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  • Renzo Ferrari "Corona Diary"
    Renzo Ferrari
    "Corona Diary"




    Renzo Ferrari "Corona Diary"
    Galleria d’Arte La Colomba
    via Al Lido 9 - Lugano-Viganello
    La mostra è aperta dal 12 settembre al 10 ottobre 2020

    Nell’emergenza pandemica coatta (lockdown) o come dicono a Milano “tüt seraa” ho voluto convertire per immaginazioni iconografiche quanto ci assaliva, sempre per immagini, dai media con drammatiche e continue informazioni.

    Sono ancora impresse nelle menti di tutti i primi annunci di pandemia provenienti dalla Cina che ci hanno raggiunti nei mesi di febbraio e marzo. Dando seguito a queste prime avvisaglie che molto velocemente si sono poi moltiplicate alle nostre latitudini, il pittore Renzo Ferrari ha realizzato una sequenza di opere quale diario quotidiano, condivise poi attraverso l’unico mezzo di comunicazione che ci era concesso, quello dei social media. Scegliendo tra le opere di un certo periodo limitatamente a marzo eaprile, il pittore Renzo Ferrari giunge poi alla produzione di un filmato, presentato a Poestate 2020 nell’edizione on-line e postato su Youtube.

    Questa esposizione è dunque dedicata ad una sequenza-diario di lavori eseguiti nelperiodo di forzata reclusione conseguente al diffondersi della pandemia quale fenomeno globale. Molto e con forte empatia ha suggerito al pittore Renzo Ferrari la condizione coatta volontaria della poetessa americana di due secoli fa, Emily Dickinson, capace con linguaggio attualissimo di una catarsi poetica.

    Ciò ha favorito lo stimolo dell’immaginario individuale e collettivo del passato, attraverso iconografie della storia dell’arte tematizzati dal pittore, quali: plaga doctores, sabbat goyeschi, cavalieri della morte dell’affresco di Palermo e il racconto della febbre spagnola del secolo scorso raccontata dai nonni e impressa nella sua memoria d'arte per la morte del pittore Austriaco Egon Schiele.

    Queste "narrazioni" hanno scartato le evidenze fotografiche soprattutto sanitarie di quanto giornali e TV diffondevano circa il Coronavirus e attraverso delle "metafore figurali" portano testimonianza di una memoria ancestrale a confronto con il terribile tempo presente, da sempre polaritИ imprescindibili del linguaggio in pittura di Renzo Ferrari. La pittura veicola soprattutto attraverso il colore una sorta di "distanza catartica" dalla drammaticitИ degli eventi.

    La mostra esposta alla Galleria La Colomba offre una scelta, documentata anche dal catalogo edito da Skira, che comprende una sessantina di opere dai piccoli ai grandi formati, realizzate ad olio, acrilico e acquarello. Questa campionatura П una scelta parziale di una produzione molto piЭ vasta e sperimentale che comprende anche dei teatrini.


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    21 min
  • "Festival Mirabilia"
    Festival Mirabilia
    Conversazione con Fabrizio Gavosto
    direttore artistico
    https://www.festivalmirabilia.it/



    Sabato 12 settembre.
    L’incredibile scenario del Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano torna nuovamente ad essere palcoscenico per il Mirabilia Festival
    Quest’anno un pomeriggio tutto dedicato ai più piccini e alle famiglie: le acrobazie dei giovani Fratelli Medini, le percussioni dei Drum Theatre, il laboratorio, lo spettacolo-installazione “Steli” di Stalker Teatro e per concludere la giornata il nuovissimo spettacolo della Compagnia Artemakìa con la regia di Milo Scotton.

    Un unico biglietto per godere di tutte le proposte di spettacolo e per visitare il Museo, i suoi vagoni, le locomotive, le carrozze…



    Dopo il successo delle anteprime di Busca e Torino e la settimana di Cuneo dall’1 al 6 settembre 2020, ultimo appuntamento per questa edizione di Mirabilia sabato 12 settembre a Savigliano, nell’incredibile cornice del Museo Ferroviario Piemontese.

    Una giornata dedicata alle famiglie e ai più piccoli, per una collaborazione consolidata che vede il Festival e il Museo (nato nel 1978 e aperto al pubblico nella sua sede saviglianese nel 2001) co progettare da alcuni anni programmazioni site specific e/o giornate di spettacolo dedicate appunto alle famiglie. Quest’anno il focus è dedicato ai più piccoli che saranno coinvolti in un laboratorio di percussioni dalla Compagnia Drum Theatre, prenderanno parte allo spettacolo Steli di Stalker Teatro, si stupiranno con le evoluzioni dei talentuosi Fratelli Medini. A chiudere la giornata il nuovo spettacolo della Compagnia Artemakìa con On the Road , regia di Milo Scotton.



    Nel 2020 il Mirabilia Festival grazie alla partnership con New Digital App approda definitivamente alla comunicazione digitale su sistemi evoluti e utilizzabili dal pubblico su cui centralizzare la propria attività. L’accesso a tutti gli spettacoli, anche quelli gratuiti, sarà limitato e, oltre ai tradizionali canali di biglietteria, sarà anche gestito tramite una nuova app MIRABILIALIGHT appositamente realizzata, che conterrà programma, schede, appuntamenti, biglietti, mappe degli spettacoli e delle attività commerciali, e che si potrà scaricare gratuitamente sui propri cellulari per “navigare” il festival con grande facilità e in massima sicurezza.




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    8 min
  • Maria Vittoria Alfieri "Festival della Comunicazione"
    Maria Vittoria Alfieri
    "Festival della Comunicazione"
    http://www.festivalcomunicazione.it/



    Esperta di Digital Education, lavora dal 1998 nell’editoria scolastica occupandosi di scuola e tecnologia e progettando strumenti e contenuti per una didattica potenziata dal digitale. Ha contribuito e contribuisce all’individuazione di modelli didattici e strumenti in grado di traghettare il mondo dell’education – e non solo – verso un modus operandi attuale e integrato in una quotidianità in continuo e veloce cambiamento. È attualmente consulente per la ridefinizione e il potenziamento delle strategie editoriali digitali presso Pearson Italia e Docente presso il master di editoria cartacea e digitale dell’Università Cattolica di Milano.

    Al Festival 2020 i suoi interventi sono:

    con Bianca Teresa Iaccarino, Gabriele Nascimbeni, Pierluigi Vaccaneo, Mila Valsecchi, Federico Ferrazza
    venerdì 11 settembre > ore 17.00 > Terrazza Miramare
    La Fata Turchina a Camogli! La verità di Pinocchio…
    Un evento per svelare chi c’è dietro i personaggi di Pinocchio che hanno animato le pagine e la comunità di lettori nell’ambito del progetto di Social Reading Le avventure di Pinocchio, in cui, oltre a leggere e commentare insieme il testo originale, è stato possibile interagire con i suoi protagonisti: Pinocchio, La Fata Turchina, Mangiafuoco e tanti altri. Il progetto Pearson Social Reading nasce dalla sinergia Pearson-Betwyll e punta a una didattica “attuale”, fatta di strumenti digitali e metodologie in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze di una scuola che sta vivendo un momento di cambiamento profondo. Un progetto che fa dire ai ragazzi Leggo perché mi piace!


    con Pierluigi Vaccaneo
    venerdì 11 settembre > ore 18.00 > Terrazza Miramare
    C’era una volta un pezzo di legno…
    Workshop di social reading dedicato a Le Avventure di Pinocchio. Si leggerà insieme uno dei capitoli e si giocherà sul testo per toccare con mano le tante potenzialità del social reading come strumento didattico efficace e coinvolgente per i ragazzi. A cura di Pearson e Betwyll.



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    14 min
  • Umberto Curi "Festival Filosofia"
    Umberto Curi
    "Festival Filosofia"
    http://festivalfilosofia.it/

    Festival Filosofia
    Sabato 19 Settembre 2020, ore 11:30 - Carpi
    lezione magistra di Umberto Curi
    "Tecnica. Tra dono e inganni"

    Come si delinea l’ambivalente sapere tecnico che, come ogni pharmakon, è insieme antidoto e veleno?


    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università “Vita e salute” San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra e visione. Tra le sue pubblicazioni: La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (Milano 1997); Polemos. Filosofia come guerra (Torino 2000); Lo schermo del pensiero. Cinema e filosofia (Milano 2000); Il farmaco della democrazia (Milano 2003); La forza dello sguardo (Torino 2004); Un filosofo al cinema (Milano 2006); Terrorismo e guerra infinita (Assisi 2007); Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (Torino 2008); Miti d’amore. Filosofia dell’eros (Milano 2009); Straniero (Milano 2010); Via di qua. Imparare a morire (Torino 2011); Passione (Milano 2013); L'apparire del bello. Nascita di un'idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); La brama dell’avere (con S. Chialà, Trento 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019).



    Umberto Curi
    "Il colore dell'inferno"
    La pena tra vendetta e giustizia
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it/
    «Dove mai avrà termine, dove mai placata cesserà la furia di Ate?» L’interrogativo angoscioso di Eschilo non smette di risuonare dopo migliaia di anni. Abbiamo forse dimenticato il nome della funesta divinità greca che prima induceva gli uomini in errore e poi ne esigeva inclemente la punizione, ma della sua vendicatività rimane un’impronta nell’idea di giustizia a cui è ispirata l’attuale civiltà giuridica. La rassicurante contrapposizione tra vendetta e barbarie da un lato – la violenza sommaria del «sangue chiama sangue» – e giustizia e civiltà dall’altro tradisce infatti una infondatezza che sgomenta. Scrutando nel cono d’ombra dell’azione penale con lo sguardo penetrante di chi coglie ambivalenze e fratture nella presunta rotondità dei concetti, Umberto Curi vi rintraccia l’aspetto arcaico e irrisolto che tinge ancora il dispositivo della pena del «colore dell’inferno», secondo l’espressione di Simone Weil. Lungo il tragitto a lui familiare, che dalla grecità dei filosofi e dei tragici arriva a Nietzsche e al pensiero contemporaneo, Curi testa la resistenza, e la fragilità, del principio di giusta «retribuzione» del reato attraverso un castigo adeguato. L’equità che intende garantire era invocata anche dall’ingiunzione biblica «frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente» e dalla legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, sia per ristabilire l’ordine cosmico infranto sia, più modernamente, a scopo rieducativo o preventivo, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all’antica relazione tra debitore e creditore. Impostazioni che, tuttavia, sortiscono l’effetto-paradosso di assolvere la colpa, una volta estinto il debito con...
    29 min
  • Simona Soldano "Mare calmo, isolati misteri"
    Simona Soldano
    "Mare calmo, isolati misteri"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Professione: guardiana del faro.
    Indirizzo di residenza: un’isola sperduta.
    Passione: indagare.
    Come la descrivono gli altri: ironica, cinica e irriverente.


    Passatempo preferito: dire sempre quello che pensa.Martina ce l’ha messa tutta per avere una vita come gli altri. È andata a feste, aperitivi, pranzi di famiglia; ha persino avuto qualche fidanzato. Salvo realizzare, anni dopo, che non ama la compagnia delle persone. A dire il vero, proprio non la sopporta; in altre parole, si è scoperta un’incorreggibile misantropa.
    La soluzione è andare via, lontano, trasferirsi in un luogo impossibile da raggiungere per chiunque: un faro sperduto nel Mediterraneo. Su quell’isola potrà starsene per i fatti suoi, con la sola compagnia del vento, del mare e del cielo infinito. Ma si sa, nulla va mai come ci si immagina.
    Il mare non è mai davvero calmo e gli imprevisti sono sempre all’orizzonte. Per Martina, l’inconveniente è rappresentato da un invito a cena da parte dell’uomo che abita l’isola prospiciente la sua. Non può certo rifiutare ed è anzi sorpresa di come il suo ospite parli di rado e faccia poche domande. L’alone di mistero che lo avvolge svanisce appena Martina è di nuovo al sicuro sul suo scoglio remoto, finché, qualche giorno dopo, le arriva la notizia che l’uomo è morto. Si è impiccato. Per tutti si tratta di suicidio. Ma c’è una vocina che non smette di farsi sentire nella testa di Martina: e se si fosse trattato di un omicidio? Che le poche frasi pronunciate durante la cena fossero un indizio per lei? Una richiesta di aiuto? Martina non può resistere alla tentazione di indagare. Così, si trasforma in una detective per caso, o forse per sbaglio. Perché solo lei può capire che cosa è successo davvero. Proprio lei a cui non interessa degli altri. E chissà se poi è proprio così…


    Simona Soldano è un’esordiente di talento che, con penna sottile e arguta, tratteggia una protagonista unica che dice sempre quello che pensa. In un vecchio faro, su un’isola sperduta e circondata dalle onde, dà voce a una storia affascinante e pungente, in cui i misteri non chiedono il permesso. Quando arrivano non si può fare altro che dare spago all’intuito, ovunque ci porti.



    Simona Soldano è nata e vive a Roma. Dopo la laurea in Scienze politiche all’università La Sapienza, ha lavorato come libraia e redattrice di mostre ed eventi culturali. Nel 2008 ha pubblicato il racconto Sherlock Horse e il furto della sacra soma, entrato l’anno seguente nella Selezione del Premio Bancarellino. Da sempre ama leggere, dipingere e passeggiare per la sua città. Ha studiato mandarino per cinque anni, ma non è mai riuscita ad andare in Cina. In compenso, ha scelto un nome cinese per la sua gatta.



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    24 min
  • Hilary Ann Mostert "L'inconveniente"
    Hilary Ann Mostert
    "L'inconveniente"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Solo in aereo Hilary si accorge che lascerà per sempre l’Africa e Uouo.
    Arriverà a Torino dallo Zimbabwe, ex Rhodesia, con la madre, nella casa della nonna e delle zie.
    La famiglia che la accoglie metterà in atto una vera e propria macumba nei suoi confronti.
    Fossilizzata in posizione fetale attorno a una scaletta a chiocciola dove passa le sue notti, Hilary deve solo attendere di diventare grande.
    Nel buio della lunga attesa, il sole tuonante dell’Africa la travolgerà, la libererà in un viaggio ai confini dell’universo, rigenerandola e mantenendola in vita.
    Una tempesta di ricordi le farà rivivere il sogno della sua vita. Lei, a passeggio nei parchi nazionali dell’Africa, per mano con il suo papà guardiano delle riserve, veterinario degli animali feroci. Il mondo nel quale Hilary vive è un vero paradiso terrestre e lui l’accompagna a vederne le meraviglie.
    Giovanna, la sua madre torinese, era la figlia di Domenico Buratti e la cognata di Giorgio De Maria, l’autore del romanzo “maledetto” Le venti giornate di Torino. Aveva attraversato il pianeta per sposare Uouo. Lui l’aveva liberata dai nazisti, e lei aveva capito che era l’uomo che aveva sognato, e lo aveva seguito in Africa, dove era nata Hilary. Ma un giorno questo Eden si spezza, Giovanna ricorda all’improvviso l’amato padre torinese, la madre, le sorelle. Rievoca una vita che credeva sepolta. La nostalgia di quel periodo è più forte di tutto.
    Vuole tornare in Italia, strappando la figlia alla sua terra, a Uouo e alle “otto mamme nere” mogli del cuoco, sue governanti. La porterà via, dimenticandosi di avvertirla. Una volta in Italia – nel tentativo di recuperare il tempo perduto in Africa – Giovanna comincerà a scrivere il suo libro: Non sono stata una brava madre… Tornata a essere figlia e sorella, ruberà a Hilary il posto di bambina.
    L’inconveniente è un romanzo autobiografico di straordinaria originalità, dove il ricordo onirico dell’Africa della piccola Hilary si alterna al presente di una Torino plumbea e claustrofobica ai limiti del surreale, che anticipa per certi versi le atmosfere de Le venti giornate di Torino.







    Hilary Ann Mostert nasce a Melsetter, nello Zimbabwe. Danzatrice e appassionata di esoterismo, è stata incoraggiata a intraprendere un cammino attraverso la magia delle parole e la poesia dal suo mentore, il compositore Giacinto Scelsi. È vissuta tra il Sud Africa, l’India, Roma, Torino e New York. Negli anni Ottanta ha pubblicato una raccolta di poesie, Le giraffe di Mutambara, per le edizioni Le parole gelate.



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    27 min
  • Andrea Dellapiana "Artico Festival"
    Andrea Dellapiana
    "Artico Festival"


    Dal 10 al 12 settembre 2020 torna Artico Festival, per una tre giorni all’insegna della musica, con Motta, Federico Sacchi e Johnny Marsiglia ad alternarsi sul palco nel corso delle tre giorni. È un’edizione necessariamente light quella di quest’anno, ospitata all’interno dei Giardini della Rocca di Bra (CN): non si terranno i classici laboratori, le presentazioni pomeridiane e le attività, ma non per questo mancherà di sorprendere.
    “Fino a qualche mese fa, nessuno si sarebbe mai aspettato di dover tenere conto di cose come la distanza di sicurezza, nell’organizzare un evento”. Spiega Roberto Piumatti, presidente dell’associazione culturale Switch On, che da quattro anni organizza Artico Festival: “Questo tuttavia non ha impedito all’associazione di continuare a lavorare nei mesi del lockdown, con la ferma volontà di farci trovare pronti non appena possibile. La costruzione del programma di Artico Festival 2020 è anche lo specchio di questa determinazione: abbiamo voluto, per questa edizione così delicata, degli ospiti che potessero parlare al pubblico della bellezza di ieri e di oggi”.
    Commentano il sindaco di Bra, Gianni Fogliato e il presidente del consiglio comunale Fabio Bailo, delegato alla cultura: “Siamo contenti che Artico Festival torni nel settembre braidese che anche quest’anno sarà ricco di appuntamenti. Un grazie all’associazione Switch On che, nonostante le difficoltà di organizzazione eventi in epoca post-covid, si è adoperata per portare a Bra ospiti molto apprezzati dai giovani.
    Già in estate è stato possibile ‘testare’ la location dei Giardini della Rocca che hanno accolto con successo numerosi eventi nel rispetto delle prescrizioni anti-covid e che saranno il ‘palco’ anche della tre giorni di Artico. La Città di Bra si appresta a vivere l’autunno di eventi con il ‘bollino Covidless’, grazie al rispetto dei protocolli di prevenzione in ambito turismo e manifestazioni elaborati dall’Università di Torino in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo”.
    Apre le danze giovedì 10 settembre Motta, con la presentazione del suo libro Vivere la musica. Affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole del gioco (Il Saggiatore, 2020). Sul palco, racconta che cosa significa vivere con la musica: cosa spinge molti giovani a voler diventare musicisti o cantanti, che ostacoli si incontrano lungo il cammino e in che modo sia possibile affrontarli. Nel corso dell’intervista, il dialogo si alterna con la musica, in un mini-live.
    Nel 70esimo anniversario dalla nascita di Stevie Wonder, venerdì 11 settembre il palco è tutto per il musicteller Federico Sacchi, che porta per la prima volta in provincia Granda lo spettacolo Wonderful Visions - La visione del sogno. Con quattro album capolavoro alle spalle, dai 21 ai 24 anni Stevie Wonder, che ha ormai conquistato la definitiva libertà creativa, rivoluziona per sempre il mondo della musica e il concetto di pop music abbattendo per la prima volta la divisione fra il
    pubblico del soul e quello del rock. Wonder diventa così il primo artista crossover della storia, amato in egual misura dai bianchi e dai neri.
    Per l’ultima giornata di festival arriva sabato 12 settembre il rapper Johnny Marsiglia. Classe 1986, palermitano, madre capoverdiana, ama sperimentare e toccare i temi più crudi e reali della nostra società. Ad Artico si esibisce in un live intenso e intimo da gustare seduti, ma con le mani alzate.
    Artico Festival è organizzato dall'Associazione Culturale Switch On, con il patrocinio del Comune di Bra.



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    13 min
  • Maurizio Liberti "Letti di Notte"
    Maurizio Liberti
    "Letti di Notte"
    Il festival letterario di Carmagnola


    Martedì 8 settembre: Cristiano Militello
    Letti di Notte 2020 si apre con il libro “Cartelli d’Italia 2”, scritto da Cristiano Militello, attore, comico, inviato tv e speaker radiofonico, uno dei volti più famosi e longevi del programma di Canale 5 “Striscia la Notizia”.

    Mercoledì 9 settembre: Marco Bianchi
    Marco Bianchi, autore di “La nostra salute a tavolta – Dieta mediterranea tra gusto, scienza e benessere” sarà intervistato da Luca Iaccarino, scrittore e giornalista gastronomico del “Corriere della Sera”.

    Giovedì 10 settembre: Jacopo Veneziani
    Veneziani -con il suo libro “#Divulgo”, fa da “cicerone” dentro la pittura, in un viaggio iniziatico per affinare lo sguardo e scoprire le storie, le curiosità e, perché no, addirittura i gossip tramandati dai vari artisti.

    Venerdì 11 settembre: Dacia Maraini
    Grande scrittrice, apprezzata sia in Italia che all’estero, Dacia Maraini è conosciuta per le sue opere di prosa ma anche di poesia, saggistica e drammaturgia, nelle quali affronta, in particolare, temi sociali legati all’infanzia e alla vita delle donne.
    A Carmagnola presenta “Trio”, un libro che racconta la storia di due ragazze, Agata e Annuzza, nella Sicilia di metà Settecento.

    Sabato 12 settembre: Vincenzo Venuto
    Chiude il festival 2020 Vincenzo Venuto con “Il gorilla ce l’ha piccolo”, intervistato dal giornalista Mediaset Beppe Gandolfo.
    Il volume racconta la sessualità degli animali -esseri umani inclusi- e fa riflettere su molti temi.




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    11 min
  • Paolo Scquizzato "Camminate Spirituali" Torino Spiritualità
    Paolo Scquizzato
    "Camminate Spirituali"
    Torino Spiritualità
    https://torinospiritualita.org/


    Il respiro fermo del tempo sospeso, il fiato corto della sorpresa, l’espirazione profonda che libera sollievo, il soffio vitale della libertà e del raccoglimento: Torino Spiritualità torna dal 24 al 27 settembre 2020 per quattro giorni di indagine intorno al RESPIRO, atto che innerva tutte le tradizioni filosofiche e spirituali, capace di svelare ogni piega del sentire umano.
    L’immagine guida
    È nei mesi del lockdown, infatti, che abbiamo capito che cosa significhi davvero respirare: la più automatica delle azioni si è imposta all’attenzione collettiva alimentando paura, perché fragile, e reclamando cura, poiché preziosa. La sfera di pluriball scelta come immagine guida del festival intende alludere proprio a questa doppia natura del respiro: una vulnerabilità da avvolgere e custodire, per proteggerla dagli urti di questo tempo, e l’eterea bellezza di una perla fatta d’aria.


    Nei due weekend che precedono il festival, otto percorsi tra boschi, colline, parchi e itinerari cittadini per assaporare la bellezza del respiro.



    A salire c’è più speranza. In montagna ricordando Tiziano Terzani
    con il sacerdote e scrittore Paolo Scquizzato
    Suggestiva strada di montagna che dai bacini dello Jafferau raggiunge la diga di Rochemolles, la Decauville deve il suo nome alla linea ferroviaria che negli anni Trenta correva sulla massicciata. Un antico tracciato da ripercorrere pensando a chi fu, prima di tutto, un viaggiatore instancabile e curioso: Tiziano Terzani.
    Partenza sabato 12 settembre
    Pranzo al sacco. Dislivello mt. 100. Escursione per tutti.
    Posti esauriti.


    «La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza». Tenendo fede alle parole di Tiziano Terzani, un anello collinare per respirare in quiete osservando la città dall’alto.

    Partenza domenica 13 settembre
    Pranzo al sacco. Dislivello 480 m, anello di 10,5 km. Escursionisti allenati.
    Posti esauriti.



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    20 min
  • Giulio Busi "Cristoforo Colombo"
    Giulio Busi
    "Cristoforo Colombo"
    Il marinaio dei segreti
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Solitario, scontroso, testardo. Un eroe romantico, capace di superare ogni avversità. Un uomo volitivo, dotato di grande fascino personale. Un genio intrattabile, un formidabile parlatore e un cavaliere senza paura e, spesso, senza pietà. Cristoforo Colombo fu probabilmente tutto questo. Ma se fosse stato solo questo, la sua impresa sarebbe rimasta, al massimo, un romanzo di gesta, sullo sfondo di mari esotici. Non il viaggio transoceanico che ha cambiato per sempre la geografia e la storia del mondo. Chi era, allora, il grande Scopritore, il capitano «nato lanaiolo e morto ammiraglio del mare oceano»?

    Nella fantasia di dilettanti, complottisti e novellatori d’ogni genere, il «vero» Colombo è sempre qualcun altro. Dalla Galizia alla Catalogna, dal Portogallo alla Polonia, gli sono state attribuite infinite patrie, una più improbabile dell’altra. La distorsione biografica ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Proprio perché lui, l’uomo in carne e ossa, di cui ci parlano i documenti, ha avuto una vita strana, contraddittoria, segretamente fuori luogo.

    Cristoforo Colombo naviga da par suo. Quasi sempre evita le secche. Talvolta, fatalmente, s’arresta, si scontra, perde la rotta. E, con lui, sbagliano e s’arrestano quanti lo seguono e condividono la sua sorte. Perché, dietro l’eroe solitario, in realtà si stende una fitta rete di amicizie, protettori e investitori che puntano su di lui.

    Per svelare il «vero» Colombo, Busi dà vita a un racconto corale, vivace e multiforme, in cui spiccano i tanti personaggi che manovrano la storia come i marinai portano una nave.

    Alla passione e al coraggio, s’uniscono la violenza, la sopraffazione, il tradimento. Quello di Cristoforo Colombo è un mondo smisurato e aperto come il mare. E come il mare può essere minaccioso, estraneo, mortale.

    Negli ultimi decenni l’immagine del navigatore è stata rivisitata, criticata, attaccata per aver tradito, ridotto in schiavitù e sterminato gli indios che lo avevano accolto festosamente e pacificamente. Via i monumenti, via il suo nome da strade e piazze. Ma, «prima di condannarlo senz’appello, facciamolo almeno cominciare. Godiamo con lui l’ebbrezza della partenza, lasciamo che prenda il mare, aspettiamo che sogni il suo sogno».



    Giulio Busi è professore ordinario alla Freie Universität di Berlino e presidente della Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio. Ha scritto di mistica ebraica, di storia rinascimentale, della filosofia di Giovanni Pico della Mirandola. Collaboratore di lungo corso delle pagine culturali del «Sole - 24 Ore», ha uno stile letterario inconfondibile, incalzante e, al tempo stesso, documentatissimo. Da Mondadori ha pubblicato: Lorenzo de' Medici (2016), Michelangelo (2017) e Marco Polo (2018).



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Un quotidiano culturale
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