il posto delle parole

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  • Sandro Cappelletto "Memoria Festival"
    Sandro Cappelletto
    Memoria Festival
    https://memoriafestival.it/


    Venerdì 5 giugno 2020, ore 19:00
    Mozart e il vaiolo
    Con Sandro Capelletto
    Mozart affrontò per ben due volte il vaiolo: a 8 anni a Parigi non fu contagiato ma la seconda volta, a 11 anni a Vienna, rischiò di morire. Ripercorriamo, insieme al critico musicale Sandro Cappelletto, la storia del genio della musica e dell’epidemia che afflisse l’Europa lungo tutto il XVIII secolo.


    Domenica 7 giugno, ore 11:00
    L'arte, soltanto lei mi ha trattenuto - Beethoven e la sordità
    Sandro Cappelletto
    dialoga con Mariangela Vacatello
    La vicenda affascinante, dolorosa e ancora in parte misteriosa, di Beethoven che, nonostante la sordità, continuò a comporre musica. Riuscì a trasformare, in modo eroico e ancora oggi di esempio, la sua disabilità in una risorsa. Come? Lo scopriamo grazie al critico musicale Sandro Cappelletto e alla pianista Mariangela Vacatello


    Memoria Festival
    Memoria Festival. Il Memoria Festival raddoppia e si reinventa, realizzando uno spin-off digitale trasmesso sui canali social da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2020, per anticipare l’appuntamento con il Pro-Memoria Festival, che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre. Un percorso di avvicinamento verso l'edizione di ottobre, un vero e proprio raddoppio che sul web prende il via fin da subito attraverso rubriche e iniziative tematiche, in attesa di tornare a vivere la manifestazione, molto presto, in presenza


    Sandro Cappelletto è nato a Venezia. Scrittore e storico della musica, ha pubblicato, tra l'altro, una biografia di Beethoven (Newton Compton 1986), un'analisi della Turandot (Gremese 1988), la prima biografia critica di Farinelli (La voce perduta, EDT 1995), un'inchiesta sugli Enti Lirici (Farò grande questo teatro!, EDT 1996) e il saggio Inventare la scena per la Storia del Teatro (Einaudi 2001). Autore di testi teatrali e per il teatro musicale, di programmi radiofonici e televisivi, è accademico dell'Accademia Filarmonica Romana e fa parte della commissione artistica della Scuola di Musica di Fiesole. Giornalista professionista, collabora con "La Stampa" e "Le Monde".



    Sandro Cappelletto
    "Mozart. Scene dai viaggi in Italia"
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/
    Nel 1769 il tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart si è già esibito davanti alle corti di mezza Europa nel corso di sfiancanti tournée in Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Svizzera. Il padre Leopold, tuttavia, è preoccupato: di enfant prodige ne nascono ogni anno e Wolfgang non è più un bambino. C'è bisogno di qualcosa di clamoroso, di eclatante, che suggelli il suo talento e faccia capire al mondo che non ha di fronte un musicista promettente, bensì un genio. Nasce così l'idea di un viaggio nella «patria della musica», l'Italia. Padre e figlio si mettono in cammino: attraversano le Alpi, soffrono il freddo in malconce taverne, le sveglie all'alba, gli spossanti trasferimenti in carrozza. Ma i giorni trionfali arrivano: Rovereto, Verona, Mantova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e infine Venezia; ogni tappa è un successo, la folla ai concerti a volte è tale che la carrozza non riesce a passare. La nobiltà si innamora del giovane musicista di Salisburgo, ospita i Mozart in lussuosi palazzi, paga generosamente le esibizioni. Wolfgang si guarda intorno, apprezza i paesaggi, scopre le città, conosce compositori e cantanti, assimila, rielabora, giudica. Scrive moltissimo: tre opere - Mitridate, re di Ponto, Ascanio in Alba, Lucio Silla -, i primi sette quartetti per archi, sinfonie, arie da concerto, musica sacra, il mottetto Exsultate, jubilate. E sente nascere dentro di sé nuove esigenze espressive, che nel giro di qualche anno esploderanno nei capolavori...
    25 min
  • Ines Cavalcanti "Premio Ostana"
    Ines Cavalcanti
    "Premio Ostana"
    Scritture in Lingua Madre
    https://www.premioostana.it/


    Premio Ostana
    Scritture in Lingua Madre / escrituras en lenga maire
    edizione speciale online venerdì 5 e sabato 6 giugno 2020

    Un’occasione di incontro in Rete per le lingue madri del mondo:
    occitano, basco, maltese, innu, sardo, cimbro, catalano e catalano di Alghero, cheyenne, griko, corso francoprovenzale, amazigh (berbero), ciuvascio, bretone, yoruba, shuar, maori ai tempi della pandemia


    Il “Premio Ostana: scritture in lingua madre” è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana, paese occitano di 85 abitanti in Valle Po ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo, per un festival dedicato alla celebrazione della biodiversità linguistica.
    Nel corso degli anni, Ostana ha ospitato 37 lingue provenienti dai 5 continenti, unite dallo spirito di convivéncia, parola trobadorica che significa “l’arte di vivere insieme in armonia”.
    Si è consolidata così una rete internazionale di autori, appassionati e sostenitori della diversità linguistica, che fanno del Premio Ostana un appuntamento annuale imperdibile per ragionare e discutere sul presente e il futuro delle lingue minoritarie, nella difesa dei diritti linguistici e del loro valore universale. Data l’impossibilità di realizzare la XII edizione nel modo classico, il Premio Ostana ha chiamato a raccolta i premiati delle scorse edizioni per realizzare due giorni di diretta online sul sito premioostana.it con interviste, conferenze, contributi letterari, musicali, artistici.

    Il filo conduttore del programma online è quello di sempre: dare voce alle lingue indigene nel mondo.
    Un omaggio a Luis Sepúlveda con una maratona di lettura incrociata de La Gabbianella e il Gatto nelle lingue madri: sardo, catalano algherese, tabarchino, occitano alpino e francoprovenzale; il poeta statunitense Bob Holman, che porterà una riflessione sulla promozione della diversità linguistica nel mondo con il suo documentario - in prima visione in Italia - Language Matters with Bob Holman.
    Si parlerà di poesia con Lance David Henson, poeta Cheyenne; Aurélia Lassaque, poetessa occitana; Josephine Bacon, poetessa di lingua innu (Canada) e Antony Heulin, poeta bretone; e, in questi tempi di pandemia, è stato pensato un omaggio a Max Rouquette (1908-2005) - tra i più grandi autori occitani del Novecento – tramite letture in musica a partire dal suo attualissimo romanzo Cèrca de Pendariès, incentrato sulle epidemie di peste che flagellarono la Provenza a metà del Cinquecento.
    Si rifletterà su lingua, politica e società basca con lo scrittore e poeta Harkaitz Cano e la traduttrice Lurdes Auzmendi; sulla lingua Yorùbá con Kola Tubosun, linguista nigeriano; sul griko, minoranza linguistica storica della Grecìa salentina, e ancora sulla lingua berbera o “tamazight” con un documentario inedito dedicato. Grazie alla collaborazione con il CIRDOC - Institut occitan de cultura e Ràdio Lenga d'Òc interverranno in diretta dalla sede della radio a Montpellier Mathieu Poitavin, Danielle Julien e Roland Pécout per raccontare la loro esperienza a Ostana.
    E ancora: un inedito racconto di Witi Ihimaera per i bambini italiani in quarantena e il contributo del regista e produttore sardo Tore Cubeddu, che descriverà l’esperienza della televisione sarda EjaTV ai tempi del Covid-19.

    In allegato la nota stampa completa e alcune immagini di repertorio.
    Il programma completo è disponibile anche sul sito www.premioostana.it




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    19 min
  • Ilaria Bonacossa "Fondamenta"
    Ilaria Bonacossa
    "Fondamenta"
    dal 5 giugno al 5 luglio 2020
    Artissima
    artissima.it



    Artissima presenta Fondamenta, un nuovo progetto digitale di relazione e interazione che dal 5 giugno al 5 luglio 2020 sarà online su artissima.art, il sito web di Artissima. Il progetto nasce a cinque mesi dalla ventisettesima edizione della fiera, ed è volto a sperimentare nuove modalità di incontro e comunicazione per reagire alle trasformazioni in atto.

    Il progetto deve il suo nome alla cruciale domanda su quale sia il cuore e il fulcro di una fiera: le gallerie, vere e proprie ‘fondamenta’ di una verticalità e orizzontalità su cui si muovono tutti gli attori del sistema.

    Fondamenta riunisce in un unico luogo fiera, gallerie, curatori, collezionisti, opere, artisti; è un progetto collettivo firmato dal team curatoriale di Artissima 2020 e realizzato con le gallerie e per le gallerie.

    Il progetto non vuole delinearsi come una viewing-room, né una fiera virtuale, né una mostra. Confermando la natura curatoriale che caratterizza Artissima, Fondamenta si presenta come una ricognizione sulle ricerche artistiche contemporanee, mirata a offrire gratuitamente alle gallerie della fiera nuove opportunità di visibilità, vendita e contatto con il pubblico dell’arte.

    Attraverso un’interfaccia semplice e intuitiva, Fondamenta presenta 194 opere, una per galleria, su pagine virtuali immaginate come ideali muri portanti. Ogni muro corrisponde ad una sezione: Present Future, curata da Ilaria Gianni e Fernanda Brenner; Back to the Future, curata da Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar; Disegni, curata da Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge; New Entries, curata da Valerio Del Baglivo; Main Section, in questa occasione curata da Ilaria Bonacossa.

    Lavorando in continuo dialogo, i curatori hanno selezionato un artista per ciascuna galleria, con criteri ogni volta diversi, a partire dalle proprie scelte, passioni e ricerche individuali, ma con un unico punto condiviso, ovvero che le opere proposte avessero un prezzo massimo di 15.000 €. L’obiettivo è quello di costruire una proposta utile anche ad avvicinare un pubblico nuovo, giovane, creando nuovi contatti tra collezionisti e gallerie. Tutto naturalmente all’insegna dell’altissima qualità, per costruire una proposta interessante anche per collezionisti italiani e internazionali più maturi ed esigenti.

    Una nuova opportunità che permette ad Artissima di sondare insieme ai principali attori del settore, modelli futuribili e sostenibili di fruizione dell’arte contemporanea.


    Nelle parole della direttrice di Artissima, Ilaria Bonacossa:
    Indagare l’arte contemporanea e scoprire le tendenze, i temi condivisi, le ossessioni o le visioni dei singoli artisti: è una passione che condivido con i galleristi di cui ammiro la speciale capacità nell'individuare talenti nascosti.
    Fondamenta nasce grazie allo straordinario team curatoriale di Artissima 2020, mostrandone ‘in progress’ il lavoro, perseguendo l’obiettivo di dare alle gallerie l'occasione di prendere parte a un progetto collettivo in un momento molto delicato per il mondo dell’arte.
    Un piccolo progetto curato che offre al pubblico un’esperienza fruibile anche nei ritagli di tempo, dando nuovi stimoli per andare alla scoperta dell’arte contemporanea, sostenendo in modo nuovo le nostre gallerie e facendo gioco di squadra per proporre collettivamente un incontro virtuale sia ai nuovi amanti del contemporaneo, che ai collezionisti di ogni generazione.

    Il commento dei curatori:
    Ilaria Gianni e Fernanda Brenner, curatrici di Present Future
    Abbiamo concentrato la nostra selezione su criteri capaci di mettere in evidenza le diverse pratiche artistiche significative nella loro individualità al contemporaneo, radicate nel nostro tempo, ma anche capaci di riflettere sulle genealogie storiche. Pratiche in grado...
    16 min
  • Laura Campiglio "Caffè Voltaire"
    Laura Campiglio
    "Caffè Voltaire"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    "La vita è una sola. Ma a volte te ne toccano due."

    Svoltati i trentacinque, Anna Naldini ha la sensazione di ritrovarsi dalla parte sbagliata della trentina: quella in cui la sbornia diventa dura da smaltire, ma soprattutto quella in cui dai progetti è ora di passare ai bilanci. Ma c’è di peggio. Nel giorno del suo compleanno perde la più importante tra le otto collaborazioni precarie di cui si fregiava il suo barocco curriculum: il lavoro di reporter per “La Locomotiva”, il quotidiano di sinistra per antonomasia. Non si scoraggia, e dopo la sbronza di rito è pronta a rimettersi in gioco dal tavolino del Caffè Voltaire, il suo bar di riferimento. Sarà il giornale più a destra del Paese, “I Probi Viri”, a proporle di seguire una campagna elettorale che si preannuncia agguerritissima dopo l’improvvisa caduta del governo. Perfetto, se non fosse che “La Locomotiva” la richiama: ad Anna non resta che celarsi dietro due pseudonimi – Voltaire e Rousseau – e gettarsi nell’agone politico, prestandosi a un doppio gioco in cui vero e falso si confondono sempre di più. Nell’epoca della post-verità, si può scrivere tutto e il contrario di tutto sperando di uscirne indenni? Tra slogan elettorali, scorrettezze di bassa lega e fake news (con l’aggravante di un inatteso incontro romantico), Anna si renderà conto che fare la cosa giusta non è facile come sembra.

    E pensare che tutto è iniziato con un innocuo motivetto francese sugli illuministi, Voltaire e Rousseau appunto, che il nonno Pietro da Lomello, un vecchio saggio pragmatico e ironico, le cantava quand’era piccola…

    Una commedia fresca e incalzante, brillante e attuale, che coniuga un riuscitissimo ritratto generazionale al racconto informato di una campagna elettorale perfettamente calata nel presente.


    Laura Campiglio ha scritto per diverse testate, tra cui "GQ" e "Rolling Stone". Cura su "Cronaca Vera" la rubrica Al posto del cuore, da cui è stato tratto un programma radiofonico in onda nel 2018 su Rai Radio2. Ha esordito nel 2007 con Dario Flaccovio Editore e questo è il suo terzo romanzo. Vive a Milano con le figlie Lola e Isabella ma resterà sempre una (ex) ragazza di provincia.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    22 min
  • Rosangela Pesenti "Come sono diventata femminista"
    Rosangela Pesenti
    "Come sono diventata femminista"
    Manni Editori
    https://mannieditori.it/


    Tra una settimana arriva Valentina, vuole ascoltare dalla zia la storia della sua vita, dell'impegno politico in un piccolo paese della Lombardia, delle vicende famigliari, delle lotte femministe degli anni Settanta, delle scelte personali e intime.
    Nell'attesa della nipote, la protagonista ripercorre la propria esistenza, tra sogni conquiste e sconfitte. Sono ricordi a volte faticosi, e le sembra di non aver voglia di rivivere tutto. Anche per questo, a settant'anni, è approdata in una casa solitaria di fronte al mare, a distanza di sicurezza dal passato, tra libri, gatti e scatoloni pieni di carte che non le va di mettere a posto.
    Eppure, quando irrompe la memoria di un tempo dedicato alla politica e con le donne, si apre uno spiraglio, e le distanze si fanno più brevi.


    "Mi sveglio nel cuore della notte, sudata, buttata dal naufragio di un sogno in un luogo che non riconosco subito. Il tatto mi riporta a casa, distesa nelle lenzuola di lino rinfrescate dalla notte scivolata nella stanza dallo spiraglio della finestra.
    La coscienza immediatamente ritrovata è il microscopio con cui indago il segreto delle parole tentando di capire lo spazio tra sensi e sillabe, la terra di nessuno che non so attraversare."



    Rosangela Pesenti
    È nata nel 1953, vive nella pianura bergamasca.
    Ha insegnato Storia e Letteratura nella scuola superiore e svolge attività di formazione per associazioni e istituzioni su vari temi intorno all’esistenza, presenza e cittadinanza delle donne.
    È stata a lungo dirigente nazionale dell'UDI ‒ Unione Donne in Italia.
    Per Manni ha curato il libro di Velia Sacchi Io non sto a guardare, del 2015.


    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    28 min
  • Isabella Mattazzi "Sete" Amélie Nothomb
    Isabella Mattazzi
    traduttrice di:
    "Sete"
    Amélie Nothomb
    Voland Edizioni
    https://www.voland.it/

    Dopo il processo e il giudizio di Pilato, Gesù trascorre la sua ultima notte in cella, profondamente afflitto dalle incredibili testimonianze dei suoi miracolati. Nello spazio-tempo creato dalla inesauribile penna di Amélie Nothomb prende vita questo romanzo in prima persona in cui la figura più universalmente nota al mondo occidentale, ma anche la più oscura, racconta di sé sulla soglia della propria morte. Ne viene fuori una preghiera urlata come un tributo alla vita, come un inno alla fragilità dell’umano, alla gioia del corpo, all’abbandono dei sensi, alla paura, alla sofferenza, alla compassione, a quella strana cosa che si chiama amore.

    Amélie Nothomb
    Nata nel 1967 a Kobe, Giappone, trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo il padre diplomatico nei suoi cambiamenti di sede.
    A 21 anni torna in Giappone e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori.
    Rientrata in Francia, propone un suo manoscritto a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Igiene dell’assassino esce il 1° settembre del ’92 e conquista subito molti lettori.
    Da allora pubblica un libro l’anno, scalando a ogni nuova uscita le classifiche di vendita.
    Ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo ‒ da cui nel 2015 è stato tratto il film Il fascino indiscreto dell’amore di Stefan Liberski ‒ e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore.
    Oggi vive tra Parigi e Bruxelles.
    I nomi epiceni è il suo 27° romanzo.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min
  • Marco Sonzogni "Sweeney smarrito" Seamus Heaney
    Marco Sonzogni
    "Sweeney smarrito"
    Seamus Heaney
    Archinto
    http://www.archinto.eu/


    «Sweeney non è una figura mitologica o leggendaria ma un personaggio storicamente situato, benché resti da vedere se sia basato sulla figura realmente esistita di un re di nome Sweeney. Ma la fantasia letteraria che si è coagulata intorno alla sua immagine è chiaramente da ascrivere alla tensione tra la più recente e dominante morale cristiana e il più antico e resistente temperamento celtico.»
    Seamus Heaney

    Un giorno, quando Sweeney regnava su Dal-Arie, Ronan vi giunse per fondare una chiesa chiamata Killaney. Da dove si trovava Sweeney udì il tintinnio della campana di Ronan intento a tracciare il perimetro del sito, e chiese alla sua gente cosa fosse quel suono. – È Ronan Finn, figlio di Bearach, dissero. Sta fondando una chiesa sulla tua terra e quello che senti è il suono della sua campana. Sweeney andò all’improvviso su tutte le furie e corse a stanare il chierico dalla chiesa. Eorann, sua moglie, figlia di Conn di Ciannacht, provò a trattenerlo e s’aggrappò all’orlo del suo mantello cremisi, ma il fermaglio d’argento che aveva sulla spalla si ruppe e schizzando via attraversò la stanza. Lei riuscì ad afferrare il mantello, ma Sweeney era già fuggito, nudo come un verme, e in men che non si dica piombò su Ronan.


    Seamus Heaney (1939-2013) – poeta, traduttore e saggista tra i più letti, studiati e seguiti del nostro tempo – è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura (1995) per opere «di lirica bellezza e profondità etica, che esaltano i miracoli quotidiani e il passato che vive». Sweeney Astray (Field Day Publications, 1983; Faber and Faber, 1984) è la riscrittura di un’anonima storia in irlandese che inizia a circolare tra l’VIII e il IX secolo. In questa prima traduzione in volume Heaney dà già sfoggio della sua abilità di cogliere l’universale nell’autoctono. Sweeney Astray è dimostrazione di come la poesia possa essere «modello pratico di una consapevolezza inclusiva » in cui «le coordinate della cosa immaginata corrispondono a quelle del mondo in cui viviamo e sopravviviamo».

    Marco Sonzogni insegna traduttologia alla Victoria University of Wellington in Nuova Zelanda. Ha dedicato la sua attività scientifica allo studio e alla traduzione della poesia di Seamus Heaney e fa parte del gruppo di lavoro internazionale che sta curando l’edizione definitiva delle opere del poeta nordirlandese.





    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    46 min
  • Cecilia Falchini "Perché leggere?"
    Cecilia Falchini
    "Perché leggere?"
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    http://qiqajon.it/


    Qual è il fine della lettura? La parola contenuta nel testo biblico possiede la capacità di operare una trasformazione, un mutamento nella persona e nella vita di colui che legge e che ascolta. Leggere è, infatti, accettazione di una ricerca, di una discussione, di un confronto che include la convinzione di non essere possessori della verità: è vivere un momento di passaggio, un’aporia, una crisi. Leggere significa accettare un’ospitalità, richiede la disponibilità allo stupore, implica infine la gratitudine. Ecco qui un percorso alla scoperta della lettura e del rapporto con il libro, attraverso la sapienza degli antichi.


    "Perché leggere? Qual è il fine cui si tende attraverso l’atto della lettura? Se le lettere – poiché ci occuperemo solo della scrittura alfabetica, la quale, diversamente da quelle ideografiche o sillabiche, è stata inventata una sola volta nella storia dell’umanità – sono segno dei suoni, cosa vuol dire e a cosa rinvia il leggere?
    Quale viene a essere il rapporto dello scritto con il linguaggio?
    Se le lettere sono state concepite non solo come segno dei suoni, ma – e primariamente – come segno delle cose, raffigurazioni di esse poi evolutesi e stilizzatesi, forse che l’atto stesso del leggere non diventa anche un modo per incontrare il mondo delle cose, il reale?
    E poi: leggere che cosa? È il medesimo atto di lettura che si compie leggendo un romanzo, una formula matematica, un fumetto, la Bibbia?"


    Cecilia Falchini (Firenze 1961), monaca di Bose e studiosa di monachesimo medievale, ha curato per le nostre edizioni il Commento al Cantico dei cantici di Ruperto di Deutz, e i volumi delle fonti certosine, olivetane, vallombrosane e camaldolesi. Recentemente ha tradotto e annotato le regole cenobitiche in Abitare come fratelli insieme. Regole monastiche d’occidente (2016), e ha commentato la Regola di Benedetto in L’arte della vita comune (2017).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    34 min
  • Grazia Pulvirenti "Non dipingerai i miei occhi"
    Grazia Pulvirenti
    "Non dipingerai i miei occhi"
    Storia intima di Jeanne Hébutern e Amedeo Modigliani
    Editoriale Jouvence
    https://www.jouvence.it/


    "Il tuo sguardo si era arreso al mio. Ti sei fermato sulla soglia della mia carne. Ti sei rassegnato a due ferite blu."

    Jeanne, compagna e modella di Modigliani, suicida il giorno dopo la morte dell’amato, è stata una grande artista e una donna audace e disinibita, ribelle e anticonformista. La sua figura è però sbiadita fra le pagine delle biografie dedicate al pittore e delle storie che narrano la Parigi degli anni folli. Le sue opere sono state occultate per anni per volere della sua famiglia bigotta e solo di recente sono state esposte e pubblicate.
    Questa è un’opera di fantasia, che ha voluto restituire a Jeanne la sua voce, i suoi colori, le sue bizzarrie, reinventando, al di là del mito, la “vera storia” di donna scandalosa e artista, ricostruendo le vicende della sua vita su fonti documentarie, da cui sono tratte le citazioni riportate in corsivo nel testo. La narrazione, sincopata come la vita di Jeanne, è affidata alle voci che emergono da immagini di dipinti e disegni esistenti e d’invenzione, al fine di restituire, al di là della patina dell’arte, la fragilità dei corpi, la miseria e la povertà di esistenze sbilenche, la trama di sofferenze e passioni, giornate folli di ebbrezza e disperazione, alla ricerca della bellezza vissuta come missione e maledizione.

    Grazia Pulvirenti, germanista e saggista, Presidente della Fondazione Lamberto Puggelli, scrive da sempre poesie e prosa, ma finora, seguendo il suggerimento di Adalbert Stifter, ha tenuto tutto in un’antica cassapanca, in attesa che trascorressero almeno 15 anni, necessari secondo lo scrittore austriaco a far maturare i testi. Così nel dicembre 2017 ha pubblicato sulla rivista «Soglie» una prima silloge poetica dal titolo amara_mente. Nel 2020 è uscito il racconto Più forte che la morte. Fantasticheria romantica su Vincenzo Bellini nel volume collettaneo edito da Skira L’Italia del Père Lachaise. Vies extraordinaires des Italiens de France et des Français d’Italie.
    Il romanzo Non dipingerai i miei occhi. Storia intima di Jeanne Hébuterne e Amedeo Modigliani è la sua opera prima (e lei spera non ultima).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    30 min
  • Manuela Iannetti "Archivissima"
    Manuela Iannetti
    "Archivissima"
    https://www.archivissima.it/

    Archivissima_Digital edition
    (dal 5 all’8 giugno 2020)
    La Notte degli Archivi_Digital edition
    (5 giugno 2020)
    #WOMEN
    Ospiti d’eccezione: Stefania Auci, Lidia Ravera, Eliana Liotta,
    Francesca Manfredi, Michela Murgia, Cathy La Torre,
    Vladimir Luxuria e Gabriella Greison
    Archivissima e La Notte degli Archivi, si svolgeranno eccezionalmente quest’anno in una
    rinnovata versione digitale e saranno la naturale introduzione della Giornata
    internazionale degli archivi del 9 giugno. Il festival, che si svolgerà dal 5 all’8 giugno 2020,
    e la Notte degli Archivi il 5 giugno 2020, si trasformeranno in una grande trasmissione, con
    un palinsesto di oltre 50 puntate, di cui 18 podcast d’autore prodotti da Archivissima, tutti
    dedicati alle storie degli archivi, che andranno on line nelle stesse date in cui avrebbero
    dovuto svolgersi dal vivo.
    A questi si affiancheranno i contenuti realizzati dai singoli archivi partecipanti: circa 80
    podcast e più di 100 video. La Notte degli Archivi, nonostante l’emergenza sanitaria,
    coinvolgerà tutte le regioni italiane, divenendo la prima Notte degli Archivi nazionale,
    patrocinata quest’anno da ANAI, Associazione nazionale archivistica italiana.
    Tutti i podcast e i materiali digitali prodotti saranno fruibili gratuitamente a partire dalle
    date dell’evento sui canali di Archivissima (www.archivissima.it) e rilanciati dai profili social
    (Instagram e Facebook) della manifestazione e di tutti i partner e archivi aderenti.
    “Nel momento in cui si è prospettata la decisione tra rimandare l’edizione 2020 e
    ripensare il format per adattarlo al mutato contesto di fruizione dei contenuti,
    conseguente alle disposizioni di legge che vietavano le manifestazioni in presenza di
    pubblico a causa dell’emergenza sanitaria, non abbiamo avuto dubbi: la scelta è stata
    quella di puntare sul digitale, e in particolare sulla produzione di podcast.


    I Podcast: Tra tutti i contenuti prodotti dagli enti partecipanti, dieci in particolare saranno
    quelli prodotti direttamente da Archivissima, curati dalla giornalista Valentina De Poli che
    accompagnerà con la sua voce l’ascoltatore alla scoperta dei documenti e delle carte
    conservati negli archivi selezionati. Fra questi: l’Archivio Storico Ricordi con un focus
    dedicato a Maria Callas; l’Archivio Fondazione Mondadori che incentrerà il racconto su
    Alba De Cespedes; l’Archivio della Compagnia di San Paolo che dedicherà particolare
    attenzione al tema dell’emancipazione e in cui le carte faranno emergere la vita di
    quelle figure femminili che hanno contribuito a sconfiggere pregiudizi e ostacoli
    economici e sociali o ancora l’archivio Ferrania incentrato invece sul lavoro delle donne
    in fabbrica.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min

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