Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • I MERCATINI di NATALE in Italia
    Sta arrivando il momento più magico dell’anno… il Natale! L’Italia, come molti altri Paesi durante il periodo dell’avvento, vanta una tradizione ormai radicata: quella dei mercatini di Natale! Se, come me, adorate questo periodo e questi eventi, non potete assolutamente perderveli! Soprattutto se state pianificando una bella vacanza natalizia in Italia. Potrete goderveli per tutto il mese di dicembre: illuminati, decorati, profumati di cannella e noce moscata, pieni di casette di legno dove gli artigiani più creativi mostrano le loro splendide realizzazioni, rigorosamente fatte a mano. Vediamo un po’ quali sono i mercatini di Natale più tipici dell’Italia!













    Ogni regione italiana ha il suo Mercatino di Natale



    Paese che vai, mercatino che trovi. Vediamo quali sono i più caratteristici in Italia!



    La Valle d’Aosta è una regione che si presta ovviamente molto bene a questi eventi, grazie ai suoi incredibili paesaggi e alla sua atmosfera suggestiva.



    Qui voglio segnalarvi il Marché Vert Noël, molto particolare perché si svolge nell’area archeologica del Teatro Romano, che per l’occasione si trasforma in un incantevole villaggio di montagna. Ecco quindi che troviamo decorazioni in legno (come le fontane) e gli immancabili chalet, dove potrete degustare vini e salumi locali. Naturalmente, non troverete solo cibo, ma anche le più disparate idee regalo (accessori, articoli di vestiario, decorazioni natalizie, oggettistica in legno…), perlopiù fatti a mano.



    Nel Trentino Alto Adige, poi, è sicuramente difficile scegliere solo uno tra i tantissimi mercatini che ci sono, uno più suggestivo dell’altro. Proprio qui è maggiormente radicata la tradizione dei mercatini di Natale. Abbiamo per esempio quello di:



    Trento, probabilmente il più famoso in Italia;Merano, una città già incantevole di suo tutto l’anno, che diventa sensazionale in questo periodo dell’anno.Bolzano, dalla forte influenza tedesca, con strudel, biscotti natalizi e vin brûlé.



    In Piemonte, invece, ci tengo a segnalarvi la manifestazione “Natale è Reale”, perfetta per i più freddolosi. Infatti è al coperto, all’interno delle scuderie reali della Palazzina di Caccia di Stupinigi, vicino a Torino. Avrete tra l’altro l’occasione di visitare la bellissima Palazzina e le sue scuderie, ma ci sono anche tantissimi eventi per i più piccoli, come gli elfi con giochi e animazioni, la magica casa di Babbo Natale, il presepe meccanico.



    Per non parlare poi dell’angolo “Xmas Street Food”, dove potrete gustare ottime birre artigianali e specialità piemontesi, ma anche cioccolate calde e dolci natalizi.



    Se la vostra destinazione, invece, è la Lombardia, non dovreste perdervi la Città dei Balocchi di Como: qui, oltre ai tipici mercatini natalizi, potrete divertirvi sulla pista da pattinaggio oppure salire sulla ruota panoramica per godere della spettacolare vista sul lago.



    Per quanto riguarda invece il Veneto, molto interessanti sono i mercatini di Natale di Verona, realizzati in collaborazione con il “Christkindlmarkt" di Norimberga. Nella città di Giulietta e Romeo, non mancano idee regalo a tema natalizio, creazioni in vetro, legno e ceramica o squisitezze per il palato. A Piazza Bra, con la famosa Arena sullo sfondo, troverete l’immensa Stella di Natale, alta ben 100 metri!



    I Borghi più interessanti



    In generale, però, possiamo concordare che le piccole cittadine medievali si prestano molto bene ai mercatini di Natale, per questo volevo segnalarvi anche quelli di:



    Grazzano Visconti, in Emilia-Romagna, che è secondo me uno dei più suggestivi.
    16 min
  • Spagnola IMPARA ITALIANO alla PERFEZIONE e diventa Professoressa di ITALIANO per STRANIERI in Spagna
    Abbiamo avuto l’onore di fare una piacevole chiacchierata con Aina Llopis Castell, una professoressa di italiano per stranieri in Spagna. Aina ha condiviso con noi alcuni consigli per migliorare il proprio italiano e ci ha raccontato come ha fatto a raggiungere il livello C2 nella lingua italiana pur non avendo quasi mai vissuto in Italia.













    Intervista a BILINGUE (spagnolo-italiano)



    Ciao Aina, come va?Ciao! Tutto a posto.Aina, noi sappiamo che tu sei spagnola, ma raccontaci di più di te!Okay! Come hai detto sono spagnola, sono di Valencia, ho fatto la mia laurea in Italianistica, poi sono andata a Bari, ho fatto il tirocinio e ho insegnato lo spagnolo all’Università di Bari. Poi, ho fatto la specialistica come insegnante, e ora insegno italiano per spagnoli qua a Valencia.Quale età hanno i tuoi studenti?Lavoro in una scuola di lingue, quindi va dai 16 anni, fino all'età della pensione.Ora che non sei più in Italia, come fai a mantenere il tuo italiano allenato? È perfetto, se non migliorato rispetto all’ultima volta quando ci siamo visti a Bari.Io parlo italiano a lezione ma non è sufficiente, perché abito in Spagna e qua la possibilità di parlare italiano è più ridotta ovviamente. Mi mantengo allenata su italki, che è una piattaforma per imparare le lingue, con tutor e professori madrelingua, e quindi direi che questo modo mi ha un po’ salvata!



    A proposito di italki... Vorremmo rispondere a una domanda che viene fatta da molti di voi nei commenti:



    Graziana, posso fare lezioni individuali di italiano con te?



    La risposta è SÌ!



    Chiunque può prenotare lezioni individuali con me online! Da svariati anni lavoro come professoressa di italiano su italki, la più grande piattaforma per l’insegnamento delle lingue. Iscrivendovi ad italki avrete la possibilità di studiare con tutor e professori altamente competenti, selezionati attraverso un lungo processo, nel quale non solo viene valutato il curriculum, ma bisogna anche superare un intenso colloquio, per questo migliaia di utenti scelgono e sono soddisfatti di imparare le lingue su italki. Come confermano le oltre 10.000 recensioni positive su TrustPilot.



    Ma… se gli insegnanti su italki sono così bravi, costerà molto fare lezione con loro? E la risposta è no! Ognuno su italki stabilisce la prova tariffa, ci sono professori che offrono lezioni individuali, a partire da 10$ all’ora! Un prezzo piuttosto ragionevole, no? Cliccando qui potrete creare un account GRATIS su italki e iniziare a scegliere il vostro professore!



    Siccome ci troviamo nel periodo natalizio… se dopo esservi iscritti a italki invitate un vostro amico a fare lo stesso, riceverete 15$ voi e 10$ il vostro amico, da usare per prenotare lezioni!







    Come ti trovi nel ruolo di insegnante di italiano?Io mi trovo benissimo perché posso paragonare quello che io ho studiato e so le difficoltà che gli alunni hanno.Come mai hai scelto proprio l’italiano come lingua da studiare e da insegnare dopo?Da sempre mi sono piaciute le lingue, ho avuto uno speciale interesse sia nella cultura italiana, sia nella lingua ovviamente. Quando ho iniziato a studiare ho scoperto anche la letteratura italiana. Quindi, direi che non è stata proprio una scelta, è un po’ una vocazione.Insegni anche la cultura italiana?Insegno soprattutto grammatica e vocabolario, ma ovviamente poi ci metto sempre qualcosa di cultura, che è importante! Io parlo tantissimo di Bari, anche della differenza di Nord e Sud.



    È più facile imparare o insegnare l’italiano?Questa domanda è molto molto difficile. Sia per impararla che per insegnarla bisogna impegnarsi. All’inizio per noi spagnoli può sembrare una lingua...
    18 min
  • Come INIZIARE una CONVERSAZIONE in italiano: 67 domande utili e interessanti!
    Studiare una lingua e metterla in pratica sono due cose completamente diverse, sono certa che voi lo sappiate bene. Questo significa che parlare con i madrelingua e avere una “reale” conversazione, potrebbe essere difficile per vari motivi: la pressione, le aspettative, la timidezza, l’ansia da prestazione... E poi, possiamo confessarcelo, la pandemia ha peggiorato la situazione... Quindi, rimbocchiamoci le maniche e pensiamo un po’ a come scuoterci di dosso la ruggine da “assenza di vita sociale”… In questo video ho deciso di raccogliere alcune domande utili, originali e interessanti per rompere il ghiaccio e iniziare una conversazione in Italia! Insomma, per evitare quelle domande un po’ scontate e banali, della serie “Come va?”, che portano a risposte brevi… e poi il nulla! Il tutto seguito da momenti di imbarazzante silenzio! No no no no!













    Frasi per rompere il ghiaccio e conversare in italiano



    Per facilitare la comprensione, ho diviso le frasi in base all’argomento o al luogo di utilizzo. Cominciamo!



    In viaggio



    Se siete in viaggio in Italia e volete cominciare una conversazione con una persona del posto, potreste chiedere



    Ci sono delle chicche nascoste da vedere qui intorno?







    Cosa mi consigli di fare?







    Cosa c’è in zona che non posso assolutamente perdermi?







    C’è qualche storia o leggenda locale da conoscere su questi posti?



    Dopo aver raggiunto una certa confidenza, potreste anche fare domande leggermente più personali come…



    Cosa ti piace di più della tua città?







    Da quanto tempo vivi qui?



    Altrimenti, parlare di cibo è sempre la soluzione migliore!



    Conosci qualche posto buono in cui mangiare?







    Qual è il tuo ristorante preferito in città?







    Quali sono i piatti tipici qui? Voglio provare la cucina locale!







    C’è una bevanda del posto che vale la pena di provare?



    Cercate sempre di fare domande che non prevedano solo una risposta “sì” / ”no”, cercate di invitare l’altra persona a una conversazione attiva.



    In alternativa, se volete solo parlare di viaggio, potreste chiedere:



    Stai pianificando un viaggio? / Dove vorresti viaggiare prossimamente? (Se vi rispondono di no, cambiate argomento con uno dei prossimi che vedremo!)







    (Se sapete che la persona ha fatto un viaggio di recente, perché magari ve ne ha parlato o avete visto le sue foto su instagram) Raccontami del tuo viaggio in …. ! Ne vale la pena? Merita? Me lo consiglieresti?







    Sto pensando di andare a/in… Ci sei stato/a?







    Sei mai stato/a in un altro continente? Hai qualche consiglio per il jet lag?



    Oppure, più in generale…



    Preferisci viaggi in auto o con i mezzi pubblici?







    Preferisci un viaggio rilassante o sei più amante dell’avventura?







    A lavoro



    Magari avete trovato lavoro in Italia e volete cominciare delle conversazioni con i vostri nuovi colleghi. Potreste chiedere cose come…



    Da quanto tempo lavori qui?





    19 min
  • 16 ESPRESSIONI con la PREPOSIZIONE «A» in italiano
    Imparando una lingua nuova, una delle parti più difficili è senz’altro la comprensione di espressioni idiomatiche che per i parlanti materni sono scontate, ma per uno straniero sono difficili a causa dei loro significati non letterali! Per questo, in questo video e articolo andremo a conoscere 16 espressioni italiane che iniziano con la preposizione “A”, molto utilizzate dagli italiani e che vi risulteranno molto utili. Siamo sicuri che molte le avrete già lette o sentite e vi sarete chiesti “Ma cosa significa?”.













    Espressioni idiomatiche italiane



    Le espressioni con la "A" che andremo a vedere oggi sono molto usate nell'uso orale e talvolta scritto della lingua italiana. Una gran parte serve per descrivere il modo in cui si svolge un'azione, le altre invece... lo scoprirete!







    1. A squarciagola



    “Squarciagola” è una parola composta dal verbo “squarciare” (rompere con violenza) e da “gola”. Perciò, l’espressione “a squarciagola” è accompagnata da verbi come cantare, urlare o gridare. Significa che si utilizza tutta la forza della propria voce, in maniera molto intensa, così forte che la gola potrebbe appunto “squarciarsi”.



    "Quando parte la mia canzone preferita, la canto sempre a squarciagola"





    2. Alla rinfusa



    La parola “rinfusa” deriva dal verbo quasi totalmente inutilizzato, “rinfondere”, che indicava nel lessico delle navi da carico il sistemare la merce nelle navi da trasporto così com’era, senza imballaggi o contenitori. Questa espressione si utilizza oggi principalmente con nomi e verbi, e significa, appunto, “in maniera confusa, senza ordine”.



    "Quando torna a casa dal lavoro, Paolo lascia sempre tutte le sue cose alla rinfusa, facendo infuriare sua moglie"





    3. Alla buona



    L’espressione “alla buona” ha due significati:



    - con un sostantivo, indica una cosa o una persona “semplice, non ricercata o raffinata”



    "Non sapevamo che avremmo ricevuto ospiti, così abbiamo preparato una cena alla buona in pochi minuti"



    - con i verbi, invece, ha il significato di “in modo approssimativo, non curato”, ossia senza dare troppa importanza a cosa si sta facendo.



    "Per l’esame, mi ero preparata alla buona, perciò sono stata bocciata"





    4. A crepapelle



    “Crepapelle” è un composto di “crepa” e “pelle”. L’espressione “a crepapelle” è utilizzata insieme ai verbi, come ad esempio mangiare oppure ridere, e significa “a più non posso”, senza mai fermarsi, “fino quasi a scoppiare” (se scoppiamo, infatti, la pelle crepa, cioè si rompe).



    "Quando guardo un film di Checco Zalone, rido sempre a crepapelle dal primo all’ultimo minuto"





    5. A tratti



    L’espressione “a tratti” significa “di tanto in tanto”, “ad intervalli”, “non in maniera costante”, ma sparso nel corso del tempo.Per esempio, mentre facciamo le lezioni di italiano, capita qualche volta che la connessione dello studente non sia stabile. In quel caso, diciamo “Ti sentiamo a tratti”. Cioè, non sentiamo tutto quello che dici, ma sentiamo solo cose sparse qua e là.





    6. All’insaputa (di)



    La parola “insaputa” deriva dal verbo “sapere” e la preposizione “in”, e significa “senza saperlo”. Si utilizza con aggettivi possessivi (a mia insaputa, a tua insaputa…) oppure nella forma “all’insaputa di + qualcuno”; è accompagnata da verbi e vuol dire “fare qualcosa di nascosto,
    13 min
  • BIG BENCHES: Le Panchine GIGANTI nate in ITALIA!
    In questo articolo lasciamo un po’ da parte la grammatica perché voglio parlarvi di un fenomeno culturale molto particolare e interessante, qualcosa che - pare - sia nato proprio qui nel Bel Paese! Mi riferisco alle BIG BENCHES, le cosiddette “panchine giganti”... Restate con noi se volete saperne di più!













    Che cosa sono le "Big Benches"?



    Probabilmente starete pensando: “Ma di che sta parlando Graziana?”. Ebbene, si tratta di vere e proprie Panchine Giganti e in questo articolo vi parleremo di come sono fatte, come e quando sono nate, i loro segni particolari, ma sopratutto quale significato si cela dietro ad esse!





    Come sono fatte e come sono nate le Panchine Giganti?



    Innanzitutto, queste "Big Benches" sono grandi panchine dai colori sgargianti, adagiate su morbide colline e affacciate su vigneti, montagne e, in generale, panorami mozzafiato - infatti, costituiscono veri e propri punti panoramici, oltre a essere attrazioni turistiche. La loro creazione ha avuto inizio nel 2009, da un’idea del designer americano Chris Bangle, che ormai da diversi anni vive con la moglie Catherine a Clavesana, un piccolo centro delle Langhe in provincia di Cuneo, in Piemonte. La prima panchina gigante (o "big bench", in inglese) è stata collocata proprio qui, nel comune di Clavesana, nel 2010.





    Ma perché proprio l’idea di una panchina?



    Il simbolo di questa iniziativa è la panchina perché è un elemento di arredo per le città, finalizzato alla socialità, al relax, al riposo e alla calma. Tutte le panchine hanno dimensioni enormi e sono collocate in punti particolarmente belli, interessanti e panoramici, in modo da consentire a chiunque vi si sieda di godere della vista su borghi, campagne e città da un punto di osservazione alto e quindi privilegiato. Il cambio di prospettiva dato dalla dimensione e dall’altezza della panchina fa sentire la persona che ci si siede come un bambino, capace di divertirsi, giocare e meravigliarsi della bellezza della natura che lo circonda. Effettivamente, fotografarsi sopra queste panchine decisamente fuori misura, con le gambe a penzoloni, ci fa tornare un po’ bambini e arricchisce i nostri ricordi di quell’entusiasmo e quello stupore tipici dei più piccoli... ma non solo: ci si può rilassare dopo una bella passeggiata, apprezzando il panorama che si materializza davanti ai nostri occhi.





    Quali sono le caratteristiche imprescindibili delle panchine giganti in Italia?



    Queste panchine hanno colori sgargianti - come abbiamo accennato - e sfumature che richiamano quelle delle particolarità presenti nei dintorni, come ad esempio, il viola della lavanda, il giallo dei girasoli, il marrone delle nocciole, il rosso del vino, ecc.Ciascuna panchina ha il proprio numero in base alla propria costruzione.Si trovano in punti altamente panoramici, su terreni accessibili a tutti.



    A proposito di questo suo progetto, Chris Bangle ha dichiarato: “Siamo così ossessionati dallo scoprire sempre cose nuove che spesso ci neghiamo l’interessante esperienza di sperimentare cose ben conosciute ma in un contesto diverso”. Insomma, il suo intento era quello di permetterci di non sottovalutare o dare per scontate le cose che ci circondano solo perché pensiamo di conoscerle bene - sicuramente anche quelle cose note nascondono in sé sfumature... e possono offrirci spunti di riflessione a cui non avremmo mai pensato.Come avrete già intuito dalla scelta dei colori in base al territorio circostante, questa iniziativa nasce dall’idea di valorizzare i comuni che ospitano queste panchine, di dare nuova vita al turismo e dare una spinta alle attività artigianali di questi luoghi.
    13 min
  • 5 Film Italiani di NATALE da NON Perdersi Assolutamente: CINEPANETTONI!
    Con l’avvicinarsi della stagione delle feste e del Natale, la vostra voglia di imparare l’italiano potrebbe calare un po’, tra tutti i preparativi e gli addobbi e i regali e le luci e i dolcetti... ma noi non dobbiamo permettere che questo succeda, anzi, dobbiamo cercare nuovi stimoli, in modo tale da continuare a praticare l’italiano… tra una fetta di panettone e un frontino con la scritta Buon Natale! E non c’è scusa (o stimolo) migliore di un buon cinepanettone. Questa parola è un’invenzione tutta italiana, e indica un film comico di produzione italiana in cui le vicende principali sono generalmente basate su una serie di equivoci e doppi sensi,  a sfondo natalizio, destinato a un pubblico popolare e realizzato appositamente per le festività. Scopriamo insieme quali sono i 5 cinepanettoni assolutamente imperdibili!













    I MIGLIORI 5 CINEPANETTONI DA VEDERE QUESTO NATALE



    Qui sotto troverete un lista dei migliori 5 cinepanettoni, elencati dal meno recente al più recente. Tra questi, potrete trovare anche i famosi attori De Sica e Boldi, considerati tra i padri del genere, oltre ad attori come Diego Abatantuono, Fabio de Luigi e Biagio Izzo, che recitano spesso in film comici.







    NATALE IN CROCIERA (2007)



    Questo film è un classico, pieno zeppo di quei fraintendimenti di cui parlavo prima, oltre a intrecci d’amore e… sì… anche alcuni momenti di volgarità. In questo film troviamo Christian De Sica, attore italiano molto famoso soprattutto per cinepanettoni e simili, che interpreta Paolo, un uomo che ha progettato di spedire la moglie e il figlio in vacanza sulla neve per Natale, così da potersi dedicare indisturbato alla sua amante.



    Per Paolo si presenta l’occasione perfetta: quando il cognato tenta di suicidarsi, l'uomo si offre di andare con lui in vacanza per tenergli compagnia. In realtà il suo piano è di abbandonarlo e rimanere con l’amante, a cui ha promesso una crociera ai Caraibi. Inoltre, come spesso accade in questi film, la storia principale, ovvero quella di Paolo in questo caso, si intreccia con quella di altri personaggi, Michela (Michelle Hunziker) e Luigi (Fabio De Luigi), che dopo una serie di tira e molla si ritroveranno a loro insaputa a essere i testimoni della sposa e dello sposo a un matrimonio che ha luogo… indovinate un po’… su una nave da crociera con destinazione Caraibi. Cosa succederà? Fidatevi… Ne vedrete delle belle!







    LA BANDA DEI BABBI NATALE (2010)



    In questo film i protagonisti sono i membri del trio comico “Aldo, Giovanni e Giacomo”, dai nomi dei tre attori. Per i tre, non è un bel Natale, perché finiscono...in questura! Infatti, dopo essere stati sorpresi in casa della compagna di Aldo vestiti da Babbo Natale, vengono accusati di far parte della banda di ladri che si introduce nelle case altrui con gli abiti come il grande protagonista di questa festa. A questo punto si dovranno giustificare e spiegare che non sono affatto dei ladri… bensì un trio di giocatori di bocce.







    IL PEGGIOR NATALE DELLA MIA VITA (2012)



    Questo film racconta dei tre giorni che precedono Natale, che è il peggior Natale della vita del protagonista Paolo. Quest’ultimo deve andare in un castello per celebrare le festività con la famiglia della moglie, ma come sempre ci saranno mille imprevisti e lui finirà, tra le altre cose, per rovinare il tacchino per la cena di Natale e annunciare la morte di un uomo in realtà vivo. In questo film pieno di sorprese troverete grandi attori italiani come Diego Abatantuono, Cristiana Capotondi e Fabio De Luigi.







    UN NATALE AL SUD (2016)

    13 min
  • POLIGLOTTA inglese IMPARA italiano: alcuni consigli!
    In questo video ci confronteremo con uno studente di LearnAmo! Il suo nome è Robert e avremo il piacere di intervistarlo! Studia italiano da relativamente poco... eppure il suo livello di italiano è incredibile. Scopriamo insieme la sua storia!













    Intervista al poliglotta Robert Winstanley



    Parlaci un po’ di te. So che tu hai viaggiato tantissimo, che hai una lunga storia… Insomma, racconta un po’ ai LearnAmici chi sei!Okay! Dunque… ho vissuto 18 anni in Giappone e ho imparato il giapponese. Ho una passione per le lingue: oltre all’inglese (che è la mia madrelingua) parlo 6 lingue. La mia preferita è l’italiano. La lingua più bella del mondo secondo me.



    Quali sono le altre lingue che parli? Oltre all’inglese, all’italiano, al giapponese…Il francese, il portoghese e il tedesco. E sto pensando di cominciare il russo, ma sono ancora indeciso…



    Da quanto tempo studi l’italiano e perché?Lo studio in modo serio da un anno e 9 mesi, cioè con lezioni online regolari con LearnAmo, e facendo quasi ogni giorno qualcosa da solo: ascoltando la radio, leggendo cose... Ho cominciato all’inizio della pandemia per avere qualcosa da fare superare il lockdown.







    Vogliamo ricordarvi che se, come Robert, anche voi voleste fare lezioni individuali di italiano con Graziana, potreste farlo su italki. Italki è la più grande piattaforma al mondo per l’apprendimento delle lingue: potrete trovare centinaia di tutor e professori per imparare qualsiasi lingua. Graziana Filomeno lavora su italki come professoressa di italiano qualificata e ha completato oltre 3500 lezioni con feedback positivo. Se vi va di studiare con italiano con lei su italki, questo è il momento perfetto!







    Trovi che l’italiano sia la lingua più difficile tra quelle che hai imparato?No no, proprio no, anzi! È la lingua più divertente, più piacevole da imparare perché è una lingua romanza; dunque, tutte le strutture sono simili ad altre lingue romanze. È una lingua fonetica e si legge come è scritta: la pronuncia è bellissima, non ci sono problemi (forse un po’ la “r” vibrata). E la terza ragione è che… è una lingua bellissima. Tutte le parole e le frasi sono musicali. Qualcuno mi ha spiegato che, per pronunciare bene l’italiano, bisogna sorridere, quindi è la lingua del sorriso!



    Quali sono state per te le cose più difficili mentre imparavi l’italiano?In italiano ci sono molti verbi irregolari, memorizzare la coniugazione dei verbi al passato remoto è stato un incubo. E anche l'uso del congiuntivo è piuttosto difficile. Qualche volta l’ordine delle parole, la posizione dei pronomi (“Spero di poterla guardare” invece di “Spero di poter guardarla”). Per non dimenticare i falsi amici, come “paragone”, “deludere”, “cancellare”, “servire”… sono vere trappole. Fino alla bara, sempre si impara.



    Cosa fai quando c’è un argomento che per te è troppo difficile da imparare? Quali metodi utilizzi per superare questi ostacoli?Dopo aver letto le regole grammaticali, cerco di provare a memorizzare piccole frasi di una canzone, o che ho letto da qualche parte. Per esempio, c’è una canzone italiana “Volente o nolente”, e ci sono due righe che dicono “Dipendesse da me non saresti là fuori in giro” e questo è il modo per afferrare il periodo ipotetico. E anche leggendo molto!



    Al momento quale libro stai leggendo?-Sto leggendo un libro bellissimo che si chiama “Romanzo Criminale”. È fantastico, è ambientato a Roma ed è una storia vera sulla Banda della Magliana… è molto interessante! Si parla di molti avvenimenti noti della storia italiana come il rapimento di Aldo Moro, le Brigate Rosse, eccetera.



    13 min
  • LESSICO del PARRUCCHIERE: tagliare e acconciare i capelli in Italia
    Questa mattina, i capelli di Graziana erano un disastro! Per questo, ha deciso di andare dalla sua parrucchiera di fiducia, Annagrazia, con la speranza che lei potesse sistemarli e fare un miracolo! Venite con noi e scopriamo insieme quali sono tutte le parole e le espressioni italiane più usate quando si va dal parrucchiere!













    Come parlare di capelli in italiano?



    Grazie a questo articolo scoprirete tutte le parole che vi servono per farvi tagliare i capelli e spiegare al meglio ciò che desiderate! Pronti? Ma prima di tutto… qualche precisazione!



    Parrucchiere o barbiere?



    Annagrazia è una parrucchiera. La parrucchiera (o il parrucchiere, se si tratta di un uomo) si occupa di tagliare e sistemare i capelli alle donne.



    Il barbiere, invece, (o la barbiera) si occupano dei capelli degli uomini. È sempre più comune, comunque, vedere parrucchieri unisex, che hanno come clienti sia uomini che donne.



    Il luogo in cui queste persone lavorano prende il nome dalla loro professione (es: "Ha aperto un parrucchiere nuovo in centro", "Vado dal barbiere"), oppure si può anche parlare di “salone da parrucchiere”.







    - Salve, sono qui per dare una sistemata ai capelli.- Buongiorno, certamente! Vuole dare una spuntatina oppure vuole un vero e proprio taglio?- No, no, sono già abbastanza corti così, preferirei solo dare una spuntatina e fare una bella piega.- Perfetto! Si accomodi sul salottino. Non appena arriva il suo turno, la chiamo per fare lo shampoo.







    Lessico per tagliare, asciugare e fare la tinta



    Dare una spuntatina = tagliare solo le punte dei capelli di un paio di centimetri, solo per ridare vita al taglio di capelli e alla chioma in generale



    Taglio (di capelli) = tagliare i capelli, di poco o di tanto, fino a dare loro la lunghezza e la forma desiderata



    Fare la piega (o messa in piega) = dare una forma liscia, ondulata o riccia ai capelli dopo che sono stati lavati. Di solito, per fare questo si usano degli strumenti, come l’asciugacapelli, la spazzola, il pettine, i bigodini, la piastra, il ferro.



    Fare lo shampoo = lavare i capelli utilizzando prodotti specifici, come lo shampoo e, eventualmente, il balsamo, che aiuta a renderli morbidi.







    - Bene, bene! Allora li accorciamo solo un po’?- Sì, esatto. Poi vorrei anche dargli un tocco diverso… Secondo lei cosa potrei fare? Forse una tinta?- Ovviamente posso farle una tinta, ma questo sarebbe forse un cambiamento troppo drastico, non trova? Piuttosto, posso suggerirle altri trattamenti… Come le meches, i colpi di sole, oppure lo shatush. Che ne dice?- Ah sì! Mi piacerebbe tanto avere i capelli come le stelle di Hollywood! Vada per i colpi di sole allora!- Perfetto! Ottima scelta! Li schiariamo quindi?- Sì… Forse dei riflessi color miele?- Andata!- Mi raccomando! Non mi metta delle extension come l’ultima volta! Ho sofferto un sacco per toglierle…- No no… Oggi una permanente, che ne dice?- *faccia shockata*- Sto scherzando! Ahahah



    Fare la tinta (o il colore) = trattamento che permette di cambiare il colore dei capelli.



    Meches = tecnica di trattamento dei capelli che consente di colorarne solo alcune ciocche. Nella maggior parte dei casi, si tratta di rendere intere ciocche dei capelli di un colore più chiaro rispetto a quello naturale (decolorazione), ma ultimamente si vedono anche moltissime meches di tonalità diverse rispetto a quelle naturali, come il verde, il blu o il fucsia.



    20 min
  • 10 DONNE ITALIANE che hanno fatto la STORIA
    10 donne, tutte diverse tra di loro, che hanno fatto la storia italiana: eccelse nella scienza, nella matematica, nell’arte e nella letteratura. Cosa hanno in comune queste 10 donne, apparentemente così lontane l’una dall’altra? La forza, la determinazione ed il segno che hanno lasciato nella nostra storia. In questo articolo andremo a scoprire un po’ di più su queste donne, sulla loro vita e su cosa le ha cementate nella nostra mente come icone.













    Donne rivoluzionarie in Italia



    Ecco a voi 10 donne che hanno cambiato la storia e la visione femminile, dal medioevo ai giorni nostri:



    1) Matilde di Canossa (1046 – 1115)



    La grancontessa Matilde è una delle figure più importanti ed interessanti del Medioevo italiano.Figura femminile di grande importanza nella storia del Medioevo europeo, Matilde di Canossa a soli sei anni si ritrovò erede di un territorio che andava dal Lazio fino al Lago di Garda, strategico punto di passaggio obbligato sia per i Pontefici che dovevano insediarsi a Roma, sia per gli imperatori che a Roma dovevano essere incoronati. Seconda cugina dell’imperatore Enrico IV, ma fedele seguace della Riforma della Chiesa, portata avanti da Papa Gregorio VII, si ritrovò al centro di uno scontro epocale per la lotta delle investiture tra Papato e Impero.Matilde di Canossa è vissuta in un periodo di continue battaglie, di intrighi e scomuniche, un periodo che considerava le donne come esseri inferiori. Eppure, lei è stata capace di dimostrare una forza straordinaria e un'innata attitudine al comando. Sotto il suo comando il Dominio dei Canossa raggiunse la massima estensione, arrivando a conquistare tutti i territori a nord dello Stato Pontificio.L’imperatore Enrico IV di cui parlavamo prima, nel 1077 si recò a Canossa per ottenere, umiliandosi in veste di penitente, il perdono di papa Gregorio VII, ospite della contessa Matilde, proprietaria del castello. Di qui l’espressione "andare a Canossa", fare atto di sottomissione umiliante, ritrattandosi e riconoscendo la supremazia dell’avversario.



    2) Artemisia Gentileschi (1593 - 1652)



    Artemisia Gentileschi è stata una pittrice di stampo caravaggesco. Il padre, Orazio, era un pittore e sin da piccola la Gentileschi ha dimostrato una passione per l’arte: nonostante ai tempi fosse proibito alle donne diventare pittrici, Artemisia fece il suo ingresso nel mondo dell’arte nel 1610 con il quadro Susanna e i vecchioni. L’artista è anche ricordata come una delle prime donne a denunciare uno stupro: portò Agostino Tassi (che era stato il suo maestro di prospettiva) a processo e rifiutò il matrimonio riparatore. L’iter del processo fu lungo e doloroso, ma la Gentileschi riuscì ad affrontarlo con coraggio.In seguito, si sposò con un fiorentino e si trasferì a Firenze, dove ricevette varie commissioni, anche dai Medici stessi.



    3) Maria Montessori (1870 - 1952)



    Maria Montessori fu una delle prime donne italiane a laurearsi in medicina. È stata un'educatrice, pedagogista, filosofa, medica, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, e viene ricordata per il metodo educativo che porta il suo nome, utilizzato in migliaia di scuole dell'infanzia, elementari, medie e superiori in tutto il mondo.Il metodo Montessori si riferisce all’educazione del bambino dalla nascita all’età adulta. L’insegnante deve essere “solo” il mediatore che favorisce la voglia di fare, innata nel bambino; deve saper osservare, scegliere il materiale adatto e saper tacere al momento giusto.



    Nella sua analisi Maria Montessori vede quattro periodi dello sviluppo. Il primo (2-6 anni) ha per obiettivo l’esercizio dei sensi e l’educazione alla vita pratica e alla socialità (motricità, tempo,
    25 min
  • Cuciniamo BISTECCA alla FIORENTINA in un ristorante nel centro di Firenze!
    Nulla suona più fiorentino di una… bistecca alla fiorentina! Per questa ragione, in questo video abbiamo deciso di portarvi con noi, a Firenze, in uno dei ristoranti che prepara proprio questa specialità! Stiamo per entrare in azione! Ovviamente, serve prima qualche tocco di preparazione! Pronti? Via!













    Chef per un giorno da Rosso Crudo



    In questo articolo scopriremo la storia della fiorentina e le sue caratteristiche, importantissime per il suo gusto unico e delizioso! Inoltre, cucineremo insieme un vero e proprio pasto italiano: durante la preparazione mostreremo le nostre capacità culinarie!



    La cucina toscana



    Ovviamente, un vero pasto italiano che si rispetti, deve sempre iniziare con degli antipasti. A Firenze, è molto comune che si cominci con un tagliere di salumi e formaggi tipici della regione. Un esempio è la finocchiona, che risale addirittura al Medioevo! Sapete perché si chiama così? Infatti, i contadini dell’epoca utilizzavano i semi di finocchio per dare sapore invece del pepe, che era più raro e costoso. Ovviamente, non dimenticate di accompagnare i vostri salumi con del buon pecorino toscano! Un tipico pasto italiano, inoltre, deve sempre avere la pasta!



    In questo video potete ammirare i tentativi miei e di Rocco per “spadellare” la pasta che abbiamo cucinato. “Spadellare”, più che una tecnica, è un’arte, che consiste nel far saltare in padella una pietanza tenendo in mano il manico della padella, con un movimento del polso e della mano. Serve per amalgamare alla perfezione il condimento della pasta, ma anche per girare una frittata o una crêpe senza utilizzare coperchi o spatole. Che ne pensate delle nostre tecniche?



    Poi, è il momento di “impiattare”, cioè di disporre, con gusto, una pietanza su un piatto, decorandola un po’…Perché ricordate: si mangia prima con gli occhi, e poi con la bocca! Ovviamente, io devo perfezionare le mie tecniche di impiattamento… Però ci ho provato dai! Ho preparato gli spaghettoni all’amatriciana, con sbriciolata di grana padano! Non potevano mancare i ravioli ricotta e spinaci al sapore di tartufo! Non so voi, ma a me il tartufo fa proprio impazzire! Che bontà!







    Preparazione, caratteristiche e origine del nome



    Bene, adesso che la nostra pancia non brontola più…è il momento della bistecca! Guanti alle mani e… scegliamo il pezzo giusto! Una volta scelto il pezzo, bisogna ricavare la nostra bistecca.



    Sapete perché si chiama così? No? Ve lo raccontiamo noi!



    Dovete sapere che, nel 1500 circa, durante una delle tante feste rionali che si tenevano a Firenze, questo piatto venne servito ad un gruppo di nobili inglesi che si trovavano in visita nella città. Ebbene, questi ne furono talmente entusiasti che cominciarono ad esclamare “Beef Steak! Beef Steak!” che in inglese significa “carne di manzo”. Quella esclamazione fu subito “italianizzata” ed è diventata “bi-stecca”.



    Attenzione però! Diffidate dalle imitazioni!



    Una buona bistecca alla fiorentina, affinché sia tale, deve avere le seguenti caratteristiche:



    • Deve essere sempre di manzo, per la precisione di vitellone.• Deve provenire possibilmente dalla Chianina.• Deve essere frollata (ossia, fatta maturare in ambienti alla giusta temperatura) per almeno cinque o sei giorni.• La forma dell’osso deve rappresentare la classica T.• Il suo peso deve essere compreso tra gli ottocento grammi e il chilo e duecento.



    Chiaramente, anche il taglio e la presentazione, richiedono una certa esperienza. Perciò, questo passaggio lo abbiamo lasciato agli esperti…


    14 min

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