Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • Pranzo nel Ristorante di SOPHIA LOREN a Firenze
    In questo video vi portiamo con noi, ancora una volta, alla scoperta di Firenze. Abbiamo infatti provato un ristorante speciale, quello ispirato a Sophia Loren! Dove si trova esattamente? Com'è nato questo ristorante? I piatti saranno buoni? Lo scoprirete presto!













    Un ristorante con CHEF stellato Michelin



    "Tutto quel che vedete lo devo agli spaghetti."



    “l cibo è simbolo della sicurezza, assieme al tetto che ci ripara.”



    “Una donna che sa fare la pasta a regola d'arte ha un prestigio che resiste anche oggi a qualsiasi altro richiamo dei tempi.”



    Queste sono solo alcune delle citazioni di una grandissima attrice italiana, Sophia Loren. Da queste, si nota subito il suo amore per il cibo. E in effetti lei non ha mai nascosto questa sua grande passione, anzi! Ha sempre dichiarato che la sua (bellissima) presenza è proprio dovuta al suo mangiare bene, soprattutto pasta e spaghetti. Tra l’altro, ha sempre dichiarato che preparare degli spaghetti perfetti sia un'opera d'arte! E come darle torto?



    Non è un caso, quindi, che proprio qui a Firenze ci sia un ristorante con il suo nome. E noi non potevamo non provarlo. E non potevamo non portarvi con noi! Andiamo! Come potete vedere, è vicinissimo alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore! In pieno centro insomma! Si tratta di un ristorante nuovissimo, aperto nell’aprile 2021 in via de’ Brunelleschi, nel centro di Firenze.



    L’arredamento e l’apparenza generale sono molto moderni, eleganti e di design. Il locale è grandissimo e offre posti sia all’interno che all’esterno, sotto i portici (quindi sarete protetti anche dalla pioggia).







    Origini



    Il progetto nasce dalla collaborazione tra una società imprenditoriale e l’attrice stessa, che ha dato il suo consenso per la realizzazione di un brand con il suo nome. Queste le sue parole: “Quando mi è stato proposto di partecipare a questo progetto non ho avuto dubbi perché questo ristorante racchiude in sé alcune delle cose che più amo: la cucina italiana, i momenti di convivialità ad essa legati e poi diversi dei miei personaggi sono in qualche modo legati alla cucina”.



    In effetti, in Italia (e nel mondo intero) lei è il simbolo del calore, della veracità e della cucina italiana e, in particolare, napoletana. In effetti, come lei stessa ha dichiarato, molti dei personaggi che lei ha portato sul grande schermo hanno avuto a che fare con la cucina.



    Il menù che questo locale offre è squisitamente italiano, con una maggiore concentrazione di prodotti napoletani. Sophia Loren, infatti, pur essendo nata a Roma, ha passato la sua infanzia e adolescenza vicino Napoli: per questo nei suoi primi film recitava in napoletano. La lista di film in cui ha recitato è lunghissima, ma tra i più celebri (nonché imperdibili per gli appassionati di cultura italiana) ci sono: L’oro di Napoli, La ciociara (per cui ha vinto un Oscar alla Miglior Attrice), Pane Amore e…, Ieri Oggi Domani, Matrimonio all’italiana, Prêt-à-Porter e l’ultimo, risalente al 2020, La vita davanti a sé. Ne avete visto qualcuno? Anche al di fuori di questa lista? Fateci sapere nei commenti!



    Il dipinto che è sui tavolini, e anche quelli che sono appesi alle pareti interne, sono opere di un artista e pittore italiano: Ernesto Tatafiore. Ma torniamo al cibo… scegliere cosa ordinare da un menù così variegato è moooolto difficile!







    Le specialità e la nostra scelta



    Il ristorante Sophia Loren offre davvero prodotti di alta qualità. Infatti, l’impasto della loro pizza è quello di Francesco Martucci,
    13 min
  • IL LESSICO DELLA PALESTRA: parole ed espressioni da conoscere per allenarsi in Italia
    Durante le mie lezioni, molti studenti mi raccontano dei loro progressi in palestra, ma qualche volta è difficile per loro esprimersi perché non conoscono il lessico. Lo stesso problema lo hanno se vengono in Italia e provano ad allenarsi in palestra… Tra tartarughe, tapis roulant e bilancieri, non è così semplice riuscire a districarsi! Perciò, in questo video vedremo tutta una serie di parole ed espressioni relazionate con il mondo della palestra così che il fatto di non sapere la lingua non sarà più un ostacolo alla vostra forma fisica!













    Espressioni relazionate al mondo della palestra



    Le attività della palestra



    Allenare (una parte del corpo)/Allenarsi/Fare allenamento: fare esercizi fisici per mantenere la propria forma o rafforzare una certa parte del corpo.







    Definire: pratica motoria con l’obiettivo di ridurre al minimo la percentuale di massa grassa e di incrementare al massimo la massa muscolare.







    Dimagrire/Perdere peso: è l’obiettivo di chi va in palestra per bruciare calorie e grassi per diventare più magri, perché forse ha qualche chilo di troppo.







    Fare cardio: sta per “allenamento cardiovascolare”, ossia un tipo di attività fisica in cui l’apparato cardiorespiratorio è sottoposto a stimoli allenanti. Questo tipo di allenamento è caratterizzato da esercizi di aerobica che aiutano ad accelerare il fiato, qualcosa che interessa, per esempio, chi anche dopo piccoli sforzi trova difficoltà a respirare, ossia ha il “fiatone”.







    Fare pesi: significa allenarsi usando dei pesi. Si possono usare attrezzi come: manubri (aste di metallo su cui devono essere montati i pesi, o nei quali i pesi sono saldati in maniera definitiva), o bilancieri (barre di acciaio caricabili alle loro estremità da dischi di ghisa) da sollevare e abbassare ripetutamente con le braccia. La differenza tra manubri e pesi è che i primi sono impugnati con una sola mano, infatti sono più piccoli, mentre i secondi con entrambe le mani.







    Metter su peso/Metter su massa muscolare Ingrossarsi: è l’obiettivo del Body Building, ossia non tanto dimagrire, quanto accumulare muscoli. L’aggettivo più adatto a chi fa esercizi di questo tipo è “muscoloso”, ossia una persona con muscoli forti, saldi e ben visibili. Tuttavia, una persona che è muscolosa a livelli esagerati e, talvolta, eccessivi è definita “palestrata”.







    Mettersi in forma/Rimettersi in forma: è l’obiettivo della maggior parte delle persone che vanno in palestra e significa dimagrire o tonificare il proprio corpo, ma anche semplicemente sentirsi più sani. L’aggettivo collegato è “in forma”, mentre il contrario è “fuori forma”.







    Riscaldarsi/Fare il riscaldamento: fa riferimento a tutti gli esercizi propedeutici all’allenamento vero e proprio che vengono svolti per prima cosa per preparare il corpo all’esercizio fisico.







    Tonificare: significa rafforzare e rinvigorire i muscoli in modo da avere un corpo non caratterizzato da “curve”, come possono essere quelle del grasso, ma da linee. Si può usare anche il verbo “scolpire” e l’aggettivo che descrive un corpo di questo tipo è “tonico”o “scolpito”.



    Sostantivi legati alla palestra



    Addominali: questo termine fa riferimento sia ai muscoli dell’addome, sia agli esercizi che allenano quella parte del corpo (in questo caso, si dirà “fare gli addominali”).







    22 min
  • Abbiamo fatto un APERITIVO sul treno: CLUB EXECUTIVE di Italo Treno
    In questo video abbiamo deciso di portarvi con noi per un aperitivo su un treno italiano! Sappiamo che molti stranieri apprezzano i treni italiani, ma sappiamo anche che molti ancora non se ne servono, preferendo noleggiare un’auto. In effetti, il sistema ferroviario italiano è di tutto rispetto, quindi pensiamo che dovreste provarlo, almeno una volta nella vita!













    Tipologie di treno



    Ma prima di entrare nei dettagli del nostro viaggio, vediamo un po’ di informazioni utili riguardo i treni italiani, per chiunque abbia intenzione di fare un viaggio in Italia e spostarsi con i mezzi pubblici.



    In Italia, ci sono diverse tipologie di treni:



    1 - treni regionali2 - treni interregionali3 - treni ad alta velocità



    I treni regionali sono quelli che collegano le varie città e i vari paesi all’interno di una stessa regione. Per esempio, se io sono a Bari e voglio andare a Lecce, prenderò un treno regionale. Il costo dei biglietti è generalmente basso, su questi treni non c’è il posto riservato (dovete sedervi dove vi capita), non c’è la carrozza ristorante e non c’è la prima classe. Qualche volta, non ci sono nemmeno i bagni, ma questa è un’altra storia.



    I treni interregionali, invece, detti anche “a lunga percorrenza”, sono treni che collegano le città (più grandi) tra diverse regioni (ma non i paesi). Questi treni costano un po’ di più, hanno i posti assegnati e tutti i comfort necessari: bagni, prima classe, carrozza ristorante. Questi treni si chiamano Intercity. Non sono, però, ad alta velocità. Per esempio, immaginiamo di voler andare da Bari a Roma: ci metteremo, come vedete, 6 ore e mezza.







    I treni ad alta velocità



    I treni ad alta velocità fanno esattamente lo stesso dei treni interregionali, ma sono molto più veloci e, ovviamente, anche più costosi. Ci sono poi varie classi, con comfort e prezzi diversi. Di questi treni abbiamo:



    ⁃ Le Frecce (Frecciabianca, Frecciargento, Frecciarossa)⁃ Italo



    Tra le Frecce, il più veloce è il Frecciarossa, che arriva fino a 300km/h. Il più “lento” tra i veloci, invece, è il Frecciabianca.



    I treni Frecciarossa offrono 4 livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard.



    Tutti i treni Frecciarossa sono dotati di:



    • Impianto di climatizzazione• Prese di corrente e tavolini per ogni posto• Ampi spazi per i bagagli• Monitor con informazioni varie (per esempio meteo) e news di viaggio in continuo aggiornamento• WI-FI gratuito, servizi di intrattenimento online• Posti e bagni attrezzati per disabili• Toilette per ogni carrozza• Carrozza ristorante



    In più, il servizio Premium offre più spazio per le gambe tra i sedili e un servizio di benvenuto con uno snack dolce o salato e bevande.



    Il Business, oltre a tutte queste cose, offre anche un’area del silenzio ed elementi divisori in cristallo per la massima privacy.



    E infine, l’Executive, che è il top del top, offre (oltre a quanto già riportato prima): ampie poltrone in pelle con schienale reclinabile e poggiagambe estendibile, spazio tra le poltrone di 150 cm, drink e pasto gourmet servito al posto, accesso ai FRECCIAClub nelle stazioni e accoglienza dedicata al binario.



    Volendo fare la stessa tratta di prima, cioè Bari-Roma, in Freccia, abbiamo due opzioni (FrecciaArgento e FrecciaRossa). Ci metteremmo ben due ore in meno rispetto all’Intercity, ma costerebbe un po’ di più.



    Anche i treni Italo hanno 4 livelli di servizio: Smart, Comfort, Prima e Club Executive.
    15 min
  • Come SFRUTTARE la LETTURA per migliorare il tuo ITALIANO (e non solo)
    Quando ci si approccia a imparare una lingua straniera sembra impossibile entrare in confidenza con la grammatica e il lessico. Quello che però molti studenti sottovalutano è che esiste un modo per affrontare questi ostacoli: la lettura. Leggere è il modo migliore per entrare in contatto con la lingua vera e vedere messe in pratica le regole che di solito troviamo scritte nei libri di grammatica. Tuttavia, perché l’esperienza sia veramente efficace occorre seguire qualche accorgimento. In questo articolo vi illustreremo come sfruttare al massimo un’esperienza di lettura in una lingua straniera.













    Imparare le lingue straniere leggendo



    Il nostro consiglio è leggere il più possibile! Bisogna però tener conto del proprio livello e dei propri interessi. Qui sotto vi indichiamo pochi e semplici step per approcciarsi a una lettura stimolante e proficua!



    Scegliere un argomento che vi interessi. Per quanto a qualcuno possa piacere la lettura, a volte può essere difficile proseguire con questa attività e leggere di argomenti per cui abbiamo passione è il modo perfetto per mantenere alto il livello di motivazione. Questo può anche aiutarvi a sviluppare il lessico specifico di un certo campo.







    Non fermarsi a cercare ogni parola che non si conosce. Questo è un altro motivo che può portarvi a perdere la motivazione e che non vi aiuterà a memorizzare nuovi vocaboli e strutture della lingua, perché così facendo sottoporrete il vostro cervello a troppi input che non sarà in grado di elaborare. La cosa migliore è leggere pezzi interi di testo e cercare di farsi un’idea generale di quello che significa e di come vengono usate le strutture grammaticali.







    Scegliere una lettura adatta al proprio livello. A volte può succedere di sopravvalutare le nostre capacità e scegliere una lettura fuori dalla nostra portata, ma questo ci lascerà solo con un senso di confusione e frustrazione. Per evitare questa situazione, potete leggere le prime pagine di un libro per farvi un’idea di quale sarà il livello e per capire se siete in grado di comprenderlo.







    Essere un lettore attivo, non passivo. Leggere può essere un passatempo divertente, ma non dimenticate che state imparando! Quindi fate attenzione alle strutture grammaticali e alle parole che incontrate in contesti reali che possono aiutarvi a sciogliere i vostri dubbi linguistici.







    Leggere una rivista. Se non siete il tipo di persona che riesce a rimanere concentrata su una cosa per troppo tempo, gli articoli di una rivista sono la soluzione che fa per voi. Leggere degli articoli è meno impegnativo a livello di tempo di leggere un libro, ma non per questo meno utile! Ci sono molti tipi di riviste di generi diversi che potete usare per il vostro studio:se vi interessano gli affari internazionali e le notizie dal mondo potete leggere Internazionale;se vi interessa la scienza allora potete leggere Airone, e se avete un livello più elevato anche Focus;se la vostra passione è l’economia, Millionaire è quello che fa per voi;se volete saperne di più sull'Italia e su ciò che accade in questo Paese potete leggere Bell’Italia, oppure L’espresso; un’alternativa sul mondo femminile e della moda è Donna moderna.







    Dedicare tempo alla lettura ogni giorno. Il modo migliore di ottenere risultati è fare un po’ di lavoro ogni giorno: bastano anche cinque minuti per imparare qualcosa di nuovo. Un buon modo per sfruttare ogni momento è leggere un ebook, perché possono essere letti in ogni momento e c'è un’ampia scelta. A proposito di ebook, avete già letto il nostro libro Italiano Colloquiale: Parole ed Espressio...
    17 min
  • Come PRONUNCIARE la “R” italiana VIBRATA + Rotacismo
    La pronuncia è, senza dubbio, uno dei primi grandi problemi con cui ci confrontiamo quando cominciamo ad imparare una nuova lingua! In italiano, uno dei suoni più difficili da pronunciare per i non-madrelingua è sicuramente la “R” vibrata. In questa lezione scopriremo se tutti gli italiani lo pronunciano allo stesso modo, la ragione per la quale non tutti riescono a pronunciarla, e come migliorare la pronuncia di questa consonante, per chi non ci riesce.













    Impara a pronunciare la "R" in italiano



    Caratteristiche della "R"



    Prima di tutto, è importante sottolineare che non tutti gli italiani pronunciano la “R” nella stessa maniera: non c’è sempre quel suono forte e “vibrato” che ci si aspetterebbe. Dipende soprattutto da fattori interni (come deficit o disturbi linguistici sviluppati da bambini quando si stava imparando a parlare, come la cosiddetta “r moscia”) oppure esterni, tra cui la regione ed il dialetto della stessa, che influenzano fortemente la pronuncia, ma attenzione: nessuna di queste pronunce “differenti” rende qualcuno “meno” italiano degli altri.



    La “R” in italiano può avere tre diverse posizioni all’interno della parola:



    in mezzo a due vocali oppure tra una vocale e una consonante;



    doppia



    all’inizio



    Andiamo a vedere come cambia la pronuncia in base a questi casi.



    “R” in mezzo a vocali (intervocalica) o tra una vocale e una consonante: è una “R” più dolce, non con un suono troppo forte. Un esempio è la parola “marito”: nel pronunciare la “R” non andremo ad enfatizzarla; stessa cosa accade, per esempio, con la parola “torta” (qui la r sarà leggermente più forte, ma il suono è comunque non enfatico, né vibrato). Nessun italiano la pronuncerebbe “torrrrrrta”, per intenderci. Quindi non dovete preoccuparvi della pronuncia in questi due casi, non dovete sforzarla!



    “R” ad inizio di parola oppure doppia: qui la pronuncia inizia a diventare più complicata, perché in questi due casi si tende ad enfatizzare la “R” e quindi a produrre un suono vibrato. Due esempi sono la parola “Roma” e la parola “Guerra”: in entrambi casi, il suono “R” è ben definito.



    Come mai è così difficile per i non madrelingua riuscire a pronunciare questo suono? Andiamo a scoprirlo e ad imparare come riuscire a far vibrare le nostre “R”. Adesso ci sarà una parte un po’ più tecnica! Seguitemi e non mollate, perché poi vi darò qualche suggerimento su come “vibrrrrarla”!



    Esercizi per pronunciare la "R" correttamente



    Dal punto di vista fonetico, la “R” italiana viene definita una vibrante alveolare ed è rappresentata dal suono [r] nell’alfabeto fonetico internazionale. Ha tre principali caratteristiche: si articola in maniera vibrante, ossia il suono deriva dall’occlusione ed il rilascio continuo d’aria nella bocca; è detta alveolare perché pronunciandola la punta della lingua si avvicina ai denti superiori ed è una consonante sonora, perché il suono è prodotto muovendo le corde vocali.



    Nelle altre lingue, ad esempio l’inglese, il suono della “R” non nasce dalla bocca: sono completamente opposte, ed è impossibile produrre una “R” vibrata facendo partire il suono dalla gola.In italiano, la lettera “L” e la “R” hanno due suoni molto simili. Pronunciando la “L” italiana, arricciamo la lingua e la stessa si avvicina alla parte superiore del palato, toccando leggermente i denti. Per pronunciare correttamente la “L” italiana, può essere utile immaginare di avere dell’acqua in bocca: quando pronunciamo la parola “liquido”,
    21 min
  • VOCABOLARIO dei MEZZI DI TRASPORTO in Italiano
    In questo articolo ci occuperemo di un tema molto importante per chiunque abbia deciso di imparare l'italiano, ovvero i mezzi di trasporto. Tranquilli, non stiamo parlando solo di treno, auto, aereo e bicicletta; sappiamo che tutti li conoscono! Ma entreremo nello specifico, con una guida completa… tutta da scoprire!













    I Mezzi di trasporto e i Veicoli in Italiano



    I mezzi di trasporto utilizzati in città e non solo



    Auto da corsa: veicolo sportivo usato nella gare.







    Auto d’epoca: veicolo di vecchia generazione (due o più spesso alcuni decenni), che per questa ragione ha raggiunto un certo valore collezionistico.







    Autobus/Corriera: mezzo di trasporto pubblico locale di passeggeri su ruote (la corriera è generalmente un po’ più piccola).







    Autobus a due piani: si tratta autobus come quelli tipici di Londra.







    Automobile/Macchina: veicolo su ruote utilizzato per trasportare persone e merci.







    Camion/Autocarro: veicolo molto grande in grado di trasportare merci pesanti autonomamente, a differenza dei rimorchi o semirimorchi, che hanno bisogno di essere trainati. Due tipi diversi di camion sono: camion dei pompieri e camion dei rifiuti.







    Camper: mezzo di trasporto che può trasformarsi in una casa, perciò allestito in modo da permettere il soggiorno dei suoi occupanti.







    Coupé: autovettura di stile sportivo a due porte.







    Decappottabile/Cabriolet/Cabrio: automobile dotata di tetto apribile pieghevole in tela o retro attivabile in metallo o plastica.







    Fuoristrada/SUV: veicolo adatto a muoversi oltre che sulle strade asfaltate, anche al di fuori di esse, su fondi accidentati, a forte pendenza e a scarsa aderenza.







    Furgone: veicolo per il trasporto merci, più piccolo e più compatto del camion, infatti la cabina è incorporata nella carrozzeria.







    Furgoncino/Van/Camioncino: poco più grande di un’automobile, la zona dietro i sedili anteriori è interamente adibita al carico di merci e i sedili posteriori non sono presenti.







    Limousine: autovettura allungata di molto rispetto alla vettura di base al fine di ottenere maggiore comfort; ha una partizione di vetro che separa il sedile del conducente dall'abitacolo con i passeggeri.







    Macchinina/Microcar: veicolo dalle dimensioni e dalla cilindrata estremamente ridotte, che si può guidare a partire dai 14 anni.







    Pickup: veicolo a motore dotato di cassone posteriore completamente aperto per contenere merci, separato e non accessibile dalla cabina con i sedili.







    Pullman: spesso confuso con l’autobus, ma in realtà è un veicolo che ospita fino a 70 passeggeri ed è l’opzione ideale per le lunghe percorrenze e distanze. Può anche disporre di toilette.







    Pulmino: veicolo di grandezza intermedia tra la normale automobile e il pullman, adatto al trasporto di fino a nove persone compreso il conducente.







    Quad: veicolo a quattro ruote equiparato ai motocicli adatto agli sterrati, ma anche all’asfalto.







    21 min
  • Viaggiare in Treno: 8 imperdibili ITINERARI da fare (IN TRENO) in Italia!
    Sono sicura che almeno una volta abbiate immaginato di visitare i magnifici paesaggi dell'Italia! Bene, questo video fa proprio al caso vostro. Infatti, oggi vi consiglieremo ben 8 meravigliosi itinerari grazie ai quali potrete godervi esperienze e panorami magnifici nel Bel Paese!











    Gli 8 Viaggi in treno più belli d'Italia



    Forse non tutti sanno che in Italia vantiamo un’ottima linea ferroviaria, molto apprezzata soprattutto all’estero. In questo video scopriremo le tappe più apprezzate di questa linea ferroviaria e partiremo insieme per un viaggio nello Stivale, percorrendolo da Nord a Sud. Pronti? Preparate in bagagli... Si parte!



    Ecco gli 8 meravigliosi itinerari da non perdere:



    Il nostro tour inizia dal Trentino Alto Adige: è qui che troviamo il Trenino del Renon. Sembrerà di fare un viaggio nel tempo! Pensate che questo treno è dotato di alcune vetture storiche ancora in funzione. In una ventina di minuti passarete dal centro di Bolzano fino a Soprabolzano, a ben 1200 metri di altitudine! Il panorama sulle Dolomiti è pazzesco: il Trenino del Renon attraversa 10 stazioni e il valore aggiunto è il fatto di poter optare per delle escursioni a piedi in qualsiasi momento (sì, avete capito bene, è possibile partire da ciascuna delle 10 fermate!) Una curiosità? Se volete coccolarvi, su questo treno magico avete la possibilità di prenotare una cena che prevede diverse portate, servite ognuna in ogni diversa stazione. Attenzione, però, è possibile usufruire di questa possibilità soltanto in estate!







    Approdiamo ora in Piemonte: proprio qui, precisamente a Domodossola, potrete salire sul Treno del Foliage”, caratteristico treno bianco e blu della storica linea ferroviaria che collega Domodossola e Locarno dal 1923. Sono migliaia i turisti che ogni anno scelgono questo itinerario, particolarmente consigliato in autunno: lungo 52 chilometri, dura circa due ore e vi porterà alla scoperta dei meravigliosi colori autunnali tra i boschi del Piemonte e della Svizzera. Fra ponti, gallerie, splendide vallate, boschi incantevoli e borghi affascinanti, vivrete un’esperienza unica che vi lascerà a bocca aperta!







    Ci spostiamo in Liguria. Il Cinque Terre Express è un treno regionale che viaggia attraverso un parco nazionale dichiarato niente di meno che “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dall’UNESCO: il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Il treno percorre la tratta da La Spezia a Levanto e si ferma in tutti e 5 i comuni che costituiscono il Parco, dandovi la possibilità di scendere e risalire in qualsiasi stazione (con un unico biglietto). Il percorso offre un panorama mozzafiato, percorrendo tratti di costa dove si alternano scogliere a picco sul mare e pareti di roccia. Inutile dire che il Cinque Terre Express è il modo migliore per visitare questo piccolo angolo di paradiso!







    È il turno della Toscana: qui vogliamo suggerirvi ben due itinerari. Partiamo dalla linea Saline Volterra – Cecina, una linea antica: pare che persino lo scrittore Cassola, per un paio di sue opere, abbia tratto l’ispirazione proprio dal panorama di cui godeva spesso dal finestrino del treno. Da marzo a maggio si ha l’opportunità di viaggiare su treni storici. Inoltre, grazie ad alcuni eventi a tema, è possibile ricordare la storia di questa linea, un tempo già conosciuta da Etruschi e Romani.







    Rimaniamo sempre in Toscana: vogliamo parlarvi della linea delle Terre di Siena. Si tratta di un’ottima idea, qualora voleste organizzare un tour tra i borghi toscani per degustare tartufo accompagnato a dell’ottimo vino! La particolarità è quella di poter fare un tuffo nel passato,
    13 min
  • Lessico SCOLASTICO in ITALIANO: espressioni per parlare di scuola
    Settembre è già qui e, come tutti sanno, è il mese preferito dagli studenti, siccome comincia la scuola! Per celebrare questo lieto (lieto?) evento, ho deciso di proporvi, in questo video, una serie di espressioni da utilizzare nel contesto scolastico, per qualsiasi tipo di scuola voi vogliate frequentare.













    Le Espressioni da utilizzare nel contesto Scolastico



    Ecco una lista di espressioni italiane indispensabili per parlare di scuola:



    Iscriversi/Immatricolarsi Mollare/abbandonare gli studi significa entrare a far parte di un’istituzione o di un’organizzazione facendo registrare il proprio nome e seguendo le formalità richieste. La prima iscrizione di uno studente a un istituto di istruzione secondaria o università si chiama immatricolazione. E la persona che vi si iscrive per la prima volta è una matricola.







    Essere una matricola significa essere uno studente al primo anno di scuola superiore o università







    Mollare/Abbandonare gli studi significa interrompere gli studi senza completarli.







    Seguire le lezioni - L’orario delle materie significa frequentare le lezioni delle varie materie, secondo uno schema (orario) prestabilito, che riporta le varie materie da seguire durante i diversi giorni della settimana, ora per ora.







    Assegnare i compiti (insegnante) - Svolgere/Fare i compiti (studente) succede quando l'insegnante assegna i compiti e dice agli studenti cosa dovranno fare a casa prima della prossima lezione. Loro, poi, dovranno seguire quelle istruzioni: svolgeranno (o faranno) i compiti.







    Fare l’appello significa chiamare più persone per nome, secondo un ordine stabilito (per lo più alfabetico), per accertarsi che siano presenti.







    Essere presente/assente: se lo studente risponde “Presente!”, significa che è in classe. Altrimenti, se per qualsiasi ragione è rimasto a casa, si considera assente.







    Essere bocciato/promosso: nel caso si parli di un singolo esame o test, significa non superarlo. Al contrario, se superiamo quell’esame, siamo promossi. Essere bocciato a scuola, invece, significa non essere ammesso alla classe successiva (generalmente a causa di voti troppo bassi) e dover ripetere l’anno. Se invece si supera l’anno e si è ammessi alla classe successiva, si è promossi.







    Essere rimandato: uno studente può essere rimandato alla fine dell’anno in una o più materie (massimo 3). Questo significa che non è bocciato, ma che in quelle materie non c’è un voto, perché dovrà sostenere degli esami di riparazione alla fine dell’estate, prima dell’inizio della scuola. Se supera quegli esami, è ufficialmente promosso, altrimenti, è ufficialmente bocciato.







    Prendere/Beccarsi una nota sul registro: il registro di classe è il quaderno in cui si scrive la storia della classe. Lo possono compilare solo gli insegnanti, che dovranno inserire le proprie firme, le assenze, le giustificazioni degli alunni, i compiti assegnati, i lavori svolti durante la lezione e i dati generali degli alunni, giorno per giorno. Lì, tra le altre cose, si scrivono le note (forma abbreviata di “note disciplinari”). Una nota è un appunto, un’annotazione dell’insegnante riguardo un comportamento scorretto di uno o più studenti. Ogni nota presa influenza il voto finale dello studente. Se lo studente si comporta spesso male oppure fa qualcosa di molto molto grave, può essere sospeso dalle attività scolastiche fino a un massimo di 15 giorni.
    32 min
  • L’italiano NON ha SENSO: 4 cose totalmente illogiche della lingua italiana!
    L’italiano è una lingua bellissima, lo dicono tutti, molto musicale e poetica e tutto quanto, ma è anche vero che ha delle stranezze che a volte ci lasciano un po’ di stucco e ci fanno pensare che la grammatica di questa lingua non abbia molto senso. Non è vero? Quante volte l’avrete pensato? Vediamo insieme alcune delle cose più strane e senza senso dell’italiano!













    Le stranezze della lingua Italiana



    L'italiano è caratterizzato da una grammatica un po' complicata e un vocabolario ricco e vario, che spesso fanno sembrare questa lingua priva di senso e impossibile da imparare. Di seguito abbiamo riportato degli esempi, sia a livello del lessico che della grammatica, con l'intento di chiarire certi aspetti in modo che non possiate più sbagliare o confondervi.



    Forse un senso non c'è, ma una spiegazione sì!



    Il lessico



    I geosinonimi.



    L’Italia non è un Paese molto grande, ma questo non toglie che esistano differenze da un punto di vista linguistico tra le diverse regioni e all’interno delle regioni stesse. Queste non riguardano solo i dialetti, che già sono difficili da comprendere, ma anche lo stesso lessico dell’italiano “standard”. Per esempio, cannella è il termine italiano per la nota spezia di colore giallo-marrognolo, ma se in Toscana vi chiedono di “aprire la cannella” significa che dovete aprire il rubinetto! Un altro esempio è la spazzatura, che pur essendo comune a tutta la penisola e isole cambia nome a seconda del luogo in cui vi trovate: a Bologna si parla di “rusco”, in Toscana “sudicio”, “monnezza” a Napoli, e molti altri! Un’altra cosa che accomuna tutti gli italiani sembra essere il "marinare la scuola", ossia saltare le lezioni e si può dire: “bucare” o “tagliare” in Piemonte, “fare sega” a Roma, “fare forca” a Firenze, “fare filone” a Bari ecc. Questi termini per indicare oggetti e situazioni della vita quotidiana cambiano da zona a zona ed è difficile impararli tutti, quindi la cosa migliore è chiedere se non si capisce.



    Le bestemmie.



    Queste sono una particolarità dell’italiano parlato e no, non hanno senso! Perché non esistono in altre lingue/culture. Di che si tratta? Sono degli insulti, offese contro Dio e i Santi e le cose sacre e religiose. Molti le confondono con le parolacce, ma in realtà sono due cose diverse. Le parolacce, infatti, sono sì parole volgari, offensive, oscene, scurrili e quant’altro. Ma generalmente non coinvolgono la religione. Per questo, sono considerate quasi “accettabili”  nell’italiano parlato e informale, soprattutto per dare più enfasi a quello che si vuole dire. Le bestemmie, invece, rendono il vostro linguaggio mooolto “colorito” e sono certamente da sconsigliare in contesti formali o in cui non sapete come potrebbe reagire la persona di fronte a voi. Nelle bestemmie, è sufficiente anche solo accostare la divinità a un animale, perché si intende che la divinità abbia le caratteristiche dell’animale e questo è considerato offensivo per molti italiani, perché la religione è radicata fortemente nella cultura nonostante l’Italia sia un Paese laico. Per questo non sentirete molte persone bestemmiare in ambienti pubblici o davanti a bambini.



    La grammatica



    Il verbo piacere e i suoi fratelli.



    Per qualcuno il funzionamento del verbo “piacere” può suonare un po’ strano, perché mentre in molte lingue con il verbo “piacere” il soggetto grammaticale e il soggetto logico coincidono, per esempio in inglese I like pasta, io sono sia il soggetto grammaticale (I like) che il soggetto logico a cui piace effettivamente la pasta. In italiano Mi piace la pasta, invece, è l’oggetto logico, la pasta, che piace a me (soggetto logico),
    17 min
  • ANALISI dell’Inno Nazionale Italiano: L’INNO DI MAMELI (i versi che nessuno conosce!)
    Dopo la pubblicazione del video dedicato alla storia e all'analisi dei primi versi dell'Inno di Mameli, l'inno nazionale italiano, in tanti ci avete chiesto di pubblicare una seconda parte in cui spiegavamo il significato dei restanti versi. Pertanto, in questo articolo parleremo proprio di quei versi dell'inno nazionale italiano che nessuno conosce!













    Il Canto degli Italiani



    Cosa significa l'Inno di Mameli?



    Nello scorso video abbiamo analizzato le prime tre strofe dell'inno nazionale, ovvero le strofe che vengono cantate sempre in tutte le competizioni sportive e negli eventi ufficiali. Oggi, invece, ci concentreremo sulle strofe un po' meno... conosciute! Andiamo ad analizzarle:



    Noi siamo da secoli



    Calpesti, derisi,



    Perché non siam popolo,



    Perché siam divisi.



    Raccolgaci un’unica



    Bandiera, una speme:



    Di fonderci insieme



    Già l’ora suonò.



    [Stringiamci a coorte



    Siam pronti alla morte



    L’Italia chiamò.]



    In questa strofa, Mameli sottolinea la necessità di formare un’Italia unica ed unita.



    Nel momento in cui l’inno viene scritto, l'Italia è divisa in sette stati: Regno delle due Sicilie (comprendeva l’odierno Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia per intero, Campania tranne Benevento, il Lazio orientale, il Lazio meridionale e l'arcipelago di Pelagosa), Stato Pontificio (l’odierno Lazio, Benevento, Umbria, le province di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna), Regno di Sardegna, Granducato di Toscana, Regno Lombardo-Veneto (Lombardia, Veneto e Friuli), Ducato di Parma, Ducato di Modena.



    Mameli fa notare come da secoli gli italiani siano schiacciati dal nemico (calpestati) e siano derisi, presi in giro proprio per via del fatto che ancora, nell’800, non sono un popolo unito.



    In questa strofa Mameli parla della speranza (“speme”) di vedere l’Italia unita sotto un’unica bandiera (“raccogliaci un’unica bandiera”), quindi non solamente una “fusione” a livello geografico-politico ma anche culturale, sotto gli stessi ideali.



    È ormai anche ora ("già l'ora suonò"), ci ricorda Mameli.



    Uniamoci, amiamoci,



    l’Unione, e l’amore



    Rivelano ai Popoli



    Le vie del Signore;



    Giuriamo far libero



    Il suolo natìo:



    Uniti per Dio



    Chi vincer ci può?



    [Stringiamci a coorte



    Siam pronti alla morte



    L’Italia chiamò.]



    In questa strofa Mameli richiama le idee di Giuseppe Mazzini: il politico italiano, infatti, era convinto che un’Italia non unita era un’Italia debole. Per questo il suo progetto della “Giovine Italia”, presentato nei giornali omonimi, includeva la fondazione di una repubblica democratica unitaria sul territorio italiano. La Giovine Italia era un’organizzazione politica insurrezionale che aveva l’obiettivo della Repubblica fondata sui principi di unità, indipendenza e libertà.



    Mameli richiama quindi la politica mazziniana, affermando che un’Italia unita è impossibile da sconfiggere (“chi vincer ci può?”). Inoltre, ci ricorda che un popolo invincibile non è soltanto unito, ma è anche legato da un sentimento d’amore, perché solo questo può condurci a Dio. Incita quindi gli italiani a liberare la propria terra “per Dio”: in qu...
    17 min

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