il posto delle parole

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  • Carlo Ossola "Resta con noi perché si fa sera"
    Carlo Ossola
    "Resta con noi perché si fa sera"
    Torino Spiritualità
    www.torinospiritualita.org



    Circolo dei Lettori
    Domenica 29 settembre, ore 17:00
    "Resta con noi perché si fa sera"

    In un fulmineo transitare dall’ordinario allo straordinario, una cena tra pellegrini diventa rivelazione abbagliante della resurrezione di Cristo: è l’episodio di Emmaus, vertiginoso incontro tra chiarezza e oscurità. Il teologo Giuliano Zanchi lo affronta anche alla luce della tradizione iconografica – dai mosaici di Monreale a Rembrandt – che si è misurata con questa pagina sacra. E dal crepuscolo di Emmaus, si viaggia con il critico letterario Carlo Ossola dentro a un’altra densità della notte, quella oscura di Giovanni della Croce, mistico cercatore della profondità dell’invisibile. Con Luca Rolandi, giornalista.

    Carlo Ossola (Torino 1946) è filologo e critico letterario. Socio dell’Accademia dei Lincei e membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, insegna al Collège de France, cattedra di «Letterature moderne dell’Europa neolatina», e dirige l’Istituto di Studi italiani dell’Università della Svizzera Italiana a Lugano. I suoi saggi, in cui la ricerca filologica è sapientemente intrecciata alla storia delle idee, si rivolgono alla cultura rinascimentale come ad autori contemporanei quali Ungaretti e Calvino, dedicandosi anche all’analisi dello spazio letterario e delle figure che lo popolano.



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    15 min
  • Marco Filoni "Essere e neon" Torino Spiritualità
    Marco Filoni
    "Essere e neon. Archeologia di una modernità luminosa"
    Torino Spiritualità
    www.torinospiritualita.org


    Sabato 28 settembre, ore 18:45
    Circolo dei Lettori
    Marco Filoni
    "Essere e neon. Archeologia di una modernità luminosa"



    Nel 1903 l’inventore Georges Claude imprigiona un gas raro in un tubo luminoso: è il neon, aria liquida che diventa corrente e conquista la notte. Nelle grandi città le insegne si accendono, rischiarano strade e piazze come una camera delle meraviglie a cielo aperto, capace di eclissare la luna dei poeti. Una vittoria sul buio che il filosofo Marco Filoni racconta attraverso le forme luminose del nuovo immaginario urbano: che cosa sarebbe Pigalle senza le sfavillanti eliche del Moulin Rouge? O New York senza le luci intermittenti di Times Square?






    Marco Filoni è dottore di ricerca in Storia della filosofia. Fra i suoi libri più recenti Kojève mon ami (Aragno, 2013), Le philosophe du dimanche (Gallimard, 2010) e la cura dei volumi di Kojève, La nozione di autorità (Adelphi, 2011) e Identité et réalité dans le «Dictionnaire» de Pierre Bayle (Gallimard, 2010). Scrive per le pagine culturali di “Repubblica” e del “Venerdì di Repubblica”.




    Marco Filoni
    "Anatomia di un assedio. La paura nella città"
    Skira editore
    www.skira.net
    "Abbiate paura, noi faremo il resto". La massima di ogni regime autoritario che si rispetti sembra oggi risuonare, fragorosa, nelle nostre democratiche e libere società occidentali. Abbiamo sempre più paura: una paura antica, profonda, che ci assedia nelle nostre case, nelle strade delle nostre città, in ogni angolo di questo nostro mondo. E non importa quanto ci attrezziamo per difenderci, quanti muri costruiamo e quanto più strette rendiamo le nostre frontiere: la paura, questa amica indesiderata, è sempre lì. Con noi, in noi. In un raffinato gioco di rimandi alla letteratura, alla storia e alla filosofia, in queste pagine la città emerge in tutta la sua ambiguità: luogo di fascinazione e insieme di violenza sul quale proiettiamo il nostro miraggio: l'illusione di una raggiunta incolumità dal terrore, un riparo sicuro che sicuro non è. Perché la città è intimamente legata a un patto fondato sulla paura. Inutile lamentarsene, non possiamo farci nulla, se non una cosa, una soltanto, come attestano queste pagine: farci i conti.



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    14 min
  • Fabio Gianotti "Nuovi Mondi Festival"
    Fabio Gianotti
    "Nuovi Mondi Festival"
    www.nuovimondifestival.it



    “L’edizione di quest’anno del ‘Nuovi Mondi’ Festival è un invito al sogno, all’essere e al pensare fuori dal comune – spiegano Silvia Bongiovanni e Fabio Gianotti di Kosmoki -. Abbiamo infatti scelto, come titolo, ‘extraordinari’, perché come sono extra straordinarie le montagne che si elevano al cielo e guardano le città nel loro veloce folle brulicare di anime, sono straordinari gli uomini che le vivono, sono straordinarie le persone che le sfidano, sono straordinari i nostri sogni e gli ospiti che incontreremo. Un’edizione quanto mai vera e autentica come è la montagna. Libertà, accoglienza, inclusione, sogni, poesia, culture, tutti concetti ormai diventati fuori dall’ordinario. Nuovi Mondi Festival vuole ancora una volta essere una voce fuori dal coro, stavolta ancora di più, per continuare a pensare che si possono muovere le montagne verso Nuovi Mondi. A partire dalla Valle Stura, a Valloriate, 80 abitanti. Se questo non è… extraordinario!”.

    Col Festival torna il Concorso Doc Nuovi Mondi che per l’ottava edizione porterà sul grande schermo, in prima visione, 35 pellicole provenienti da 23 Paesi diversi, selezionate tra oltre 370 film arrivati da ogni posto del mondo e che verranno proiettate a ingresso libero a Valloriate da mercoledì 25 a domenica 29 settembre. I film sono stati divisi in tre sezioni tematiche: “Mountain and Adventures/Grandi film di alpinismo, montagna e avventura”; “Landscapes/Il mondo come non lo hai mai visto”; “World Culture/Per viaggiare con altri occhi”.

    Duplice appuntamento sabato 28 settembre: dalle 18.30, in collaborazione con Montura, il “corridore del cielo” Bruno Brunod, campione del mondo di skyrunning e leggenda della corsa in montagna, racconterà “Il sogno oltre il limite”. Ciliegina sulla torta l’appuntamento finale delle 21 con l’arrivo a Valloriate di uno dei più importanti e popolari cantautori italiani, Francesco Guccini. Di fronte ad un pubblico che si preannuncia imponente presenterà in anteprima nazionale il suo nuovo libro “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto”, opera che racconta la montagna abbandonata.



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    12 min
  • Maurizio Masotti "Tracce migranti"
    Maurizio Masotti
    "Tracce migranti"
    Festival delle Migrazioni
    www.festivaldellemigrazioni.it


    Festival delle Migrazioni – Seconda edizione
    25 – 29 settembre 2019
    Cinque giornate di spettacoli, concerti, incontri, workshop, convivialità intorno
    al tema delle migrazioni
    Quale funzione può avere la Cultura in rapporto al contrastato tema della migrazione, in un periodo di rischiose derive razziste, se non quello di proporre un immaginario diverso, per dare significato e pratica a parole come convivenza, comunità, cura, diritto alla vita, inclusione, amore, desiderio, sogno, visione di futuro.



    Tracce Migranti – Nuovi Paesaggi Umani – Progetto fotografico e mostra
    Fotografie di Luca Gambi e Luciano Nadalini
    A cura di Maurizio Masotti
    Testi di Carla Babini, Francesco Bernabini, Marina Mannucci, Paolo Montanari




    Si chiama Tracce Migranti. Nuovi paesaggi umani il libro collettivo curato da Maurizio Masotti, che raccoglie testi e fotografie sui movimenti migratori a partire dal 1998 nella provincia di Ravenna, ma anche sui passaggi di migliaia di persone attorno a Ventimiglia verso la Francia, e gli accampamenti dei lavoratori stranieri in Calabria. I testi sono di Carla Babini, Francesco Bernabini, Marina Mannucci, Maurizio Masotti e Paolo Montanari, mentre le fotografie sono del fotografo ravennate Luca Gambi e del reporter Luciano Nadalini, fotografo della cronaca bolognese e di complesse situazioni sociali in Palestina, nei Balcani, nei Paesi Baschi (Spagna), in Medio Oriente, in Africa, in Centro America.

    Tracce migranti è, quindi, un tentativo di analizzare i profondi mutamenti avvenuti negli anni nella società, con particolare riferimento alla scuola e al mondo del lavoro, e con uno sguardo alle nuove generazioni che aspettano di essere inserite pienamente nel tessuto sociale del nostro Paese, in un contesto politico spesso ostile.




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    12 min
  • Davide Barbato "Play with food"
    Davide Barbato
    "Play with Food"
    www.playwithfood.it


    Cos’è Play with Food?
    Play with Food – La scena del cibo è, su territorio nazionale, il primo festival di teatro e arti performative interamente dedicato al cibo, nato nel 2010 da un’idea di Davide Barbato per i Cuochivolanti, creato da Davide Barbato e Chiara Cardea (che lo ha co-diretto fino a marzo 2019) e organizzato da Collettivo Canvas / Associazione Cuochilab. La direzione artistica è di Davide Barbato.
    Play with Food nasce nel 2010 come piattaforma artistica multidisciplinare, in grado di raccogliere e dare spazio ai progetti di artisti performativi e artisti visivi capaci di confrontarsi in modo creativo con il tema del cibo, e di valorizzare la convivialità come strumento di attivazione e coinvolgimento di nuovo pubblico.
    Sono 7 le edizioni realizzate dal 2010 al 2018, durante le quali il festival ha ospitato e dato visibilità a produzioni indipendenti, innovative e coraggiose da tutto il territorio nazionale, attivando ogni anno un bando d’idee aperto ad ogni disciplina artistica, senza tralasciare la programmazione di artisti e titoli consolidati.
    Dal 2013 la direzione artistica, con il progetto delle Underground Dinner (cene performative in case e luoghi privati, aperti temporaneamente agli spettatori), indaga con assiduità le interferenze tra spazio pubblico e spazio privato innescate dalla convivialità e della condivisione del cibo.
    Dal 2017, oltre la ricorrenza annuale del festival, Play with Food amplia la sua programmazione all’intera stagione, con un fitto calendario di appuntamenti organizzati sul territorio cittadino e nazionale, in sinergia con altre organizzazioni culturali, festival e rassegne.
    Il progetto Play with Food è attualmente in fase di ampliamento, e sempre più focalizzato sul doppio binario della programmazione teatrale e performativa, e della produzione e organizzazione di eventi artistici e culturali.
    Il successo delle prime edizioni è documentato nel libro Play with Food – La scena del cibo, pubblicato nell’aprile 2011 da Editoria&Spettacolo.



    da lunedì 30 settembre a sabato 5 ottobre dalle 18.30
    Evento speciale / L’Aperitivo di PWF8
    Caffè Moderno - Via Silvio Pellico 11/C, Torino

    domenica 29 settembre ore 12.30
    PRANZO IN SILENZIO – PAROLE DA MANGIARE
    Giardino Delle Rose, Castello Di Moncalieri - Piazza Baden Baden 4, Moncalieri (TO)

    lunedì 30 settembre ore 19
    LA FAUNA BATTERICA
    Osteria Enoteca Rabezzana - Maestro Del Gusto Di Torino E Provincia 2019/2010, Via San Francesco D'Assisi 23, Torino

    martedì 1 ottobre ore 21
    CENA IN SILENZIO
    Teatro Astra - Via Rosolino Pilo 6, Torino

    mercoledì 2 ottobre ore 20
    CIBO ANGELICO
    Casa Privata - Torino

    giovedì 3 ottobre dalle ore 18.30 alle ore 20.30
    GIORDA’S FOOD-UP COMEDY
    Caffè Moderno - Via Silvio Pellico 11/C, Torino

    giovedì 3 ottobre ore 18.30 e ore 21
    AMARE ALCIBIADE
    Casa Privata - Torino

    mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre ore 20 - Asti | venerdì 4 e sabato 5 ottobre ore 20 - Torino
    MARINARA
    Casa Privata - Asti / Torino

    sabato 5 ottobre ore 21 - aperitivo dalle 19 alle 20.45
    MUSICA DA CUCINA + dBEETH
    Casa Fools - Via Bava 39, Torino

    domenica 6 ottobre ore 10.30
    CINECOLAZIONE
    Bocciofila Tesoriera - Via Crevacuore 60, Torino

    domenica 6 ottobre ore 18.30
    PLAY WITH CRACK – RACCONTARE CON IL CIBO
    Teatro Vittoria - Via Gramsci 4, Torino

    domenica 6 ottobre ore 21
    PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO
    Teatro Vittoria - Via Antonio Gramsci 4, Torino






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    15 min
  • Lorena Senestro "Le confessioni di Monica a Sant'Agostino"
    Lorena Senestro
    "Le Confessioni di Monica a Sant'Agostino"


    uno spettacolo di Lorena Senestro
    tratto da “Le Confessioni” di Sant’Agostino
    di e con Lorena Senestro
    cura del suono: Riccardo Di Gianni, con brani di Arvo Part
    disegno luci: Fabio Bonfanti
    regia: Massimo Betti Merlin
    produzione: La Caduta
    con il sostegno di MIBACT e Regione Piemonte

    Sabato 28 Settembre, ore 21:00
    Abbazia di Vezzolano
    Albugnano (Asti)


    ​

    “Amava la mia presenza al suo fianco come tutte le madri, ma molto più di molte madri [ … ] piangeva e gemeva e i suoi tormenti rivelavano l'eredità di Eva” (Sant’Agostino, Le Confessioni, Libro V).


    Le Confessioni, scritte nel 398 D.C., sono il capolavoro di Agostino d’Ippona, santo, filosofo e padre riconosciuto del pensiero moderno. Sono una lunga conversazione con Dio scritta per essere letta a viva voce, un cammino fra gli eterni e immutabili problemi esistenziali e la cura della propria anima.

    Riprendendo le parole, i temi e la forma de Le Confessioni Lorena Senestro dà voce alla madre di Agostino, Monica, figura dibattuta e contraddittoria poi proclamata santa per aver condotto il figlio alla fede. È lei che, rivolgendosi al figlio invece che a Dio, si confessa di fronte al pubblico: un dialogo vivo, illuminato, che conduce gli spettatori ad una riflessione sui limiti e sulle speranze dell’esistenza,
    Monica è una madre apprensiva e severa, completamente dedita alla conversione del figlio primogenito al Cristianesimo, un figlio adorato più di Dio!

    L'attrice, anche autrice della drammaturgia, sceglie alcuni temi di fondo delle Confessioni: l'amore mortale e la sua declinazione nel rapporto genitore-figlio, l'ambizione, la vecchiaia e la memoria - luogo mitico dove Agostino fa dimorare la felicità.





    Lorena Senestro
    Laureata in Drammaturgia teatrale, nella convinzione che la miglior formazione per un attore sia il palcoscenico, nel 2003 ha finanziato e costruito con le proprie mani il Teatro della Caduta – una piccola sala di 50 posti che offre la possibilità agli attori di recitare di fronte a un pubblico con insolita frequenza.
    Ha scritto e interpretato spettacoli presentati al Teatro Stabile di Torino e ha lavorato, tra gli altri, con Valeriano Gialli (“Sarrasine”), Gabriele Vacis (“R&J links”, TST) e Arturo Brachetti.

    ​E' autrice e interprete dei suoi spettacoli, tra cui : "Madama Bovary", liberamente ispirato al celebre romanzo di Gustave Flaubert, spettacolo finalista al Premio Scenario 2011, Menzione Speciale Argot Off 2013, selezione Milano Next 2015; e "Leopardi Shock", liberamente tratto da le "Operette Morali" di Giacomo Leopardi (Premio Internazionale Festival di Calanchi).

    ​Nell' ottobre del 2016 presenta in prima nazionale "La Signorina Felicita ovvero la Felicità" - omaggio a Guido Gozzano, uno spettacolo coprodotto con il Teatro Stabile di Torino/Teatro Nazionale

    “..un’attrice che una volta tanto, nel panorama teatrale italiano della contemporaneità, sa quello che sta facendo, evitando di affidarsi esclusivamente al talento…”
    (Gigi Livio, da “Storia e arte dell’attore teatrale: un esempio, Lorena Senestro”)


    “[…] brava attrice, colta e intelligente, che cerca il bovarismo nella sua biografia tra italiano e dialetto piemontese…”

    (Claudia Cannella - Hystrio)




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    15 min
  • Elena Seishin Viviani
    Elena Seishin Viviani
    Torino Spiritualità
    www.torinospiritualita.org


    Sabato 28 Settembre 2019, ore 16:00
    MAO Museo d'Arte Orientale, Torino
    incontro con Elena Seishin Viviani


    Nella luce esiste l’oscurità, ma non guardate solo il lato oscuro. Nell’oscurità esiste la luce, ma non guardate solo il lato luminoso


    Il Buddhismo non assume mai posizioni rigide e di rifiuto in nome di un’identità che si propone come assoluta. Esso invita invece, come afferma la monaca di tradizione Zen Soto Elena Seishin Viviani, ad apprezzare la realtà in termini di identità, di differenza, di simultaneità dell’identità e della differenza, di non ostruzione e di compenetrazione reciproca: al pari delle cinque dita di una mano che, pur differenti, convergono nell’unica funzione della mano stessa.

    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili


    Monaca Zen, inizia a praticare col rev. Fausto Taiten Guareschi, da cui riceve la prima ordinazione monastica nel 1997. Continua gli studi col rev. Massimo Daido Strumia, da cui riceve nel 2010 lo Shiho, la “Trasmissione del Dharma”, diventandone sua erede spirituale. Insegna presso l’Enku Dojo di Torino, di cui è Guida spirituale dalla morte del Maestro.



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    16 min
  • Paola Caridi "Gerusalemme"
    Paola Caridi
    "Gerusalemme"
    La storia dell'altro
    Feltrinelli Kids
    www.feltrinellieditore.it


    Gerusalemme: un luogo unico dove le vite si sfiorano e si incrociano con studiata distanza. Sarah e Samira, due ragazze della stessa età, una israeliana e l’altra palestinese, un giorno si incontrano nel salone di un parrucchiere nella Città Vecchia. Parlano ebraico perché Sarah l’arabo non lo conosce. E alla fine scoprono che la casa in cui ora abita Sarah una volta apparteneva alla famiglia di Samira. Una casa dentro cui Samira non è mai entrata e di cui Sarah non conosce la storia. È Beit Dajani, una villa costruita dal commerciante palestinese Tawfik e poi abbandonata quando la Storia è passata come un terremoto sulla città. Chi ha vissuto a Beit Dajani dopo la fuga dei proprietari nel 1948 a causa della guerra? E come si è trasformato quel quartiere nel corso di un secolo? Paola Caridi accompagna i lettori lungo le strade di Gerusalemme, città in cui ha vissuto per dieci anni, rivelandone tutto il fascino e scoprendone le ferite. Ferite che impediscono di scrivere una storia condivisa, ma che possono aiutare a capire la storia dell’Altro.

    “Di chi è questa casa, Sarah? Io non lo so più... Era di mio zio Samir, di mio nonno, del mio bisnonno che l’ha costruita, della mia bisnonna che ha piantato il gelso. Ed è la tua casa, che qui sei nata e ti sei fatta grande.”
    “E di chi è questa città che tutti pensano di possedere?” chiede Sarah.


    Paola Caridi (1961), giornalista e storica, vive in Medio Oriente e nel mondo arabo dal 2001, prima al Cairo e poi a Gerusalemme. È fondatrice ed è stata corrispondente di Lettera22, agenzia di stampa specializzata in politica estera. Collabora, tra gli altri, con “l’Espresso”, “Il Sole 24 Ore” e “Limes”. Per Feltrinelli ha pubblicato Arabi invisibili (2007), Hamas (2009), Gerusalemme senza Dio (2013) e, nella collana Feltrinelli Kids, Gerusalemme. La storia dell’altro (2019). Ha curato La rivoluzione egiziana di ‘Ala al-Aswani (2011). Cura da anni il blog “invisiblearabs”.



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    22 min
  • Nuto Revelli 1919 - 2019
    Nuto Revelli 1919 -2019
    protagonista e testimone dell’Italia contemporanea


    convegno internazionale
    Cuneo, Cinema Monviso, Via XX Settembre 14
    sabato 5, domenica 6 ottobre 2019


    Nuto Revelli, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato un testimone importante del Novecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, prima come sottotenente degli Alpini in Russia, poi come partigiano nelle fila delle bande di Giustizia e Libertà, Revelli fu difensore della libertà, ricercatore sul campo della civiltà contadina, osservatore attento e sensibile degli sviluppi di una società in trasformazione. Amico di Primo Levi e Mario Rigoni Stern, con cui condivideva una narrazione atipica, schietta e non retorica, la sua voce risuona forte oggi più che mai, rilanciando parole che non soltanto conservano la carica della memoria – una memoria viva e attiva, indispensabile nutrimento per la cultura e la consapevolezza – ma hanno anche la capacità di suggerire, in particolar modo alle giovani generazioni, percorsi contemporanei ispirati alle scelte di chi ha attraversato, giovanissimo, l’orrore della guerra e ha affrontato la responsabilità di combattere per la Liberazione. Nuto Revelli, infine, con la sua attiva presenza oltre che con la sua opera, ha contribuito a creare quella consapevolezza dell’identità antropologica, ancor prima che geografica e culturale, del Cuneese e delle Langhe che costituiscono oggi uno dei fondamenti del fiorire di iniziative, non solo culturali, del territorio.
    Ai giovani e a un largo pubblico di lettori vuole ora parlare il convegno internazionale Nuto Revelli protagonista e testimone dell’Italia contemporanea. Perché la manifestazione, nel rispetto dell’approfondimento storico, sa toccare temi, oggi più che mai, sensibili perché capaci di unire, ma anche di dividere attorno al dibattito delle idee.
    Revelli ha sempre avvertito il dovere di scrivere e raccontare: per quelli che non potevano farlo, perché “vinti” dalla storia ed esclusi dalla società, e per quelli che sarebbero venuti dopo di lui. Conoscere la Storia, farla conoscere ai giovani è consapevolezza e urgenza civile, amore per la giustizia e la libertà.
    Sabato 5 ottobre, in mattinata, dopo i saluti delle Autorità, Gastone Cottino, professore emerito dell’Accademia delle Scienze e presidente del Comitato Nazionale del Centenario, ex partigiano e amico, apre i lavori ricordando Revelli personaggio poliedrico, combattente, grande comandante partigiano, memorialista, letterato, antropologo, sociologo. “Un uomo che ha avuto il coraggio e la forza etica di fare un esame autocritico della sua generazione, per superare quella rimozione della memoria che aveva caratterizzato l’Italia dopo la Liberazione, avviandone una profonda rilettura”.
    Il convegno si apre con uno sguardo d’insieme su Nuto Revelli nel panorama letterario nazionale e internazionale, introdotto da Ezio Mauro, che vede in lui “Lo scrittore dei senza nome”: efficace definizione della scelta di stare, umanamente e politicamente, dalla parte dei perdenti; e Giovanni Tesio, che traccia il profilo di un outsider del panorama letterario italiano, sottolineandone soprattutto la statura morale di scrittore atipico.
    La mattinata riprende poi con interventi che vanno dal tema del paesaggio all’impegno letterario, dal “riconoscimento dell’umanità del nemico” alla collaborazione con la casa editrice Einaudi, a cura di: Serenella Iovino, Fiona Stewart, Amedeo Cottino e Alessandro Martini.
    Il sabato pomeriggio, moderato da Gianluca Cinelli, è dedicato a uno dei temi centrali del lavoro di Revelli: Raccontare le guerre, con cui si misurano: Luigi Bonanate, Corrado Stajano, Chiara Colombini, la scrittrice Laura Pariani, Cristoph Schminck Gustavus, Carlo Gentile, con in chiusura Giovanni De Luna.
    La giornata di domenica 6 ottobre, moderata da Beatrice Verri, si apre su Lo sguardo sulla società e il mondo...
    1 min
  • Aldo Tollini "La luce si prepara nell'ombra" Torino Spiritualità
    Aldo Tollini
    "La luce si prepara nell'ombra"
    Torino Spiritualità
    www.torinospiritualita.org


    Domenica 29 settembre 2019, ore 11:30
    MAO Museo d'Arte Orientale - Torino
    Torino Spiritualità
    incontro con Aldo Tollini


    La luce si prepara nell’ombra
    Nei testi della tradizione Zen, il Risveglio è luce che rischiara le tenebre dell’ignoranza. Tuttavia, sostando sugli insegnamenti dei Maestri, si legge che la luce dell’illuminazione nasce da oscurità: è nella penombra dello zazen, nella calma silenziosa e poco illuminata che si trova la quiete dello spirito. La luce si preparanell’ombra, afferma Aldo Tollini, già docente di Lingua giapponese classica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Per questo la veglia notturna dello zazen è indispensabile premessa per giungere all’illuminazione.

    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili


    Aldo Tollini
    "L'ideale della via"
    Samura, monaci e poeti nel Giappone medievale
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it

    La Via occupa un posto di particolare rilievo nella civiltà giapponese medievale, dando vita, nelle varie forme in cui si manifesta, tra le quali la Via del Guerriero, del Tè, della Poesia, al nucleo fondamentale della cultura che si sviluppò tra i secoli XII e XVII. È il periodo in cui i samurai vennero alla ribalta della scena politica e sociale, e poi anche culturale, prendendo e gestendo il potere effettivo: un’epoca di sanguinose lotte, ma pure di una grande fioritura intellettuale che ha lasciato un segno indelebile persino sulla società giapponese contemporanea. Questo libro ripercorre le principali fasi dello sviluppo dell’ideale della Via, esplorandone la storia e le principali manifestazioni all’interno del pensiero dei samurai, nella poesia e nel Buddhismo. Guerrieri, monaci e poeti sono gli attori principali della scena medievale giapponese: nella pratica della Via, nella sua forma piú elevata, essi sono uniti dall’unico ideale del perfezionamento spirituale.






    Aldo Tollini insegna lingua giapponese classica all'Università Ca' Foscari di Venezia. Si interessa di cultura giapponese medievale, e in particolare di Buddhismo, di cultura del Tè e traduce testi classici giapponesi. Per Einaudi ha finora pubblicato Antologia del buddhismo giapponese (2009), Lo Zen. Storia, scuole, testi (2012), La cultura del Tè in Giappone e la ricerca della perfezione (2014) e L'ideale della Via (2017).




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    26 min

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