il posto delle parole

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  • Omar Di Monopoli "Uomini e cani"
    Omar Di Monopoli
    "Uomini e cani"
    Adelphi
    www.adelphi.it



    In una immaginaria, ma più che verosimile, cittadina del Salento, chiamata Languore, non esistono buoni e cattivi, ma solo individui che lottano per la sopravvivenza, con rabbia, con brutalità, o con cieca disperazione; le sparatorie, le violenze, gli stupri, le sopraffazioni di ogni genere si susseguono, quasi a toglierci il respiro – né c'è differenza vera tra gli uomini e i cani che questi si sono scelti come compagni, altrettanto feroci e ottusi. Sullo sfondo di una natura riarsa, in una terra che sembra posta agli estremi confini del mondo, si consuma una serie di drammi strettamente intrecciati fra loro. E a raccontare questa umanità sconfitta e allucinata, c'è la lingua di Omar Di Monopoli – una lingua, è stato scritto, «tornita, barocca e dialettale».



    Teso come un thriller, barocco come una cattedrale, violento come il morso di un pitbull, Uomini e cani è una furibonda cavalcata nel cuore nero del Sud. In un Salento lontano anni luce da quello da cartolina, il comune di Languore progetta di trasformare una salma in parco naturale. E gli eventi si mettono in moto. Il sindaco è giovane e ottimista, Milena bella e spaventata. Nico ha perso tutto, tranne se stesso. Don Titta Scarciglia maneggia e corrompe. I Minghella addestrano cani e figli da combattimento e Pietro Lu Sorgi, l'eremita, annienta chiunque invada il suo territorio.

    J"Ma qui non basta un pezzo di carta per stabilire chi spara e chi no. Da ste parti, la gente si divide in due categorie: quelli che ciànno una pistola in casa… e quelli che ciànno un fucile!"


    Omar Di Monopoli
    Nella perfida terra di Dio
    Da tempo, al nome di Omar Di Monopoli ne sono stati accostati alcuni altri di un certo peso: da Sam Peckinpah a Quentin Tarantino, da William Faulkner a Flannery O'Connor. Per le sue storie sono state create inedite categorie critiche: si è parlato di western pugliese, di verismo immaginifico, di neorealismo in versione splatter. Nonché, com’è ovvio, di noir mediterraneo.



    Ascolta la conversazione sul romanzo "Nella perfida terra di Dio"

    https://ilpostodelleparole.it/omar-di-monopoli/omar-monopoli-nella-perfida-terra-dio/




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    23 min
  • Piergiorgio Bianchi "Dante, Lacan"
    Piergiorgio Bianchi
    "Dante, Lacan"
    Dolce Padre
    Ortothes Edizioni
    www.ortothes.com



    La psicoanalisi non è chiamata a svelare i rapporti segreti e inconfessati tra la vita del poeta e l’opera, ma a reperire nella sublimazione poetica la verità da essa scoperta nella propria esperienza clinica. Non si tratta calare su Dante un’interpretazione a lui estranea, ma di leggere la Commedia come anticipazione della psicoanalisi: Dante precede da veggente Freud e Lacan sul cammino della parola e del linguaggio.
    Nel tempo presente le tecniche del controllo cognitivo, poste a guardia dello psichico, promuovono un’ortopedia linguistica che mette sotto silenzio l’esperienza di parola. Riproporre il gesto di Dante, affrontando la questione della lingua nella sua radicalità, significa restituire la parola al soggetto, affinché questi possa dire quale pena lo costringe alla ripetizione: quel godimento a-semantico e mortifero che, dannato, lo separa dal dolce mondo.

    Nella Commedia si annodano l’esistenza singolare e il tempo politico di Dante, la cifra unica e irripetibile dell’esperienza del poeta e il destino escatologico dell’umanità. Seguire i passi di Dante richiede la disponibilità a una lettura sintomale del poema. Il percorso della Commedia è teleologico: sappiamo dove vada a finire ma non abbiamo la certezza di avere capito. Tuttavia ci accorgiamo, leggendo, che qualcosa si trova già al lavoro… Allor si mosse, e io li tenni dietro.


    Piergiorgio Bianchi si è laureato in Filosofia e in Storia presso l’Università di Genova. Dal 1995 fa parte della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. Insegna al Liceo scientifico “O. Grassi” di Savona. Ha pubblicato Marx e Lacan. La questione del soggetto inconscio (Genova 1999) e Il lavoro del filosofo. Ragione e politica in Galvano della Volpe (Savona 2008). Ha scritto articoli per «L’Art du comprendre» e «Historia Magistra». Per Orthotes sono usciti: Il campo di esperienza. Positività del sensibile e ricerca estetica in Galvano della Volpe (2012) e Il sintomo e il discorso. Lacan legge Marx (2014). Ha curato testi di Lukács e Feuerbach.




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    36 min
  • Irene Di Caccamo "Dio nella macchina da scrivere"
    Irene Di Caccamo
    "Dio nella macchina da scrivere"
    La Nave di Teseo
    www.lanavediteseo.eu



    Chi c’è dietro la maschera di Anne Sexton, la poetessa bellissima e dannata, straordinaria figura letteraria del Novecento? Come superarne lo stereotipo di donna volubile, egoista, dolce, furiosa ed erotica, per arrivare al nocciolo della sua identità e ricostruire la complessità di una vita così estrema e contraddittoria? Attraverso sottrazioni e tentativi, costeggiando nel romanzo una nuova forma di verità. In un continuo scollamento fra realtà e immaginario, scritto in tono lirico e potente, Dio nella macchina da scrivere indaga liberamente il personaggio di Anne Sexton entrando in connessione con la passione, con l’autentico, con il dolore e l’urgenza della parola, per lei forma di terapia e unica risposta possibile al disagio e al caos emotivo che l’hanno attraversata. Questo libro, riscrittura personalissima e intima dei suoi giorni, condotta in prima persona e dal punto di vista di Anne, vuole essere un omaggio e un vero atto di tenerezza verso una poetessa modernissima, schietta e intensa, che, nel bisogno ossessivo di trovare “una voce”, ha stabilito il suo scarto da ogni possibile definizione e la misura irriducibile della sua vita.


    «Un abito rosso lungo mi avvolge completamente. Salgo in auto, e quando sono vicina al college di Rosa lascio la macchina per camminare. Non so che ora sia e intanto bevo il latte dalla bottiglia che ho portato e mando giù piano tutte le pillole che ho nella mano. Dopo un po’ mi ritrovo davanti a un immenso ponte che raggiunge l’altra parte della riva, una promessa di infinito che però sparisce e si annulla subito nel buio. Procedo lenta verso quella strada di libertà ma l’incertezza della mia mente confonde i passi, per un po’ volteggio nell’aria leggera e le mie braccia stringono vuoto, poi improvvisamente cado a terra. Un uomo sbuca da non so dove e si avvicina immediatamente a soccorrermi. Ho il cielo in fondo agli occhi. Finisco così in ospedale vestita a festa e senza parole per nessuno.»







    Irene Di Caccamo è nata nel 1967 a Roma, dove vive. Nel 2011 ha pubblicato L’amore imperfetto, con cui ha vinto il premio Rapallo Carige Opera prima. Di professione fa la doppiatrice e la dialoghista.


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    17 min
  • Francesco Donadio "David Bowie. L'arte di scomparire"
    Francesco Donadio
    "David Bowie. L'arte di scomparire"
    Indagine sugli ultimi dodici anni dell'Uomo delle Stelle
    Arcana Edizioni
    www.arcanaedizioni.com




    Il 10 gennaio 2016 l’improvviso annuncio della morte di David Bowie ha lasciato sconcertati tutti i suoi fan, che fino a qualche ora prima avevano avuto modo di apprezzare il ritorno sulle scene di una star forse invecchiata ma comunque sempre al passo con i tempi, in grado di realizzare negli ultimi mesi di vita due opere che hanno lasciato il segno. La verità è che Bowie era scomparso dai radar già molto tempo prima. A partire dal 25 giugno 2004 – quando sul palco dell’Hurricane Fe­stival a Scheeßel, in Germania, avvertì un lancinante dolore al petto che si rivelò essere un infarto in atto, trattato con un urgente intervento di angioplastica – e per undici anni e mezzo, Bowie aveva smesso di essere la rockstar presenzialista dei decenni precedenti, non rilasciando più interviste e assumendo un bassissimo profilo per uscire di casa solo raramente per eventi selezionati. Un po’ come Greta Garbo, Scott Walker, J.D. Salinger o il nostro Lucio Battisti.

    Questa è la visione comune. Ma è andata veramente così? Cosa è realmente accaduto in questa dozzina di anni, tra complicazioni di salute, passeggiate in incognito per Man­hattan e progetti avviati e poi cancellati? C’è ancora qualcosa che può – anzi che deve – essere raccontato?

    Questo libro si propone di far luce su quei mesi, tra il 2004 e il 2016, che l’Uomo delle Stelle ha voluto (o dovuto?) passare lontano dalla luce dei riflettori. Una ricostruzione per quanto possibile accurata, sulla base delle testimonianze dei suoi collaboratori e della cronologia dei suoi avvistamenti, dei dodici anni “misteriosi” di David Bowie. Gli anni senz’altro più tormentati e difficili della sua vita e della sua carriera, ma assai meno vuoti di quanto comunemente si pensi dal punto di vista artistico, sfociati negli splendidi ritorni di THE NEXT DAY e BLACKSTAR, oltre al musical Lazarus.


    Francesco Donadio
    Ricercatore e scrittore, autore dei saggi Teddy-boys, rockettari e cyberpunk (con Marcello Gian­notti), Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia (Arcana, 2011) e David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati (Arcana, 2013, n.e. 2016). Scrive di musica per «Classic Rock» e «Vinile» ed è caporedattore della testata «Extra! Music Magazine» (www.xtm.it).




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    19 min
  • Guido Harari "Fabrizio De André. Sguardi randagi"
    Guido Harari
    "Fabrizio De André. Sguardi randagi"
    Mondadori Electa
    www.electa.it


    Circolo dei Lettori
    Via Bogino, Torino
    "Smisurata Preghiera"
    sabato 12 gennaio 2019, ore 17.00
    "Sguardi randagi"
    Incontro con Guido Harari
    con Franz Di Cioccio e Piero Negri
    Per quasi vent’anni Guido Harari è stato uno dei fotografi personali di De André, realizzando molte delle sue più conosciute immagini ufficiali. Il suo archivio si schiude per la prima volta integralmente, con oltre 300 fotografie che includono non solo quelle più amate dai fan, ma anche alcune gemme inedite. Sono sguardi randagi, spesso rubati, malgrado l’ufficialità, vincendo la pigrizia o la ritrosia dell’artista.



    Che dolore pensare che foto così non se ne potranno fare più, che riconoscenza che ci sono. Fabrizio c’è stato e ci sarà sempre. Grazie a queste, e grazie a Dori, grazie a canzoni e poesie che appartengono con lui agli enormi spazi profumati dell’eternità. Chissà che cosa avevi in mente, Guido, per stregarci tutti così, inchiodarci così alle emozioni, alla passione di queste immagini che non possiamo vedere senza tremare, senza desiderare che ce ne siano altre, tante, miliardi, quante sono le stelle meno splendenti di Fabrizio, meno magiche di Fabrizio, meno fatate di Fabrizio, ma tenere quanto il tuo, il nostro, il vostro amore.
    Fernanda Pivano



    A venti anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, dopo Una goccia di splendore (Rizzoli, 2007), Harari apre per la prima volta integralmente il suo archivio, con oltre 300 fotografie che includono non solo quelle più amate dai fan, ma anche alcune gemme inedite.




    Guido Harari è fotografo e giornalista musicale. Ha firmato numerose copertine di dischi per artisti italiani e internazionali, da Pavarotti a Vasco Rossi, da Claudio Baglioni a Pino Daniele, a Bob Dylan, Lou Reed e Frank Zappa.
    È stato uno dei fotografi personali di Fabrizio De André, a cui ha dedicato diversi libri: E poi, il futuro (Mondadori, 2001), Una goccia di splendore (Rizzoli, 2007), Fabrizio De André & PFM. Evaporati in una nuvola rock (con Franz Di Cioccio, Chiarelettere, 2008). È stato anche uno dei curatori della grande mostra multimediale dedicata a De André da Palazzo Ducale a Genova.
    La sua mostra Wall Of Sound è stata presentata al Rockheim Museum, in Norvegia, e alla Galleria nazionale dell’Umbria, a Perugia. Tra i suoi libri illustrati The Beat Goes On (con Fernanda Pivano, Mondadori, 2004), Vasco! (Edel, 2006), Mia Martini. L’ultima occasione per vivere (con Menico Caroli, Tea Libri, 2009), Gaber. L'illogica utopia (Chiarelettere, 2010), Pier Paolo Pasolini. Bestemmia (Chiarelettere, 2015) e The Kate Inside (Wall Of Sound Editioons, 2016).
    Nel 2011 ha aperto ad Alba, dove risiede da anni, una galleria fotografica (Wall Of Sound Gallery) e una casa editrice di volumi in tiratura limitata (Wall Of Sound Editions), interamente dedicate all’immaginario della musica.

    www.guidoharari.com
    www.wallofsoundgallery.com





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    24 min
  • Fabrizio Cotto "Non per un Dio (ma nemmeno per gioco)"
    Fabrizio Cotto
    Circolo dei Lettori, Torino
    "Non per un Dio (ma nemmeno per gioco)"
    Sabato 12 gennaio 2019, ore 21
    www.circololettori.it



    Smisurata preghiera è la canzone finale di Anime Salve (1996), ultimo disco di Fabrizio De André, testamento spirituale in versi e musica dell’artista, ed è anche il titolo scelto per i tre giorni al Circolo dei lettori, fino a sabato 12 gennaio 2019, dedicati al cantautore genovese a 20 anni dalla sua morte, un anniversario da celebrare con la giusta dose di nostalgia, ma soprattutto con la certezza che le canzoni di Faber resteranno con noi, per sempre.

    Circolo dei Lettori - Via Bogino, Torino
    Sabato 12 gennaio 2019 - ore 21.00
    Lo spettacolo che chiude Smisurata preghiera, è Non per un dio (ma nemmeno per gioco), per raccontare gli “altri eroi” di Faber. La voce narrante è di Michele Di Mauro, alla chitarra e voce Fabrizio Cotto, al violino Livia Hagiu, al basso Angelo Ieva e Alex Jorio alle percussioni. Ma chi sono questi eroi diversi? Sono i dissidenti e disertori che rifiutano la guerra e le convenzioni, i pacifisti e gli anarchici.


    "Fiume Sand Creek"
    Fabrizio De André
    https://www.youtube.com/watch?v=9372vLy9kco

    Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
    Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
    Fu un generale di vent'anni
    Occhi turchini e giacca uguale
    Fu un generale di vent'anni
    Figlio d'un temporale
    See'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek.
    I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
    E quella musica distante diventò sempre più forte
    Chiusi gli occhi per tre volte
    Mi ritrovai ancora lì
    Chiesi a mio nonno è solo un sogno
    Mio nonno disse sì
    A volte I pesci cantano sul fondo del Sand Creek
    Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
    Il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
    Le lacrime più piccole
    Le lacrime più grosse
    Quando l'albero della neve
    Fiorì di stelle rosse
    Ora I bambini dormono nel letto del Sand Creek
    Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
    See'erano solo cani e fumo e tende capovolte
    Tirai una freccia in cielo
    Per farlo respirare
    Tirai una freccia al vento
    Per farlo sanguinare
    La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
    Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
    Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
    Fu un generale di vent'anni
    Occhi turchini e giacca uguale
    Fu un generale di vent'anni
    Figlio d'un temporale
    Ora I bambini dormono sul fondo del Sand Creek


    Compositori: Fabrizio De Andre / Massimo Bubola



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    www.ilpostodelleparole.it
    22 min
  • Luigi Viva "Falegname di parole"
    Luigi Viva
    "Falegname di parole"
    Le canzoni e la musica di Fabrizio De André
    Feltrinelli Editore
    www.lafeltrinelli.it


    Circolo dei Lettori - Torino
    "Smisurata Preghiera"
    Giovedì 10 gennaio 2019, ore 21
    Luigi Viva presenta "Falegname di parole"
    con Filippo Cosentino alla chitarra

    Quella di De André è una vita geniale, da ripercorrere attraverso la sua musica. Luigi Viva conduce questo viaggio in profondità tra il senso dell’ironia e del dramma che contraddistinguono l’artista, tra il suo coraggio e la misura, e anche attraverso le letture preferite e i suoi personaggi, appartenenti a un sottoproletariato che sfugge alla politica, anarchici e idealisti.Falegname di parole. Le canzoni e la musica di Fabrizio De André è l’incontro, a partire dal libro omonimo edito da Feltrinelli, con l’autore e Filippo Cosentino alla chitarra, giovedì 10 gennaio, ore 21 al Circolo dei lettori. Per inaugurare il ciclo, un’immersione nella poetica e nello stile di Faber, a tu per tu con i i semplici, gli sconfitti e l’attenzione per “gli ignorati e perseguitati dal potere”.


    "Falegname di parole"
    Questo libro è stato scritto ancora prima di Non per un Dio ma nemmeno per gioco e il lavoro fu condiviso con Fabrizio De André, che ebbe l’opportunità di vederlo e commentarlo con l’autore. Con questo secondo volume, riccamente illustrato, si completa così l’idea originaria di realizzare uno studio approfondito sulla vita del grande cantautore, sulla sua opera e il suo stile. Ed è come se si sentisse la voce stessa di De André: attraverso i suoi appunti, la sua calligrafia, le fotografie più intime, gli spartiti originali, i testi autografi con le sue correzioni e i suoi ripensamenti. In vista del ventesimo anniversario della morte, che ricorrerà l’11 gennaio 2019, un volume che si rivolge a tutti coloro che hanno potuto amare De André da vivo e ai tantissimi suoi giovani fan che desiderano ritrovarne le tracce. A loro questo progetto cerca di restituire tutta la genialità della sua arte e della sua vita irregolare, sempre “in direzione ostinata e contraria”.



    “A me scrivere in rima viene molto facile. E le facevo quasi da un momento all’altro. La ballata dell’eroe l’ho fatta in cinque minuti, Bocca di rosa in due giorni. Per Marinella, che era già un po’ limata, ci ho messo qualche giorno di più. Ero anche abbastanza furbo da fare rime non abusate. Per La guerra di Piero, per esempio, mi era venuto di getto il verso ‘Dormi sepolto in un campo di grano’. Poi ho cercato sul rimario della lingua italiana cosa faceva rima con grano e ho scelto tulipano, che è una parola già di per sé evocativa di un certo paesaggio.” Quella di Fabrizio De André è una vita geniale, da ripercorrere attraverso la sua musica. Luigi Viva ci guida in un viaggio per conoscere in profondità l’equilibrio struggente fra il senso dell’ironia e il senso del dramma, il coraggio e la misura, le esperienze di vita del “falegname di parole” e le sue letture, i personaggi di un sottoproletariato che sfugge alla politica, e per questo vicini all’ideale di un’anarchia bonaria. E poi l’amore per i semplici, gli sconfitti e l’attenzione per “gli ignorati e perseguitati dal potere”. Questo libro è stato scritto tra il 1992 e il 1999, contemporaneamente a Non per un dio ma nemmeno per gioco, e il lavoro fu condiviso con Fabrizio De André, che ebbe l’opportunità di vederlo e commentarlo con l’autore. Con questo secondo volume, ricco di ricordi e testimonianze, si completa così l’idea originaria di realizzare uno studio approfondito sulla vita del grande cantautore, sulla sua opera e il suo stile. Ed è come sentire la voce di De André: attraverso i suoi appunti, la sua calligrafia, le fotografie più intime, gli spartiti originali, i testi autografi con le sue correzioni e i suoi ripensamenti. “Cantautore? Lo sono, sì. Ma è un...
    17 min
  • Walter Pistarini "Fabrizio De André. Il libro del mondo"
    Walter Pistarini
    "Fabrizio De André"
    Il libro del mondo
    Le storie dietro le canzoni
    Giunti Editore
    www.giunti.it






    Impresa monumentale, una ricerca minuziosa e rigorosissima fatta dall'autore attraverso testimonianze originali e ricerche negli archivi. Il volume si sviluppa cronologicamente attraverso la discografia del cantautore genovese ed è corredato da immagini inedite. Non il solito libro su un nome leggendario ma un libro fondamentale per tutti gli appassionati di De André e della canzone d'autore. Il volume narra la storia dietro ogni canzone di De André: gli aneddoti, le curiosità, le vicende personali e le opinioni del cantautore genovese che "entrano" nelle canzoni, dalle opere giovanili quando De André ancora si faceva chiamare solo Fabrizio ai primi album di successo al meraviglioso finale di Creuza de ma', Le nuvole e Anime salve.


    www.viadelcampo.com

    https://youtu.be/BUsJrBrsgAY

    https://youtu.be/7iXABuak3C0



    https://www.youtube.com/watch?v=RCiBb9PUWnw



    Khorakhané
    https://www.youtube.com/watch?v=RCiBb9PUWnw

    Il cuore rallenta la testa cammina
    in quel pozzo di piscio e cemento
    a quel campo strappato dal vento
    a forza di essere vento
    Porto il nome di tutti i battesimi
    ogni nome il sigillo di un lasciapassare
    per un guado una terra una nuvola un canto
    un diamante nascosto nel pane
    Per un solo dolcissimo umore del sangue
    per la stessa ragione del viaggio viaggiare
    Il cuore rallenta e la testa cammina
    in un buio di giostre in disuso
    Qualche rom si è fermato italiano
    come un rame a imbrunire su un muro
    saper leggere il libro del mondo
    con parole cangianti e nessuna scrittura
    Nei sentieri costretti in un palmo di mano
    i segreti che fanno paura
    finché un uomo ti incontra e non si riconosce
    e ogni terra si accende e si arrende la pace
    I figli cadevano dal calendario
    Yugoslavia Polonia Ungheria
    i soldati prendevano tutti
    e tutti buttavano via
    E poi Mirka a San Giorgio di maggio
    tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
    e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
    e dagli occhi cadere
    Ora alzatevi spose bambine
    che è venuto il tempo di andare
    con le vene celesti dei polsi
    anche oggi si va a caritare
    E se questo vuol dire rubare
    questo filo di pane tra miseria e sfortuna
    allo specchio di questa kampina
    ai miei occhi limpidi come un addio
    Lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
    il punto di vista di Dio
    Cvava sero po tute
    i kerava
    jek sano ot mori
    i taha jek jak kon kasta
    Poserò la testa sulla tua spalla
    e farò
    un sogno di mare
    e domani un fuoco di legna

    Vasu ti baro nebo
    avi ker
    kon ovla so mutavia
    kon ovla
    Perché l’aria azzurra
    diventi casa
    chi sarà a raccontare
    chi sarà
    Ovla kon ascovi
    me gava palan ladi
    me gava
    palan bura ot croiuti
    Sarà chi rimane
    io seguirò questo migrare
    seguirò
    questa corrente di ali

    Compositori: Ivano Fossati / Fabrizio de Andre’
    Testo di Khorakhané © Nuvole Edizioni Musicali Sas, IL VOLATORE SRL, UNIVERSAL MUSIC PUBLISHING RICORDI SRL, EMI BLACKWOOD MUSIC INC OBO NUVOLE SAS EDIZIONI MUSICALI, EMI BLACKWOOD MUSIC INC OBO BMG RICORDI SPA, EMI BLACKWOOD MUSIC INC OBO IL VOLATORE SRL






    IL POSTO DELLE PAROLE
    38 min
  • Bruno Maria Ferraro "Ho visto Nina Volare"
    Bruno Maria Ferraro
    "Ho visto Nina volare"
    Circolo dei Lettori
    "Smisurata preghiera"
    Le canzoni di Faber resteranno con noi per sempre
    www.circololettori.it



    Smisurata preghiera è la canzone finale di Anime Salve (1996), ultimo disco di Fabrizio De André, testamento spirituale in versi e musica dell’artista, ed è anche il titolo scelto per i tre giorni al Circolo dei lettori, da mercoledì 9 a sabato 12 gennaio 2019, dedicati al cantautore genovese a 20 anni dalla sua morte, un anniversario da celebrare con la giusta dose di nostalgia, ma soprattutto con la certezza che le canzoni di Faber resteranno con noi, per sempre.


    Negli spazi di via Rosta 23 a Rivoli, lo spettacolo con Bruno Maria Ferraro e Gigi Venegoni, venerdì 11 gennaio, ore 21, Ho visto Nina Volare, tratto da Fabrizio De André. Una goccia di splendore(Rizzoli) di Guido Harari, raccolta di appunti personali, brani di interviste e documenti inediti, per entrare nella storia più intima dell’artista e conoscere la sua poetica, etica e il suo genio, e tutte le sue contraddizioni. È una produzione Tangram Teatro.

    www.tangramteatro.it


    "Ho visto Nina volare"
    https://www.youtube.com/watch?v=ma0PAQXat6E

    Mastica e sputa
    da una parte il miele
    mastica e sputa
    dall'altra la cera
    mastica e sputa
    prima che venga neve
    luce luce lontana
    più bassa delle stelle
    quale sarà la mano
    che ti accende e ti spegne
    ho visto Nina volare
    tra le corde dell'altalena
    un giorno la prenderò
    come fa il vento alla schiena
    e se lo sa mio padre
    dovrò cambiar paese
    se mio padre lo sa
    mi imbarcherò sul mare
    Mastica e sputa
    da una parte il miele
    mastica e sputa
    dall'altra la cera
    mastica e sputa
    prima che faccia neve
    stanotte è venuta l'ombra
    l'ombra che mi fa il verso
    le ho mostrato il coltello
    e la mia maschera di gelso
    e se lo sa mio padre
    mi metterò in cammino
    se mio padre lo sa
    mi imbarcherò lontano
    Mastica e sputa
    da una parte il miele
    mastica e sputa
    dall'altra la cera
    mastica e sputa
    prima che metta neve
    ho visto Nina volare
    tra le corde dell'altalena
    un giorno la prenderò
    come fa il vento alla schiena
    luce luce lontana
    che si accende e si spegne
    quale sarà la mano
    che illumina le stelle
    mastica e sputa
    prima che venga neve



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    www.ilpostodelleparole.it
    17 min
  • Brunetto Salvarani "La Bibbia di De André"
    Brunetto Salvarani
    "La Bibbia di De André"
    Claudiana Editrice
    www.claudiana.it


    Per me Fabrizio è stato come un evangelista. Dopo il Concilio gli dicevo scherzando: "Tu sei tra i giovani teologi della Liberazione". E lui se la rideva... don Andrea Gallo



    A vent'anni dalla scomparsa, la figura di Fabrizio De André continua a essere al centro di un'amplissima fioritura di iniziative, tanto da far pensare che il cantautore genovese sia riuscito a intercettare, soprattutto post-mortem, un grande bisogno di poesia e di legami sociali. Alla luce di una ricerca critica ormai cospicua, Brunetto Salvarani ripercorre le domande sulla religione e le tracce della Bibbia affioranti a più riprese nella produzione del Bob Dylan italiano, l'agnostico Faber, di cui racconta la vita corsara e i temi chiave, intrecciando strettamente biografia e scelte artistiche.

    Non penso di essere eretico se considero De André il mio Quinto Evangelo (Don Andrea Gallo).


    "Ave Maria" di Fabrizio De André
    https://www.youtube.com/watch?v=PA16-gr75W0

    E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
    che si raccoglie intorno al tuo passare,
    siepe di sguardi che non fanno male
    nella stagione di essere madre.
    Sai che fra un'ora forse piangerai
    poi la tua mano nasconderà un sorriso:
    gioia e dolore hanno il confine incerto
    nella stagione che illumina il viso.
    Ave Maria, adesso che sei donna,
    ave alle donne come te, Maria,
    femmine un giorno per un nuovo amore
    povero o ricco, umile o Messia.
    Femmine un giorno e poi madri per sempre
    nella stagione che stagioni non sente.






    Brunetto Salvarani, teologo, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico, è docente di Missiologia e Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna di Bologna e presso gli Istituti di Scienze religiose di Modena, Forlì e Rimini. Dirige la rivista “QOL”, fa parte della redazione della trasmissione Protestantesimo di Rai 2, è tra i conduttori della trasmissione radiofonica Uomini e Profeti di Radio3 Rai e presidente dell’Associazione degli Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam. Tra le sue più recenti pubblicazioni: La Bibbia di De André (Claudiana 2015); I ponti di Babele (con P. Naso, EDB 2015); Imitazione di Cristo (Garzanti 2015); De Judaeis (Gabrielli 2015); Papa Francesco. Il dialogo come stile (EDB 2016); “Molte volte e in diversi modi” (con M. Dal Corso, Cittadella 2016); Un tempo per tacere e un tempo per parlare (Città Nuova 2016).



    Brunetto Salvarani
    "Teologia per tempi incerti"
    Laterza Editore
    www.laterza.it


    La Bibbia come straordinaria scuola di umanità. E di fragilità.

    I personaggi della Bibbia si affannano e lavorano, s’innamorano e combattono, mentono e tradiscono, uccidono e vengono uccisi, desiderano e sognano, mangiano e si emozionano: sono, dunque, come gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo, di ieri e di oggi, chiamati a fare i conti con la fragilità dell’essere umani. Questa è la chiave di lettura con cui Brunetto Salvarani ci presenta alcune figure del libro sacro agli ebrei e ai cristiani. Nelle sue pagine incontreremo la paradossale riluttanza del profeta Giona, le fatiche di Noè, l’ansia febbrile del patriarca Giacobbe, la solitudine ferita di Giobbe, lo sguardo perso nel vuoto di Qohelet/Salomone, le delusioni a ripetizione di Gesù e i tormenti dei primi cristiani. In un percorso che mescola l’antica sapienza della Bibbia e la nostra odierna condizione esistenziale, guarderemo alla Sacra Scrittura come un lungo, lento e faticoso esercizio a riconciliare l’umanità con la propria debolezza, la propria...
    27 min

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