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Matteo Germano, Chief Investment Officer di Amundi SGR, presenta la view di Amundi per il 2021 in termini di scenario macroeconomico e di posizionamento di portafoglio. Quali sono i temi da monitorare per il prossimo anno e le implicazioni per gli investitori?
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Sheila Zanchi, Head of Strategic Marketing & Products in Italia e Monica Defend, Global Head of Research di Amundi ci parlano degli ultimi avvenimenti che stanno interessando i mercati finanziari. Quali sono le fasi nel percorso verso la ripresa?
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I mercati azionari internazionali hanno vissuto la peggior settimana dal marzo di quest’anno, con tutti i principali indici in territorio fortemente negativo, a causa delle incertezze che stanno gravando in questa fine d’anno. La prima e la più importante soprattutto per la nostra area Euro è il crescente numero di contagi della pandemia. La seconda incertezza è legata all’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Infine, nonostante la ripresa di intensi negoziati tra l’Unione Europea ed il Regno Unito le posizioni sembrano ancora distanti su varie questioni riguardanti l’accordo.
Ascolta l’aggiornamento del 2 novembre dalla voce di Giordano Beani.
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Varie situazioni di incertezza frenano i mercati. La prima, soprattutto per noi europei ed italiani in questa nuova ondata di contagi, è l’incertezza legata all’effetto dei nuovi provvedimenti di restrizione sull’attività economica. La seconda è l’incertezza legata al risultato delle ormai prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti del 3 novembre. La terza incertezza è legata all’avvicinarsi dell’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione Europea, prevista per il primo gennaio 2021. Nel frattempo sul fronte dei dati macroeconomici e dei risultati aziendali del terzo trimestre la situazione offre spiragli di speranza.
Ascolta l’aggiornamento del 26 ottobre dalla voce di Giordano Beani.
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Dopo una partenza sprint nella prima decade di ottobre i mercati azionari sembrano essersi fermati a guardare cosa sta succedendo intorno a loro. All’incertezza sull’evolversi della pandemia ha fatto da contraltare la notizia diffusasi a fine settimana che il colosso farmaceutico Pfizer potrebbe entro novembre sottoporre il proprio vaccino alla procedura di approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA). Inoltre, sulla sensazione di sospensione trasmessa dai mercati hanno influito da un lato l’approssimarsi dell’elezione presidenziale negli Stati Uniti del 3 novembre prossimo e lo stallo dei negoziati sulla Brexit tra Regno Unito ed Unione Europea.
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Ascolta l'aggiornamento del 12 ottobre dalla voce di Stefano Castoldi, Direzione Invetimenti di Amundi SGR.
Una serie di circostanze favorevoli ha, almeno temporaneamente, dissipato alcune delle preoccupazioni che avevano turbato gli investitori ed ha innescato una settimana di rialzi per gli attivi rischiosi. Per i mercati finanziari, la scorsa settimana si è chiusa con movimenti al rialzo, nonostante l’andamento dei contagi è stato tutt’altro che rassicurante, soprattutto in Europa.
Particolarmente brillanti i listini azionari, con gli indici americani S&P500 e Nasdaq Composite a +3,8% e +4,6% rispettivamente, l’indice Eurostoxx50 a +2,6%, il FTSEMib a +2,8% il Nikkei giapponese a +2,6%. Ottimo andamento per le borse dei paesi emergenti, con l’indice MSCI EM che chiude la settimana a +3,8%. Movimenti al rialzo anche per le materie prime, con il petrolio brent a +9,1% e per l’oro, che chiude a +1,6%. Registriamo inoltre il buon andamento delle valute dei paesi emergenti, che si sono mediamente apprezzate rispetto al Dollaro. Sui mercati obbligazionari, settimana positiva per i titoli corporate, mentre le obbligazioni governative non hanno fatto registrare importanti variazioni dei rendimenti.
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Sheila Zanchi, Head of Strategic Marketing & Products in Italia e Monica Defend, Global Head of Research di Amundi ci parlano delle ultime notizie che hanno interessato l’andamento dei mercati finanziari. Quali sono le principali convinzioni di investimento di Amundi, in particolare per gli investimenti ESG?
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I mercati azionari internazionali hanno per ora retto bene all’incrementata incertezza chiudendo la settimana appena trascorsa generalmente in territorio positivo nonostante il ripiego in finire di settimana legato all’annuncio di Trump di aver contratto il coronavirus. Con la sola eccezione del Giappone, infatti, il cui indice guida Nikkei 225 ha chiuso in territorio negativo del -0,75% la settimana, il resto dei mercati è riuscito a chiudere in territorio positivo. Negli Stati Uniti l’indice S&P 500 ha chiuso in rialzo del +1,52%, in Area Euro l’indice Eurostoxx50 ha segnato un +1,72% ed i mercati emergenti sono cresciuti del +2,13%.Quanto ai mercati obbligazionari governativi da segnalare un rialzo dei rendimenti sulle scadenze decennali negli Stati Uniti con il rendimento sul Treasury in rialzo dì 5 punti base a 0,7%, mentre il rendimento sul Bund tedesco decennale è sceso di 1 punto base a -0,54%.
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L’adozione di nuove misure restrittive in molti Paesi del Nord Europa ed in Spagna, al fine di frenare la pericolosa spirale dei nuovi contagi, con i probabili riflessi negativi sulla crescita economica, ha messo a dura prova i mercati azionari internazionali la scorsa settimana. L’indice dell’Area Euro, l’Eurostoxx 50 ha lasciato sul terreno il -4,47%. Grazie al colpo di reni messo a segno nel finale di seduta venerdì scorso gli Stati Uniti sono riusciti a contenere il passivo con l’indice S&P 500 in arretramento di solo il -0,63%, grazie anche ad un ritorno di fiamma del settore tecnologico. In lieve passivo il Giappone con una flessione contenuta dell’indice Nikkei 225 (-0,67%), mentre sono stati duramente colpiti i mercati azionari emergenti, in particolare quelli asiatici, con l’indice MSCI Emerging che ha perso il -4,46%.
Sul fronte dei mercati obbligazionari governativi lieve discesa dei rendimenti sulle curve principali di Stati Uniti e Germania, causata dai timori di rallentamento economico.
Ascolta l’aggiornamento del 28 settembre dalla voce di Giordano Beani.
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I mercati azionari dei paesi sviluppati hanno registrato una settimana in lieve ribasso. L’indice statunitense S&P 500 ha lasciato sul terreno il -0,64%, con ancora pressioni in vendita sul settore tecnologico, che ha visto il Nasdaq 100 scendere di un ulteriore -1,36%. In flessione anche l’Area Euro con l’indice Eurostoxx 50 in ribasso del -0,97%. Lieve flessione anche per il Giappone, con l’indice Nikkei 225 che ha chiuso la settimana a -0,2%. Positivi, invece, i mercati azionari emergenti con l’indice MSCI Emerging in rialzo del +1,53%, grazie all’ottima performance del mercato cinese (+2,37%) sulla scia dei positivi dati pubblicati a inizio settimana sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio del mese di agosto. Poco mossi i mercati obbligazionari governativi, con un lieve rialzo dei rendimenti sul decennale statunitense di 3 punti base a 0,7%, mentre il rendimento sul decennale tedesco è rimasto invariato a -0,48%.
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