il posto delle parole

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  • Valentina Petri "Portami il diario"
    Valentina Petri
    "Portami il diario"
    La mia scuola e altri disastri
    Rizzoli Editore
    https://www.rizzolilibri.it/



    “All’ultima ora hanno fatto cose che vanno dalla palestra all’officina, passando magari per un’ora di supplenza, oppure sono stati a pascolare nel laboratorio di informatica cercando di eludere i firewall della scuola. E poi arrivo io, apro la porta e mi chiedo se per caso nella borsa non abbia un calmante per sedarli, un anello per domarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli. Altro che pistole, caro Trump, la vera arma in dotazione agli insegnanti dovrebbe essere quel fucile con cui si sparano i sonniferi agli elefanti. Invece sotto il braccio ho la mia unica arma di distrazione di massa: il libro di letteratura.”Quando entra in aula per la prima volta, Valentina è Quella Nuova e ha davanti ventotto futuri meccanici: c’è uno che si rifiuta di togliere gli auricolari e un altro che messaggia con la tipa; c’è Amebo che fissa il vuoto con aria indifferente; Piallato steso sul banco per nascondersi; il Trucido che ingurgita un panino al tonno. Siamo a settembre, ma l’anno scolastico sembra già lunghissimo. Eppure i giorni passano: passano sempre. E, tra petardi esplosi in cortile e turbolente gite all’Expo, capitano momenti di inaspettata meraviglia, in cui gli studenti abbassano la guardia e scelgono di fidarsi. Sono i momenti raccontati in questo libro, che ci riporta tra i banchi con lo sguardo amorevole e profondamente ironico di una prof davvero speciale. E ci ricorda che i ragazzi, se tendi loro la mano, sanno stupirti come nessun altro.



    Valentina Petri vive a Vercelli, dove insegna lettere all’istituto professionale Francis Lombardi. Dal 2017 condivide le sue storie di scuola sulla pagina Facebook Portami il diario. Questo è il suo primo romanzo.


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    31 min
  • Simone Maschietto "Solitudini condivise"
    Simone Maschietto
    "Solitudini condivise"
    Esperienze cliniche in psicoanalisi
    FrancoAngeli
    https://www.francoangeli.it/


    Prefazione di Secondo Giacobbi
    Postfazione di Antonello Correale

    Solitudini condivise è un libro coraggioso perché racconta esperienze cliniche in cui il paziente a suo modo cerca di fare comprendere all’analista il proprio senso di solitudine per integrarlo e renderlo più tollerabile. In quest’ottica condividere non significa rassicurare empaticamente il paziente ma sostenerlo verso l’antica esortazione greca di “conoscere sé stessi”, cioè non temere nulla di Sé, nemmeno il nucleo più oscuro.

    Il vissuto di solitudine caratterizza da sempre l'esistenza umana. Nel corso degli anni l'uomo ha sempre cercato comprenderne la complessità e di attribuirvi un significato.
    Questo libro si propone di affrontare la solitudine dal punto di vista psicoanalitico, con uno sguardo reciproco tra paziente e analista. La capacità creativa di stare solo dipende da un adeguato processo di separazione-individuazione dalle figure genitoriali (che comporta inevitabilmente il lavoro psicologico del lutto) e da una buona capacità mentale di simbolizzazione. Invece, la difficoltà, più o meno acuta, di tollerare la propria condizione esistenziale di solitudine è legata alle diverse situazioni sia di deficit sia di conflitto con l'ambiente umano di crescita.
    L'autore ha l'intuizione di esplorare i diversi vissuti di solitudine e di vuoto che caratterizzano le differenti tipologie psicopatologiche: il senso di solitudine del nevrotico viene mostrato e indagato nella sua diversità rispetto quello del narcisista, del borderline, dello psicotico.
    Solitudini condivise è un libro coraggioso perché racconta esperienze cliniche in cui il paziente a suo modo cerca di fare comprendere all'analista il proprio senso di solitudine per integrarlo e renderlo più tollerabile. In quest'ottica, condividere non significa rassicurare empaticamente il paziente ma sostenerlo verso l'antica esortazione greca di "conoscere sé stessi", cioè non temere nulla di Sé, nemmeno il nucleo più oscuro: è forse proprio in esso che si diventa più soli e più Soggetto, poiché se si vuole essere sé stessi si deve innanzitutto accettare di non essere l'Altro. Questo piccolo, grande passo di consapevolezza apre alla condizione vitale e creativa di essere soli.
    L'autore permette al lettore di mettere il proprio sguardo su ciò che la psicoanalisi può offrire nella stanza di psicoterapia all'essere umano nella ricerca continua di sé, cioè nell'avviare trasformazioni psichiche necessarie al superamento di un dolore solitario diventato troppo acuto e alienante per il buon funzionamento del proprio Io.

    Simone Maschietto, psicologo clinico, psicoanalista, lavora a Milano in pratica privata. È direttore scientifico del Corso quadriennale in Psicoterapia psicoanalitica dell'adulto SPP, socio ASP (Associazione Studi Psicoanalitici, Milano), membro IFPS (International Federation of Psychoanalytic Societies, New York). Segretario di redazione della rivista online Pratica Psicoterapeutica, è autore di diversi articoli su Setting e Psicoterapia e Scienze Umane. Partecipa come relatore a convegni nazionali e internazionali.


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    23 min
  • "L'antifascismo non serve più a niente"
    "L'antifascismo non serve più a niente"
    Carlo Greppi
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/


    Immaginate un paese in cui si ripete costantemente «che c’entriamo noi col fascismo?» e «ma poi, anche se fosse, tanto non era una dittatura, anzi ha fatto pure qualche cosa di buono». Immaginate un paese dove il crollo del fascismo viene chiamato anche ‘morte della patria’, dove la Resistenza diventa un’eredità scomoda da nascondere quanto prima nella soffitta della memoria. Ecco, ora immaginate di mettere alla prova dei fatti queste parole che sono diventate quasi senso comune. È quello che fa questo libro ripercorrendo le ragioni per cui è necessario, ora più che mai, riprendere in mano la storia dell’antifascismo italiano e con essa le parole e le azioni di alcuni suoi protagonisti, uomini e donne del secolo scorso che dedicarono anni – e spesso decenni – a una lotta senza compromessi. Anni percorsi da un afflato etico, prima ancora che politico, che manca terribilmente nell’Italia di oggi. E che va recuperato.

    Carlo Greppi, dottore di ricerca in Studi storici all’Università di Torino, è co-fondatore dell’associazione Deina e membro del Comitato scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che coordina la rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in Italia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, L’età dei muri. Breve storia del nostro tempo (2019) per Feltrinelli e La storia ci salverà. Una dichiarazione d’amore (2020) per Utet. Per Laterza è autore di 25 aprile 1945 (2018) e ha curato, con David Bidussa, Come farla finita con il fascismo di Ferruccio Parri (2019).



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    28 min
  • Raphael Bianco #puntihome
    Raphael Bianco
    Compagnia EgriBiancoDanza

    #IPUNTIHOME
    La danza va in onda on line

    #SPRINGTIMEMASQUERADE
    La nuova creazione virtuale di Raphael Bianco on line
    Domenica 31 maggio alle ore 21

    Compagnia EgriBiancoDanza
    direzione artistica di SUSANNA EGRI e RAPHAEL BIANCO

    Prosegue la rassegna #IPUNTIHOME con #SPRINGTIMEMASQUERADE , la nuova creazione di Raphael Bianco che va a completare la trilogia partita a marzo con #HOMESWEETHOME, realizzata in coincidenza con il lockdown imposto per l’emergenza sanitaria e proseguita con #GIORNI presentato in occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale della Danza
    #SPRINGTIMEMASQUERADE sarà on line domenica 31 maggio alle ore 21, con accesso diretto dal canale You Tube della Compagnia.
    In questa video creazione ritroviamo la primavera che il virus ci ha in qualche modo rubato, è quasi una festa col pensiero di ritrovare volti e affetti rimasti lontani per mesi. Qualcuno è esaltato, qualcuno titubante nel riappropriarsi degli spazi fino ad ora preclusi, nel ritrovare e riaffrontare gli altri. L’aspettativa è quella di una festa che però ha un elemento limite , una mascherina che scombina le dinamiche dei rapporti, la vicinanza dei corpi, una “masquerade” ambigua e in parte inquietante con cui convivere, e che annulla ogni espressione e rivela il lato oscuro della libertà ritrovata: questo è ”Springtime masquerade”, ironicamente concepito sulle note conosciutissime della “Primavera “ di Vivaldi, a chiusura di questa Trilogia.
    Si chiude così, per questa stagione, il viaggio virtuale della Compagnia, attraverso la scoperta di nuove dimensioni per la danza, parallele e affascinanti, che non si sostituiscono alla verità e la forza del confronto vivo e palpitante col pubblico, ma che hanno permesso di metabolizzare, filtrare, creare, documentare e testimoniare con il corpo danzante, questi mesi apocalittici e allo stesso tempo ispiratori di nuovi orizzonti creativi.
    Queste le considerazioni di Raphael Bianco su tutto il progetto #IPUNTIHOME: Dalla fine di febbraio i teatri sono stati chiusi, e da quello stesso giorno, ci ritiravamo in casa, senza poter più lavorare. Da quei primi momenti il pensiero per me si è concentrato su come vivere le restrizioni, passivamente o cercando di attivare un percorso nuovo che motivasse la mia compagnia e ci aiutasse a procedere e rimanere coesi oltre a restare in contatto con il nostro pubblico?
    E’ prevalsa l’urgenza di testimoniare attraverso la nostra arte il cambiamento epocale della nostra società, la sua ambiguità e le sue infinite declinazioni attraverso nuove sfide creative.
    E’ nato così il progetto PUNTIHOME, una stagione virtuale, in temporanea sostituzione alla nostra tradizionale stagione IPUNTIDANZA, che oltre a portare sul web la nostra attività proponendo parte del nostro repertorio esistente in video, intercettasse e scandagliasse con la danza i punti salienti del periodo che stiamo vivendo. Ecco quindi che abbiamo iniziato un percorso di ricerca a distanza su tre nodi fondamentali: la casa, l’inquietudine e il ritorno a una nuova libertà “condizionata” finalizzato alla creazione di tre diversi nuovi lavori per il web. Come realizzare tutto questo non avendo la minima possibilità di incontrarci e tantomeno avendo a disposizione una tecnologia adeguata e operatori per le riprese? Ci siamo coordinati con i canali social a nostra disposizione scambiando feed back e prove video, ma soprattutto ogni danzatore ha utilizzato il proprio cellulare per riprendersi. Ci siamo dati task comuni, logistiche e gestuali, per dare coerenza e continuità nel pensiero coreografico.
    Ho avuto accanto come assistente Vincenzo Criniti che oltre ad essere uno dei danzatori storici di EBD è social manager e in questo caso assistente alla produzione e postproduzione affidata al video maker Fabio Melotti che, attingendo ad un cloud nell’etere...
    9 min
  • Luca Scarlini "Il regno segreto. Sardegna-Piemone: una visione post-coloniale"
    Luca Scarlini
    curatore della mostra
    "Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione post-coloniale"
    Museo d'Arte Provincia di Nuoro MAN
    la mostra è aperta fino a domenica 15 novembre 2020
    http://www.museoman.it/it/index.html


    Il Museo MAN di Nuoro riapre al pubblico, dopo aver disposto tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza sanitaria dei visitatori e dello staff dell’Istituzione.
    La mostra Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale, a cura di Luca Scarlini, che avrebbe dovuto inaugurare lo scorso 13 marzo, è pronta ad accogliere i visitatori sino a domenica 15 novembre 2020.
    Attraverso il lavoro di artisti, musicisti e intellettuali, la rassegna rappresenta un’ampia e articolata indagine storiografica e culturale che rivela la relazione tra Sardegna e Piemonte, dal 1720 agli anni Sessanta del Novecento, raccogliendo una varietà di opere d'arte, documenti, manufatti, testi letterari, illustrazioni, ceramiche, fotografie e spartiti musicali, provenienti da prestigiose istituzioni italiane.
    Completa la mostra una sezione dedicata all’animazione curata da Fondazione Sardegna Film Commission della Regione Sardegna che, in collaborazione con il MAN, ha sviluppato quattro format sperimentali di corti d’animazione dedicati agli illustratori sardi attivi in Piemonte nel Novecento.
    La mostra svela un volto inedito del Regno di Sardegna, un regno segreto, ricco di storie non ancora esplorate e fatto di prolifici incontri e grande mobilità, narrato per lo più in termini polemici dalla storiografia sarda e con numerosi equivoci da quella piemontese.
    La relazione tra le due regioni iniziò infatti nel 1720, quando l’isola divenne sabauda, e da allora gli scambi e le transazioni culturali tra i due territori si intensificarono sempre più, determinando un’epoca di movimenti di persone, oggetti e idee che cambiò profondamente il destino di Sardegna e Piemonte e avrebbe contribuito alla costituzione del Regno d'Italia e allo sviluppo di una cultura nazionale. Adottando una prospettiva postcoloniale, il percorso espositivo illustra il processo di acculturazione e influenza reciproca tra Sardegna e Piemonte, sino ad annullare lo stereotipo della formula "dominati e dominanti" per dare spazio alla libera reinvenzione di segni e stili protrattasi per oltre due secoli.
    Luca Scarlini, curatore della mostra, scrive nel testo in catalogo: “La mostra esplora, per tramite di profili artistici, di microstorie, di fatti di costume, di vicende ufficiali, di situazioni politiche, di aneddoti biografici, di storie d’amore e guerra, di documenti, di illustrazioni, di legami spesso dimenticati, o mai chiariti, la costruzione di un mondo di segni tra Piemonte e Sardegna, senza una visione preconcetta, né tesi da dimostrare.
    Nelle sale del MAN di Nuoro va in scena lo spettacolo di un luogo reale e immaginario a un tempo, di cui vengono fornite le mappe, forse per la prima volta, in modo organico, ricostruendo allo stesso tempo un episodio capitale, e ancora in larga parte da esplorare, della recente storia italiana”.



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    14 min
  • Monica Longobardi "Premio Ostana"
    Monica Longobardi
    "Premio Ostana"
    https://www.premioostana.it/


    Il “Premio Ostana: scritture in lingua madre” è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana, paese occitano di 85 abitanti in Valle Po ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo, per un festival della biodiversità linguistica.




    Il “Premio Ostana: scritture in lingua madre – escrituras en lenga maire – Edizione speciale online 2020” è ideato da Chambra d’oc, in collaborazione con Nethics, e promosso e sostenuto da: Comune di Ostana, Regione Piemonte, Cirdoc – Insitut Occitan de Cultura, Pen club Occitan, Ràdio Lenga d’Òc, Fondazione CRC, Fondazione CRT, ATL Cuneo.



    Venerdì 5 giugno 2020
    Dalle ore 21:00
    LA PESTE NEL MEDIOEVO OCCITANO: UN RITRATTO IN MUSICA
    Il mondo Occitano e le epidemie
    a cura di Simone Lombardo, musicista


    Venerdì 5 giugno 2020
    Dalle ore 21:15
    MAX ROUQUETTE E LA PESTE DI MONTPELLIER
    Il mondo Occitano e le epidemie con Monica Longobardi, a cura di Matteo Rivoira

    Conversazione in diretta di Matteo Rivoira con Monica Longobardi, docente di filologia romanza all’Università degli Studi di Ferrara.

    La Cèrca de Pendariès è un romanzo di Max Rouquette (1908-2005) – tra i più grandi autori occitani del Novecento – incentrato sulle epidemie di peste che flagellarono la Provenza e Montpellier a metà del Cinquecento. Il protagonista è un medico intento nella ricerca scientifica. Rouquette, medico a sua volta, presta al suo Pendariès i tormenti di uno studioso alle prese con i limiti delle conoscenze scientifiche sul Grande Male che infuria nella sua città e falcidia i suoi cari. Ma il suo diario è anche un impietoso sguardo sulla società che specula sul clima di terrore e di panico, la corruzione dei governatori, i ciarlatani e gli elisir, le superstizioni e il degrado delle relazioni sociali. Profetico, in qualche modo, su quanto oggi ci troviamo a vivere.

    A cura di Matteo Rivoira, docente di Dialettologia romanza all’Università degli Studi di





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    21 min
  • Roberta Ceretto "La bellezza è anche responsabilità"
    Roberta Ceretto


    La famiglia Ceretto annuncia la riapertura al pubblico delle sue cantine e dei ristoranti Piola e Piazza Duomo nel segno della responsabilità e qualità. Pronte anche le nuove annate Barolo (2016) e Barbaresco (2017), confermando l’attenzione al territorio in termini di sostenibilità.
    In un momento di grande incertezza legata all’emergenza sanitaria, il gruppo Ceretto, azienda
    familiare profondamente radicata in un territorio unico come le Langhe e il Roero, prosegue con
    responsabilità la propria attività nel settore vitivinicolo e della ristorazione, proponendo
    nuove formule di accoglienza, nel rispetto della sicurezza di tutti, continuando a garantire
    un’esperienza unica che possa coniugare autenticità, qualità e sostenibilità.
    Le Langhe rappresentano un luogo ideale per quanti cercano - anche dopo l’emergenza Covid 19
    - un’occasione di viaggio lento, sensoriale, legato alle bellezze del territorio e alla volontà di
    scoprire ciò che di bello il nostro paese può offrirci, in dialogo con la natura: un turismo in
    collina alla ricerca di territori ricchi di patrimoni culturali e artistici, di cui godere anche
    attraverso camminate, trekking e percorsi in bicicletta.
    Il gruppo Ceretto, dopo una scrupolosa riorganizzazione dei propri spazi per rispettare le attuali
    norme di sicurezza, annuncia la riapertura al pubblico dal 26 maggio dell’attività di
    ristorazione della Piola e dal 3 giugno anche di Piazza Duomo ad Alba, rivolgendosi a quanti
    sono desiderosi di riappropriarsi e godere delle vie, delle piazze e dei locali in tutta tranquillità,
    ritrovando nei sapori del vino e degli inconfondibili piatti, i valori della famiglia Ceretto:
    rispetto del territorio, calore e qualità.
    Anche le degustazioni all’Acino, presso la Tenuta Monsordo Bernardina, ripartiranno il 3
    giugno mettendo a disposizione degli ospiti i percorsi open air in mezzo ai vigneti oltre al
    classico tour della cantina, in un ambiente rigorosamente sicuro.
    “Queste settimane ci hanno permesso di riconsiderare e riflettere sul nostro lavoro. Siamo
    prima di tutto una famiglia che porta avanti un’azienda agricola e da questa nascono tutte le
    altre attività, come modo naturale per raccontare il nostro territorio. Questa emergenza ci ha
    fatto capire che la terra va trattata con sempre maggior rispetto e consapevolezza, un percorso
    che abbiamo intrapreso da anni e che con sempre maggiore responsabilità porteremo avanti,
    preservando la bellezza e genuinità delle Langhe” afferma Roberta Ceretto.
    Si riaprirà mantenendo l’impostazione dei menù, privilegiando la cucina piemontese e i prodotti
    del territorio, con proposte che saranno capaci di intercettare desideri ed esigenze attuali. I
    locali verranno attrezzati per rispettare il corretto distanziamento dei tavoli, potendo
    godere anche di un dehors all’aperto davanti a La Piola, che riaprirà il 26 a cena e rimarrà
    poi aperta sette giorni su sette, a pranzo e cena come consuetudine (si suggerisce sempre la
    prenotazione). La Piola continuerà anche a garantire il servizio di delivery, attivato nelle scorse
    settimane, riducendolo però ai giorni di venerdì, sabato e domenica per la sera.
    Piazza Duomo proseguirà la passione per il mondo vegetale a km 0 dello chef Enrico Crippa,
    che nella Tenuta Monsordo Bernardina, coltiva e attinge materia prima per le proposte del suo
    ristorante grazie ai 5 orti che hanno continuato ad essere curati anche in queste settimane di
    minor lavoro. Il ristorante aprirà il 3 giugno proponendo i menù degustazione (sempre su
    prenotazione: mercoledi, giovedì, venerdì a cena, sabato pranzo e cena, domenica a pranzo)
    Infine l’attività vitivinicola ha continuato ad andare avanti sugli oltre 160 ettari di proprietà:
    nel mese di maggio, come di consueto, stanno uscendo le nuove annate di...
    17 min
  • Alberto Oliverio "Memoria Festival"
    Alberto Oliverio
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/


    Sabato 6 giugno 2020, ore 11.00
    Permanenza e decadenza dei ricordi
    Alberto Oliverio dialoga con Giuseppe O. Longo
    Il neuroscienziato Alberto Oliverio e l’epistemologo Giuseppe O. Longo illustrano il significato della memoria e della perdita della memoria all’epoca dei dispositivi informatici, della digitalizzazione, dell’informazione ridondante che ci circonda e della perenne e ininterrotta connessione.

    Memoria Festival.
    Il Memoria Festival raddoppia e si reinventa, realizzando uno spin-off digitale trasmesso sui canali social da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2020, per anticipare l’appuntamento con il Pro-Memoria Festival, che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre. Un percorso di avvicinamento verso l'edizione di ottobre, un vero e proprio raddoppio che sul web prende il via fin da subito attraverso rubriche e iniziative tematiche, in attesa di tornare a vivere la manifestazione, molto presto, in presenza




    Alberto Oliverio
    Professore emerito di Psicobiologia presso l’Università Sapienza di Roma, ha lavorato in numerosi istituti di ricerca internazionali tra cui il Karolinska Institutet di Stoccolma, il Brain Research Institute dell’UCLA a Los Angeles, il Jackson Laboratory nel Maine, il Center for Neurobiology of Learning and Memory dell’Università di California a Irvine. Dal 1976 al 2002 ha diretto l’Istituto di psicobiologia e psicofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato presidente della Società italiana di Etologia, dell’Istituto italiano di Antropologia e della Società italiana di Neuroetica. È membro dell’Académie européenne internationale des sciences, Parigi, e “premio Antonio Feltrinelli 2017” dell’Accademia nazionale dei Lincei per la “Letteratura e Scienze”.
    È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, di saggi professionali, didattici e di divulgazione tra cui i più recenti riguardano i rapporti tra comportamento e strutture cerebrali (Geografia della mente), i rapporti tra cervello e inconscio (La vita nascosta del cervello) e quelli tra cervello e mente (Cervello). Il suo ultimo saggio è Il cervello che impara.



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    18 min
  • Irene Finiguerra "ContemporaneA"
    Irene Finiguerra
    "ContemporaneA"
    Parole e Storie di Donne
    https://www.contemporanea-festival.com/


    Dal 3 giugno online arriva "ContemporaneA. Parole e Storie di Donne"

    Ogni giorno un appuntamento; prevista per l’autunno la prima edizione del festival a Biella. Tra i primi nomi confermati, Giusi Marchetta, Marta Barone, Matteo B. Bianchi, Fabio Genovesi
    Online a partire dal 3 giugno 2020, ContemporaneA. Parole e storie di donne è un progetto che già dalla nascita si presenta con una doppia anima e un solo obiettivo: quello di essere uno spazio per tutte le donne (e non solo) dove confrontarsi, sognare e progettare, dove ascoltare gli interventi di scrittrici, artiste, imprenditrici.
    La sua vocazione multidisciplinare e inclusiva fa sì che ContemporaneA si articoli in due fasi: a giugno nella sua declinazione rendez-vous, con appuntamenti e rubriche sui suoi canali social, con Giusi Marchetta, autrice di Tutte le ragazze avanti! (Add, 2018), ad aprire le danze. Programmato invece per l’autunno il ContemporaneA festival, a Biella.
    Il progetto nasce all’interno dell’associazione biellese BI-BOx da un’idea di Irene Finiguerra e Barbara Masoni, in collaborazione con la libreria Giovannacci e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
    L’illustrazione e il progetto grafico è a cura di Chiara Fucà. ContemporaneA rendez-vous
    A partire dal 3 giugno fino a ottobre, su Instagram e su Facebook, una serie di incontri, o per meglio dire rendez-vous, animerà i canali social di ContemporaneA. Citazioni, illustrazioni, recensioni ma non solo.
    Ogni martedì l’appuntamento al quale non mancare è il Caffè con le ragazze. Quindici minuti per
    chiacchierare con donne di ogni tipo: scrittrici, imprenditrici, giornaliste o appartenenti al mondo dello spettacolo. Tutte legate dall’essere protagoniste del loro percorso di vita, lavoro, interessi, passioni. Il tempo di una tazza di caffè, per parlare in libertà fra ragazze, perché ragazze si è sempre, anche con i capelli bianchi!
    Inaugurano la rubrica Giusi Marchetta (9 giugno) e Marta Barone (16 giugno), in libreria con Città sommersa (Bompiani, 2018), attualmente in corsa per il Premio Strega.
    Il mercoledì è il momento de L’amica che vorrei, dedicato alle scrittrici: da conoscere, da leggere o da rileggere. Delle amiche da scoprire attraverso le storie delle loro opere, per percorrere insieme nuovi sentieri lungo le loro pagine. Questo format è ispirato al libro di Beatrice Masini Le amiche che vorresti, in cui vengono presentate ventidue eroine della letteratura: personaggi irriverenti, unici e affascinanti.
    “Chi è la tua scrittrice preferita?”: è a partire da questa domanda, posta ogni volta a un autore diverso, che prende vita l’appuntamento del venerdì Scrittori per scrittrici. Per ricordare sempre che non esiste una scrittura al femminile e una al maschile, ciò che conta è chi scrive sappia regalare storie intense.
    Venerdì 12 giugno, Matteo B. Bianchi, scrittore e fondatore della rivista Tina, racconta Eve Babitz e la sua Los Angeles degli anni ‘70. Nelle settimane successive, protagonisti della rubrica saranno Raffaele Riba e Fabio Genovesi.
    La settimana si chiude con La donna della domenica. Questo appuntamento è dedicato alle donne da non dimenticare, magari poco conosciute, che talvolta il mondo ha giudicato strane, inadeguate, eccessive. Ma che meritano di essere ricordate e valorizzate.
    ContemporaneA festival
    Compatibilmente con le misure di sicurezza in vigore, in autunno (indicativamente nel mese di ottobre) gli incontri si svolgeranno dal vivo, a Biella, con una serie di appuntamenti che tutti insieme daranno vita al ContemporaneA festival.
    A caratterizzare i singoli eventi, la presenza di alcune delle protagoniste del territorio, vere e proprie madrine del festival, che presenteranno...
    10 min
  • Kira Shell "Kiss me like you love me"
    Kira Shell
    "Kiss me like you love me"
    Game over
    Sperling & Kupfer
    https://www.sperling.it/


    Quale sarà il finale della principessa e del cavaliere oscuro? Dopo l'ultimo attacco di Player 2511, Neil è sempre più sotto pressione ed è costretto a cogliere anche il più piccolo indizio del vendicatore mascherato che minaccia la sua famiglia e Selene, con la quale ha una relazione altalenante: da un lato, infatti, il ragazzo si rende conto che con lei sta nascendo un legame unico e indissolubile; dall'altro, teme che il suo passato doloroso possa impedirle di vivere una vita piena e soddisfacente. Quando all'improvviso una rivelazione sconvolgente investe il suo mondo, Neil, incurante di tutto e di tutti, scappa lontano da Selene e dai suoi cari, per ritrovare se stesso e un po' d'equilibrio. Ed è allora che il suo unico sostegno diventa Megan, bella come una top model e con due occhi verdi mozzafiato, che condivide con lui ricordi tremendi e sembra l'unica in grado di placare, almeno in parte, il suo tumulto interiore. Mentre Neil, scisso tra l'attrazione per Megan e il sentimento indefinibile per Selene, cerca di fare chiarezza dentro di sé, Player 2511 prepara il suo assalto finale e non ha intenzione di risparmiare nessuno pur di ottenere la sua terribile vendetta… Dalla penna di Kira Shell, nome ormai consolidato del panorama dark romance, il capitolo finale, e attesissimo, della serie Kiss Me Like You Love Me, che ha stregato migliaia di lettrici.



    Kira Shell è lo pseudonimo di una giovane autrice italiana. Laureata in Giurisprudenza, ama scrivere e leggere. Ha scoperto la passione per la scrittura a soli dieci anni, partecipando a concorsi di poesia, e non ha più smesso di coltivarla. Dopo aver tenuto la serie Kiss Me Like You Love Me nel cassetto per un po', ha deciso di pubblicarla prima su Wattpad, dove ha raggiunto i 6 milioni di visualizzazioni, e poi su Amazon, conquistando migliaia di lettrici di ogni età.



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    16 min

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