Cade la Germania, export dell'Italia giù dopo più di 2 anni
Germania giù, in calo di quasi nove punti. Lo stop del primo mercato di sbocco del made in Italy, non certo inatteso per un paese finito in recessione tecnica, sintetizza l intera panoramica dei dati Istat sul commercio estero, che per la prima volta da oltre due anni (febbraio 2021) segnalano una frenata del nostro export, in calo ad aprile del 5,4%.
Nulla di drammatico, dopo oltre due anni di crescita ininterrotta, con vendite mensili che si attestano a 47,5 miliardi, ben nove in più rispetto al corrispondente periodo pre-Covid del 2019. E che tuttavia segnalano il progressivo venir meno della spinta globale che negli ultimi mesi ha continuato a sostenere la nostra produzione. Frenata corale in termini geografici, che riguarda l Europa (-5,7%) ma anche i mercati extra-Ue (-4,9%), con pochi settori a presentare ancora segnali di crescita (alimentare, abbigliamento, macchinari) e un unica crescita esplosiva che riguarda le auto, in progresso del 30%. Altrove soltanto segni meno, tra metalli ed elettronica, chimica e farmaceutica, gomma-plastica legno e carta. Calo vero, peraltro mitigato dall effetto-prezzi, perché a guardare i volumi il calo delle vendite è quasi doppio, pari al 10,3%. L'andamento dell'export potrebbero essere un indicatore di un forte rallentamento dell'economia italiana? Ne parliamo con Daniel Gros, Direttore dell'Institute for european policy making dell'University Bocconi.