il posto delle parole

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  • Manuela Viglione "Baratti & Milano. Una grande storia del gusto a Torino"
    Manuela Viglione
    “Baratti & Milano. Una grande storia del gusto a Torino”
    Rizzoli Editore
    www.rizzolilibri.it
    www.electa.it



    Una grande storia del gusto a Torino
    A cura di Manuela Viglione
    Prefazione di Paola Gribaudo


    Torino non è un luogo che si abbandona.
    Friedrich Nietzsche




    Nato a Torino nel 1858 dal sodalizio tra Edoardo Milano e Ferdinando Baratti, quello di Baratti&Milano è un marchio dal sapore antico, che riconosciamo da sempre nelle scatole di latta, nelle caramelle classiche e nei cremini che proprio nei laboratori dell'azienda vennero ideati. Il caffè storico aprì nel 1875 nella Galleria dell'Industria Subalpina, e divenne il luogo d'incontro prediletto da politici, intellettuali, artisti, musicisti e scrittori. La narrazione prende vita tra i suoi tavoli: i racconti si intrecciano con le ricette antiche di pasticceria sabauda da assaporare al tavolo e con i cocktail serviti al bancone. Il caffè Baratti&Milano è tuttora amatissimo dai torinesi e dai viaggiatori, che qui si trovano a degustare una cioccolata, il caratteristico bicerin, un Vermouth di lunga tradizione o qualche drink da conversazione che veniva già servito tra il 1858 e il 1930. Muovendosi fra i ricordi di oltre un secolo, il libro accompagna il lettore alla scoperta dell'arte di confettieri, liquoristi e acquavitai, fornendo le ricette dei migliori dolci e cioccolatini da realizzare in casa, conservate negli archivi Baratti&Milano..



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Nicola Verderame "Soffiano sui nodi" Ece Temelkuran
    Nicola Verderame
    traduttore di:
    "Soffiano sui nodi"
    Ece Temelkuran
    Spider & Fish


    “La Sura intima di guardarsi dalle donne che soffiano sui nodi… Dalla malvagità delle donne che praticano sortilegi.”



    “Nel nome di Dio, clemente misericordioso / Di’: «Io mi rifugio nel Signore dell’Alba nascente/ dai mali del creato, / e dal male di una notte buia quando s’addensa, / e dal male delle donne che soffiano sui nodi, / e dal male dell’invidioso che invidia»”


    Soffiano sui nodi: «Mi rifugio nel Signore dell'alba, dal male di quel che Egli ha creato, dal male del buio quando si addensa, dal male delle donne che soffiano sui nodi, dal male dell'invidioso che invidia» - Corano 113, Sura dell'Alba Chi sono queste donne? E cosa accade quando le donne soffiano sui nodi? On the road alla scoperta di un altro mondo musulmano, al tempo della Primavera Araba presto rivelatasi inverno. Tre giovani donne e una straordinaria sessantenne a giro con una vecchia VW dalla Tunisia fino al confine siriano del Libano. Si sono appena conosciute, le motivazioni che le spingono a intraprendere questo viaggio sono diverse: ognuna nasconde un segreto e nessuna conosce la destinazione finale di questo viaggio improbabile. Un viaggio improbabile perché porta lontano, affidandosi a qualcosa che per definizione è sfuggente e non da garanzie: un sogno, una visione. Ma è solo il viaggio che fa esistere il sogno. Con questo romanzo, che ha scatenato polemiche e controversie nella stessa Turchia per le implicazioni politiche e per la scelta di donne forti, indipendenti e atipicamente musulmane come protagoniste, Temelkuran costruisce una storia potente che ci spinge a riflettere non solo sulle implicazioni sociali della politica, sulla religione e sulla questione femminile in Medio Oriente, e sul suo futuro, ma anche sui legami universali che uniscono le donne, sorelle, madri o figlie che siano. E, come nella migliore tradizione della letteratura, è attraverso un viaggio che si scoprono il valore e il significato di questi legami.


    www.doppiozero.com
    https://www.doppiozero.com/materiali/ece-temelkuran-soffiano-sui-nodi



    ilmanifesto
    https://ilmanifesto.it/ece-temelkuran-perche-la-mia-turchia-puo-essere-un-modello-per-la-destra-populista/



    www.linkiesta.it
    https://www.linkiesta.it/it/article/2019/05/16/populismo-turchia-erdogan-salvini-temelkuran/42153/




    Ece Temelkuran, classe 1973, una delle scrittrici e giornaliste turche internazionalmente più note e rispettate, collaboratrice anche di testate internazionali come «The Guardian» e «The New York Times», licenziata dal giornale in cui lavorava per aver scritto articoli critici sull’operato del governo. Reporter intrepida dalla Turchia e da altri paesi come il Libano durante la guerra del 2006, il Venezuela dopo l’ascesa di Chavez e l’Argentina dopo la crisi economica. Questo romanzo è stato scritto durante la permanenza a Tunisi dove Temelkuran ha trovato rifugio in seguito ad uno dei numerosi attacchi alla stampa portati avanti dal regime di Erdogan e adesso noti al mondo intero. Un fenomeno in Turchia con più di 200.000 copie vendute, pubblicata in più di 15 lingue, autrice del saggio Turchia folle e malinconica, ha ricevuto numerosi premi a riconoscimento della sua attività di scrittrice e giornalista, tra cui il Premio PEN per la Pace. Questo romanzo ha ottenuto l’English...
    30 min
  • Davide Barbato "Festival di Teatro - Concentrica a Scuola"
    Davide Barbato
    "Festival di Teatro - Concentrica a Scuola"

    CONCENTRICA A SCUOLA: GLI STUDENTI ADOTTANO L'INIZIATIVA, LE SCUOLE DIVENTANO TEATRI APERTI AL PUBBLICO CITTADINO E OSPITANO IL MEGLIO DELLA SCENA CONTEMPORANEA.



    Il dialogo e il confronto tra le vecchie e le nuove generazioni, di artisti e di spettatori, saranno i temi centrali del “festival torinese” di Concentrica 2019, affrontati attraverso un progetto e un dispositivo di programmazione innovativo: Concentrica a scuola, tra il 7 e il 16 novembre, sarà un festival di due settimane che porterà il meglio della scena contemporanea italiana sui palcoscenici di due “teatri” davvero fuori dall'ordinario: il Convitto Nazionale Umberto I e l'ITIS Avogadro, due storiche scuole cittadine eccezionalmente aperte la sera al pubblico cittadino, con gli spettacoli dei pluripremiati Berardi Casolari, Claudio Morici, C&C Company, Andrea Cosentino, Controcanto Collettivo, quotidiana.com, Linguaggicreativi. In programma ben 5 prime regionali.


    Il cuore del progetto è costituito dal ruolo degli studenti, che saranno non solo spettatori ma a tutti gli effetti co-organizzatori del festival, adottando l'iniziativa e trasformando la scuola in un luogo aperto e in dialogo vivo con la programmazione artistica e cultura cittadina. I ragazzi e le ragazze delle due scuole accoglieranno gli spettatori prima dell'inizio degli spettacoli, accompagnandoli nella visita degli storici edifici, solitamente chiusi al pubblico, per scoprirne storia, segreti e curiosità; inoltre, verranno formati due gruppi di lavoro che si occuperanno di comunicare le iniziative attraverso reportage e interviste diffusi sui social network e sui canali web.



    I primi tre appuntamenti si svolgeranno al Convitto Nazionale Umberto I, in via Bligny 1 a Torino. Il Convitto, istituito da Carlo Alberto nel 1848, ha sede in un palazzo la cui costruzione, datata a partire dal 1711, è stata realizzata, tra gli altri, anche dal celebre architetto siciliano Filippo Juvarra, a cui si deve il magnifico scalone che il pubblico di Concentrica potrà visitare con la guida speciale degli studenti. Gli spettacoli andranno in scena nell'Aula Magna, per l'occasione trasformata in teatro.



    Si inizia giovedì 7 novembre alle 21 con la prima regionale di Amleto Take Away della compagnia Berardi Casolari, spettacolo che ha valso a Gianfranco Berardi, attore pugliese non vedente, il Premio Ubu 2018 come miglior attore. Nella rilettura della compagnia, il celebre testo shakespeariano diventa un affresco tragicomico che gioca sui paradossi, gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo. Amleto, simbolo del dubbio e dell’insicurezza, icona del disagio e dell’inadeguatezza, è il personaggio ideale cui affidare l'indagine su un mondo in cui «tutto è rovesciato, capovolto, dove l’etica è una banca, le missioni sono di pace e la guerra è preventiva».

    Il secondo appuntamento sarà venerdì 8 novembre alle 21 con l'attore e scrittore romano Claudio Morici e suoi 46 tentativi di lettera a mio figlio, in prima regionale. 46 lettere, una per ogni anno di vita dell’autore, scritte con un obiettivo ambiziosissimo: spiegare al figlio il senso della vita e soprattutto il perché della separazione dei genitori. A metà tra Carlo Verdone e Franz Kafka, Morici inventa un irresistibile epistolario senza risposte. Un padre separato, brizzolato, ultraquarantenne, piegato dal peso del suo bebè nel marsupio "radical" comprato a Roma est. Mentre con una mano cerca parcheggio e con l'altra naviga su Internet in paranoia per i vaccini. Un padre che vorrebbe il posto fisso, ma è costretto a inseguire i suoi sogni d'artista, per non dare il cattivo esempio. Un padre alla continua ricerca di un messaggio, di un senso, di una qualche perla di saggezza che possa trasmettere al suo erede. Lo spettacolo è finalista al premio In-Box 2019.

    Ultimo appuntamento...
    7 min
  • Ilaria Bonacossa "Artissima"
    Ilaria Bonacossa
    "Artissima"
    www.artissima.art





    Artissima, nella giornata di giovedì 31 ottobre 2019
    (preview) e sino a domenica 3 novembre, aprirà le porte della sua
    ventiseiesima edizione negli ampi e luminosi spazi dell’Oval di Torino,
    diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa, recentemente riconfermata
    dal Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei alla guida della
    manifestazione per altri due anni (sino al 2021).
    L’unica fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo si
    prepara ad accogliere i suoi 55.000 visitatori con un palinsesto che,
    mantenendone intatta l’identità di ricerca e d’avanguardia, proporrà idee
    e proposte inedite per rispondere agli stimoli delle istanze più interessanti
    del nostro tempo.
    Riconosciuta a livello internazionale per l’attenzione alle pratiche
    sperimentali e come trampolino di lancio per artisti emergenti e gallerie
    di ricerca, Artissima è un appuntamento unico che attrae ogni anno un
    pubblico di collezionisti, professionisti del settore e appassionati. La fiera
    si riconferma a ogni edizione come la preferita da curatori, direttori di
    istituzioni, fondazioni d’arte e patron di musei provenienti da tutto il
    mondo, coinvolti a vario titolo nel suo programma.
    Artissima nel 2019 propone la dialettica desiderio/censura come tema
    trasversale attorno al quale far convergere l’attenzione. L’obiettivo è
    stimolare una riflessione aggiornata ed eterogenea sulle ambizioni e sulle
    utopie contemporanee, sugli impulsi che plasmano i tempi e sulle
    prospettive e le narrazioni che li attraversano, sul complesso rapporto
    che esiste nella società contemporanea tra le immagini e il loro controllo.
    La vitalità di Artissima e la sua forza innovatrice si riverberano
    ulteriormente su tutta la città, grazie alla collaborazione attiva con
    numerose istituzioni pubbliche, musei, fondazioni, gallerie, catalizzando
    i progetti culturali del territorio.


    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    15 min
  • Maurizio Harari "Andare per i luoghi di Ulisse"
    Maurizio Harari
    "Andare per i luoghi di Ulisse"
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it


    Chi volesse in Italia ripercorrere i luoghi e ritrovare le immagini del favoloso errare di Ulisse, dove dovrebbe recarsi? L’eroe omerico tocca infatti molte località della penisola. Ormeggiò le navi nel Golfo di Gaeta e s’imbattè nei terribili Lestrigoni, giganti antropofagi, nei pressi di Formia; dalle parti di Terracina, l’antica Anxur, sarebbe stato sepolto l’amico Elpenore, e l’isola Eea fu identificata col promontorio del Monte Circeo: qui s’immaginava la residenza della Maga Circe, con la quale egli visse un anno d’amore. E le mostruose Scilla e Cariddi altro non sono che la trasposizione mitologica dei pericoli dello stretto di Messina. Ulisse e i suoi uomini incontrarono i Ciclopi e vennero fatti prigionieri da Polifemo alle falde dell’Etna. Episodi celeberrimi, immortalati fin dall’antichità in affreschi, mosaici e sculture. Il viaggio termina a Cortona, dove Ulisse, lasciata di nuovo Itaca dopo il periglioso ritorno, avrebbe trovato infine sepoltura.

    Maurizio Harari dirige il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia, dove insegna Etruscologia e Archeologia italica. Ha condotto campagne di scavo in siti etruschi dell’Alto Adriatico, nell’entroterra di Adria e a Verucchio. Fra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo «Gli Etruschi del Po» (Cardano, 2000) e «Icone del mondo antico. Un seminario di storia delle immagini» (L’Erma di Bretschneider, 2009).




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Ludwig Monti "Le domande di Gesù"
    Ludwig Monti
    "Le domande di Gesù"
    Prefazione di Enzo Bianchi
    San Paolo Edizioni
    www.gruppoeditorialesanpaolo.it


    «Da “buon scriba” della parola di Dio Ludwig Monti sa trovare nei vangeli cose nuove e cose antiche, sa discernere le perle preziose e sa farci conoscere meglio, attraverso le domande di Gesù, le profondità del nostro cuore».

    (Dalla Prefazione di Enzo Bianchi)


    Gesù amava porre domande, molto più che dare risposte. E la maggior quantità di domande da lui poste rispetto a quelle ricevute ne è una chiara testimonianza.

    È partendo da questo presupposto che qualche anno fa Ludwig Monti, monaco di Bose e biblista, ha incominciato a interessarsi alle domande di Gesù, stilandone un elenco e suddividendole per attestazioni evangeliche e per destinatari. Ne è nato questo libro, pieno di sorprese e curiosità. Ad esempio, si pensa che Gesù nei vangeli abbia formulato solo qualche domanda, e in realtà sono ben più di duecento. Così come si ritiene che spesso le sue sono solo domande retoriche e invece le questioni sollevate da Gesù sono di grande interesse per gli uomini e le donne di oggi. I temi affrontati da Gesù nelle sue domande offrono, infatti, una “planimetria” della vita umana, se non esatta, comunque ricchissima, estesa e piena di sfumature.

    Un volume per conoscere, approfondire e meditare tutte le domande poste da Gesù nei vangeli. Le sue domande, infatti, saranno compagne preziosissime che ci procureranno un tesoro incalcolabile a cui attingere sempre. Prima, durante e dopo ogni possibile risposta.



    Ludwig Monti, nato a Forlì nel 1974, è monaco di Bose e biblista. Collabora, tra l’altro, alle riviste Parola, Spirito e Vita, Ricerche storico bibliche e Rivista Biblica. Con Edizioni Qiqajon ha pubblicato: Le parole dure di Gesù (2012) e I Salmi: preghiera e vita (2018).


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    www.ilpostodelleparole.it
    28 min
  • Andrea Vitali "Sotto un cielo sempre azzurro"
    Andrea Vitali
    "Sotto un cielo sempre azzurro"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it


    Scrittori In Città
    www.scrittorincitta.it
    Martedì 29 ottobre 2019, ore 18:00
    Cinema Monviso, Cuneo
    presentazione del programma del festival
    presentazione di "Sotto un cielo sempre azzurro" con Andrea Vitali
    ingresso libero, prenotazione consigliata:
    https://www.eventbrite.it/e/biglietti-presentazione-programma-sotto-un-cielo-sempre-azzurro-andrea-vitali-76745779693


    Presentazione del programma || Sotto un cielo sempre azzurro | Incontro con Andrea Vitali
    Il programma completo della 21^ edizione di scrittorincittà verrà presentato martedì 29 ottobre alle ore 18 presso il cinema Monviso. Ospite d'eccezione Andrea Vitali, a Cuneo per raccontare il nuovo libro Sotto un cielo sempre azzurro (Garzanti).

    martedì 29 ottobre, ore 18 | cinema Monviso (via XX Settembre 14, Cuneo) | ingresso libero (prenotazione consigliata)

    SOTTO UN CIELO SEMPRE AZZURRO
    Presentazione del programma di scrittorincittà e incontro con Andrea Vitali





    C’era un sacco di verde intorno, prati, alberi, un fiume, il cielo sempre azzurro, tutto quello che rivedo nei disegni che facevo allora quando oggi, ripensando a quel tempo e a quello che accadde, li riguardo.

    La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c’è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e… via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere?
    Con Sotto un cielo sempre azzurro Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa.

    In appendice al romanzo, il racconto Sui matti non piove mai.



    Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente...
    16 min
  • Paolo Donini "La scatola di latta"
    Paolo Donini
    "La scatola di latta"
    Voland Edizioni
    www.voland.it

    P è una creatura senza storia né età, un artista o un poeta (“il che per molti aggiungeva mistero al mistero”); vive isolato nella piccola comunità di Ics osservandola dalla sua soffitta “come in fondo alla lente di un cannocchiale”; apparentemente non fa nulla e non si sa come riesca a campare, salvo sperperando il patrimonio di famiglia. Beato praticante della pigrizia come sottile forma di eversione, finirà inaspettatamente nel cosiddetto corso della realtà quando iniziano a prodursi bizzarri fenomeni che travolgeranno la pacifica vita della cittadina. Tra epidemiche amnesie, primavere in pieno inverno, scombussolamenti urbanistici, inspiegabili sparizioni, la chiave del rebus è sotto gli occhi di chi legge. La scatola di latta è un’avventura ironica nel labirinto del linguaggio, una fabula universale sulla lettura come viaggio verso la salvezza.


    Paolo Donini
    Nato nel 1962, ha pubblicato tre raccolte di poesia, Incipitaria (Genesi Editrice, Torino 2005), L’ablazione (La Vita Felice, Milano 2010), Mise en abîme (Anterem edizioni, Verona 2016); scrive saggi di critica d’arte e letteraria per monografie, riviste, blog. Si occupa di curatela di mostre e di spazi espositivi.


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    18 min
  • Nora Venturini "Buio in sala"
    Nora Venturini
    "Buio in sala"
    Una nuova indagine per la tassista detective
    Il Giallo Mondadori
    www.librimondadori.it


    È estate: il sole brucia e solo i turisti osano affrontare l’afa. Ad accoglierli nel suo fresco taxi c’è Debora Camilli, che si divide tra le strade di Roma e il mare di Ostia. In un pomeriggio sonnacchioso, per un soffio Debora non tira sotto una vecchia signora che vaga confusa in abito da sera e stola. Si tratta di Valeria Massani, un tempo diva dei palcoscenici nazionali ormai in preda alla demenza, che la tassinara, intenerita, riconduce a casa. Pochi giorni dopo, l’anziana muore per cause apparentemente naturali.

    Al funerale, Debora percepisce qualcosa di sinistro e la conferma arriva quando un’altra morte, stavolta violenta, colpisce l’entourage della Massani. Siena 23 inizia a indagare e scopre che in tanti avevano tratto benefici dalla mente non più lucida della primadonna: parenti avidi, amanti profittatori, artisti falliti, tutti protagonisti di questa commedia nera, tutti in gara per contendersi la cospicua eredità.

    Ma potrebbe Debora, seppur armata di intuito e intraprendenza, sbrogliare un simile groviglio senza un poliziotto di lungo corso al suo fianco? Ecco perciò entrare in scena il commissario capo Edoardo Raggio, sua vecchia conoscenza, che alla vigilia delle agognate vacanze viene raggiunto da un SOS della giovane tassista. Come si fa a dire di no a quella figlia ‘ndrocchia? E poi, nonostante il caldo, Roma d’estate ha il suo fascino: deserta e addormentata durante il giorno, sensuale e inquieta quando cala la notte.


    Nora Venturini è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha scritto varie serie tv e tv movie per Rai e Mediaset e firmato numerose regie teatrali. Ha esordito nella narrativa con L'ora di punta (Mondadori, 2017), la prima indagine della tassista Debora Camilli.



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    22 min
  • Paolo Mastri "Tutto così in fretta"
    Paolo Mastri
    "Tutto così in fretta"
    Ianieri Edizioni
    www.ianieriedizioni.it


    Quando il sostituto procuratore della Repubblica Massimiliano Prati viene ucciso sotto casa dell’amante Silvana Di Labio, vedova del costruttore più in vista della città, mancano meno di otto ore al rapimento di Aldo Moro e all’uccisione dei cinque uomini della sua scorta. Testimone oculare del delitto è Roberto Tintori, il sarto della Pescara bene, da due mesi ingaggiato come informatore del Sisde sotto la pressione di un ricatto che riguarda il lato oscuro della sua vita. La sua strada torna così a incrociare quella del capitano Luise, il capo centro del servizio segreto interno, fino a quel momento alle prese con le indagini su un misterioso assalto all’armeria della Polizia ferroviaria, dietro il quale si intuisce l’ombra di Riccardo Venturi, l’imprendibile terrorista nero implicato nella stagione delle stragi sui treni, custode del bottino della rapina del secolo. Il filo invisibile che lega gli avvenimenti di quel marzo 1978 arriva fino al peccato originale della città protagonista del più formidabile miracolo economico del dopoguerra e all’ultimo dei suoi segreti: un ricchissimo affare, il più ricco di tutti, che sta prendendo forma all’ombra di un patto folle in grado di minare la sicurezza nazionale più di terrorismo e trame golpiste. La verità nascosta in quattro cassette di sicurezza è a un passo, ma, nei 55 giorni che seguono, l’impazzimento politico e istituzionale provocato dai registi occulti del caso Moro ostacola il lavoro del capitano Luise.


    Paolo Mastri è nato all’Aquila nel 1962.
    Giornalista, scrittore, autore e conduttore di programmi televisivi e radiofonici, è capo della redazione di Pescara de “Il Messaggero”.
    Da oltre trent’anni si occupa dei principali fatti della cronaca giudiziaria, economica e politica dell’Abruzzo.
    Per “Il Messaggero” ha firmato inchieste sugli intrecci tra politica e affari e sugli interessi della grande criminalità, dal narcotraffico all’ecobusiness, al riciclaggio di denaro nell’economia pulita.
    Ha collaborato con “La Stampa” e la Rai. Ha già pubblicato 3.32 L’AQUILA – Gli allarmi inascoltati e Il Quinto Abruzzo, per i quali ha raccolto riconoscimenti ai Premi Majella, Histonium, Lamerica, Nassiriya, Città di Cattolica, Giuseppe Giusti. Ha ricevuto inoltre il Premio giornalistico Polidoro e il Premio Monte Strega.




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    21 min

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