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  • Elvis Malaj "Il mare è rotondo"
    Elvis Malaj
    "Il mare è rotondo"
    Rizzoli Editore
    https://www.rizzolilibri.it/



    Una storia spiazzante, ironica, esplosiva. Il primo romanzo di Elvis Malaj.Quella tra Ujkan e l’Italia è una relazione complicata. Andarci è sempre stato lo scopo della sua vita, ma il motivo non se lo ricorda più. Quando aveva undici anni aveva provato a raggiungerla mescolandosi ai profughi kosovari, ma sua madre era riuscita a scovarlo un attimo prima che s’imbarcasse. Da allora, tutta la sua esistenza è stata un susseguirsi di tentativi falliti: l’ultima volta non ha fatto neanche in tempo a bagnarsi i piedi. «Non me la sento» ha detto allo scafista incredulo, ed è rimasto sul gommone fino a casa, in Albania. Adesso ha davanti una lunga estate fatta di attesa, lavoretti malpagati e progetti imprenditoriali assurdi insieme ai soliti amici – Sulejman, intento a comporre un romanzo su una vecchia macchina da scrivere piazzata nel cortile, e Gjokë, che si divide tra il bar e il biliardo senza mai togliersi giacca e cravatta. C’è anche Irena, bellezza in bicicletta: Ujkan la insegue, la sogna, la cerca, lei minaccia di sparargli ma poi non spara mai. Mentre l’Italia resta sullo sfondo, raccontata da tutti senza che nessuno abbia davvero voglia di andarci, Elvis Malaj ci trascina in un gioco letterario spassoso e raffinato, in cui tra depistaggi, giri a vuoto e false partenze si diverte a stupire i lettori e li accompagna, con la sua voce originalissima, verso l’inatteso, scoppiettante finale.



    Elvis Malaj è nato a Malësi e Madhe (Albania) nel 1990. A quindici anni si è trasferito ad Alessandria con la famiglia e oggi vive a Belluno. Ha esordito con la raccolta di racconti Dal tuo terrazzo si vede casa mia, selezionato al Premio Strega 2018. Questo è il suo primo romanzo.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Gianfranco Brunelli "Ulisse. L'arte e il mito"
    Gianfranco Brunelli
    "Ulisse. L'arte e il mito"
    Forlì, Musei San Domenico
    Fino al 31 ottobre 2020
    https://www.mostraulisse.it/


    Il più grande viaggio dell’arte mai raccontato
    Quanti Ulisse! E quante Odissee! Il protagonista dell’Odissea è il più antico e il più moderno personaggio della letteratura occidentale. Egli getta un’ombra lunga sull’immaginario dell’uomo, in ogni tempo. L’arte ne ha espresso e reinterpretato costantemente il mito. Raccontare di Ulisse ha significato raccontare di sé, da ogni riva del tempo e raccontarlo utilizzando i propri alfabeti simbolici, la propria forma artistica, attribuendogli il significato del momento storico e del proprio sistema di valori.
    Dall’Odissea alla Commedia dantesca, da Tennyson a Joyce e a tutto il Novecento, di volta in volta, Ulisse è l’eroe dell’esperienza umana, della sopportazione, dell’intelligenza, della parola, della conoscenza, della sopravvivenza e dell’inganno. E’ “l’uomo dalle molte astuzie e “dalle molte forme”.
    Dopo la Guerra di Troia, quando affronta le sue avventure nel viaggio del lungo ritorno, egli è già un personaggio famoso. Ma quel viaggio è anche la faticosa riconquista di sé, della propria identità, attraverso il recupero narrativo della sua vicenda alla corte di Alcinoo, attraverso la memoria del ritorno. Così come accade all’arte, che narra narrandosi, che racconta l’oggetto e la sua forma stilistica.
    La nuova grande esposizione ai Musei San Domenico di Forlì presenta oltre 200 opere tra le più significative di ogni tempo. Dall’antico al Novecento. Pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche ricomprendono il viaggio di Ulisse come viaggio dell’arte.
    Fin dall'antichità gli artisti non hanno cercato di illustrare in forma puramente didascalica l’intera Odissea. Se l’età arcaica privilegia gli episodi di Polifemo, di Circe, di Scilla e delle Sirene, l’età classica aggiunge gli incontri e i riconoscimenti: l’incontro con Tiresia, Atena, Nausicaa e Telemaco, il dolore e l’inganno della tela di Penelope, il riconoscimento della nutrice Euriclea, la strage dei Proci. L’ellenismo aggiunge l’incontro domestico e commovente con il cane Argo, l’abbraccio e il riconoscimento tra Ulisse e Penelope, l’arte romana infine, oltre a ripetere i modelli precedenti, raffigura, quale epilogo consolatorio, l’abbraccio tra Ulisse e il padre Laerte. L’arte antica non è interessata a mettere in scena il poema epico, quanto un uomo che attraverso le sue molteplici e dolorose esperienze ha imparato a conoscere se stesso.
    Dante, che scrive 2000 anni dopo Omero, usa gli autori latini che sottolineano le qualità di Ulisse. Così nel canto XXVI dell’Inferno egli conferisce a Ulisse una nuova e diversa centralità. L’Ulisse di Dante non è spinto dalla nostalgia del ritorno, né, come l’Enea virgiliano, è mosso da una missione, egli è un viandante spinto dall’ardore “a divenir del mondo esperto / e de li vizi umani e del valore”, e si lancia “per altro mare aperto”, verso il “folle volo”.
    L’influsso di Dante sull’arte non riguarda solo codici e miniature, capitelli e disegni, ma giunge fino ad artisti come Botticelli e la sua rilettura illustrata della Commedia, Signorelli e Federico Zuccari, per poi immergersi in un lungo silenzio fino a William Blake e all’Ottocento. Mentre le narrazioni omeriche sopravvivono nei cassoni fiorentini dipinti del Quattrocento, che appartengono ancora al gusto epico-cortese, con pittori come lo Scheggia e Apollonio di Giovanni. Per rifiorire poi nei disegni e nelle opere di Filippino Lippi o del Parmigianino.
    Le diverse interpretazioni della figura di Ulisse si fanno sentire anche nei cicli figurativi del Cinquecento, che si diffondono nelle regge e nei palazzi di mezza Europa. Con un carattere non solo illustrativo o decorativo, ma in una sintesi integrata tra valori formali e valori morali...
    24 min
  • Antonio Ereditato "L'infinito gioco della scienza"
    Antonio Ereditato
    Edoardo Boncinelli
    "L'infinito gioco della scienza"
    Come il pensiero scientifico può cambiare il mondo
    Il Saggiatore
    http://ilsaggiatore.it/


    Nell’era della superficialità dell’informazione, in cui imperversano le fake news e al ragionamento critico si antepongono presunzione e ignoranza, la scienza sembra essere sotto attacco. Ma non è che un paradosso, perché mai come oggi la ricerca scientifica è stata così forte e affidabile.

    Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato, due scienziati italiani in prima linea nei rispettivi campi di indagine – la genetica e la sica delle particelle –, ci raccontano che la scienza è bellezza, creatività, gioia della ricerca e della scoperta. È indagare e comprendere i misteri della natura, è lo sforzo di evocare nelle nostre menti l’universo intero. In fondo, la scienza è un gioco. Un gioco intellettuale e materiale, faticoso eppure attraente, in cui si procede per tentativi ma secondo regole ferree, in cui ogni conclusione è sempre provvisoria e il rincorrersi virtuoso tra teorie e osservazioni porta a risultati sorprendenti. E non sono soltanto le applicazioni della ricerca scientifica a cambiare il mondo in cui viviamo e il nostro modo di pensarlo; è l’atto stesso del ricercare che lo modifica, introducendo novità e trasformazioni di ogni tipo.

    L’infinito gioco della scienza ci svela che il potere della scienza è proprio questo: la capacità di plasmare la realtà e di partecipare alla sua costante ricreazione. Una partita che Boncinelli ed Ereditato ritengono troppo emozionante per essere abbandonata: si resta in campo, quindi, a giocare il fantastico e infinito gioco della scienza.


    Edoardo Boncinelli è il più importante genetista italiano. Per più di vent’anni ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di genetica e biofisica del cnr di Napoli. È stato direttore del Laboratorio di biologia molecolare dello sviluppo presso l’Università San Raffaele e direttore di ricerca presso il Centro per lo studio della farmacologia cellulare e molecolare del cnr di Milano.

    Antonio Ereditato è professore di Fisica delle particelle elementari presso l’Università di Berna e direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell’Albert Einstein Center for Fundamental Physics sempre a Berna. Svolge attività di ricerca al cern di Ginevra, al Fermilab di Chicago e al J-PARC di Tokai, in Giappone, dove partecipa ai più importanti esperimenti internazionali sulla fisica delle particelle.




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    36 min
  • Sara Beltrame "The Game" di Alessandro Baricco
    Sara Beltrame
    "The Game" di Alessandro Baricco
    Feltrinelli Editore
    illustrazioni di Tommaso Vidus Rosin
    https://www.feltrinellieditore.it/



    Il Game è un territorio che abbiamo fondato, dove ci ritroviamo quando usiamo uno smartphone, scarichiamo una app o giochiamo a un videogame. Sembra un luogo divertente nel quale entrare e da cui uscire tutte le volte che vogliamo, ma le sue regole non sono così semplici. Per abitarlo senza paura e migliorarlo, lo navigheremo dagli anni della sua fondazione fino alle soglie del futuro. Scopriremo come lo abbiamo generato e ci prepareremo così alla prossima mossa.
    Siete pronti a partire?


    Sara Beltrame nasce a Treviso l’8 novembre 1975. Nel 1994 si diploma alla Scuola Holden con menzione d’onore. Nel 2001 esordisce per Rizzoli con il Il Grande Omi, un progetto editoriale multimediale, una storia in bilico tra finzione e realtà. Nello stesso anno inizia a lavorare come sceneggiatrice alla serie televisiva Distretto di Polizia e pubblica racconti per diverse riviste tra le quali "Lo Straniero", "Diario", "Italiani Europei", "Reset", "Label" e l’americana "Literary Review". Nel 2004 inizia a tenere corsi di scrittura per la Scuola Holden, lavora come curatrice alla collana Bur "Holden Maps" e pubblica il racconto di apertura nella raccolta Gli Intemperanti pubblicata da Meridiano Zero. Alla fine dello stesso anno fonda e dirige il Creative Writing Department a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton. Durante gli anni di direzione del dipartimento è editor in chief della rivista "FAB" (Fabrica’s Activities Bimonthly) e curatrice di progetti editoriali multimediali che, sulla scia de Il Grande Omi, sono tesi alla contaminazione dei linguaggi, alla ricerca di formati e stili narrativi differenti. Nasce così il progetto Rocinha, racconti di favela, pubblicato nel 2004 da Mondadori. Il libro, scritto a più mani, racconta la vita nella più grande favela brasiliana del mondo ed è accompagnato dal documentario Rocinha, prodotto da Fabrica, vincitore del Torino Film Festival. A questa pubblicazione segue Venezia non sta affondando (Marsilio), nel quale un gruppo di giovani artisti, provenienti da ogni parte del mondo, racconta Venezia in dieci narrazioni e sei cortometraggi allegati al volume. L’esperienza maturata a Fabrica la spinge a dedicarsi al documentario. Nel 2008 si trasferisce a Barcellona per iniziare a collaborare come sceneggiatrice documentaristica per le case di produzione Polar Star Films e MediaPro. Tra il 2017 e il 2019 scrive le serie Against All Odds e Transform my meal per l’Olympic Channel vincendo lo Sport movie & TV Awards e collabora con diverse riviste come giornalista. Nel tempo libero gestisce lo spazio digitale gratuito di diffusione alla lettura i Biscotti nel quale bambini e ragazzi di età compresa tra i 4 e i 18 anni consigliano il proprio libro preferito registrandone una recensione in formato audio.


    Alessandro Baricco
    Nato a Torino nel 1958, si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica. L'amore per la musica e per la letteratura ispireranno sin dagli inizi la sua attività di saggista e narratore.
    Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioacchino Rossini (Il Melangolo, 1988; Einaudi, 1997). Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Étranger, è un'autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e Premio Palazzo al Bosco; il monologo teatrale Novecento (Feltrinelli, 1994; edizione speciale, 2014; "Audiolibri - Emons Feltrinelli", 2011) da cui Giuseppe Tornatore trae il film La Leggenda del...
    23 min
  • Giuseppe Mussardo "L'alfabeto della scienza"
    Giuseppe Mussardo
    "L'alfabeto della scienza"
    Da Albe a Zero assoluto
    26 storie di ordinaria genialità
    Edizioni Dedalo
    https://www.edizionidedalo.it/

    La scienza è una miniera inesauribile di storie magnifiche. Qui ne troverete una per ogni lettera dell’alfabeto, i cui protagonisti sono scienziati di prestigio, o grandi idee. Per rimanere incantati dal piacere della scoperta.


    Un libro che parte dalla A di Abel – talentuoso norvegese dalla vita leggendaria, fondatore di una delle teorie più affascinanti della matematica – per finire con la Z di Zero assoluto, ovvero l’appassionante sfida, tuttora in corso, di raggiungere il limite ultimo nella scala delle temperature.
    Ogni lettera dell’alfabeto tocca una tappa di un suggestivo viaggio lungo i sentieri della scienza, durante il quale il lettore incontrerà vari personaggi: l’astronomo francese che rischiò la pazzia pur di rincorrere i passaggi di Venere; il fisico italiano che, per l’orrore della prima bomba atomica, abbandonò lo studio dei nuclei per dedicarsi ai trilobiti del Cambriano; l’astrofisico indiano che, giovanissimo, intuì per primo il destino ultimo delle stelle; la studiosa francese costretta a nascondersi dietro un nome ma­schile pur di pubblicare dei fondamentali teoremi sui numeri primi. E tanti altri ancora.
    Ventisei storie che svelano lo spirito più autentico del mondo della scienza: la lettura di ciascuna di esse richiede giusto una manciata di minuti, il tempo di salire in treno o in metro, e scendere alla prossima fermata. Sarà il lettore stesso a inventare il proprio personale ordine di lettura dei racconti, dando luogo – per leggi matematiche elementari – a un numero astronomicamente grande di libri possibili, tutti uguali ma tutti diversi. Un testo che è quindi il compagno ideale di infiniti viaggi.

    Giuseppe Mussardo è professore ordinario di Fisica Teorica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avan­zati (SISSA) di Trieste. Ha scritto numerosi articoli scientifici e libri, sia di fisica che di divulgazione scientifica, è stato direttore del Laboratorio Interdisciplinare della SISSA e autore di documentari scientifici. Ha ricevuto nel 2013 il Premio per l’Outreach della Società Italiana di Fisica.



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    20 min
  • Pier Pietro Brunelli "L'alba che cura il cuore"
    Pier Pietro Brunelli
    "L'alba che cura il cuore"
    Per una psicoterapia immaginale della sofferenza amorosa
    Lindau
    https://www.lindau.it/


    Incomprensioni e insofferenze sono fisiologiche in ogni legame amoroso, ma le loro degenerazioni possono sfociare in gravi forme di abuso psicologico. Il complesso del vampiro – che in questo libro viene analizzato in tutte le sue sfumature – si configura come complesso di coppia. Tra vampiro e vampirizzato si genera un rapporto distruttivo in cui il primo esercita il proprio potere attraverso forme di distruttività psicologica più o meno subdole, mentre il secondo resiste e combatte, credendo, per lo più in modo inconscio, di poter trasformare l'altro con il proprio amore, rischiando però di finire psichicamente dissanguato.
    Pier Pietro Brunelli intende offrire una lettura ispirata e terapeutica a tutti coloro che sentono di avere il cuore immerso nelle tenebre. Il titolo di questo libro, L'alba che cura il cuore, è una metafora che designa un processo di guarigione psicologico-affettiva. Si tratta di un percorso a orientamento junghiano e hillmaniano, accessibile anche ai non specialisti, in cui l'anima-psiche vampirizzata viene curata con visioni poetiche, simboliche e immaginali, che la esortano a rinascere e a ricercare una nuova luce d'amore.


    Pier Pietro Brunelli è psicologo-psicoterapeuta, semiologo e specialista della comunicazione. Lavora come psicoterapeuta di orientamento junghiano e come docente e formatore per conto di atenei e centri studio. Da parecchi anni conduce ricerche sulla sofferenza amorosa, il narcisismo e le sindromi individuali e di coppia che rendono tormentate le relazioni erotico-affettive. Nel 2010 ha elaborato l'ipotesi diagnostica di Trauma da narcisismo, raccogliendo un notevole consenso. Dirige il Collettivo Culturale Albedo, per il quale coordina il blog www.albedoimagination.com, che offre servizi informativi di psicologia, arte e cultura, e un forum di aiuto assistito.



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    37 min
  • Marino Niola "Memoria Festival"
    Marino Niola
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/


    Memoria Festival. Il Memoria Festival raddoppia e si reinventa, realizzando uno spin-off digitale trasmesso sui canali social da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2020, per anticipare l’appuntamento con il Pro-Memoria Festival, che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre. Un percorso di avvicinamento verso l'edizione di ottobre, un vero e proprio raddoppio che sul web prende il via fin da subito attraverso rubriche e iniziative tematiche, in attesa di tornare a vivere la manifestazione, molto presto, in presenza.


    Memoria Festival / Digitale
    domenica 7 giugno 2020, ore 18:00
    "Dalla maschera alla mascherina"
    Con Marino Niola
    La maschera copre e disvela, nasconde e difende. È ordine e contestazione, gioco e rito, comunicazione con il divino e con il diabolico, abbatte la barriera tra l’Io e l’Altro. L’antropologo Marino Niola segue il filo rosso millenario che lega la maschera alla mascherina al tempo del Coronavirus, evocatrice di quello stesso male da cui protegge.



    Marino Niola è un antropologo della contemporaneità.
    Insegna Antropologia dei Simboli, Antropologia delle arti e della performance e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa.
    Svolge attività di divulgazione su TV e Radio Rai ed editorialista de La Repubblica. Sul Venerdì di Repubblica cura la rubrica Miti d’oggi.
    Collabora con Le Nouvel Observateur, Il caffè di Locarno, Il Mattino di Napoli.
    Dal 2008 al 20 giugno 2010 è stato presidente del Teatro Stabile di Napoli.
    Nel 2015, con l’antropologa Elisabetta Moro e il MedEatResearch, ha rielaborato la tradizionale Piramide Universale della Dieta Mediterranea allargandola alle pratiche sociali.




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    21 min
  • Sandrina Bandera "Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno"
    "Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno"
    Torino, Palazzo Madama
    Sandrina Bandera, curatrice della mostra
    https://www.palazzomadamatorino.it/



    La grande esposizione vede protagonista Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506), uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano, in grado di coniugare nelle proprie opere la passione per l’antichità classica, ardite sperimentazioni prospettiche e uno straordinario realismo nella resa della figura umana.

    La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati.
    Viene così proposta ai visitatori un’ampia lettura della figura dell’artista, che definì il suo originalissimo linguaggio formativo sulla base della profonda e diretta conoscenza delle opere padovane di Donatello, della familiarità con i lavori di Jacopo Bellini e dei suoi figli (in particolare del geniale Giovanni), delle novità fiorentine e fiamminghe, nonché dello studio della scultura antica.
    Un’attenzione specifica è dedicata al suo ruolo di artista di corte a Mantova e alle modalità con cui egli definì la fitta rete di relazioni e amicizie con scrittori e studiosi, che lo resero un riconosciuto e importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma ai valori morali ed estetici degli umanisti.

    Il percorso della mostra è preceduto e integrato, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, da uno spettacolare apparato di proiezioni multimediali: ai visitatori viene proposta una esperienza immersiva nella vita, nei luoghi e nelle opere di Mantegna, così da rendere accessibili anche i capolavori che, per la loro natura o per il delicato stato di conservazione, non possono essere presenti in mostra, dalla Cappella Ovetari di Padova alla celeberrima Camera degli Sposi, dalla sua casa a Mantova al grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare.

    Il percorso espositivo non è solo monografico, ma presenta capolavori dei maggiori protagonisti del Rinascimento nell’Italia settentrionale che furono in rapporto con Mantegna, tra cui opere di Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e infine Correggio. Accanto a dipinti, disegni e stampe di Mantegna, saranno esposte opere fondamentali dei suoi contemporanei, così come sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere autografe e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.
    Per rendere chiaro e lineare questo tema complesso, il comitato scientifico internazionale ha selezionato un corpus di oltre un centinaio di opere, riunito grazie a prestigiosi prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre e il Musée Jacquemart André di Parigi, il Metropolitan Museum di New York, il Cincinnati Art Museum, il Liechtenstein Museum di Vienna, lo Staatliche Museum di Berlino, oltre a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco e il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Accademia Carrara di Bergamo e l’Accademia Tadini di Lovere, il Museo Antoniano e i Musei civici di Padova, la Fondazione Cini e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte di Napoli, i Musei Civici di Pavia, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità di Torino, i Musei Civici, il Seminario Arcivescovile e la Basilica di Sant’Andrea di Mantova.
    39 min
  • Daniel Lumera "Biologia della gentilezza"
    David Lumera
    Immaculata De Vivo
    "Biologia della gentilezza"
    Le 6 scelte quotidiane per salute, benessere e longevità
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Essere gentili ha un impatto diretto sui nostri geni? L’ottimismo ci fa vivere più sani e più a lungo? La felicità aiuta i processi antinfiammatori? A queste domande rispondono Immaculata De Vivo e Daniel Lumera mettendo a confronto scienza e coscienza in un approccio ri­voluzionario alla salute, alla longevità e alla qualità della vita. La professoressa De Vivo, epidemiologa della Harvard Medical School, tra i massimi esperti mondiali di genetica del cancro, e Lumera, autore bestseller e riferimento internazionale nelle scienze del benessere, attraverso i loro studi sono riusciti a mettere in relazione il mondo interiore e la genetica del nostro corpo. Da questo incontro eccezionale nasce Biologia della gentilezza.

    Conoscenze, anni di ricerca scientifica e spirituale si uniscono per offrire a ogni lettore una nuova via al benessere, per vivere a lungo e felici. Attraverso una chiara e suggestiva spiegazione delle basi scientifiche, De Vivo e Lumera forniscono una serie di esercizi pratici individuando 5 valori fondamentali, tra cui la gentilezza, e 6 strumenti imprescindibili per avere un impatto positivo, grazie a specifici comportamenti, sul nostro corpo.

    De Vivo e Lumera ci accompagnano in un viaggio per comprendere a pieno il potere della mente sui geni, i segreti della longevità, i processi antinfiammatori e antinvecchiamento ottenuti tramite la meditazione, la relazione tra alimentazione e cancro, l’impatto di natura e musica sulla salute e sull’umore, l’importanza di saper creare relazioni felici per la salute e la qualità della vita. Un ponte che unisce i saperi delle antiche tradizioni millenarie con le evidenze scientifiche moderne, mostrando una nuova frontiera per la salute e il benessere.


    Daniel Lumera è esperto di scienze del benessere e della qualità della vita e riferimento internazionale nella pratica della meditazione che ha studiato e approfondito con Anthony Elenjimittam, discepolo diretto di Gandhi. È autore bestseller di La cura del perdono. Una nuova via alla felicità (Mondadori, 2016) e coautore di Ventuno giorni per rinascere (Mondadori, 2018) e La via della leggerezza (Mondadori, 2019). È ideatore del metodo My Life Design®: il disegno consapevole della propria vita personale, professionale, sociale, una metodologia applicata a livello internazionale in aziende pubbliche e private, al sistema scolastico, penitenziario e sanitario. È inoltre fondatore della Giornata Internazionale del Perdono che per due anni consecutivi ha ricevuto la Medaglia del presidente della Repubblica italiana.


    Immaculata De Vivo è una scienziata di origini italiane, docente di Medicina alla Harvard Medical School e professoressa di Epidemiologia alla Harvard School of Public Health. È una delle massime esperte mondiali nel settore dell'epidemiologia molecolare e della genetica del cancro. Inoltre è esponente di spicco nello studio dei telomeri: l'orologio biologico del nostro organismo. I suoi studi, pubblicati dalle più pre- stigiose riviste scientifiche, sono stati citati da varie testate internazionali tra cui "The New York Times", "Forbes" e la CNN.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    34 min
  • Valentina Musmeci "Premio Ostana"
    Valentina Musmeci
    "Premio Ostana"
    Scritture in lingua madre
    https://www.premioostana.it/


    Il “Premio Ostana: scritture in lingua madre” è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana, paese occitano di 85 abitanti in Valle Po ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo, per un festival della biodiversità linguistica.

    Il “Premio Ostana: scritture in lingua madre – escrituras en lenga maire – Edizione speciale online 2020” è ideato da Chambra d’oc, in collaborazione con Nethics, e promosso e sostenuto da: Comune di Ostana, Regione Piemonte, Cirdoc – Insitut Occitan de Cultura, Pen club Occitan, Ràdio Lenga d’Òc, Fondazione CRC, Fondazione CRT, ATL Cuneo.


    Sabato 6 giugno 2020 - Ore 17:00
    Valentina Musmeci intervista Bob Holman
    La promozione della diversità linguistica nel mondo: l’esempio di Khonsay
    Sottotitoli in italiano a cura di Silvia Mentini, traduttrice
    Khonsay – Poem of Many Tongues (2015, 15’) di Bob Holman. Una video-poesia formato da cinquanta versi, ognuno dei quali viene pronunciato da un parlante di una lingua diversa.
    Sottotitoli in italiano a cura di Silvia Mentini, traduttrice.

    Bob Holman
    Nato nel Kentucky e trasferitosi presto a New York, Bob Holman ha fatto della poesia e della lingua la sua ragione di vita, diventando un punto di riferimento per la comunità poetica statunitense e per la difesa delle lingue in pericolo di estinzione in tutto il mondo. Secondo il New Yorker “Bob Holman è stato il promotore postmoderno più attivo nel portare la poesia nei caffè e nei bar dai tempi di Ferlinghetti”. L’amore per l’oralità e l’impegno come attivista della parola hanno permeato tutta la sua opera poetica e lo hanno portato a viaggiare per il mondo per preservare e sostenere patrimoni culturali e linguistici fortemente connessi agli ambienti e agli ecosistemi in cui si sono radicati.
    A cura di Valentina Musmeci, scrittrice.




    Sabato 6 giugno 202 - Ore 18:30
    Valentina Musmeci intervista Kola Tubosun

    “Sono un linguista interessato alla crescita, allo sviluppo e al sostentamento della lingua Yorùbá e di altre lingue nigeriane. Mi occupo di letteratura, di istruzione, di governance e tecnologia delle lingue nel XXI secolo”.

    Tobuson svolge da diversi anni un lavoro importante sulla lingua Yorùbá, occupandosi della lessicografia con Google per la traduzione dal nigeriano all’inglese e per la fruizione della lingua Yorùbá nei media e nelle piattaforme social di tutto il mondo (l’esperimento di traduzione condotto su Twitter lo ha visto insignito del premio africano come Innovatore d’onore nel 2016). Nella sua attività di linguista collabora con il team di Google che ha sviluppato l’accento nigeriano, con inoltre l’inserimento di diversi vocaboli nigeriani nel dizionario inglese dello scorso anno. La Nigeria è anche la patria del mercato di internet più grande di tutta l’Africa e colossi come Google e Twitter si stanno dedicando a specializzare i propri servizi per l’utenza “English nigerian”.



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    14 min

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