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  • Caterina Giavotto "Torino Spiritualità"
    Caterina Giavotto
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/


    Un giorno moriremo, ma tutti gli altri giorni no
    con Caterina Giavotto, tanatologa e Emanuela Pluchinotta, psicologa
    Domenica 27 settembre, ore 15.00 – 17 | il Circolo dei lettori

    La morte sorprende, imbarazza, terrorizza: è il grande tabù della nostra epoca, ma anche l’unica certezza. Come imparare a confrontarsi con il limite estremo? Attraverso il respiro e la meditazione. Un laboratorio interdisciplinare per imparare a vivere pienamente alla luce della nostra condizione mortale.




    Il corso esperienziale presentato a Torino Spiritualità 2020 sulla consapevolezza del vivere e del morire fa parte di un percorso più ampio (vedi locandina), che partendo dalla meditazione offre spunti multidisciplinari per coltivare una nuova familiarità con la nostra condizione mortale. La morte è inevitabile, come ricorda giustamente Charlie Brown, ma la saggezza di Snoopy ci richiama all’importanza di riconoscere e utilizzare bene la preziosità della nostra esistenza, vivendo pienamente ogni giorno. Durante il laboratorio affronteremo il tema del tabù della morte tipico della nostra società contemporanea e le sue conseguenze, del beneficio invece di coltivare una nuova familiarità con i nostri limiti, di come ci può aiutare la meditazione, di quanto sia importante una corretta comunicazione su questi temi anche con i bambini, e di cosa si può fare per prepararsi a vivere con meno ansia e più equilibrio emotivo tutti i cambiamenti della nostra vita, compresa la morte, il cambiamento più radicale. Spiegazioni e spunti multidisciplinari si alterneranno a esercizi e brevi meditazioni, per rendere l’esperienza più concretamente utile alla coltivazione di una nuova consapevolezza.

    "Ho incontrato il buddismo da bambina, quando arrivarono in Italia i primi monaci tibetani a metà degli anni ’70, e lì è iniziato per me un percorso personale in cui la meditazione sull’ipermanenza e la morte ha sempre avuto un ruolo centrale. Negli anni ho cominciato a coltivare il desiderio di occuparmi della relazione d’aiuto, soprattutto nel fine fine, cioè accanto ai malati inguaribili, perché pensavo che in quell’ambito ce ne fosse particolarmente bisogno. Così dodici anni fa ho deciso di diventare volontaria in un hospice a Milano, e questa attività mi ha permesso, insieme allo scopo primario dell’essere di aiuto, di maturare un’esperienza a mio avviso fondamentale per approfondire la consapevolezza sulla vita e sulla morte. Poi un’esperienza personale di malattia oncologica mi ha confermato che un lavoro interiore coltivato negli anni può aiutare moltissimo ad affrontare malattie importanti con più equilibrio emotivo e meno ansia. E mi ha anche convinto tre anni fa a lasciare definitivamente il mio lavoro (ero caporedattore ed editor in una grande casa editrice) per dedicarmi totalmente alla relazione d’aiuto. Continuo perciò la mia attività di volontaria con i malati inguaribili, e mi sono rimessa a studiare per approfondire temi quali il legame tra meditazione e mindfulness, l’assistenza spirituale nel fine vita e la tanatologia culturale, conseguendo queste competenze: • Tanatologa culturale: Master in “Death Studies and the End of Life” presso l’Università di Padova, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata, 2019-2020. • Assistente spirituale nella malattia e nel fine vita: Master in “Accompagnamento spirituale ai malati inguaribili” presso la Scuola di Alta Specializzazione dell’Associazione TuttoèVita, Monastero di San Leonardo, Prato, 2018-2019. • Istruttrice di protocolli basati sulla Mindfulness e sulle pratiche contemplative con certificazione M.B.I. (Mindfulness Based Interventions): Master in “Neuroscienze, mindfulness e pratiche contemplative” presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa,...
    14 min
  • Alberto Pellai "Mentre la tempesta colpiva forte"
    Alberto Pellai
    "Mentre la tempesta colpiva forte"
    Quello che noi genitori abbiamo imparato in tempo di emergenza
    DeAgostini
    https://www.deaplanetalibri.it/


    Una bussola per trasformare la crisi che abbiamo vissuto in un’opportunità di crescita per tutta la famiglia.

    E chi se lo aspettava, che succedesse proprio qui, proprio a noi? Una mattina ci siamo svegliati, e improvvisamente eravamo in balia di una gigantesca tempesta. Il Covid- 19, l’ansia, la paura, il lock-down… era tutto un enorme vortice che minacciava di inghiottirci. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Ma è accaduto. A ben guardare, però, la mareggiata non ha lasciato dietro di sé solo detriti, ma anche un piccolo tesoro. Mentre la tempesta colpiva forte abbiamo imparato il valore del tempo trascorso in famiglia, con i nostri figli. Li abbiamo visti con occhi diversi, in alcuni casi li abbiamo riscoperti. Abbiamo imparato molto su di loro, ma anche su noi stessi, come genitori e come persone. Perché ciò che ha sconvolto il mondo, ha cambiato anche il nostro modo di essere famiglia. Questo libro parte proprio da quel “tesoro”, rielaborando ciò che è accaduto in molte famiglie e mettendo a fuoco un percorso di resilienza e apprendimento articolato in sei lezioni. Lezioni che abbiamo appreso in questo tempo così speciale, acquisendo nuove competenze che, se le riguardiamo da fuori prendendone consapevolezza, possono davvero aiutarci ad affrontare tutte le difficoltà e tutte le prove che appartengono al nostro mandato educativo di genitori. Non solo in tempo d’emergenza, ma anche nel tempo normale della vita. Mentre la tempesta colpiva forte è un’occasione preziosa per rivedere e condividere quanto abbiamo imparato e messo via nel nostro “kit degli attrezzi” per affrontare le sfide che ogni giorno, come mamme e papà, dobbiamo giocare nel territorio di crescita dei nostri figli. Perché le tempeste della vita possono spezzarci. O migliorarci.


    Alberto Pellai medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, è ricercatore presso il dipartimento di Scienze Bio-Mediche dell’Università degli Studi di Milano, dove si occupa di prevenzione in età evolutiva. Nel 2004 il Ministero della Salute gli ha conferito la medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica.

    È autore di molti bestseller per genitori, educatori e ragazzi, tra i quali Tutto troppo presto, Girl R-evolution e, a quattro mani con Barbara Tamborini, I papà vengono da Marte, le mamme da Venere e L’età dello tsunami, tutti editi da De Agostini.



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    20 min
  • Juri Nervo "Torino Spiritualità"
    Juri Nervo
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/


    Un respiro di eremitaggio urbano
    con Juri Nervo, piccolo fratello secolare
    in collaborazione con Eremo del Silenzio
    Sabato 26 settembre, ore 18.00
    Eremo del Silenzio, presso Museo Carcere Le Nuove

    Respiro e sospiro, come due amanti danzanti, si prendo e si lasciano, si cercano e si confondono, si respingono per poi scoprirsi indissolubili. Nella preghiera sono momenti distinti e dinamici. Un incontro per scoprire come il respiro sia elemento fondante della preghiera stessa e possa essere un valido compagno di viaggio nella scoperta dell’Eremitaggio Urbano. A ogni partecipante sarà donata la Regola del piccolo fratello secolare.

    Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria a [email protected] | 340 3870668


    Dal sito jurinervo.it
    Juri Nervo - Ricercatore Sociale
    Ai libri ho affidato domande, negli esseri umani ho trovato risposte.
    Mi chiamo Juri Nervo, ho 42 anni, vivo a Torino e sono sposato con Luciana da quindici anni.
    I miei progetti nascono tra le pieghe della quotidianità, ispirati da esigenze reali che hanno permeato la mia vita e le hanno dato un senso.
    Nelle persone incontrate sul mio cammino ho colto quelle idee che, attraverso il mio vissuto, si sono trasformate in laboratori, progetti ed esperienze, condivise ogni giorno nei luoghi dove più forte è il bisogno di un’urgenza educativa e relazionale.

    Insegno ciò che apprendo dagli altri, in un mutuo scambio che non mi permette più di distinguere quel che ricevo da quel che offro.
    Dell’umanità amo le differenze, rivisitate come valore aggiunto ed accarezzate da un vivo ideale di uguaglianza. Della contemporaneità amo il silenzio, fatto di vuoto ed insieme pienezza, ricercato proprio dove regna il frastuono e coltivato negli spazi che ho deputato a luoghi della mia ricerca interiore.




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    23 min
  • Graziella Monni "Gli amici di Emilio"
    Graziella Monni
    "Gli amici di Emilio"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    "Non ti preoccupare, lotteremo sempre per la libertà, come tu ci hai insegnato"



    Filippo, il figlio del podestà Giovanni Lai, cresce a Corilè, un paesino immaginario della Sardegna, negli anni della dittatura fascista: è un ragazzo brillante, capo carismatico del suo piccolo gruppo di amici, tutti sempre più oppressi dal peso della tirannia, delle guerre del regime, delle leggi razziali; tutti sempre più insofferenti alle ingiustizie e ai soprusi, e sempre più ispirati dalla figura del grande esule antifascista, Emilio Lussu, al quale cominciano a scrivere lettere sempre più appassionate, e nel quale trovano il cemento della loro amicizia, e il simbolo di un futuro di libertà.

    Ma si sa com’è la vita nei piccoli paesi, fatta di chiacchiere, sospetti, maldicenze, che sotto la dittatura proliferavano ancor più del solito, e con l’arrivo in paese di un funzionario dell’Ovra, il servizio segreto fascista, tutto si complica e precipita, a partire dal rapporto, già tempestoso, tra Filippo e il padre.

    Gli amici di Emilio è un romanzo avvincente e appassionato, che si svolge nel giro di pochi giorni, tra scontri e ricordi, amicizie e passioni e tradimenti, e nel quale vediamo la nascita di quello spirito generoso e libero che porterà alla Resistenza e alla fine della dittatura.

    Graziella Monni è di Nuoro, dove vive insieme al marito, due figli e una gatta siamese. Laureata in filosofia, per anni professoressa nei licei ed ora preside, ha imparato tanto dai suoi alunni. È stata finalista alla XIII edizione del Premio Calvino con un romanzo rimasto inedito. Nel 2005 ha pubblicato il racconto per bambini Zuck lupo sdentato, edizioni Condaghes.
    Ama Platone, il filosofo della sua vita. Le piace la storia con una predilezione per quella classica e del Novecento. Ha fatto incontrare Emilio Lussu a centinaia di suoi studenti ed ora vuole continuare a farlo con questo libro


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    23 min
  • Alessio Romano "Don't try. Il segreto di una vita"
    Alessio Romano
    "Don't try. Il segreto di una vita"
    Circolo dei Lettori, Torino
    Sabato 19 settembre, ore 19:00
    https://circololettori.it/


    Il sabato sera del Circolo è dedicato a Bukowski, tra aneddoti esilaranti e atroce disperazione

    * dalle ore 19 in sala filosofi, spazio all’aperitivo letterario da Barney’s (prenotazione obbligatoria 011 8904417 | [email protected]) Posti Esauriti.

    * alle 21 in sala grande, c’è il reading a partire dalla graphic novel edita da Lisciani Libri con Alessio Romano, proiezioni di Roger Angeles, musica di Christian Caran
    Un viaggio tra testi e immagini per raccontare la vita, gli amori e le sbornie dello scrittore sporcaccione più famoso d’America nonché uno dei più grandi poeti del novecento: Charles “Hank” Bukowski. Cinico, bastardo e misogino, ma anche romantico, disilluso e arreso alla propria solitudine. Un dualismo che lo incatena alla sedia, di fronte alla macchina da scrivere, con le bottiglie di vino mezze vuote, la pancia sempre più gonfia, mentre “eterna risorge sempre la speranza, come fungo velenoso”.

    I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria (chiama il numero +39 011 8904401 o scrivi a [email protected]).



    Alessio Romano
    "Bukowski"
    Lisciani Libri
    https://www.liscianilibri.com/
    Un viaggio tra testi e immagini per raccontare la vita, gli amori e le sbornie dello scrittore sporcaccione più famoso d'America nonché uno dei più grandi poeti del novecento: Charles "Hank" Bukowski. Cinico, bastardo e misogino, ma anche romantico, disilluso e arreso alla propria solitudine. Un dualismo che lo incatena alla sedia, di fronte alla macchina da scrivere, con le bottiglie di vino mezze vuote, la pancia sempre più gonfia, mentre "eterna risorge sempre la speranza, come fungo velenoso". Tra aneddoti esilaranti e atroce disperazione.




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    14 min
  • Luca Cerchiari "Mina"
    Luca Cerchiari
    "Mina"
    Una voce universale
    Bibliografia a cura di Silvia Eccher
    Discografia a cura di Alessandra Giordano
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/



    «Se non avessi la mia voce, vorrei avere quella della cantante italiana di nome Mina.» La dichiarazione è di Sarah Vaughan, una delle maggiori esponenti dello stile jazzistico bebop del Ventesimo secolo. Ma l’elenco dei giudizi lusinghieri collezionati negli anni da Mina Anna Mazzini è lunghissimo. Da Juliette Gréco a Louis Armstrong, da Frank Sinatra a Kenny Barron, da Barbara Streisand a Michael Jackson.

    Luca Cerchiari, musicologo e critico musicale, racconta la figura di questa grande interprete ripercorrendone minuziosamente la densa e straordinaria carriera, dagli esordi nella provincia cremonese fino alla consacrazione sui maggiori palcoscenici nazionali e internazionali con canzoni entrate di diritto nella storia della musica italiana. Indimenticabili successi come Tintarella di luna, Le mille bolle blu, E se domani, Grande, grande, grande, Brava, Conversazione, Parole parole, Bugiardo e incosciente, L’importante è finire.

    Una passione, quella per il canto, nata da giovanissima e mai venuta meno; neanche quando, nel 1978, a vent’anni esatti dal debutto, decide di abbandonare per sempre, scelta tanto coraggiosa quanto ostinata, le luci dei riflettori.

    Supportata da una voce unica e «universale», capace di sintetizzare generi anche distanti tra loro (il rock-and-roll, la musica latino-americana, la canzone di Broadway, il soul e il jazz), la «tigre di Cremona» ha saputo dare un contributo eccezionale alla musica contemporanea in senso lato. Ma non solo.

    Da queste pagine, ricche di storie, aneddoti e approfondimenti, emerge infatti il ritratto di un’artista poliedrica, capace di distinguersi per la sterminata attività concertistica e discografica così come per il suo talento di donna di spettacolo, di conduttrice radiofonica e televisiva – tanto da essere riconosciuta per anni come la regina dei più importanti varietà Rai -, talent scout e produttrice discografica, e persino di testimonial pubblicitaria.

    È attraverso l’analisi della sua complessa iconologia, della sua inconfondibile gestualità, del suo look in continua evoluzione che si disegna davanti ai nostri occhi lo spaccato di un’Italia che, come lei e grazie a lei, vive una progressiva svolta del costume. A dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che non sono solo «canzonette».



    Luca Cerchiari, Ph.D. a Graz (Austria), è docente di Storia della musica pop e coordinatore del Master post-laurea in Editoria e produzione musicale dell'Università di Milano-IULM. Ha pubblicato volumi e articoli in Italia, Stati Uniti, Germania, Francia, Austria, Slovacchia, tra cui Miles Davis, Intorno al jazz, Dal ragtime a Wagner. Treemonisha di Scott Joplin, Jazz e fascismo, Il disco, Eurojazzland, Una storia del musical.


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    29 min
  • Massimo Cacciari "Il lavoro dello spirito"
    Massimo Cacciari
    "Il lavoro dello spirito"
    Adelphi Edizioni
    https://www.adelphi.it/



    Festival Filosofia
    Sabato 19 settembre 2020 - ore 17:30
    Lezione Magistrale di Massimo Cacciari
    "Il lavoro dello spirito"
    Diretta streaming da Sassuolo
    http://festivalfilosofia.it/




    Tra il 1917 e il 1919 Max Weber tenne due confe­renze dal titolo Die geistige Arbeit als Beruf, che po­tremmo tradurre «Il lavoro dello spirito come professione». Formulazione quanto mai pregnante, perché rappresentava l’idea regolativa, il progetto e la speranza che avevano animato il mondo della grande cultura borghese tra Kant e Goethe, tra Ro­manticismo e Schiller, tra Fichte e Hegel, e avreb­bero costituito il filo conduttore dello stesso pensie­ro rivoluzionario successivo, da Feuerbach a Marx. Il «lavoro dello spirito» è il lavoro creativo, auto­nomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua attuosa potenza, e volgersi alla sua affermazione si­gnifica liberazione di ogni attività dalla condizio­ne di lavoro comandato, dipendente, e cioè alie­nato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalisti­ca di produzione, nell’universale macchinismo, che fagocita quella Scienza che pure è l’autentico mo­tore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stes­sa autorità politica, che nella «promessa di libera­zione» trova il proprio fondamento. La «gabbia di acciaio» è destinata dunque a imprigionare anche quel «lavoro dello spirito» che è la prassi politica? Lo spirito del capitalismo finirà col destrutturare completamente lo spazio del Politico, riducendolo alla forma del contratto? O tra Scienza e Politica sono ancora pensabili e possibili relazioni che ci affranchino dal nostro «debito» nei confronti del procedere senza mete né fini del sistema tecnico­ economico? Sono le attuali domande che, un seco­lo fa, nessuno ha posto con la drammatica chiarez­za di Max Weber – e con le quali, oggi, Massimo Cacciari si confronta



    Massimo Cacciari è professore emerito di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Tra le sue opere recenti: Della cosa ultima (Milano 2004); Dallo Steinhof. Prospettive viennesi del primo Novecento (Milano 2005); Tre icone (Milano 2007); La città (Rimini 2009); Hamletica (Milano 2009); Il dolore dell’altro. Una lettura dell’Ecuba di Euripide e del Libro di Giobbe (Caserta 2010); Io sono il Signore Dio tuo (con P. Coda, Bologna 2010); Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi, Bologna 2011); Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto (Milano 2012); Il potere che frena (Milano 2013); Labirinto filosofico (Milano 2014); Filologia e filosofia (Bologna 2015); Re Lear. Padri, figli, eredi (Caserta 2015); Occidente senza utopie (con P. Prodi, Bologna 2016); Generare Dio (Bologna 2017); La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (Torino 2019); Il lavoro dello spirito (Milano 2020). È componente del Comitato Scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia.




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    21 min
  • Nicla Vassallo "Un festival dalla bellezza solo maschile"
    Nicla Vassallo
    "Un festival dalla bellezza solo maschile"

    A Verona il "Festival della Bellezza" è scivolato nella polemica visto che gli ospiti sono tutti maschi, tranne due presenze femminili.
    Ora, partendo da questa situazione, "il posto delle parole" ha cercato di ragionare in modo filosofico insieme con Nicla Vassallo.
    La conversazione verte, appunto, sul tema della bellezza e sull'eros (tema dell'edizione 2020 del Festival di Verona).
    Un modo di capire il tempo, attraverso le parole filosofiche che sono sempre più necessarie a ragionare per comporre idee, sviluppare pensieri.




    Nicla Vassallo
    "Non annegare. Meditazioni sulla conoscenza e sull'ignoranza"
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/

    Il duello sconfinato tra chi aspira a conoscere e chi è ignorante. La massa predilige sempre di più l'ignoranza e se ne vanta beata, pur annegando; gli esseri conoscenti, rari, proseguono in un progresso costante e faticoso, escono dalla caverna platonica e vedono il sole. Con estrema ponderata levità, di questo tratta il volume: di un male che sta dominando e di un bene che si sta prosciugando, sia nel campo quotidiano, nonché umanistico, sia in quello scientifico. Un saggio che lascia solo intravedere le tante complessità delle tematiche che vi soggiacciono, nella sfera pubblica e in quella privata, e in quale senso pubblico e privato riescano a intrecciarsi inesorabilmente nel conscio e nell'inconscio.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    32 min
  • Anna Nadotti "Babel Festival"
    Anna Nadotti
    "Babel Festival"
    Festival di Letteratura e Traduzione
    Bellinzona dal 17 al 20 settembre 2020
    https://www.babelfestival.com/



    Babel Festival
    Domenica 20 settembre
    "Scrittrici - Personaggio"
    Anna Nadotti su Rachel Cusk
    Roberto Francavilla su Carolina Maria de Jesus
    Matteo Lefèvre su Gabriela Mistral
    modera Sara Groisman




    Babel 2020 si chiamava Americana e avrebbe voluto invitare scrittrici da tutte le Americhe, poi con la pandemia il mondo si è fermato e si è allontanato. Ma prendere le distanze da quanto si conosce ci permette di guardarlo con altri occhi, da prospettive diverse.
    Le Americhe e l’Europa, improvvisamente separate e irraggiungibili come non lo erano da secoli, hanno cominciato a specchiarsi a vicenda in quell’amalgama di sogni e crudeltà, sradicamenti e nuovi innesti che è la loro storia condivisa, rivelando così come questa si sia estesa, complicata, recisa e ripresa. Tra le Americhe e l’Europa, l’immenso specchio d’acqua dell’oceano è diventato il simbolo di quanto ci unisce e ci separa – di superfici che calme riflettono proiezioni celesti, e scatenate mandano a picco speranze, caravelle e transatlantici. E, oltre lo specchio, il profondo. Babel 2020 si chiama Atlantica.
    Babel 2020 ospita scrittori europei che guardano alle Americhe, traduttori che traducono scrittori dalle lingue europee delle Americhe, e scrittori americani che vivono in Europa, come specchi posti gli uni di fronte agli altri – l’unica immagine alla nostra portata, in questi giorni di confino, che sa imitare gli abissi dell’oceano e di quello che stiamo vivendo.



    Rachel Cusk
    "Resoconto"
    Traduzione: Anna Nadotti
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    In un'estate greca calda e bruciante, una scrittrice inglese arriva ad Atene per tenere un seminario. Il suo sarà un soggiorno denso di incontri e lunghe conversazioni: con il ricco imprenditore conosciuto sull'aereo che la invita in barca; con l'amico che ha scoperto a proprie spese come realizzare i sogni possa trasformarsi in una condanna; con una donna per la quale la bellezza ha finito col diventare un ostacolo in amore. Digressioni, piccoli camei, dialoghi che aprono altrettanti squarci sulla vita della protagonista senza quasi parlare di lei.



    Rachel Cusk
    "Transiti"
    Traduzione: Anna Nadotti
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Una scrittrice si trasferisce a Londra in seguito alla fine del suo matrimonio e dopo lunghe ricerche decide di acquistare un appartamento totalmente da ristrutturare. Mentre la protagonista combatte con la polvere della demolizione e con i nuovi vicini che paiono odiarla a prima vista, i due figli devono trattenersi a casa del padre, almeno per il tempo dei lavori. È un periodo di grandi transizioni e cambiamenti per tutti. E mentre la vita scorre, la scrittrice incontra numerose persone e ne ascolta le storie. Agenti immobiliari, vecchi fidanzati, parrucchieri, muratori stranieri: tutti custodiscono episodi di vita inaspettati e verità da svelare e condividere.


    Rachel Cusk
    "Onori"
    traduzione: Anna Nadotti
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Una donna in viaggio ascolta un estraneo seduto di fianco a lei mentre parla del suo lavoro, della famiglia e dell'angosciosa notte precedente, trascorsa a seppellire il cane. Faye, scrittrice e io narrante, sta raggiungendo il continente europeo per partecipare a un convegno. Nel caldo afoso, tra pause caffè ed eterne attese di navette che fanno la spola dal ristorante alla sede dei meeting, incontrerà colleghi, giornalisti, organizzatori...
    20 min
  • Vanni Bianconi "Babel Festival"
    Vanni Bianconi
    "Babel Festival"
    Festival di Letteratura e Traduzione
    Bellinzona dal 17 al 20 settembre 2020
    https://www.babelfestival.com/


    Babel 2020 si chiamava Americana e avrebbe voluto invitare scrittrici da tutte le Americhe, poi con la pandemia il mondo si è fermato e si è allontanato. Ma prendere le distanze da quanto si conosce ci permette di guardarlo con altri occhi, da prospettive diverse.
    Le Americhe e l’Europa, improvvisamente separate e irraggiungibili come non lo erano da secoli, hanno cominciato a specchiarsi a vicenda in quell’amalgama di sogni e crudeltà, sradicamenti e nuovi innesti che è la loro storia condivisa, rivelando così come questa si sia estesa, complicata, recisa e ripresa. Tra le Americhe e l’Europa, l’immenso specchio d’acqua dell’oceano è diventato il simbolo di quanto ci unisce e ci separa – di superfici che calme riflettono proiezioni celesti, e scatenate mandano a picco speranze, caravelle e transatlantici. E, oltre lo specchio, il profondo. Babel 2020 si chiama Atlantica.
    Babel 2020 ospita scrittori europei che guardano alle Americhe, traduttori che traducono scrittori dalle lingue europee delle Americhe, e scrittori americani che vivono in Europa, come specchi posti gli uni di fronte agli altri – l’unica immagine alla nostra portata, in questi giorni di confino, che sa imitare gli abissi dell’oceano e di quello che stiamo vivendo.


    Vanni Bianconi, direttore artistico Babel Festival, è autore di poesia e traduttore (Denton Welch, W.H. Auden, Somerset Maugham). Vive a Londra ed è direttore artistico di «Babel».
    vannibianconi.blogspot.ch

    Babel è il festival letterario centrato sulla traduzione, sia in senso stretto – scrittori legati a più lingue e culture a dialogo con i loro traduttori italiani, laboratori di traduzione, traduzioni tra le arti e pubblicazione di libri – sia come metafora di ospitalità linguistica, attraversamento e incontro.
    Di anno in anno Babel si rivolge a una lingua, a un paese, a un tema, invitando scrittori, artisti, musicisti e traduttori . Tra gli ospiti delle scorse edizioni: Derek Walcott, Amitav Ghosh, Jamaica Kincaid, Ha Jin, Elias Khury, Adania Shibli, Ludmila Ulickaja, Ismail Kadaré, Juan Villoro, Guillermo Arriaga, Adam Zagajewski, Patrick Chamoiseau, Yu Hua, Kamel Daoud, The Tiger Lillies, West-Eastern Divan Orchestra e András Keller.
    Babel porta la parola oltre i confini e si spinge oltre i confini della parola, estendendo la propria ricerca agli altri linguaggi artistici. Ma non solo. Con le attività extraBabel, il festival valica le proprie frontiere spaziali e temporali, organizzando incontri, alimentando scambi e collaborazioni, pubblicando testi in libri e riviste durante tutto l’arco dell’anno.
    Nel 2012 Babel ha ricevuto il premio Lo Straniero in Italia, e nel 2013 il Premio di Letteratura svizzero per la Traduzione e la Mediazione Letterarie e il Premio Speciale della Giuria dell’Ufficio federale della cultura.




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    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    21 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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