il posto delle parole

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  • Gabriele Giacomini "Potere Digitale"
    Gabriele Giacomini
    "Potere Digitale"
    Come internet sta cambiando la sfera pubblica e la democrazia.
    Prefazione di Michele Sorice
    Meltemi Editore
    www.meltemieditore.it

    Come Internet sta cambiando la sfera pubblica e la democrazia? Per rispondere abbiamo intervistato autorevoli esperti dalle cui parole emergono posizioni ricche e plurali. Attraverso un’analisi dei recenti cambiamenti sociali, questo volume intende affrontare problemi come la crisi dei partiti e dei media tradizionali, l’affacciarsi di nuovi intermediari (come le piattaforme social), la frammentazione e la polarizzazione della sfera pubblica, la sfida della partecipazione online fra limiti e opportunità, l’ipotesi della democrazia digitale. Il web è il luogo dell’informazione libera e autonoma o le informazioni si stanno organizzando attorno a inediti centri di potere? Internet promuove un pluralismo dialogico o rischia di nutrire una crescente polarizzazione? La democrazia rappresentativa è da superare oppure rimane la soluzione migliore per governare? La democrazia è certamente un sistema aperto (quindi sempre imperfetto e in evoluzione), ma è anche responsabilizzante: è compito dei cittadini e delle classi dirigenti gestire al meglio gli esiti dell’innovazione tecnologica.

    Gabriele Giacomini, dottore di ricerca in Filosofia e scienze della mente all’Università San Raffaele di Milano e allo IUSS di Pavia, è attualmente assegnista di ricerca in Sociologia della comunicazione e della cultura all’Università di Udine. È membro del Laboratorio di Ricerca per i Nuovi Media dell’Università di Udine e del Centro Studi di Etica e Politica dell’Università San Raffaele di Milano. Collabora con la Fondazione “Giannino Bassetti” di Milano. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste scientifiche nazionali e internazionali. La sua ultima monografia è Psicodemocrazia. Quanto l’irrazionalità condiziona il discorso pubblico (prefazione di Angelo Panebianco, Mimesis 2016), con cui ha vinto nel 2017 il Premio nazionale Frascati “Elio Matassi” come migliore esordiente.



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    32 min
  • Dario Arkel "Il mio maestro Janusz Korczak" Itzchak Belfer
    Dario Arkel
    "Il mio maestro Janusz Korczak" di Itzchak Belfer
    Traduzione della classe II E del Liceo Classico “Massimo d’Azeglio” di Torino,
    con la supervisione di Susanna Basso e Benedetta Gallo
    Gallucci Editore
    www.galluccieditore.com


    Immagina un fantastico orfanotrofio in cui regna l’amore e i bambini dettano le regole con responsabilità!
    Itzchak Belfer, l’autore di questo libro, racconta gli anni trascorsi nell’orfanotrofio fondato dal pediatra Janusz Korczak, il creatore di un metodo pedagogico basato sulla libertà e sull’uguaglianza, che permetteva ai piccoli ospiti della Casa degli Orfani di gestire la vita quotidiana, risolvere i conflitti e sviluppare i propri talenti.
    Janusz Korczak fu ucciso dai nazisti, ma le sue idee e il suo metodo non moriranno mai. Durante l’occupazione nazista di Varsavia, Belfer fuggì in Russia e riuscì a scampare all’Olocausto, unico sopravvissuto della propria famiglia.

    Korczak rifiutò di abbandonare i piccoli orfani ebrei per mettersi in salvo e morì insieme a loro nel campo di concentramento di Treblinka. I suoi scritti hanno ispirato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino e sono applicati ogni giorno da innumerevoli insegnanti in tutto il mondo.



    Itzchak Belfer (Varsavia, 1923) è un pittore e scultore, che visse dall’età di sette anni fino ai 15 nella Casa degli Orfani di Janusz Korczak. È uno dei pochissimi testimoni di quell’esperienza straordinaria che siano sopravvissuti alla Shoah. Dopo la guerra si è trasferito in Israele, dove ha potuto coltivare il proprio talento artistico, dedicandosi in particolare alla commemorazione dell’Olocausto e al ricordo del suo indimenticabile maestro.



    Dario Arkel scrittore, giornalista, autore teatrale e poeta è docente di pedagogia sociale presso l’Università di Genova, è autore di numerosi saggi pedagogici, incentrati sul pensiero di Janusz Korczak. è stato insignito dei Premi: Franco Angeli e Ischia-Rea per la saggistica.



    Dario Arkel
    "Ascoltare la luce. Vita e pedagogia di Janusz Korczak"
    ATì Editore
    La vicenda umana e scientifica di Janusz Korczak è l'oggetto dell'indagine di questa raccolta di opere di Dario Arkel a esso dedicate. Korczak, medico e pedagogo ebreo-polacco, fu uno dei più insigni educatori della sua epoca, fondatore della Casa dell'Orfano a Varsavia, dopo una a vita esemplare dedicata all'educazione e alla cura dei bambini, supportando con il suo lavoro di divulgatore anche le famiglie, offrì - sia ai suo contemporanei che ai posteri -, dopo una vita esemplare - anche una morte esemplare, decidendo di non abbandonare e quindi condividere il destino dei duecento orfani affidati alla sua responsabilità, quando questi vennero deportati a Treblinka nell'agosto del 1942, benché i carnefici Tedeschi gli avessero offerto la persole salvezza in quanto figura di spicco della società europea. Gli scritti di Dario Arkel a lui dedicati partono dalla vita e dai libri di Korczak e ne delineano le linee di pensiero fondamentali.



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    25 min
  • Elena Zegna "Etty Hillesum" Giornata della Memoria
    Elena Zegna, Ubaldo Rosso
    Concerto per la Giornata della Memoria
    Elena Zegna - voce recitante
    Ubaldo Rosso - flauti
    Venerdì 25 gennaio, ore 21
    Palazzo Taffini, Savigliano



    Emozioni in musica venerdì 25 gennaio alle ore 21 a Palazzo Taffini con il concerto per la gioranta della Memoria e del ricordo.



    "Sappilo, Dio: farò del mio meglio. Non mi sottrarrò a questa vita. Di tanto in tanto, però, dammi un segno. E fa’ in modo che esca da me un po’ di musica, fa’ in modo che trovi una forma ciò che è in me, che lo desidera così tanto.“ Così negli scritti di Etty Hillesum (1914-1943), giovane donna ebrea di Amsterdam, intensa e passionale, cresciuta con Rilke, Jung e Dostoevskij, nel solco della kultur mittteleuropea.

    L’olocausto, un sacrificio accolto – lei che avrebbe potuto salvarsi - nella piena coscienza di condividere la sorte infausta del suo popolo, ne spense con violenza il sorriso prima dei trent’anni, ma la sua voce risuona ancora alta e forte nell’eredità spirituale della dreatività letteraria. Sue sono parole dure ed insieme commoventi, che rivendicano all’arte un messaggio di armonia, capace di vincere orrore e dolore.

    Il nuovo “reading” di Elena Zegna e Ubaldo Rosso accompagna le parole di Etty con musiche in parte espunte dalla tradizione ebraica, in parte antologicamente d’ogni tempo, dal Rinascimento ai giorni nostri, a confermarne un messaggio d’umanità oltre il tempo effimero e distorto dell’uomo.




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    15 min
  • "La compagnia della polvere" Alessio Romano al Circolo dei Lettori
    "La compagnia della polvere"
    Alessio Romano e Christian Carano
    Circolo dei Lettori, Torino
    venerdì 25 gennaio, ore 21.00
    www.circololettori.it




    Dalle montagne d’Abruzzo a Los Angeles, vita e parole di John Fante
    "Una sera con Arturo Bandini"
    reading con Alessio Romano, musica di Christian Carano

    Un viaggio di musiche e testi nelle opere di John Fante per celebrare il mito di Arturo Bandini: dalle montagne dell’Abruzzo del padre alle stelle di Hollywood, attraverso l’infanzia di Dago («il mangia maccheroni» disprezzato dagli WASP) e l’adolescenza sulle strade di Los Angeles sognando la gloria letteraria e l’amore della bella Camilla Lopez, fino a un letto d’ospedale e l’incontro con Charles Bukowski.



    John Fante è nato in Colorado all'inizio del Novecento, figlio di un abruzzese emigrato in America nel 1901. Dopo un'infanzia turbolenta, si diploma e inizia a fare lavoretti precari, tra cui il tuttofare per uno studio professionale, lo sguattero in bar e ristoranti e l'operaio in una fabbrica di pesce in scatola. Stanco della provincialità di Boulder, si trasferisce a cercar fortuna a Los Angeles, nel 1930. Qui inizia a frequentare l'Università: non è uno studente brillantissimo, ma si avvicina alla scrittura e alla sceneggiatura (prende i primi contatti con Hollywood: sarà poi sceneggiatore anche per Dino De Laurentiis). Del 1936 è il suo primo romanzo, La strada per Los Angeles, che però sarà pubblicato postumo (nel 1985 in America, mentre in Italia uscirà nel 1996 per Marcos y Marcos e nel 2005 per Einaudi). L'anno successivo si sposa con Joyce Smart, dalla quale avrà ben quattro figli. Ciò non gli impedisce di dedicarsi alla scrittura: il vero romanzo d'esordio è Aspetta primavera, Bandini (Marcos y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2006) uscito nel 1938 e subito foriero di grandi consensi; seguito l'anno successivo da Chiedi alla polvere (Marcos Y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2004). Intanto collabora con i servizi d'informazione statunitensi, e nel 1952 vede la luce il suo quarto romanzo Full of life (Marcos y Marcos, 1999 ed Einaudi, 2009). Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo Bravo, Burro! (1970, Einaudi, 2010), La confraternita dell'uva (1977, Marcos y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2004), Sogni di Bunker Hill (1982, Marcos y Marcos, 1996 ed Einaudi, 2010). Del 1940 è invece il racconto Dago Red (Marcos y Marcos, 1997 ed Einaudi, 2006). Nel 1978 John Fante incontra per la prima volta Charles Bukowski, che addirittura lo apostroferà come «il migliore scrittore che abbia mai letto» e «il mio Dio», e insisterà per far ripubblicare Chiedi alla polvere, scrivendo per l'occasione un'ispirata prefazione. Malato di diabete dal 1977, Fante diventerà cieco e dovrà necessariamente sottoporsi all'amputazione di entrambe le gambe: il suo ultimo romanzo Sogni di Bunker Hill lo detterà alla moglie, e morirà nel 1983, lasciando numerosi inediti. Infatti alcuni suoi racconti come Il Dio di mio padre, Una moglie per Dino Rossi, A ovest di Roma e La grande fame saranno pubblicati nel 1985 in America, e successivamente in Italia, da Marcos y Marcos ed Einaudi. Del 1999 sono invece le Lettere, 1932-1981, (Fazi, poi Einaudi nel 2014), una selezione della corrispondenza di Fante alla madre, alla moglie, agli amici scrittori e agli editori. L'opera letteraria di Fante ha ispirato il mondo cinematografico: da citare almeno i due film Aspetta primavera, Bandini (1989, per la regia di francis Ford Coppola) e Chiedi alla polvere (2006, prodotto da Tom Cruise).
    Il primo editore di riferimento in Italia è stato Mondadori (del 1948 il romanzo Aspettiamo primavera, Bandini). Chiedi alla polvere è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 1941 con il titolo Il cammino nella polvere, nella traduzione di Elio Vittorini per la "Medusa". A "riscoprirlo" per il pubblico italiano sono poi SugarCo (1980),...
    13 min
  • Paolo Veziano "Ombre al confine"
    Paolo Veziano
    "Ombre al confine"
    L'espatrio dei clandestini ebrei stranieri dalla Riviera dei Fiori alla Costa Azzurra 1938-1940
    Fusta Editore
    www.fustaeditore.it




    Venerdì 25 gennaio, alle ore 17.30 presso l’ex Chiesa di sant’Agostino (piazzetta Arimondi - Savigliano) verrà presentato il libro “Ombre al confine. L’espatrio clandestino degli ebrei stranieri dalla Riviera dei Fiori alla Costa Azzurra 1938-1940”, (Fusta editore).

    L’incontro, organizzato dall’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica, è inserito nel calendario delle iniziative programmate per commemorare il Giorno della Memoria. Con l’autore dialogherà Alessandro Capellaro dell’Associazione Giorgio Biandrata.




    La figura geometrica dominante in questo libro è la “serpentina”, o meglio bisognerebbe dire le serpentine, che da Ventimiglia conducevano i profughi ebrei in fuga dall’Italia fascista in direzione di Garavan, il quartiere di Mentone prossimo alla frontiera. I luoghi che fanno da sfondo sono carichi di memorie letterarie, ma tornano nella nostra attualità quotidiana. La pressione migratoria al confine tra Italia e Francia percorre quelle stesse serpentine. Foscolo le chiamava le fauci del Mediterraneo, là dove il Roja incomincia ad avere più spazio per la sua discesa verso il mare. “Le quinte di un teatro”, scenograficamente, le definiva Italo Calvino, nel Sentiero dei nidi di ragno. Sono i sentieri del contrabbando che Francesco Biamonti ha descritto nei suoi libri: in questi scenari impervi Paolo Veziano ha ambientato una storia emozionante, che svela le contraddizioni della politica razziale di Mussolini.

    Paolo Veziano è nato a Isolabona (Imperia) nel 1957. Di professione olivicoltore, da anni si dedica per passione alla studio della presenza ebraica in provincia e della condizione degli ebrei sotto l’occupazione italiana nel Nizzardo. Nel 2002 ha pubblicato il volume Ombre di confine. L’emigrazione clandestina degli ebrei stranieri dalla Riviera dei Fiori verso la Costa Azzurra (1938-1940), Alzani Editore, Pinerolo. Nel 2004 ha curato il catalogo della mostra Angelo Donati. Un ebreo modenese tra Italia e Francia. Nel 2007, ha pubblicato Sanremo. Una nuova comunità ebraica nell’Italia fascista 1937-1945, Diabasis, Reggio Emilia.


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    22 min
  • Paolo Roversi "Nebbia Gialla"
    Paolo Roversi
    "Nebbia Gialla"
    Suzzara Noir Festival
    www.nebbiagialla.eu



    Torna dal 1 al 3 febbraio 2019 il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, l’attesa manifestazione dedicata alla letteratura gialla e diventata punto di riferimento per gli scrittori e per il pubblico amante del genere e non solo.
    Nato da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Roversi, con il prezioso contributo del Comune di Suzzara e di Piazzalunga Cultura, il NebbiaGialla giunge quest’anno alla tredicesima edizione, continuando a colorare “la Bassa” di giallo grazie ad atmosfere noir, dibattiti, tradizione, cultura e mantenendo viva la voglia di leggere, discutere, appassionare.
    Il palcoscenico del Festival diventa sempre più ricco e variegato. Saranno infatti oltre 30 le voci che si alterneranno nella tre giorni più noir dell’anno. Tra gli altri, Carlo Lucarelli, Marcello Simoni, Gino Vignali, Valerio Varesi, Roberto Costantini, Alice Basso, Bruno Morchio, Alessandro Meluzzi, Elisabetta Cametti, Giampaolo Simi, Romano De Marco.
    Quest’anno saranno sei gli ospiti internazionali: l’indiano Abir Mukherjee, l’inglese B.A. Paris, la svedese Hanna Lindberg, la francese Johana Gustawsson, l’australiano Tim Baker e lo scozzese Stuart MacBride.
    Anche per il 2019, il Festival promuoverà l’assegnazione del Premio NebbiaGialla per racconti inediti realizzato in collaborazione con il Giallo Mondadori, la storica collana di narrativa dedicata ai generi noir e poliziesco pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore. Sarà anche promossa la terza edizione del Premio NebbiaGialla per romanzi inediti in collaborazione con la casa editrice Laurana – Calibro 9. I bandi verranno pubblicati a partire da gennaio 2019.
    Inoltre, durante i giorni della rassegna verrà diffuso il bando della decima edizione del Premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca per romanzi editi, al cui vincitore verrà assegnata un’opera d’arte realizzata da un importante artista contemporaneo. Nell'albo d'oro dei vincitori delle precedenti edizioni figurano autori, tra gli altri, come Maurizio de Giovanni, Claudio Paglieri, Giovanni Negri, Massimo Polidoro, Giuliano Pasini, Gianni Farinetti e Barbara Baraldi, vincitrice dell’ultima edizione. Le premiazioni avranno luogo a settembre 2019.


    Programma completo della manifestazione:

    VENERDI 1 febbraio
    21.00 Inaugurazione NebbiaGialla 2019 21.15 Roberto Costantini (Marsilio) 22.00 Gaetano Savatteri, Giampaolo Simi (Sellerio)

    SABATO 2 febbraio
    10.00 Giulio Massobrio (Bompiani), Rossana Rubino (Harper Collins) Cecilia Lavopa (I Buoni Cugini Editori), Franco Foschi&Maurizio Matrone (Laurana)
    11.00 Piernicola Silvis (SEM), Romano De Marco (Piemme) Bruno Morchio (Garzanti), Christian Frascella (Einaudi)
    12.00 Abir Mukherjee (SEM)
    15.30 Piergiogio Pulixi (Rizzoli), Franco Vanni (Baldini&Castoldi) Alice Basso (Garzanti), Flavio Villani (Neri Pozza)
    16.30 Carlo Lucarelli (Einaudi)
    17.15 B.A. Paris (NORD) 18.00 Marcello Simoni (Einaudi)
    18.45 Hanna Lindberg (Longanesi) 20.00 Aperitivo con gli autori
    21.00 Gino Vignali (Solferino), Paolo Roversi (SEM)
    22.00 Johana Gustawsson (La Corte editore), Tim Baker (SEM)

    DOMENICA 3 febbraio
    10.00 Valerio Varesi (Frassinelli), Luca Crovi (Rizzoli) Massimo Nava (Mondadori), Mariolina Venezia (Einaudi)
    11.00 Massimo Polidoro (Bompiani), Alessandro Meluzzi e Fabio Federici (Il Rio edizioni), Elisabetta Cametti (Cairo)
    12.00 Stuart MacBride (Newton Compton)

    Sarà possibile seguire il festival oltre che sul sito ufficiale www.nebbiagialla.it e su www.nebbiagialla.eu, sulla pagina Facebook NebbiaGialla e su Twitter @NebbiaGialla, hashtag #ng19

    21 min
  • Paolo Mereghetti "Il Mereghetti. Dizionario dei film 2019"
    Paolo Mereghetti
    "Il Mereghetti"
    Dizionario dei film 2019
    Baldini + Castoldi
    www.baldinicastoldi.it



    Circolo dei Lettori
    Via Bogino, Torino
    martedì 22 gennaio ore 18
    DIZIONARIO DEI FILM 2019
    con Paolo Mereghetti


    Da oltre venticinque anni il più noto e apprezzato Dizionario dei film, enciclopedico nel rigore e nella quantità di dati, efficace, divertente e rapido nella lettura.

    Torna, per la dodicesima volta il più noto e amato Dizionario dei film: enciclopedico nel rigore e nella quantità di dati, efficace, divertente e rapido nella lettura, l’opera di Mereghetti è arricchita di oltre 4.000 nuove schede.
    Il dizionario dei film 2018, si candida come l’unico vero strumento per chi segue il cinema e ne ama le curiosità e le sottili storie nascoste nelle vite dei suoi protagonisti, scoprendo percorsi di lettura e di visione straordinari.
    Uno strumento unico, completo e imprescindibile.

    oltre 7000 pagine
    35.000 schede
    60 percorsi tematici
    indice di titoli originali per 25.000 voci
    indice degli attori per 48.000 voci
    indice dei registi per 10.00 voci




    (Milano 1949), giornalista e critico cinematografico per il Corriere della Sera e il magazine Io Donna, ha scritto su Ombre rosse, Positif, Linea d’ombra, Reset, Lo straniero e tiene una rubrica su Ciak. Ha pubblicato per i Cahiers du Cinéma e Le Monde un volume su Orson Welles, poi editato in Italia, Spagna e Gran Bretagna. Nel 2012 ha curato per Contrasto il volume Movie:Box, tradotto in sei lingue. E’ stato consulente per la Mostra del cinema di Venezia durante le direzioni di Lizzani, Rondi e Barbera. Ha pubblicato, tra gli altri, saggi e volumi su Arthur Penn, Marco Ferreri, Bertrand Tavernier, Sam Peckinpah, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Serge Daney e Jacques Rivette. Nel 2001 ha vinto il Premio Flaiano per la critica cinematografica.



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    33 min
  • Sergio Valzania "La pace mancata"
    Sergio Valzania, Franco Cardini
    "La pace mancata"
    Mondadori Editore
    www.librimondadori.it



    Fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana avrebbe dovuto «porre fine a tutte le guerre», in un momento decisivo per un possibile riscatto dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace: ridisegnare i confini politici e stabilire gli equilibri dell’Europa e del mondo.

    La trattativa, che avrebbe dovuto creare un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, non seppe dare al continente, e al mondo, un assetto per quanto possibile giusto e pacifico. Ai vinti vennero imposte dure condizioni, spesso a scopo vendicativo e sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile. Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi Stati, in cui si affermarono i nazionalismi più gretti, sorsero problemi insolubili e numerose guerre locali. Le decisioni prese in relazione alla Germania sconfitta, contornata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera determinante alla salita al potere di Hitler. Il presidente Wilson, che volle rappresentare il proprio paese al tavolo delle trattative senza essere un diplomatico, né tantomeno possedere alcuna esperienza di negoziati internazionali, complicò ulteriormente la già ingarbugliata situazione postbellica, finalizzando la Conferenza di pace alla costituzione della Società delle Nazioni, alla quale gli stessi Stati Uniti non aderirono.

    Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell’anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. La Conferenza di Parigi del 1919 per i suoi protagonisti – il presidente Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando – fu l’occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani il destino del mondo, un potere e una responsabilità mai avuti prima, ma costruirono una pace che non ha funzionato, una «pace mancata», uno dei fallimenti più importanti e decisivi del secolo scorso.



    Sergio Valzania
    Firenze 1951. Storico e studioso della comunicazione, autore radiofonico e televisivo, dal 2002 al 2009 ha diretto i programmi radiofonici della Rai. Collaboratore di importanti testate, ha scritto molti libri soprattutto di storia militare.



    Franco Cardini
    Firenze 1940. È professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto italiano di Scienze umane e sociali / Scuola normale superiore e Directeur de Recherches nell'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, nonché Fellow della Harvard University.




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    28 min
  • Romano Benini "Lo stile italiano"
    Romano Benini
    "Lo stile italiano"
    Storia, economia e cultura del Made in Italy
    Donzelli editore
    www.donzelli.it


    L'arte e la moda, la cultura del cibo e del paesaggio, l'artigianato e il design del Belpaese



    A dieci anni dallo scoppio della crisi economica globale, un primo dato emerge a margine del dibattito sulla sua fine reale o presunta: l’Italian style non solo è uscito indenne dalla crisi, ma è stato il fattore trainante per lo sviluppo di diversi settori dell’economia italiana. Dall’arte all’alta moda, dal design alla cultura del cibo, dal paesaggio all’artigianato, il Made in Italy resta in costante crescita. Ma quali sono le ragioni di tanta resilienza? È impossibile rispondere a questa domanda senza tornare alle origini del concetto stesso di stile italiano. Esso è infatti il prodotto di una plurisecolare vicenda storica: dall’epoca romana all’età dei Comuni, dal Rinascimento al Barocco, dal boom del dopoguerra ai giorni nostri, lo stile italiano si è manifestato in un tenace sforzo di unire l’etica all’estetica. La ricerca della bellezza e della qualità, le vocazioni dei territori, la creatività e il design non sono che le forme esteriori di una specifica cultura, di una vicenda storica e del carattere stesso dell’Italia. In queste pagine Romano Benini ripercorre il farsi nel tempo dello stile italiano, e coglie in esso i tratti dell’identità e le ragioni dell’attrattiva del Belpaese nel mondo. Conoscere questa storia di lungo periodo permette al contempo di valutarne la portata economica. E infatti tuttora le opportunità di sviluppo per l’Italia passano dall’originalità di uno stile riconoscibile in quelle cose «belle e benfatte» che continuano a spingere la domanda del Made in Italy sui mercati globali. Tuttavia, il nesso tra etica ed estetica è oggi messo a dura prova da un processo di omologazione e da un decadimento del gusto che è il frutto di decenni di materialismo consumista. E dunque lo sforzo di continuare a coniugare il bene e il bello rappresenta anche una grande sfida politica: quella di contrapporre la società del gusto alla società dei consumi, la qualità alla quantità, la ricerca di prodotti e stili di vita «su misura» al consumo di massa.




    Romano Benini è docente di Italian Fashion Industries presso l’Università La Sapienza di Roma e professore straordinario di Sociologia economica e del welfare presso la Link Campus University di Roma. Giornalista economico, è autore e conduttore dei principali programmi di comunicazione televisiva dedicati ai temi del lavoro: Okkupati, in onda dal 1998 al 2011, e Il posto giusto, in onda dal 2014, entrambi su Rai3. Per Donzelli è autore, tra l’altro, di Saper fare (2010); Italia cortigiana (2012); Destini e declini (2015) e Lo stile italiano (2018)




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    24 min
  • Achille Mauri "Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri"
    Achille Mauri
    "Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri"
    XXXVI Seminario di Perfezionamento
    Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 22 – 25 gennaio 2019


    Tradizione e innovazione in libreria
    Quattro giornate di approfondimento sulla gestione, l’assortimento, il servizio,
    la creatività e l’innovazione in libreria, con uno sguardo verso l’Europa.
    Dal 22 al 25 gennaio 2019 si terrà a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini sull'Isola di San Giorgio Maggiore, il 36esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.
    Il Seminario è un importante appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confrontano sul presente e sul futuro del libro. I lavori del Seminario prevedono l’intervento, a fianco dei manager delle principali catene librarie europee e dei vertici dell’editoria italiana, di figure professionali e di personalità di altri settori con l’obiettivo d’ampliare con i loro contributi l’orizzonte del dibattito.
    L'intento è quello di ridefinire attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre più aggiornati la figura professionale del libraio favorendo così la continuità di un percorso formativo che nel rispetto dell’identità originaria gli consenta di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro. Essere librai significa anche e soprattutto avere la capacità di trasmettere la curiosità e la sensibilità per un mondo fatto di storie che rimandano ad altre storie senza soluzione di continuità. Per essere librai non basta dunque essere delle persone colte o degli abili commercianti o dei manager accorti. Bisogna essere una sintesi virtuosa di tutte queste qualità e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri ha l’ambizione di fornire a chi ha scelto questo mestiere gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per muoversi con consapevolezza in un settore che oggi, forse più di altri, è in continua trasformazione.
    Dal 1984, la Scuola, primo esempio in Italia, vuole essere un confronto fecondo sulle dinamiche
    all’interno dell’universo librario che non sia circoscritto alla sola organizzazione e gestione del punto vendita ma analizzi tutti gli aspetti che riguardano l'attività della libreria: distribuzione, commercializzazione e promozione. Un laboratorio vitale di sperimentazione e discussione che abbia come centro il libro, il suo percorso, la sua trasformazione.
    Nella giornata inaugurale di martedì 22 gennaio, dopo i saluti di benvenuto, la presentazione del
    programma del Seminario e la colazione con la scrittrice Mariafrancesca Venturo, sono previsti gli
    interventi della scrittrice Vera Gheno, Parole giovani, parole dei giovani, e del manager e scrittore Pier Luigi Celli, Il potere e la cura.
    Il giorno seguente, mercoledì 23 gennaio, il Seminario prosegue con diversi interventi dedicati al tema “La gestione, l’assortimento e il servizio in libreria”. Sono previsti i contributi di Gian Luca Marzocchi (Università di Bologna) su Di racchette e talenti: breve storia di un lungo equivoco e di Angelo Paletta (Università di Bologna) sul Valore economico aggiunto della libreria; seguiranno gli interventi di due librerie internazionali con Livia Senic-Matuglia (Rizzoli International New York) Essere libraio oggi in una metropoli americana: New York, e Delphine Bouétard e Anne-Laure Vial (Livrairie Ici Parigi) Essere libraio oggi in una metropoli europea: Parigi.
    Nel pomeriggio si terranno gli interventi di Hans Willem Cortenraad (CB logistics Olanda) Il modo migliore per un libraio di competere con l’e-commerce è abbracciarlo… però con astuzia! e di Marco Mattioli (Fastbook) Due poli che si...
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