il posto delle parole

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  • Gioia Marchegiani "Festival Imaginé"
    Gioia Marchegiani
    "Festival Imaginé"
    Piccolo Festival della Narrazione per Figure
    Sabato 26 e Domenica 27 Settembre - Vernante (Cuneo)
    https://www.festivalimagine.it/


    Gli albi illustrati comunicano in maniera diretta e personale i temi più vari, per catturare con occhio e parole l’interlocutore. Imaginé | Piccolo festival della narrazione per figure usufruisce del loro potere comunicativo e delle loro caratteristiche artistiche per dar vita a un grande evento culturale.


    Sabato 26 e Domenica 27 Settembre
    Il Campanellino d’argento.
    Libro di Maria Lai e Gioia Marchegiani, pubblicato da TopiPittori

    Mostra delle illustrazioni di Gioia Marchegiani

    “…Un pastorello mattiniero ogni mattina si levava col sole e portava la sua capretta sulla montagna. Era una partenza felice, per contemplare il cielo sulle cime più alte e stare vicino alle nuvole…”
    Imaginé presenta le magnifiche illustrazioni di Gioia Marchegiani che accompagnano la versione di Maria Lai – artista sarda poliedrica che si dedicò al disegno, alla pittura, alla scultura, alla tessitura, al ricamo, al cucito, alla land art – della leggenda sarda della capretta magica. Le immagini, contenute nell’albo illustrato edito da Topipittori, narrano, insieme alle vicende dei protagonisti, la natura e la cultura del paesaggio dell’isola “a forma di piede”.


    Domenica 27 Settembre
    Con Gioia Marchegiani e un guardiaparco del Parco Alpi Marittime

    Chi ha imparato ad ascoltare un albero non brama più di essere un albero. Vuole essere quello che è .
    (Herman Hesse)

    Se attraversando un bosco mi fermo ad ascoltare gli alberi, osservare le cortecce, le forme delle foglie, i cespugli che crescono alla loro ombra. Se provo a disegnare e a dipingere tutto questo porterò per sempre quel bosco dentro di me. Un’esperienza artistica condivisa insieme all’illustratrice e pittrice Gioia Marchegiani accompagnati da un guardiaparco dell’Ente Aree Protette Alpi Marittime.


    Dal sito di Gioia Marchegiani
    https://www.marchegiani.com/
    "Sono illustratrice e pittrice. Vivo e lavoro a Roma. Mi sono diplomata in Illustrazione all’Istituto Europeo di Design di Roma. Insegno disegno e acquerello. Sono co-fondatrice dell’associazione culturale Semidicarta per la quale svolgo laboratori di promozione alla lettura e attività didattico-creative."



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    16 min
  • Franco Cardini "Memoria Futuro Festival"
    Franco Cardini
    "Memoria Futuro Festival"



    Memoria Futuro Festival
    Venerdì 25 settembre ore 21
    teatro Ventidio Basso
    Tradizione/Innovazione Luciano Canfora, Inventare la tradizione.
    Premio Visioni Franco Cardini, La storia per il futuro: rendiconto obiettivo o proposta programmatica?


    Franco Cardini
    "Le cento novelle contro la morte"
    Leggendo Boccaccio: epidemia, catarsi, amore
    Salerno Editrice
    https://www.salernoeditrice.it/

    Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure "non tutto il male viene per nuocere". Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietà, la prudenza, la prevenzione, l'igiene, e addirittura - paradossalmente - l'ottimismo. Possono stimolare l'arte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere l'amore. Nella Firenze del 1348 un'"allegra brigata" di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di "far comunità" rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; là, per non soccombere all'angoscia provocata dalla "moría", viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva "catarsi", di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo. Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave di lettura. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020.


    Franco Cardini è professore ordinario di Storia medievale presso l'Università di Firenze, e come giornalista collabora alle pagine culturali di vari quotidiani. Professore Emerito dell'Istituto Italiano di Scienze Umane alla Scuola Normale Superiore di Pisa, da mezzo secolo si occupa di crociate, pellegrinaggi, rapporti tra Europa cristiana e Islam, anche trascorrendo lunghi periodi di studio e insegnamento all'estero. Ha fatto parte dei consigli d'amministrazione di Cinecittà e della Rai.
    La sua produzione di saggi storici, sia specialistici che divulgativi, è copiosissima. Tra questi ricordiamo L'avventura di un povero crociato (Mondadori, 1998), Giovanna D'Arco (Mondadori, 1999), I Re Magi. Storia e leggende (Marsilio, 2000), Il Medioevo (Giunti Junior, 2001), Carlo Magno. Un padre della patria europea (Laterza, 2002), Europa e Islam. Storia di un malinteso (Laterza, 2002), Astrea e i Titani. Le lobbies americane alla conquista del mondo (Laterza, 2003), Il Barbarossa (Mondadori, 2006), Lawrence d'Arabia (Sellerio, 2006), La vera storia della Lega Lombarda (Mondadori, 2008), I templari (Giunti, 2011), Gerusalemme. Una storia (Il Mulino, 2012) Alle origini della cavalleria medievale (Il Mulino, 2014), L'appetito dell'Imperatore. Storie e sapori segreti della Storia (Mondadori, 2014), Il califfato e l'Europa. Dalle crociate all'ISIS: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri (UTET, 2015), Un uomo di nome Francesco. La proposta cristiana del frate di Assisi e la risposta rivoluzionaria del papa che viene dalla fine del mondo (Mondadori, 2015), Onore (Il Mulino, 2016), I Re Magi (Marsilio 2017), e La pace mancata (Mondadori 2018).
    Firma inoltre molti libri di storia per i licei e numerose monografie sulla sua città natale, Firenze.




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    19 min
  • Salvatore Veca "Cantico dei Cantici"
    Salvatore Veca
    "Cantico dei Cantici"
    Piemme Edizioni
    https://www.edizpiemme.it/


    Torino Spiritualità
    Profuma di mele il tuo respiro: il Cantico dei cantici
    con Salvatore Veca, filosofo
    Sabato 26 settembre, ore 15.30
    https://torinospiritualita.org/

    «Come profumo di mele è il tuo respiro». Così si legge nel Cantico di cantici, poema che celebra l’esperienza del desiderio e della bellezza. Attribuito al re Salomone, il Cantico ha affascinato teologi e poeti, santi e filosofi, mistici ed esegeti, che hanno cercato di scioglierne il mistero. Nella lettura laica di Salvatore Veca, fulcro di queste pagine sublimi è lo sguardo dell’amore, capace di trasfigurare la vita e svelare l’invisibile.


    "Chi è colei che sale dal deserto
    appoggiata all'amico suo?
    Io ti ho svegliata sotto il melo,
    dove tua madre ti ha partorito,
    dove quella che ti ha partorito si è sgravata di te.
    Mettimi come un sigillo sul tuo cuore,
    come un sigillo sul tuo braccio;
    poiché l'amore è forte come la morte,
    la gelosia è dura come il soggiorno dei morti.
    I suoi ardori sono ardori di fuoco,
    fiamma potente."




    Il libro più misterioso della Bibbia, destinato a rappresentare, in ogni tempo, la più sublime poesia d'amore.

    Nel breve poema che ha meritato il titolo di Cantico dei cantici, da sempre al centro di letture contrastanti, si gioca la tensione fra l'esperienza del tripudio amoroso, espresso nel desiderio infinito degli amanti, e la consapevolezza della fragilità e della finitezza di ogni amore umano.



    Salvatore Veca insegna Filosofia politica presso la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia. È presidente onorario della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e presidente della Casa della Cultura di Milano.




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    36 min
  • Silvano Petrosino "Dove abita l'infinito"
    Silvano Petrosino
    "Dove abita l'infinito"
    Trascendenza, potere e giustizia
    Vita e Pensiero
    http://vitaepensiero.it/


    Torino Spiritualità
    "Ridere è respirare"
    con Silvano Petrosino, filosofo e Giacomo Poretti, attore comico
    Venerdì 25 settembre, ore 18.30 | Cortile di Combo
    https://torinospiritualita.org/


    Brevi e veloci espirazioni. Da un punto di vista fisiologico la risata è questo, una modificazione del ritmo respiratorio, spesso foriera di effetti benefici per l’organismo. Ma chi è capace di ridere di sé e della vita conosce un’altra proprietà della risata: essere cristallina e vorticosa, contagiosa nella migliore accezione del termine, capace di allentare la gravità del mondo e di liberare un respiro che è insieme gioia e sollievo.


    Silvano Petrosino
    "Dove abita l'infinito"
    Trascendenza, potere e giustizia"
    Vita e Pensiero
    http://vitaepensiero.it/
    Il potere ha sempre cercato di utilizzare la reli­gione per i propri scopi di conquista e di auto­conservazione. E ogni religione ha dentro di sé l’attrazione per il potere e l’inclinazione a mani­polare Dio. Anche la religione biblica. Anche il grande re Davide, del quale si racconta – nella Scrittura – il desiderio di costruire una casa a Dio, il Tempio. Ma Dio rifiuta: non ha bisogno di un luogo dove abitare. Abita già in uno spa­zio delimitato, ma dentro il popolo di Israele e nelle sue buone relazioni, quelle improntate alla giustizia. Il vero modo di servire Dio – che evita il rischio di servirsene – è dedicarsi alla giusta guida del popolo, al prendersi cura degli uomini e della creazione tutta.
    Attorno a questo nucleo Petrosino sviluppa una riflessione originale sui temi contigui dell’abi­tare, dell’ospitalità, del rapporto tra l’alto e il basso, tra il costruire e possedere. Sullo sfondo sta la polemica con il ‘partito di Dio’ – cioè co­loro che si interessano di Dio, mossi sotto sotto dall’intento di manipolarlo a proprio vantaggio – e l’intuizione dell’originalità della rivelazione biblica: l’Altissimo, l’In-finito, ha sempre a che fare con il bassissimo, con coloro che ‘sono a terra’, con il finito. È lì che prende dimora, che lo si può trovare.



    Silvano Petrosino (Milano 1955), internazio­nalmente noto per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, è professore ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Teorie della Comunicazione e Antropologia religiosa e media. Tra le sue nu­merose pubblicazioni ricordiamo: Visione e de­siderio. Sull’essenza dell’invidia (2010), Ripen­sare il quotidiano (Vita e Pensiero, 2012), Elogio dell’uomo economico (Vita e Pensiero, 2013), Il sacrificio sospeso. Per sempre (2015), Pane e Spirito (Vita e Pensiero, 2015), Il magnifico segno. Comunicazione, esperienza, narrazione (2015), L’idolo. Teoria di una tentazione (2015), La scena umana. Grazie a Derrida e Lévinas (2016), Contro la cultura. La letteratura, per fortuna (Vita e Pensiero, 2017), La donna nel giardino. Che cosa Eva avrebbe potuto rispon­dere al serpente (2019), Il desiderio. Non siamo figli delle stelle (Vita e Pensiero 2019).




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    39 min
  • Massimo Bray "I Dialoghi di Trani"
    Massimo Bray
    "I Dialoghi di Trani"
    https://www.idialoghiditrani.com/



    Venerdì 25 settembre 2020 - ore 11:00
    I Dialoghi di Trani

    "Un fondo europeo per la cultura: come ritrovare il senso della comunità"
    con Massimo Bray, Nicola Lagioia, Annalisa Rossi e Pietro Del Soldà

    Il mondo culturale e creativo sta vivendo una crisi gravissima in tutta Europa. La stessa Europa che attraverso il MES ha elaborato un piano per sostenere in modo equo l’enorme voragine economica generata dalla pandemia. E’ possibile costruire una gestione comunitaria anche per il bene comune per eccellenza, ovvero la cultura?

    Massimo Bray
    Nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. È direttore editoriale dell'Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani.



    Massimo Bray
    "Alla voce cultura"
    Manni Editori
    https://mannieditori.com/
    Finalista al premio Viareggio-Rèpaci 2020, sezione Saggistica
    La cultura per leggere i cambiamenti, le motivazioni della crisi, le indicazioni per il futuro. Strumento per la crescita della partecipazione e della democrazia, per sentirsi parte di una comunità solidale.

    Massimo Bray racconta perché la cultura dovrebbe diventare centrale per la vita politica e sociale in un’epoca di grandi trasformazioni: per alimentare la conoscenza come presupposto per la condivisione di valori e la nascita di nuove comunità di cittadini consapevoli; per tutelare il patrimonio italiano, memoria della nostra storia e chiave del nostro futuro; per promuovere nuovi modelli di partecipazione e democrazia e valorizzare la cooperazione internazionale come strumento di dialogo e di pace. La riflessione su questi temi passa anche attraverso le esperienze da Ministro: le missioni in Iran, Cile, Giordania e Palestina, nel quadro di una diplomazia culturale tesa a rinsaldare i rapporti tra i popoli in un incontro tra civiltà, potenzialmente capace di creare nuovi quadri geopolitici; i viaggi in Italia (Pompei, Sibari, la Reggia di Caserta e quella di Carditello, i Bronzi di Riace, Taranto, la Notte della Taranta...); l’ascolto delle esigenze e delle istanze di cambiamento, sul piano politico e su quello tecnologico; la convinzione che attraverso la cultura si possa creare comunità e che esista un filo rosso che lega le miriadi di singoli e associazioni attive nella promozione culturale. Apre e chiude il libro, a far da cornice ai dieci mesi da Ministro, l'esperienza come Presidente del Salone del libro di Torino. E, sempre al centro, quella dell’uomo.





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    16 min
  • Rosi Grillo "Torino Spiritualità"
    Rosi Grillo
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/


    Il respiro consapevole come veicolo verso una mente meditativa
    Posti esauriti

    con Rosi Grillo, insegnante yoga
    Venerdì 25 settembre, ore 14.30 – 17.00 | il Circolo dei lettori

    Il respiro collega il corpo-materia al vasto campo mentale-emozionale, due dimensioni che si influenzano reciprocamente. Utilizzare il respiro in modo corretto aiuta a conoscere più in profondità la mente e a raggiungere uno stadio di consapevolezza. Nello yoga, infatti, la pratica del respiro consapevole diviene fondamento della meditazione.



    "Il mio incontro con lo Yoga risale al 1986. Prima di allora ne avvertivo il ricorrente richiamo, proprio quando stavo attraversando un periodo intensamente delicato. Cercavo, cioè, una risposta, forse LA RISPOSTA poichè razionalmente non riuscivo a comprendere.

    La mia amica Elsa, allora presidente dell'UBI - Unione Buddhisti Italiani) mi invita a visitare il Venerabile Lama Giang Ciub Sondup, che dal Nepal risiedeva a Valdellatorre, nella cintura di Torino.

    Con questo Essere Illuminato iniziai una pratica che Egli definì di "pacificazione delle mente", che si protrasse per del tempo. Contemporaneamente iniziai la pratica di yoga presso un centro in città.

    Un pomeriggio, come ogni incontro, sedevo di fronte a Lamala (così lo chiamavano); Egli con la Sua infinita compassione mi comunicò:

    "Tu, ora, sei pronta a condividere la tua esperienza, diventa insegnante di yoga".

    Iniziai la preparazione con la Federazione Italiana Yoga (FIY) e nel 1996 condussi la prima pratica con una classe.

    Negli anni successivi, partecipando con la FIY ad un Seminario ad Assisi, una Meditazione guidata da Swami Veda Bharati di Rishikesh, India, fu l'"Incontro" che avrebbe impresso la svolta nella mia pratica personale. Che ancora condivido con gioia con gli studenti."



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    20 min
  • Irene Rotondale "Torino Spiritualità"
    Irene Rotondale
    "Il canto bizantino e gli otto modi del respiro"
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/


    "Il canto bizantino e gli otto modi del respiro"
    con Irene Rotondale, cantore liturgico e musicoterapista e
    Iossif Restagno, protopresbitero della chiesa greco-ortodossa di Torino
    Sabato 26 settembre, ore 14.30 – 17.00 | il Circolo dei lettori

    Attraverso il canto liturgico e l’uso del corpo, un percorso spirituale e culturale alla scoperta della preghiera cristiana delle origini e di una tradizione canora che nel corso dei secoli si è conservata immutata.
    Non sono richieste precedenti esperienze di canto.

    prenota il tuo posto: https://torinospiritualita.org/





    https://irenerotondale3.wordpress.com/
    Irene Rotondale cantore bizantino, insegnante di tecnica vocale, musicoterapista diplomata è la direttrice dell’Irini Pasi Ensemble di canto romano bizantino a Torino.
    Dopo il diploma di scuola superiore ha frequentato la Scuola Civica quadriennale di Canto Jazz a Torino.
    Studiosa di canto tradizionale dei popoli e di musica modale si è dedicata in Campania allo studio del canto tradizionale partenopeo dei primi anni del ‘900.
    Ha studiato canto classico indiano presso L’Accademy of Classical Indian Music of Benares con l’insegnante गुरू जी. Studia dal 2009 canto bizantino con la Γεροντισσα Κικιλια, Badessa del Monastero del Profeta Elia – Fokida in Grecia e con lo psaltis (cantore) ateniese Δημήτρης Ζαχαρίου. Laurea in canto bizantino presso il Conservatorio Statale di Kavala con l’Archon Protopsaltis Γρεγοριο Παπαεμμανυιλ.
    Ha conseguito nel 2016 il diploma di Musicoterapia A.P.I.M. con la tesi: “Il canto bizantino come modalità espressiva nella terapia”.
    Insegna tecnica vocale nelle scuole di musica e tecnica vocale corale dal 1999.
    Ha insegnato canto jazz presso l’Istituto Civico Musicale di Saluzzo Scuola di Alto Perfezionamento musicale e canto moderno presso l’Istituto Civico Musicale di Rivoli.
    Ha partecipato a numerosi festival e manifestazioni musicali jazzistiche e si è esibita a New York presso il Symphony Theatre di Broadway con il quartetto vocale “Elle in tones” con il quale ha inciso il Cd “elleintones”.
    E’ stata invitata a cantare in occasione dell’Amma Tours Italia 2008-2010.
    Dal 2007 al 2010 ha diretto il Coro “Surya Madre” ispirato alle liriche di S. Hildegarda Von Bingen. Fondatrice dell’IRINI PASI ENSEMBLE di canto bizantino in Italia, ha effettuato concerti e manifestazioni musicali nella città di Torino e in Italia tenendo workshops e concerti per la manifestazione “Torino Spiritualità”. In febbraio 2015 è invitata a cantare ad Atene nel coro femminile ateniese fondato dal cantore bizantino Likurgos Agghelopolus.
    Dal 2010 è primo cantore del coro sinistro presso la Chiesa greco- ortodossa della Natività di San Giovanni Battista a Torino. Da dicembre 2011 svolge attività di formazione corale di Canto bizantino a giovani e adulti.
    Ha inciso nel 2017 il Cd “ Il Fiore di Iesse”, Themèlia nel 2012″ e “ il Misericordiosissimo nel 2014” di canto bizantino con l’ Irini Pasi Ensemble”.
    Attualmente oltre ad insegnare canto bizantino propone il metodo di canto bizantino come trattamento di musicoterapia attiva e ricettiva nella terapia delle malattie spirituali.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    22 min
  • Marco Pautasso "CuneiForme"
    Marco Pautasso
    "CuneiForme"
    https://www.progettocantoregi.it/

    La nuova “Granda” rassegna culturale nel Cuneese
    tra letteratura, teatro, danza, musica, arti visive e sport

    Da settembre la prima edizione dedicata al tema Re(L)azioni
    Tra gli ospiti: Lella Costa, Luca Mercalli, Nives Meroi, Giovanni De Luna, Aldo Agosti,
    Abbondanza Bertoni, Scena Verticale, Bernabéu/Covello, Il Mutamento Zona Castalia


    Una nuova rassegna di appuntamenti culturali abbraccia le terre del cuneese, tra letteratura, teatro, danza, musica, arti visive e sport, per offrire nuove occasioni di conoscenza e riflessione sul mondo contemporaneo. Da settembre prende il via CuneiForme, ideato e organizzato da Progetto Cantoregi, che si presenta all’insegna della pluralità: più discipline e linguaggi artistici contemplati, più luoghi attraversati, più varietà nella scelta degli ospiti, più punti di vista per riflettere su un tema che varia di anno in anno, più soggetti pubblici e privati coinvolti.

    CuneiForme impugna idealmente il testimone dal festival teatrale La fabbrica delle idee, che Progetto Cantoregi ha realizzato fino al 2017 nell’ex ospedale psichiatrico di Racconigi (Cn), per proporre una rassegna multidisciplinare e diffusa nel territorio del Cuneese, partendo dal quartier generale della Soms di Racconigi, che continui ad avere nell’impegno civile e sociale il centro della propria ricerca, per proporsi come un partecipato laboratorio di idee e di approfondimento culturale, un luogo dell’ascolto, del dialogo, dell’accoglienza. Il nome scelto, CuneiForme, ospita in sé diverse suggestioni, perché richiama il territorio del Cuneese, ma anche le forme espressive delle diverse discipline artistiche, rimanda a uno strumento incisivo come il cuneo (perché incisiva intende essere la rassegna) e a una scrittura, quella cuneiforme, usata dai Sumeri e dagli Assiro-Babilonesi, innovativa per quei tempi, così come innovativo intende essere il nuovo progetto culturale.

    Il palcoscenico di CuneiForme sarà composto dalle tante piazze del territorio cuneese, con Racconigi città capofila e, per la prima edizione inizia a coinvolgere Bra e Cavallermaggiore. Un tessuto territoriale che attraverso CuneiForme genera fertili sinergie e collaborazioni virtuose tra i paesi della Granda, creando un’identità di sintesi che non sia solo la somma delle singole peculiarità e memorie che ciascuna città esprime.

    Ogni anno un tema di stretta attualità, al centro del dibattito culturale e sociale, sarà affrontato e declinato in profondità, attraverso i linguaggi di diverse discipline espressive (teatro, danza, letteratura, arti figurative, fotografia, musica, cinema e anche lo sport), per meglio tentare di capire il presente e intuire il futuro, per aiutarci a interpretare la complessità contemporanea e a orientarci nel flusso dello scorrere rapido degli accadimenti, per stimolare la riflessione e l’azione attraverso la conoscenza.
    Il tema di CuneiForme 2020 sarà “Re(L)azioni”, giocando sul doppio lemma “relazioni” e “reazioni”. Il mondo in cui viviamo è, infatti, continuamente plasmato da relazioni e reazioni ai rapporti che ognuno di noi instaura con l’altro e con l’ambiente circostante, in un continuo scambio, movimento, adattamento. Inoltre, la crisi sanitaria che attraversiamo ha oltretutto rivoluzionato le relazioni sociali e dettato nuove regole per l’espressione degli affetti. Molti legami si sono stretti, in modo imprevisto, altri sono svaniti. Tutti hanno sperimentano modi nuovi di vivere amore, amicizia, rapporti familiari, rapporto con la propria città, con l'ambiente circostante, con la natura. Si indagherà quindi a tutto campo sul mondo relazionale: dai rapporti famigliari a quelli amorosi, dal rapporto con il diverso a quelli di amicizia (virtuale o digitale), dalle relazioni e gli scambi tra comunità,...
    17 min
  • Giuseppe Naretto "Torino Spiritualità"
    Giuseppe Naretto
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/



    Chi può parlare del respiro
    con Giampiero Comolli, scrittore, Daniele Garrone, teologo, Giuseppe Naretto, medico palliativista, Brunetto Salvarani, teologo | modera Emmanuela Banfo, giornalista
    a cura di Centro Culturale Protestante
    Venerdì 25 settembre, ore 18.00 | Tempio Valdese di corso Vittorio Emanuele II

    Il respiro è il momento di comunicazione più lieve, continuo e immediato tra il nostro corpo e il mondo. Collocandosi sulla soglia tra la coscienza e l’inconscio, tra la veglia e il sonno, esso custodisce il silenzio e il mistero, esprime il calore della vita, è simbolo di inizio e fine. L’incontro intreccia voci e discipline per inseguire, del respiro, l’indefinibile e affascinante latitudine.

    prenota il tuo posto: torinospiritualita.org


    Giuseppe Naretto è un medico Torinese, specializzato in Anestesia e Rianimazione. Da molti anni si interessa di etica, comunicazione e fine vita in terapia intensiva. Ha pubblicato con Ponte alle Grazie i romanzi Notti di guardiae L’orizzonte capovolto che hanno come protagonista il medico-investigatore Massimo Dighera. Nel 2018 il Pensiero Scientifico Editore ha pubblicato il testo di etica clinica Ethical Life Support, scritto in collaborazione con alcuni colleghi. Oltre all’attività clinica in sala operatoria, in terapia intensiva e in pronto soccorso, segue progetti di formazione e supporto rivolti a pazienti, famiglie e operatori sanitari per il miglioramento della qualità della cura.


    Giuseppe Naretto
    "L' orizzonte capovolto"
    Un mistero in alta quota per il medico investigatore Massimo Dighera
    Ponte alle Grazie
    http://www.ponteallegrazie.it/
    La vita di Massimo Dighera scorre tranquilla, tra casa, la sua Torino e l'ospedale dove lavora come rianimatore. Tutto procede bene fino al giorno in cui il suo orizzonte si capovolge all'improvviso: viene investito da un'automobile mentre fa jogging. Ha una brutta frattura e finisce in rianimazione, dove per una volta è paziente e non medico, passivo e non attivo, e fa l'esperienza istruttiva e straniante di vivere le paure dei suoi pazienti. In reparto incontra Davide, un ragazzo che ha salvato dalla morte molti anni prima, e che non ha superato il trauma dell'incidente in montagna in cui ha rischiato la vita. Ha completamente dimenticato la dinamica della tragedia, ed è visitato da incubi. Massimo Dighera, per la prima volta dopo anni di lavoro matto e disperatissimo in reparto, ha molto tempo libero, che gli permette di pensare alla storia di Davide. Ha inizio un'indagine che lo condurrà a Macugnaga, sotto la parete est del Monte Rosa, dove sono accaduti i fatti drammatici che hanno portato all'incidente di Davide e alla perdita di uno dei compagni di cordata. Eroismo e poesia della montagna, arte medica e compassione per le sofferenze degli uomini sono gli ingredienti di questa indagine nel corpo e nella anima...


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    27 min
  • Cristina Battocletti "Dialoghi di Trani"
    Cristina Battocletti
    "Dialoghi di Trani"


    Dialoghi di Trani
    Giovedì 24 settembre 2020 - ore 10:00 / on line
    "Identità e Civiltà"
    con Amin Maalouf e Cristina Battocletti


    Siamo tutti frontalieri? Può il nostro esame di identità ridefinire il nostro scopo, il nostro modo di stare al mondo?


    Cristina Battocletti lavora alla “Domenica” del Sole 24 Ore dal 2006. Ha lavorato sei anni a Radio 24, dagli albori dell’emittente, il 1999, al 2005, e un anno al “Lunedì” del Sole 24 Ore.

    Critica cinematografica, è inviata per il Sole 24 Ore ai principali festival cinematografici, Venezia, Cannes, Berlino. Recensisce i libri dell’area balcanica e mitteleuropea, che la appassiona e che studia. È caposervizio e vive a Milano.

    Ha scritto “Figlio di nessuno” (Rizzoli, 2012), biografia dello scrittore Boris Pahor, scritta a quattro mani con l’autore sloveno, candidato al Nobel. Il libro ha vinto il premio Manzoni come miglior romanzo storico; “La mantella del diavolo” (Bompiani, 2015), vincitore del premio Latisana e finalista ai premio Bergamo, Rapallo e Asti; “Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste” (La nave di Teseo, 2017), vincitore del premio Martoglio e Comisso.




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