il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Laura Toppan "Limbo" di Laura Fusco
    Laura Toppan
    Université de Lorraine
    docente di italianistica
    Laura Fusco "Limbo" Editions Unicité
    https://www.editions-unicite.fr/auteurs/FUSCO-Laura/limbo/index.php
    foto di copertina: Alberto Richetta

    http://ariel.blog.univ-lorraine.fr/laura-fusco/

    La raccolta. Un libro, la storia di un “viaggio”. Tante donne, migranti. Tante storie, uguali e diverse. Fanno da sfondo i campi profughi della Macedonia, la rotta dei Balcani, soprattutto il confine italo-francese dei Balzi Rossi, con il mare e le strade dei passeurs, e Parigi, con le sue luci, il Louvre.
    La vita nei campi, le attese e file per i bagni, gli sgomberi, le cariche della polizia ma anche incontri e storie intense e poetiche.
    La poetessa Laura Fusco, che è stata definita “una delle voci più originali e visionarie della poesia orale in Italia e Europa, tradotta negli Usa” e in 5 paesi, stavolta presta la sua voce alle
    protagoniste di un esodo senza precedenti: le donne incontrate nei campi italiani e francesi che visita. questo suo “viaggio” di donna tra donne. Un affresco dalla dimensione epica, nella sua assoluta modernità, in cui nenie antiche, veglie funebri, storie di donne fuggite dalle violenze, dai confitti o dalle dittature e torture si mescolano ai giochi dei bambini e alla vita quotidiana in cui ci sono perfino barlumi di normalità e voglia di sorriso: si mangia, fuma, fanno selfie, si ascolta musica, nascono amicizie.
    Le poesie sono visionarie, intensamente poetiche, a tratti romantiche, sempre rigorose nel ritrarre la dignità della sofferenza, della ribellione, la tenacia delle protagoniste nel perseguire un sogno, la forza di quel sogno, condiviso, che ha una potenza che eclissa tutto.
    L’Europa viene ritratta nella sua generosità e forza, confusione e fragilità, bellezza e valori, e c’è di tutto: vicini che portano ai migranti borse di cibo e vestiti, volontari, passanti che hanno paura, residenti che chiedono gli sgomberi, madri senegalesi che non vogliono più che i loro figli siano obbligati ad andare in esilio. Nessun desiderio di volere indicare facili soluzioni.
    Accanto alle donne molti adolescenti: per loro il mondo è quello di youtube, già senza confini, e il loro desiderio di ascoltare musica insieme.
    Ancora una volta l’arte, la bellezza e la giovinezza forse sono la risposta che tutti stanno cercando e che come quasi sempre nella storia i giovani intuiscono per primi.


    Laura Fusco, convinta del potere della Parola, da anni si occupa come poetessa di difesa dei diritti. In particolare numerosi sono i suoi lavori per sensibilizzare sul tema dei migranti: ha scritto poesie, ideato progetti artistici e spettacoli con Amnesty International e Libera, è stata membro di redazioni e collaborato con riviste internazionali di Letteratura della migrazione, ha realizzato progetti internazionali contro i femminicidi in diversi paesi del mondo e per focalizzare l’attenzione sul diritto d’accesso all’acqua nei paesi in cui è emergenza e causa di conflitti.

    E’ nel solco di queste battaglie che nel 2016 ha iniziato il suo viaggio di donna tra le donne di campi profughi italiani e francesi. Un viaggio cominciato su Internet e attraverso le immagini di amici reporter e fotografi e che è diventato reale, fisico e dell’anima a partire da un suo soggiorno a Parigi in occasione di una collaborazione con l’Université Paris 8 e la Maison des Ecrivains..
    L’idea, che fa della raccolta un’opera unica e eccezionale, è che non è un reportage, il linguaggio che ama e usa la Fusco, quello dell’epica e dell’anima: la poesia.
    Slogan di striscioni, immagini e parole che scambia o cattura rese indelebili, prima nella sua anima e poi restituite a chi legge, ritratti...
    18 min
  • Andrea Marazzi "Limbo" "Liminal"
    Andrea Marazzi, musicista
    Laura Fusco
    "Limbo"
    Editions Unicité
    https://www.editions-unicite.fr/auteurs/FUSCO-Laura/limbo/index.php
    foto di copertina: Alberto Richetta





    La raccolta. Un libro, la storia di un “viaggio”. Tante donne, migranti. Tante storie, uguali e diverse. Fanno da sfondo i campi profughi della Macedonia, la rotta dei Balcani, soprattutto il confine italo-francese dei Balzi Rossi, con il mare e le strade dei passeurs, e Parigi, con le sue luci, il Louvre.
    La vita nei campi, le attese e file per i bagni, gli sgomberi, le cariche della polizia ma anche incontri e storie intense e poetiche.
    La poetessa Laura Fusco, che è stata definita “una delle voci più originali e visionarie della poesia orale in Italia e Europa, tradotta negli Usa” e in 5 paesi, stavolta presta la sua voce alle
    protagoniste di un esodo senza precedenti: le donne incontrate nei campi italiani e francesi che visita. questo suo “viaggio” di donna tra donne. Un affresco dalla dimensione epica, nella sua assoluta modernità, in cui nenie antiche, veglie funebri, storie di donne fuggite dalle violenze, dai confitti o dalle dittature e torture si mescolano ai giochi dei bambini e alla vita quotidiana in cui ci sono perfino barlumi di normalità e voglia di sorriso: si mangia, fuma, fanno selfie, si ascolta musica, nascono amicizie.
    Le poesie sono visionarie, intensamente poetiche, a tratti romantiche, sempre rigorose nel ritrarre la dignità della sofferenza, della ribellione, la tenacia delle protagoniste nel perseguire un sogno, la forza di quel sogno, condiviso, che ha una potenza che eclissa tutto.
    L’Europa viene ritratta nella sua generosità e forza, confusione e fragilità, bellezza e valori, e c’è di tutto: vicini che portano ai migranti borse di cibo e vestiti, volontari, passanti che hanno paura, residenti che chiedono gli sgomberi, madri senegalesi che non vogliono più che i loro figli siano obbligati ad andare in esilio. Nessun desiderio di volere indicare facili soluzioni.
    Accanto alle donne molti adolescenti: per loro il mondo è quello di youtube, già senza confini, e il loro desiderio di ascoltare musica insieme.
    Ancora una volta l’arte, la bellezza e la giovinezza forse sono la risposta che tutti stanno cercando e che come quasi sempre nella storia i giovani intuiscono per primi.


    Laura Fusco, convinta del potere della Parola, da anni si occupa come poetessa di difesa dei diritti. In particolare numerosi sono i suoi lavori per sensibilizzare sul tema dei migranti: ha scritto poesie, ideato progetti artistici e spettacoli con Amnesty International e Libera, è stata membro di redazioni e collaborato con riviste internazionali di Letteratura della migrazione, ha realizzato progetti internazionali contro i femminicidi in diversi paesi del mondo e per focalizzare l’attenzione sul diritto d’accesso all’acqua nei paesi in cui è emergenza e causa di conflitti.

    E’ nel solco di queste battaglie che nel 2016 ha iniziato il suo viaggio di donna tra le donne di campi profughi italiani e francesi. Un viaggio cominciato su Internet e attraverso le immagini di amici reporter e fotografi e che è diventato reale, fisico e dell’anima a partire da un suo soggiorno a Parigi in occasione di una collaborazione con l’Université Paris 8 e la Maison des Ecrivains..
    L’idea, che fa della raccolta un’opera unica e eccezionale, è che non è un reportage, il linguaggio che ama e usa la Fusco, quello dell’epica e dell’anima: la poesia.
    Slogan di striscioni, immagini e parole che scambia o cattura rese indelebili, prima nella sua anima e poi restituite a chi legge, ritratti e incontri costituiscono il libro.

    Pubblicazioni e traduzioni. Limbo è stato pubblicato nel mese di settembre 2018 in Francia per Editions...
    12 min
  • Laura Fusco "Limbo" - "Liminal"
    Laura Fusco
    "Limbo"
    Editions Unicité
    https://www.editions-unicite.fr/auteurs/FUSCO-Laura/limbo/index.php
    foto di copertina: Alberto Richetta



    La raccolta. Un libro, la storia di un “viaggio”. Tante donne, migranti. Tante storie, uguali e diverse. Fanno da sfondo i campi profughi della Macedonia, la rotta dei Balcani, soprattutto il confine italo-francese dei Balzi Rossi, con il mare e le strade dei passeurs, e Parigi, con le sue luci, il Louvre.
    La vita nei campi, le attese e file per i bagni, gli sgomberi, le cariche della polizia ma anche incontri e storie intense e poetiche.
    La poetessa Laura Fusco, che è stata definita “una delle voci più originali e visionarie della poesia orale in Italia e Europa, tradotta negli Usa” e in 5 paesi, stavolta presta la sua voce alle
    protagoniste di un esodo senza precedenti: le donne incontrate nei campi italiani e francesi che visita. questo suo “viaggio” di donna tra donne. Un affresco dalla dimensione epica, nella sua assoluta modernità, in cui nenie antiche, veglie funebri, storie di donne fuggite dalle violenze, dai confitti o dalle dittature e torture si mescolano ai giochi dei bambini e alla vita quotidiana in cui ci sono perfino barlumi di normalità e voglia di sorriso: si mangia, fuma, fanno selfie, si ascolta musica, nascono amicizie.
    Le poesie sono visionarie, intensamente poetiche, a tratti romantiche, sempre rigorose nel ritrarre la dignità della sofferenza, della ribellione, la tenacia delle protagoniste nel perseguire un sogno, la forza di quel sogno, condiviso, che ha una potenza che eclissa tutto.
    L’Europa viene ritratta nella sua generosità e forza, confusione e fragilità, bellezza e valori, e c’è di tutto: vicini che portano ai migranti borse di cibo e vestiti, volontari, passanti che hanno paura, residenti che chiedono gli sgomberi, madri senegalesi che non vogliono più che i loro figli siano obbligati ad andare in esilio. Nessun desiderio di volere indicare facili soluzioni.
    Accanto alle donne molti adolescenti: per loro il mondo è quello di youtube, già senza confini, e il loro desiderio di ascoltare musica insieme.
    Ancora una volta l’arte, la bellezza e la giovinezza forse sono la risposta che tutti stanno cercando e che come quasi sempre nella storia i giovani intuiscono per primi.


    Laura Fusco, convinta del potere della Parola, da anni si occupa come poetessa di difesa dei diritti. In particolare numerosi sono i suoi lavori per sensibilizzare sul tema dei migranti: ha scritto poesie, ideato progetti artistici e spettacoli con Amnesty International e Libera, è stata membro di redazioni e collaborato con riviste internazionali di Letteratura della migrazione, ha realizzato progetti internazionali contro i femminicidi in diversi paesi del mondo e per focalizzare l’attenzione sul diritto d’accesso all’acqua nei paesi in cui è emergenza e causa di conflitti.

    E’ nel solco di queste battaglie che nel 2016 ha iniziato il suo viaggio di donna tra le donne di campi profughi italiani e francesi. Un viaggio cominciato su Internet e attraverso le immagini di amici reporter e fotografi e che è diventato reale, fisico e dell’anima a partire da un suo soggiorno a Parigi in occasione di una collaborazione con l’Université Paris 8 e la Maison des Ecrivains..
    L’idea, che fa della raccolta un’opera unica e eccezionale, è che non è un reportage, il linguaggio che ama e usa la Fusco, quello dell’epica e dell’anima: la poesia.
    Slogan di striscioni, immagini e parole che scambia o cattura rese indelebili, prima nella sua anima e poi restituite a chi legge, ritratti e incontri costituiscono il libro.

    Pubblicazioni e traduzioni. Limbo è stato pubblicato nel mese di settembre 2018 in Francia per Editions Unicité e è distribuito da Soleils,...
    23 min
  • Lucio Russo "Festival del Classico"
    Lucio Russo
    "Festival del Classico"
    www.festivaldelclassico.it




    Venerdì 18 ottobre, ore 18:00
    Circolo dei Lettori - Via Bogino - Torino
    Aristotele e Aristarco di Samo
    Due verità sui paradigmi astronomici
    con Lucio Russo // matematico

    Una breve analisi della rivoluzione eliocentrica di Aristarco mostra la sua portata non solo nell’ambito tecnico dell’astronomia, ma anche nel superamento delle concezioni aristoteliche sullo spazio e sul moto. Si cerca di mostrare come l’eliocentrismo di Aristarco sia stato sconfitto in seguito a un generale crollo culturale che riportò in auge concezioni pre-ellenistiche in molti campi.




    Lucio Russo
    "Perché la cultura classica"
    La risposta di un non classicista
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it
    Che cosa l'antichità greca e latina ci ha dato e che cosa può ancora darci.

    Qual è il valore che oggi viene attribuito alla cultura classica? è vero, come sostengono in molti, che lo studio del greco antico e del latino sarebbe ormai del tutto inutile nelle società moderne, marcatamente orientate verso discipline e conoscenze di immediata utilità, e che il liceo classico dovrebbe essere abolito? Per molti secoli, dal Rinascimento ad almeno tutto l'Ottocento, le fonti classiche hanno svolto un ruolo chiave all'interno del pensiero europeo, come è testimoniato dai numerosissimi debiti linguistici di parecchie scienze nei confronti del greco antico. Per non parlare di concetti che sono considerati fondamentali per la nostra civiltà, come quelli di «contratto sociale» e «democrazia», attinti dalla cultura greca. Poi c'è stato uno strappo. Nel corso del Novecento la conoscenza del mondo classico si è via via indebolita, fin quasi a scomparire dagli studi superiori, soppiantata da un'evoluzione della cultura verso una collezione di saperi disgiunti che sembrano aver dimenticato le radici comuni, al punto da indulgere a derive irrazionalistiche. Lucio Russo in questo saggio mostra con una vasta gamma di esempi come il debito dell'Occidente verso le civiltà greca e romana sia di gran lunga superiore a quello usualmente riconosciuto, perché ha riguardato tutti gli aspetti della cultura e non solo - come vorrebbe un diffuso luogo comune - quelli oggi classificati come «umanistici» (pensiero politico, diritto, filosofia, arte, musica e letteratura). Spaziando dall'astronomia alla fisica, dalla geometria alla matematica, dalla geografia all'ottica, l'autore chiarisce infatti in modo inoppugnabile come la scienza europea abbia mutuato i suoi fondamenti epistemologici - i metodi dimostrativo e sperimentale - dallo studio dei pochi trattati ellenistici che ci sono pervenuti, in particolare le opere di Archimede e gli Elementi di Euclide. «La tesi principale del libro» scrive Russo «è che la cultura classica, se profondamente rivisitata, potrebbe assumere di nuovo, pur se in modo diverso, quel ruolo unificante svolto in passato e per il quale non è mai stato trovato un valido sostituto.»



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    19 min
  • Giada Lonati "Kum! Festival"
    Giada Lonati
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Sabato 19 ottobre - ore 16:00
    "La vita nonostante. Bambini e malattie inguaribili"
    con Sergio Amarri, Giorgia Cannizzaro, Momcilo Jankovic, Giada Lonati
    Kum! Festival


    Giada Lonati
    "L'ultima cosa bella"
    Dignità e libertà alla fine della vita
    Rizzoli Editore
    www.rizzolilibri.it
    Dal dibattito sul fine vita a una riflessione profonda sull'essere mortali, alla ricerca di un significato nuovo per parole come speranza, dignità, coraggio e libertà.

    "Se anche esistono malattie inguaribili, le persone sono sempre curabili"

    Mai come oggi i successi della medicina ci con- sentono di accarezzare l’illusione dell’immortalità. Però, anche quando saremo guariti una, cento, mille volte, alla fine moriremo. È una cattiva notizia ma è così. Succederà a tutti noi, almeno per quel che ci è dato sapere. Perché allora la morte continua a essere il grande rimosso della nostra cultura? Se prima o poi anche l’Italia avrà una legge per cui saremo chiamati a esprimere le nostre volontà in un “testamento biologico”, come potremo farlo se non siamo in grado di integrare la fine della vita nel nostro orizzonte, di riconoscerci innanzitutto parte di un’umanità mortale? Come possiamo rivendicare la libertà di prendere delle decisioni sul nostro fine vita se vogliamo ostinatamente compiere questa scelta a occhi chiusi? Giada Lonati è un medico palliativista, il suo lavoro comincia quando la medicina che guarisce è stata sconfitta, quando si dice che “non c’è più niente da fare”, e invece c’è ancora moltissimo da fare. Si occupa di accompagnare persone vive (vivissime) in quell’ultimo tratto in cui tutto cambia significato e prende senso. Quel tratto in cui irrompe una consapevolezza nuova nelle nostre vite, un sapere che getterà una luce più nitida sul nostro presente, darà una dimensione diversa al nostro tempo, ci renderà più intensamente vivi. Una sapienza che l’autrice condivide in queste pagine, ricche di pienezza umana e capaci di rimetterci in relazione con noi stessi, con il nostro essere qui e ora. Perché una speranza vera è realizzabile solo nell’orizzonte del possibile. E riconoscerci mortali e transitori, lungi dall’essere soltanto una scoperta dolorosa, può aiutarci a maturare uno sguardo rivoluzionario sul mondo, ad aprire gli occhi sulla bellezza ultima del quotidiano.








    Giada Lonati, medico, si occupa di cure palliative dal 1995 avendo maturato la sua esperienza professionale in ospedali pubblici e presso l’Istituto dei Tumori di Milano.

    Dal 2010 è direttrice sociosanitaria dell’Associazione VIDAS che dal 1982 cura persone con malattie inguaribili offrendo assistenza in cure palliative e nel 2019 ha inaugurato Casa Sollievo Bimbi, il primo hospice pediatrico della Lombardia, per rispondere, anche in degenza e day hospice (dopo cinque anni di assistenza a domicilio) al bisogno dei pazienti bambini e ragazzi.

    È consigliera regionale della Società Italiana di Cure Palliative e ha partecipato a numerosi tavoli regionali.

    Ha uno specifico interesse per la bioetica, in particolare per le sue declinazioni nel fine vita.

    È autrice del libro “L’ultima cosa bella” (Rizzoli, 2017).


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    18 min
  • Mario Colucci "Kum! Festival"
    Mario Colucci
    "La città della salute"
    Kum! Festival
    www.kumfestival.it


    Venerdì 18 ottobre 2019, ore 09:30
    "La città della salute"
    Con Mario Colucci e Francesco Stoppa





    Mario Colucci: medico psichiatra presso il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste; psicoanalista, membro del Forum Lacaniano in Italia e della Scuola di Psicoanalisi dei Forum del Campo Lacaniano.

    Docente presso la Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia dell’Università di Trieste e presso l’Istituto per la Clinica dei Legami Sociali di Venezia.

    Formatore nel campo della salute mentale in Italia e all’estero, ha partecipato a progetti di cooperazione internazionale per il DSM di Trieste.

    È socio fondatore del Laboratorio di Filosofia Contemporanea e della Scuola di Filosofia di Trieste ed è redattore della rivista aut aut, per la quale ha pubblicato numerosi articoli e curato il numero 357, intitolato La diagnosi in psichiatria, e il numero 370, intitolato Individui pericolosi, società a rischio.

    Ha inoltre pubblicato, con Pierangelo Di Vittorio, Franco Basaglia, la prima monografia sullo psichiatra veneziano (Bruno Mondadori, 2001), tradotta anche in francese e spagnolo e di cui sta per uscire una nuova edizione italiana presso la Collana 180 di Edizioni Alphabeta Verlag.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    21 min
  • Valentina Moro "Festival del Classico"
    Valentina Moro
    "Festival del Classico"
    www.festivaldelclassico.it



    Sabato 19 Ottobre, ore 17:30
    Circolo dei Lettori - Torino
    "Efficace Persuasivo Logos"
    La parola tragica di Antigone e Deianira
    con le filosofe Adriana Cavarero e Valentina Moro
    Giorgio Ieranò, grecista

    Cosa si può dire della presa di parola delle due protagoniste sofoclee sulla scena tragica? Cosa può essere messo in questione nella consolidata tradizionale ricezione delle due vicende? L’intento è guardare al linguaggio tragico, alla retorica e alle relazioni che, sulla scena teatrale, la parola può costruire e distruggere, all’efficacia persuasiva del Logos e al seducente pericolo dell’inganno.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    28 min
  • Antonio Masiero "Bergamo Scienza"
    Antonio Masiero
    "Fotografare il buco nero"
    Bergamo Scienza
    www.bergamoscienza.it


    "Fotografare il buco nero"
    BergamoScienza

    Renato Angelo Ricci
    Presidente Onorario della Societa’ Italiana di Fisica, Presidente Onorario dell’Associazione Italiana Nucleare

    Mariafelicia De Laurentis
    Università di Napoli Federico II


    Antonio Masiero
    INFN e Università degli Studi di Padova



    A meno di un secolo da quando è stata ipotizzata l’esistenza del più misterioso oggetto dell’Universo e dopo molteplici evidenze indirette, nel 2019 gli scienziati sono stati in grado di ricostruire la prima “fotografia” di un buco nero. Un’impresa titanica, che ha visto la collaborazione di diversi telescopi in giro per il pianeta e di oltre 200 ricercatori da tutto il mondo.


    Antonio Masiero
    Dopo la laurea all’Università di Padova nel 1978, ha lavorato per vari anni in prestigiosi centri di ricerca stranieri per poi tornare in Italia (Univ. di Perugia, SISSA di Trieste e, dal 2001, all’Univ. di Padova). Dal 2011 è vice presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La sua attività di ricerca si è concentrata sulla “fisica astroparticellare”, ovvero di quel settore di ricerca crocevia tra fisica delle particelle elementari, astrofisica e cosmologia.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    40 min
  • Uberto Zuccardi Merli "Kum! Festival"
    Uberto Zuccardi Merli
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it




    Venerdì 18 ottobre 2019, ore 10:00
    "Il bambino contemporaneo e la società delle dipendenze"
    con Francesca Principi e Uberto Zuccardi Merli


    Sabato 19 ottobre 2019, ore 10:30
    "Il bambino difficile. Iperattività e maltrattamento"
    con Aldo Becce e Uberto Zuccardi Merli


    Sabato 19 ottobre 2019, ore 19:00
    "Il bambino della psicoanalisi"
    con Mariela Castrillejo e Uberto Zuccardi Merli


    Uberto Zuccardi Merli è psicologo e psicoanalista. Membro dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, si è formato a Parigi con Jaques Alain Miller.

    Socio fondatore dell’Associazione “Jonas Onlus” per la clinica dei nuovi sintomi creata da Massimo Recalcati nel 2003.

    Fa parte dell’Equipe di Jonas Milano; insegna “Teoria psicoanalitica dei nuovi sintomi” nella Scuola di Specializzazione in Psicoterapia “IRPA” il cui Direttore scientifico è Massimo Recalcati.

    Da dieci anni è il Direttore Scientifico di “Gianburrasca-Onlus” Centro per ricerca e il trattamento del disagio infantile con sede a Milano.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    31 min
  • Edgarda Ferri "Ballata delle donne imperfette"
    Edgarda Ferri
    "Ballata delle donne imperfette"
    La Tartaruga Edizioni
    www.lanavediteseo.eu


    Artemisia Gentileschi, già tredicenne ricalcava Durer, senza vergogna denunciò il pittore Agostino Tassi perché colpevole di averla violentata. Antigone sfidò la legge degli uomini per seppellire il fratello Polinice, accusato di tradimento. Constance Quéniaux, ballerina all'Opéra di Parigi, offrì a Courbet il suo dettaglio più intimo perché dipingesse "L'origine del mondo". La regina Nefertiti, «la Bella che qui viene», incendiò il desiderio del capo scultore di corte, che la consacrò, per quanto imperfetta, nella scultura più seducente che la storia ricordi. E ancora, Dorotea Gonzaga e la sua sventurata gobba, Annie Jones, la donna barbuta che fece la fortuna del circo Barnum, Victor, che ballava col nome di Lara, e Thomas Neuwirth, diventato una celebrità della musica come Conchita Wurst. Un intreccio che attraversa tutte le epoche, dall'antico Egitto al mito di Ovidio, da Parigi a Vienna, dalla provincia italiana ai teatri di tutto il mondo: le donne raccontate da Edgarda Ferri, ostinate e luminose, danzano nell'imprevedibile varietà che abbraccia le vite delle persone.

    Edgarda Ferri, scrittrice, saggista, giornalista, ha all’attivo numerose biografie, tra cui quelle di grandi donne come Maria Teresa d’Austria, Giovanna la Pazza, Caterina da Siena, Letizia Bonaparte, Matilde di Canossa, Eloisa, Flavia Giulia Elena, di artisti come Piero della Francesca, di condottieri e architetti come Vespasiano Gonzaga. Si è occupata di storia contemporanea in L’alba che aspettavamo e Uno dei tanti. Ha pubblicato inoltre Klimt, le donne, l’arte, gli amori, Il cuoco e i suoi re e Guanti bianchi. Collabora con “la Repubblica”.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    25 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

36 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners