il posto delle parole

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  • Adriano Favole "Dialoghi sull'uomo"
    Adriano Favole
    "Dialoghi sull'uomo"
    https://www.dialoghisulluomo.it/



    Il festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo non lascia solo il suo pubblico, anche se quest’anno non sarà possibile affollare le piazze e i teatri di Pistoia a causa dell’emergenza sanitaria: i Dialoghi stanno pubblicando sui social da inizio marzo una serie di contributi dei relatori e hanno organizzato conferenze in streaming e contributi video nelle giornate che erano previste per la manifestazione, il 22, 23 e 24 maggio, sul tema I linguaggi creano il mondo.

    Promossi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideati e diretti da Giulia Cogoli, i Dialoghi testimoniano così la loro volontà di proseguire, anche in queste condizioni di difficoltà, il loro impegno culturale e civile.

    «Crediamo che le culture siano cantieri sempre aperti, che evolvono grazie agli scambi e al dialogo. Mai come ora abbiamo bisogno del confronto e della condivisione culturale, e se non può avvenire nelle piazze i Dialoghi sull’uomo entrano nelle nostre case – dichiara Giulia Cogoli – Da 11 anni stiamo compiendo con il nostro pubblico un percorso per meglio comprendere la realtà che ci circonda, nella consapevolezza, oggi più che mai, di essere su una imbarcazione comune, in un viaggio antropologico attorno all’umanità».


    Il programma delle tre giornate sui canali Facebook, YouTube, Instagram, Twitter

    Venerdì 22 maggio video del linguista Federico Faloppa sul tema Il linguaggio al centro di tutto.

    Venerdì 22 maggio, ore 18, lo scrittore Antonio Scurati terrà la conferenza diretta streaming: I linguaggi della paura e del lutto. Mass media e letteratura in un'epoca d’angoscia. (FB, YT)

    Venerdì 22 maggio sarà trasmessa l’intervista al fotografo Sebastião Salgado di Roberto Koch; di Salgado è in corso a Pistoia la mostra Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni.

    Sabato 23 maggio video del linguista Luca Serianni Le parole della rinascita.

    Sabato 23 maggio, ore 18, la scrittrice Chiara Gamberale terrà la conferenza in diretta streaming: Come parliamo quando parliamo l’amore? (FB, YT).

    Sabato 23 maggio video dello scrittore e critico Bruno Arpaia in ricordo di Luis Sepúlveda, l’autore cileno da poco scomparso, che avrebbe dovuto ricevere quest’anno il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo.




    Domenica 24 maggio video dell’italianista e scrittore Nicola Gardini Le parole del dolore.

    Domenica 24 maggio, ore 18, l’antropologo Marco Aime e il giornalista e scrittore Gad Lerner si confronteranno in diretta streaming sul tema Parlare in tempi oscuri: nuovi confini e nuovi razzismi (FB, YT).

    Domenica 24 maggio sarà trasmesso il documentario For Sama – Alla mia piccola Sama diretto da Waad al-Kateab ed Edward Watts.


    Il festival ha raccolto le idee per superare le difficoltà di alcuni dei suoi relatori, tra i quali: Marco Aime; Stefano Allovio; Guido Barbujani; Stefano Bartezzaghi; Marco Belpoliti; Laura Boella; Ascanio Celestini; Adriano Favole; Matteo Lancini; Vittorio Lingiardi; Elisabetta Moro; Marino Niola; Ferdinando Scianna; Emanuele Trevi; Manuela Trinci; Eva Pattis Zoja; Luigi Zoja.
    I contributi video hanno superato le 100.000 visualizzazioni.

    Il festival offre inoltre 350 fra conferenze, interviste, dialoghi, lezioni per studenti fruibili gratuitamente sul proprio canele YouTube o in formato podcast dal sito, e una collana di 15 volumi editi da Utet per fornire nuovi strumenti di riflessione, in tutte le librerie italiane.

    La mostra fotografica di Sebastião Salgado Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni, a cura di Lélia Wanick Salgado, in corso a Palazzo Buontalenti e nell’Antico Palazzo dei Vescovi a...
    18 min
  • Marzia Sicignano "Ovunque sia, saremo insieme"
    Marzia Sicignano
    "Ovunque sia, saremo insieme"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    La vera amicizia non è facile da definire.
    Meno cantata dell'amore, agisce in sottofondo come una traccia musicale nelle nostre vite. Le accompagna mentre tutti noi cambiamo, cresciamo, facciamo le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano. Ed è sempre lì, a ricordarci chi eravamo e chi possiamo diventare. Insieme.

    Marzia Sicignano, già autrice dei libri di successo Io, te e il mare e Aria, torna con un nuovo romanzo che racconta proprio questo sentimento così decisivo e potente.
    Ovunque sia, saremo insieme già dal titolo fa luce su un aspetto fondamentale dell'amicizia: la condivisione di un percorso.
    Parliamo di quello di Sara e Marta che sono più che sorelle, più che confidenti, più di una spalla su cui piangere, più di un abbraccio nei momenti di sconforto.

    Loro sono insieme, qualsiasi cosa accada.


    Il libro è il racconto della loro crescita e di tutto quello che incontreranno lungo questa strada: l'amore, la debolezza, la solitudine, la consapevolezza di sé.
    Ma è soprattutto il racconto di ciò che l'una fa per l'altra, tenendosi a vicenda la mano anche quando sembra che fuori non resti più niente, anche quando sembra loro di essersi perse.

    Marzia Sicignano dà voce all'amicizia come una delle più grandi fortune della nostra vita, un dono per cui essere grati e che ci dà la possibilità di conoscerci e riconoscerci, di posare il nostro dolore dentro il cuore di un altro.
    È un amore che ci infonde il coraggio di spiccare il volo e di raggiungere mete lontane. Perché ogni sogno, se fatto insieme, diventa più grande e semplice da conquistare.


    Marzia Sicignano ha ventitré anni, vive a Scafati, in provincia di Salerno, ed è una studentessa universitaria. Ha iniziato a pubblicare le sue poesie sulla sua pagina Instagram “Io, te e il mare”, da cui ha tratto il romanzo omonimo (Mondadori, 2018). Sempre con Mondadori ha pubblicato Aria (2019).




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    22 min
  • Paola Colombo "Vicino Lontano on"
    Paola Colombo
    "Vicino/Lontano on"
    Dialoghi al tempo del virus
    dal 18 al 22 maggio in diretta streaming
    https://www.vicinolontano.it/

    Perché vicino/lontano?
    “Vicino” e “lontano” non sono soltanto indicatori geografici e multiculturali di una situazione planetaria che deve ormai bruciare le distanze e avvicinare i mondi, comparare le diversità dei discorsi, siano essi economici o filosofici, sociali o esistenziali, alla ricerca di una lingua comune o che possieda qualcosa di comune in grado di orientarci un poco nello spaesamento generale. “Vicino” e “lontano” vorrebbero essere anche una bussola individuale, appunto la condizione critica che ha a che fare con ciascuno di noi e che pone a ciascuno la difficoltà di “abitare la distanza”, insomma – se ci riuscissimo – di non restare schiacciati e inerti sotto il peso della logica mediatica e omologante.
    Pier Aldo Rovatti, filosofo, membro del comitato scientifico



    Uno spazio di riflessione sugli scenari che l’emergenza Covid-19 proietta sul nostro futuro: questa la proposta di “Vicino/lontano On. Dialoghi ai tempi del virus”, un contributo digitale di sei appuntamenti serali, trasmessi in diretta streaming nelle date in cui avrebbero dovuto svolgersi, a Udine, la 16^ edizione del Festival vicino/lontano e del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, rinviati all’autunno.


    Da lunedì 18 a venerdì 22 maggio, ogni sera alle 21 (lunedì 18 con un appuntamento anche alle 19), da un set televisivo allestito, grazie a Entract Multimedia, nella chiesa di San Francesco – da sempre sede degli eventi principali del festival vicino/lontano – studiosi di diverse competenze e diverso orientamento, collegati da casa, saranno chiamati a immaginare in quale mondo stiamo per entrare. Di fronte a un’emergenza così inaspettata e densa di incognite, che ha sovvertito improvvisamente il nostro modo di incontrarci e di condividere il rito collettivo di un festival, vicino/lontano non rinuncia alla volontà di decifrare la complessità di ciò che accade, e lo fa nei modi consentiti dalle circostanze, fra lockdown e prove di lockout. Vicino/lontano si propone dunque “on”: vicino/lontano c’è, ed è online, per continuare a guardare “oltre”. «La nostra speranza – spiegano i promotori – è di poterci rivedere in autunno, con rinnovata “passione” (tema scelto per l’edizione 2020 di vicino/lontano), per condividere, come sempre, l’atmosfera speciale del festival e del Premio in uno spazio fisico di incontro, di scambio e di confronto collettivo».

    Ambiente, dinamiche geopolitiche, implicazioni socio-politiche, prospettive dell’economia, riflessioni filosofiche e antropologiche saranno al centro della proposta di “Vicino/lontano On”: cinque intense serate con i contributi originali di esperti e studiosi delle diverse aree. Per ogni appuntamento il valore aggiunto arriverà dall’intervento di uno dei cinque finalisti dell’edizione 2020 del Premio Terzani: gli autori, anch’essi collegati da casa, saranno invitati ad esprimere il loro personale punto di vista sul futuro che ci attende. Compongono la cinquina finalista, selezionata nelle scorse settimane dalla Giuria presieduta da Angela Terzani Staude: il giornalista, poeta e documentarista curdo-iraniano Behrouz Boochani (Nessun amico se non le montagne, add editore); l’antropologa e scrittrice norvegese Erika Fatland (La frontiera. Viaggio intorno alla Russia, Marsilio); l’intellettuale franco-libanese Amin Maalouf (Il naufragio delle civiltà, La Nave di Teseo); la giornalista e reporter italiana Francesca Mannocchi (Io Khaled vendo uomini e sono innocente, Einaudi); la giornalista turca Ece Temelkuran (Come sfasciare un paese in sette mosse, Bollati Boringhieri).

    Ogni incontro prevede la possibilità di intervenire da parte degli spettatori attraverso l’invio di domande a un numero dedicato, e si...
    14 min
  • Pierdante Piccioni, Pierangelo Sapegna "Colpevole di amnesia"
    Pierdante Piccioni
    Pierangelo Sapegno
    "Colpevole di amnesia"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/libri/colpevole-di-amnesia-pierdante-piccioni-pierangelo-sapegno/




    Cosa accade quando un uomo che ha perso la memoria deve difendersi da un’accusa che arriva dal passato, per un fatto che non è in grado di ricordare?

    Pierdante Piccioni è il dottor Amnesia, il primario di pronto soccorso che nel 2013, dopo un incidente d’auto e il coma, si è risvegliato con un buco nero di memoria che gli ha inghiottito dodici anni di vita, riportandolo al 2001. Ha lottato contro tutto e tutti, rifiutando il proprio destino, ed è tornato al suo posto: lo hanno chiamato in televisione, ha scritto due libri sulla sua incredibile storia, è diventato un caso nazionale. Ed è lui il protagonista della vicenda che in queste pagine prende la forma del giallo, in un gioco letterario in cui realtà e fantasia s’intrecciano fino a confondersi l’una nell’altra.

    Convocato come testimone per un’inchiesta su un duplice omicidio avvenuto nel pieno del suo vuoto di memoria, Piccioni scopre di essere in realtà il principale indagato: c’è un video che lo ritrae con le due vittime – una giovane dottoressa che aveva assunto come assistente e un fornitore di apparecchiature mediche con cui aveva trattato per una gara d’appalto – mentre litigano animatamente poco prima che i due scompaiano. Peccato che Pierdante non solo non ricorda di averli conosciuti, ma non è neppure in grado di ribattere alle accuse.

    Il suo diventa un incubo senza fine: per trovare le risposte che cerca deve affidarsi ai ricordi degli altri, che possono essere non solo confusi o parziali, ma anche molto interessati. E mentre la verità giudiziaria sembra prendere forma, il dottor Amnesia è chiamato a condurre la propria personale indagine, alla ricerca della persona che è stata e di cui non serba memoria. Troverà attorno a sé altri personaggi, pronti a dargli una mano o ad approfittarsi della situazione: un poliziotto in carriera, un pubblico ministero inflessibile, un giornalista alcolizzato alla disperata ricerca dello scoop, un amico avvocato che non sembra avergli raccontato tutto. Ognuno con un proprio archivio di memorie, ognuno chiamato a definire una piccola parte della verità. Perché in realtà è la memoria la protagonista principale di questa folle storia: la memoria del tempo, la memoria parziale e dolente del cuore, la memoria arida e cinica degli altri. E quel che resta del ricordo è la sola verità possibile.


    Pierdante Piccioni
    Grontardo, Cremona, 1959. È stato direttore dei Pronto Soccorso di Lodi e Codogno, consulente del ministero della Salute, docente universitario. Con Sapegno ha pubblicato Pronto Soccorso. Storie di un medico empatico (2017).

    Pierangelo Sapegno
    Giornalista e scrittore, è inviato speciale per «La Stampa».




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    28 min
  • Irene Sanesi "Give Back"
    Irene Sanesi
    "Give Back"
    L'arte del fundraising per la cultura
    marcos y marcos
    https://marcosymarcos.com/




    Come si promuove con successo una raccolta di fondi? Quali sono le norme, le regole, gli accorgimenti tecnici e strategici per intercettare i partner ideali, incrementare la propria reputazione e ottenere ciò che ci si propone? “Give back” è un manuale concreto, il primo dedicato esplicitamente al settore culturale. Dove per rendere attraente, conosciuto e sostenibile un progetto sono necessarie costanza, affidabilità, capacità di costruire una rete di relazioni. E, va da sé, risorse economiche! “Give back” nasce da una lunga esperienza di raccolta fondi, relazioni con istituzioni, formazione, assistenza e mentoring per enti, fondazioni, associazioni del mondo della cultura. Un manuale più che mai utile in questi giorni di crisi, che richiedono nuovi patti e nuove basi, anche finanziarie, per qualsiasi attività culturale.

    compra "Give Back"
    https://www.bookrepublic.it/ebook/9788871689852-give-back-marcos-y-marcos/


    Irene Sanesi
    http://www.bbs-pro.it
    Dottore commercialista e revisore legale. Socio fondatore e partner di BBS-pro Ballerini Sanesi professionisti associati e di BBS-Lombard con sedi a Prato e Milano. Opera in particolare nell’ambito dell’economia gestione e fiscalità del Terzo Settore con particolare riferimento alla cultura, settore nel quale pubblica e svolge attività di consulenza, apprendimento organizzativo e formazione per soggetti privati e pubblici. È esperta di fundraising per la cultura per cui cura campagne di raccolta fondi, occupandosi di formazione mentoring e consulenza per imprese culturali e creative ed in particolare per i musei. Fra le sue pubblicazioni: L’economia del museo (Egea, 2002), Creatività cultura creazione di valore. Incanto economy (Franco Angeli, 2011), Il valore del museo (Franco Angeli, 2014), “Il problema delle risorse: incentivi fiscali e fundraising” in Il pubblico ha sempre ragione? Presente e futuro delle politiche culturali (a cura di Filippo Cavazzoni, IBL, ottobre 2018), Buona ventura. Lezioni italiane di storia economica per imprenditori del futuro (Il Mulino, 2018). Su Artribune Magazine è presente la sua rubrica “Gestionalia”. Scrive per Il Giornale delle fondazioni e Arteconomy. Per il CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) è componente del Gruppo di lavoro Economia e Cultura. Dal 2011 al 2018 ha presieduto per l’UNGDCEC (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) la commissione Economia della Cultura. Presidente dell’Opera di Santa Croce di Firenze. Presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana (il soggetto gestore del Centro per l'arte contemporanea L. Pecci Prato). Dal 2008 al 2016 è stata vice-presidente della Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica F. Datini. Tesoriere economo dell’Accademia delle Arti del Disegno. Economo della Diocesi di Prato. Membro del GAV (Gruppo Auto Valutazione) Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Economia.

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    20 min
  • Gabriele Di Luca "E quindi uscimmo a riveder la gente"
    Gabriele Di Luca
    "E quindi uscimmo a rivedere la gente"
    Diario dalla Grande Reclusione
    Edizioni Alphabeta
    http://www.edizionialphabeta.it/it/Gabriele_Di_Luca/351/info


    Tappati in casa facciamo una vita da bruchi, grigi e striscianti (e mancando la possibilità di andare dal parrucchiere, anche molto pelosi): quando usciremo, ci scopriremo forse farfalle?


    Dapprima una notizia che rimbalza da un angolo lontano del pianeta, poi uno spettro che comincia ad aggirarsi sulle nostre vite, infine una realtà con cui fare i conti quotidianamente, ora dopo ora. Una realtà inedita, inconcepibile, drammatica. Che sconvolge la nostra esistenza e il nostro immaginario.
    Questo libro nasce come reazione alla reclusione forzata in casa a seguito del dilagare del Coronavirus e dei provvedimenti di sicurezza pubblica imposti dai decreti di inizio marzo 2020. Prende forma dalla necessità di testimoniare la propria condizione di isolamento e smarrimento.

    Con leggerezza e malinconia, con ironia e sottigliezza, il noto corsivista altoatesino Gabriele Di Luca compone ogni giorno su Facebook un decalogo di riflessioni, sensazioni, citazioni o frammenti narrativi capaci di connetterlo in modo più intimo ai frequentatori della sua bacheca, dando loro un appuntamento fisso (verso le sei del pomeriggio) dentro la sua “bolla”. Cerca in questo modo di conservare una relazione con il mondo che pure continua a esserci là fuori, con brandelli di ostinata esistenza sociale che si sforza di far arrivare dentro ciò che scrive. Ritma l’accadere e più spesso il non accadere degli eventi, costruendo una trama solo apparentemente sconnessa di pensieri e lasciando a chi li legge la libertà di metterli in relazione con il proprio stato d’animo. Fino a proiettare ansie e desideri in un bizzarro alter ego che pian piano gli ruba la scena. Nell’attesa di ritornare, prima o poi, a riveder la gente.




    Gabriele Di Luca
    Nato a Livorno nel 1967, si è laureato in Filosofia all'Università di Bologna e risiede da più di vent’anni in provincia di Bolzano, dove esercita le professioni d'insegnante e traduttore. Editorialista del quotidiano «Corriere dell’Alto Adige» e «Corriere del Trentino», collabora con il portale d'informazione bilingue «salto.bz» e con il settimanale «ff».



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    18 min
  • Nadia Fusini "Nella stanza di Virginia Woolf"
    Nadia Fusini
    "Nella stanza di Virginia Woolf"
    Salone del Libro Extra
    www.salonelibro.it

    Sabato 16 maggio - ore 19.45
    Nadia Fusini
    Nella stanza di Virginia Woolf
    Dalle sue case, stanze, giardini, dalle sue solitudini ma anche dai suoi incontri, Virginia Woolf ha raccontato la vita. Nadia Fusini ci restituisce la sua voce, una delle più importanti della letteratura di sempre.


    Virginia Woolf
    "Al faro"
    a cura di Nadia Fusini
    Feltrinelli Editore
    www.feltrinellieditore.it
    "Al Faro": questo il vero titolo del romanzo di Virginia Woolf che la nuova traduzione di Nadia Fusini riporta all'originaria bellezza. Romanzo sperimentale, intonato alla ricerca di libertà formale che accomuna i grandi scrittori di questo secolo, "Al Faro" è un libro sulla memoria e l'infanzia; un'elegia alla luce che ha illuminato le figure della madre e del padre reali, che nel romanzo diventano il signore e la signora Ramsay. A tema è lo scontro tra il sì materno ("sì, andremo al faro") e il no paterno ("no, al faro non si può andare"), come esso risuona nel cuore del figlio James, e nella mente della figlia Virginia, che a distanza di anni si misura, scrivendo, con la potenza di quei fantasmi. L'effetto è liberatorio. Prima, confessa Virginia Woolf, "pensavo al babbo e alla mamma ogni giorno". Ora "li depone", li seppellisce. È la sua catarsi.



    Virginia Woolf
    "Scrivimi sempre a mezzanotte"
    Lettere d'amore e desiderio
    A cura di Elena Munafò. Con un saggio di Nadia Fusini.
    Donzelli Editore
    www.donzelli.it
    Le lettere di Vita sono tradotte da Sara De Simone. Le lettere di Virginia sono tradotte da Nadia Fusini

    «Sono ridotta a una cosa che desidera Virginia. Stanotte avevo composto per te una lettera bellissima, nelle ore insonni, piene di incubi, ma è tutta sparita: mi manchi e basta, in un modo piuttosto semplice, disperato, umano. Mi manchi più di quanto potessi credere; ed ero preparata a sentire la tua mancanza, parecchio. Così, in verità, questa lettera è solo un grido di dolore».
    Vita a Virginia

    «Creatura carissima, era molto molto bella la lettera che hai scritto alla luce delle stelle a mezzanotte. Scrivi sempre a quell’ora, perché il tuo cuore ha bisogno del chiaro di luna per liquefarsi. Da qualche parte ho visto una pallina che continuava a saltare su e giù sul getto di una fontana: tu sei la fontana, io la pallina. È una sensazione che mi dai solo tu».
    Virginia a Vita

    Virginia Woolf ha quarant’anni. Insieme al marito Leonard dirige una casa editrice, la Hogarth Press, e il suo nome comincia a essere noto. Sta lavorando alla Signora Dalloway, che la consacrerà come una delle scrittrici più rivoluzionarie e apprezzate del suo tempo. Al diario confida di sentirsi vecchia, ma ha appena incontrato la donna che diventerà il suo più grande amore, l’affascinante Vita Sackville-West. Vita ha trent’anni. Anche lei scrittrice, è una giovane donna aristocratica; sposata con un diplomatico, è al centro di una fitta rete di amicizie e di amori. Viaggia molto, scrive poemi e racconti, e quando conosce Virginia è immediatamente attratta dalla sua bellezza spirituale e dal fascino della sua personalità. Poco dopo ha inizio la loro storia d’amore, che queste lettere ci raccontano. L’ampio carteggio tra le due donne andrà avanti per vent’anni: in esso le dichiarazioni appassionate si alternano a improvvise ritrosie, i rimbrotti alle ironie; Vita e Virginia adorano scherzare, prendersi in giro, punzecchiarsi, ma spesso il gioco cede il passo a slanci impetuosi e senza freni. Il volume raccoglie oltre un centinaio di lettere, le più significative, di questa storia, che culminerà per Virginia nella scrittura di Orlando: la...
    24 min
  • Andrea Zanotti "Life Science Innovation 2020"
    Andrea Zanotti
    "Life Science Innovation 2020"
    Fondazione Golinelli - G Factor
    https://www.fondazionegolinelli.it/it


    Seconda edizione della call "Life Science Innovation 2020" di Fondazione Golinelli e G-Factor: annunciate le 5 start-up scelte come destinatarie degli investimenti

    Tecniche diagnostiche e soluzioni terapeutiche innovative, dispositivi tecnologici per il trattamento di malattie degenerative e approcci d'avanguardia per analisi del sangue e nel settore della dermocosmesi. Sono cinque le start-up che hanno superato positivamente la selezione della seconda edizione di "Life Science Innovation 2020", il bando internazionale da 1 milione di euro messo a disposizione da Fondazione Golinelli e G-Factor rivolto a progetti di innovazione e nuove imprese del settore delle scienze della vita e dedicato a chi pensa di avere un’idea vincente nei settori pharma e biotech, medtech, nutraceutica, bioinformatica e bioingegneria.

    Dopo il successo della prima Call Fondazione Golinelli ha rinnovato il suo impegno per fornire una risposta concreta alla necessità del nostro Paese di favorire l’integrazione tra ricerca, industria e mercato, mettendo al centro i giovani, le loro idee di impresa e la ricerca scientifica e tecnologica, nell'ottica di una formazione che unisca il sapere al saper fare.
    Inizialmente riconfermate, anche per la seconda Call, le risorse messe a disposizione da Fondazione Golinelli e G-Factor per gli investimenti, che complessivamente ammontavano a 1 milione di euro, 720.000 euro in denaro e 280.000 euro in servizi, e destinate ad essere suddivise equamente tra 8 startup. Avendo superato la selezione solo 5 startup, le risorse non investite saranno ri-confermate e re-investite nella prossima call.

    «G-Factor si è affacciato in maniera inedita un anno e mezzo fa al panorama italiano con l'obiettivo di rappresentare un modello realmente funzionale alla realtà produttiva e finanziaria del nostro Paese» afferma Antonio Danieli, direttore Generale di Fondazione Golinelli e amministratore unico di G-Factor. «Per la call Life Science Innovation 2020 abbiamo ricevuto 137 candidature registrando un aumento della partecipazione dell'8% rispetto alla prima edizione del bando e una maggiore attrattività all’estero. Gli investimenti messi a disposizione erano in totale 8, con un importo di risorse finanziarie disponibili mediamente superiore all’anno precedente, ma la selezione ha prodotto una cerchia ristretta di 6 progetti molto validi e convincenti, vagliata su profili scientifici e imprenditoriali e sulla base dell'esperienza delle start-up. Purtroppo - spiega Danieli - il periodo di due mesi di trattativa precedente all’avvio di G-Force è coinciso con i mesi di marzo e aprile e con l'emergenza sanitaria, e uno dei team selezionati ha deciso di non proseguire a causa di propri impedimenti. Gli accordi sono quindi stati chiusi con 5 start-up: Bacfarm, Lighthouse Biotec, Nib Biotec, PerForms, e Recornea, che ha dimensioni internazionali e collegamenti con Singapore e il sud est asiatico».

    «Fondazione Golinelli, anche in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, non interrompe il proprio piano strategico di investimento ma anzi lo rilancia confermando il suo fondamentale ruolo nel campo della formazione e della ricerca» dichiara Andrea Zanotti, presidente di Fondazione Golinelli. «Sono giorni di appelli accorati a salvare le start-up da parte degli attori protagonisti, ma gli stessi protagonisti non ci pare agiscano conseguentemente. Questo si notava già prima di marzo, ora è tutto bloccato: non ci sono risorse, o sono tutte congelate, e se in questa fase non si investe con coraggio e responsabilità, si rischia di distruggere tutto quanto di buono fatto in questi anni. Non si può aspettare ancora per molto la primavera per scongelare le scorte, altrimenti molte...
    18 min
  • Paolo Scquizzato "La goccia che fa traboccare il vaso"
    Paolo Scquizzato
    "La goccia che fa traboccare il vaso"
    La preghiera nella grande prova
    Gabrielli Editori
    www.gabriellieditori.it



    In un tempo di grande prova, a livello personale e collettivo, emerge con forza il bisogno di rivolgerci a una “realtà” che possa sostenerci o addirittura liberarci dal pesante fardello. Paolo Scquizzato, prete della diocesi di Pinerolo, ha scritto una lettera ad alcuni amici, sparsi in tutta Italia, da Bolzano a Palermo: Franco Barbero, Augusto Cavadi, Claudia Fanti, Paolo Farinella, Paola Lazzarini, Antonella Lumini, Alberto Maggi, Gianni Marmorini, Carlo Molari, Gianluigi Nicola, Silvano Nicoletto, Antonietta Potente, Gilberto Squizzato, Ferdinando Sudati, Antonio Thellung, Paolo Zambaldi. Ha chiesto loro un breve contributo sulla preghiera, su come poter concepire la preghiera in epoca di Covid-19 e cosa voglia dire pregare un Dio in un momento buio come questo. Si è formato un mosaico, fatto di piccole tessere, ciascuna con la sua ricchezza e con il suo tratto personale, di autori e autrici profondamente sinceri.

    «La parola “preghiera” viene da prex-prece, atto proprio della persona che si reputa costitutivamente precaria. Ma che nella sua precarietà e fragilità è chiamata a maturare, a improntare stili di vita alternativi, capaci di fecondità e cura a tutti i livelli. Questo mosaico di interventi, nel suo sguardo d’insieme, ci parla della preghiera come atto di trasformazione non del cuore e del mondo di Dio, ma dell’uomo e del suo mondo. Una presa di consapevolezza del proprio posto nella creazione, del fatto di essere co-creatori e collaboratori delle immense energie divine, per corrispondere ad un Amore previo e gratuito e per diventare quindi sempre più responsabili. La preghiera dunque come risposta e impegno nei riguardi di quello Spirito che da sempre soffia all’interno dell’intero creato. Grazia e responsabilità, come la più antica sapienza cristiana ci ha sempre insegnato.»

    Paolo Scquizzato nato a Torino, prete da circa vent’anni. Attualmente vive e lavora nella Diocesi di Pinerolo, in provincia del capoluogo piemontese. Si occupa di formazione spirituale ed è responsabile dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, un ambito di grande interesse e stimolo: dialogare con le diversità arricchisce e accostare culture e religioni diverse dilata l’umanità e la fede può diventare più feconda. Riguardo alla formazione spirituale, accompagna persone nell’approfondimento della Parola e la riscoperta e la cura del Silenzio. Conduce gruppi di Meditazione Silenziosa ed è guida biblica in Palestina, la Terra Santa, dove tutto è nato. Il suo blog www.paoloscquizzato.it. Ha pubblicato numerosi libri, tra gli ultimi: “Ogni storia è storia sacra. Il vangelo secondo Matteo”, Paoline 2019; “Dalla cenere la vita”, Effata 2019; “Elogio della vita imperfetta”, Effata 2013. Per Gabrielli editori ha curato il volume di autori vari: “La goccia che fa traboccare il vaso. La preghiera nella grande prova”, 2020.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    27 min
  • Daniela Finocchi "Concorso Lingua Madre"
    Daniela Finocchi
    "Concorso Lingua Madre"
    www.concorsolinguamadre.it


    Salone Internazionale del Libro di Torino, Extra
    sabato 16 maggio - ore 12.45
    Autrici Lingua madre
    15 anni del Concorso letterario nazionale Lingua Madre
    Con Yeniffer Lilibell, Aliaga Chávez, Tahmina Akter, Corina Ardelean, Narcissa V. Ewans, Silvia Favaretto, Alice Franceschini, Berivan Görmez, Nadia Kibout, Alessandra Nucci. Conduce Daniela Finocchi. Perù, Turchia, Bangladesh: sono questi i paesi di provenienza delle prime classificate della XV edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre, diretto alle donne migranti e alle donne italiane che vogliono raccontare l’incontro con l’altra.
    in collaborazione con Regione Piemonte.
    segui l'incontro su www.salonelibro.it



    Perù, Turchia e Italia, Bangladesh e Italia: sono questi i paesi di provenienza delle prime classificate della XV edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre, progetto permanente di Regione Piemonte e Salone Internazionale del Libro di Torino, ideato nel 2005 da Daniela Finocchi, diretto alle donne migranti e alle donne italiane che vogliono raccontare l'incontro con l'Altra.

    “Un’occasione per conoscere queste autrici – dice Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM – che testimoniano l’importanza e la bellezza della relazione e come il Concorso Lingua Madre sia anche luogo di gemmazione. Con i racconti e le fotografie suggeriscono modi e forme di ripensamento del vivere associato, per decostruirne i principi di esclusione, di guerra, di violenza, per fondare nuove cittadinanze. Diffondere il loro pensiero è necessario e urgente ed è il senso politico del lavoro svolto dal progetto da quindici anni. Le loro storie con sguardo lucido e critico, attraversano il dipanarsi di vite che non si rassegnano ai pregiudizi e alle discriminazioni. Nella leggerezza e trasparenza dello stile, sfiorano delicatamente i più vari aspetti: la maternità, l’emigrazione, le origini, la neutralità del linguaggio, le violenze. A vincere è la forza delle donne che ne sono protagoniste”.

    Proprio in considerazione del momento di grande difficoltà che stiamo attraversando, ci teniamo infatti a dare un segno di fiducia e speranza alle tante donne, straniere e italiane, che hanno partecipato e che continuano a seguire la quotidiana attività del progetto. Abbiamo infatti portato online la maggior parte dei nostri eventi con reading, incontri video, webinar, interviste così come continuiamo a svolgere tutta la nostra attività, a curare le pubblicazioni e i progetti speciali.
    Al seguente link tutti i comunicati sulle vincitrici, le loro biografie, le motivazioni della giuria, i racconti selezionati per la pubblicazione del volume Lingua Madre Duemilaventi - racconti di donne straniere in Italia (Edizioni SEB27), tutte le fotografie selezionate per il Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la giuria e gli incipit dei racconti vincitori:




    - Prima Classificata: Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez (Perù) con il racconto Mille e una luna

    - Seconde Classificate: Berivan Görmez e Alessandra Nucci (Turchia e Italia) con il racconto I regni di Berivan

    - Terze Classificate: Tahmina Akter e Alice Franceschini (Bangladesh e Italia) con il racconto Vulnerabile

    - Premio Sezione Speciale Donne Italiane: Silvia Favaretto con il racconto La pietra di Sisifo

    - Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: Nadia Kibout (Algeria) con la fotografia Ombra di memoria

    - Premio Speciale Slow Food Terra Madre: Corina Ardelean (Romania) con il racconto L'altra forma dell'amore

    - Premio Speciale Torino Film Festival: Narcissa V. Ewans (Polonia) con il racconto L'usignolo nel frutteto di...
    14 min

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