il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Mario Abbati "A tempo di tango"
    MarioAbbati
    "A tempo di tango"
    Scacco matto a Buenos Aires
    bookabook
    https://bookabook.it/


    Il Tempo che governa i passi del tango e il corso ordinato degli eventi, all’improvviso, inizia a prendersi gioco del maestro di ballo Toni de Mastrangelo: la sua vita perde ritmo e logica, trascinandolo in una caotica partita a scacchi di cui lui non conosce le regole. La sua fidanzata, la sua auto, la sua scuola di tango danno infatti segni di cedimento sospettosamente sincronizzati, spingendolo a trovare finalmente il coraggio di volare verso il luogo mitico per ogni tanghèro: Buenos Aires.

    Bussola disorientata di questo viaggio è il Pangioco, una versione alternativa degli scacchi creata dal misterioso artista argentino Xul Solar, amico intimo di Borges, e acquistata per caso da Toni.
    Da questo strano gioco il protagonista verrà trascinato in una sequela di inganni, pericoli e rivelazioni, insieme a collezionisti di tarocchi, un poeta postavanguardista, una conturbante massaggiatrice, un gatto psicologo e un maestro di tango che non balla.




    Così comincia "A tempo di tango":

    Manipolare il tempo.
    Non è una capacità accessibile alla gente normale saper dosare passato, presente e futuro all’interno di uno stesso recipiente, che sia un acceleratore di particelle, la palla di vetro di una maga, un’opera d’arte o l’abitacolo di una Panda verde immatricolata a fine ventesimo secolo. Ecco, Roberto Goyeneche, detto el polaco per il fisico smilzo e i lunghi capelli rossicci che lo facevano somigliare a uno dei numerosi immigrati polacchi a Buenos Aires, quel potere speciale riusciva a sprigionarlo in un tango, circa tre minuti di tempo-orologio, attraverso un gioco incessante di compressioni e stiramenti del tessuto del brano che suscitano in chi ascolta emozioni altrettanto contrastanti: da una parte la nostalgia, il rimpianto per un passato che le attese studiate del cantante plasmano in un oggetto così vivido da poterlo toccare; dall’altra l’aspettativa, la speranza verso un futuro che in condizioni abituali risulterebbe irraggiungibile ma che la voce del polaco, sottraendo istanti preziosi alla cadenza lineare del brano, rende straordinariamente attuale.



    Mario Abbati è nato a Roma nel 1966. Laureato in Ingegneria e in Filosofia, con Terre Sommerse ha pubblicato La donna che ballava il tango in senso orario e Il paradiso delle bambole; con Alter Ego ha pubblicato Vado a comprarmi le scarpe da tango, Decimo piano, interno quattro e TanguEros - Storie di ballerini tormentati.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Emilio Jona "Canti popolari del Piemonte"
    Emilio Jona
    "Canti popolari del Piemonte"
    Nuova edizione a cura di Franco Castelli, Emilio Jona, Alberto Lovatto
    Neri Pozza Editore
    http://neripozza.it/


    Apparsi per la prima volta nel 1888, e poi oggetto di numerose edizioni, i Canti popolari del Piemonte segnarono una svolta profonda negli studi sul folklore e sulle tradizioni popolari in Italia. I folkloristi del tempo avevano infatti concentrato la loro attenzione sulla tradizione lirica della cultura popolare italiana, in primo luogo le canzuna siciliane e i rispetti toscani, trascurando o sottovalutando il canto narrativo. L’opera di Costantino Nigra, figura fondamentale del Risorgimento, diplomatico e principale collaboratore di Cavour, mostrò che la ballata, la canzone narrativa di diffusione europea, fiorita soprattutto in Piemonte e nelle province del settentrione d’Italia, non era soltanto un importante aspetto della tradizione popolare, ma apriva una vera e propria nuova provincia del sapere a folkloristi e dialettologi. Non stupisce, dunque, che dal 1888 i Canti popolari del Piemonte siano stati ripetutamente rieditati, diventando il testo di riferimento, il banco di prova dei maggiori folkloristi italiani. Le edizioni, tuttavia, che precedono questo volume (ad eccezione di quella einaudiana del 2009, opera degli stessi curatori della presente), benché tutte filologicamente accurate, mancano di un’antologia sonora, indispensabile a mostrare, nell’intreccio di parola e canto, la complessità del patrimonio custodito nell’opera di Costantino Nigra. Grazie al paziente lavoro di ricerca di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, i due cd che compendiano questa edizione fanno emergere, attraverso 155 esempi canori tratti da varie centinaia di registrazioni raccolte dal 1954 al 1988, il filo rosso, musicale e testuale, tra il tempo dell’opera di Nigra e il nostro tempo. Oltre il testo, documentano la melodia delle singole ballate, restituendo alla memoria il vissuto di un’oralità che, pur non essendo esattamente quella del tempo di Nigra, è ad esso vicina e indissolubilmente legata. Il volume è inoltre corredato da un apparato fotografico che per la prima volta, insieme alle voci, mostra i volti dei testimoni (gli “alberi del canto”) e dei ricercatori (da Lomax a Carpitella, da Leydi a Coggiola, da Jona e Liberovici a Vigliermo, da Adriano a Castelli e Beccaria) che con loro hanno operato. Tutto ciò arricchisce la grande opera di Costantino Nigra, restituendole nuova vita e nuovi spunti di interesse. Studiando infine il sistema della ballata, il dinamismo dei canti, gli stili esecutivi e i modelli melodici, i curatori forniscono anche la prova inconfutabile sia della straordinaria tenuta nel tempo, sia del radicarsi nei luoghi e nelle comunità di questo grande patrimonio di canto narrativo.


    Costantino Nigra nacque a Villa Castelnuovo, oggi Castelnuovo Nigra, in provincia di Torino, nel 1828. Volontario nella guerra di indipendenza del 1848, poi stretto collaboratore di Cavour, ambasciatore a Parigi, Pietroburgo, Londra e Vienna, pubblicò i Canti popolari del Piemonte nel 1888 presso Loescher. Senatore del Regno dal 1890, morì a Rapallo nel 1907.





    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    36 min
  • Barbara Paltenghi Malacrida "André Derain. Sperimentatore controcorrente"
    Barbara Paltenghi Malacrida
    "André Derain. Sperimentatore controcorrente"
    Museo d’arte Mendrisio
    Mostra aperta fino al 31 gennaio 2021
    A cura di: Simone Soldini, Francesco Poli, Barbara Paltenghi Malacrida
    https://museo.mendrisio.ch/


    André Derain è una delle grandi figure della rivoluzione artistica dell’inizio del XX secolo, sia pittorica sia scultorea, un’icona dell’arte del Novecento, amico di Picasso, Matisse, Braque, Giacometti.

    Derain ha formato con Henri Matisse e Pablo Picasso la triade di artisti che ha completamente cambiato a livello mondiale l’arte del Novecento. Derain è stato a capo e ispiratore di molte delle maggiori correnti della pittura moderna e contemporanea. È stato l’erede dell’Impressionismo, l’iniziatore della pittura Fauve e uno dei padri del Cubismo, nonché il precursore del Ritorno al Classicismo.

    Nei primissimi anni del Novecento, una manciata di artisti cambiò completamente il modo di vedere l’arte. Tra i massimi innovatori ci furono Derain e Matisse, che trascorsero vari anni a dipingere insieme i paesaggi di mare a Collioure, nel Sud della Francia. I due diedero vita tra il 1905 e il 1910 a un movimento per il quale si coniò il termine Fauve, cioè il gruppo dei “Selvaggi”, a causa dei vivacissimi, infuocati colori che caratterizzavano le loro opere.
    Anche Picasso nutrì grande ammirazione e stima per Derain, soprattutto all’inizio del secolo scorso. A partire dal 1910, per diversi anni, Derain e Picasso collaborarono tra di loro e si studiarono reciprocamente. Si frequentarono molto e la loro amicizia durò fino agli anni Trenta. Fu Derain a introdurre Picasso nel mondo dell’arte africana e con Derain Picasso fece i primi passi verso il Cubismo. Entrambi furono amanti della mondanità, uomini di grande successo, celebrità delle arti del XX secolo. Ma se la fortuna di Picasso crebbe per tutto il secolo, quella di Derain ebbe un brusco, momentaneo declino dopo la seconda guerra mondiale, complice il mondo delle gallerie d’arte e del mercato.

    Il Cubismo, grande tendenza di cambiamento all’inizio del ‘900, ebbe origine da Georges Braque, oltre che da Derain e Picasso. Braque e Derain strinsero amicizia proprio verso il 1909 e per vari anni vissero l’uno vicino all’altro. Nel periodo in cui dipinsero insieme nel quartiere parigino della Ruche, Braque apprezzò molto il Primitivismo di Derain e quest’ultimo guardò molto al moderno classicismo di Braque. Dei suoi vecchi amici, Braque fu l’unico ad aiutare Derain nei momenti di difficoltà, subito dopo la seconda Guerra Mondiale.

    Chi amò particolarmente l’opera di Derain fu Alberto Giacometti. Al grande artista svizzero piaceva in particolar modo la capacità di Derain di cambiare stile rifacendosi alla tradizione dell’arte antica. Derain rimase sempre legato alla pittura figurativa – il ritratto, il paesaggio, le nature morte – e trovò ispirazione dall’arte greca e romana, su su fino ai grandi maestri dell’Ottocento. Giacometti dedicò un lungo articolo alla sua straordinaria capacità di raccogliere idee da tutta la storia dell’arte, trasformandola in qualcosa di personale. Alla morte del maestro, fu Giacometti ad aiutare i famigliari a salvare decine di sculture di Derain.

    Grazie alla collaborazione degli Archivi André Derain e ai prestiti di alcuni prestigiosi musei francesi, il Museo d’arte Mendrisio organizza una retrospettiva di ampio respiro sull’opera di Derain: 70 dipinti, 30 opere su carta, 20 sculture, 25 progetti per costumi e scene teatrali, illustrazioni di libri e alcune ceramiche ripercorrono la creatività vulcanica e l’attività poliedrica di questo massimo protagonista dell’arte moderna.
    Già a partire dalla metà degli anni Dieci, perseguendo una sua personale attitudine teorica e culturale, Derain sceglie una direzione di ricerca decisamente in controtendenza rispetto allo...
    28 min
  • Roberta Bellesini Faletti "Passepartout Festival"
    Roberta Bellesini Faletti
    "Passepartout Festival"
    http://www.passepartoutfestival.it/2020/


    “1920-2020: PROIBITO” è il titolo della diciassettesima edizione del festival Passepartout, che si svolgerà ad Asti da sabato 3 a domenica 11 ottobre, organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con l’appoggio della Città di Asti e della Regione Piemonte, e con la direzione scientifica di Alberto Sinigaglia.

    Protagonisti la già presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, l'economista Carlo Cottarelli, il sindacalista Sergio Cofferati, il sociologo Ilvo Diamanti, l'ambasciatore Giampaolo Scarante, gli storici Eugenia Tognotti, Ernesto Galli della Loggia, Giordano Bruno Guerri, Angelo D'Orsi e Carlo Greppi, l'industriale Agostino Re Rebaudengo, l'artista Ugo Nespolo, lo scrittore e generale dei Carabinieri Roberto Riccardi, lo psichiatra Pier Maria Furlan, i critici letterari Renato Barilli e Paolo Bertinetti, il criminologo Claudio Loiodice, i filosofi Franca D'Agostini e Fabio Merlini, i giornalisti Bice Biagi, Gad Lerner, Dania Mondini, Marta Ottaviani e Guido Tiberga, i registi Enrico Vanzina e Loris Mazzetti.

    Dal 2012 Passepartout mette a confronto l’anno in corso con un anno della storia per capire il presente e intuire il futuro, affidandosi ai maggiori storici, giornalisti, economisti e scrittori. In questa edizione viene preso in esame un decennio impresso nell’immaginario collettivo: gli Anni Venti, gli “anni ruggenti” del proibizionismo, del divismo, delle grandi illusioni dopo la Grande Guerra, naufragate con l’epidemia della Spagnola e il grande male delle dittature. Dal proibizionismo americano arriveremo a oggi, alla proibizione delle droghe, piaga sociale, ma anche al Coronavirus che ci ha proibito di uscire di casa e ancora ci proibisce abbracci e strette di mano. Dal crollo di Wall Street arriveremo alla crisi economica attuale; dalla prima occupazione delle fabbriche alla crisi del sindacato e al suo futuro; dalla rivoluzione laica e filo occidentale della Turchia di Atatürk alle mire di Erdogan. Affronteremo D'Annunzio all'impresa di Fiume, l’irrompere della psicoanalisi nell’arte e nella letteratura, e gli sviluppi dell'ecologia nei suoi aspetti ambientali ed economici.
    Novità di Passepartout, la sezione dedicata ai protagonisti: da Corto Maltese, che nelle sue avventure incontra i più significativi personaggi del decennio, a Rodolfo Valentino, da D’Annunzio a Ezra Pound, da Gertrud Stein a Gramsci, fino a Modigliani, al centro di inquietanti episodi, sia in vita che dopo.

    Tutti gli incontri si terranno presso il Palco 19 (via Ospedale 19, a pochi passi dalla centralissima Piazza Alfieri). In conformità alle attuali disposizioni sanitarie, i posti disponibili sono limitati e si potrà avere accesso esclusivamente previa prenotazione, con modalità disponibili sul sito www.passepartoutfestival.it




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    13 min
  • Saverio La Ruina "Mario e Saleh"
    Saverio La Ruina
    "Mario e Saleh"
    Scena Verticale
    https://www.scenaverticale.it/it/

    CuneiForme
    Mercoledì 30 settembre - ore 21:00
    Racconigi, Soms (Progetto Cantoregi)
    https://www.progettocantoregi.it/
    Il drammaturgo, regista e attore Saverio La Ruina di Scena Verticale, che con lo spettacolo “Mario e Saleh” affronta le paure, le diffidenze, ma anche le emozioni e le scoperte, delle relazioni con chi appartiene a culture e mondi lontani dai nostri



    All’indomani di un terremoto, in una delle tende allestite nei luoghi del sisma, si ritrovano Mario, un occidentale cristiano, e Saleh, un musulmano. La relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni. Eventi esterni e fatti concreti ribaltano le percezioni che hanno l’uno dell’altro. Le certezze che sembrano farsi strada si ridefiniscono continuamente alla luce di quanto accade tra di loro, sorprendendo loro per primi.

    Più che addentrarsi in dispute religiose, lo spettacolo si concentra su fatti del quotidiano attraverso i quali misurare possibili conciliazioni e opposizioni. Oltre alle inevitabili differenze, che possono trovare pacificazione, irrompono avvenimenti dall’esterno che vanno a spezzare gli equilibri tra i due, ridefinendo via via le loro acquisizioni, in uno spiazzamento continuo delle loro certezze. Incontrare musulmani, migranti e non, è stato come trovarsi di fronte a mondi dentro un mondo più grande, dove tanti islam si inseguono, si differenziano e anche si oppongono fra di loro. Un argomento che richiede un approccio delicato, dato che scalda gli animi con una virulenza che lascia interdetti e a volte impotenti.


    scritto e diretto da Saverio La Ruina
    con Saverio La Ruina e Chadli Aloui
    collaborazione alla regia Cecilia Foti
    musiche originali Gianfranco De Franco
    scene e costumi Mela Dell’Erba
    disegno luci Michele Ambrose
    audio e luci Mario Giordano
    organizzazione generale Settimio Pisano
    amministrazione Tiziana Covello
    promozione Rosy Chiaravalle
    produzione Scena Verticale
    con il sostegno di MIBACT, Regione Calabria
    in collaborazione con TMO – Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    14 min
  • Alessandra Gigli "Almanacco Alimentare"
    Alessandra Gigli, Marco Consentino, Luca Piretta
    "Almanacco Alimentare 2021"
    Giorno per giorno tutte le ricette dell'anno
    Rizzoli Editore
    https://www.rizzolilibri.it/


    Cucinare per passione, riscoprire il profumo degli ingredienti e realizzare prelibatezze buone anche per la salute in poco meno di un’ora? Sembrerebbe un’impresa difficilissima, e invece riuscirci è possibile per chiunque con Il nuovo almanacco alimentare. Ogni giorno dell’anno una ricetta sana, gustosa e facile da realizzare, oltre a un’idea per l’altro pasto della giornata. Il segreto, secondo gli autori, è quello di trovare la giusta combinazione fra tradizione e innovazione: far tesoro della ricchezza della dieta mediterranea – che significa varietà di alimenti e stagionalità – per riscoprire l’importanza della nutrizione come elemento di salute e lunga vita. Il loro calendario di ricette si rivela capace di soluzioni semplici ed efficaci, in grado di soddisfare il palato e le difese immunitarie. A tutto questo Il nuovo almanacco alimentare aggiunge storie e curiosità legati alle ricette, trucchi di preparazione e conservazione degli alimenti, suggerimenti per attrezzare la propria cucina. Che dire? Buon 2021, con molti auguri di salute e felicità a partire dalla tavola!


    Alessandra Gigliattrice del Piccolo Teatro (dal 2000 è Smeraldina nell’Arlecchino servitore di due padroni) e cuoca per diletto.
    https://www.alessandragigli.it/


    Marco Consentinocoautore di Cerimoniale (Gangemi, 2008) e del romanzo I fantasmi dell’Impero (Sellerio, 2017).
    http://www.ilcerimoniale.it/


    Luca Pirettamedico di base, gastroenterologo e docente di Allergie e intolleranze alimentari al Campus Biomedico di Roma, è autore di Mangiare Italiano (Rizzoli, 2020).
    https://www.diogeneatavola.it/


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Aldo Agosti "Juventus. Storia di una passione italiana"
    Aldo Agosti, Giovanni De Luna
    "Juventus"
    Storia di una passione italiana
    Dalle origini ai giorni nostri
    Utet Libri
    https://www.utetlibri.it/



    CuneiForme
    https://www.progettocantoregi.it/
    Venerdì 2 ottobre, ore 21:00
    Racconigi, Soms
    Aldo Agosti e Giovanni De Luna, racconteranno la "storia di una passione italiana": la Juventus.


    Nell’autunno del 1897 un gruppo di allievi del liceo Massimo d’Azeglio di Torino, uno dei più prestigiosi del capoluogo piemontese, si riunisce nell’officina dei fratelli Canfari per fondare una società sportiva studentesca. Al centro del progetto, un gioco da poco importato dall’Inghilterra: il football. Da quei ragazzi in camicia bianca e pantaloncini neri che rincorrevano un pallone cucito da un calzolaio con avanzi di suole, nasceva la Juventus.

    In oltre cento anni di storia, la bacheca della “Vecchia signora” si è riempita di trofei, decine di campioni si sono avvicendati sul campo da gioco, tracciando l’evoluzione della squadra più amata e, allo stesso tempo, più odiata d’Italia. A guardarli con lo sguardo dello storico, tuttavia, gli annali juventini non raccontano semplicemente le vicende sportive, i cicli vittoriosi e le cocenti delusioni.

    Dietro quelle coppe, negli spazi tra le foto delle formazioni ufficiali, emerge potente la storia di una città e di un intero paese: l’arrivo della prima guerra mondiale, che portò quei ragazzi che fondarono la squadra dai campi da gioco alle trincee sul fronte austriaco; l’avvento del regime fascista e le leggi razziali che costrinsero alle dimissioni dai vertici societari tutti i dirigenti ebrei; e poi, naturalmente, il rapporto con la famiglia Agnelli, la Fiat, il boom del dopoguerra e i cambiamenti del tessuto sociale che l’emigrazione di massa da sud verso nord portò a Torino e a tutta l’Italia.

    Su questo sfondo storico si stagliano i trofei del trio magico Charles-Sívori-Boniperti, la bicicletta iconica di Parola, la tragedia dell’Heysel, i successi sotto la guida di Trapattoni, le magie di le roi Platini, fino al “neocalcio”, allo scandalo calciopoli, alla Serie B e alla rinascita. Aldo Agosti e Giovanni De Luna, tra i massimi storici italiani e accaniti tifosi bianconeri, rileggono la storia del club con rigore e passione, perché la costruzione dello stile Juventus, l’evoluzione del modello imprenditoriale e del rapporto con il potere e con la società circostante possono raccontare da una nuova, inedita, prospettiva i cambiamenti di oltre un secolo di storia del nostro paese.

    Aldo Agosti è professore emerito di Storia contemporanea all’Università di Torino. Si è occupato soprattutto della storia del movimento socialista e comunista, italiano e internazionale. Tra i suoi lavori recenti: Bandiere rosse (1999); Togliatti (2003); Il partito mondiale della rivoluzione (2009). Ha curato e diretto l’Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo (2000), collabora a diverse riviste italiane e straniere ed è membro della direzione della rivista “Passato e presente”.

    Giovanni De Luna ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Torino. Firma de “La Stampa” e autore di Rai Storia, ha pubblicato tra gli altri: Il corpo del nemico ucciso (2006), Le ragioni di un decennio. 1969-1979 (2009), La Repubblica del dolore (2011), La Resistenza perfetta (2015) e La Repubblica inquieta (2017).


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    22 min
  • Ludwig Monti "Torino Spiritualità"
    Ludwig Monti
    "Qohelet, il soffio infinito"
    Torino Spiritualità
    https://torinospiritualita.org/






    Torino Spiritualità
    Qohelet, il soffio infinito
    con Ludwig Monti, monaco e biblista
    Domenica 27 settembre, ore 11 | Museo Nazionale del Risorgimento

    Gioiello di sapienza contenuto nell’Antico Testamento, Qohelet fonde luce e tenebra, prestandosi a letture di segno opposto. Manuale di scetticismo radicale per alcuni, testo attraversato da un soffio di misteriosa levità per altri, questo piccolo libro è una scossa a ogni esistenza, un invito a guardare la realtà con nuovi occhi.


    Ludwig Monti, nato a Forlì nel 1974, è monaco di Bose e biblista. Collabora alle riviste Parola, Spirito e Vita, Ricerche storico bibliche e Rivista Biblica. Con Edizioni Qiqajon ha pubblicato: Le parole dure di Gesù (2012) e I Salmi: preghiera e vita (2018). Con Edizioni San Paolo ha pubblicato Le domande di Gesù (2019). "Gesù uomo libero" con Edizioni Qiqajon è il suo ultimo libro.



    Vanità delle vanità, dice Qohèlet,
    vanità delle vanità, tutto è vanità.
    Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
    per cui fatica sotto il sole?
    Una generazione va, una generazione viene
    ma la terra resta sempre la stessa.
    Il sole sorge e il sole tramonta,
    si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
    Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
    gira e rigira
    e sopra i suoi giri il vento ritorna.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min
  • Andrea Ricolfi "L'ultimo marinaio"
    Andrea Ricolfi
    "L'ultimo marinaio"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/




    Una storia di mare. Una storia di amicizia. Una storia di vita.

    «A un certo punto, su questo oceano e per le piccole strade di Noss, è passato un uomo singolare, che ha portato un po’ di limpidezza nella mia vita. Tomas Henkel, questo era il suo nome, mi ha insegnato a scorgere la nobiltà nei sotterranei sentieri delle anime in cui talvolta si nasconde, a intuire la profondità delle cose dalla loro ombra.»




    Matias vive sull’isola di Noss, uno scoglio deserto scaraventato in mezzo al mare della Norvegia, gelido e misterioso. Il mare che è tutto per lui. Il mare che, quando era solo un bambino, gli ha portato via il padre per sempre. L’unica eredità che ha ricevuto è il Marlin, una barca di legno costruita a mano. È da qui che nasce il suo sogno: dare vita a una scuola di vela. Una scuola per forgiare marinai come ce ne sono stati un tempo. Una scuola aperta tutti i giorni dell’anno, per insegnare, attraverso i segreti del navigare, i segreti della vita. È così che Matias incontra Tomas, arrivato a Noss per mettere a disposizione degli allievi quello che ha appreso solcando le distese blu di tutto il mondo: il mare è pericoloso e non importa quante tempeste si siano affrontate, perché quella successiva mette la stessa, identica paura di morire. È la legge del mare, una legge crudele, ma mai crudele quanto quella degli uomini. Tomas è un uomo silenzioso, in disparte rispetto al resto del mondo, come il canto di una voce lontana che nessuno sa decifrare. Matias scopre in lui un’anima pura, capace della forza più vigorosa, ma anche della tenerezza più inaspettata. Virata dopo virata, mentre la notte del Nord si illumina di luci che danzano nel cielo, diventa non solo un maestro, ma un amico. Perché far parte di un equipaggio insegna che il vento non si deve affrontare da soli. Mai.Con uno stile pulito, in cui ogni parola scava dentro la pagina, Andrea Ricolfi ci porta in Norvegia tra case colorate, venti e mareggiate. Ci porta sul ponte di una nave dove si impara il coraggio, la fatica e l’amicizia più vera. Ci porta in un mondo in cui essere marinai significa esserlo per tutta la vita.


    Andrea Ricolfi è nato a Torino e ha studiato matematica a Torino, Padova e Bordeaux, conseguendo il dottorato di ricerca in Norvegia. Vive a Trieste ed è titolare di un assegno di ricerca presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min
  • Francesca Rigotti "Torino Spiritualità"
    Francesca Rigotti
    "Del principio vitale: respiro, vista, battito"
    Torino Spiritualità
    https://torinospiritualita.org/



    Torino Spiritualità
    con Francesca Rigotti, filosofa
    Sabato 26 settembre, ore 18.30
    Museo Nazionale del Risorgimento, Aula della Camera


    Si dice che il respiro sia sempre stato sinonimo naturale di vita e simbolo assoluto dell’esistenza. Eppure, il respiro non è l’unico principio che gli esseri umani abbiano considerato sorgivo: presso i greci, ad esempio, era la luce l’elemento vitale per eccellenza. E che cosa dire del battito del cuore, che ritma l’intera esistenza e fino alla morte palpita per proprio conto?


    Francesca Rigotti
    "Nuova filosofia delle piccole cose"
    Edizioni Interlinea
    "Piccole cose che insegnano a pensare" ("Il Sole 24 Oore"), "Libriccino che ci aiuta a reimparare l'esercizio smarrito di riconoscere il significato delle cose che la cultura egemone ha decretato insignificanti" ("Corriere della Sera"). Una nuova edizione aggiornata con molte "piccole cose" attuali per imparare a "guardare, toccare, ascoltare intensamente gli oggetti che ci stanno intorno e le attività che svolgiamo quotidianamente, anche se considerate ripetitive, minori, piccole". È la valorizzazione delle "piccole cose" di tutti i giorni: il sapone, la tazza di caffè, la scopa, le forbici, ma anche lo smartphone o i cosmetici... Una filosofia nuova con molti aspetti al femminile, ma per tutti coloro che vogliono far qualcosa - come recitava un vecchio slogan pubblicitario - contro il logorio della vita moderna.

    Francesca Rigotti ha avuto la cattedra di Filosofia all’Università di Göttingen e di Zurigo e visiting fellow all’Università di Princeton. Nel 1996 ha iniziato a insegnare all’Università della Svizzera italiana. Con Cortina ha pubblicato Senza figli (con Duccio Demetrio, 2012), Onestà (2014) e Migranti per caso (2019).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

37 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners