il posto delle parole

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  • Federico Leoni "Kum! Festival"
    Federico Leoni
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it
    18-20 Ottobre 2019, Ancona


    Kum! Festival
    Venerdì 18 Ottobre - ore 12:0
    "L'origine della vita"
    con Federico Leoni

    Venerdì 18 ottobre - ore 18.30
    "L'ingovernabile. Risurrezioni"
    Una conversazione sulla collana Melangolo/Kum!
    con Monica Carestia, Federico Leoni, Simone Regazzoni, Rocco Ronchi


    L'origine della vita è anzitutto il tema della nascita. Nascita di una vita, nascita di un figlio dall'incontro enigmatico del sesso e dall'incanto dell'amore.

    Così, il tema dell'origine della vita chiama in causa da subito la divisione dei corpi e la ricerca assetata e spaventata di prossimità e appartenenza. Chiama in causa in altri termini l'origine della coppia, la costruzione complessa dell'alleanza umana in tutte le forme che la storia ha conosciuto e ha costantemente rimodellato e reinventato.

    Ma l'origine della vita è poi l'emergere della vita umana dalla sterminata preistoria della vita animale, è la vita umana che prolunga e inflette la vita animale in una direzione nuova, instabile, creativa, perché segnata dalle tecniche, marchiata dall'evento del linguaggio, consegnata alla socievole insocievolezza che da sempre caratterizza le comunità umane. Infine l'origine della vita è la comparsa della vita sul pianeta terra, il suo lento sollevarsi dall'inorganico e il suo graduale organizzarsi in forme via via più complesse e differenziate, ed è l'origine della terra e la formazione dell'universo in cui la terra corre la sua eterna corsa circolare, sospesa tra la luce del sole e il buio dello spazio.

    Infine è l'origine dello spazio stesso e del tempo, della materia e dell'energia, dell'ordine che materia ed energia creano ad ogni istante, del disordine che in ogni istante minaccia quell'ordine e insieme lo nutre.

    Grande tema antropologico e scientifico, inesauribile domanda teologica, enigma psicoanalitico che interroga ogni soggetto, antica questione filosofica che la contemporaneità eredita e trasforma profondamente, l'origine della vita è il campo vastissimo e intimamente consonante che Kum! esplorerà in questa sua terza edizione.
    Federico Leoni, Massimo Recalcati


    Federico Leoni
    Coordinatore scientifico del festival, insegna antropologia filosofica all’Università di Verona, dove coordina anche il Centro di ricerca “Tiresia” per la filosofia e la psicoanalisi.
    Insegna anche all’Irpa (Istituto di ricerca per la psicoanalisi applicata), è socio Alipsi (Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi), è condirettore della rivista “Chiasmi”.
    Scrive su molte riviste italiane e straniere ed è autore di vari libri, tra cui Habeas corpus. Sei genealogie del corpo occidentale (2008) e Jacques Lacan, l’economia dell’assoluto (2016).



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    30 min
  • Gabriele Ferrari "Bergamo Scienza"
    Gabriele Ferrari
    "La scienza della fantascienza"
    Bergamo Scienza
    www.bergamoscienza.it


    Lunedì 14 ottobre 2019
    Gabriele Ferrari
    Bergamo Scienza

    Come si riproducono gli xenomorfi? Il rapporto preda-predatore tra il Predator e le sue prede è ecologicamente sostenibile? Perché i Na’vi di Avatar hanno la pelle blu? Gli autori di Tremors hanno mai letto Darwin? Un viaggio alla scoperta della “scienza nella fantascienza”, raccontato da qualcuno che ha dedicato la sua carriera ai mostri (reali e immaginari).




    Gabriele Ferrari, paleontologo di formazione, giornalista di professione, gamer da 25 anni, scrive di film, scienza, hi-tech e videogiochi; caposervizio di un sito di cinema fino a ieri (davvero), ora ne dirige uno di tecnologia, e ne è felice. Collabora con chiunque glielo chieda – ultimamente lo trovate a parlare di natura e ambiente su Oggi e Focus. Ha anche un blog, che aggiorna quando può. Pensa che Zelda sia la miglior invenzione dai tempi della ruota e spende gran parte del suo tempo libero a Lordran.






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    20 min
  • Dario Netto "Festival dell'Innovazione e della Scienza"
    Dario Netto
    "Festival dell'Innovazione e della Scienza"
    Settimo Torinese
    www.festivaldellinnovazione.settimo-torinese.it


    Il Festival, caso più unico che raro in Italia, è organizzato grazie al contributo degli sponsor privati ed è interamente realizzato dal Comune di Settimo attraverso la Fondazione ECM (Esperienze di Cultura Metropolitana).

    Nato nel 2013 a Settimo Torinese, una città che fa dell’innovazione il suo punto forte, grazie alle presenza sul territorio di importanti aziende in campo tecnologico e innovativo e ad un’ efficace cooperazione pubblico-privato, il Festival ha l’obiettivo di raggiungere un pubblico trasversale, dagli appassionati di temi scientifici alle famiglie di curiosi, attratti da un programma vario e divertente; dalle imprese innovative all’editoria.

    Partendo dall’innovazione il Festival pone tra gli obiettivi principali quello di essere un momento di contaminazione tra arti diverse: pittura, teatro, musica, affinché diventi sempre più una rassegna trasversale che sappia coniugare le nicchie dell’innovazione con l’interesse del grande pubblico.

    Tra gli obiettivi favorire, nei giovani, l’acquisizione di competenze nella comunicazione scientifica e divulgativa, valorizzare lo sforzo didattico degli insegnanti; incentivare la divulgazione nelle sue varie componenti, da quelle più tradizionali a quelle più artistiche e innovative, creando un intreccio tra scienza, nuovi linguaggi e spettacolo; essere una vetrina per le aziende innovative, le start up, i centri di ricerca, che nella rassegna possono trovare visibilità e confronto con il pubblico. Tra gli altri obiettivi quello di dare visibilità al mondo della scuola coinvolto in modo non solo passivo, in qualità di spettatore, ma anche straordinariamente attivo grazie all’opportunità di portare progetti ed invenzioni; mettere in relazione il mondo della scuola e il mondo dell’industria con progetti ad hoc; diventare sempre più un Festival metropolitano, che coinvolga i comuni della città metropolitana (da qui nasce l’idea nel 2015 del Festival OFF) diventando sempre più un festival di caratura nazionale. Il Festival è questo e anche di più: è ricerca, scoperta, esplorazione, meraviglia, avventura, viaggio, eccellenza e sogno.

    La divulgazione scientifica è fatta in modo semplice, divertente e coinvolgente, affrontata attraverso laboratori, incontri, caffè scientifici, presentazioni, spettacoli, intrattenimento, mostre, allestimenti.



    Nato in punta di piedi con un piccolo programma sperimentale nel 2013, il Festival si è consolidato nelle edizioni 2014 (dedicata allo Spazio), 2015 (dedicata alla Luce), 2016 (dedicata alla Robotica), 2017 (dedicata alla Chimica) e 2018 (dedicata alla Salute).

    Il trend dei visitatori è in ascesa e si è attestato su grandi numeri: 25.000 visitatori nel 2014 e più di 40.000 nel 2018.

    L’edizione 2018 ha visto circa 150 appuntamenti in programma, oltre 200 relatori provenienti da tutta Europa e 10.000 studenti (dalle materne alle medie) che hanno partecipato ai laboratori del mattino.

    Oltre 500 uscite stampa su quotidiani, settimanali, mensili, web magazine, radio e tv hanno documentato l’edizione 2018. 40 scuole superiori provenienti da tutta la Regione (e anche da fuori) protagoniste attive con la presentazione dei progetti innovativi sulla tematica del Festival e flussi di visitatori provenienti da tutta Italia.

    Tra i grandi ospiti hanno partecipato: Marco Tronchetti Provera, Eugeny Morozov, Paolo Nespoli, Paolo Attivissimo, Mario Calabresi, Marco Lavazza, Umberto Guidoni, Piergiorgio Odifreddi, Giovanni Bignami, Roberto Battiston, Antonio Marchis, Paolo De Bernardis, Dario Vergassola, Emanuele Micheli, Joel Gibbard, Serena Dandini, Antonello Soro, Elio, Ivan Capelli, Marco Malvaldi, Lorenzo...
    14 min
  • Davide Longo "TutteStorie"
    Davide Longo
    "TutteStorie"
    www.tuttestorie.it




    Davide Longo, Fausto Gilberti
    "La montagna pirata"
    Corraini Edizioni
    www.corraini.com

    Un bambino, un papà, una mamma, una sorella in arrivo per cui bisogna ancora scegliere il nome, un cane che un nome ce l'ha già e anche piuttosto importante: tutti a bordo di una macchina color caffelatte, in direzione di una baita di montagna. Insieme a loro entriamo nel mondo in bianco e nero di "La montagna pirata", e partiamo per una vacanza di famiglia. "Ooh no!", pensa il bambino: non gli va proprio di affrontare la noia, i ragni, le nuvole e soprattutto quella montagna con la sua spaventosa barba bianca... Ma può bastare una passeggiata all'alba con una tazza di tè caldo, in compagnia del papà e del cane Quinto Valerio Massimo, per cambiare le cose. Tra boschi e distese di soffioni, il bambino scopre la pirateria di montagna e impara le sue regole: non pensare troppo a lavarsi la faccia e non avere paura delle cose che cambiano. Attraverso le parole di Davide Longo e le illustrazioni di Fausto Gilberti, "La montagna pirata" ci trasporta ad alta quota, dove scopriamo che a volte le cose fanno molta più paura quando le guardiamo da lontano. Età di lettura: da 5 anni.


    Davide Longo
    E’ nato a Carmagnola (Torino) nel 1971. È scrittore, insegnante, regista di documentari, autore di testi teatrali e radiofonici. Il suo primo romanzo Un mattino a Irgalem e il successivo Il Mangiatore di pietre sono stati pubblicati da Marcos y Marcos. I suoi libri d’arte e per bambini ( Pirulin senza parole, E più non dimandare, La vita a un tratto e La montagna pirata) sono pubblicati da Corraini Edizioni. Nel 2007 ha curato per Einaudi l’antologia Racconti di montagna. Nel gennaio 2010 è uscito per l’editore Fandango L’uomo verticale. I suoi ultimi romanzi: Ballata di un amore italiano, Il caso Bramard e Così giocano le bestie giovani sono editi da Feltrinelli. Ha scritto la sceneggiatura per il film Il Mangiatore di Pietre, interpretato da Luigi Lo Cascio. Vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. I suoi libri sono tradotti e pubblicati in molti paesi.


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    18 min
  • Andrea Vico "TutteStorie"
    Andrea Vico
    "TutteStorie"
    Festival di Letteratura per Ragazzi
    www.tuttestorie.it


    TERRATERRA. Racconti, visioni e libri di sopra e di sotto a Cagliari


    Ideato e organizzato dalla Libreria per Ragazzi Tuttestorie, e progettato in collaborazione con lo scrittore Bruno Tognolini, il Festival Tuttestorie si rivolge un pubblico di bambini e ragazzi da 0 a 16 anni, con uno spazio di approfondimento e formazione dedicato al pubblico adulto. Il programma prevede circa 350 appuntamenti con più di 80 ospiti italiani e stranieri fra scrittori, illustratori, artisti, narratori, musicisti, attori, danzatori, scienziati, musicisti, giornalisti. Incontri, laboratori, spettacoli, narrazioni, performance, mostre ed eventi speciali saranno dedicati nel 2019 al tema della TERRA.


    Andrea Vico, Telmo PIevani
    "Piante in viaggio"
    Editoriale Scienza
    Questa è la storia di Giulia e di una cena davvero planetaria, ma è anche la straordinaria storia dell'agricoltura, che ha cambiato per sempre la vita di noi esseri umani, il paesaggio che ci circonda e le piante stesse.

    «Un racconto-vademecum che si sfoglia volentieri a ogni età» – Il Venerdì

    Un giro al mercato si trasforma in un coloratissimo viaggio alla scoperta delle mille piante che l'uomo ha addomesticato... e che hanno addomesticato noi. Con nonno Bruno, ogni bancarella diventa un incontro affascinante e dietro ogni ortaggio si nasconde una sorpresa. Lo sapevi che un tempo le banane avevano i semi e le mandorle erano velenose? E che i pomodori, quando giunsero per la prima volta in Europa, furono a lungo considerati velenosi? Ma le piante non ci danno solo cibo, spezie, medicine e stoffe: possono anche darci le idee giuste per capire il presente e affrontare il futuro! Età di lettura: da 8 anni.


    Andrea Vico
    Torinese, 50 anni, giornalista, 4 figli e una bicicletta, da oltre 25 anni si occupa di divulgazione scientifica. Ha scritto per “Tuttoscienze-La Stampa”, “Le Scienze”, “Il Sole 24 Ore” E’ autore di una decina di libri di divulgazione scientifica, spesso per bambini e ragazzi con Editoriale Scienza, Giralangolo e Fabbri. Progetta e realizza mostre interattive per festival della scienza, laboratori di “scienza giocata” per le scuole. È docente di Science Communication per l’Università di Torino. Ha fondato l’associazione ToScienceCamp con la quale organizza d’estate delle vacanze scientifiche per bambini e adulti. Il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Telmo Pievani, si intitola Piante in viaggio.



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    9 min
  • Matteo Fochessati "Anni Venti in Italia"
    Matteo Fochessati
    "Anni Venti in Italia"
    L'età dell'incertezza
    Palazzo Ducale Genova
    fino al 1° marzo 2020
    www.palazzoducale.genova.it


    Gli anni venti in Italia furono anni complessi, tanto ruggenti e sfavillanti quanto inquieti. Anni cruciali di passaggio tra la Grande Guerra, con la fine dell’ottimismo e delle certezze che avevano caratterizzato la Belle Époque, e la crisi mondiale del decennio successivo. Una crisi che, annunciata nel 1929 dal crollo di Wall Street e seguita dalla progressiva affermazione di regimi dittatoriali sullo scacchiere internazionale, si concluse poi con la tragedia della seconda guerra mondiale.
    Il clima generale di incertezza, determinato dagli effetti del conflitto, dalla difficile transizione economica e dalle rilevanti trasformazioni sociali e culturali, si riflette in pieno nelle ricerche artistiche di quegli anni. Caratterizzate da una straordinaria varietà linguistica, esse rappresentano il termometro di un’epoca convulsa, complessa e indeterminata, nella quale possiamo ritrovare dirette corrispondenze con la nostra.

    La mostra intende offrire uno sguardo originale sul decennio, mettendone in luce non tanto gli aspetti esteriori del glamour, nei quali si incarnarono il desiderio di evasione e di appagamento sensoriale, quanto piuttosto i lati più oscuri, inquieti e irrazionali.
    Undici capitoli scandiscono il racconto espositivo: a partire dalla sezione Volti del tempo, un vero e proprio spaccato della società dell’epoca, da cui emerge quella “moderna classicità” che connotò le esperienze stilistiche del Novecento e del Realismo Magico.
    La modernità di Severini, Casorati, Oppi e Arturo Martini appare differente da quella promossa dall’avanguardia futurista: una modernità in cui passato e presente convergono, creando una stretta connessione tra tradizione e rinnovamento, ma che diventa anche espressione di uno spaesato distacco dalla realtà quotidiana, come nelle opere di Carrà, Guidi, Donghi e Ferrazzi, o di nostalgia per un passato mitico e ideale, come nel caso di Funi e Sironi.

    Il racconto di quegli anni non tralascia di documentare il senso di alienazione e le visioni distopiche prodotti dalle angosciose distorsioni della modernità, come reso evidente dalle opere di Sexto Canegallo, e di mettere pure in risalto l’affermazione dell’autonomia e dell’indipendenza della figura femminile, scaturita nata dal suo inedito ruolo sociale durante la Grande Guerra.
    L’ultimo capitolo è dedicato infine all’altro, meraviglioso, volto degli anni venti: quello più noto del gusto déco, come fondamentale espressione di un prepotente desiderio di eleganza, lusso ed edonismo.

    In mostra tra le altre opere di Carlo Carrà, Felice Casorati, Galileo Chini, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Achille Funi, Virgilio Guidi, Alberto Martini, Arturo Martini, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Alberto Savinio, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Adolfo Wildt.

    Le oltre 100 opere esposte, tra pittura e scultura, provengono da importanti collezioni pubbliche, tra le quali ricordiamo La Galleria Nazionale di Roma, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Palazzo Pitti a Firenze, il MART di Rovereto, l’Istituto Matteucci di Viareggio, La Fondazione Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, la Collezione Giuseppe Iannaccone di Milano – e altrettanto importanti collezioni private.

    La mostra è a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone




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    18 min
  • Lucia Ghebreghiorges "Festival Letterature Migranti"
    Lucia Ghebregiorges
    www.festivaletteraturemigranti.it



    Festival delle Letterature Migranti
    Palermo
    Venerdì 11 ottobre 2019
    con Lucia Grebreghiorges



    Future.
    Il domani narrato dalle voci di oggi
    effequ edizioni
    a cura di Igiaba Scego
    Undici autrici afroitaliane raccontano di futuro, generazioni e radici. Un’antologia alla ricerca di una nuova lingua, di nuove idee, di prospettive forti, differenti e inesplorate. Un’antologia che parte da dove viviamo, l’Italia, e guarda altrove, con straordinaria forza ed emozione. Un libro che vuole marcare un passo verso il domani, narrandolo, inventandolo, osservando il presente e il passato

    Igiaba Scego è una scrittrice italosomala. Collabora con «Internazionale» e «Il Manifesto»; tra le sue pubblicazioni Oltre Babilonia (Donzelli, 2008), La mia casa è dove sono (Rizzoli, 2010), Adua (Giunti, 2015).

    Le autrici dell’antologia: Leila El Houssi; Lucia Ghebreghiorges; Alesa Herero; Esperance H. Ripanti; Djarah Kan; Ndack Mbaye; Marie Moïse; Leaticia Ouedraogo; Angelica Pesarini; Addes Tesfamariam; Wii.

    Prefazione e postfazione: Prisca Agustoni, Camilla Hawthorne






    Lucia Ghebreghiorges
    Giornalista e attivista, nata in Italia ma figlia di immigrati. Promotrice della rete G2 (Seconde generazioni) che lotta per l’affermazione di una legge di cittadinanza che dia loro voce, che ne consideri la specificità e i diritti. Un’esperienza riportata nella raccolta di racconti, curata da Igiaba Scego, intitolata Future. Il domani raccontato dalle voci di oggi (Effequ).



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    12 min
  • Luca Gregorio e Riccardo Magrini "Fagianate, scatti e scie"
    Luca Gregorio e Riccardo Magrini
    "Fagianate, scatti e scie"
    Dizionario sentimentale del ciclismo
    Prefazione di Paolo Condò
    Rizzoli Editore
    www.rizzolilibri.it

    Ci sono le classiche (allungo, carovana, manubrio), quelle romantiche (bacio, cotta), quelle goliardiche (piss stop, trombatura, miciola), quelle autobiografiche (la presa della pastiglia) e quelle semplicemente improvvisate, che nascono dall’intuizione di un momento, da una complicità e da una passione comune che si rafforza telecronaca dopo telecronaca.Riccardo Magrini, per tutti “Il Magro”, e Luca Gregorio sono le voci del ciclismo di Eurosport e con le parole non si limitano a commentare le corse: piuttosto ci giocano in modo unico, attingono a un patrimonio consolidato dalla tradizione e lo rimodellano mescolando tecnicismi e goliardia, lo contaminano con riferimenti ora alti ora prosaici, lo reinventano per sintetizzare in un’espressione intere parabole umane.E con Fagianate, scatti e scie di queste parole propongono una insindacabile selezione. Perché, come ha scritto Paolo Condò nella sua prefazione, «quella di Riccardo e Luca è una lingua “aumentata”, ed era nella logica delle cose che questa neolingua si dotasse di un dizionario».




    Riccardo Magrini
    (1954) è stato ciclista professionista dal 1977 al 1986, vincendo anche una tappa al Giro d’Italia e una al Tour de France. Dopo essere stato direttore sportivo, oggi è commentatore e opinionista per Eurosport.


    Luca Gregorio
    Luca Gregorio(1981) è giornalista, voce e volto di Eurosport e Bike Channel.



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    22 min
  • Antonietta Pastore "Murakami Haruki" Premio Bottari Lattes Grinzane
    Antonietta Pastore
    traduttrice
    "Murakami Haruki"
    Premio Bottari Lattes Grinzane 2019
    www.fondazionebottarilattes.it
    www.einaudi.it



    Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Con La fine del mondo e il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Einaudi ha pubblicato Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood (Tokyo Blues), L'uccello che girava le Viti del Mondo, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L'elefante scomparso e altri racconti, L'arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole, Ritratti in jazz (con le illustrazioni di Wada Makoto), L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Sonno, Uomini senza donne, La strana biblioteca (con le illustrazioni di Lorenzo Ceccotti), Vento & Flipper, Gli assalti alle panetterie (illustrato da Igort), Il mestiere dello scrittore, Ranocchio salva Tokyo (con le illustrazioni di Lorenzo Ceccotti), L'assassinio del Commendatore. Libro primo e L'assassino del commendatore. Libro secondo. Einaudi ha anche pubblicato in uniform edition nei Super ET, con le copertine di Noma Bar: L'arte di correre, L'elefante scomparso, L'uccello che girava le Viti del Mondo, Norwegian Wood, Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Nel segno della pecora, Kafka sulla spiaggia, I salici ciechi e la donna addormentata, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Tutti i figli di Dio danzano, After Dark, Underground, A sud del confine, a ovest del sole, Uomini senza donne, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Vento & Flipper, Il mestiere dello scrittore e, con Ozawa Seiji, Assolutamente musica.




    «Amo la cultura pop: i Rolling Stones, i Doors, David Lynch, questo genere di cose. Non mi piace ciò che è elitario. Amo i film del terrore, Stephen King, Raymond Chandler, e i polizieschi. Ma non è questo ciò che voglio scrivere. Quello che voglio fare è usarne le strutture, non il contenuto. Mi piace mettere i miei contenuti in queste strutture. Questa è la mia via, il mio stile. Perciò non piaccio né agli scrittori di consumo né ai letterati seri. lo sono a metà strada, e cerco di fare qualcosa di nuovo. [...] Scrivo storie strane, bizzarre. Non so perché mi piaccia tanto tutto ciò che è strano. In realtà, sono un uomo molto razionale. Non credo alla New Age, né alla reincarnazione, ai sogni, ai tarocchi, all'oroscopo. [...] Ma quando scrivo, scrivo cose bizzarre. Non so perché. Piú sono serio, piú divento balzano e contorto».
    Murakami Haruki «The Salon Magazine», 16-12-1997

    ***

    Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento, del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembrava appartenere alla tradizione nipponica. I suoi scenari metropolitani e i riferimenti alla cultura popolare occidentale (da Michel Polnareff ai Beach Boys, dai film di Peckinpah a Jean Seberg), perfino la forma della scrittura, debitrice a Fitzgerald e a Capote, piú che a Kawabata o Tanizaki, proiettavano la letteratura giapponese in spazi nuovi e inattesi. L'influenza della cultura occidentale su uno scrittore giapponese nato nel 1949 non era certo cosí sorprendente di per sé, anzi rispecchiava una formazione comune a un'intera generazione di giovani; ma era la prima volta che queste atmosfere venivano rappresentate nell'ambito della letteratura «alta». Alla sua attività ricca e costante di narratore e saggista, Murakami ha affiancato il lavoro di...
    24 min
  • Tiziano Fratus "Interrestràre"
    Tiziano Fratus
    "Interrestràre"
    Lindau Edizioni
    www.lindau.it



    «La parola meditazione riesce ancora a suscitare perplessità. A chi pratica pare bizzarro, ma per molti l’idea di sedersi, di inginocchiarsi, di ritirarsi per qualche intervallo di tempo dalla vita attiva a cui siamo insistentemente chiamati a partecipare, è esso stesso segno di debolezza, di mancanza di carattere, di una qualche forma di passività, in sostanza una perdita di tempo e di energie. O, in altre parole, un atto infecondo. Ma cos’è dunque la meditazione? Nel semplice gesto di meditare, quel che si appresta a fare, è dimenticare di saper fare. Per una ragione ottima: guarire, appianare, ordinare, divincolare. Iperbolicamente potremmo addirittura dire: iniziare a risorgere. Non è necessario, e probabilmente non è l’unica via, ma non è poco.»






    Voce del verbo Interrestràre, «verbo intransitivo, crasi fra le parole incanto, terrestre, camminare e meditare. Azione che produce un sentimento di meraviglia camminando in una valle o in un luogo colmo di bellezza.»

    Tiziano Fratus, il "Cercatore d’alberi", è un poeta, la cui produzione editoriale è vasta, ricca, profonda. Nei suoi scritti e nelle sue meditazioni ha perfezionato il concetto di Homo Radix, una pratica di meditazione in natura e la disciplina della Dendrosofia. Di sé egli dice: «Abito un continente compreso fra la carta e la corteccia. La prima radice: la poesia.».

    Interrestràre. Quaderno di meditazioni, un diario intimo nel quale l’autore si racconta, segue il corso del proprio fiume e ne fa ricordo, riflessione, poesia in movimento. Il libro è dedicato al poeta William Stanley Mervin (Pulitzer per la poesia nel 2009, poeta dell’ecologia profonda) scomparso proprio nelle settimane in cui Fratus terminava di lavorare a queste pagine (15 marzo 2019). Ma sono tante le persone a lui care che lo “accompagnano nel bosco” per tentare di placare quella sete inestinguibile di “natura” e di “rinascita” che agita l’autore. Da Gary Snyder (il Poeta Laureato del Selvatico) a John Muir, da Wendell Berry a Robert Bly, da Thomas Merton ad Adriana Zarri. Ebbro di selvatichezza, di quella intraducibile wilderness che esisteva all’inizio dei tempi, quando al sesto giorno Iddio creò uomini e piante, bestie e il mondo così come poi è giunto a noi, lo spirito pulsa, e cammina nelle parole e nella nostra consapevolezza.

    Adesso abita nella «Casa del leccio», Tiziano Fratus, in un piccolo paese ai piedi delle Alpi Cozie, sulle orme dei suoi antenati vissuti in quella stessa Pianura Padana. Tra boschi e montagne, porta avanti un percorso spirituale di comunione con la natura e di meditazione, di studio e scrittura. Interrestràre raccoglie i frutti di questo percorso in divenire: appunti e meditazioni che prendono spunto dalle intuizioni più varie e, come le piante, si espandono per gemmazione, si ramificano creando connessioni sempre più profonde.


    La voce poetica di Tiziano Fratus è stata tradotta e rimodulata in dieci lingue (inglese, francese, portoghese, spagnolo, tedesco, polacco, croato, macedone, lituano, slovacco).
    Il suo sito è Studiohomoradix.com



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