il posto delle parole

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  • Mario Dal Bello "A riveder le stelle"
    Mario Dal Bello
    "A riveder le stelle"
    Le molte vite di Dante
    Città Nuova Editrice
    https://www.cittanuova.it/


    1321-2021: 700 anni dalla morte di Dante
    Il prossimo anno ricorreranno i 700 anni dalla morte di Dante. Presentazioni di libri, convegni, letture pubbliche, mostre. Ci sarà solo l’imbarazzo della scelta. Il Sommo Poeta sarà al centro di tantissimi appuntamenti. In Italia ma non solo. In effetti cosa sarebbe stata la letteratura mondiale senza di lui? L’arte, il cinema? È stato fonte di ispirazione per tantissimi artisti. Le sue opere e la sua stessa vita hanno segnato fortemente la cultura occidentale in tutte le sue forme e nella sua stessa sensibilità. Anche Città Nuova non poteva mancare. Tra le sue novità editoriali di questi giorni, A rivedere le stelle, le molte vite di Dante, di Mario Dal Bello nella collana Misteri svelati

    A rivedere le stelle. Le molte vite di Dante
    È uno dei versi più famosi di Dante e della sua opera più celebre, la Divina Commedia. Mario Dal Bello ripercorre con una serie di flashback, come fosse un film, la sua vita. Un racconto delle tappe più significative. Sullo sfondo gli anni duri tra Due e Trecento. Il risultato è un libro “gustoso”, che si legge tutto d’un fiato, e dal quale emerge il ritratto di un uomo molto più vicino a noi di quanto possiamo pensare: politico, esule, poeta, credente… forse non ancora del tutto conosciuto nel vissuto più intimo. Nelle pagine di questo racconto la vita dell’Alighieri si delinea come un viaggio attraverso i diversi percorsi di una esistenza difficile nella ricerca della pace, così simile a quella del nostro tempo. Mario Dal Bello, scrittore, giornalista, critico cinematografico e delle arti, già docente di letteratura italiana e storia, nel video ci presenta il suo libro.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    22 min
  • Roberto Giacometti "Chissà se Miranda verrà"
    Roberto Giacometti
    "Chissà se Miranda verrà"
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/

    "Qui ci sono storie che non sono storie, ma più che altro immagini osservate dall’alto, con distacco, senza entrarci dentro. Personaggi lasciati a mezz’aria. Pagine naïf, istintive, dirette, ispirate da pulsioni alterne. Storie interrotte sul più bello che lasciano il lettore ai suoi interrogativi, dove la dimensione estetica e surreale prende talvolta il sopravvento sulla costruzione narrativa. Qui si può leggere, volendo, ciò che si immagina, ciò che si sogna e perfino ciò che si teme di dover affrontare, tra cui la banale quotidianità."



    Roberto Giacometti, come ha saputo in età adulta per confidenza materna, è stato concepito a Ferrara, sotto le mura antiche della città nei pressi del Baluardo dell’Amore, durante il sonnellino pomeridiano del Lunedì dell’Angelo del 1957. Nato nel 1958, di domenica, tuttora vive pigramente a Ferrara, che dice stare nel trattino che separa, unendole, l’Emilia dalla Romagna, ossia in un luogo dove si armonizzano le contraddizioni. Ora finalmente libero di dedicarsi ad altri linguaggi, ha scritto ogni giorno per 35 anni, ma ahilui bandi di gara e contratti pubblici. Ha frequentato un corso di scrittura creativa tenuto da Giuseppe Pontiggia e uno di sceneggiatura con Cesare Bornazzini, documentarista e collaboratore di Pupi Avati. Ha avuto esperienze nei campi della pubblicità, del teatro sperimentale e del cinema.



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    29 min
  • Lia Tagliacozzo "La generazione del deserto"
    Lia Tagliacozzo
    "La generazione del deserto"
    Storie di famiglia, di giusti e di infami durante le persecuzioni razziali in Italia
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/


    La storia di due famiglie ebraiche, una salvata dai “giusti” e l’altra condannata dagli “infami”, un racconto sull'ebraismo, sull'identità, sulla memoria.


    “Nella mia famiglia le storie della guerra sono sempre state taciute. Per tutta la mia infanzia e la prima età adulta la loro ricostruzione ha richiesto anni di scoperte occasionali, di orecchie tese a cogliere indizi e esplorazioni clandestine nelle carte di casa.
    Questa dunque è la storia della mia famiglia”.






    Lia Tagliacozzo è ebrea, figlia di due sopravvissuti alla Shoah. Quando nel 1938 vennero promulgate le leggi razziali, i suoi genitori erano bambini: durante le persecuzioni il padre si salvò per caso da una retata e restò nascosto in un convento per tutti i mesi dell'occupazione, la madre si rifugiò in un casolare di campagna e poi, dopo la fuga attraverso le Alpi, in un campo di internamento in Svizzera. Ma di tutto questo a casa di Lia si è sempre parlato poco.
    E lei, da sempre, ha tentato di ricostruire la storia della sua famiglia cucendo insieme le poche informazioni, riempendo i buchi della memoria, indagando tra le omissioni e le rimozioni. Ha scritto tanto, negli anni, trasformando in romanzo le vicende degli ebrei italiani, e ora ha deciso di raccontare la propria storia.
    Perché non è vero che le generazioni nate dopo la persecuzione sono pacificate e serene: è come se attraversassero un deserto. Quel deserto che, nella Bibbia, è una progressiva assunzione di responsabilità, la costruzione di uno spazio che lascia liberi gli interrogativi, perché è la possibilità di domandare ciò che rende libero l'essere umano.

    Lia Tagliacozzo
    È nata nel 1964 a Roma, dove vive. Ha lavorato nel settore culturale delle istituzioni ebraiche, scrive su varie testate, tra cui “il manifesto” e “Confronti”, cura documentari per la televisione, collabora con la redazione di “Sorgente di vita” di Rai 2.
    Ha pubblicato vari libri. Gli ultimi, destinati ai bambini sul tema della Shoah, sono Il mistero della buccia d'arancia (Einaudi 2017) e La Shoah e il Giorno della Memoria (Edizioni EL 2017).



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    25 min
  • Ferdinando Camon "Il canto delle balene" - "A ottant'anni se non muori ti ammazzano"
    Ferdinando Camon
    "Il canto delle balene" Hacca Edizioni
    "A ottant'anni se non muori ti ammazzano" Apogeo



    "Il canto delle balene"
    Hacca Editore
    https://www.hacca.it/
    Questo è il romanzo di cinque brindisi, cinque inni alla vita: ai grandi amori mai conosciuti, ai cercatori di Dio che han perduto se stessi, a coloro che fermano i passanti per chiedere «Questo è importante per te?», a chi va in mari lontani per ascoltare il canto delle balene, a chi compra una parola. Più uno: a chi ama vent’anni dopo la donna che non aveva amato vent’anni prima.

    «Raramente, molto raramente mi avviene di leggere racconti così giusti, nella misura e negli intendimenti, così vivaci, della rapidità e leggerezza di un conte philosophique». Leonardo Sciascia



    "A ottant'anni se non muori ti ammazzano"
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/

    Stiamo attraversando un’epidemia e curiamo quelli che costano meno, lasciamo perdere i vecchi, perché costano di più. Distinguiamo tra le morti “inaccettabili”, perché i pazienti sono giovani e intelligenti, e le morti “accettabili”, perché i malati sono vecchi, hanno altre patologie, o sono dementi. Con questa giustificazione economica della morte muore la nostra civiltà.



    Ferdinando Camon è nato in provincia di Padova. In una dozzina di romanzi (tutti pubblicati con Garzanti) ha raccontato la morte della civiltà contadina (Il quinto stato, La vita eterna, Un altare per la madre – Premio Strega 1978), il terrorismo (Occidente, Storia di Sirio), la psicoanalisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili), e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). È tradotto in 22 paesi. Il suo ultimo romanzo è La cavallina, la ragazza e il diavolo (2004). Nel 2016 ha vinto il premio Campiello alla Carriera.



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    31 min
  • Andrea Frediani "L'eroe di Milano"
    Andrea Frediani
    "L'eroe di Milano"
    Cairo Editore

    Due amici crescono all'ombra del potere dell'imperatore germanico Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, sulla Lombardia. Portano lo stesso nome, ma hanno caratteri e ambizioni del tutto diversi, e affrontano in modo differente l'epico, drammatico assedio cui il sovrano sottopone Milano nel 1162, quando la città viene rasa al suolo. I Comuni decidono finalmente di reagire alle ingerenze imperiali del Barbarossa e col trascorrere degli anni riescono a dare vita a una potente Lega, nel cui esercito i due protagonisti si procurano, con le loro gesta eroiche, dei ruoli di primo piano. Tra attività di guerriglia e imboscate, imprese memorabili e assedi, i lombardi riusciranno infine a costringere l'imperatore a una decisiva battaglia campale a Legnano; ma nel corso dei lunghi anni di lotte, l'iniziale amicizia tra i due protagonisti, nel frattempo, si è trasformata in un'accesa rivalità, fino all'inevitabile resa dei conti. Tra contese amorose, sfide implacabili, tradimenti e colpi di scena, Andrea Frediani rievoca la storia mitica della Lega dei comuni lombardi contro il Sacro romano impero e dei suoi protagonisti, reali e leggendari, intingendo la sua penna in un Medioevo ricco di trame affascinanti e avventurose.



    Andrea Frediani
    Consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, i saggi "Le grandi battaglie di Roma antica"; "I grandi generali di Roma antica"; I" grandi condottieri che hanno cambiato la storia"; "Le grandi battaglie di Alessandro Magno"; "L’ultima battaglia dell’impero romano" e "Le grandi battaglie tra Greci e Romani. Ha scritto inoltre i libri 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e 101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita, e i romanzi storici 300 guerrieri"; "Jerusalem"; "Un eroe per l’impero romano"; la trilogia "Dictator" ("L’ombra di Cesare", "Il nemico di Cesare" e "Il trionfo di Cesare", quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011), "Marathon"; "La dinastia" e "Il tiranno di Roma. Gli Invincibili – Alla conquista del potere" è il primo volume di una quadrilogia dedicata al futuro imperatore Augusto. Le sue opere sono state tradotte in cinque lingue.
    Il suo sito è www.andreafrediani.it




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    19 min
  • Giuseppe Ferraro "La memoria dell'amore"
    Giuseppe Ferraro
    "La memoria dell'amore"
    Chiarelettere
    http://chiarelettere.it/



    Un maestro del pensiero contemporaneo.
    Il sentimento dell’amore e la ricerca di sé stessi in questo tempo sbandato.

    “L’amore si manifesta. E sul manifesto della libertà c’è la sola scritta ‘amore’.”
    “L’amore è un possesso senza proprietà. Sei mia, non di me. Sei mia di te in me.
    Sei mia come nemmeno tu sai di essere veramente come sei."
    Giuseppe Ferraro

    La memoria è la stanza dei sentimenti. È fatta di nostalgia e desiderio, procede per salti e voli. Le parole che l’arredano colpiscono e sorprendono con la perentorietà del vissuto di chi porta un’esperienza da condividere. Se non riusciamo a trovare le parole è perché non viviamo i sentimenti, quindi nemmeno li ricordiamo. Una memoria senza ricordi. Non bastano i database che ci fanno ricordare tutto ma non quello che abbiamo sentito dentro, come vissuto.
    Siamo lontani dal saggio “filosofico” argomentato secondo una sintassi rigida e conosciuta, secondo un sistema di pensiero chiuso. Qui no. Le parole escono fuori dagli schemi e vanno da sole come tante frecce, ognuna delle quali ne contiene molte altre, svelando e rivelando sensi presenti e inattesi.
    Il testo che le raccoglie può sembrare un cruciverba senza schema, ma nel suo avanzare c’è un metodo rigoroso, che consente di fissare la memoria dell’amore da moltissime angolazioni. “Bisogna restituire l’amore alla vita e la vita all’amore” è l’affermazione più rivoluzionaria che si possa fare. Un libro sovversivo. Diversi sono i riferimenti al carcere, alla scuola, al quotidiano. In nessun altro testo di filosofia la vita entra così tanto dentro le parole e l’amore ci arriva in tutta la sua urgenza. Perché l’amore non si ripete ma ritorna, basta riconoscerlo. Affinché l’altro non sia soltanto un pericolo di contagio, ma un’offerta d’amore da cogliere in tutta la sua bellezza.

    Giuseppe Ferraro insegna Filosofia all’Università di Napoli Federico II, tiene corsi di filosofia nelle carceri e nelle scuole cosiddette “a rischio”, è curatore di “Bambini in filosofia” ed è responsabile di “Filosofia fuori le mura”, scuola d’arte e filosofia (www.filosofiafuorilemura.it). Ha insegnato alla Albert- Ludwigs-Universität di Freiburg in Germania e all’Università di Stato di Rio de Janeiro (Uerj) in Brasile, oltre a essere membro del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi. Nel 2019 ha avviato a Napoli una Scuola pubblica di politica. Molti i suoi interventi in occasione di festival e convegni. I suoi post sui social sono seguiti da tantissimi follower.
    Ha curato edizioni e traduzioni di testi di Husserl e Nietzsche. Tra i suoi libri: «Bambini in filosofia; Imparare ad amare» (2015); «La porta di Parmenide» (2018); «Nostalgia del desiderio» (2019).





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    37 min
  • Luca Fezzi "Cesare"
    Luca Fezzi
    "Cesare"
    La giovinezza del grande condottiero
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Più di ogni altro suo contemporaneo Gaio Giulio Cesare riuscì a segnare le sorti e a indirizzare i destini di un’epoca di crisi. Non a caso giunse a meritare, nella più ampia interpretazione filosofica hegeliana, l’appellativo di «individuo della Storia mondiale». I giudizi sul grande condottiero e politico romano sono sempre stati però pesantemente condizionati da quelli maturati negli ultimi anni della sua vita e, soprattutto, dopo la sua tragica morte. Questa, infatti, aveva lasciato dietro di sé troppe speranze e troppi «eredi» per consentire una valutazione equanime e complessiva dell’uomo privato e del personaggio pubblico.

    Ma prima ancora del consolato popolare, della conquista delle Gallie, della vittoria nella guerra civile e della dittatura, chi era stato, nella sua inquieta e concreta singolarità, l’individuo Cesare? Un bambino patrizio di salute cagionevole, il nipote di Gaio Mario, un orfano di padre, un giovanissimo marito e un sacerdote mancato, un perseguitato politico, il presunto e chiacchierato amante di un anziano monarca orientale, una recluta coraggiosa, un temibile accusatore, un vendicativo ostaggio dei pirati, un misterioso tribuno militare, un questore ambizioso, un sospetto congiurato, un edile magnifico e carico di debiti, un giudice inflessibile, un pontefice massimo, un pretore accusato di complicità con Catilina ma paladino del garantismo, un padre affettuoso, un marito tradito, uno straordinario amante e tanto altro ancora.

    Ed è proprio di questo «giovane» Cesare, oscurato – anche nelle fonti antiche – dal fulgore della successiva grandezza, militare e politica, che Luca Fezzi traccia con mano sicura il profilo caratteriale e psicologico e ripercorre passo passo il cursus honorum, in un libro che è, insieme, una ricca e documentata ricostruzione biografica e la magistrale sintesi di un capitolo cruciale della storia repubblicana di Roma.


    Luca Fezzi è professore associato di Storia romana presso l'Università degli Studi di Padova. Tra i suoi libri ricordiamo: Il tribuno Clodio (2008), Catilina. La guerra dentro Roma (2013), Modelli politici di Roma antica (2015), Il corrotto, un'inchiesta di Marco Tullio Cicerone (2016), Il dado è tratto. Cesare e la resa di Roma (2017), tradotto in francese (Alea jacta est. Pourquoi César a-t-il franchi le Rubicon?, 2018) e in inglese (Crossing the Rubicon. Caesar and the Fate of Rome, 2020), e Pompeo (2019).




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    36 min
  • Giorgio Fontana "Prima di noi"
    Giorgio Fontana
    "Prima di noi"
    Sellerio Editore
    https://sellerio.it/it/

    "Prima di noi": romanzo finalista al Premio Lattes Grinzane 2020




    «Questo romanzo è un proiettile che entra nel Novecento italiano, passa la storia da parte a parte e fuoriesce dal presente trasformando il lettore, dopo essergli entrato nella testa quanto nel cuore».
    Claudia Durastanti


    «Si parla tanto del Grande Romanzo Americano. E quello italiano? Un grande romanzo italiano l’ha scritto Giorgio Fontana. Eccolo. C’è la forza del passato, l’avventura, ci sono gli amori che siamo stati: è il libro di questa nostra vita. Leggerlo è sapere chi siamo oggi».
    Marco Missiroli

    Una famiglia del Nord Italia, tra l’inizio di un secolo e l’avvento di un altro, una metamorfosi continua tra esodo e deriva, dalle montagne alla pianura, dal borgo alla periferia, dai campi alle fabbriche. Il tempo che scorre, il passato che tesse il destino, la nebbia che sale dal futuro; in mezzo un presente che sembra durare per sempre e che è l’unico orizzonte visibile, teatro delle possibilità e gabbia dei desideri.
    È questo il paesaggio in cui vivono e muoiono i personaggi di Giorgio Fontana, i Sartori, da quando il primo di loro fugge dall’esercito dopo la ritirata di Caporetto e incontra una ragazza in un casale di campagna. Poi un figlio perduto in Nordafrica, due uomini sopravvissuti e le loro nuove famiglie, per arrivare ai giorni nostri: quelli di una giovane donna che visita la tomba del bisnonno, quasi a chiudere un cerchio. Quattro generazioni, dal 1917 al 2012, che si spostano dal Friuli rurale alla Milano contemporanea affrontando due guerre mondiali e la ricostruzione, la ricerca del successo personale o il sogno della rivoluzione, la cattedra in una scuola e la scrivania di una multinazionale. È circa un secolo, che mai diventa breve: per i Sartori contiene tutto, la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, il viaggio. Sempre lo scontro e quasi mai la calma, o la sensazione definitiva della felicità. Ma i Sartori non ne hanno bisogno, e forse nella felicità neppure credono. Perché se in ogni posto del mondo bisogna battersi e lottare allora è meglio imparare ad accettare le proprie inquietudini, e stare lì dove la vita ci manda.
    Romanzo storico e corale, vasto ritratto narrativo del Novecento italiano, il racconto dei Sartori affronta il fardello di un passato che sembra aver lasciato in eredità solo fatica e complessità, persino nei più limpidi gesti d’amore. Se gli errori e le sfortune dei padri ricadono sui figli, come liberarsene? Esiste una forza originaria capace di condannare un’intera famiglia all’irrequietezza? Come redimere se stessi e la propria stirpe? La risposta a queste domande è nella voce di un tempo nuovo, nello sguardo di chi si accinge a viverlo, nelle parole di uno scrittore di neppure quarant’anni che ha voluto affrontare con le armi della letteratura la povertà e il riscatto, la fede e la politica, il coraggio dei deboli e la violenza dei forti.


    Giorgio Fontana è nato a Saronno nel 1981 e vive a Milano. Con questa casa editrice ha pubblicato Per legge superiore (2011), Morte di un uomo felice (Premio Campiello 2014), Un solo paradiso (2016) e Prima di noi (2020). È sceneggiatore per Topolino, collabora con diverse testate e insegna scrittura.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Valentina Musmeci "Storie di clima"
    Valentina Musmeci, Roberto Barbiero
    "Storie di clima"
    Testimonianze dal mondo sugli impatti dei cambiamenti climatici
    Prefazione di Luca Mercalli
    Ediciclo Editore
    https://www.ediciclo.it/



    «Chiunque legga queste storie non potrà più dire “non credevo, non sapevo...” ma sarà informato sulla realtà dei fatti e - ci auguriamo - spinto ad agire per mitigare i danni finché è ancora possibile». dalla prefazione di Luca Mercalli

    Il cambiamento climatico sta interagendo nella vita del nostro Pianeta con impatti sempre più devastanti per la vita delle comunità umane, animali e vegetali. Roberto Barbiero e Valentina Musmeci sono andati a cercare nel mondo donne e uomini che abbiano dovuto portare avanti una difficile lotta ambientale o sociale sul loro territorio a causa dei cambiamenti climatici. Dalla Patagonia alla Finlandia, dall’Uganda al Messico, dal Libano alla Sicilia gli autori hanno raccolto testimonianze vive, attuali, riportando le emozioni e le sofferenze ma anche le soluzioni adottate da queste persone per sopravvivere o comunque cercare di vivere meglio. Queste testimonianze possono insegnarci molto, prima che sia troppo tardi.

    Con un reportage fotografico di Valentina Musmeci.



    Roberto Barbiero
    Fisico, climatologo e divulgatore scientifico. Lavora presso la Provincia autonoma di Trento come coordinatore del Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui cambiamenti climatici, ed è referente tecnico dell’Osservatorio trentino sul clima. Promuove attività di divulgazione attraverso articoli, conferenze pubbliche, interventi didattici nelle scuole, corsi di formazione e seminari. Collabora con diverse associazioni impegnate sulle tematiche della climatologia e meteorologia, e dal 2015 partecipa al progetto di Agenzia di stampa giovanile promosso dall’Associazione Viraçao&Jangada e finalizzato alla partecipazione di studenti delle scuole superiori e delle università alle Conferenze delle Parti (Cop) sul clima.


    Valentina Musmeci
    docente di inglese, artista e fotografa, ha viaggiato e fotografato per siti e riviste di viaggio. Si occupa di minoranze linguistiche e di diritti dei popoli nativi, collaborando da otto anni con il premio “Lengua Maire” di Ostana (Cn) sulle lingue madri del mondo. Autrice di un’importante ricerca fotografica sulla transumanza delle pecore in Italia dalle Dolomiti al mar Adriatico, conduce da cinque anni una ricerca fotografica in Europa sull’influenza degli stereotipi nei sogni dei bambini attraverso il progetto “When I Grow Up”. È fondatrice dell’associazione Falenablu, che sostiene la realizzazione di attività artistiche contro la violenza sulla donna. Ha pubblicato Dove pensano gli asini (Curcu & Genovese, 2011), Volare in Trentino (La Grafica, 2013), Un anno col baio (Ediciclo editore, 2014), Più forte più in alto (Curcu & Genovese, 2015), Il Bracconiere (La Grafia, 2018).
    http://www.valentinamusmeci.it/


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    25 min
  • Sabino Maria Frassà "Leda e il Cigno Nero" - "Narcisi Fragili"
    Sabino Maria Frassà
    "Leda e il Cigno Nero", Mostra di Julia Bornefeld
    https://amanutricresci.com/


    Continua l'impegno di Cramum al sostegno dell'arte al femminile. In concomitanza con la Milano Design City Gaggenau e Cramum inaugurano il 7 ottobre, con un vernissage digitale aperto a tutti in live streaming, "Leda il Cigno Nero" personale di Julia Bornefeld a cura di Sabino Maria Frassà e terza del nuovo ciclo di quattro mostre “On-Air. Il presente è il futuro del passato”, progetto artistico e culturale che animerà il Gaggenau DesignElementi Hub per tutto il 2020 e realizzata in collaborazione con il progetto non profit Cramum.
    "Leda e il Cigno Nero" è la prima mostra personale meneghina di Julia Bornefeld, artista nota a livello internazionale per aver portato nella scultura il dibattito femminista. "Julia Bornefeld è l'artista dell'indefinito e dell'indeterminazione, maestra nel sintetizzare e far coesistere la razionalità e il peso della materia con l'irrazionalità e la leggerezza del pensiero," spiega il curatore Sabino Maria Frassà. "L'impeto e le forme delle sue opere partono sempre da forme e oggetti comuni - piume, uova, valigie, ombrelli, uccelli - per raccontare qualcosa al di là di ciò che si vede. L'artista non progetta mai i suoi lavori, ma vive di fulminee intuizioni in grado di raccontare l'universo, richiamando forme universali e immagini archetipali".

    Julia Bornefeld ha deciso di raccontare attraverso le piume, protagoniste della mostra, la fragilità e la resilienza dell’umanità di fronte alle avversità: al fianco di opere storiche lo spettatore potrà scoprire un corpo di opere inedite, realizzate durante il lockdown, in cui l'immagine del cigno nero - l'evento inatteso che stravolge tutto - si fonde con il mito di Leda, simbolo di una donna e di un'umanità che sa reagire e andare avanti.

    L'artista spiega con queste parole la mostra e la sua filosofia di vita: “Il nostro vivere è un inarrestabile viaggio senza alcuna meta prestabilita. L'unica cosa che possiamo fare è imparare a viaggiare con valigie leggere e con un ombrello che ci protegga permettendoci di continuare a camminare”.


    (8 ottobre - 13 novembre 2020)
    Vernissage digitale 7 ottobre 2020 – Live streaming dalle ore 19.00
    https://amanutricresci.com/



    "Narcisi Fragili"
    Alla My Own Gallery di Via Tortona 27
    La mostra collettiva, curata da Sabino Maria Frassà, si inserisce all’interno del Palinsesto “I Talenti delle donne” del Comune di Milano ed è promossa da Superstudio e Cramum. Le altre artiste in mostra sono Laura de Santillana, Flora Deborah, Giulia Manfredi e Francesca Piovesan.


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