il posto delle parole

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  • Vito Mancuso "I Dialoghi di Trani" - "Torino Spiritualità"
    Vito Mancuso
    "I Dialoghi di Trani" - www.idialoghiditrani.com
    "Torino Spiritualità" - www.torinospiritualita.org


    Giovedì 19 settembre 2019, ore 20:30
    "Responsabilità: origine e motivazione"
    con Vito Mancuso
    in collaborazione con la Diocesi di Trani - Basilica Cattedrale


    Come indica l’origine del termine, essere responsabili significa rispondere. A cosa? A chi? Da dove viene la domanda che ci interpella e che ci chiama a rispondere in modo serio, affidabile, “sponsale” (per usare un altro termine che condivide l’origine di responsabilità)? E dove trovare la forza dentro di noi per sostenere tale risposta responsabile? E prima ancora, perché si deve rispondere in modo autentico, quando invece si può benissimo rispondere in modo falso o anche non rispondere per nulla?




    Vito Mancuso
    Docente di Teologia presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, è stato docente di Storia delle dottrine Teologiche presso l'Università degli Studi di Padova; ha collaborato con La Repubblica e collabora con Il Foglio. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione, in particolare L’anima e il suo destino (Raffaello Cortina 2007), Io e Dio Una guida dei perplessi (Garzanti 2011), Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare (Garzanti 2013), Dio e il suo destino (Garzanti 2015), bestseller da oltre centomila copie. Il suo pensiero esprime posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche. Il suo ultimo libro è La via della bellezza (Garzanti 2018).




    L’armonia sembra essere la base su cui fondare ogni certezza, ma uno sguardo attento intravede in essa anche l’imperfezione, l’asprezza con cui suona. È la legge dell’equilibrio, che bilancia la compiutezza con l’incompiutezza, l’armonia con la disarmonia.

    Venerdì 27 settembre, ore 21.00
    "L'equilibrio del cosmo"
    Teatro Sociale G. Busca, piazza Vittorio Veneto 3, Alba

    L’armonia sembra essere la base su cui fondare ogni certezza, ma uno sguardo attento intravede in essa anche l’imperfezione, l’asprezza con cui suona. È la legge dell’equilibrio, che bilancia la compiutezza con l’incompiutezza, l’armonia con la disarmonia.

    Torino Spiritualità ad Aba è (Dis)armonie, a cura di Associazione Corale Intonando e Città di Alba, con il contributo di Banca d’Alba e Diocesi di Alba.




    Sabato 28 settembre 2019, ore 10:00
    "Madre notte"
    Teatro Carignano, Torino

    Prima ancora di essere una condizione del tempo fuori di noi, la notte è una condizione che riguarda il tempo e lo spazio dentro di noi. Noi veniamo dalla notte, dalla notte dei tempi e del tempo, e a questa notte, caos e vuoto originario, siamo destinati a tornare. Educarsi alla notte e alla sua maternità significa quindi scoprirsi figli del mistero. In base a questa intuizione si struttura la lectio di Vito Mancuso, sulle tracce di una divinità che è luce ma che è anche, come dicono i mistici, notte oscura.

    Ingresso € 8 | Ridotto Carta Extra € 5
    Biglietteria al Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino)
    Acquista il tuo biglietto online
    www.torinospiritualita.org



    Vito Mancuso
    "Il bisogno di pensare"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it

    Una lettura che invita a rimettere la forza del pensiero al centro della vita.Famiglia CristianaDove trarre l’energia per camminare in equilibrio sulla fune della vita?

    «Perché vivete? Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi stessi?» In questo nuovo libro Vito Mancuso ingaggia un dialogo serrato con i suoi lettori per risalire alle...
    29 min
  • Anna Mittone "Quando arrivi, chiama"
    Anna Mittone
    "Quando arrivi, chiama"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it




    Silvia ha quarantasette anni, un ex marito e una figlia adolescente, Emma.

    Tra madre e figlia si alternano momenti di grande complicità ed epiche sfuriate – la normalità, insomma – fino al giorno in cui Emma parte con la sua classe per un viaggio di studio che la terrà lontana da casa per un anno, in Canada.

    Silvia l’accompagna all’aeroporto insieme a Luca, il suo ex marito e, proprio quando pensa che quella giornata non potrebbe contenere più emozioni di così, un drammatico imprevisto la inchioda alle sue peggiori paure: un attentato terroristico sconvolge l’aeroporto Charles de Gaulle durante lo scalo dei ragazzi.

    In preda al panico, Silvia decide su due piedi di partire per Parigi insieme a Michele, il padre di un compagno di Emma, conosciuto poche ore prima all’aeroporto.

    I due salgono in macchina diretti in Francia e, in un clima di dolorosa incertezza, dandosi il cambio alla guida tra una lacrima e una battuta per sopravvivere, durante quel lungo on the road avranno l’occasione di conoscersi.

    Anna Mittone racconta con ironia l’amore e le incomprensioni che caratterizzano il rapporto madre-figlia, mettendone in luce con coraggio anche i lati oscuri e i sensi di colpa, dal punto di vista di una mamma incasinata e impaurita quanto brillante e adorabile.

    Anna Mittone (Torino, 1971) è scrittrice e sceneggiatrice televisiva. Ha collaborato alla realizzazione di serie di successo come “Un medico in famiglia”, “Un posto al sole”, “La Squadra”, “Elisa di Rivombrosa”, “Terapia d’urgenza”, “Il Paradiso delle Signore”. Dopo due commedie brillanti pubblicate da Piemme, Quasi quasi m’innamoro (2011) e Come ti vorrei (2013), questo è il suo primo romanzo con Mondadori. Vive a Roma con il compagno e i due figli.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    23 min
  • Roberta Ceretto "Keeping Time"
    Roberta Ceretto
    www.ceretto.com



    1999 – 2019
    La Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett
    compie vent’anni
    Per celebrare l’anniversario
    una mostra, un vinile, un libro, performance e musica dal vivo
    organizzati dalla Famiglia Ceretto

    21-22 settembre 2019
    Vigneto Brunate di La Morra
    La Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett, uno dei primi e più riconoscibili progetti di recupero e valorizzazione del contesto ambientale delle Langhe in Piemonte con interventi di arte contemporanea internazionale, compie vent’anni.
    Costruita nel 1914 come riparo da temporali e grandinate per chi lavorava nelle vigne circostanti e mai consacrata, la Cappella di SS. Madonna delle Grazie fu acquistata dalla famiglia Ceretto nel 1970 assieme a 6 ettari del prestigioso vigneto di Brunate, nel cuore della DOCG del Barolo.
    Ridotta a rudere dopo anni di abbandono, si è trasformata in uno degli edifici più famosi del territorio, la Cappella del Barolo, grazie alla famiglia Ceretto che nel 1999 ne ha affidato una reinterpretazione in chiave modernista al genio degli artisti Sol LeWitt e David Tremlett.
    La scintilla creativa è scaturita all’improvviso davanti a un bicchiere di Barolo e alla maestosità del
    paesaggio. Agli artisti è subito piaciuta l’idea di recuperare l’edificio in rovina in una divisione spontanea degli interventi: all’esterno forme geometriche in colori acidi e forti disegnate dall’americano Sol LeWitt, maestro dell’arte concettuale; all’interno grandi campiture in tinte morbide, stese con il palmo della mano dall’inglese David Tremlett, anche autore dei riflessi acquei del pavimento marmoreo.
    “Non lo penso come chiesa, e neppure come edificio, quadro oppure scultura. Lo penso come oggetto, un'opera d'arte, per la quale usare il colore.” Sol LeWitt – settembre 1999 Il giornale dell'arte “Abbiamo voluto accendere un fuoco sulla collina.”
    David Tremlett – 10/09/1999 La Stampa


    Per celebrare l’anniversario la famiglia Ceretto ha organizzato per il 21 e il 22 settembre diverse iniziative alla Cappella del Barolo.

    KEEPING TIME
    progetto curato da Guy Robertson e Tony Tremlett
    in collaborazione con the Mahler & LeWitt Studios
    con il contributo di: Gavin Bryars, James Cave, Babatunde Doherty (Baba Ali), Tommaso Faraci, Adam Gibbons, Lina Hermsdorf, Philip Glass, Chemutoi Ketienya with Kipsigis girls, Sol LeWitt, Jason Moran, Lydia Ourahmane, Steve Reich, Caroline Shaw, Three older female singers, David Tremlett & Tim Bowman, Keef Winter.
    Keeping Time è un progetto che comprende una mostra, la realizzazione di un vinile e un programma di performance dal vivo. Ispiratori i temi chiave della cappella: l’idea di arte come risultato di un impegno collaborativo e la passione condivisa di LeWitt e Tremlett per la musica.
    In occasione dell'anniversario verrà inoltre pubblicato il libro “La Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett. L’ultima eclissi del millennio”, edito da Corraini, che raccoglie un racconto di Andrea Bajani scritto per l'occasione, commenti di David Tremlett, Roberta Ceretto e Sara Molho, documenti inediti, ripercorrendo la storia e l’evoluzione del progetto che ha portato al felice legame tra le Langhe e l’arte.

    INAUGURAZIONE
    Cappella del Barolo
    Località Vigneto Brunate - La Morra CN, Italia
    Sabato 21 settembre
    (Ingresso libero. La Cappella si potrà raggiungere a piedi o con navetta da piazza Vittorio Emanuele a La Morra)
    ore 16.30 – 21.00 | Distilleria
    KEEPING TIME - mostra
    L’esposizione “Keeping Time” include l’installazione ‘Wall Drawing #26’ di Sol LeWitt e opere giovanili a tecnica mista di David Tremlett, anche con: Babatunde Doherty, Adam Gibbons, Lina Hermsdorf, Hiba Ismail, Lydia Ourahmane e Keef Winter
    (La mostra rimarrà aperta fino al 13...
    13 min
  • Giuseppe Plazzi "I tre fratelli che non dormivano mai"
    Giuseppe Plazzi
    "I tre fratelli che non dormivano mai"
    e altre storie di disturbi del sonno
    Il Saggiatore
    www.ilsaggiatore.it


    Torino Spiritualità
    "La foresta del sonno"
    Sabato 28 settembre 2019, ore 15:00
    Circolo dei Lettori, Via Bogino, Torino
    www.torinospiritualita.org



    La foresta del sonno
    Un terzo della nostra vita scorre in uno stato di sospensione della coscienza, in un luogo avvolgente, fitto di alberi e fronde, dove tutto risuona di fruscii e respiri: è la foresta del sonno, affascinante, misteriosa, a volte spaventosa. Il neurologo Giuseppe Plazzi, direttore del Centro per i disturbi del sonno di Bologna, apre la porta del suo laboratorio, estremo affaccio sui territori della notte, per accompagnarci nella cangiante selva dei disturbi notturni, tra allucinazioni, sonnambulismi, spaventose paralisi e imbarazzanti risvegli.



    Nulla è più misterioso della nostra mente quando dormiamo. Accadono infatti cose che neanche la fervida fantasia di un grande scrittore saprebbe immaginare, e molte sono le domande che tutti ci facciamo, senza però trovare risposta. Com’è possibile guidare una macchina, parlare lingue misteriose o camminare per ore durante il sonno? Da dove vengono quelle inquietanti visioni di demoni, folletti e spettri che infestano la nostra stanza? Che cosa spinge i bambini a gridare terrorizzati nel cuore della notte? Perché alcune volte abbiamo l’impressione di cadere da una sedia e ci svegliamo? Il neurologo Giuseppe Plazzi ci apre le porte del suo laboratorio, dove ogni giorno pazienti con disturbi del sonno rari e affascinanti – oppure molto diffusi, come il sonnambulismo, l’insonnia, il terrore notturno e la sindrome delle gambe senza riposo – riscrivono i limiti scientifici delle nostre conoscenze e, forse, della nostra realtà.

    Tre fratelli affetti da un’insonnia letale, un frate perseguitato dal diavolo, un uomo capace di volare, una donna tormentata da fantasmi col collo lungo, un giovane sonnambulo colpito da una mutazione genetica, le acrobazie sessuali di una coppia durante il sonno, un intero paese caduto in letargo: sono soltanto alcune delle molte storie raccolte in queste pagine dal dottor Plazzi, dalle quali emerge un universo notturno costellato di sogni, incubi, allucinazioni, capacità soprannaturali e imbarazzanti risvegli in cui ogni lettore, con sorpresa, non faticherà nel suo piccolo a riconoscersi.

    Un’opera dal ritmo romanzesco e dalla temperatura letteraria – nel solco della tradizione di Oliver Sacks –, spaventosa a volte, altre volte divertente, grazie alla quale scoprire gli angoli più bui delle nostre notti, capire i meccanismi segreti del sonno e acquisire una consapevolezza preziosa: neanche solcando tutti i mari, guadando tutti i fiumi, attraversando tutte le terre o arrampicandoci sulle più impervie cime che punteggiano questo mondo riusciremmo a vedere tante cose quante il nostro cervello è in grado di mettere in scena in una notte.

    Giuseppe Plazzi è professore di Neurologia presso l’Università di Bologna, dove dirige il Centro per i disturbi del sonno, ed è attualmente presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    20 min
  • Roberto Grande "Disegnando mostri selvaggi" Torino Spiritualità
    Roberto Grande
    Torino Spiritualità
    www.torinospiritualita.org


    Torino Spiritualità
    Museo Nazionale del Risorgimento (Sala Plebisciti)
    Sabato 28 Settembre 2019, ore 11:30
    Roberto Grande e Anna Peiretti
    "Disegnando mostri selvaggi"
    www.torinospiritualità.org



    Disegnando mostri selvaggi. Con Sendak nelle selve dell’anima
    Nel 1963 Maurice Sendak pubblica Nel paese dei mostri selvaggi, divenuto uno dei più celebri classici per l’infanzia, reinterpretato da scrittori come Dave Eggers e adattato per il cinema dal genio di Spike Jonze. Ma che cosa c’è di così speciale in quelle pagine? Lo psicoanalista Roberto Grande e la scrittrice Anna Peiretti le ripercorrono in un incontro destinato ai “grandi”, rileggendo l’avventura notturna del protagonista Max alla luce di una fitta trama che tiene insieme echi junghiani, influenze rinascimentali e omaggi alle illustrazioni visionarie che William Blake realizzò per la Commedia di Dante.

    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
    I possessori di Carta Extra possono prenotare il posto in sala



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    29 min
  • Gian Maria Finardi "Prehistorica Editore"
    Gian Maria Finardi
    Prehistorica Editore
    www.prehistoricaeditore.it

    La Letteratura sopravviverà, a condizione che sappia porsi obiettivi smisurati.
    (Italo Calvino)


    dal sito: www.prehistoricaeditore.it
    Prehistorica editore è una casa indipendente e di progetto. Lo dice la parola. Prehistorica Editore, come un dinosauro in una biblioteca, riposa irrequieto sulla necessità di ricercare uno strumento originale, una scrittura ante litteram, con cui gettare uno sguardo critico – talvolta caustico – sul mondo, e ripensarlo: perché riuscire a immaginare, anzi a realizzare, un mondo diverso è il primo passo per cambiarlo. Vogliamo restituire alla Letteratura le sue lettere di nobiltà, dare voce ai grandi pensatori, perché tornino a guidare la società. Per questo difendiamo Libri coraggiosi, scomodi, che, nel proporre visioni alternative e dissonanti rispetto allo status quo, sfidano l’intelligenza dei lettori più preparati. Miriamo infatti molto in alto, non solo nella scelta degli autori e dei testi, ma anche per quanto concerne l’oggetto libro: questi, realizzati con i migliori materiali e con un’estrema cura grafica, sono corredati dalle note dei traduttori, e arricchiti da postfazioni di illustri studiosi. Non da ultimo, ci auguriamo, con la nostra verve, di dare un contributo importante al dibattito letterario.

    Pubblichiamo Letteratura senza preclusioni – siano esse temporali, ideologiche o di genere – in 3 collane: Scintille (dedicata alle forme brevi e/o fuggevoli), Ombre lunghe (destinata alla narrativa tout court), Chevillardiana (un’intera collana consacrata all’opera di Éric Chevillard, che incarna perfettamente lo spirito della casa). Riserveremo, in generale, un posto privilegiato alla contemporaneità francese, come ricorda quella -h fossilizzata nel nome: Prehistorica Editore. Lo dice la parola.



    Eric Chevillard
    "Sul riccio"
    traduzione di Gian Maria Finardi
    www.prehistorica.it
    l suo viso esprime ferma risolutezza. I suoi gesti sono brevi e precisi. La sua mano non trema. Eppure c’è in gioco la sua stessa vita in questa storia. È uno scrittore e, questa sera, si propone di scrivere la sua autobiografia. Sul tavolo si trova riunito tutto il materiale necessario, della carta, una matita, una gomma, un riccio.

    Che non c'entra nulla qui, quest’ultimo, avete ragione voi. La cui presenza incongrua è persino un vero mistero. Ma l’effetto sorpresa svanisce presto. Spazio alla collera. Questo riccio è una calamità. Per quanto così dotato lui stesso per l’introspezione viziosa e il ripiego compulsivo su di sé, contraria e ostacola l’ambizioso progetto autobiografico dello scrittore.

    Autentico libro dei libri, Sul riccio affronta così il tema spinoso per antonomasia, quello che soggiace a qualsivoglia opera letteraria: l’ossessione della pagina bianca, il famigerato blocco creativo.

    Proprio sotto gli occhi increduli del lettore, lo scrittore e protagonista sfida apertamente la propria paura, di cui riuscirà a dirci per oltre duecento pagine.

    Il romanzo che ispira: dedicato ai veri amanti della lettura, e a tutti gli aspiranti scrittori.




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    23 min
  • Alessandro Vespignani "L'algoritmo e l'oracolo"
    Alessandro Vespignani
    "L'algoritmo e l'oracolo"
    con Rosita Rijtano
    Come la scienza predice il futuro e ci aiuta a cambiarlo
    Il Saggiatore Editore
    www.ilsaggiatore.com


    Circolo dei Lettori - Via Bogino, Torino
    Lunedì 16 settembre 2019 - ore 18:00
    "L'algoritmo e l'oracolo"
    Alessandro Vespignani, Gabriele Beccaria e Ciro Cattuto


    Nell’agosto 2014 lo scienziato Alessandro Vespignani riceve una chiamata: un’epidemia senza precedenti sta distruggendo la Guinea, presto contagerà il resto del mondo. Il nome del virus è ormai noto a tutti: Ebola. Vespignani e il suo team si collegano a un supercomputer e, grazie ad algoritmi e simulazioni, riescono a prevedere la diffusione del virus con mesi di anticipo.

    Predire il futuro è la nostra ossessione sin dall’alba dei tempi. Gli aruspici hanno scrutato per secoli il domani nelle carcasse degli animali, e ancora oggi non riusciamo a fare a meno della divinazione: sapere a che ora sorge il sole o quando ci sarà la prossima eclissi lunare mitiga il nostro senso di spaesamento nell’universo. Cosa accadrebbe se fosse possibile prevedere con largo anticipo non solo fenomeni come quelli meteorologici, ma tutta la nostra vita? Togliamo il se. I nuovi indovini artificiali lo stanno già facendo.

    Alessandro Vespignani – uno dei più importanti scienziati della predizione al mondo – con la sua arte mantica non si affida ai segni della natura, bensì a quelli matematici della datificazione. E a fornirgli questi dati siamo proprio noi. Non ci credete? Guardatevi intorno: le nostre tracce sono ovunque. I pagamenti che eseguiamo con il bancomat dicono cosa possiamo permetterci e cosa ci piace, il gps sullo smartphone registra tutti i nostri spostamenti, l’algoritmo di Facebook impara i nostri gusti in fatto di cinema e musica, moda e cibo, fino a sapere che cosa abbiamo intenzione di votare alle prossime elezioni.

    Tutti questi dati che seminiamo sono il punto di partenza, il pozzo da cui attingere per simulare e anticipare il futuro. Una sfida che non si esaurisce nella predizione delle attività quotidiane, ma che mira a utilizzarle per profetizzare fenomeni molto più grandi: pandemie, guerre, crolli economici e politici, disastri naturali. L’algoritmo e l’oracolo non racconta come tutto ciò potrà accadere un giorno; racconta come, senza che ce ne accorgiamo, stia già accadendo.

    Alessandro Vespignani è professore di Fisica e Informatica alla Northeastern University di Boston, dove dirige anche il Network Science Institute. È fellow dell’American Physical Society, dell’Institute for Quantitative Social Science alla Harvard University e membro dell’Academia Europaea. Grazie ai suoi numerosi lavori nel campo delle predizioni scientifiche e della teoria delle reti è considerato uno degli scienziati più quotati e riconosciuti al mondo.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    www.ilpostodelleparole.it
    30 min
  • Maurizio Crosetti "Il suo nome è Fausto Coppi"
    Maurizio Crosetti
    "Il suo nome è Fausto Coppi"
    Einaudi Editore
    www.einaudi.it

    Nessun atleta è stato piú grande di lui. Nessuno ha avuto una vita piú simile a un romanzo.




    Nessun atleta è stato piú grande di lui. Nessuno ha avuto una vita piú simile a un romanzo. A cento anni dalla nascita, i trionfi, le sconfitte, gli amori, le tragedie di Fausto Coppi raccontati con la voce dei personaggi che gli sono stati vicini: dai famigliari ai fedeli gregari, dalla dama bianca all'amico-rivale Bartali.

    «Vicino alla mia bicicletta passano il verdegiallo dei prati e delle rocce. E sopra, il cielo azzurro: correre è come attraversare un dipinto. I compagni vanno in cerca delle fontane di pietra per catturare l’acqua nelle borracce, poi la corsa precipita e non c’è piú tempo nemmeno per bere. Guizzano trote d’argento nei torrenti, ma tanto chi le vede. Sulla punta delle montagne la gente è un pizzo, un merletto»

    A ognuno di loro Maurizio Crosetti affida un pezzo di storia, e attraverso di loro affresca l'avventura sportiva e umana di un'anima inquieta che ha incarnato l'essenza stessa di un'Italia fiaccata dalla guerra ma in cerca di nuovo entusiasmo. Una società in vorticoso cambiamento, con le sue ipocrisie e le sue nobiltà, sfila in bianco e nero accanto alla leggendaria bicicletta dell'Airone, del Campionissimo. Che avrà, infine, l'ultima parola.



    Maurizio Crosetti
    Ha origini torinesi ed è un inviato speciale di «la Repubblica», sulle cui pagine ha raccontato i principali eventi sportivi degli ultimi venticinque anni. Ha scritto libri di sport, un romanzo e una raccolta di favole per bambini. Per Einaudi ha pubblicato Il suo nome è Fausto Coppi (2019).



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    14 min
  • Guidalberto Bormolini "Quando è notte per gli uomini, i saggi vegliano" Torino Spiritualità
    Guidalberto Bormolini
    "Quando è notte per gli uomini, i saggi vegliano"
    Torino Spiritualità
    www.torinospiritualita.org


    Venerdì 27 settembre 2019 - ore 21:00
    Teatro Gobetti
    "Quando è notte per gli uomini, i saggi vegliano"




    Quando è notte per gli uomini, i saggi vegliano
    Da Occidente a Oriente, la notte è spazio privilegiato di contemplazione, emblema del cammino mistico che scandaglia il fondo dell’anima per emergere trasfigurato alla luce. La monaca induista Svamini Hamsananda Ghiri, il monaco cristiano Guidalberto Bormolini e il filosofo e studioso di mistica Marco Vannini, si confrontano per raccontare il viaggio notturno verso l’essenza di sé, affiancati dalla lettura di testi tratti dagli antichi Veda e da San Giovanni della Croce. Ad avvolgere le parole, l’esecuzione di musiche del Cinquecento europeo e della tradizione carnatica indiana.

    Musica rinascimentale con Angela Panizzi (canto), Emilio Pernici (flauto a becco, gran basso) e Vittorio Garofalo (liuto rinascimentale), musica carnatica indiana M. Latitha e M. Nandini (violini elettrici)

    A cura di Unione Induista Italiana – Sanatana Dharma Samgha

    Ingresso € 5
    Biglietteria al Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino)
    Acquista il tuo biglietto online
    www.torinospiritualita.org




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    24 min
  • Silvio Mantelli "Il rischio di essere felici"
    Silvio Mantelli
    "Il rischio di essere felici
    Autobiografia di Don Silvio Mantelli, mago Sales
    Prefazione di Oscar Farinetti




    “Non possedevo la ricchezza del denaro, non mi apparteneva il potere del
    comando, non avevo il dono della memoria e nemmeno una grande
    intelligenza.
    Ero estremamente timido e non era mio il coraggio per le grandi imprese;
    mi rifiutavo di diventare grande, di pensare e agire da adulto.
    Volavo basso, basso… e non mi sentivo sfiorare da crisi mistiche o religiose.

    Ma avevo la ricchezza dei sogni, il dono della fratellanza, l’ottimismo nel
    domani, la capacità dell’immaginazione, l’amore per il bello, la tenerezza della
    fede.
    Facevo grandi le cose piccole e amavo le cause perse.
    Possedevo un enorme amore per la vita, soprattutto per i più piccoli della terra.
    All’inizio mi sentii ricco di quello che avevo. Tutto, in seguito, mi venne donato
    dall’Alto
    … Mi sono seduto e ho scritto la mia vita”

    In fondo la vita per me è stata ed è una stupenda avventura, vissuta tra sorprese e magie, a volte un
    po’ dolorose, ma sempre affascinanti. Confesso di aver usato più l’incoscienza che la sana
    preveggenza. Ho seguito più le vie del cuore che quelle della ragione. Sono stato insofferente di
    molte regole, a volte anche di quelle della vita religiosa, ma non ho mai rinunciato di aiutare un
    piccolo della terra, anche solo annullando, per un istante, la sua paura e il suo dolore sostituendolo
    con un sorriso per una magia donata.
    Se dovessi raccomandare qualche cosa a un mio amico, gli raccomanderei la mia vita, quella
    passata come quella presente. Sono contento di aver scelto di “fare” l’artista mago e di aiutare così
    i piccoli della terra. Sono contento di “essere” prete e salesiano. Questa non è stata certo una mia
    scelta. È stata una grazia di Dio e di Don Bosco. Tutti due dovevano avere una grande incoscienza
    per scegliere me, ma poi le cose sono andate come sono andate.
    Sono ancora tentato di pensare che, per un inspiegabile patto con la sorte, il tempo della mia
    vita non sia mai passato. Sono nato piccolo e sono rimasto piccolo. Ricordo il mio primo gioco: una
    scatola di giuochi di prestigio. Ora, a distanza di molti anni sono ancora lì che gioco, e non mi
    pento.
    Sono contento di esistere e di vivere così. Amo la vita e tutto quello che ci sta attorno. 
    Ora, nella calma del presente, rivado indietro al passato e scopro cose meravigliose e nel
    passato si annidano i ricordi e nei ricordi vivono persone, paesaggi ed eventi che forse non esistono più. Il farli rivivere è come esorcizzare la morte, portare il loro spirito dal passato alla luce del presente.
    Ringrazio, così, i tanti che mi hanno aiutato a vivere questa stupenda avventura.
    Grazie a tutti coloro che in questi anni ho cercato di aiutare, perché così facendo mi sono
    arricchito. Sono diventato più prete, e ho realizzato parte dei miei sogni dando dignità alla mia
    speranza. Grazie infine a tutti coloro, e sono tanti, che mi hanno aiutato in questo cammino.
    Chiedo scusa al buon Dio se, nel mio percorso terreno e nelle mie scelte di vita ho praticato
    di più la magia burlona che la pratica religiosa, se ho voluto più bene agli esseri umani che ai santi,
    se ho amato di più i piccoli della terra che Dio, barattando così un sorriso per un pezzo di Paradiso.
    Ne chiedo venia e perdono sapendo, che se ho imbrogliato le carte, ho pur sempre aiutato un
    raggio di sole a illuminare il modo. Ormai sono vecchio nell’età, sulla via del tramonto… ma ci sono
    tramonti che tutti si fermano a guardare. Il gioco continua e così pure il rischio di essere felici.
    La pensione può attendere, il Paradiso no. Se da questa vita nessuno esce mai vivo, spero che la
    morte mi trovi vivo più che mai. Questa è la felicità: la più...
    22 min

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