il posto delle parole

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  • Graziella Bernabò "A cuore scalzo"
    Graziella Bernabò, Onorina Dino
    Antonia Pozzi
    "A cuore scalzo"
    Poesie scelte (1929 - 1938)
    Ancora Editrice
    www.ancoralibri.it


    Antonia Pozzi, nata a Milano nel 1912, morì suicida nel 1938. Di famiglia agiata, poté viaggiare molto in Italia e all’estero. Negli anni Trenta fece parte dell’ambiente culturale che gravitava intorno al filosofo Antonio Banfi e sviluppò una viva attenzione ai problemi sociali. Le sue poesie sono state pubblicate postume in varie edizioni e traduzioni, accolte tutte con profondo interesse. Una grande attenzione hanno suscitato anche i suoi scritti in prosa: le pagine di diario sopravvissute, le molte lettere e la tesi di laurea su Flaubert. Antonia Pozzi ha lasciato inoltre una consistente produzione fotografica di riconosciuto valore artistico.




    Luci libere
    È un sole bianco che intenerisce
    sui monumenti le donne di bronzo.

    Vorresti sparire alle case, destarti
    ove trascinano lenti carri
    sbarre di ferro verso la campagna –

    ché là pei fossi infuriano bambini
    nell’acqua, all’aurora
    e vi crollano immagini di pioppi.

    Noi, per seguir la danza
    di un vecchio organo
    correremmo nel vento gli stradali…

    A cuore scalzo
    e con laceri pesi
    di gioia.

    27 gennaio 1938




    Amore di lontananza
    Ricordo che, quand’ero nella casa
    della mia mamma, in mezzo alla pianura,
    avevo una finestra che guardava
    sui prati; in fondo, l’argine boscoso
    nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
    c’era una striscia scura di colline.
    Io allora non avevo visto il mare
    che una sol volta, ma ne conservavo
    un’aspra nostalgia da innamorata.
    Verso sera fissavo l’orizzonte;
    socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo
    i contorni e i colori tra le ciglia:
    e la striscia dei colli si spianava,
    tremula, azzurra: a me pareva il mare
    e mi piaceva più del mare vero.

    Milano, 24 aprile 1929







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    25 min
  • Valentina Orengo "Più in alto del giorno"
    Valentina Orengo
    "Più in alto del giorno"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it


    "Ripensando ad Alfred, comparso così all’improvviso quel giorno, con il suo ciuffo castano che gli copriva per metà l’occhio destro, i piedi scalzi e quel modo di guardarti dritto nelle pupille senza mai sbattere le ciglia, ecco, ripensando a quel momento dopo molto tempo, mi viene in mente che, tra tanti incontri che ho fatto nella vita, quello sia stato il più misterioso. Non per il modo, quanto per gli effetti che ebbe da subito. Fu come se qualcosa, all’improvviso, avesse cominciato a cambiare tutto intorno.»



    Mimì ha tredici anni ed è convinta che la vacanza in quel piccolo paese di frontiera affacciato sul mare sia la più noiosa della sua vita. Trascorre le giornate leggendo, seduta sul tronco mozzato di un ulivo, e aspettando che qualcosa succeda. Un pomeriggio, all’improvviso, quasi dal nulla compare Alfred, un ciuffo di capelli a coprirgli gli occhi e i piedi nudi. Da quel momento tutto intorno a lei comincia a cambiare. È lui a farle scoprire che il paese profuma di bucato, di pomodori secchi e di gelsomino. È lui a farle conoscere Scatto, Nero e Scintilla. Insieme a loro trascorre giorni spensierati tra i viottoli che si arrampicano sulla collina, la piazza e la spiaggia. Per la prima volta assapora il gusto della libertà e, mentre il mondo degli adulti si fa sempre più lontano, tutto sembra essere quasi troppo perfetto per essere vero. Ma quel momento incantato è breve. Sulle colline, Mimì e Alfred scoprono un segreto troppo grande per due ragazzini. Un segreto che, nonostante tutto, decidono di non rivelare a nessuno. La realtà irrompe violenta nelle loro vite svelandone le sfumature più cupe. L’amicizia tra Alfred e Mimì diventa ancora più profonda, ma la paura, le cose non dette e il dolore nascosto nelle pieghe imprevedibili degli eventi, segnano la fine della loro infanzia.
    Un esordio che lascerà il segno e avrà un’eco infinita nel lettore. Valentina Orengo ci accompagna per mano in un luogo dove il tempo pare essersi fermato, in un momento della vita di tutti noi in cui si è bambini agli occhi degli altri, ma non ai propri. Un libro in cui un’amicizia speciale ha il sapore della libertà e delle sue infinite possibilità.



    Valentina Orengo nasce a Torino ma ha vissuto in molti altri posti: in Liguria, nelle Langhe, in Inghilterra, a Milano, a Firenze e a Roma dove, per ora, si è fermata. Come autrice di programmi televisivi ha collaborato con diverse reti, Mediaset, Rai, MTV e La7, dove lavora attualmente. Ha un marito e un figlio di quindici anni. Quando non lavora, viaggia. Quando non lavora, ma non può viaggiare, suona l’ukulele.



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    26 min
  • Francesca Scotti "Capacità vitale"
    Francesca Scotti
    "Capacità vitale"
    Bompiani Editore
    www.bompiani.it



    Adele vive in una grande città ed è un giovane avvocato che ha appena aperto il suo studio. Ha accettato di difendere due allevatori di maiali accusati di maltrattamenti da un gruppo di animalisti: il caso è controverso, ma come sempre lei si lascia guidare dai fatti e dalla Legge più che dalla morale e dalle emozioni. Adele ama l’acqua, ama le immersioni che la lasciano sospesa nel silenzio circondata da una vita brulicante e piena di colori, ama la libertà che le offre quel mondo parallelo. Sono i primi giorni di luglio quando si lascia tutto alle spalle per raggiungere i suoi compagni, gli stessi da anni, e condividere con loro una settimana tra tute di neoprene, carte nautiche e uscite giornaliere nel blu. Ma un incidente scombina le carte e la vita di Adele deraglia dai binari su cui l’aveva indirizzata per dissolversi tra dubbi e incertezze. Capacità vitale è un romanzo fortissimo e pieno di grazia, la storia lucida e attuale di una donna impigliata tra vocazione e morale, egoismo e generosità.



    Francesca Scotti è nata a Milano nel 1981. Diplomata al Conservatorio e laureata in giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic), cui sono seguiti nel 2013 L’origine della distanza (Terre di Mezzo Editore) e nel 2015 Il cuore inesperto (Elliot Edizioni). Con Bompiani ha pubblicato nel 2017 Ellissi (Premio Metamorfosi 2017 Sulmona; Premio Enriquez 2017). Suoi racconti sono stati pubblicati su diverse riviste italiane e straniere, tra le quali LaLettura, Corriere della Sera, Nuovi Argomenti, Granta, Kenyon Review. Divide il suo tempo tra l’Italia e il Giappone.



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    22 min
  • Betina Lilian Prenz "Morte con lode"
    Betina Lilián Prenz
    "Morte con lode"
    La prima indagine di Sara Katz
    Baldini+Castoldi
    www.baldinicastoldi.it



    Un lunedì mattina di fine maggio, un grido rompe il silenzio in cui è ancora immersa quell’ala dell’Università. A terra, nell’aula di fronte alla segreteria, giace il corpo inerte, la testa in una pozza di sangue, di una vecchia professoressa. A indagare è il giovane ispettore Giuseppe Meneghini, ex studente della stessa facoltà. Con l’aiuto dell’affascinante Sara Katz, unica tra i professori a dimostrarsi collaborativa, Giuseppe si trova a ricostruire gli avvenimenti che hanno portato al delitto. Che rapporto lega i misteriosi messaggi minatori che la vittima aveva ricevuto mentre era ancora in vita, la relazione clandestina e morbosa che uno dei professori intrattiene con una bella studentessa bionda e una controversa lezione sull’argomento “omicidio” tenuta dalla stessa Sara qualche giorno prima del delitto? E perché la professoressa Katz aveva sentito quel giorno l’esigenza di prendere spunto dalla paginetta di uno scrittore argentino per parlare ai suoi studenti del delitto perfetto? Una semplice coincidenza? A ingarbugliare ancora di più la matassa, i deliri del ricco e vecchio marito della vittima, costretto a letto da una grave invalidità, e una badante arcigna e burbera che sembra, anche lei, avere qualcosa da nascondere. E mentre l’attrazione tra i due cresce, l’enigmatico racconto oggetto della lezione di Sara sull’omicidio aleggerà anche su una seconda morte…




    Betina Lilián Prenz è nata a La Plata, provincia di Buenos Aires. Nel 1975 è costretta ad abbandonare con la famiglia l’Argentina per trasferirsi in
    quella che oggi è l’ex Jugoslavia. Nel 1979 approda a Trieste, città nella quale tuttora risiede. Dopo la Laurea e il Dottorato di Ricerca in Filosofia, ha insegnato Lingua Spagnola presso varie università italiane, occupandosi anche di traduzione letteraria, soprattutto poetica. Questo è il suo primo romanzo di una serie che ha per protagonista la professoressa universitaria Sara Katz.



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    19 min
  • Giovanna Romanelli "Cesare Pavese. La storia di un premio"
    Giovanna Romanelli
    "Cesare Pavese. La storia di un premio"
    Gangemi Editore
    www.gangemieditore.it


    Domenica 20 Ottobre 2019
    Santo Stefano Belbo (Cuneo), Casa Natale di Cesare Pavese, domenica 20 ottobre 2019, ore 15.00, presentazione del volume CESARE PAVESE. LA STORIA DI UN PREMIO. Gangemi editore



    Questo libro, che nasce per onorare la memoria del Professor Luigi Gatti, fondatore e presidente del CE.PA.M. di recente scomparso, non vuole essere un mesto ricordo del passato fine a sé stesso, vuole invece essere la testimonianza della memoria viva del passato, anche recente, della storia del Premio Letterario Cesare Pavese, e del duro e appassionato lavoro svolto da tutti coloro che per il Premio hanno lavorato e lo hanno fatto crescere. Si tratta, dunque, di una memoria che non si è ancora esaurita e che è in grado di proiettare il futuro. Per dirla con Benjamin è l'Eingedenken, l'immemorare che non è solo rimemorare o rammentare, è piuttosto l'irruzione nel presente di un'esigenza che viene dal passato, che parla di una comunità, di un territorio, quello di Santo Stefano e del Piemonte. Vuole essere anche la testimonianza duratura di un cultore di Cesare Pavese, che ha sempre messo il suo impegno al servizio degli altri, in particolar modo dei giovani, ai quali lascia il suo insegnamento.

    Giovanna Romanelli, laureata in Lettere classiche presso l'Università Cattolica di Milano, ha conseguito la specializzazione in critica letteraria e artistica ed ha collaborato al progetto IRIDE sempre presso la medesima università. Ha insegnato Langue, culture et civilisation italienne presso la Sorbonne (Paris III), è stata membro del comitato scientifico della Fondazione Cesare Pavese e presidente della giuria del Premio Letterario che dello scrittore porta il nome. È autrice di diversi saggi ed ha tradotto testi critici dalla lingua francese.





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    21 min
  • Marco Pautasso "Progetto Cantoregi" Racconigi
    Marco Pautasso
    Progetto Cantoregi, Racconigi


    Inaugurazione della Soms
    la nuova casa di Progetto Cantoregi

    Sabato 19 ottobre 2019, ore 17.30
    SOMS, Via Carlo Costa 21-23 - Racconigi (Cn)

    In compagnia di: Fabio Geda, Faber Teater,
    Eliana Cantone (Il Mutamento Zona Castalia), Lorena Senestro (Teatro della Caduta)

    Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno. (Pablo Neruda)

    È per rinascere che siamo nati. Prendendo in prestito i versi di Pablo Neruda, Progetto Cantoregi inaugura sabato 19 ottobre 2019 alle ore 17.30 la sua nuova casa nel centro storico di Racconigi (Cn): la SOMS. È il salone sociale in Via Carlo Costa 21-23, appartenuto alla Società Operaia di Mutuo Soccorso, recentemente ristrutturato dal Comune e dato in gestione per sei anni all’associazione Progetto Cantoregi.
    L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

    Nell’arco di quest’anno Progetto Cantoregi ha lavorato per rendere lo spazio adatto alle tante attività che, insieme ai cittadini racconigesi e alle istituzioni, alle realtà culturali, sociali e private del territorio andrà a ideare e realizzare. La SOMS sarà luogo aperto a tutta la comunità, un nuovo spazio pubblico, partecipato e multifunzionale, un laboratorio per tante idee, che spazieranno dal teatro alla musica, dai libri all'arte, e che proporrà anche corsi di varia natura, conferenze e meeting aziendali, feste e animazioni per bambini.

    Marco Pautasso, presidente di Progetto Cantoregi, racconterà al pubblico il nuovo spazio e le sue potenzialità: un salone di più di 100 posti, una luminosa saletta adiacente, un ampio foyer polivalente, una balconata. E spiegherà come la SOMS rappresenti una nuova rinascita per Progetto Cantoregi che, dopo la chiusura dello storico Festival teatrale La Fabbrica delle Idee, è pronta a una nuova partenza, aprendosi alla comunità e creando fertili reti con le realtà territoriali.

    Ad alternarsi sul palco della nuova SOMS le voci di alcuni amici che hanno reso speciale la storia di Progetti Cantoregi, associazione nata nel 1977 dalla dall’idea del regista e autore Vincenzo Gamna (scomparso nel 2017) di creare un teatro popolare capace di coinvolgere una 'intera comunità.
    Ci racconteranno la loro esperienza con Progetto Cantoregi oppure porteranno letture sui temi della rinascita e della ripartenza, a testimonianza della capacità dell’uomo di non arrendersi e di rialzarsi quando cade, e di sapere accogliere le nuove sfide: lo scrittore Fabio Geda, la compagnia teatrale Faber Teater, le attrici Lorena Senestro (Teatro della Caduta) ed Eliana Cantone (Il Mutamento Zona Castalia).

    “Non sempre le cose vanno come vorremmo, ma – spiega il presidente di Progetto Cantoregi Marco Pautasso –, talvolta, ciò che appare come la fine, è solo un nuovo inizio, un trampolino di lancio verso nuove e stimolanti esperienze. Serve il coraggio di reinventarsi, e la Soms per Cantoregi credo esprima appieno questa volontà di cambiamento, e possa offrirci l'opportunità di aprire nuovi orizzonti di senso.”

    Progetto Cantoregi
    L'impegno civile e sociale è al centro della ricerca espressiva di Progetto Cantoregi. L'attività della compagnia carignanese prende il via nel 1977, grazie all'idea del regista e autore Vincenzo Gamna di creare un teatro popolare capace di coinvolgere l'intera comunità in tutte le fasi di preparazione e realizzazione di una pièce, una sorta di autodrammi sul modello del gruppo del Teatro Povero di Montichiello in Val d'Orcia. Progetto Cantoregi trae la propria denominazione da un progetto, commissionato dai Savoia nel XVIII secolo, per la costruzione di un teatro nella città di Carignano, ideato dall'architetto Pietro Maria Cantoregi, che però non venne mai realizzato. Assumendo il nome di Progetto Cantoregi, la compagnia ha inteso affermare la propria vocazione progettuale, volta ad una teatralità...
    11 min
  • Bruno Centrone "Festival del Classico"
    Bruno Centrone
    "Festival del Classico"
    www.festivaldelclassico.it
    www.circololettori.it


    Sabato 19 ottobre 2019, ore 21.00
    "Pitagora, il padre di tutti i teoremi"
    Agli inizi della civiltà culturale
    con Bruno Centrone // storico della filosofia antica
    Piergiorgio Odifreddi // matematico
    modera Giuseppe Cambiano // storico della filosofia antica



    Pitagora avrebbe formulato il suo principio mentre osservava le piastrelle quadrate di un pavimento, vedendone una rotta su di una diagonale. Che l’abbia scoperto lui o che fosse già noto ai Babilonesi, in Cina e in India, questo teorema segna uno dei punti di inizio della civiltà, dello sviluppo culturale, della filosofia e dell’estetica.

    nell’ambito di Dialoghi matematici in collaborazione con il Mulino

    Bruno Centrone (Ravenna 1955) è professore di Storia della filosofia antica presso l'Università di Pisa. Si è occupato principalmente del pitagorismo, di Platone e di Aristotele. Tra i suoi lavori principali Pseudopythagorica ethica (Napoli 1990), Introduzione ai Pitagorici (Bari-Roma 1996), traduzioni e/o commenti di dialoghi platonici (Fedone, Fedro, Repubblica, Teage-Carmide-Lachete-Liside) e una recente traduzione commentata de Il libro Iota della Metafisica di Aristotele (Sankt Augustin 2005). Per Einaudi ha curato il Sofista (2008), l'Eutifrone (2010), Ippia maggiore Ippia minore Ione Menesseno (2012) e ha scritto l'introduzione al Simposio (2009).



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    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Luigi Carletti "Langhe le 100 meraviglie +1"
    Luigi Carletti, editore
    "Langhe le 100 meraviglie + 1"
    di Ilaria Gai e Carola Serminato, foto di Fabio Muzzi
    Typimedia
    www.typimedia.it


    Typimedia nasce dall’incontro di due concetti: la semplicità delle buone idee e l’utilità della buona tecnologia.
    Buone idee e buona tecnologia – se ben combinate – oggi possono dare ottimi risultati. Nel caso di Typimedia, questa filosofia viene calata nel campo della comunicazione e dell’informazione. Da qui nascono Typimedia Communication e Typimedia Editore, le due gambe su cui cammina la nostra attività che, da anni, ci vede impegnati su numerosi fronti con progetti di varia natura.



    “Le Langhe, le 100 meraviglie (+1)” è un viaggio fotografico alla scoperta di un territorio ai piedi delle Alpi, che si estende da Alba ad Asti, fino ai confini della Liguria, dal 2014 Patrimonio UNESCO.

    I paesaggi della “Langa” sono delle vere e proprie cartoline, modellate dal lavoro duro e sapiente dei contadini e oggi patria di sapori unici e autentici, apprezzati in tutto il mondo: È qui che troviamo le nocciole doc di Caravanzana, il pregiato tartufo bianco di Alba e vitigni d’eccellenza, come Barolo, Nebbiolo e Barbaresco.

    Le meraviglie si nascondono dietro l’accogliente profilo delle colline, nelle piazze dei borghi arroccati, sotto le pietre dei castelli e delle chiese medievali, dentro le cantine e tra i tavoli delle osterie, nella Storia custodita nei musei, nella bruma invernale che scende a terra, avvolgendo il tutto come un incantesimo.

    100 (+1) splendide immagini originali, un piccolo tesoro fatto di natura, storie, tradizioni e sensazioni da (ri)scoprire pagina dopo pagina.

    Testi e ricerche a cura di: Ilaria Gai e Carola Serminato

    Foto di: Fabio Muzzi



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    18 min
  • Paola Siragna "Woodstock e poi..."
    Paola Siragna
    "Woodstock e poi..."
    Cinquant'anni di utopie musicali
    Mimesis Edizioni
    www.mimesisedizioni.it

    15-18 agosto 1969. A Bethel, piccola cittadina rurale dello Stato di New York, ha luogo uno degli eventi epocali della musica rock. Woodstock è l’apice, l’apoteosi del movimento hippie e, come tutti gli apici, rappresenta anche l’ultima grande manifestazione prima del progressivo tramonto della stagione dei “figli dei fiori”.
    Cinquant’anni fa calava il sipario sul più grande evento rock della storia, sul movimento hippie, sui Beatles e, forse, sull’utopia di una pace universale davvero possibile.
    Cosa è rimasto di quel sogno?
    Questo volume ripercorre le tappe che, lungo il sentiero tracciato dagli hippie, ci hanno portato al 2019, fra yoga, incensi, progresso tecnologico, droghe e nostalgia.

    Con un’intervista esclusiva a Ivano Fossati e una playlist dei principali successi dell’epoca.

    Paola Siragna, violoncellista e musicologa, svolge attività concertistica e di ricerca in ambito classico e pop. Ha scritto, fra gli altri, i saggi Killer Queen (2005), numerosi contributi nell’opera in tre volumi Musica e musicisti nella storia (2014-2015), a cura di R. Iovino; Il Teatro Sociale di Camogli: il “salotto buono” dei marinai in Teatri di Liguria (2015), a cura di R. Iovino, e il romanzo autobiografico Allegro… ma non troppo! (2015). Per i tipi di Mimesis ha pubblicato La filosofia dei Queen (2015) e Dentro i Nirvana (2016). Potete seguirla sul blog www.paolasiragna.com.



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    21 min
  • Salvo Bitonti "Festival Internazionale delle Scuole d'Arte e Design"
    Salvo Bitonti
    Direttore dell'Accademia Albertina e Belle Arti di Torino
    "Festival Internazionale delle Scuole d'Arte e Design"


    Più di 300 giovani artisti di tutto il mondo porteranno le loro opere a Torino. La città ospiterà fino al 17 novembre 35 realtà italiane tra Accademie e Scuole d'Arte e 19 Accademie straniere per la II edizione del Fisad Festival Internazionale delle Scuole d'Arte e Design e la XIV edizione del Premio Nazionale delle Arti, promossi dal Miur.
    Organizzatrice della manifestazione, dal titolo 'Building a new world', è l'Accademia Albertina di Torino. "Guardo favorevolmente alla struttura di questo Festival come a uno dei casi più avanzati fin qui realizzati", sottolinea il ministro Lorenzo Fioramonti in un messaggio agli organizzatori.
    Il Fisad, ideato e curato dal regista Salvo Bitonti, direttore dell'Accademia Albertina, è un Festival dal format unico al mondo grazie all'apertura a tutte le forme d'arte. Lo presiede la neo presidente dell'Albertina, Paola Gribaudo.
    L'assessorato comunale alle politiche giovanili ha istituito il premio Torino Creativa.


    XIV ed. PNA, Premio Nazionale delle Arti 2019

    II ed. FISAD, Festival internazionale delle Scuole d’arte e design



    Il 14 ottobre al Teatro Carignano di Torino si è tenuta la cerimonia/spettacolo di premiazione degli studenti vincitori della XIV edizione del PNA, Premio Nazionale delle Arti, e l’apertura del FISAD, Festival Internazionale Scuole d’Arte e Design FISAD Building a new world promossi dal MIUR.

    Mita Medici ha condotto la serata accompagnando il pubblico che gremiva il Carignano attraverso una performance aerea al cerchio e ai tessuti del Cirko Vertigo, un’esibizione dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma con il contributo del Conservatorio di Santa Cecilia, un concerto del quartetto d’archi PARS, del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e un intervento degli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Torino.

    Salvo Bitonti, Direttore dell’Accademia, nonché ideatore del FISAD, ha così commentato: "Oggi studenti di 56 scuole d'arte universitarie da tutto il mondo, italiani partecipanti al Premio delle arti, e al FISAD, italiani e stranieri, espongono le loro opere nelle sedi dell'Accademia Albertina. E' il segno tangibile di una volontà di cambiamento e di ripensamento del mondo attuale. "Costruire un nuovo mondo" concept del festival, significa prendere consapevolezza dei nostri errori e mutarli in tentativi di soluzioni per il nostro incerto futuro"

    Anche la Presidente dell’Accademia Paola Gribaudo ha sottolineato il ruolo fondamentale della formazione: “Penso che per costruire un nuovo mondo in questo XXI secolo occorra credere nel potere dell’istruzione, dell’educazione, della cultura e della bellezza. L’Accademia ha la responsabilità di insegnare e formare i professionisti di domani che si trovano ad affrontare le sfide di un momento storico che cambia molto velocemente e che è sempre più selettivo ed esigente.”



    Non potendo essere presente il Ministro Fioramonti ha inviato un breve video messaggio, mentre il Direttore generale per lo studente, lo sviluppo e l'internazionalizzazione della formazione superiore, Maria Letizia Melina, ha premiato i vincitori delle 11 sezioni del PNA insieme al Direttore e ala Presidente dell’Accademia:



    Pittura, Gabriele Belloni dell’Accademia di Belle Arti di Sassari
    Scultura, Luca Del Torto dell’Accademia di Belle Arti Ligustica di Genova
    Arti grafiche, Simeon Llicer Ferri dell’Accademia di Belle Arti di Carrar
    Decorazione, Daria Carpineti dell’Accademia di Belle Arti di Macerat
    Scenografia teatrale, cinematografica e televisiva, Francesca Antolini dell’Accademia di Belle Arti NABA di Milano
    Arte elettronica, Pier Carmelo Alfeo del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari
    Fotografia,...
    17 min

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