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  • Danilo Careglio "Cartavelina"
    Danilo Careglio
    "Cartavelina"
    La storia di un grande calciatore austriaco finita col nazismo
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/


    La vita di un talento calcistico dimenticato, Matthias Sindelar detto “Cartavelina”, si mescola con la Storia dell’Austria, in un romanzo intenso che, fra la Prima Guerra Mondiale e il Nazismo, alterna azioni da capogiro sul campo a riflessioni sull’amicizia, sulle passioni e su quegli incontri in grado di cambiare il destino.

    È un vecchio cronista del Wiener Zeitung, quotidiano di Vienna, a raccontarci di Matthias Sindelar, il “Papierene”, uno dei più grandi giocatori di football di tutti i tempi. Siamo a cavallo tra le due Guerre Mondiali, l’Austria riconquista il suo splendore prima di cadere nel buio nel Nazismo, ed è in questo contesto che si snocciolano le vicende che vedono il protagonista partecipare alla vita di Matthias, dai campetti del peggior quartiere della città fino agli stadi internazionali. L’amore per il giornalismo, la maturazione di un bambino che diventa adulto, il football come metafora di ciò che può portare a combattere e a credere che si possa sempre scegliere di essere persone migliori sono i motori portanti di questo romanzo dal carattere biografico.

    L’autore mescola realtà e finzione, personaggi veri e uomini “fantastici”, creando una perfetta sincronia che permette al lettore di sentirsi parte della storia, immedesimarsi e lasciare che il cuore sobbalzi di fronte al magnifico gioco del fenomeno Sindelar.

    … In quel confuso mucchio selvaggio, Matthias sembrava una piccola barca senza remi nel bel mezzo di una tempesta. Ma proprio la gracilità si trasformava nella sua arma migliore: correva, in quel pantano, come se non poggiasse nemmeno i piedi a terra, il pallone di stracci incollato alle scarpe, la testa alta e un’agilità in grado di permettergli di saltare due o tre avversari in un fazzoletto di terra, senza perdere velocità nella corsa. Questo incedere leggero e aggraziato gli era valso, tra gli amici del Favoriten, il soprannome di “Papierene”. Qualche anno dopo, un giornalista inglese per descrivere la sua straordinaria capacità nei movimenti disse: «Sindelar sarebbe in grado di giocare una partita sotto un diluvio senza bagnarsi, schivando gocce e avversari, senza perdere il controllo del pallone»...




    Danilo Careglio è nato a Pinerolo nel 1970 ed è laureato in Pedagogia a indirizzo Sociologico all’Università di Torino. Vive a Saluzzo con la moglie e i due figli, dove gestisce un impianto sportivo. Ha giocato a calcio per circa vent’anni, prima nel settore giovanile del Torinoe poi dal 1990 nel professionismo. Nel 2000 ha intrapreso la carriera di allenatore e a oggi ha alle spalle quasi 400 panchine. Cartavelina, che racconta una storia del calcio europeo quasi dimenticata, è il suo primo romanzo.



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    23 min
  • Camillo Langone "Pittori fantastici nella Valle del Po"
    Camillo Langone
    "Pittori fantastici nella Valle del Po"
    http://www.palazzodiamanti.it/1742/pittori-fantastici-nella-valle-del-po

    Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea
    fino al 27 settembre 2020

    Catalogo a cura di Camillo Langone - Testi di Camillo Langone, Lucio Scardino
    Fondazione Ferrara Arte Editore



    Pittori fantastici nella Valle del Po è l'arte di questo tempo e di questo spazio. Molto più di una mostra d'arte contemporanea: è una mostra d'arte vivente, come tutti i suoi 42 protagonisti. Molto più di una mostra d'arte genericamente italiana o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell'arte peculiarmente padana, ossia l'arte prodotta oggi nella Valle del Po (definizione geografica e poetica, alla maniera di Mario Soldati, la più funzionale per dire l'intero bacino dal Monviso al Delta, non tutto Pianura Padana visto il montagnoso tratto iniziale). «Potrebbe sembrare un epilogo – precisa l'Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli – ma non lo è, anzi Pittori fantastici nella valle del Po è una mostra che presenta motivi di richiamo diversi e di diversa specie: oltre la grafica, oltre la pittura, attraversando la storia del cinema (Rossellini, Antonioni, Vancini), la letteratura (Bacchelli, Zavattini, Soldati), la fotografia (Ghirri, Zanier, Strand)».

    Al Padiglione d'Arte Contemporanea di Ferrara confluiscono, così, quarantuno pittori, più uno scultore, tutti nati o residenti in prossimità del più lungo fiume d'Italia. Tutte le opere esposte sono legate al territorio: alcune erano già esistenti, altre sono state realizzate appositamente per ricreare il nesso umanistico, e dunque umano, fra luoghi e collezionismo. Città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio e dell'Ariosto o della vita moderna vengono celebrati pittoricamente. «E’ indubbio vi sia una matrice linguistica che accompagna l'allestimento curato da Camillo Langone – prosegue l'assessore Gulinelli –, questa va cercata in quell'area geografica che porta a termine un grande affresco: "il Po e il suo Delta". Una mostra che parla di umanità, di storia di uomini e di uomini nelle cose. Un evento espositivo che sottolinea l'importanza assoluta dello spazio culturale di un territorio geografico chiamato Padanìa».

    Pittori fantastici nella Valle del Po riporta, quindi, Ferrara al centro della produzione artistica, proponendosi di riattivare il tradizionale policentrismo padano oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano (quando sappiamo che l'arte italiana deve moltissimo a città medie o piccole quali, oltre a Ferrara, Mantova, Parma, Brescia, Cremona). Suscitando attenzione e amore per la pianura dove il Po discende.

    Artisti in mostra: 108 (Guido Bisagni), Nicola Biondani, Aurelio Bulzatti, Marcello Carrà, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Cuoghi Corsello, Vanni Cuoghi, Valentina D'Amaro, Gianluca Di Pasquale, Tamara Ferioli, Letizia Fornasieri, Moira Franco, Giovanni Frangi, Annalisa Fulvi, Massimiliano Galliani, Omar Galliani, Daniele Galliano, Gianfranco Goberti, Gabriele Grones, Ester Grossi, Giuliano Guatta, Federico Guida, Adelchi Riccardo Mantovani, Marco Mazzoni, Enrico Minguzzi, Elena Monzo, Luca Moscariello, Barbara Nahmad, Nicola Nannini, Nunzio Paci, Sergio Padovani, Carlo Alberto Rastelli, Enrico Robusti, Nicola Samorì, Marta Sesana, Riccardo Taiana, Wainer Vaccari, Nicola Verlato, Daniele Vezzani, Sergio Zanni, Luca Zarattini.


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    22 min
  • Giovanni Belfiori "Passaggi Festival"
    Giovanni Belfiori
    "Passaggi Festival"
    http://www.passaggifestival.it/
    Fano, dal 26 al 30 agosto 2020



    PASSAGGI FESTIVAL 2020: SI COMINCIA
    Non solo libri, non solo saggi: poesia, fumetto, narrativa, teatro, scienza, mostre d’arte, laboratori, visite guidate. 60 eventi e 100 ospiti. Dal 26 al 30 agosto a Fano.

    Fano (PU), 24 agosto 2020 – Da Oliver Stone, ospite internazionale che inaugura la piazza principale del festival, a Nicola Crocetti, Premio Passaggi 2020, che chiude la manifestazione. Questi i due corni della parabola temporale dell’ottava edizione di Passaggi Festival della Saggistica 2020 che riempirà di libri e di cultura la città di Fano, nelle Marche, da mercoledì 26 a domenica 30 agosto. Nel mezzo 100 ospiti e 60 eventi in 5 giorni per la kermesse letteraria dell’estate italiana ideata e diretta dal giornalista Giovanni Belfiori, in media-partnership con La Lettura – Corriere della Sera, Ansa, Vista, Rai Cultura, Rai Radio 3, Rai Italia e Rainews24, col contributo del Comune di Fano, della Regione Marche, main sponsor Coop Alleanza 3.0.
    Un programma per pubblici e per gusti differenti, con tanti libri e tanti saggi, ma non solo. Poesia, fumetto, narrativa, teatro, scienza, mostre d’arte, laboratori, visite guidate, rassegne ed appuntamenti pensati per il pubblico giovane e per quello dei bambini. Giovanni Allevi, Nando dalla Chiesa, Corrado Augias, Linus, Valerio Massimo Manfredi, Gianluigi Nuzzi, Ema Stokholma, Oliviero Toscani, Giorgio Zanchini, a cui andrà il Premio Andrea Barbato per il Giornalismo 2020, tra i nomi più noti. Ma anche due maestri italiani del fumetto, Giacinto Guadenzi e Filippo Scòzzari, la figlia di Bud Spencer, Cristiana Pedersoli, gli ex magistrati Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte, due realtà di successo della musica indie e del web, Giovanni Truppi e Il Terzo Segreto di Satira. E poi le novità di questa ottava edizione, come Buongiorno Passaggi, tre saggi presentati al mattino in un locale del mare con caffè e giornale gratis, Futuropresente, incontri su lavoro e innovazione, consigliato per studenti e imprenditori, Chiedersi Perché, la filosofia spiegata ai più piccoli, ma anche conferme come Europa / Mediterraneo, la rassegna di narrativa straniera al suo secondo anno con un’autrice italo-polacca esordiente e un focus sugli scrittori albanesi in Italia a cui parteciperà anche l’ambasciatore della Repubblica di Albania.
    Gli eventi sono come sempre gratuiti. Per quelli di piazza XX Settembre e della Mediateca Montanari è consigliabile prenotare. Per le altre sedi si entra fino ad esaurimento dei posti. Da non dimenticare la mascherina: senza non si può accedere alle aree degli incontri. Ulteriori informazioni su accesso e sicurezza sul sito di Passaggi Festival (www.passaggifestival.it).
    Il programma nel dettaglio
    Il palco centrale di Piazza XX Settembre ospita la rassegna Grandi Autori. È qui che si tesse il filo conduttore dettato dal tema, che quest’anno è: “Leggere per ricordare comprendere costruire”. Si aprirà mercoledì 26 agosto, alle 20, con il saluto inaugurale degli organizzatori e a seguire un evento speciale del festival: il regista statunitense premio Oscar Oliver Stone che presenta in anteprima la sua autobiografia (“Cercando la luce. Scrivere, dirigere e sopravvivere” La nave di Teseo). Alle 21 un decano del giornalismo italiano, Corrado Augias (“Breviario per un confuso presente” Einaudi). Giovedì 27 il giornalista di Rete 4 Gianluigi Nuzzi (ore 19, “Giudizio universale”, Chiarelettere) conversa con Giorgio Santelli di Rainews24 e la politologa Nadia Urbinati (ore 21, “Io, il popolo”, Il Mulino) è intervistata da Alessandra Longo di Repubblica; venerdì 28 il medico Pier Luigi Rossi (ore 19, “Le ricette della buona salute”, Aboca Edizioni) converserà con Patrizio Roversi,...
    23 min
  • Giulia Poerio "Stelle. Il grande racconto delle costellazioni"
    Giulia Poerio, traduttrice
    "Stelle. Il grande racconto delle costellazioni"
    di Anthony Aveni
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/


    Un tempo, sulla Terra, al calare delle tenebre non c’erano altre luci se non quelle della Luna e del cielo stellato; agli esseri umani, ovunque si trovassero, non rimaneva che alzare lo sguardo, contemplare il silenzio e iniziare a fantasticare. Ecco che un gruppo di stelle per i greci assumeva la forma di Orione, gigante cacciatore in grado di camminare sulle acque, mentre ai nativi americani appariva come un’enorme mano, strappata dal Popolo del Tuono a un capo indiano per punirne l’avarizia; dove gli aborigeni australiani vedevano una canoa in cui navigavano tre pescatori, alcuni popoli delle Antille scorgevano la sagoma di Epietembo, marito tradito a cui la moglie, prima di fuggire, mozzò una gamba.

    Stelle è il racconto delle leggende e dei miti che animano il nostro cielo notturno. Anthony Aveni ci trasporta attraverso gli emisferi e le epoche, alla scoperta delle storie che l’immaginazione dei popoli – egizi e babilonesi, greci e romani, maya e aztechi, navajo e inuit – ha creato sugli astri e sulle costellazioni. Scopriamo così la genesi dello zodiaco cinese, il ruolo fondamentale delle Pleiadi nella scansione del tempo agricolo e dei rituali di molte civiltà, o che le macchie scure della Via Lattea disegnano figure di animali indispensabili per la cultura andina.

    Creazione e morte, futuro e aldilà, eros e natura: dalla foresta pluviale amazzonica alla calotta ghiacciata dell’Artico, dalle sconfinate praterie del Nord America alle grandi città precolombiane, Stelle ci mostra che la vasta cupola scura sotto la quale tutti abitiamo ha sempre fornito le risposte alle nostre domande più importanti. Che il cielo è la tela nera su cui ogni civiltà, compresa la nostra, ha dipinto la propria epopea.

    Anthony Aveni (1938) è professore emerito di Astronomia, Antropologia e Studi dei popoli indigeni d’America alla Colgate University di Hamilton, New York. È considerato il fondatore dell’archeoastronomia e dell’astronomia culturale. Tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo Gli imperi del tempo (Dedalo, 1993) e Conversando con i pianeti (Dedalo, 1994).





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    32 min
  • Araldo Cavallera "Solcando le onde del tempo"
    Araldo Cavallera
    "Solcando le onde del tempo"
    Mostra Antologica alla Castiglia di Saluzzo (Cuneo)
    fino al 6 settembre 2020




    "Araldo Cavallera. Solcando le onde del tempo”. Curata da Ida Isoardi, Angelo Mistrangelo e Giuseppe Biasutti, la rassegna ripercorre attraverso più di 200 opere pittoriche, grafiche e scultoree la lunga carriera creativa dell’artista nato e vissuto a Saluzzo. L’evento espositivo è promosso dal Comune di Saluzzo e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni con la collaborazione dell’Associazione culturale Carlo Sismonda, il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Cuneo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.
    La mostra è accompagnata da un catalogo con testi critici dei curatori. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 6 settembre il lunedì, giovedì, venerdì e sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.

    Con l’esposizione di 150 opere grafiche e 50 sculture, la mostra allestita nelle sale della Castiglia ripercorre la lunga carriera di Araldo Cavallera, celebrandone gli 80 anni di vita e i 65 dedicati all’arte. Suddiviso in sezioni, il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso le molteplici tematiche affrontate dall’artista, dai paesaggi saluzzesi a soggetti fantastici, figure omeriche, gorgoni, cavalli, guerrieri, naufraghi, onde e vele. Ma l’allestimento restituisce un’ulteriore chiave di lettura dell’opera di Cavallera attraverso i diversi materiali da lui utilizzati: se per la produzione scultorea sono protagonisti il ferro e la pietra, a cui si affiancano terracotta e materiali poveri, fino al gesso delle ultime realizzazioni, in pittura e grafica trovano invece spazio l’utilizzo di contè, china, pittura a olio, tempere, tempere patinate con foglia d’oro e collage.
    Quello esposto nelle sale della Castiglia è il ritratto di una personalità complessa: non è stato solo pittore, scultore, grafico e designer, ma anche archeologo, speleologo e un attento esploratore del suo territorio. Esponente di una famiglia originaria del Saluzzese protagonista di una storia di impegno civile e di antifascismo spesi lungo quattro generazioni tra Piemonte e Sardegna, Araldo Cavallera si forma all’Accademia Albertina di Torino. Matura artisticamente avendo come figure di riferimento Luigi Spazzapan per la pittura e Sandro Cherchi per la scultura, ma sviluppa e mantiene un’autonomia di linguaggio e di pensiero che ne hanno sempre contraddistinto la figura di artista poliedrico e di uomo dai molteplici e disparati interessi.


    “La sua esperienza – racconta Angelo Mistrangelo – racchiude meditazioni e intuizioni, in una sorta di narrazione che lega natura, materiali, segnali di un dire che si fa momento espressivo contrassegnato di sguardi penetranti, talora allucinanti”. “L’artista, nel suo lungo iter di scultore, pittore, grafico e altro ancora, ha esplorato ogni possibile deriva dell’antico e del contemporaneo con forza e schiettezza a volte disarmanti - aggiunge Ida Isoardi -. Si può scorgere in lui un cavaliere avventuroso che ingaggi senza posa una lotta con una realtà per restituirla alla verità del sogno e della bellezza”. “Un infinito racconto con disegni, dipinti e sculture immaginato per il nostro sguardo – definisce il tutto di Araldo Cavallera Giuseppe Biasutti - . Riassunto di oggi e amalgama per il domani. Un componimento poetico. Lo spettacolo di un gentiluomo”.


    Le prime esposizioni di Cavallera risalgono al 1958, presso la Libreria Moderna di Cuneo, a cui sono seguite numerose collettive e personali. Autore del monumento dedicato al Movimento Clandestino Antinazista della Rosa Bianca, collocato negli omonimi giardini pubblici di Saluzzo, Cavallera ha anche realizzato l’Inferriata di Piazza Castello a Saluzzo e, insieme a...
    31 min
  • Rosanna Virgili "Le lettere di Paolo"
    "Le lettere di Paolo"
    tradotto e commentate da tre bibliste
    Emanuela Buccioni, Rosalba Manes, Rosanna Virgili
    Ancora Libri
    https://www.ancoralibri.it/


    Conversazione con Rosanna Virgili


    Nel marzo 2015 Àncora pubblicò un volume con la traduzione e il commento dei Vangeli, realizzato secondo i criteri più aggiornati della scienza esegetica. Punti di forza del libro erano la completezza e la vastità dell'opera; la novità assoluta di una traduzione/commento integrale affidate a bibliste italiane; il linguaggio non specialistico e ricco di sensibilità femminile. Questo volume rappresenta la continuazione di quel progetto, con la traduzione e il commento dell'epistolario paolino - a opera di Rosanna Virgili, Rosalba Manes ed Emanuela Buccioni - cui seguirà un volume dedicato agli altri scritti del Nuovo Testamento.



    Emanuela Buccioni. Consacrata dell’Ordo Virginum dal 2003, fa l’insegnante nella scuola secondaria statale. Laureata in ingegneria dei materiali, si interessa da sempre di energie rinnovabili, giustizia sociale e sviluppo sostenibile, impegnandosi in questi ambiti sul proprio territorio.
    Ha conseguito la licenza e il dottorato in teologia biblica presso la Pont. Univ. San Tommaso d’Aquino di Roma e svolge da anni un servizio di apostolato biblico in vari ambiti.
    Nell’Ordo Virginum ha fatto parte del “gruppo per il collegamento” dal 2006 al 2010.
    Nella Chiesa diocesana di Terni Narni Amelia si è occupata di catechesi, ecumenismo, formazione teologica, ministero straordinario dell’eucarestia; dal 2006 al 2012 ha svolto il servizio di segretaria del Consiglio Pastorale Diocesano. Attualmente è membro della Commissione Regionale Umbra per l’Educazione, la Scuola e l’Università.


    Rosalba Manes
    Nata a San Giovanni Rotondo l’8 Agosto 1977, è una consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di San Severo (Foggia) dal 2001. Ha la licenza in Sacra Scrittura al Biblico e il dottorato in teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana. Attualmente insegna Sacra Scrittura alla Università Gregoriana e in altri Istituti di Roma e fuori Roma. Ha pubblicato ormai una decina di libri. Ha realizzato anche dei CD musicali, per coniugare musica e Parola di Dio. È anche molto attiva con conferenze e articoli sempre su temi biblici.

    Rosanna Virgili, nota biblista di origini marchigiane ma romana d’adozione. Sposata, due figli, Virgili è laureata in Lettere e Filosofia e licenziata in Scienze bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma. È docente di Esegesi presso l’Istituto Teologico Marchigiano. Autrice di vari volumi tra cui «I Vangeli», traduzione e commento al femminile dei quattro Vangeli in collaborazione con altre tre colleghe bibliste, tiene conferenze in tutta Italia e collabora a vari giornali e riviste.



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    51 min
  • Fabrizio Mandreoli "Giuseppe Dossetti"
    Fabrizio Mandreoli
    "Giuseppe Dossetti"
    Prefazione di Enrico Galavotti
    EDB Edizioni Dehoniane Bologna
    https://www.dehoniane.it/



    Professore universitario e partigiano, politico e giurista, monaco e padre della Costituzione, Giuseppe Dossetti (1913-1996) è stato uno dei protagonisti della scena pubblica del Novecento italiano. Questo libro ne ricostruisce con rigore la biografia, segnata in apparenza da improvvise cesure e cambi di rotta, ma in realtà percorsa da un’incessante e semplice ricerca di conformità al Vangelo dentro la complessità della storia.
    L’insegnamento universitario, l’esperienza partigiana, il contributo alla stesura della Carta costituzionale, difesa con vigore anche negli ultimi anni di vita, la militanza critica nella Democrazia cristiana e il ritiro dall’attività politica per fondare una comunità monastica disegnano un percorso ricco di scelte, di incontri e di amicizie (tra tutti, La Pira, Lazzati e il cardinale Lercaro).
    In fondo, Dossetti coltivava un solo desiderio: «Diffondere quella pace che è un bene universale, diffonderla non a parole, ma col silenzio e con i fatti, quelli più profondi, più duraturi e più umili, più puri da ogni clamore».

    Fabrizio Mandreoli, presbitero della diocesi di Bologna, è docente di Teologia fondamentale e Storia della teologia alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Ha studiato a Bologna e Milano e ha approfondito gli studi di teologia, storia e lingue semitiche a Francoforte, Boston e Gerusalemme. Dopo aver svolto attività pastorale nelle carceri e in diverse comunità parrocchiali, oggi si occupa prevalentemente di formazione giovanile e dialogo ecumenico e interreligioso. Di recente ha pubblicato Viaggio intorno al mondo. Un'esperienza di ricerca tra fedi, identità e trasformazioni umane (con G. Cella, Zikkaròn 2019) e ha curato La teologia di papa Francesco. Fonti, metodo, orizzonte e conseguenze (EDB 2019).

    Enrico Galavotti è professore associato di Storia del cristianesimo presso l’Università di Chieti-Pescara, dove insegna anche Storia della teologia. È nato a Mirandola (Modena) nel 1971, si è laureato in Scienze politiche all’Università di Bologna e ha conseguito il diploma di perfezionamento in Scienze Religiose presso l’Alta Scuola Europea di Scienze religiose. È stato borsista presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e professore a contratto presso l’Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università di Chieti-Pescara. È membro della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna dal 1998.




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    28 min
  • Marta Palazzesi "Agenzia MostroCasa"
    Marta Palazzesi
    "Agenzia MostroCasa"
    SOS per la signora Dal Verme
    disegni di Maria Luisa Petrarca
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/

    Nina Rubini, dodici anni e capelli rosso fuoco, gestisce con la nonna l’agenzia immobiliare MostroCasa. La loro specialità è trovare sistemazioni per mostri di ogni genere, come castelli graditi ai vampiri, paludi per gli orchi o quel tugurio con un certo non-so-che per streghe esigenti. La missione non è per niente facile né priva di pericoli. Può accadere, per esempio, che una casa decida di papparsi una zombie dalla testa ai piedi, vermi putrefatti inclusi. Riuscirà l’agenzia a salvarla? Tirar fuori dai guai la signora Dal Verme non sarà affatto semplice, ma per fortuna Nina può contare sull’aiuto dell’amico vampiro Fosco, del labrador Salsa e del terrificante, crudele e sanguinario barone Bucagole…

    «Lei non aveva nulla contro i mostri e loro non avevano nulla contro di lei. Il problema era che sarebbero stati affamati dopo aver trascorso tanto tempo prigionieri della casa…»


    Marta Palazzesi
    Autrice di libri per bambini e ragazzi, traduttrice di sceneggiature e consulente editoriale, dal 2017 fa parte del Centro Formazione Supereroi, un’associazione no profit che tiene laboratori di scrittura creativa nelle scuole medie e superiori di Milano e provincia. Il suo romanzo Nebbia ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020 nella categoria 6+.



    Maria Luisa Petrarca
    E' una giovane illustratrice nata a Caserta. Affascinata dagli animali, alleva rettili e insetti da ogni parte del mondo per studiarli e osservarli ore intere. D’altronde sin da piccola desiderava avere uno zoo!
    Ora sogna di diventare per magia un piccolo geco.



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    15 min
  • Silvia Meroni "Carlo Maria Martini e gli anni di piombo"
    Silvia Meroni
    "Carlo Maria Martini e gli anni di piombo"
    Le fatiche di un vescovo e le voci dei testimoni
    Ancora Libri
    https://www.ancoralibri.it/


    La vicenda del terrorismo e degli Anni di piombo ha segnato in profondità la storia personale e l’episcopato di Carlo Maria Martini, giunto come vescovo a Milano nel febbraio 1980, all’inizio di un anno che fece registrare un numero record di omicidi e attentati. Martini cercò di rimanere sempre accanto alle vittime, ma anche di aprire un dialogo con coloro che avevano scelto di seminare terrore, per convincerli a rinnegare la strada della violenza. In questo libro la puntuale ricostruzione di quanto fatto e detto da Martini in quegli anni si intreccia con le testimonianze inedite di molti familiari di vittime del terrorismo – toccanti e capaci di aprire squarci di riflessione originale – e di alcuni suoi stretti collaboratori. Emergono così non solo le fatiche e i tormenti di Martini di fronte a eventi che lo coinvolgevano profondamente, ma anche particolari inediti di vicende che fecero scalpore in quegli anni.

    «Grazie a una cospicua documentazione tratta da omelie, interviste, lettere, integrata da numerose testimonianze inedite, Silvia Meroni riesce a rappresentare in modo efficace il travaglio personale di Martini, naturalmente dalla parte delle vittime e dei familiari, ma proteso anche a cercare di incidere sulle scelte degli assassini. Dagli uni ha rischiato critiche e incomprensioni. Dagli altri il pericolo era la strumentalizzazione. Il prezzo della complessità, della coscienza e della coerenza passa anche di lì. Ma le insidie non hanno dissuaso il Cardinale dall’avventurarsi su questa strada». (dalla prefazione di Marco Garzonio)

    «Il più evidente filo rosso che attraversa queste pagine è costituito dal dialogo che il vescovo di Milano ha intessuto con i familiari delle vittime del terrorismo, che l’autrice ha ricostruito principalmente attraverso la documentazione disponibile e gli incontri personali con i figli e le vedove delle vittime. La testimonianza di questo dialogo, che si è svolto quasi sempre lontano dai riflettori e che in alcuni casi non si è mai interrotto, risulta oggi particolarmente preziosa, anzitutto perché sul piano storico colma una lacuna e ci restituisce il volto di un vescovo che si è lasciato interpellare dalle vittime della violenza terroristica». (dalla postfazione di Alberto Conci e Francesco Scanziani)



    Silvia Meroni è docenti nei licei e cultore della materia teologica all'università. E' consacrata nelle Ausiliarie diocesane di Milano. Ha lavorato su Dietrich Bonhoeffer e ha avvicinato la storia del terrorismo e degli anni ottanta incontrando alcuni dei protagonisti della lotta armata e numerosi familiari delle vittime. Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Religiose con una tesi su Carlo Maria Martini negli anni di piombo.


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    27 min
  • Pietroneno Capitani "Le ultime ore di Civitella"
    Pietroneno Capitani
    "Le ultime ore di Civitella"
    Con il brigante Piccioni alla ricerca dell'amore
    Primiceri Editore
    http://www.primicerieditore.it/



    L’ultima difesa contro un’Italia unita che non fu voluta da tutti. Una storia d’amore, di brigantaggio, di patriottismo sul confine fra il Regno dei Borboni e lo Stato Pontificio, nel periodo in cui si costruisce la nuova Italia.

    Pietroneno Capitani, nato a Montedinove (AP) nel 1956, vive e lavora a Rimini. Pubblicista, ha collaborato con “L’Unità” e “Paese Sera”. Ha già pubblicato “Bussavamo con i piedi” nel 2006, “U Schògghiu” nel 2010. Con Primiceri Editore ha pubblicato “Il Melograno” nel 2017.


    "Il melograno"
    di Pietroneno Capitani
    Primiceri Editore
    “Il Melograno” narra una difficile storia amore tra Filippo e Annamaria. Il primo giovane mezzadro in un terreno del padre di lei, e la protagonista, Annamaria, figlia del proprietario terriero. Impossibile? La storia si sviluppa nel periodo dell’immediato dopoguerra, ed è ambientata tra Rimini e i paesi delle colline e della costa ascolana. Da Montedinove – paese di Filippo – a San Benedetto del Tronto, Grottammare, Offida, Castignano. Ricorda – senza nostalgia di tradizioni e peculiarità di una civiltà che è ormai scomparsa e dimenticata, quella contadina. Si tratta di una storia corale, che va lentamente evolvendosi fino a trovare un nucleo narrativo fondamentale nella vicenda di due giovani legati da un amore delicato e profondo e tuttavia divisi dalla differenza di classe. Il romanzo vive di continui e sempre pertinenti squarci documentari, che permettono al lettore di comprendere con precisione le atmosfere e il generale contesto narrativo nel quale, con sensibile empatia dell’autore, si sviluppa e procede la storia.

    La prefazione è di Sergio Zavoli.




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    30 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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