È pronto il 'maxiemendamento' alla manovra su cui il governo porrà la fiducia in Aula alla Camera: si tratta di un testo lievitato a 1.150 commi dopo l'approvazione di 254 emendamenti nella due giorni di maratona del weekend in commissione Bilancio. Un lavoro fatto in fretta che avrà bisogno però, a quanto si apprende, di essere ritoccato in alcuni punti tanto che al termine della discussione generale, in corso a Montecitorio, dovrebbe essere chiesto un "breve" rinvio in commissione per correggere alcune norme, in base ai rilievi in arrivo dalla Ragioneria generale dello Stato.
La governance del Recovery plan
È giornata di nuovi incontri a Palazzo Chigi per il premier Conte. Per scongiurare la crisi, continuano i tavoli di confronto con i partiti di maggioranza: oggi è stata la volta della delegazione di Italia viva e di Leu. Il presidente del Consiglio, ieri, ha riaperto il dossier Recovery Plan a partire dai suoi contenuti, ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc di maggioranza e ha puntato a portare la bozza finale in Consiglio dei ministri entro l'anno. Tre mosse con cui il capo del governo prova a respingere gli attacchi dei renziani per evitare una crisi di governo.
Le 19 opere del Recovery plan
Sono 19 le grandi opere inserite nel capitolo Infrastrutture del Recovery, la missione numero 3 della bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza. È uno dei capitolo più stabili, che non dovrebbe essere toccato dalle polemiche politiche. Le 19 opere valgono in tutto 27,7 miliardi e comprendono interventi già previsti o in corso per 22,4 miliardi e opere con progetti di fattibilità da realizzare o da rivedere per 5,3 miliardi. Il conto è stato fatto dal centro studi dell’Ance.
Ospiti: Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore, Dino Pesole, Il Sole 24 Ore, Giorgio Santilli, Il Sole 24 Ore