il posto delle parole

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  • Ilaria Bonacossa "Artissima"
    Ilaria Bonacossa
    "Artissima"
    www.artissima.art





    Artissima, nella giornata di giovedì 31 ottobre 2019
    (preview) e sino a domenica 3 novembre, aprirà le porte della sua
    ventiseiesima edizione negli ampi e luminosi spazi dell’Oval di Torino,
    diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa, recentemente riconfermata
    dal Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei alla guida della
    manifestazione per altri due anni (sino al 2021).
    L’unica fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo si
    prepara ad accogliere i suoi 55.000 visitatori con un palinsesto che,
    mantenendone intatta l’identità di ricerca e d’avanguardia, proporrà idee
    e proposte inedite per rispondere agli stimoli delle istanze più interessanti
    del nostro tempo.
    Riconosciuta a livello internazionale per l’attenzione alle pratiche
    sperimentali e come trampolino di lancio per artisti emergenti e gallerie
    di ricerca, Artissima è un appuntamento unico che attrae ogni anno un
    pubblico di collezionisti, professionisti del settore e appassionati. La fiera
    si riconferma a ogni edizione come la preferita da curatori, direttori di
    istituzioni, fondazioni d’arte e patron di musei provenienti da tutto il
    mondo, coinvolti a vario titolo nel suo programma.
    Artissima nel 2019 propone la dialettica desiderio/censura come tema
    trasversale attorno al quale far convergere l’attenzione. L’obiettivo è
    stimolare una riflessione aggiornata ed eterogenea sulle ambizioni e sulle
    utopie contemporanee, sugli impulsi che plasmano i tempi e sulle
    prospettive e le narrazioni che li attraversano, sul complesso rapporto
    che esiste nella società contemporanea tra le immagini e il loro controllo.
    La vitalità di Artissima e la sua forza innovatrice si riverberano
    ulteriormente su tutta la città, grazie alla collaborazione attiva con
    numerose istituzioni pubbliche, musei, fondazioni, gallerie, catalizzando
    i progetti culturali del territorio.


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    www.ilpostodelleparole.it
    15 min
  • Maurizio Harari "Andare per i luoghi di Ulisse"
    Maurizio Harari
    "Andare per i luoghi di Ulisse"
    Il Mulino Editore
    www.mulino.it


    Chi volesse in Italia ripercorrere i luoghi e ritrovare le immagini del favoloso errare di Ulisse, dove dovrebbe recarsi? L’eroe omerico tocca infatti molte località della penisola. Ormeggiò le navi nel Golfo di Gaeta e s’imbattè nei terribili Lestrigoni, giganti antropofagi, nei pressi di Formia; dalle parti di Terracina, l’antica Anxur, sarebbe stato sepolto l’amico Elpenore, e l’isola Eea fu identificata col promontorio del Monte Circeo: qui s’immaginava la residenza della Maga Circe, con la quale egli visse un anno d’amore. E le mostruose Scilla e Cariddi altro non sono che la trasposizione mitologica dei pericoli dello stretto di Messina. Ulisse e i suoi uomini incontrarono i Ciclopi e vennero fatti prigionieri da Polifemo alle falde dell’Etna. Episodi celeberrimi, immortalati fin dall’antichità in affreschi, mosaici e sculture. Il viaggio termina a Cortona, dove Ulisse, lasciata di nuovo Itaca dopo il periglioso ritorno, avrebbe trovato infine sepoltura.

    Maurizio Harari dirige il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia, dove insegna Etruscologia e Archeologia italica. Ha condotto campagne di scavo in siti etruschi dell’Alto Adriatico, nell’entroterra di Adria e a Verucchio. Fra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo «Gli Etruschi del Po» (Cardano, 2000) e «Icone del mondo antico. Un seminario di storia delle immagini» (L’Erma di Bretschneider, 2009).




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    25 min
  • Ludwig Monti "Le domande di Gesù"
    Ludwig Monti
    "Le domande di Gesù"
    Prefazione di Enzo Bianchi
    San Paolo Edizioni
    www.gruppoeditorialesanpaolo.it


    «Da “buon scriba” della parola di Dio Ludwig Monti sa trovare nei vangeli cose nuove e cose antiche, sa discernere le perle preziose e sa farci conoscere meglio, attraverso le domande di Gesù, le profondità del nostro cuore».

    (Dalla Prefazione di Enzo Bianchi)


    Gesù amava porre domande, molto più che dare risposte. E la maggior quantità di domande da lui poste rispetto a quelle ricevute ne è una chiara testimonianza.

    È partendo da questo presupposto che qualche anno fa Ludwig Monti, monaco di Bose e biblista, ha incominciato a interessarsi alle domande di Gesù, stilandone un elenco e suddividendole per attestazioni evangeliche e per destinatari. Ne è nato questo libro, pieno di sorprese e curiosità. Ad esempio, si pensa che Gesù nei vangeli abbia formulato solo qualche domanda, e in realtà sono ben più di duecento. Così come si ritiene che spesso le sue sono solo domande retoriche e invece le questioni sollevate da Gesù sono di grande interesse per gli uomini e le donne di oggi. I temi affrontati da Gesù nelle sue domande offrono, infatti, una “planimetria” della vita umana, se non esatta, comunque ricchissima, estesa e piena di sfumature.

    Un volume per conoscere, approfondire e meditare tutte le domande poste da Gesù nei vangeli. Le sue domande, infatti, saranno compagne preziosissime che ci procureranno un tesoro incalcolabile a cui attingere sempre. Prima, durante e dopo ogni possibile risposta.



    Ludwig Monti, nato a Forlì nel 1974, è monaco di Bose e biblista. Collabora, tra l’altro, alle riviste Parola, Spirito e Vita, Ricerche storico bibliche e Rivista Biblica. Con Edizioni Qiqajon ha pubblicato: Le parole dure di Gesù (2012) e I Salmi: preghiera e vita (2018).


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    28 min
  • Andrea Vitali "Sotto un cielo sempre azzurro"
    Andrea Vitali
    "Sotto un cielo sempre azzurro"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it


    Scrittori In Città
    www.scrittorincitta.it
    Martedì 29 ottobre 2019, ore 18:00
    Cinema Monviso, Cuneo
    presentazione del programma del festival
    presentazione di "Sotto un cielo sempre azzurro" con Andrea Vitali
    ingresso libero, prenotazione consigliata:
    https://www.eventbrite.it/e/biglietti-presentazione-programma-sotto-un-cielo-sempre-azzurro-andrea-vitali-76745779693


    Presentazione del programma || Sotto un cielo sempre azzurro | Incontro con Andrea Vitali
    Il programma completo della 21^ edizione di scrittorincittà verrà presentato martedì 29 ottobre alle ore 18 presso il cinema Monviso. Ospite d'eccezione Andrea Vitali, a Cuneo per raccontare il nuovo libro Sotto un cielo sempre azzurro (Garzanti).

    martedì 29 ottobre, ore 18 | cinema Monviso (via XX Settembre 14, Cuneo) | ingresso libero (prenotazione consigliata)

    SOTTO UN CIELO SEMPRE AZZURRO
    Presentazione del programma di scrittorincittà e incontro con Andrea Vitali





    C’era un sacco di verde intorno, prati, alberi, un fiume, il cielo sempre azzurro, tutto quello che rivedo nei disegni che facevo allora quando oggi, ripensando a quel tempo e a quello che accadde, li riguardo.

    La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c’è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e… via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere?
    Con Sotto un cielo sempre azzurro Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa.

    In appendice al romanzo, il racconto Sui matti non piove mai.



    Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente...
    16 min
  • Paolo Donini "La scatola di latta"
    Paolo Donini
    "La scatola di latta"
    Voland Edizioni
    www.voland.it

    P è una creatura senza storia né età, un artista o un poeta (“il che per molti aggiungeva mistero al mistero”); vive isolato nella piccola comunità di Ics osservandola dalla sua soffitta “come in fondo alla lente di un cannocchiale”; apparentemente non fa nulla e non si sa come riesca a campare, salvo sperperando il patrimonio di famiglia. Beato praticante della pigrizia come sottile forma di eversione, finirà inaspettatamente nel cosiddetto corso della realtà quando iniziano a prodursi bizzarri fenomeni che travolgeranno la pacifica vita della cittadina. Tra epidemiche amnesie, primavere in pieno inverno, scombussolamenti urbanistici, inspiegabili sparizioni, la chiave del rebus è sotto gli occhi di chi legge. La scatola di latta è un’avventura ironica nel labirinto del linguaggio, una fabula universale sulla lettura come viaggio verso la salvezza.


    Paolo Donini
    Nato nel 1962, ha pubblicato tre raccolte di poesia, Incipitaria (Genesi Editrice, Torino 2005), L’ablazione (La Vita Felice, Milano 2010), Mise en abîme (Anterem edizioni, Verona 2016); scrive saggi di critica d’arte e letteraria per monografie, riviste, blog. Si occupa di curatela di mostre e di spazi espositivi.


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    18 min
  • Nora Venturini "Buio in sala"
    Nora Venturini
    "Buio in sala"
    Una nuova indagine per la tassista detective
    Il Giallo Mondadori
    www.librimondadori.it


    È estate: il sole brucia e solo i turisti osano affrontare l’afa. Ad accoglierli nel suo fresco taxi c’è Debora Camilli, che si divide tra le strade di Roma e il mare di Ostia. In un pomeriggio sonnacchioso, per un soffio Debora non tira sotto una vecchia signora che vaga confusa in abito da sera e stola. Si tratta di Valeria Massani, un tempo diva dei palcoscenici nazionali ormai in preda alla demenza, che la tassinara, intenerita, riconduce a casa. Pochi giorni dopo, l’anziana muore per cause apparentemente naturali.

    Al funerale, Debora percepisce qualcosa di sinistro e la conferma arriva quando un’altra morte, stavolta violenta, colpisce l’entourage della Massani. Siena 23 inizia a indagare e scopre che in tanti avevano tratto benefici dalla mente non più lucida della primadonna: parenti avidi, amanti profittatori, artisti falliti, tutti protagonisti di questa commedia nera, tutti in gara per contendersi la cospicua eredità.

    Ma potrebbe Debora, seppur armata di intuito e intraprendenza, sbrogliare un simile groviglio senza un poliziotto di lungo corso al suo fianco? Ecco perciò entrare in scena il commissario capo Edoardo Raggio, sua vecchia conoscenza, che alla vigilia delle agognate vacanze viene raggiunto da un SOS della giovane tassista. Come si fa a dire di no a quella figlia ‘ndrocchia? E poi, nonostante il caldo, Roma d’estate ha il suo fascino: deserta e addormentata durante il giorno, sensuale e inquieta quando cala la notte.


    Nora Venturini è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha scritto varie serie tv e tv movie per Rai e Mediaset e firmato numerose regie teatrali. Ha esordito nella narrativa con L'ora di punta (Mondadori, 2017), la prima indagine della tassista Debora Camilli.



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    22 min
  • Paolo Mastri "Tutto così in fretta"
    Paolo Mastri
    "Tutto così in fretta"
    Ianieri Edizioni
    www.ianieriedizioni.it


    Quando il sostituto procuratore della Repubblica Massimiliano Prati viene ucciso sotto casa dell’amante Silvana Di Labio, vedova del costruttore più in vista della città, mancano meno di otto ore al rapimento di Aldo Moro e all’uccisione dei cinque uomini della sua scorta. Testimone oculare del delitto è Roberto Tintori, il sarto della Pescara bene, da due mesi ingaggiato come informatore del Sisde sotto la pressione di un ricatto che riguarda il lato oscuro della sua vita. La sua strada torna così a incrociare quella del capitano Luise, il capo centro del servizio segreto interno, fino a quel momento alle prese con le indagini su un misterioso assalto all’armeria della Polizia ferroviaria, dietro il quale si intuisce l’ombra di Riccardo Venturi, l’imprendibile terrorista nero implicato nella stagione delle stragi sui treni, custode del bottino della rapina del secolo. Il filo invisibile che lega gli avvenimenti di quel marzo 1978 arriva fino al peccato originale della città protagonista del più formidabile miracolo economico del dopoguerra e all’ultimo dei suoi segreti: un ricchissimo affare, il più ricco di tutti, che sta prendendo forma all’ombra di un patto folle in grado di minare la sicurezza nazionale più di terrorismo e trame golpiste. La verità nascosta in quattro cassette di sicurezza è a un passo, ma, nei 55 giorni che seguono, l’impazzimento politico e istituzionale provocato dai registi occulti del caso Moro ostacola il lavoro del capitano Luise.


    Paolo Mastri è nato all’Aquila nel 1962.
    Giornalista, scrittore, autore e conduttore di programmi televisivi e radiofonici, è capo della redazione di Pescara de “Il Messaggero”.
    Da oltre trent’anni si occupa dei principali fatti della cronaca giudiziaria, economica e politica dell’Abruzzo.
    Per “Il Messaggero” ha firmato inchieste sugli intrecci tra politica e affari e sugli interessi della grande criminalità, dal narcotraffico all’ecobusiness, al riciclaggio di denaro nell’economia pulita.
    Ha collaborato con “La Stampa” e la Rai. Ha già pubblicato 3.32 L’AQUILA – Gli allarmi inascoltati e Il Quinto Abruzzo, per i quali ha raccolto riconoscimenti ai Premi Majella, Histonium, Lamerica, Nassiriya, Città di Cattolica, Giuseppe Giusti. Ha ricevuto inoltre il Premio giornalistico Polidoro e il Premio Monte Strega.




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    21 min
  • Daniela Magnetti "Carlo Gloria a Palazzo Bricherasio"
    Daniela Magnetti
    "Carlo Gloria a Palazzo Bricherasio"



    30 ottobre 2019: ritorna a Palazzo Bricherasio Carlo Gloria

    Si inaugura mercoledì 30 ottobre alle 17,30 nell’androne di Palazzo Bricherasio in Via Lagrange 20, una installazione di Carlo Gloria, Vado e Vengo, che crea un nuovo collegamento tra il passato e il presente dell’edificio.
    Carlo Gloria inaugurò, infatti, nel 2002 - nell’allora sede della Fondazione Palazzo Bricherasio -, la rassegna “Outside: interventi site specific di arte contemporanea”, curata da Guido Curto. Oggi l’artista ritorna con una installazione che richiama la precedente e riapre di fatto il dialogo tra l’arte contemporanea e Palazzo Bricherasio, sede istituzionale di Banca Patrimoni Sella & C.
    Per ritrovare il giusto fil rouge tra ciò che è stato e ciò che è attualmente, Daniela Magnetti, già direttrice della Fondazione Palazzo Bricherasio e ora direttrice artistica di Banca Patrimoni Sella & C., riscopre quel che è rimasto dell’opera di Carlo Gloria Dodici milionesimi e chiede all’artista di rivederla in chiave attuale.
    Infatti, dei 12 affreschi digitali realizzati nel 2002 nelle esedre e lungo le pareti dell’ingresso, solo 3 sono ancora esistenti, parti integranti dell’edificio: le due grandi figure nelle nicchie e l’opera nella piccola cupola sopra lo scalone d’onore.
    Da qui riparte il lavoro di Carlo Gloria con Vado e Vengo, una riflessione spazio-temporale che coinvolge sia il luogo sia coloro che lo frequentano e l’hanno frequentato. Le figure che animano gli spazi affrescati 15 anni fa, sono visibilmente “diverse” da quelle riprodotte allora: cambiano gli abiti e gli atteggiamenti, cosi come è cambiata la destinazione d’uso del Palazzo. Differente è anche lo sguardo dell’artista, che rende più “fluidi” i soggetti, trasformandoli in immagini che, seppure anonime, comunicano ancora familiarità. Realizzate partendo da fotografie scattate nei pressi del palazzo, rielaborate al computer con una post produzione che sfuoca le figure rendendole “forme cromatiche”, le immagini vengono poi stampate con il plotter a getto d’inchiostro e applicate al muro.
    Dal 2017 Banca Patrimoni Sella & C. ha iniziato a partecipare attivamente ad alcune iniziative culturali sia sul territorio torinese che nazionale, per restare fedele all’identità storica e artistica che sin dalla sua istituzione – con il cenacolo della contessa Sofia di Bricherasio – si respira nelle sale del Palazzo.
    Una sorta di DNA innato – dice Federico Sella, Amministratore Delegato e Direttore generale di Banca Patrimoni Sella & C. – proteso all’arte e al mecenatismo che il nostro Istituto condivide profondamente e intende fare suo.
    Non esistendo più la possibilità di dedicare esclusivamente all’arte le sale interne dell’edificio – sostiene Daniela Magnetti –Banca Patrimoni Sella & C. esce dagli spazi canonici, allestendo la mostra di Carlo Gloria nel lungo corridoio di accesso del Palazzo, trasformandolo in un luogo espositivo fruibile da tutta la cittadinanza.
    Sabato 2 novembre, in occasione della notte bianca dell’arte contemporanea, l’accesso alla mostra rimarrà eccezionalmente aperto dalle 15 alle 23.


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    14 min
  • Linda Cottino "Nina devi tornare al Viso"
    Linda Cottino
    "Nina devi tornare al Viso"
    Storia di Alessandra Boarelli, la prima sul Monviso
    Fusta Editore
    www.fustaeditore.it


    Ma chi era davvero la giovane pioniera del Viso? Tra storia e narrazione romanzata, questo libro getta un po’ di luce sulla vita, sulla personalità della protagonista e sull’ambiente culturale in cui la donna maturò la decisione di salire sul Re di pietra.


    Estate 1863. Una settimana prima che la comitiva guidata da Quintino Sella giunga in cima al Monviso, un gruppo di alpinisti anticipa il tentativo italiano alla vetta. Con loro c’è anche una venticinquenne di Verzuolo. Si chiama Alessandra Re Boarelli.
    Il maltempo e l’indecisione della guida arresteranno il tentativo. Ma se la salita fosse andata per il verso giusto, una donna avrebbe preceduto sulla vetta i fondatori del Club Alpino. E probabilmente la storia dell’alpinismo italiano organizzato avrebbe avuto un inizio diverso da quello che tutti conosciamo.
    Ad Alessandra, donna colta e libera, il Monviso è comunque entrato nel sangue. E il 16 agosto 1864, un anno dopo il precedente tentativo, riesce a calcare la vetta della montagna.
    Ma chi era davvero la giovane pioniera del Viso? Tra storia e narrazione romanzata, questo libro getta un po’ di luce sulla vita, sulla personalità della protagonista e sull’ambiente culturale in cui la donna maturò la decisione di salire sul Re di pietra.


    Circolo dei Lettori
    Via Bogino 9, Torino
    In Cordata #1
    Narrazioni di montagna
    Lunedì 28 ottobre, ore 21
    con Linda Cottino, autrice del libro Fusta, Roberto Mantovani, storico dell’alpinismo e Maurizia Rebola, direttore Fondazione Circolo dei lettori

    Arrivare fino in cima è un viaggio, faticoso e bellissimo, innanzitutto dentro se stessi. È coraggio, sangue freddo, allenamento e voglia di superare i propri limiti. Salire fin lassù è esperienza che tempra il fisico e forgia l’anima. Ma anche crescere e vivere ogni giorno in luoghi sperduti, immersi nella natura e nei suoi riti ancestrali, crea donne e uomini diversi, comunità di storie potentissime.
    Continua la rassegna sulle narrazioni di montagna per addentrarsi in tutte le sue dimensioni attraverso un doppio filone di racconto: da una parte (negli incontri serali) focus sulle cime del mondo e su chi quelle vette le ha corteggiate, sfidate, raggiunte; dall’altra (in quelli pomeridiani) un approfondimento sulle persone che le abitano, la cultura, l’approccio alla vita, le visioni.

    con il sostegno di Regione Piemonte
    in collaborazione con Dislivelli, CAI UGET Torino e Libreria La montagna
    partner YogiTea

    Per aggiornamenti e variazioni di programma fanno fede le informazioni inserite sul sito.





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    21 min
  • Giuseppe Patota "Premio Cesare Pavese"
    Giuseppe Patota
    "Premio Cesare Pavese"



    Giuseppe Patota è accademico della Crusca e membro del suo Consiglio Direttivo, socio dell’Accademia dell’Arcadia, socio dell’ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) e della SILBA (Société Internationale Leon Battista Alberti) e giurato del Premio Strega. È membro del comitato scientifico del Bollettino di Italianistica e degli Studi Linguistici Italiani. È stato direttore scientifico del Dizionario Italiano Garzanti dal 2004 al 2015 ed è condirettore del Nuovo Vocabolario Treccani 2018. Dal 2015 dirige le collane Grammatiche e lessici pubblicati dall’Accademia della Crusca e Le varietà dell’italiano. Scienze arti professioni. Nel 2017 è stato insignito dall’Accademia dei Lincei del Premio per la Filologia e Linguistica. È consulente linguistico di Rai Scuola per la didattica dell’italiano.

    Nella sua carriera ha scritto circa centocinquanta pubblicazioni, alcune delle quali tradotte e pubblicate in Francia e in Giappone. Tra le sue opere sono i Nuovi lineamenti di grammatica storica dell’italiano (Il Mulino, 2007), La grande bellezza dell’italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio (Laterza, 2015), La quarta corona. Pietro Bembo e la codificazione dell’italiano scritto (Il Mulino, 2016), Prontuario di grammatica. L’italiano dalla A alla Z (Laterza, 2017) e La grande bellezza dell’italiano. Il Rinascimento (Laterza, 2019). Inoltre, è autore con Valeria Della Valle di testi divulgativi sulla lingua italiana, editi da Sperling & Kupfer, fra i quali Viva il congiuntivo! (2009), L’italiano in gioco (2009), Ciliegie o ciliegie? E altri 2406 dubbi della lingua italiana (2013), Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare (2014) e La nostra lingua italiana, fresco di stampa (ottobre 2019).



    Motivazione del premio a “La grande bellezza dell’italiano. Il Rinascimento”
    Questo libro si concentra su tre “Sale”, perché non utilizza la denominazione di ‘parti’ o ‘capitoli’: vuol essere simile, piuttosto, a un museo d’arte, in cui si entra, non per visitare quadri, arredi o sculture, ma per guardare e leggere testi. I testi appartengono a tre autori d’eccezione, che rappresentano in maniera perfetta il Rinascimento italiano: Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, Niccolò Machiavelli. Tre soli autori, dunque, scelti per rappresentare la “bellezza” intesa come perfezione stilistica e formale, oltre che come compiuta sapienza costruttiva. All’interno delle tre “Sale”, Giuseppe Patota assume la funzione di guida, di Cicerone pronto ad accompagnare il pubblico, indicando via via trame, vicende biografiche, ma soprattutto costruzioni sintattiche e scelte lessicali. L’autore ha attirato l’attenzione della Giuria per la sua capacità di coniugare altissimi livelli di specializzazione, come richiesto dall’analisi formale dei testi, con una straordinaria capacità comunicativa, realizzando un esempio di divulgazione di alta classe, in cui non si cede mai alla semplificazione. Il modello culturale e linguistico del Rinascimento italiano esce dunque intatto nei suoi valori classici e fondativi, ma viene offerto a un pubblico più largo, di cui Patota riesce a catturare abilmente l’attenzione, vincendo ogni oggettiva difficoltà. Questo libro insegna dunque molti segreti relativi alla sublime bellezza dell’italiano, nel suo secolo di maggior splendore.



    Giuseppe Patota
    "La grande bellezza dell'italiano"
    Il Rinascimento
    Laterza Editori
    www.laterza.it

    Bellezza e utilità. Cosa si può chiedere di più a una lingua?

    Le opere d’arte, che siano fatte di linee e di colori o che siano fatte d’inchiostro e di parole, devono produrre bellezza. Di qui il titolo La grande bellezza dell’italiano, di qui l’organizzazione del libro in sale, come accade nelle mostre e nei musei. In ciascuna è esposto il magnifico italiano di Pietro...
    20 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
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