il posto delle parole

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  • Manuela Iannetti "Verso Archivissima 2021"
    Manuela Iannetti
    "Verso Archivissima 2021"
    https://www.archivissima.it/2021/


    “Non c’è fardello più pesante di un grande potenziale”
    Linus (Charles M. Schulz, Peanuts)


    #generazioni
    Cosa salvare di ciò che le generazioni prima di noi hanno prodotto? Cosa produrre di nuovo? Come stabilire una connessione e, soprattutto, come generare nuova vita da ciò che si è deciso di conservare? La risposta è negli archivi, ponti tra epoche, generazioni e contenuti.


    Venerdì 4 giugno 2021
    la notte degli archivi
    La notte giunge nel 2021 alla sua sesta edizione.
    Con uno sguardo inedito all’Europa.


    Mercoledì 9 giugno 2021
    convegno
    Stimolati dal tema #generazioni, Polo del ‘900 e Anai cureranno in occasione della Giornata internazionale degli Archivi un momento di confronto innovativo intorno ai concetti essenziali del dibattito archivistico contemporaneo: conservazione, fruizione, trasmissione, contaminazione di beni culturali. Partendo dai contenuti, e dai linguaggi.


    mostra
    I contenuti d’archivio diventano protagonisti di una grande esposizione artistica, reinventati e ripensati attraverso la creatività contemporanea.
    In linea con l’edizione passata, la mostra sarà anche l’esito di una ricerca sulla performance come azione generativa di nuovi contenuti, che troverà nei giorni del Festival spazi e momenti di espressione.
    In un gioco in continua evoluzione e trasformazione.




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    15 min
  • Bruno Tognolini "Posso essere tutto!"
    Bruno Tognolini, traduttore poetico di:
    "Posso essere tutto!"
    Camelozampa
    https://www.camelozampa.com/


    Io quando cresco cosa sarò?
    Di tutti i mille lavori del mondo
    Io quando cresco quale farò?
    Il pianta-zucconi
    Il soffia-soffioni
    Il piega-aeroplani
    Il cucciola-cani…

    Un poetico e gioioso viaggio tra tutte le possibilità che la vita offre, una risposta bambina alla grande domanda “Che cosa farò da grande?”
    L’umorismo delicato delle rime di Jerry Spinelli, genialmente reinventate da Bruno Tognolini, incontra le fantastiche e vibranti illustrazioni di Jimmy Liao.

    Jerry Spinelli è nato a Norristown, in Pennsylvania nel 1941, e vive a Phoenixville. Autore per ragazzi tra i più acclamati al mondo, è stato premiato con la Newbery Medal e il Newbery Honour. Tra i numerosi titoli pubblicati in Italia, tutti per Mondadori, Stargirl, La schiappa, La figlia del guardiano, Misha corre. Nel 2001 ha vinto il Premio Andersen Miglior autore.


    Jimmy Liao a partire dal 1998 ha pubblicato 50 albi illustrati. È tradotto in 15 lingue e ha venduto più di 5 milioni di copie in tutto il mondo, diventando in poco tempo il più celebre autore di libri illustrati in Asia. Dai suoi libri sono stati tratti film e opere teatrali, gli sono stati dedicati parchi a tema, hotel, fermate della metro. La China Airlines ha creato un aereo ricoperto dalle sue illustrazioni. È stato nominato per l’Astrid Lindgren Memorial Award nel 2014 e 2016. In Italia sono usciti “La voce dei colori”, “Una splendida notte stellata”, “La luna e il bambino”, “Abbracci”, “Se potessi esprimere un desiderio” (Gruppo Abele) e “Incontri Disincontri” (Terre di Mezzo).


    Bruno Tognolini è ormai da trent’anni scrittore “per bambini e per i loro grandi”. Ha scritto poesie, romanzi e racconti, programmi televisivi (Albero Azzurro, Melevisione) e molto altro. È premio Andersen nel 2007 e 2011. Il suo romanzo Il giardino dei musi eterni è Libro dell’Anno a Fahrenheit Radio Tre, finalista Premio Strega Ragazzi e vincitore del Premio LiBeR 2017.




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    16 min
  • Giorgio Vasta "Book Pride Link"
    Giorgio Vasta
    "Book Pride Link"
    http://bookpride.net/site/




    Book Pride approda per la prima volta al digitale, con un format innovativo, offrendo a tutta l’editoria indipendente un’occasione di incontro con il largo pubblico oltre i confini fisici, senza rinunciare alla possibilità di vendita del libro prevista comunemente nelle fiere.
    Dal 22 al 25 ottobre una piattaforma interattiva (online.bookpride.net) metterà insieme circa 70 editori e oltre 100 librerie indipendenti sull’intero territorio nazionale, con uno speciale catalogo Book Pride.
    Ogni editore allestirà all’interno della piattaforma un proprio stand virtuale in cui il lettore potrà scoprire le ultime novità e il catalogo, approfondire contenuti inediti, interagire con le redazioni e con gli autori. Gli stand saranno dotati di una sala virtuale in cui saranno proposti eventi e presentazioni pensati appositamente per la manifestazione intorno al tema Leggere i Venti.

    Appuntamenti in diretta streaming e contributi video realizzati ad hoc saranno trasmessi sulla piattaforma. Nelle stesse date si svolgeranno anche eventi in presenza grazie alla collaborazione tra gli espositori e i librai aderenti alla manifestazione, che li ospiteranno all’interno dei loro spazi, nelle diverse regioni italiane. L’organizzazione degli eventi fisici dipenderà dall’evolversi dell’emergenza sanitaria, saranno comunque realizzati in conformità alla normativa vigente o in streaming.

    Il nutrito programma di Book Pride Link si articolerà in dialoghi, reading, tavole rotonde con scrittori, fumettisti, editori, intellettuali, artisti e studiosi.
    Tra gli ospiti coinvolti: Pierdomenico Baccalario (Emons), Giorgio Ballario con Luca Crovi (Edizioni del Capricorno); il cantautore Francesco Bianconi con il fumettista Igort; Sara Blau (Carbonio); Alessandro Bonaccorsi con Guido Scarabottolo (Terre di mezzo editore); Laura Bosio (Enrico Damiani Editore); Marta Canfield (Le Lettere) con Attila Scarpellini e Marco Benacci; Valeria Della Valle e Giuseppe Patota (Treccani Libri) con Giordano Meacci; Nino De Vita (Le Lettere) con Francesco Targhetta, Roberta Durante e Diego Bertelli; Renato De Rosa (Carbonio Editore) con Marco Malvaldi; il musicista Davide Boosta Dileo con Veronica Raimo; Paolo Di Paolo; Daniela Gambaro (Nutrimenti); Anna Giurickovic Dato (Fazi Editore) con Carolina Capria; Lisa Iotti (il Saggiatore) con Pietro del Soldà; Emilia Marasco (Il Canneto) con Ester Armanino; Beatrice Masini; Semezdin Mehmedinovic (Bottega Errante) con Elvira Mujčić; Emmanuelle Pagano (L'Orma editore); Demetrio Paolin (Voland) con Alessandro Zaccuri; Yakov M. Rabkin (Edizioni l’Ornitorinco) con Antonio Donno, Michael Segre e Furio Biagini; Tommaso Ragno; Claudia Rankine (66thand2nd); Carolina Sanín (Mendel edizioni); Carlo Smuraglia (Bordeaux) con Gad Lerner; Irene Solà (Blackie Edizioni); il cantautore Giovanni Truppi con Nadia Terranova; Wytske Versteeg (Scritturapura Casa Editrice) con Federico Faloppa; Heman Zed (Neo Edizioni) con Francesco Coscioni; Alexi Zentner (66thand2nd); Emanuele Zinato con Daniele Giglioli e Laura Pugno (Treccani); J. P. Zooey (XY.IT), per citarne solo alcuni.

    «Per raccontare la forma di questo Book Pride abbiamo scelto il termine Link. Nell’accezione ormai tradizionale – che rimanda alla connessione digitale – ma soprattutto nel suo significato originario di legame. Un legame, tra editori indipendenti e librai indipendenti, tra scrittori e lettori, a cui Book Pride intende dare forma e consistenza» dichiara Giorgio Vasta, direttore editoriale della manifestazione. «Legami che già esistono e che vanno rinsaldati, legami che ancora non ci sono e che devono essere generati e curati. Legami che sono fili, funi, ciò che serve a fabbricare nodi che a loro volta contribuiscono a creare un reticolo, o meglio ancora una trama: quella del pensiero...
    20 min
  • Vitaliano Trevisan "Il delirio del particolare"
    Vitaliano Trevisan
    "Il delirio del particolare"
    Oligo Editore
    https://www.oligoeditore.it/


    «Signora
    io credo che
    sì
    che possiamo girarci intorno all’infinito
    ma alla fine bisogna avere il coraggio di parlare delle rose».

    l delirio del particolare è, come lascia intendere il sottotitolo, una “recitazione da camera”, un testo che si riallaccia al teatro di Strindberg. È un dialogo intimo, quasi uno sfogo melanconico, tra un’anziana signora ormai vedova, il suo badante e uno storico dell’architettura giunto in visita a una villa disabitata che, più di una casa, è un’opera d’arte. Sullo sfondo di un cielo sempre più cupo, aleggia lo spettro dell’architetto, sempre presente anche se mai chiamato con il proprio nome: Carlo Scarpa. Con questo testo, vincitore dell’edizione 2017 del Premio Riccione per il teatro, Vitaliano Trevisan indaga il rapporto tra il progettista e i suoi committenti: nel caso di Scarpa, un rapporto sempre molto personale, profondo, che mette in gioco i sentimenti, e perciò sempre conflittuale.

    Vitaliano Trevisan – Sandrigo (VI), 1960 – è uno scrittore e drammaturgo. Tra i suoi testi teatrali si ricordano almeno Una notte in Tunisia e R3 - Riccardo III e, tra i libri: I quindicimila passi, un resoconto (Einaudi stile libero 2002, Premio Campiello Francia 2008), Shorts (Einaudi stile libero 2004, Premio Chiara 2004), Il ponte (Einaudi stile libero 2007, Premio Città di Fabriano 2008), Works (Einaudi stile libero 2016, Premio Sila 2016).




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    https://ilpostodelleparole.it/
    18 min
  • Davide Camarrone "Festival delle Letterature Migranti"
    Davide Camarrone
    "Festival delle Letterature Migranti"
    Oasi e Deserti
    Da martedì 21 a domenica 25 ottobre 2020, Palermo
    https://www.festivaletteraturemigranti.it/



    Con, tra gli altri: Abraham B. Yehoshua; Kader Abdolah; Emma Dante;
    Dror Mishani; Sahar Mustafah; Suad Amiry; Ruska Jorjoliani;
    Oliver Van Beemen; Adriano Sofri; Pietro Folena; Marco Aime;
    Giulio Guidorizzi; Emmanuel Iduma; Domenico Quirico


    Torna dal 21 al 25 ottobre a Palermo il Festival delle Letterature migranti, manifestazione che dal 2015 promuove e diffonde l’incontro tra culture, adottando le migrazioni - narrative, geografiche, fisiche - come criterio interpretativo del contemporaneo, in una città, Palermo, tradizionalmente aperta a costanti fenomeni di métissage. Anche per il 2020 il Festival organizza quindi - non solo a Palermo, ma anche online - cinque giorni di incontri con gli autori, dibattiti, riflessioni, mostre e spettacoli sul tema Oasi e deserti.

    Il tema scelto per la VI edizione vuole concentrarsi sulla raffigurazione mediatica del fenomeno migratorio, dei conflitti e della società in generale. I “deserti” di cui si parla sono quelli prodotti dal flusso ininterrotto di una comunicazione incapace di portare con sé consapevolezza, mentre le “oasi” di coscienza e riflessione sono sempre meno e più distanti tra loro. Nel vuoto di conoscenza e di memoria che si è prodotto nelle nostre società, le Letterature ci consentono un tempo differente. Parlare di “oasi e deserti” significa parlare del nostro passato e del nostro futuro, per capire dove stiamo andando e come si modifica il sapere.

    Ne dibatteranno, tra gli altri: Abraham B. Yehoshua, protagonista di una lectio online, organizzata in collaborazione con il Festival delle Filosofie di Palermo e intitolata Cum-finis; un contributo online anche da Kader Abdolah, a partire dal suo ultimo libro Il sentiero delle babbucce gialle (Iperborea); ancora da Israele Dror Mishani, conosciuto a livello internazionale grazie ai suoi romanzi gialli con protagonista l’ispettore Avi Avraham, che presenterà Tre (E/O); anche Sahar Mustafah, figlia di palestinesi emigrati negli Stati Uniti che, scrivendo, esplora le sue radici e la sua eredità culturale racconterà online La tua bellezza (marcos y marcos). Saranno presenti a Palermo, poi, Suad Amiry, architetto e scrittrice palestinese che ha vissuto in Siria, Giordania, Libano, Egitto, Stati Uniti e Scozia, a partire dal suo ultimo libro Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea (Mondadori); la scrittrice di origine georgiana - ma palermitana d’adozione - Ruska Jorjoliani con Tre vivi tre morti (Voland); il giornalista olandese Oliver Van Beemen, che con Heineken in Africa (add Editore) svela la miniera d’oro della multinazionale europea nel continente africano; Hieneken Velt, che con Borderless (e/o) parte dalla sua Trieste per esplorare il crimine di tutta Europa.
    E ancora saranno presenti a Palermo: Adriano Sofri, con Il martire fascista (Sellerio); Pietro Folena, con Servirsi del popolo (La nave di Teseo); Gabriella Kuruvilla, con Maneggiare con cura (Morellini editore); Marco Aime, con Pensare altrimenti. Antropologia in 10 parole (add editore); Gianluca Costantini, che insieme a Francesca Mannocchi in collegamento racconterà la graphic novel Libia (Mondadori).
    Contribuiranno in collegamento video anche: Giulio Guidorizzi con il suo racconto straordinario dedicato alla figura di Enea a partire da Enea lo straniero (Einaudi); lo scrittore e giornalista nigeriano Emmanuel Iduma, con Lo sguardo di uno sconosciuto (Brioschi); Francesco Foti, con Alexandria Ocasio Cortez, La giovane favolosa (People); Domenico Quirico, con un incontro a partire da Morte di un ragazzo italiano (Neri Pozza); Paolo Di Stefano, con Noi (Bompiani); Franco Forte, con La bambina e il nazista (Mondadori);...
    15 min
  • Anna Nadotti "Premio Cesare Pavese"
    Anna Nadotti
    "Premio Cesare Pavese"
    https://fondazionecesarepavese.it/

    Anna Nadotti
    Lettrice per passione e per professione, traduttrice, editor, e consulente Einaudi per le letterature anglofone. Ha curato, tra altre, la traduzione delle opere di AS Byatt (a quattro mani con Fausto Galuzzi), di Anita Desai, di Amitav Ghosh, di Hisham Matar, di Rachel Cusk, di Tash Aw; la traduzione di Carne, di Ruth Ozeki, e di Romanzieri ingenui e sentimentali di Orhan Pamuk. Per Einaudi ha curato una nuova traduzione della Signora Dalloway e di Gita al Faro, di Virginia Woolf. Sta ora traducendo The Shadow King, di Maaza Mengiste, shortlisted per il Booker Prize 2020. Scrive per varie testate. Collabora con la Scuola Holden di Torino. Ha ricevuto il Premio AVA per la Cultura, Venezia 2013.



    Motivazione del Premio Cesare Pavese, per la traduzione:Anna Nadotti traduce da più di 30 anni: lunghissimo, quindi, è l’elenco degli autori di cui è la voce italiana. Ha legato strettamente il suo nome, in particolare, ad alcuni scrittori di cui ha tradotto tutta l’opera, specie per gli editori Einaudi e Neri Pozza: all’indiano Amitav Gosh; all’inglese Antonia Byatt, autrice del celebre Possessione; alla grande scrittrice indiana Anita Desai; all’anglo-libico Hisham Matar, l’autore de Il Ritorno; alla canadese Rachel Cusk, di cui è in uscita da Einaudi l’ultimo libro. Last but not least, a Virginia Woolf, di cui ha ritradotto Mrs Dalloway e Gita al faro.

    Ma il Premio Pavese per la traduzione non è un semplice premio alla carriera, e non omaggia la semplice quantità di energie spese, bensì la qualità dei risultati raggiunti nel proporsi come modello sia di arte, sia di mestiere. Mestiere nel senso pavesiano di lavoro ben fatto, raggiunto con fatica, come unico mezzo per fare arte, letteratura, poesia. Anna Nadotti questa qualità, la rappresenta pienamente. Dalla sua penna, o tastiera, esce una lingua “soave”. Impeccabile. Spasmodicamente precisa. La preparazione con cui si avvicina ai suoi autori è assoluta ed esemplare: un’immersione totale, spesso non solo virtuale ma anche reale, nei mondi che deve tradurre, siano essi Londra o Calcutta. E non solo oggettiva, documentaria, ma anche soggettiva, sensoriale. Per non perdere nessun riferimento, nessuna sfumatura; per immergersi nei suoni, negli odori, nei paesaggi, nelle luci. Una sorta di metodo Stanislavskij della traduzione. Ogni lavoro di Anna Nadotti è un vero e proprio incontro di mondi, tra inevitabile distanza e appassionata riappropriazione. Noi lettori tutte queste cose non le sappiamo, ma stiamone certi: le leggiamo. A lei dunque il Premio Pavese per la traduzione 202





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    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Pierluigi Vaccaneo "Premio Pavese"
    Pierluigi Vaccaneo
    "Premio Pavese"
    https://fondazionecesarepavese.it/

    Tu sei tutto nel gesto che fai”, Dialoghi con Leucò

    I vincitori del Premio Cesare Pavese 2020:
    Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti
    e Wolfgang Schweickard (saggistica), Anna Nadotti (traduzione)
    sono i vincitori della 37a edizione del Premio Cesare Pavese

    Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020
    Santo Stefano Belbo (Cn)


    Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti e Wolfgang Schweickard (saggistica) e Anna Nadotti (traduzione) sono i vincitori del Premio Cesare Pavese 2020, promosso e organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese.
    Riceveranno il Premio e terranno il discorso di accettazione domenica 25 ottobre 2020 alle ore 10 a Santo Stefano Belbo all’auditorium della Fondazione Cesare Pavese, che ha sede nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo (Piazza Confraternita 1), sconsacrata negli anni ’20 del ‘900, in cui fu battezzato Cesare Pavese.

    Le sezioni in cui il Premio è suddiviso intendono rappresentare i tanti ambiti in cui Pavese aveva lavorato: narrativa, editoria, traduzione e saggistica, riconoscendo in ciascuno una personalità che si è distinta nel corso degli anni per passione, cura del lavoro, creatività, continuo confronto con il mondo. È un intento che prende linfa e anima dalle parole di Pavese in Dialoghi con Leucò, “Tu sei tutto nel gesto che fai”.

    La giuria del Premio Pavese è composta da: Alberto Sinigaglia (presidente della giuria, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Piemonte, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Cesare Pavese), Gian Arturo Ferrari (figura di rilievo dell'editoria italiana), Giulia Boringhieri (traduttrice, storica dell’editoria, figlia di Paolo Boringhieri che fu amico e collega di Pavese all'Einaudi), Chiara Fenoglio (docente, saggista, giornalista), Claudio Marazzini (presidente dell'Accademia della Crusca), Pierluigi Vaccaneo (direttore della Fondazione Cesare Pavese).

    Per la sezione Narrativa il Premio Cesare Pavese va a Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, autore di una ventina di libri. Insieme a sua moglie, Anna Luce Lenzi, ha fondato la Penny Wirton, scuola gratuita di italiano per immigrati, senza classi e senza voti, che conta oggi cinquanta nuclei didattici nel territorio nazionale. Il suo ultimo libro è I meccanismi dell'odio (Mondadori), scritto con Marco Gatto: un confronto a due sulla crisi socioculturale che ha travolto l’Occidente negli ultimi vent’anni, dialogo sul razzismo e i modi per combatterlo. Nelle sue opere «Affinati ha unito narrazione e saggio, memoria storica e impegno nel presente, sguardo ai padri e spinta etica, armonizzando la lingua altissima della nostra tradizione a quella estesa e polifonica dei nuovi italiani. Il viaggio, l’urgenza di “andare a vedere” cose, luoghi, persone, è una delle strutture portanti dei suoi libri che, rifiutando il facile estetismo, la retorica del margine, lo sperimentalismo fine a sé stesso, ci consegnano un progetto letterario e civile capace (come segnalato dall’uso ricorrente della seconda persona singolare) di coinvolgere tutti nel segno della responsabilità. Il valore assegnato all’esperienza individuale, con le sue incertezze e i suoi punti di cedimento, fa di Eraldo Affinati uno degli scrittori più acuti e interessanti degli ultimi trent’anni: il suo elogio dell’imperfezione e della fragilità, il suo guardare alla letteratura dal punto di vista dell’escluso e del perdente ci richiama al valore della vita nelle sue molteplici forme». [motivazione completa allegata]

    Il Premio Cesare Pavese per la sezione Editoria viene consegnato a Renata Colorni, che con la sua creatività, energia e sguardo internazionale ha saputo dare grande impulso al settore editoriale. Ha lavorato con...
    21 min
  • Tiziano Fratus "Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio"
    Tiziano Fratus
    "Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio"
    Aboca Edizioni
    https://abocashop.com/collections/narrativa-fiction


    Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio è un caleidoscopio di anime e voci, è l’espressione della forza sovrana della natura che sempre lotta per rigenerarsi, che sempre spinge per realizzare, a canto spiegato, una nuova fondazione del mondo.




    Il bosco ospita alberi, animali, muschi, ruscelli. Ma anche uomini: gli uomini che lo attraversano, che vengono a prelevare qualcosa, gli uomini che vi si immergono per pregare o purificarsi, nonché gli uomini che quel bosco hanno accudito o abbandonato.

    In un bosco esistono eventi manifesti ed eventi taciuti, agiscono forze maestose visibili e altrettante brutalità invisibili, proprio come nelle persone, nelle quali si almanaccano piccoli e meno piccoli segreti che si desidera tenere nascosti.


    In un bosco esistono eventi manifesti ed eventi taciuti, agiscono forze maestose visibili e altrettante brutalità invisibili, proprio come nelle persone, nelle quali si almanaccano piccoli e meno piccoli segreti che si desidera tenere nascosti.

    Da queste suggestioni nascono i testi che compongono la nuova opera polifonica di Tiziano Fratus, fatta di versi e prose, istantanee scattate tra i giardini e i boschi d’Italia, meditazioni scritte sotto i ciliegi in fiore, protagonisti del paesaggio per una manciata di giorni all’anno. Pagine dedicate a quel sentimento che l’autore chiama dendro-sofia, da dendron (albero) e sophia (conoscenza, esperienza, saggezza).

    Si chiede Fratus: come mai l’uomo, in tutte le epoche della Storia, ha sempre sentito l’esigenza di tornare, presto o tardi, alle foreste, alla natura? In parte per dimenticare le città e le vite che oggi conduciamo in maniera forzata, per ritrovare la pace. E dove, se non in un bosco, l’esperienza può raggiungere l’apice della sua autenticità? Il bosco non è un agglomerato di alberi e arbusti, è qualcosa di più complesso, di misterioso, di sacro, ci riporta costantemente all’infanzia, in parte reale e ricordata, in parte immaginata, reclama unità a qualcosa di intangibile che vive sepolto dentro di noi.

    Il seme si spacca,
    si dona alla terra e getta fuori un gomito,
    una mano, una gamba.
    Una proboscide che sente luce e aria
    e tenta di raggiungerle migrando, sovvertendo.
    I semi spostano le montagne,
    i semi fondano gli oceani.
    I semi sono le madri del mondo conosciuto
    ma anche i padri di tutti gli altri mondi possibili
    che forse un giorno si fonderanno.
    Quale miracolo la primavera
    che riveste le foreste del pianeta!


    Tiziano Fratus è nato a Bergamo nel 1975 ed è cresciuto tra Lombardia e Piemonte. Ha pubblicato numerose opere per i maggiori editori italiani, fra le quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Feltrinelli, 2013), Ogni albero è un poeta (Mondadori, 2015), L’Italia è un bosco (Laterza, 2014), Il libro delle foreste scolpite (Laterza, 2015), Il bosco è un mondo (Einaudi, 2018), I giganti silenziosi (Bompiani, 2017) e Giona delle sequoie (Bompiani, 2019). Per sei anni ha curato la rubrica “Il cercatore di alberi” per “La Stampa”. Collabora con “il Manifesto” e Radio Francigena. Conduce una pratica quotidiana di meditazione zen in natura. Sito: Studiohomoradix.com



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    33 min
  • Mariachiara Farina "Maree"
    Mariachiara Farina
    "Maree"
    Robin Edizioni
    http://www.robinedizioni.it/


    “Ogni favola è un sogno, e il sogno è speranza, e la speranza è un augurio che spicca il volo verso il futuro. È una farfalla che ha un giorno soltanto e che non lo sa, ma che nell’ignoranza del tempo vive la sola eternità che le sia concessa. Sono voli così che mi hanno permesso di nascere e rinascere, di scoprirmi diversa e di rimanere me.”


    Che cos’è la memoria? Per Zenia, ormai anziana, è il filo con cui il tempo sutura ferite antiche ma non ancora rimarginate. Sarà durante un’estate trascorsa con le nipoti nei luoghi della sua infanzia che la donna deciderà di sciogliere quel filo e di ripercorrere il proprio passato. Tra frammenti di un diario segreto, lettere rubate e racconti che si fanno parabole, il ricordo disegna il ritratto di una sorella perduta trascinando il lettore sulle tracce di un modo di essere donna sognato e troppo spesso negato.




    Mariachiara Farina è cresciuta tra le rocce e le onde della Sardegna. Ha vissuto in diverse città italiane ed estere per poi stabilirsi a Milano dove lavora come avvocato. Da sempre appassionata di storie e destini diversi, ha esordito nella narrativa nel febbraio 2018 con il romanzo "Le Furie", Robin Edizioni.


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    26 min
  • Alberto Maggi "La verità ci rende liberi"
    Alberto Maggi
    "La verità ci rende liberi"
    Conversazioni con Paolo Rodari
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    «La verità che libera non è altro che la scoperta dell'amore.»

    Alberto Maggi è una delle voci della Chiesa più ascoltate da credenti e non credenti: le sue posizioni, spesso spiazzanti, fanno discutere e suonano come un pungolo a mettersi sempre in discussione. Perché, come ripete papa Francesco, non bisogna avere fiducia di chi non dubita mai. In questa conversazione con il vaticanista Paolo Rodari, Alberto Maggi si racconta con grande sincerità: non mancano ricordi autobiografici, la scoperta della vocazione, gli scontri con le gerarchie ecclesiastiche che gli sono valsi il titolo di "teologo eretico"; e al contempo, da fine biblista, ci offre le sue riflessioni su un Vangelo che troppe volte è stato presentato solamente come un insieme di norme e precetti da rispettare, pena i più tremendi castighi. Ma davvero seguire Gesù non è altro che un insieme di regole da non disattendere? In pagine profonde e ricche di gioia, Alberto Maggi ci insegna che è soprattutto nei periodi di maggiore difficoltà, quando siamo alle prese con le più dure prove dell'esistenza, che bisogna avere maggiore fiducia nell'uomo e nelle vita.


    Alberto Maggi, frate dell'Ordine dei Servi di Maria, è un teologo e biblista.
    Ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all'École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme.
    Ha fondato e dirige il Centro Studi Biblici «G. Vannucci» a Montefano (Macerata), dove cura la divulgazione delle sacre scritture e dove si è occupato della traduzione e del commento del Vangelo secondo Giovanni e del Vangelo secondo Matteo, insieme a Ricardo Perez.
    Scrive per la rivista «Rocca» e ha condotto per la Radio Vaticana la trasmissione «La Buona Notizia è per tutti!». Ha pubblicato, tra gli altri: Come leggere il Vangelo (e non perdere la fede) (Cittadella, 2008), Roba da preti (Cittadella, 2014), Parabole come pietre (Cittadella, 2014), Nostra signora degli eretici (Garzanti, 2016), L' ultima beatitudine. La morte come pienezza di vita (Garzanti, 2017), Due in condotta (Garzanti 2019).


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    25 min

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Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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