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  • Alessandro Vanoli "Autunno"
    Alessandro Vanoli
    "Autunno"
    Il tempo del ritorno
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/


    L’orologio della terra da sempre scandisce il nostro operare e il nostro sentire. Quattro libri per raccontare la storia di un rapporto antico e sempre rinnovato tra uomo, natura e tempo. Arte, letteratura, tradizioni religiose, musica: le stagioni sono parte di noi, abitano i nostri sentimenti, ricordi e sogni.


    Questa volta la storia comincia in un bosco, dove la luce dorata e bassa gioca tra i cespugli colorati, e l’aria ormai fresca porta con sé quell’odore inconfondibile di funghi e di terra. In queste pagine incontreremo gli autunni antichi dei pastori e degli dei; quelli medievali di mercanti e contadini, di cavalieri, monaci e pastori; quelli moderni di uomini e donne, ognuno con il suo carico di ricordi, desideri, avventure, conoscenza. Perché l’autunno è un po’ come il tornare a casa quando il viaggio si è compiuto, l’entusiasmo euforico della primavera è ormai lontano, e la serena pienezza dell’estate già alle spalle. Davanti a noi adesso solo lunghi giorni di pioggia e nebbia, animati dai riti della vendemmia, dal vino, e dai frutti tardivi che colorano le mense. Sere di feste e di paure, perché in autunno i morti e i «mostri» sono sempre lì per ritornare. Ma l’autunno più bello è quello intimo e segreto dei ricordi della nostra infanzia, trascorso in qualche bosco ormai lontano, incendiato di foglie rosse e gialle.

    Un viaggio struggente nella stagione malinconica.


    Alessandro Vanoli
    È esperto di storia mediterranea. Tra i suoi libri per il Mulino: «Andare per l’Italia araba» (2014), «Quando guidavano le stelle» (2015), «La Sicilia musulmana» (2016), «L’ignoto davanti a noi (2017)», «La via della seta» (con F. Cardini, 2017) e in questa stessa serie «Inverno» (2018) e «Primavera» (2020).




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    29 min
  • Giovanni Ferrero "Settimana del Lavoro"
    Giovanni Ferrero
    Presidente ISMEL
    "Settimana del Lavoro"
    Formazione: costruire il futuro
    Evento online da Torino, dal 19 al 24 ottobre 2020
    https://www.settimanalavoro.it/


    Ritorna l’appuntamento con la Settimana del Lavoro organizzato da ISMEL, Istituto
    per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali, con il sostegno
    di Fondazione CRT e Polo del 900, quest’anno sul tema Formazione: costruire il futuro
    Tra gli ospiti la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, il Presidente dell’INPS Pasquale Tridico, l’esperto di scienze previsionali Alessandro Vespignani.

    Obiettivo dell’evento è prendere atto delle esigenze relative alla qualità dei processi di apprendimento – anche aggravate dalle misure di contenimento della pandemia – nelle scuole e nei contesti formativi rivolti ai lavoratori, per far fronte al rischio di ulteriori divari culturali connessi alle nuove forme di didattica e alle nuove tecnologie.
    Il termine formazione riguarda tutti le fasi di crescita delle persone nel corso della loro vita. Su questi aspetti la Settimana del Lavoro intende analizzare il nesso tra il lavoro e la formazione, un legame complesso perché entrambi sono ambiti in profonda e rapida trasformazione.
    6 giorni di incontri, tavole rotonde, presentazioni online con oltre 60 ospiti animano gli eventi di Formazione: costruire il futuro per fare il punto sull’istruzione e l’educazione, la formazione continua e quella permanente, la formazione formale e quella informale. Docenti, formatori, professionisti, imprenditori e artigiani mettono in comune esperienze e richieste di approfondimento per costruire un laboratorio di idee utile a orientare le scelte formative che possono influenzare il futuro di tutti.
    Tutti gli incontri sono fruibili on line gratuitamente con accesso dal sito settimanalavoro.it e si rivolgono a un ampio pubblico di cittadini, specialisti e studiosi, insegnanti, studenti universitari e degli ultimi anni delle scuole superiori, operatori politici e istituzionali, dirigenti sindacali e d’impresa.
    La registrazione degli eventi andrà ad arricchire la libreria di documentazione che ISMEL ha creato negli ultimi mesi attraverso le testimonianze di più di 100 docenti di tutti i livelli per focalizzare la radicale rivoluzione delle modalità didattiche attualmente in atto. Tutte le testimonianze sono fruibili al link Frammenti di innovazione | Riprendere a fare scuola.
    Il programma proposto dalla Settimana del Lavoro promuove una riflessione articolata in più assi culturali: l’inclusione nella formazione come condizione di libertà e di uguaglianza, il policentrismo delle organizzazioni formative, l’integrazione dei saperi, l’innovazione nella formazione come condizione di cittadinanza e vettore di sviluppo, la permanenza della formazione in tutto l’arco di vita delle persone.



    Lunedì 19 ottobreInclusione/esclusione nei processi formativi
    Si valuta quali politiche possono essere adottate per creare maggiore uguaglianza nelle opportunità di accesso all’istruzione e maggiore equità e qualità nei risultati finali. Il Presidente INPS Pasquale Tridico interviene sull'importanza della formazione come motore di sviluppo.
    Martedì 20 ottobreIstruzione tecnica per una società in trasformazione
    Si espongono le esperienze di imprenditori, Università e docenti sul mismatch tra le competenze dei giovani e le richieste dal sistema produttivo.

    Mercoledì 21 ottobreDalla pietra all’algoritmo: il lavoro artigiano e la formazione
    Si affrontano le problematiche della educazione al “saper fare” ai tempi della competenza digitale, così come lo hanno realizzato artigiani, professionisti del web, scuole professionali.

    Giovedì 22 ottobreNuove tecnologie della formazione
    Spazio alle testimonianze sulle nuove...
    24 min
  • Roberta Scorranese "Festival del Mondo Antico"
    Roberta Scorranese
    "Festival del Mondo Antico"
    La cura e la memoria

    Domenica 18 ottobre 2020, ore 16:45
    Roberta Scorranese
    "La cura e la memoria. L'Italia e il suo patrimonio artistico"





    La memoria e la cura.
    Dipinti, affreschi, chiese, monumenti: come fa un Paese ricco di opere d'arte come il nostro a coltivare la cura verso il patrimonio culturale? Per le strade di Anghiari le terrecotte invetriate della bottega quattro-cinquecentesca dei Della Robbia sono esposte all'aperto come semplici finestre, mentre anche i più zelanti compilatori della bellezza non riescono a tenere il conto delle opere di pregio che riposano in centinaia di piccole chiese di campagna. E allora, come raccontare la cura che siamo tenuti a rivolgere alla nostra arte? Con la memoria. Cioè parlandone, scrivendone, ricordando storie, persone, oggetti, dipinti, tessuti. Questa conferenza vuol essere una breve raccolta di storie di cura e di incuria, esempi di come si protegge quello che abbiamo e di come invece qualche volta si trascura. Dal caso della Madonna del Latte di Sivignano in Abruzzo, fino alla Madonna del Solletico di Masaccio al tessuto Bandera in Piemonte.



    Roberta Scorranese è nata a Valle San Giovanni, in provincia di Teramo. Vive a Milano. Giornalista, lavora al Corriere della Sera dove si occupa di temi culturali e di attualità.



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    20 min
  • Laura Canali "Festival di Limes"
    Laura Canali
    "Festival di Limes"
    Occidenti Contro
    Realtà e finzioni di un'idea geopolitica nell'Europa virata
    Genova, Palazzo Ducale
    https://www.limesonline.com/vii-festival-di-limes-genova-16-18-ottobre-2020/116478


    Mostra fotografica
    "Occidentalismi"
    Le faglie del mondo transatlantico
    di Laura Canali
    Esperta in cartografia geopolitica, responsabile delle copertine e della cartografia di Limes.


    Occidente è parola chiave della geopolitica. Spartiacque identitario dalla potente forza evocativa, legato a un’idea di civiltà dalle antiche radici, oggi interpretato e usato in diversi modi dalle maggiori potenze. In particolare dagli Stati Uniti, che se ne intestarono la guida durante la guerra fredda in contrapposizione all’Oriente “rosso” sovietico e/o cinese.
    Come sta mutando l’idea regolativa di Occidente nel turbine creato dall’emergenza coronavirus che ciascuno cerca di virare a proprio vantaggio? Ha ancora senso oggi parlare di Occidente, al singolare? Gli americani ci credono ancora, ed eventualmente come riconfigurano l’identità occidentale nel mondo d’oggi? In che modo e misura noi italiani siamo occidentali? Che cosa resta della partizione fra europei occidentali e orientali, nel continente ridisegnato dal possibile ritorno della Germania nella storia? Come ci rapportiamo oggi alle potenze non o anti-occidentali, quali Russia, Cina, Turchia, e come queste vedono l’Occidente?
    Tre giorni di riflessioni per rispondere a interrogativi che definiscono il nostro presente. E concorrono a delineare il nostro futuro.



    Ecco gli appuntamenti dell'ultima giornata del Festival, domenica 18 ottobre 2020:
    Domenica 18 ottobre
    Prenota un posto agli eventi di domenica da questo link – ogni singolo evento richiede una prenotazione
    ore 10: Noi e la Russia – con Dario Fabbri, Sergej Karaganov; introduce/modera Orietta Moscatelli.
    ore 11.15: Visita guidata alla mostra cartografica “Occidentalismi” – a cura di Laura Canali.
    ore 12: Noi, la Cina e le vie della seta – con Franco Bernabé, You Ji, Francesco Sisci; introduce/modera Giorgio Cuscito.
    ore 15: Papa Francesco è antiamericano? – con Massimo Franco e Patricia Thomas; introduce/modera Piero Schiavazzi.
    ore 16.30: L’euro vent’anni dopo. Come ci divide la moneta unica – con Pierluigi Ciocca e Giulio Tremonti; introduce/modera Fabrizio Maronta.
    ore 17.15: Visita guidata alla mostra cartografica “Occidentalismi” – a cura di Laura Canali.
    ore 18: Quale Europa conviene all’Italia – con Vincenzo Amendola, Lapo Pistelli, Andrea Riccardi; introduce/modera Lucio Caracciolo.




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    10 min
  • Caterina Boccato "Bergamo Scienza"
    Caterina Boccato
    "Bergamo Scienza"
    https://bergamoscienza.it/


    "E se E.T. non avesse le dita?"
    Nell’immaginario comune e nella fantascienza gli alieni possono alle volte essere mostruosi, ma sono quasi sempre antropomorfi. È sensato immaginarli così? Davvero la forma bipede, con gambe e braccia, è una forma universalmente vincente? In realtà tutto dipende dal pianeta che potrebbe ospitarli. E contrariamente a quello che starete pensando, di questi pianeti ce ne sono moltissimi!



    Arik Kershenbaum - Girton College, University of Cambridge
    Roberto Ragazzoni - INAF - Osservatorio Astronomico di Padova
    Caterina Boccato - INAF
    Edwige Pezzulli


    Caterina Boccato è tecnologo, con Laurea in Astronomia, presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova dal 2000.
    Dal 2005 al 2011 ha lavorato per l’Ufficio Comunicazione INAF per il quale ha curato gli aspetti scientifici e divulgativi per la partecipazione dell’Ente a eventi pubblici di grande rilievo per la diffusione della Scienza nella Scuola e nella Società. Dal 2012 è coordinatore delle attività di divulgazione, comunicazione e didattica dell’INAF Osservatorio Astronomico di Padova.





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    14 min
  • Giulio Guidorizzi "Sofocle, l'abisso di Edipo"
    Giulio Guidorizzi
    "Sofocle, l'abisso di Edipo"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/

    Festival del Mondo Antico, Rimini
    Domenica 18 ottobre 2020, ore 12:00
    "Sofocle, l'abisso di Edipo"
    con Giulio Guidorizzi






    L’Edipo re di Sofocle: il capolavoro tragico che nel corso del tempo è stato decisivo punto di riferimento per pensatori come Aristotele e Freud. La storia è nota: Edipo, re di Tebe, deve trovare e punire l’assassino di Laio, il vecchio sovrano, perché solo così la città sarà liberata dalla pestilenza. La verità da conoscere è lì, evidente, eppure nessuno la vede. È questo silenzio, questa rimozione collettiva, che affascina il lettore. E anche l’angosciosa ricerca del protagonista, che ha il coraggio di guardare dentro sé stesso e i propri segreti. Alla fine il giallo si scioglie: è lui il colpevole, ha ucciso Laio senza saperlo suo padre, per poi sposarne la vedova Giocasta, sua madre. La vicenda di Edipo si eleva così a parabola della fragilità umana, dell’azione cieca del destino, del dolore e della tragicità del conoscere.

    Voi che abitate Tebe, la mia patria, guardate Edipo
    che risolse l’enigma famoso e fu l’uomo più potente,
    invidiato da tutti i cittadini: guardate in quale abisso
    di sventura è precipitato.
    Perciò non chiamate felice nessuno che attende
    il suo ultimo giorno, prima di aver visto se attraversa
    il confine della vita senza aver provato dolori.

    Giulio Guidorizzi ha insegnato Letteratura greca all’Università degli Studi di Milano e di Torino. Con il Mulino ha pubblicato anche «La trama segreta del mondo. La magia nell’antichità» (nuova ed. 2019) e «Il grande racconto della guerra di Troia» (2018).



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    30 min
  • Daniela Ovadia "Bergamo Scienza"
    Daniela Ovadia
    "Bergamo Scienza"
    https://bergamoscienza.it/


    Bergamo Scienza
    "Chi vuole nascondere la verità sul clima?"
    La quantità di notizie relative alla crisi climatica con cui entriamo in contatto quotidianamente è impressionante: notizie allarmistiche o rassicuranti, vere o false, certezze e… dubbi. Questi ultimi, in particolare, giocano un ruolo fondamentale nell’alimentare finte controversie e promuovere l’immobilismo. Ma chi li crea e li diffonde? E perché attecchiscono così facilmente?


    Daniela Ovadia
    Giornalista scientifica, ha una formazione in medicina e neuropsicologia cognitiva e svolge attività di ricerca sul tema dell'interazione tra neuroscienze e società in collaborazione con l'Università di Pavia. Inoltre ha sviluppato una carriera nell’ambito della comunicazione scientifica (è giornalista professionista, direttore scientifico di Agenzia Zoe e collabora con numerose testate di divulgazione scientifica in Italia e all'estero).

    Ha insegnato giornalismo scientifico al Master in giornalismo Walter Tobagi dell'Università di Milano e neuroetica presso l'Università di Pavia. È membro dell'International Neuroethics Society e responsabile del gruppo di lavoro sui media della European Association for Neuroscience and Law. Dal 2013 dirige il Center for Ethics in Science and Science Journalism di Milano, un ente di ricerca e formazione sull’etica della ricerca indipendente e senza fini di lucro. Da molti anni partecipa a programmi di formazione per giornalisti scientifici (tra i quali la Scuola Internazionale di giornalismo scientifico organizzata a Erice dall'INFN) ed è membro del direttivo dell'associazione professionale dei giornalisti e divulgatori scientifici italiani Science Writers in Italy.


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    19 min
  • Giovanni Brizzi "Andare per le Vie Militari Romane"
    Giovanni Brizzi
    "Andare per le Vie Militari Romane"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/



    Festival del Mondo Antico, Rimini

    Sabato 17 ottobre 2020 - ore 11.30 - Museo della Città "Luigi Tonini"
    L'antico in terza pagina
    scritti giornalistici di Giancarlo Susini, a vent'anni dalla scomparsa dello studioso
    ne parlano Giovanni Brizzi, Valeria Cicala, Vittorio Lega


    Sabato 17 ottobre 2020 - ore 19.00 - Museo della Città
    Andare per le vie militari romane
    Giovanni Brizzi in dialogo con M. Pia Guermandi


    Domenica 18 ottobre 2020 - ore 19.00 - Museo della Città
    El Alamein
    Andrea Santangelo in dialogo con Giovanni Brizzi




    Tre sono le strade che più delle altre hanno scandito la conquista e il controllo della penisola da parte di Roma: l’Appia, la Flaminia e l’Emilia, vie consolari sorte nell’arco di 125 densissimi anni. Inizialmente, progettando l’Appia, Roma si propose di difendere la «prima Italia», il versante tirrenico raccolto intorno all’Urbe. La Flaminia, via militaris per eccellenza, permise poi di tener separati i principali nemici, i Galli e i Sanniti, consentendo di disporre da mare a mare una fascia di territorio fedele alla res publica. L’Emilia (187 a.C.), infine rappresentò per molto tempo la chiusura a settentrione dell’Italia politica legata a Roma, prefigurando il modello di limes destinato a divenire canonico lungo le frontiere presidiate del suo futuro impero mondiale, dalla Britannia all’Eufrate. Un itinerario da percorrere cercandone per ognuna anima e vocazione.



    Giovanni Brizzi è professore emerito di Storia romana nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato «Il guerriero, l’oplita, il legionario. L’esercito nel mondo antico» (nuova ed. 2013), «Annibale» (2014), «Canne» (2016), «Ribelli contro Roma» (2017), «Silla» (2018) e curato «Guerre ed eserciti nell’antichità» (con M. Bettalli, 2019).


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    21 min
  • Rocco Ronchi "Kum! Festival"
    Rocco Ronchi
    "Kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/



    Ha aperto l’edizione 2020 la lezione magistrale del filosofo teoretico Rocco Ronchi, dedicata a “Ripensare il trauma”. Il trauma è un colpo che subiamo e che ci forza a pensare. Ronchi indaga il trauma e il suo funzionamento nel tempo del Covid, per capire cosa ci insegna. Possiamo ripensare il trauma che stiamo vivendo come occasione per una trasformazione complessiva dell’umanità?


    Rocco Ronchi
    "Come fare"
    Per una resistenza filosofica
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/
    Si ritiene in genere che la filosofia debba rispondere a domande concernenti il che cosa e il perché. Ronchi pensa invece che sia non solo più interessante, ma anche filosoficamente più rilevante chiedersi come: come parliamo oppure come pensiamo, come godiamo, come ricordiamo una parola dimenticata, come ci creiamo un corpo, come facciamo a diventare adulti. Chi si pone le grandi questioni del che cosa e del perché non ha appreso la lezione materialistica e speculativa della più radicale filosofia del Novecento, quella che ha eletto il divenire ad assoluto, che ha smantellato l'idea di una verità trascendente e preordinata al pensiero e che ha portato a termine la rivoluzione copernicana, scalzando veramente l'uomo e la sua coscienza da ogni presunta centralità. Chi invece rimette al centro la domanda pragmatica sul come fare si ritrova parte di un mondo in divenire finalmente libero dall'uomo come unità di misura ultima, un divenire che non è mancanza, bensì atto puro, vita infinita e una singolare gioia "al di là del principio di piacere". La nuova domanda da porsi è allora pratica piuttosto che teorica, ed è una domanda critica, nella misura in cui consente di resistere al falso divenire. Come resistere a questo divenire che pone la mancanza nel cuore dell'essere, che genera ovunque miseria, insufficienza, sofferenza, anche quando promuove un'immensa ricchezza materiale? Ronchi prova a rispondere in sei saggi che cercano di definire modalità di resistenza.




    Rocco Ronchi è docente di Filosofia teoretica presso l’Università dell’Aquila e presso l’Irpa di Milano.
    Dirige la scuola di filosofia Praxis (Forlì) e il centro di ricerca di filosofia e psicoanalisi Après coup dell’Università dell’Aquila.
    Tra le sue ultime pubblicazioni: Gilles Deleuze. Credere nel reale (Feltrinelli, Milano 2015); Il canone minore. Verso una filosofia della natura (Feltrinelli, Milano 2017) e Bertolt Brecht. Tre dispositivi (Orthotes, Napoli 2017).




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    21 min
  • Sergio Ariotti "Festival delle Colline Torinesi"
    Sergio Ariotti
    "Festival delle Colline Torinesi"


    Il Festival delle Colline riparte al Teatro Astra:

    Una vera tragedia di Alessandro Bandini e Riccardo Favaro 20 ottobre
    Nel lago del cor di Danio Manfredini 23, 24 e 25 ottobre

    Dopo un’anteprima ad agosto e settembre nel cartellone di Summer Plays, la venticinquesima edizione del Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea (proposto in anomala forma estesa fino ad aprile 2021 a causa della pandemia) entra nel vivo nella consueta sede del Teatro Astra con i tre spettacoli (cfr. schede allegate) di ottobre, che combinano giovani artisti e maestri della scena.

    Il 20 ottobre va in scena in prima nazionale Una vera tragedia, spettacolo vincitore del Premio Scenario 2019, produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Teatro i. Ne sono interpreti Alessandro Bandini, Flavio Capuzzo Dolcetta, Alfonso De Vreese, Marta Malvestiti, la regia è firmata da Alessandro Bandini e Riccardo Favaro, che ha anche scritto il testo. Una commedia che si trasforma in tragedia, un giallo sempre più enigmatico, con sottotitoli che sembrano animati di vita propria. Insomma, un gioco crudele sui generi teatrali.

    Altro appuntamento autunnale presentato in prima assoluta il 23, 24 e 25 ottobre è Nel lago del cor di e con Danio Manfredini, musiche composte ed eseguite dal vivo da Francesco Pini. I disegni sono dello stesso Manfredini. Lo spettacolo viene prodotto da La Corte Ospitale. Il titolo dello spettacolo, presentato dallo stesso Danio Manfredini, fa riferimento a un verso di Dante Alighieri nel primo Canto dell’Inferno: indica il luogo più intimo e profondo del sentire umano. Il progetto artistico nasce da una visita di Manfredini ad Auschwitz e da documenti fotografici e cinematografici sui campi di concentramento da lui trasformati in magnifici disegni prima ancora che in materia drammaturgica. Ci sono echi di Primo Levi, Hannah Arendt, Zalmen Gradowki, memorie di filmati d’epoca, film, fotografie. Ed è la musica ad accompagnare la discesa in quell’inferno, la ricognizione nel più grande scandalo della storia del XX secolo.


    Il Festival delle Colline 25 completa il triennio dedicato al viaggio. Motivi di ispirazione sono i viaggi nelle biografie, nella storia, nella memoria, persino nella sperimentazione linguistica: quella che, definita «l’insoddisfazione della lingua», aveva caratterizzato i primi anni della manifestazione.
    Il Festival, che si integra alla stagione TPE, è ideato dall’Associazione Festival delle Colline Torinesi e viene realizzato dalla stessa Fondazione TPE - Teatro Piemonte Europa. È sostenuto da Mibact, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, maggior sostenitore, Fondazione Piemonte dal Vivo e si svolge in collaborazione con Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale. Tra i partner anche Asti Teatro e Fondazione Merz.
    _______
    Gli spettacoli si svolgono dal martedì al venerdì alle 21; il sabato alle 19.30 e la domenica alle 17

    Biglietti:
    INTERO 25 €; RIDOTTO 17 €; UNDER 30 10 €; CARNET 2 SPETTACOLI A SCELTA 18 €
    INFO & BIGLIETTERIA
    TEATRO ASTRA Via Rosolino Pilo 6, Torino.
    Dal martedì al sabato h 16-19 / tel. 011 563435
    Apertura biglietteria un’ora prima dell’inizio degli spettacoli



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