ventesimo secolo. Ne ha narrato l’escalation mafiosa (Da Cosa nasce Cosa, Perché non possiamo non dirci mafiosi, Io che da morto vi parlo, Milano ordina: uccidete Borsellino), l’abbondanza di misteri (Il lungo intrigo), i più importanti episodi della seconda guerra mondiale (Italiani dovete morire, Tutti i vivi all’assalto, Arrivano i nostri, In cerca di una Patria, Noi moriamo a Stalingrado, L’onore d’Italia). Con Einaudi ha pubblicato due romanzi, Willy Melodia e L’arte di una vita inutile, con Salani Breve storia d’Italia.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
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