il posto delle parole

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il posto delle parole episodes

  • Sara Fortunati "Circolo del Design"
    Sara Fortunati
    direttrice
    "Circolo del Design"
    www.circolodeldesign.it


    PLEASE, PITCH! e PORTFOLIO REVIEW
    A ottobre, due opportunità per il lavoro rivolte a studenti, neolaureati e giovani professionisti del design della città.

    14 - 18 ottobre | ore 9.00 - 11.00 | PLEASE, PITCH!
    28 - 29 ottobre | ore 17.30 - 20.00 | PORTFOLIO REVIEW


    In concomitanza con Torino Design of the City 2019 (2-20 ottobre), il Circolo del Design realizza nel mese di ottobre una serie di appuntamenti pensati per mettere in connessione studenti, neolaureati, giovani designer e professionisti affermati.
    E’ parte integrante della missione del Circolo del Design alimentare il dibattito intorno al ruolo del progetto, coinvolgendo tutti gli attori, istituzionali e privati, che animano la scena piemontese, ponendosi come connettore di idee e di professionalità.
    PLEASE, PITCH! e PORTFOLIO REVIEW sono due proposte che si nuovo proprio in questa direzione e hanno l'ambizione di dare agli studenti la possibilità di conoscere in prima persona alcuni dei professionisti, punti di riferimento professionali e possibili sbocchi lavorativi.
    Al tempo stesso, per tutti quegli operatori della città che lavorano sul progetto, questi appuntamenti costituiscono un’occasione unica per conoscere gli studi e i professionisti che si muovono sulla scena del design torinese.

    PLEASE, PITCH! 5 giornate durante le quali 25 studi di design, tra i più affermati della scena contemporanea del territorio torinese, hanno a disposizione 20 minuti ciascuno per raccontarsi, tra progetti metodi, fallimenti e conquiste. Il campo d’azione spazia dalla fotografia all’interior design, dalla grafica alle nuove frontiere della progettazione tecnologica, dalla moda all’innovazione sociale. Una panoramica sulla scena del design piemontese per esplorare possibilità e competenze del territorio.

    PORTFOLIO REVIEW 2 giorni durante i quali 17 professionisti riconosciuti della scena del design torinese mettono a disposizione la loro esperienza incontrando studenti, neolaureati e giovani professionisti in sessioni da 20 minuti. Ciascun partecipante potrà presentare il proprio portfolio al professionista prescelto: l'occasione unica di un incontro faccia a faccia, incentrato sulle specificità dei singoli progetti.

    14 - 18 ottobre | ore 9.00 - 11.00
    PLEASE, PITCH!
    Circolo del Design - via San Francesco da Paola, 17
    Entrata libera e gratuita. Non occorre prenotazione


    Queste iniziative si inseriscono all'interno del progetto ASK TO DESIGN che ha l'obiettivo di alimentare la cultura del progetto nel mondo della produzione e promuovere l’incontro tra le realtà aziendali e i progettisti, aumentando la consapevolezza delle aziende rispetto al valore del design come strumento di sviluppo d’impresa e valorizzando la design community del territorio.
    ASK TO DESIGN è un progetto del Circolo del Design e di Camera di commercio di Torino e si avvale della partnership scientifica del Politecnico di Torino. Il 2019 dà l’avvio allʼedizione “zero” del progetto, ideato per diventare scalabile negli anni successivi. Il percorso prevede una prima fase di formazione rivolta a gruppi di aziende sempre differenti con l’obiettivo di renderle più consapevoli rispetto al concreto valore aggiunto che il design può apportare per il mondo delle imprese. L’azienda viene successivamente accompagnata nell’identificazione dei limiti e i problemi legati alla propria realtà e sui quali intervenire. L’analisi verticale del singolo caso aziendale, guida l’impresa nella scelta del progettista con cui lavorare sulle complessità evidenziate. Lo strumento della piattaforma ha una duplice valenza: da un lato permette alle imprese di esplorare in maniera intuitiva e guidata i professionisti del territorio e, dall’altro, consente ai...
    13 min
  • Mario Rasetti "Premio Lagrange"
    Mario Rasetti
    Fondazione ISI – Istituto per l'Interscambio Scientifico di Torino
    "Premio Lagrange"

    Studiare la straordinaria complessità del mondo animale per comprendere meglio i meccanismi che regolano la vita sul pianeta, compresa la nostra. È il terreno su cui si muovono i due vincitori dell'edizione 2019 del Premio Lagrange – Fondazione CRT. Il massimo riconoscimento internazionale per la scienza dei sistemi complessi, istituito dalla Fondazione CRT – Cassa di Risparmio di Torino e coordinato dalla Fondazione ISI – Istituto per l'Interscambio Scientifico di Torino, va quest'anno al biologo ed ecologo britannico Iain D. Couzin e al biologo marino ed esploratore statunitense David Gruber.

    Già ricercatore alla University of Oxford e professore alla Princeton University, oggi Direttore del Max Planck Institute of Animal Behavior di Costanza in Germania, Iain D. Couzin studia i principi fondamentali alla base del comportamento collettivo animale. Le sue ricerche includono un'ampia gamma di sistemi biologici – dagli sciami di insetti ai banchi di pesci, dagli stormi di uccelli ai gruppi di primati – e hanno ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti (Searle Scholar Award, Mohammed Dahleh Award, Popular Science Brilliant 10 Award, National Geographic Emerging Explorer Award, Scientific Medal of the Zoological Society of London, Clarivate Analytics Global Highly Cited Researcher).

    David Gruber è Presidential Professor di Biologia e Scienze Ambientali presso il Baruch College della City University of New York, esploratore del National Geographic, associato di ricerca in Zoologia Invertebrata all'American Museum of Natural History e Adjunct Faculty Member al John B. Pierce Laboratory della Scuola di Medicina di Yale. Caratterizzato da una marcata interdisciplinarietà, il suo lavoro di ricerca intreccia i campi della biologia marina, genomica, analisi trascrittomica di organismi marini, ecologia degli abissi, robotica leggera, fotosintesi, biofluorescenza, bioluminescenza, oltre all'utilizzo di tecniche avanzate di machine learning applicate allo studio della bioacustica dei grandi cetacei.

    Queste le motivazioni che hanno spinto i giurati del Premio Lagrange – Fondazione CRT ad assegnare il riconoscimento ai due vincitori:

    Il Premio Lagrange – Fondazione CRT 2019 è assegnato al Prof. Iain D. Couzin per il suo rilevante e pionieristico lavoro sull'emergenza di comportamenti collettivi in gruppi di animali e in gruppi sociali, nonché per lo sviluppo della tecnologia per lo studio sperimentale di tali sistemi così complessi. Il Prof. Couzin è una figura di riferimento, sia teorica sia sperimentale, in questo settore, che ha l’obiettivo ultimo di rivelare i principi fondamentali che stanno alla base del comportamento collettivo evoluto, tra cui l'elaborazione e la trasmissione delle informazioni tra specie non umane. Il Prof. Couzin studia una vasta gamma di sistemi biologici, dagli sciami di insetti ai banchi di pesci e ai gruppi di primati, utilizzando una sofisticata combinazione di metodi di matematica, fisica, scienza delle reti e scienza dei sistemi complessi, nonché configurazioni sperimentali innovative per imparare dal comportamento dei gruppi animali.

    Il Premio Lagrange – Fondazione CRT 2019 è assegnato al Prof. David Gruber per il suo pionieristico contributo allo sforzo di acquisire una conoscenza più approfondita del sistema di comunicazione dei capodogli (Physeter macrocephalus). Queste balene, che vivono in grandi nuclei familiari, hanno un linguaggio vocale complesso che usano in una complessa rete di comunicazione. Il Prof. Gruber ha architettato le basi concettuali di un vasto e ambizioso progetto di ricerca, basato su tecniche di intelligenza artificiale e di decodifica di algoritmi, finalizzato ad aiutarci ad imparare il complicato linguaggio delle balene.

    La questione è di interesse cruciale non solo per la biologia marina ma...
    30 min
  • Maurizio Ferrera "Festival del Classico"
    Maurizio Ferrera
    "Festival del Classico"
    www.festivaldelclassico.it
    www.circololettori.it


    "La verità al potere"
    Festival del Classico
    Sabato 19 Ottobre, ore 12:00
    Circolo dei Lettori, Via Bogino 9, Torino
    con Franca D'Agostini, filosofa
    e Maurizio Ferrera, scienziato della politica

    La democrazia di oggi, che riempie il web di filmati, dichiarazioni, commenti, richiama la degenerazione del modello ateniese in «teatrocrazia», in cui il Logos smette di far riferimento al vero, al buono, al bello e le parole perdono i significati condivisi. L’esigenza di verità si pone quindi con urgenza come fondamentale diritto umano, che include una pluralità di altri beni-valori connessi.



    Franca D'Agostini - Maurizio Ferrera
    "La verità al potere"
    Sei diritti aletici
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it


    Per il pensiero liberale una «politica della verità» è un'assurdità e un pericolo, il principio di una società dogmatica, paralizzata da un potere totalitario e ingiusto. È davvero cosí? La teoria sviluppata in questo libro rovescia l'ipotesi.

    Uno sguardo piú attento al ruolo del vero e del falso nelle nostre vite ci fa capire che oggi il destino della libertà e della giustizia è inestricabilmente legato al concetto di verità. Ma si tratta di guardare alla verità in un modo diverso: considerando anzitutto il suo speciale potere in democrazia, in cui le credenze (vere, false, incomplete o distorte) dei cittadini orientano le stesse condizioni della vita pubblica. Contro la proliferazione del falso e dell'insensato, una nuova politica della verità deve tutelare, per tutti noi, il diritto alla verità non soltanto in relazione al bisogno di sapere, ma anche al bisogno di essere garantiti in quei beni e valori critici che si legano a un uso razionale delle conoscenze. Ci servono nuovi diritti, e una nuova idea di politica democratica, per tutelare il nostro bisogno di verità e fermare la circolazione incontrollata di insensatezze e falsità dannose per tutti.




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    23 min
  • Raphael Bianco "Leonardo da Vinci. Anatomie Spirituali"
    Raphael Bianco
    "Leonardo da Vinci - Anatomie Spirituali"
    Prima esecuzione assoluta
    Sabato 19 Ottobre 2019, Torino
    Compagnia EgriBiancoDanza



    Sabato 19 ottobre 2019 alle ore 21 a Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, primo spettacolo
    della stagione IPUNTIDANZA per la Compagnia EgriBiancoDanza impegnata in una prima
    esecuzione assoluta con lo spettacolo LEONARDO da VINCI – Anatomie Spirituali, un lavoro
    artistico tutto espressamente dedicato al genio di Leonardo da Vinci nel 500° della morte. In
    occasione di questa anteprima torinese, Graziano Melano direttore artistico della Fondazione Casa del Teatro Ragazzi e Giovani parteciperà al debutto in qualità di attore, declamando alcuni testi di Leonardo.


    LEONARDO da VINCI - Anatomie Spirituali, è la seconda tappa del progetto “Ergo sum” di Raphael Bianco per la Compagnia EgriBiancoDanza: progetto diviso in quattro parti e iniziato con lo spettacolo Essais: d’après Montaigne nel dicembre 2018. “Ergo Sum” invita lo spettatore a
    riflettere sul concetto stesso di esistenza, declinato attraverso l’esplorazione di idee e di intuizioni
    di singolari figure del pensiero filosofico e scientifico (Montaigne, Leonardo, Einstein, Descartes).
    LEONARDO da VINCI - Anatomie Spirituali, è un lavoro coreografico e coreologico dove il corpo
    sollecitato è sezionato fra staticità e movimento diventa storia di sé e altro da sé senza una reale e
    concreta narrazione. Il nostro corpo nella sua carnalità e sangue è diretto da una mente ed è
    vivificato da un cuore. Ma se riflettiamo più in profondità, qual è il nostro rapporto con le zone del
    nostro corpo? Quali vorremmo nascondere? Quali amiamo? Quali affrontano il mondo e quali
    vengono al mondo nascoste? Quali zone di forza e prepotenza e quali di fragilità nei rapporti
    interpersonali? Un ‘indagine sul corpo dei danzatori, in un vero processo di vivisezione, Un percorso coreografico dalle prospettive esoteriche, un rituale misterioso da cui emergono verità talvolta, surreali, ludiche, comiche, poetiche e sconvolgenti.. Un processo creativo, che si snoda fra multimedialità, suoni della natura (dimensione cara a Leonardo) ed echi di musica rinascimentale e che trae principalmente ispirazione dai disegni anatomici di Leonardo, che non sono solo esercizio di stile ma indagine profonda sulla vita ed il suo progressivo estinguersi.
    La serata sarà anche occasione per la celebrazione dei vent’anni di attività della Compagnia
    EgriBiancoDanza. Così Susanna Egri su questa importante ricorrenza “La Compagnia
    EgriBiancoDanza compie 20 anni. Ma, come è ben noto, nessuno nasce dal niente. Infatti la
    Compagnia EBD è la riedizione aggiornata e bicefala della Compagnia originaria denominata
    “I Balletti di Susanna Egri” istituita nel 1953, una delle pochissime compagnie private professionali
    in attività da allora, in televisione e in teatro, in Italia e all’estero. È l’esperienza accumulata in
    quegli anni che mi ha consentito di dare nuova vita, e nuovi impulsi, alla nuova cabina di
    pilotaggio, in cui il ruolo di “primo pilota” è stato assunto dal mio ex-discepolo Raphael Bianco,
    maturato nella militanza in importanti Compagnie straniere. Nuove sono le rotte, ma solide le
    radici, che rispecchiano visioni e idee imperiture. I valori permangono.”


    Ideazione e coreografia: Raphael Bianco
    Assistente alla coreografia: Elena Rolla
    Maitre de ballet: Vincenzo Galano
    Light design : Enzo Galia
    Sound design: Diego Mingolla
    Musica: Alessandro Cortini
    Elementi scenici: Massimo Voghera
    Danzatori: Compagnia EGRIBIANCODANZA
    Produzione: Fondazione Egri per La Danza con Il sostegno di MIBAC - Dipartimento Spettacolo dal
    Vivo, Fondazione CRT , Regione Piemonte, Città di Torino




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    11 min
  • Monica Carestia "Kum! Festival"
    Monica Carestia
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Venerdì 18 ottobre, ore 17:30
    "Parole fulmine. Chandra Livia Candiani. I bambini, la poesia"
    Monica Carestia
    con la collaborazione di Giuseppe Pitasi


    Venerdì 18 ottobre, ore 18:30
    "L'ingovernabile. Risurrezioni."
    Una conversazione sulla collana Melangolo / Kum!
    Monica Carestia, Federico Leoni, Simone Regazzoni, Rocco Ronchi
    La nuova collana KUM! Melangolo trascrive in presa diretta le voci e gli interventi più originali che di anno in anno sono stati presentati al Festival KUM! di Ancona.
    Ogni edizione del festival convoca filosofi, medici, scrittori, psicoanalisti, teologi, economisti, sociologi, invitandoli a riflettere sul tema della cura, dell’educazione, del governo della città e del futuro delle nostre società.
    Ciascun volume della collana KUM! raccoglie due tra gli interventi più significativi attorno al tema prescelto per ogni edizione.



    Domenica 20 ottobre, ore 10:30
    "La scuola in-vita"
    Monica Carestia, Maddalena Boscaro, Roberta Furlani


    Monica Carestia esercita come psicoterapeuta psicoanalista ad Ancona.
    Membro Alipsi e Divergenze, collabora con scuole, cooperative e organizzazioni sociali che si occupano di disabilità, disagio e fragilità sociale e psichica.
    Psicologa volontaria dell’associazione Psicotraumatologia Emergenza P.A. APE Onlus e dell'Ospedale pediatrico Salesi di Ancona, è giudice esperto del Tribunale di Sorveglianza di Ancona.
    Responsabile della sede Jonas Ancona, si occupa delle attività sul territorio del festival Kum



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    21 min
  • Valerio Magrelli "Festival del Classico"
    Valerio Magrelli
    "Festival del Classico"
    www.festivaldelclassico.it


    Festival Del Classico
    Circolo dei Lettori, Via Bogino 9, Torino
    Sabato 19 Ottobre 2019, ore 11:00
    "Poesia e Verità2
    Il vero e il falso Montale
    con Valerio Magrelli, poeta e Federico Condello, filologo classico

    «Poesia e verità» (Goethe) , «la letteratura come menzogna» (Manganelli), eco di Borges: un dilemma già all’origine della filosofia nel contrasto tra Platone e Aristotele. Come uscirne, si chiede il poeta? Su un altro versante, il filologo ripropone l’ambiguo rapporto smascherando il falso Diario postumo (Mondadori) di Montale, celebrato come sensazionale testamento letterario.



    Valerio Magrelli
    "Le cavie"
    Poesie 1980-2018
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it
    Quarant’anni di poesia alla ricerca di un passaggio fra sperimentazione e comunicazione.

    «Venti, venticinque anni fa leggevo moltissimi poeti italiani. Italiani. Negli ultimi anni non molto. Amo certi nomi, come Zanzotto. Ho visto cose di un giovane che mi piacciono, Magrelli» - Joseph Brodsky

    «La sua poesia è un soliloquio scritto con la penna su un quadernetto, nelle ore più tarde e silenziose della notte. Poesia chiara come acqua in un bicchiere di vetro e, proprio come quell’acqua, vertiginosa: nella sua chiarità, annegano gli sguardi. Poesia in cui il pensiero si guarda pensare, e, nel guardarsi, scompare» - Octavio Paz

    «Aveva ragione Zanzotto quando io, nel mio entusiasmo, incontrando Zanzotto a Treviso, gli ho parlato di questo Magrelli, Zanzotto da poeta vero, da grande artista, ha detto c'è il passo della tigre» - Federico Fellini

    «C’è un poeta come Magrelli che io metterei molto in alto nella gerarchia» - Andrea Zanzotto

    Questo volume riunisce le sei raccolte di Valerio Magrelli: Ora serrata retinae (1980), Nature e venature (1987), Esercizi di tiptologia (1992), Didascalie per la lettura di un giornale (1999), Disturbi del sistema binario (2006) e Il sangue amaro (2014). Grazie all’aggiunta di dodici testi successivi, il libro presenta dunque una produzione che, dopo il precoce esordio dal taglio meditativo, è passata a descrivere paesaggi tecnologici e patologici, toccando timbri di carattere civile, morale, politico.
    Tradotta in molte lingue, l’opera di Magrelli è stata apprezzata da Italo Calvino, Giorgio Caproni, Elio Pagliarani, Antonio Porta, Enzo Siciliano e Andrea Zanzotto, mentre tra i suoi lettori stranieri spiccano Octavio Paz, Iosif Brodskij, Charles Simic, Yves Bonnefoy e Bernard Noël.



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    26 min
  • Alessandra Campo "Kum! Festival"
    Alessandra Campo
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Venerdì 18 ottobre 2019 - ore 15:30
    "Filosofia, psicoanalisi, economia"
    con Alessandra Campo, Elena De Silvestri, Enrico Redaelli
    Kum! Festival - Ancona



    Alessandra Campo è assegnista di ricerca in filosofia teoretica presso l’Università degli studi dell’Aquila e membro del centro di filosofia e psicoanalisi “Après-coup” presso la stessa università.
    Per diversi anni si è occupata dei rapporti tra filosofia e psicoanalisi, con particolare riguardo alle implicazioni metafisiche e cosmologiche della teoria freudiano-lacaniana (Bergson, Whitehead e Deleuze).
    Più recentemente, le sue ricerche si sono consacrate allo studio della causalità metafisica in Kant e Spinoza e, nello specifico, alla presenza di alcune istanze caratteristiche della filosofia del secondo nella riflessione del primo.
    È autrice di diversi saggi e collabora con Il Manifesto. Per la casa editrice Textus ha curato il volume “L’uno perverso. L’uno senza l’altro: una perversione?” (2018) ed è autrice della monografia “Tardività. Freud dopo Lacan” (Mimesis, 2018).


    Alessandra Campo
    "Tardività"
    Freud dopo Lacan
    Mimesis Edizioni
    www.mimesisedizioni.it
    In psicoanalisi la Nachträglichkeit ci mostra anzitutto una cosa: per fare un trauma occorrono due tempi: qualcosa diviene vero, ma solo “dopo”; l’effetto tangibile di un’esperienza appare sempre più tardi e un ricordo rimosso diventa trauma solamente nachträglich, tardivamente. L’intuizione di Freud è che l’inconscio è qui, nella coscienza, secondo una relazione di coesistenza e simultaneità difficile da pensare e tuttavia ineludibile: c’è qualcos’altro, ma non in un altrove trascendente. Per questo dove l’inconscio è (wo Es ist), in atto, là l’Io sarà stato (wird Ich gewesen sein), sarà stato un fatto o un significato. Il ritardo è irriducibile perché è strutturale ed è tutt’uno con le cose. Il ritardo è anzi la cosa stessa, ma non è l’assoluto. La Cosa s’attarda ma è simultanea. Che l’effetto tangibile di un’esperienza appaia solo più tardi e che qualcosa divenga vero unicamente dopo significa allora, come affermano i filosofi del processo, che “il tutto non è dato” e che l’inconscio è reale.


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    www.ilpostodelleparole.it
    27 min
  • Mario Cucca "Kum! Festival"
    Mario Cucca
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it



    Sabato 19 ottobre - ore 21:00
    "Creazione. Invenzione. Evoluzione"
    con Mario Cucca e Telmo Pievani

    Domenica 20 ottobre - ore 11:30
    "Il Cantico dei Cantici. Quando l'amore pro-voca la vita."
    con Mario Cucca



    Mario Cucca, teologo biblista. Insieme a Massimo Recalcati è Direttore Scientifico del Seminario Ripensare il rapporto tra Bibbia e Psicoanalisi, organizzato dall’Università Gregoriana e da IRPA.

    Tra le sue principali pubblicazioni, oltre ad articoli e saggi su varie riviste, Il corpo e la città. Studio del rapporto di significazione paradigmatica tra la vicenda di Geremia e il destino di Gerusalemme (Studi e Ricerche. Sezione biblica; Assisi 2010); con B. Rossi e S.M. Sessa: "Quelli che amo io li accuso". Il rîb come chiave di lettura unitaria della Scrittura in alcuni testi dell’Uno e dell’Altro Testamento (Os 11,1; Ger 13,1-11; Gv 15,1-11; Ap 2-3 (Commenti e Studi Biblici. Sezione Studi Biblici; Assisi 2012); La Parola intimata. Introduzione ai libri profetici (Parola di Dio. Seconda Serie; Cinisello Balsamo 2016).



    Mario Cucca
    "La parola intimata"
    Introduzione ai libri profetici
    San Paolo Edizioni
    La Bibbia affida ai profeti il compito di dire all'uomo che Dio parla, ma che la sua Parola non sempre viene ascoltata e che questa sordità alla Parola impedisce di vivere all'altezza del proprio desiderio. Comprendere i profeti non è però sempre facile, richiede impegno; questo saggio vuole quindi aiutare coloro che scelgono di mettersi in ascolto proponendo alcuni criteri di lettura dei libri profetici, per invogliare e accompagnare il contatto diretto con le pagine che vanno dall'inizio di Isaia alla fine di Malachia, in modo che queste possano essere accostate con consapevolezza e competenza, per poterne trarre gusto e significato.





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    24 min
  • Anna Toscano "Kum! Festival"
    Anna Toscano
    "Kum! Festival"
    www.kumfestival.it


    Sabato 19 ottobre 2019 - ore 17:00
    "Impalcature. Il linguaggio che sostiene"
    Maria Laura Bergamaschi
    Anna Toscano

    Se si usa dire che l’identità è un puzzle fatto di pezzi imperfetti. Ci si dovrebbe chiedere che cosa sostiene questo puzzle, che cosa gli consente di interagire con altri puzzle. Sono impalcature fatte di linguaggio. Parole, frasi, sintassi, ecco l’ossatura che tiene in piedi un'esistenza. "La bilancia del linguaggio, scrive M. Mehr, dà senso e dà peso alle cose e agli incontri".











    Anna Toscano vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre facoltà.

    Scrive per testate, tra cui Il Sole24 Ore, Doppiozero, Minima&Moralia.

    Sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, La Vita Felice 2018, preceduta da Una telefonata di mattina, 2016, Doso la polvere, 2012; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie; sua curatela di cataloghi e libri di poesie.

    Ha ideato e condotto la trasmissione radiofonica Virgole di poesia per Radio Ca’ Foscari e racconti sui suoi luoghi del cuore per Le Meraviglie di Rai Radio 3.

    Per la testata on-line La Rivista Intelligente cura Venerdì in versi, da cui è nata l’antologia poetica di donne Chiamami col mio nome, La Vita Felice 2019.

    È stata editor per case editrici, lavorato come ufficio stampa; collabora con varie scuole di scrittura e ha fondato “Lo Squero della parola”, laboratorio di scrittura a Venezia.

    Come fotografa suoi scatti sono apparsi in riviste, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive.

    Varie le collaborazione ed esperienze teatrali, tra le quali “Voce di donna. Voce di Goliarda Sapienza”.

    Sito web: www.annatoscano.eu



    Anna Toscano
    "Al buffet con la morte"
    La Vita Felice Edizioni
    "Domattina [...] prendi del tempo e siedi a colazione con le poesie di Anna Toscano. Parlano di ciò che ci fa paura che è anche ciò che ci racchiude, contengono visioni, dettagli, amori, presagi, parlano della morte di chi ha conosciuto e di quella di chi non ha conosciuto mai, hanno la forza dirompente del suo coraggio, della sua vita, lo sguardo lucido con cui ha messo sotto osservazione le sue amputazioni rendendole specchio delle nostre. Queste poesie delineano una casa, intesa come il luogo che sempre ci portiamo dietro, abitato tanto da chi ci sta intorno quanto da chi non c'è più: è la sua casa, la vostra, la mia". (dalla postfazione di Nadia Terranova)


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    19 min
  • Veronica Manson "Limbo" di Laura Fusco
    Veronica Manson
    Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo
    Laura Fusco "Limbo" Editions Unicité
    https://www.editions-unicite.fr/auteurs/FUSCO-Laura/limbo/index.php
    foto di copertina: Alberto Richetta

    Settimana della Lingua Italiana nel mondo
    Martedì 22 ottobre 2019
    Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo
    presentazione del libro "Limbo" di Laura Fusco


    La raccolta. Un libro, la storia di un “viaggio”. Tante donne, migranti. Tante storie, uguali e diverse. Fanno da sfondo i campi profughi della Macedonia, la rotta dei Balcani, soprattutto il confine italo-francese dei Balzi Rossi, con il mare e le strade dei passeurs, e Parigi, con le sue luci, il Louvre.
    La vita nei campi, le attese e file per i bagni, gli sgomberi, le cariche della polizia ma anche incontri e storie intense e poetiche.
    La poetessa Laura Fusco, che è stata definita “una delle voci più originali e visionarie della poesia orale in Italia e Europa, tradotta negli Usa” e in 5 paesi, stavolta presta la sua voce alle
    protagoniste di un esodo senza precedenti: le donne incontrate nei campi italiani e francesi che visita. questo suo “viaggio” di donna tra donne. Un affresco dalla dimensione epica, nella sua assoluta modernità, in cui nenie antiche, veglie funebri, storie di donne fuggite dalle violenze, dai confitti o dalle dittature e torture si mescolano ai giochi dei bambini e alla vita quotidiana in cui ci sono perfino barlumi di normalità e voglia di sorriso: si mangia, fuma, fanno selfie, si ascolta musica, nascono amicizie.
    Le poesie sono visionarie, intensamente poetiche, a tratti romantiche, sempre rigorose nel ritrarre la dignità della sofferenza, della ribellione, la tenacia delle protagoniste nel perseguire un sogno, la forza di quel sogno, condiviso, che ha una potenza che eclissa tutto.
    L’Europa viene ritratta nella sua generosità e forza, confusione e fragilità, bellezza e valori, e c’è di tutto: vicini che portano ai migranti borse di cibo e vestiti, volontari, passanti che hanno paura, residenti che chiedono gli sgomberi, madri senegalesi che non vogliono più che i loro figli siano obbligati ad andare in esilio. Nessun desiderio di volere indicare facili soluzioni.
    Accanto alle donne molti adolescenti: per loro il mondo è quello di youtube, già senza confini, e il loro desiderio di ascoltare musica insieme.
    Ancora una volta l’arte, la bellezza e la giovinezza forse sono la risposta che tutti stanno cercando e che come quasi sempre nella storia i giovani intuiscono per primi.


    Laura Fusco, convinta del potere della Parola, da anni si occupa come poetessa di difesa dei diritti. In particolare numerosi sono i suoi lavori per sensibilizzare sul tema dei migranti: ha scritto poesie, ideato progetti artistici e spettacoli con Amnesty International e Libera, è stata membro di redazioni e collaborato con riviste internazionali di Letteratura della migrazione, ha realizzato progetti internazionali contro i femminicidi in diversi paesi del mondo e per focalizzare l’attenzione sul diritto d’accesso all’acqua nei paesi in cui è emergenza e causa di conflitti.

    E’ nel solco di queste battaglie che nel 2016 ha iniziato il suo viaggio di donna tra le donne di campi profughi italiani e francesi. Un viaggio cominciato su Internet e attraverso le immagini di amici reporter e fotografi e che è diventato reale, fisico e dell’anima a partire da un suo soggiorno a Parigi in occasione di una collaborazione con l’Université Paris 8 e la Maison des Ecrivains..
    L’idea, che fa della raccolta un’opera unica e eccezionale, è che non è un reportage, il linguaggio che ama e usa la Fusco, quello dell’epica e dell’anima: la poesia.
    Slogan di striscioni, immagini e parole che scambia o cattura rese indelebili, prima nella sua...
    18 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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