il posto delle parole

il posto delle parole

Download on the App Store

il posto delle parole episodes

  • Amedeo Cottino "Nuto Revelli 1919-2019"
    Amedeo Cottino
    "Nuto Revelli 1919 -2019"


    protagonista e testimone dell’Italia contemporanea
    www.nutorevelli.org



    Amedeo Cottino
    Università di Torino
    "Buttare via il falso"
    Nuto Revelli alla ricerca della verità
    Sabato 5 ottobre 2019




    convegno internazionale
    Cuneo, Cinema Monviso, Via XX Settembre 14
    sabato 5, domenica 6 ottobre 2019

    Nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Nuto Revelli, il Comitato Nazionale istituto dal Mibac e la Fondazione Nuto Revelli organizzano il convegno internazionale di studi Nuto Revelli protagonista e testimone dell'Italia contemporanea che si svolgerà a Cuneo presso il Cinema Monviso (Via XX Settembre, 14)


    Nuto Revelli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato un testimone importante del Novecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, prima come sottotenente degli Alpini in Russia, poi come partigiano nelle fila delle bande di Giustizia e Libertà, Revelli fu difensore della libertà, ricercatore sul campo della civiltà contadina, osservatore attento e sensibile degli sviluppi di una società in trasformazione. Amico di Primo Levi e Mario Rigoni Stern, con cui condivideva una narrazione atipica, schietta e non retorica, la sua voce risuona forte oggi più che mai, rilanciando parole che non soltanto conservano la carica della memoria – una memoria viva e attiva, indispensabile nutrimento per la cultura e la consapevolezza – ma hanno anche la capacità di suggerire, in particolar modo alle giovani generazioni, percorsi contemporanei ispirati alle scelte di chi ha attraversato, giovanissimo, l’orrore della guerra e ha affrontato la responsabilità di combattere per la Liberazione. Nuto Revelli, infine, con la sua attiva presenza oltre che con la sua opera, ha contribuito a creare quella consapevolezza dell’identità antropologica, ancor prima che geografica e culturale, del Cuneese e delle Langhe che costituiscono oggi uno dei fondamenti del fiorire di iniziative, non solo culturali, del territorio.
    Ai giovani e a un largo pubblico di lettori vuole ora parlare il convegno internazionale Nuto Revelli protagonista e testimone dell’Italia contemporanea. Perché la manifestazione, nel rispetto dell’approfondimento storico, sa toccare temi, oggi più che mai, sensibili perché capaci di unire, ma anche di dividere attorno al dibattito delle idee.
    Revelli ha sempre avvertito il dovere di scrivere e raccontare: per quelli che non potevano farlo, perché “vinti” dalla storia ed esclusi dalla società, e per quelli che sarebbero venuti dopo di lui. Conoscere la Storia, farla conoscere ai giovani è consapevolezza e urgenza civile, amore per la giustizia e la libertà.
    Sabato 5 ottobre, in mattinata, dopo i saluti delle Autorità, Gastone Cottino, professore emerito dell’Accademia delle Scienze e presidente del Comitato Nazionale del Centenario, ex partigiano e amico, apre i lavori ricordando Revelli personaggio poliedrico, combattente, grande comandante partigiano, memorialista, letterato, antropologo, sociologo. “Un uomo che ha avuto il coraggio e la forza etica di fare un esame autocritico della sua generazione, per superare quella rimozione della memoria che aveva caratterizzato l’Italia dopo la Liberazione, avviandone una profonda rilettura”.
    Il convegno si apre con uno sguardo d’insieme su Nuto Revelli nel panorama letterario nazionale e internazionale, introdotto da Ezio Mauro, che vede in lui “Lo scrittore dei senza nome”: efficace definizione della scelta di stare, umanamente e politicamente, dalla parte dei perdenti; e Giovanni Tesio, che traccia il profilo di un outsider del panorama letterario italiano, sottolineandone soprattutto la statura morale di scrittore atipico.
    La mattinata riprende poi con interventi che vanno dal tema del paesaggio...
    22 min
  • Roberto Alajmo "L'estate del '78"
    Roberto Alajmo
    "L'estate del '78"
    Sellerio Editore
    www.sellerio.it


    Roberto Alajmo, Jean Echenoz (Francia), Yewande Omotoso (Sud Africa), Alessandro Perissinotto e Christoph Ransmayr (Austria) sono i finalisti della sezione Il Germoglio
    Incontro con pubblico e studenti: sabato 12 ottobre, ore 10, Monforte d’Alba
    Cerimonia di premiazione: sabato 12 ottobre, ore 16.30, Castello di Grinzane Cavour



    "L'estate del '78"
    Sellerio Editore

    Un pomeriggio d’estate Roberto Alajmo incontra la madre in una strada di Mondello. Non può immaginarlo, ma quello è un addio. «Cos’abbia fatto lei, nei tre mesi successivi, ancora oggi non lo so. È oggetto della presente indagine».



    Prendere per mano i lettori, invitarli in casa, guardare assieme le foto dell’infanzia, raccontare la parte più inconfessabile di sé e della propria famiglia. Roberto Alajmo, nella sua opera più necessaria e personale, ha trasformato un materiale intimo e doloroso nel romanzo di una vita.
    Luglio 1978: lo scrittore è uno studente in attesa degli orali dell’esame di maturità, studia con i compagni a Mondello, vicino Palermo, e a fine giornata esce insieme a loro per riposarsi, rifiatare, mangiare un gelato. Una passeggiata di trenta metri e lì, seduta sul marciapiede, trova la madre. Lei lo guarda riparandosi dal sole con la mano. «Mamma, che ci fai qui?».
    È l’ultimo incontro tra Elena e suo figlio Roberto, il momento da cui scaturisce questo libro, l’investigazione familiare di uno scrittore su un evento che ha segnato la sua giovinezza e la sua maturità: l’esistenza intera.
    È la storia di un addio di cui il ragazzo non aveva avuto sentore, la ricerca di un senso per il commiato improvviso di una madre dal marito, dai figli, dalla vita stessa. Il ritratto di una donna che voleva afferrare il mondo, e il mondo le scappava dalle dita. Un dramma di disagio domestico come forse se ne consumavano tanti, in quegli anni, nel chiuso segreto degli appartamenti della borghesia italiana. È un racconto di grande originalità letteraria, attraversato da una suspense che a tratti toglie il respiro, da un’emozione attenta a trasformarsi in pensiero e parola, da un umorismo necessario ed elegante.
    Mai il lettore ha la sensazione di spiare dal buco della serratura il dolore altrui. E questo accade nonostante l’autore accompagni il testo con le foto di una famiglia come le altre, almeno all’apparenza. Alajmo condivide la sua indagine con noi, ci esorta ad appropriarci del suo passato, ad affrontare con lui il mistero del susseguirsi delle generazioni umane. «Statemi a sentire», sembra dirci. E non c’è altro che possiamo fare.


    Roberto Alajmo è nato a Palermo il 20 dicembre 1959. Ha pubblicato, fra l’altro: Un lenzuolo contro la mafia (Gelka, 1993; riedizione Navarra Editore, 2012), Repertorio dei pazzi della città di Palermo (Garzanti, 1994), Almanacco siciliano delle morti presunte (Edizioni della Battaglia, 1997, premio “Feudo di Maida”; riedizione il Palindromo, 2013), Le scarpe di Polifemo (Feltrinelli, 1998, premio “Arturo Loria”), Notizia del disastro (Garzanti, 2001, premio Internazionale Mondello), Cuore di madre (Mondadori 2003, premio Campiello, secondo classificato al premio Strega), È stato il figlio (Mondadori 2005, premi SuperVittorini e Super Comisso, finalista al premio Viareggio). Con Laterza nel 2005 ha pubblicato il saggio Palermo è una cipolla.
    I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, svedese e olandese.
    Dal 2013 al 2019 è stato Direttore Artistico del Teatro Biondo - Stabile di Palermo.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    11 min
  • Ada Cavazzani "Nuto Revelli 1919-2019"
    Ada Cavazzani
    "Nuto Revelli 1919-2019"

    protagonista e testimone dell’Italia contemporanea
    www.nutorevelli.org


    Domenica 6 ottobre 2019
    Ada Cavazzani
    "La grande lezione di Nuto Revelli per comprendere la cultura contadina di ieri e di oggi"


    convegno internazionale
    Cuneo, Cinema Monviso, Via XX Settembre 14
    sabato 5, domenica 6 ottobre 2019

    Nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Nuto Revelli, il Comitato Nazionale istituto dal Mibac e la Fondazione Nuto Revelli organizzano il convegno internazionale di studi Nuto Revelli protagonista e testimone dell'Italia contemporanea che si svolgerà a Cuneo presso il Cinema Monviso (Via XX Settembre, 14)


    Nuto Revelli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato un testimone importante del Novecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, prima come sottotenente degli Alpini in Russia, poi come partigiano nelle fila delle bande di Giustizia e Libertà, Revelli fu difensore della libertà, ricercatore sul campo della civiltà contadina, osservatore attento e sensibile degli sviluppi di una società in trasformazione. Amico di Primo Levi e Mario Rigoni Stern, con cui condivideva una narrazione atipica, schietta e non retorica, la sua voce risuona forte oggi più che mai, rilanciando parole che non soltanto conservano la carica della memoria – una memoria viva e attiva, indispensabile nutrimento per la cultura e la consapevolezza – ma hanno anche la capacità di suggerire, in particolar modo alle giovani generazioni, percorsi contemporanei ispirati alle scelte di chi ha attraversato, giovanissimo, l’orrore della guerra e ha affrontato la responsabilità di combattere per la Liberazione. Nuto Revelli, infine, con la sua attiva presenza oltre che con la sua opera, ha contribuito a creare quella consapevolezza dell’identità antropologica, ancor prima che geografica e culturale, del Cuneese e delle Langhe che costituiscono oggi uno dei fondamenti del fiorire di iniziative, non solo culturali, del territorio.
    Ai giovani e a un largo pubblico di lettori vuole ora parlare il convegno internazionale Nuto Revelli protagonista e testimone dell’Italia contemporanea. Perché la manifestazione, nel rispetto dell’approfondimento storico, sa toccare temi, oggi più che mai, sensibili perché capaci di unire, ma anche di dividere attorno al dibattito delle idee.
    Revelli ha sempre avvertito il dovere di scrivere e raccontare: per quelli che non potevano farlo, perché “vinti” dalla storia ed esclusi dalla società, e per quelli che sarebbero venuti dopo di lui. Conoscere la Storia, farla conoscere ai giovani è consapevolezza e urgenza civile, amore per la giustizia e la libertà.
    Sabato 5 ottobre, in mattinata, dopo i saluti delle Autorità, Gastone Cottino, professore emerito dell’Accademia delle Scienze e presidente del Comitato Nazionale del Centenario, ex partigiano e amico, apre i lavori ricordando Revelli personaggio poliedrico, combattente, grande comandante partigiano, memorialista, letterato, antropologo, sociologo. “Un uomo che ha avuto il coraggio e la forza etica di fare un esame autocritico della sua generazione, per superare quella rimozione della memoria che aveva caratterizzato l’Italia dopo la Liberazione, avviandone una profonda rilettura”.
    Il convegno si apre con uno sguardo d’insieme su Nuto Revelli nel panorama letterario nazionale e internazionale, introdotto da Ezio Mauro, che vede in lui “Lo scrittore dei senza nome”: efficace definizione della scelta di stare, umanamente e politicamente, dalla parte dei perdenti; e Giovanni Tesio, che traccia il profilo di un outsider del panorama letterario italiano, sottolineandone soprattutto la statura morale di scrittore atipico.
    La mattinata riprende poi con interventi che vanno dal tema del paesaggio all’impegno letterario, dal...
    26 min
  • Luca Nannipieri "Capolavori rubati"
    Luca Nannipieri
    "Capolavori rubati"
    Skira Editore
    www.skira.net


    “Crocifissi, pale d’altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi, statue bronzee, mosaici, gioielli preziosi, stendardi, papiri, tele d’artista, così come i monumenta, sono stati ripetutamente oggetto di contese, guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d’arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni.”

    C’è sempre stata lotta attorno all’arte. Omicidi, furti, razzie, corruzioni, contrabbandi, soprusi, roghi, devastazioni, confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Da Caravaggio a Picasso, da de Chirico a Munch, da Renoir a Klimt, fino alle statue della classicità, sono molti gli episodi, alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora sotto indagine, che ci portano nel cuore dell’illegalità, della criminalità, del mercato nero, della cupidigia, della volontà di potenza, che si nasconde dietro ogni ladrocinio.

    Partendo dalla rubrica che l’autore Luca Nannipieri tiene al “Caffè” di Rai Uno, vengono illustrati i casi più clamorosi di furti di opere d’arte, affrontando anche i traumi storici di saccheggi e spoliazioni coloniali e imperialiste.

    Attraverso la narrazione e la ricostruzione giudiziaria dei furti, il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l’inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori, il libro affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male.



    Luca Nannipieri, critico d’arte, cura la rubrica “Capolavori rubati” al “Caffè” di Rai Uno, dopo aver condotto “SOS Patrimonio artistico” sempre nella stessa trasmissione, da cui è stato tratto il libro Bellissima Italia pubblicato da Rai Eri-Rubbettino. Scrive su settimanali e quotidiani nazionali. Dirige Casa Nannipieri Arte, con la quale cura mostre e conferenze di arte moderna e contemporanea, da Giacomo Balla a Keith Haring.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    25 min
  • Marco Revelli "Nuto Revelli 1919 - 2019"
    Marco Revelli
    "Nuto Revelli 1919 - 2019"
    protagonista e testimone dell’Italia contemporanea
    www.nutorevelli.org


    convegno internazionale
    Cuneo, Cinema Monviso, Via XX Settembre 14
    sabato 5, domenica 6 ottobre 2019


    Nuto Revelli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato un testimone importante del Novecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, prima come sottotenente degli Alpini in Russia, poi come partigiano nelle fila delle bande di Giustizia e Libertà, Revelli fu difensore della libertà, ricercatore sul campo della civiltà contadina, osservatore attento e sensibile degli sviluppi di una società in trasformazione. Amico di Primo Levi e Mario Rigoni Stern, con cui condivideva una narrazione atipica, schietta e non retorica, la sua voce risuona forte oggi più che mai, rilanciando parole che non soltanto conservano la carica della memoria – una memoria viva e attiva, indispensabile nutrimento per la cultura e la consapevolezza – ma hanno anche la capacità di suggerire, in particolar modo alle giovani generazioni, percorsi contemporanei ispirati alle scelte di chi ha attraversato, giovanissimo, l’orrore della guerra e ha affrontato la responsabilità di combattere per la Liberazione. Nuto Revelli, infine, con la sua attiva presenza oltre che con la sua opera, ha contribuito a creare quella consapevolezza dell’identità antropologica, ancor prima che geografica e culturale, del Cuneese e delle Langhe che costituiscono oggi uno dei fondamenti del fiorire di iniziative, non solo culturali, del territorio.
    Ai giovani e a un largo pubblico di lettori vuole ora parlare il convegno internazionale Nuto Revelli protagonista e testimone dell’Italia contemporanea. Perché la manifestazione, nel rispetto dell’approfondimento storico, sa toccare temi, oggi più che mai, sensibili perché capaci di unire, ma anche di dividere attorno al dibattito delle idee.
    Revelli ha sempre avvertito il dovere di scrivere e raccontare: per quelli che non potevano farlo, perché “vinti” dalla storia ed esclusi dalla società, e per quelli che sarebbero venuti dopo di lui. Conoscere la Storia, farla conoscere ai giovani è consapevolezza e urgenza civile, amore per la giustizia e la libertà.
    Sabato 5 ottobre, in mattinata, dopo i saluti delle Autorità, Gastone Cottino, professore emerito dell’Accademia delle Scienze e presidente del Comitato Nazionale del Centenario, ex partigiano e amico, apre i lavori ricordando Revelli personaggio poliedrico, combattente, grande comandante partigiano, memorialista, letterato, antropologo, sociologo. “Un uomo che ha avuto il coraggio e la forza etica di fare un esame autocritico della sua generazione, per superare quella rimozione della memoria che aveva caratterizzato l’Italia dopo la Liberazione, avviandone una profonda rilettura”.
    Il convegno si apre con uno sguardo d’insieme su Nuto Revelli nel panorama letterario nazionale e internazionale, introdotto da Ezio Mauro, che vede in lui “Lo scrittore dei senza nome”: efficace definizione della scelta di stare, umanamente e politicamente, dalla parte dei perdenti; e Giovanni Tesio, che traccia il profilo di un outsider del panorama letterario italiano, sottolineandone soprattutto la statura morale di scrittore atipico.
    La mattinata riprende poi con interventi che vanno dal tema del paesaggio all’impegno letterario, dal “riconoscimento dell’umanità del nemico” alla collaborazione con la casa editrice Einaudi, a cura di: Serenella Iovino, Fiona Stewart, Amedeo Cottino e Alessandro Martini.
    Il sabato pomeriggio, moderato da Gianluca Cinelli, è dedicato a uno dei temi centrali del lavoro di Revelli: Raccontare le guerre, con cui si misurano: Luigi Bonanate, Corrado Stajano, Chiara Colombini, la scrittrice Laura Pariani, Cristoph Schminck Gustavus, Carlo Gentile, con in chiusura Giovanni De Luna.
    La giornata di...
    21 min
  • Mario Cannella #paroledasalvare in tour
    Mario Cannella
    lessicografo
    #paroledasalvare
    www.zanichelli.it




    Per “salvare” oltre 3.000 parole della lingua italiana che rischiano di essere dimenticate, Zanichelli presenta nelle principali piazze italiane il progetto #paroledasalvare.


    Torino, via Garibaldi (tratto pedonale tra corso Palestro e piazza Statuto)
    fino al 4 ottobre 2019, ore 10.00 – 19.00

    Dopo la prima tappa a Milano, il tour arriva a Torino in via Garibaldi, a cui seguiranno Bologna (6 – 11 ottobre), Firenze (12 – 19 ottobre), Bari (20 - 26 ottobre) e Palermo (28 ottobre – 2 novembre).
    Sono 3.126 le parole che nell’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli saranno accompagnate da un fiorellino ♣, simbolo grafico che le contrassegna come Parole da salvare: termini della lingua comune sempre meno presenti nell'uso scritto, orale e nei mezzi di informazione.
    Proprio con la volontà di “salvare” queste parole – spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive – la casa editrice Zanichelli presenta nelle principali città italiane, da settembre a novembre 2019, il progetto #paroledasalvare.

    #PAROLEDASALVARE: IL TOUR
    L’iniziativa coinvolge le principali città italiane (Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo), le cui piazze ospiteranno #AreaZ: una zona a lessico illimitato in cui trovare le parole giuste per esprimere il mondo. In #AreaZ tutti sono invitati a scegliere una parola e a prendersene cura, usandola in modo opportuno.


    LE PAROLE DA SALVARE: UNA MISSIONE CULTURALE E DIDATTICA
    L’impoverimento del lessico comporta spesso un impoverimento del pensiero, del ragionamento e della capacità di comunicare, quindi di essere in relazione con l’altro. Ampliare il proprio lessico non significa pavoneggiarsi o peggio assumere toni snobistici, ma significa arricchire gli strumenti a disposizione per sviluppare la propria personalità e migliorare la propria capacità di comprensione.
    La soddisfazione di usare la parola “più giusta”
    Ecco alcuni esempi di frasi in cui una sola parola contribuisce a veicolare in maniera chiara e non fraintendibile un concetto.
    “Ero al parco quando venni assalita da un cane piccolo, tozzo e ringhioso” > “Ero al parco quando venni assalita da un botolo”
    “Vegetariano o vegano? No, mangio di tutto” > “Vegetariano o vegano? No, sono onnivoro”
    “Tende a indulgere in atti di ossequio eccessivamente cerimoniosi e adulatori” > “Tende a indulgere in salamelecchi”




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    35 min
  • Lorenza Foschini "Il vento attraversa le nostre anime"
    Lorenza Foschini
    "Il vento attraversa le nostre anime"
    Marcel Proust e Reynaldo Hahn.
    Una storia d'amore e di amicizia
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it



    «Il vento attraversa le nostre anime…» appunta d’impulso Reynaldo Hahn a margine dello spartito de l’Île du rêve, l’opera che sta componendo. Sono i giorni dell’estate 1894, il tempo in cui esplode, ricambiato, il suo amore per Marcel Proust.

    Originario del Venezuela – che ha lasciato da piccolo con la famiglia – e cresciuto a Parigi, Reynaldo ha solo vent’anni, ma già conosce il successo. Allievo di Massenet, fin da bambino è stato considerato un prodigio musicale e si è esibito al piano nei più sofisticati salotti della capitale francese.

    Marcel, che di anni ne ha ventitré, è ancora indeciso sulla strada da scegliere, ma intanto frequenta con avida curiosità i migliori salons parigini.

    Entrambi di origine ebraica – Reynaldo per parte di padre, Marcel per parte di madre – sono colti, ambiziosi, brillanti. Spiritosi nel loro mondano snobismo, esibiscono una irrefrenata, giovanile vitalità, attraversata a tratti da improvvise malinconie.

    Dopo due anni di intensa passione la loro storia, che sembrerebbe destinata a spegnersi tristemente, si tramuta invece in un sentimento unico e particolarissimo, che durerà fino alla morte di Proust, nel 1922, anche se, nel corso degli anni, le loro avventure artistiche si divaricano: la musica di Reynaldo, mutati i gusti e le mode, apparterrà sempre più a un’epoca ormai passata, mentre la fama di Marcel, autore di un capolavoro letterario quale Alla ricerca del tempo perduto, crescerà di giorno in giorno, facendone presto una celebrità.

    Ne Il vento attraversa le nostre anime, Lorenza Foschini ha ricostruito la storia del loro rapporto attraverso le lettere riemerse dalla dispersione del carteggio, o salvate dalla distruzione degli scritti operata dalle rispettive famiglie che, in nome di un malinteso perbenismo, volevano cancellare ogni traccia di omosessualità dalla vita di Reynaldo e di Marcel. L’ha ricostruita su testimonianze, su documenti e su alcune lettere inedite appartenenti a collezioni private, oltre che sulle pagine della Recherche dove Proust, raccontando la passione, i tormenti, la gelosia, il desiderio di possesso di Swann per Odette, evoca i ricordi più intimi e struggenti del suo amore per Reynaldo Hahn.




    Lorenza Foschini, giornalista, ha condotto a lungo il Tg2. Autrice e conduttrice di trasmissioni di successo, ha realizzato documentari e programmi di approfondimento. Ha pubblicato Inchiesta sui misteri di fine millennio e Il cappotto di Proust, e curato La democrazia in trenta lezioni di Giovanni Sartori.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    21 min
  • Igor De Marchi "Il varco"
    Igor De Marchi
    "Il varco"
    Edizioni Unicopli
    www.edizioniunicopli.it



    "Fermo in un’alba sotterranea rabbrividisco. Provo a tirar su ancora di più la cerniera della felpa, ma è già arrivata alla fine. Pare che non abbiamo altro da dirci. Non mi resta che tornare alla macchina e aspettarlo; e poi lo porto all’ospedale. Ha perso fin troppo tempo per niente. Abbiamo perso tempo per niente. Siamo arrivati in fondo, dove diceva lui, e qui non c’è niente. Per lui. Nemmeno per me."



    Antico boscaiolo sceso in pianura tanti anni prima per farsi una posizione come piccolo imprenditore del mobile, Valeriano Valt viene accidentalmente ferito in fabbrica dal figlio Ettore, straniato, abitudinario e cittadino in tutto e per tutto. Invece di farsi accompagnare in ospedale, Valeriano insiste per tornare al paese d’origine, in cerca di una certa Stella, che un tempo curava i montanari. In attesa sul limitare del bosco, dove un tempo era la casa di Stella, Ettore si assopisce e, al risveglio, non trova più il padre. Cercandolo, entrerà in contatto con la selva oscura del bosco e del paesaggio naturale – suo vero Altro –, troverà Stella, un gorilla e alcuni vecchi compaesani paterni, tutti piuttosto elusivi e ostili: non è lui che attendono, così come non è la ferita fisica che più dilania Valeriano. Qualcosa è accaduto nel passato e qualcosa, nel rispettivo percorso di attraversamento, accade anche nel presente di Ettore e Valeriano, qualcosa che avvicina vita e morte, visibile e invisibile, permettendo forse a ciascuno di tornare alla sua vera casa.


    Igor De Marchi
    dal sito igordemarchi.net
    "Abito a Vittorio Veneto, dove sono nato nel '71.
    Dopo gli studi in Lettere Moderne ho scelto la professione di artigiano, che ho svolto fino al 2016, quando ho deciso che era abbastanza.
    Nel frattempo ho pubblicato due libri di poesie: Darwiniana (Amos Edizioni, 2015) e Resoconto su reddito e salute (Nuova Dimensione, 2003); più altre cose, poche, sparse qua e là. Alcune poesie sono state tradotte in spagnolo e inglese.
    Con Sebastiano Gatto e Giovanni Turra ho creato nel 2017 la collana A27 poesia per Amos Edizioni.
    Il varco (Unicopli, 2019) è il mio primo romanzo."
    [email protected]



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    23 min
  • Pino Roveredo "Ci vorrebbe un sassofono"
    Pino Rpveredo
    "Ci vorrebbe un sassofono"
    Bompiani Editore
    www.bompiani.it


    Claudia ha poco più di quarant’anni ma se ne sente addosso molti di più. È bella, ma non lo sa. La vita non è stata buona con lei. Spinta dalla figlia Giada e da un residuo senso del dovere, resta inchiodata al capezzale di Enrico, ancora suo marito ma solo sulla carta, con cui ha condiviso poco amore e tanta amarezza. Quell’uomo ormai non è altro che assenza per lei, “immobile come la trasparenza e distante come la luna scura”. E così Claudia si piega allo strazio di dover ripercorrere le tappe di una vita di abbandoni, che chiedeva solo felicità e ha imboccato la strada della delusione. Certo, qualcosa di buono c’è stato, ma ormai la colonna sonora dei suoi giorni è il pulsare ipnotico dei macchinari a cui è attaccato colui che avrebbe dovuto amarla e onorarla. Lei sogna un’altra melodia, quella di un sassofono, che trasformi la stanza d’ospedale in un prato fiorito, in una fuga, un attimo, uno spiraglio di serenità. E forse, finalmente, il momento della rivalsa è arrivato. Fedele alla sua penna feroce e dolente, sempre attento alle narrazioni degli ultimi in cerca di riscatto, Pino Roveredo ci offre una storia impietosa sulla durezza dell’esistenza e sulla capacità di reinventarsi.


    Pino Roveredo è nato a Trieste nel 1954. Ha scritto racconti, romanzi, testi teatrali. Si è sempre occupato degli ultimi, dai reclusi per decenni negli ospedali psichiatrici ai tossicodipendenti; è stato garante dei detenuti del Friuli-Venezia Giulia. Dopo l’esordio del 1996 con Capriole in salita, ha vinto il Premio Campiello nel 2005 con Mandami a dire. Per Bompiani ha pubblicato anche Caracreatura, Attenti alle rose, La melodia del corvo, Mio padre votava Berlinguer, Ballando con Cecilia, Mastica e sputa e Tira la bomba.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    19 min
  • Mirella Serri "Gli irriducibili"
    Mirella Serri
    "Gli irriducibili"
    I giovani che sfidarono Mussolini
    Longanesi Editore
    www.longanesi.it



    È una storia sconosciuta ai più quella del gruppo degli «irriducibili», i giovani costretti all’esilio in Francia, in Palestina e in Tunisia che non vollero rassegnarsi al fascismo trionfante in Italia. Giovani che con le loro limitate forze, anni prima dell’inizio della Resistenza, si organizzarono e cercarono di colpire una dittatura apparentemente invincibile. Avviarono sabotaggi, attentati e iniziative di propaganda con l’obiettivo di dare un segnale forte: nonostante il massiccio consenso tributato al Duce nella Penisola, vi erano anche italiani che avevano scelto di schierarsi sul fronte dell’antifascismo.
    Sono le storie emozionanti di Giorgio Amendola, Enzo ed Emilio Sereni, Giuseppe Di Vittorio, Maurizio Valenzi, Ada Sereni e molti altri: giovani comunisti, socialisti, seguaci di Giustizia e Libertà, repubblicani e altri ancora. Tutti utopisti, cosmopoliti e ribelli che, rifiutando il compromesso, divennero il volto internazionale della prima opposizione al fascismo e che ancora oggi sono importanti esempi di coraggio e dedizione.
    Tra amori, tradimenti, persecuzioni e speranze, Mirella Serri ripercorre le vite straordinarie dei ragazzi che decisero di resistere alla dittatura anche a costo della vita. E in un libro ricco di spunti, documenti e aneddoti offre una nuova pagina alla storia dell’antifascismo.



    Mirella Serri insegna Letteratura e giornalismo all’Università La Sapienza di Roma. Scrive per La Stampa, Ttl, Sette-Corriere della Sera e collabora con Rai Storia. Tra i suoi libri: Carlo Dossi e il racconto (Bulzoni), Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura (Edisud), Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista (Marsilio), I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948 (Corbaccio, 2005), I profeti disarmati. 1945-1948. La guerra tra le due sinistre (Corbaccio, 2008). Ha curato Doppio diario. 1936-1943 (Einaudi) di Giaime Pintor e ha partecipato ai volumi collettivi Donne del Risorgimento e Donne nella Grande Guerra (entrambi per Il Mulino). Con Longanesi ha pubblicato nel 2012 Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980), Un amore partigiano (2014) e Gli invisibili. La storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia (2015).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    22 min

About il posto delle parole

From the publisher's feed

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

www.ilpostodelleparole.it

Diventa un supporter di questo podcast:

More shows like il posto delle parole

Giorno per giorno by Corriere della Sera – Francesco Giambertone

Giorno per giorno

46 Listeners

Le voci del Mulino by Società editrice il Mulino

Le voci del Mulino

0 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

36 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners