Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • Cornetto, Brioche o Croissant? Qual è la differenza? Impara la storia e le caratteristiche!
    È arrivato il momento di parlare di un tema che a noi italiani sta molto a cuore. Infatti, se c’è una cosa che, durante la giornata, proprio non possiamo saltare e a cui non riusciamo a dire di no, quella è la colazione: è veramente un momento sacro e nessuno lo deve rovinare. E qual è la colazione tipica degli italiani? Solitamente un caffè (o cappuccino), accompagnato da una brioche, o un cornetto, o un croissant… ma sono queste tre in realtà la stessa cosa? Ci sono delle differenze? Come si mangiano? Come si accompagnano? Adesso chiariamo tutto! 













    Qual è la differenza tra cornetto, brioche e croissant



    Da nord a sud con queste parole si intendono cose un po’ diverse, a seconda della zona. Però, in realtà, questi tre dolci sono diversi, e hanno delle caratteristiche particolari e specifiche. Una cosa però hanno in comune: sono buonissimi e ideali a colazione! 



    Le principali differenze riguardano le ricette, e siccome per i LearnAmici solo il meglio, abbiamo deciso di ricorrere alla massima autorità in questo settore per chiarire tutto: La Cucina Italiana, una rivista storica di cucina, fondata negli anni '20. Più autorevole di così…



    Il cornetto



    Cominciamo subito dal cornetto, ed in particolare, con la sua storia. Da dove viene? Il cornetto è il figlio di un dolce austriaco, il kipferl. Questo dolce è stato inventato nella Vienna del 1683. All’epoca, la città era sotto assedio da parte dell’impero ottomano (i turchi). Per colpire il nemico e abbattere le mura, i turchi hanno attaccato a notte fonda, scavando cunicoli con pale e picconi per andare a colpire le fondamenta. Gli unici uomini che erano svegli a quell’ora erano i panettieri: questi, sentendo il rumore degli scavi, hanno potuto avvertire l’esercito, che in questo modo ha respinto gli attacchi.



    Come ricompensa è stato chiesto a un panettiere di celebrare la vittoria austriaca sull’impero ottomano con un dolce a forma di mezzaluna, simboleggiante la bandiera turca. Era nato il kipferl. A quel panettiere è stata concessa la vendita esclusiva di quel dolce.



    I rapporti che legavano Austria ed Italia nel 1683 erano così intensi che in pochi anni quel dolce a mezzaluna arrivò in Italia, in Veneto, grazie ai commerci tra l’Austria e Venezia. Come tutti i figli però somiglia al proprio genitore solo esternamente. La forma è quella suggerita dal nome, un corno carino. Poi ha preso la sua propria direzione autonoma, come fanno tutti i figli, soprattutto per quanto riguarda la ricetta. Il cornetto si prepara con farina, latte, uova, zucchero, sale, burro e lievito. Si può mangiare sia vuoto, sia farcito: crema, marmellata, cioccolato, pistacchio, sono le farciture più popolari. 



    Il croissant



    Molti credono che il croissant abbia origini francesi, ma, mi dispiace, non è così. Anche il croissant, infatti, deriva dal kipferl, ma nasce solo nel 1838, a Parigi. 



    La prima apparizione in Francia del croissant ha delle origini un po’ misteriose, ci sono due versioni più gettonate al riguardo:



    La prima e più verosimile attribuisce il merito all’ufficiale austriaco August Zang, fondatore della Boulangerie Viennoise (Pasticceria Viennese) di Parigi attorno al 1839, la cui specialità era proprio il kipferl assieme a tutta la pasticceria austriaca. La sua tipica forma a mezzaluna ben presto fece mutare il nome in quello che a tutt’oggi conosciamo come croissant, ovvero crescente, come la luna.La seconda e sicuramente più affascinante versione vuole che la famosissima Regina di Francia Maria Antonietta fosse così tanto legata alla sua colazione con il kipferl che quando si recò a Versailles non poté fare a meno di portarlo con sé.
    19 min
  • LESSICO dell’ECONOMIA e della FINANZA in italiano: impara a parlare di soldi!
    Non è facile capire tutti i termini che riguardano il mondo dell’economia, soprattutto quando si tratta di una lingua straniera, ma non temete: ci siamo noi qua a spiegarvi le principali parole italiane riguardo a questo mondo! Seguiteci fino in fondo per scoprire anche il lessico fondamentale del mercato finanziario.













    La Finanza e l'Economia in italiano



    In questo articolo abbiamo suddiviso il testo in due parti: la prima sull'economia in generale e la seconda sui mercati finanziari e gli investimenti.



    Vocabolario dell'economia in italiano



    Bilancio di previsione (budget) consiste in un documento che contiene le previsioni per il periodo successivo. Questo contiene le linee guida per raggiungere gli obiettivi che un’azienda si prefissa.







    Bolla speculativa è una fase di mercato caratterizzata dalla crescita rapida e ingiustificata dei prezzi di un bene fino alla fase di scoppio della bolla, con cui i valori originari del bene sono ripristinati. L’economia è influenzata dalle bolle speculative quando crescono troppo o si prolungano nel tempo perché potrebbero scoppiare da un momento all’altro. Un esempio è la bolla immobiliare.







    Boom è un periodo di espansione economica insostenibile caratterizzato da sovrainvestimento in determinate industrie, in cui l’economia è in una fase positiva. Il contrario è il cosiddetto periodo di busto, in cui gli investimenti e la produzione sono ridotti spesso creando una recessione. 







    Credito indica l'anticipazione di denaro da parte di una persona o di un’organizzazione a un’altra a fronte di una promessa di restituzione futura in una o più soluzioni, secondo modalità e tempi specificati contrattualmente. Chi ha ricevuto il prestito è poi in debito con l’altro. 







    Deficit e surplus indicano due condizioni opposte: la condizione di deficit o disavanzo indica una situazione economica di un'impresa nella quale i costi superano i ricavi, o di un ente pubblico nel quale le uscite superano le entrate; la condizione di surplus economico, invece, le entrate sono maggiori delle spese. 







    Fiscale è un aggettivo che indica ciò che ha a che fare con il denaro. Si parla spesso di anno fiscale, che indica l’arco temporale al termine del quale vengono richiesti dei rapporti, delle dichiarazioni o degli altri documenti ufficiali alle imprese. In Italia l’anno fiscale segue l’anno solare (1 gennaio – 31 dicembre) con l’unica eccezione costituita da alcune imprese che operano nel settore pubblico. 







    Inflazione indica l'aumento dei prezzi di beni e servizi, che comporta una diminuzione del potere d'acquisto della moneta. Il contrario è deflazione, caratterizzata da diminuzione dei prezzi da cui deriva una diminuzione del fatturato delle aziende e un aumento della disoccupazione. Come abbiamo visto, nessuna delle due è positiva per l’economia. 







    Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore dei prodotti e servizi realizzati all'interno di uno Stato sovrano in un determinato arco di tempo. Il PIL risulta da un processo di scambio ossia dalla vendita di prodotti e servizi.







    Recessione è una condizione economica caratterizzata da una riduzione del PIL per due trimestri consecutivi. Se l’economia continua a peggiorare per altro tempo si parla di depressione. 







    Stagnazione è il termine che descrive la situazione che si ha quando non c’è movimento nel PIL. Questo, infatti,
    15 min
  • Non dire sempre BUON COMPLEANNO e BUON ANNIVERSARIO: impara tutte le alternative migliori!
    In questa lezione parleremo di un argomento molto caro a tutti, in particolare a noi italiani: gli auguri! I compleanni e gli anniversari sono senza dubbio momenti di grande gioia ed è proprio per questo motivo che vi insegneremo a non essere mai più banali e a sorprendere i vostri amici con degli auguri davvero speciali!













    10 Frasi Alternative a Buon Compleanno e Buon Anniversario



    Quando in Italia vogliamo augurare qualcosa a qualcuno, ci viene molto semplice usare "buon" + la cosa o l’evento. Buona giornata, buona serata, buon viaggio, buona visione, buon film, buona passeggiata, buon fine settimana, buon riposo e bla bla bla. Tra queste, ci sono buon compleanno e buon anniversario. Ovviamente vanno benissimo eh, ma se conoscete solo queste potreste diventare... ripetitivi!



    E si sa, quando qualcuno è in vena di festeggiare, non vuole proprio sentirsi sempre le solite frasi, qualcosa di più originale è decisamente apprezzato!



    In questo video, quindi, scoprirete dieci frasi alternative a "buon compleanno" e "buon anniversario" con cui farete bella figura e che arricchiranno la vostra conoscenza della lingua!



    Frasi alternative a buon compleanno



    Cominciamo con gli auguri più indicati per il giorno del compleanno (anche se alcuni, come vedremo, sono flessibili e si possono usare anche per altri eventi).



    “Auguri”. Questa parola è tanto semplice quanto utile, dato che può essere usata in una miriade di contesti: dal compleanno, e in questo caso si può trovare la versione “auguri di buon compleanno”, all’anniversario e perfino per una laurea. Insomma, ogni volta che ci si vuole congratulare con qualcuno. Può anche essere arricchita con l’aggettivo nella forma “tanti auguri”. Fate attenzione, però! Con intonazione sarcastica, “auguri” diventa un modo di augurare buona fortuna a chi si è messo in una situazione rischiosa o complicata. Un po’ come a dire “bel guaio quello in cui ti sei messo, ti auguro di poterne uscire senza troppi problemi”.



    “Cento di questi giorni”. Questa espressione serve per augurare a chi compie gli anni altri cento giorni come quello del compleanno, quindi, l’augurio è di poter vivere altri 100 anni. Ma si usa anche in altre circostanze, per augurare a quella persona che possa vivere ancora tantissimi altri giorni come quello, e cioè pieni di gioia, serenità e affetto.



    “Ti auguro il meglio nel giorno del tuo compleanno”. Questo augurio è semplice, ma significativo: si augura, infatti, al festeggiato tutto il meglio, cosa si può volere di più?



    “Buon giorno in cui sei venuto al mondo”. Questa espressione ironica in cui “compleanno” è sostituito da “giorno in cui sei venuto al mondo” è un po’ particolare e non si può usare in tutti i casi: la cosa migliore è usarla con chi si ha confidenza e con chi possa capire che è un augurio scherzoso, altrimenti chi se la sente dire potrebbe rimanere un po’ confuso.



    “Buon diciottesimo”. In questo caso la parola “compleanno” è direttamente omessa, come se fosse sottinteso. Qui prendiamo 18 ad esempio, ma questo augurio può essere usato anche con altri compleanni che segnano un traguardo (30, 40, 50, e così via…).







    P.S. A proposito di compleanni e anniversari, sapete qual è il regalo più bello che si possa fare durante queste occasioni? NordVPN!



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    14 min
  • 15 COSE che NON vi permettono di PARLARE e SCRIVERE in ITALIANO come un MADRELINGUA
    Il C2... questo fantomatico livello di perfezione di conoscenza di una lingua straniera… Riuscire a diventare dei “madrelingua” in una lingua straniera è un percorso tanto tanto complesso e non importa quante volte leggerete le grammatiche o ascolterete le persone parlare: molte regole o espressioni non vi rimarranno impresse mai, o forse prima o poi, ma con un po’ di difficoltà. L’importante è non scoraggiarsi, riconoscere il proprio livello e impegnarsi per migliorarlo. Ricordatevi che non c’è niente di male a non essere in grado di capire o esprimere tutto ciò che si vuole dire subito!













    Superiamo gli ostacoli!



    Ecco una lista delle cose che possono rappresentare un ostacolo per voi nel parlare e scrivere in italiano correntemente. Pensateci su, chiedetevi se sono degli ostacoli anche per voi e, se sì, provate a concentrarvi e a lavorarci su per superare questi ostacoli.







    1. La forma di cortesia



    La forma di cortesia è un grande ostacolo per molte persone, soprattutto chi sta studiando l’italiano, visto che è poco intuitiva. Infatti, è “Lei”, con lettera maiuscola, ma tanto simile a “lei” riferito a una donna. Ma nella forma di cortesia si usa Lei anche per un uomo, però aggettivi e participi, se si tratta di un uomo, restano al maschile. Ok, è certo che se usate “tu” in una situazione che avrebbe richiesto la forma di cortesia “Lei”, per esempio durante una conversazione con un professore, il vostro datore di lavoro o una persona più anziana di voi, nessuno si arrabbierebbe perché capirebbe che siete stranieri. Ma ecco, questo è il punto: capirebbero che siete stranieri. Praticate di più questa forma, per usarla quando serve, e vedrete che figurone farete!







    2. Specificate il soggetto della frase



    In italiano, il soggetto è sottinteso nella maggior parte dei casi, a meno che non si voglia enfatizzare chi ha compiuto una certa azione. Specificare il soggetto all’inizio della frase è qualcosa che fa immediatamente capire che non siete parlanti nativi dell’italiano e quindi vi impedisce di avere una padronanza completa della lingua. Nella maggior parte delle altre lingue, però, il pronome è necessario, quindi imparare a non metterlo richiede un po’ di sforzo e di tempo, ma vedrete che presto diventerà naturale!







    3. I tempi passati vi terrorizzano



    Non siete ancora sicuri di quando usare l’imperfetto, il passato prossimo e il passato remoto e usare il tempo sbagliato nel momento sbagliato può creare fraintendimenti e suonare veramente strano per i vostri ascoltatori. Dire “Ho vissuto in questa casa per 10 anni” in italiano, significa che non ci vivete più, ma in altre lingue come l’inglese, la stessa struttura (“I have lived in this house for 10 years”) significa che ancora vivete nella stessa casa. Quindi praticare i passati è veramente importante. Un metodo efficace per farlo è quello di leggere molti libri, così potrete familiarizzare anche con quel tanto temuto passato remoto.







    4. Essere o non essere, questo è il dilemma



    Lo diceva anche Shakespeare. Capire quando usare l’ausiliare “essere" e quando invece usare “avere” è sempre un ostacolo, anche a un livello medio-alto. Non mollate. Continuate a praticare. Gli ausiliari in italiano seguono regole precise e potete aiutarvi guardando film o leggendo libri.







    5. I nomi maschili terminanti in -a (cinema, problema, tema) vi irritano



    Quando avete iniziato a studiare l’italiano vi è stato detto che la maggior parte delle parole terminanti in -a sono di genere femmi...
    20 min
  • Metodi semplici e veloci per imparare CENTINAIA di PAROLE in una lingua straniera!
    “Aiuto, imparo parole continuamente ma poi le dimentico dopo qualche giorno. Come posso fare?” Ricevo sempre messaggi di questo tipo e li capisco perché essere capaci di ricordare i significati di tutte le parole che incontriamo e cerchiamo sul vocabolario non è facile! Anzi! È più facile ricordare come usare il congiuntivo in italiano… e questo la dice lunga! Se vi siete trovati in difficoltà nella memorizzazione continuate a leggere, vi consiglio qualche trucco!













    I trucchi per imparare più velocemente



    Esistono alcuni trucchetti per memorizzare un maggior numero di parole in poco tempo. Attenzione! Ci tengo a chiarire che questi trucchetti non fanno miracoli, nel senso che non imparerete 200 parole in una notte, ma sicuramente vi saranno di grande aiuto, soprattutto (e questo è fondamentale!) se sarete costanti nell’applicarli! Detto questo, vediamo quali sono!



    Le basi sono importanti



    Nemmeno un madrelingua conosce ogni parola della propria lingua, anche perché non le utilizza tutte nei suoi contesti quotidiani. Le parole che vengono utilizzate più spesso formano il cosiddetto vocabolario di base, che sarà la vostra arma per muovervi senza paura nei meandri di una lingua. Il vocabolario di base dell’italiano è stato definito da Tullio De Mauro, un famoso linguista italiano. Ad oggi conta circa 7500 vocaboli.



    Se volete sapere quali sono queste 7500 parole, potete acquistare il libro di Tullio De Mauro su Amazon. Altrimenti, potete creare la vostra propria lista di parole comuni, quelle che voi utilizzate più spesso nella vostra lingua, e convertirla in italiano. E poi potrete imparare quella lista… coi suggerimenti che vi darò tra poco!







    6 metodi per ricordare meglio







    1 - Gruppi semantici



    Un ottimo metodo per imparare velocemente un grande numero di parole è imparare per famiglie semantiche. Una famiglia semantica è un insieme di parole che derivano da una parola d’origine con la quale condividono la radice. Quindi se voi conoscete una parola d’origine, potete imparare le altre relazionate a lei, perché ormai già conoscete la radice! Per esempio, se conoscete già la parola “libro”, potete partire da quella e scoprirne e impararne altre come “libreria”, “libraio”, “segnalibro”, “cartolibreria” e così via. Questo meccanismo non si limita solo ai sostantivi, ma può farvi scoprire anche verbi, aggettivi e avverbi. Prendete per esempio anche la parola “colore”: da questa potete ricavare parole come “colorare”, “colorificio”, “colorante”, “colorazione”, “colorato” eccetera.



    2 - Omonimia tra parole



    Quando incontrate gli omonimi, non dovete farvi scoraggiare, ma anzi dovete trarne vantaggio! Il pensiero che una parola possa avere più significati ci mette davanti a un altro livello di difficoltà della lingua, ma in realtà è qualcosa da cui si può imparare ancora di più. Se state imparando il lessico della frutta e della verdura, per esempio, scoprirete che il termine “pesca” può indicare sia il frutto, sia l’attività di chi va a prendere pesci in laghi o fiumi.



    Fate attenzione! Molto spesso l’italiano usa la strategia degli accenti per distinguere i significati degli omonimi: pèsca (frutto), pésca (attività). Anche in questo caso, la mentalità è tutto: non dovete pensare “Ah questo italiano, con tutte queste parole uguali ma diverse”, ma piuttosto “Ah figo! Con una sola parola, posso dire due cose diverse! Comodo!”



    3 - Un aiuto da Internet



    Un’immagine vale più di mille parole. Perciò… sfruttatele! Grazie a Internet abbiamo la possibilità di ricercare migliaia e mi...
    16 min
  • Preposizioni di LUOGO in Italiano: Quando usare A e IN?
    In questo articolo affronteremo un argomento grammaticale molto importante per chiunque stia imparando l’italiano. Ci occuperemo infatti delle preposizioni di luogo a e in. ANDARE A o ANDARE IN? Questo è un dilemma che affligge tutti gli studenti di italiano, dai principianti ai più avanzati, perché effettivamente è un po’ un casino!













    Come usare le Preposizioni di Luogo a e in



    La preposizione IN e la preposizione A si usano con i luoghi, sia il luogo in cui ci troviamo (stato in luogo, e in quel caso avremo il verbo essere o verbi simili), sia il luogo verso cui stiamo andando (moto a luogo, e in quel caso avremo il verbo andare o verbi simili).



    Il modo migliore per imparare a usarle in maniera corretta è leggere o ascoltare in italiano il più possibile, essere esposti a input di lingua reale, per esempio guardando film o viaggiando. A furia di sentirle, le internalizzerete e diventeranno più automatiche. Ma è ovviamente un processo che richiede tempo! Tanto tempo! Mesi! Nel frattempo, quindi, ho deciso di darvi, in questo video, alcune regole per semplificare il compito.



    Ma come capire se, dopo ESSERE o ANDARE, bisogna usare IN oppure A?



    Ci sono alcune regole, per fortuna. Eccole qui!



    Si usa A con:



    i nomi di città e paesi, intesi non come nazioni, bensì piccole città (Abito a Napoli, Vado a Caserta)



    i verbi all’infinito (Vado a fare un po’ di jogging, Vado a fare la spesa)



    i pasti, dunque colazione, pranzo, merenda e cena (Sono a pranzo da mia cugina, Andrò a cena fuori)



    Invece, la preposizione IN si usa con:



    i nomi di nazioni, regioni e continenti (Abito in Italia, Sono stata in viaggio di nozze in Asia). Attenzione a Stati Uniti, con cui si usa la preposizione articolata formata da in + gli, ossia negli  (Voglio andare in vacanza negli Stati Uniti);



    gli indirizzi, che sono caratterizzati dalle parole via, viale, corso, piazza, ecc. (Abito in viale della Repubblica 27);



    tutte le stanze della casa: soggiorno, cantina, cucina, corridoio, sala da pranzo, giardino, balcone, camera da letto, bagno. (Vado in cucina a preparare il pranzo). Fate attenzione alla parola studio che è caratterizzata dalla preposizione articolata nello, formata da in + lo (Vado nello studio a lavorare);



    i nomi dei posti che finiscono in -ia (Vado in... farmacia, profumeria, macelleria, cartoleria, pizzeria, birreria, gelateria, panetteria, libreria, tabaccheria, gioielleria, ecc.)



    i mezzi di trasporto (Vado in... macchina, aereo, treno, tram, autobus, nave, barca, traghetto, metro, moto, bicicletta, elicottero, motorino, vespa, ecc.). Questo vale sia nelle frasi dove vengono usati come mezzi per andare da qualche parte (Vado in vacanza in aereo), sia nelle frasi in cui c’è il complemento di stato in luogo (Sono in macchina). Attenzione ad andare a cavallo e andare a piedi (camminare) che vanno entrambe con la preposizione a.



    Queste sono molte regole, che però non bastano per spiegare tutti i casi possibili. Infatti, non c’è una regola per tutte le altre parole (cioè tutti gli altri luoghi) e a volte si usa a, altre volte in.



    Tuttavia, vi posso dare un suggerimento, che non vale come regola in tutti i casi, ma può essere d’aiuto a volte, e cioè che la preposizione a con l’articolo è usata con molti nomi maschili.



    Vado al museo



    Vado al mare



    Vado al cinema



    Vado al parco



    17 min
  • Il luogo più ELEVATO di FIRENZE: L’Abbazia di San Miniato al Monte
    Continuano le nostre visite alla scoperta di Firenze e questa volta vi raccontiamo dell'Abbazia di San Miniato al Monte. Vi consigliamo di andarci in un periodo migliore rispetto all'estate italiana, perché per arrivarci si deve faticare un po': c'è una salita molto ripida da affrontare! In ogni caso, vale la pena di vedere questo monumento, continuate a leggere per scoprirne di più!













    Una gita fuori porta a Firenze



    Per arrivare all'Abbazia di San Miniato al Monte, si può fare una bella passeggiata dal centro di Firenze, passare per i vicoli e arrivare "fuori porta", cioè al di là delle porte di una città, all'estrema periferia della città, dove solitamente comincia la campagna. Prima di arrivare all'Abbazia si possono trovare tanti posti dove mangiare, ma un posto in particolare ha colto la nostra attenzione perché alcuni panini avevano nomi che si riferivano a modi di dire toscani, per esempio:



    Giueee!: è un'esclamazione che significa "Accidenti!".



    Maremma maiala!: esclamazione che esprime disappunto, sorpresa, fastidio, stupore, paura o approvazione.



    Brindellone: indica una persona sciatta e trasandata nel vestire e scomposta nel camminare; un po' oziosa e svogliata.



    Ganzo: indica una persona eccezionalmente astuta e scaltra, che per questo suscita scalpore e ammirazione.



    Ma continuiamo con la nostra passeggiata per arrivare all'Abbazia...La strada per arrivare lì è molto ripida (ha una forte pendenza) ed è faticosa da salire, anche perché bisogna passare 273 gradini!



    La prima tappa prima di arrivare è Piazzale Michelangelo:



    Fu realizzato nel 1869 da Giuseppe Poggi, quando Firenze era Capitale d'Italia, ed è il punto d'osservazione panoramico più famoso di Firenze. In quel periodo era in corso il Risanamento (miglioramento) della città, così sulla costa sinistra dell'Arno vennero costruiti il Viale dei Colli che arriva alla collina di San Miniato, dove spicca questa terrazza panoramica e l'Abbazia. Dal Piazzale si possono individuare tutti i monumenti più importanti di Firenze come: il Duomo, Ponte Vecchio, il Museo Nazionale del Bargello, ma anche le colline a nord della città dove si trova Fiesole. Fortunatamente quando hanno risanato questa parte di Firenze, hanno reso il viale alberato, quindi ci sono numerosi alberi e piante, che ci permettono di prendere fiato e goderci un po' di ombra. Da qui, si prosegue un po' più su e si arriva all'Abbazia di San Miniato al Monte.





    Abbazia di San Miniato al Monte





    A chi è dedicata l'Abbazia?



    San Miniato è il santo a cui è stata dedicata ed è stato il primo martire della città di Firenze. Pare che intorno al 250, una volta giunto a Firenze, iniziò la vita di eremita, tuttavia, durante le dure persecuzioni cristiane venne decapitato. Secondo la leggenda, il santo non morì dopo la decapitazione, ma presa la sua testa sotto il braccio, la portò sul colle fiorentino dove aveva vissuto come eremita. Su questo luogo è stato costruito un santuario e poi una cappella, la costruzione dell'attuale chiesa iniziò nel 1013.



    Descrizione



    La facciata di San Miniato è un capolavoro dell'architettura fiorentina che si ispira agli edifici monumentali romani. È divisa in due fasce: la parte inferiore è caratterizzata da archi con colonne in marmo bianco, mentre quella superiore mette in evidenza la struttura della chiesa. Sulla facciata sono presenti particolari in marmo nero e anche un mosaico del 1260 che rappresenta Cristo e tra le Vergini e San Miniato. Sulla sinistra si trova il campanile,
    10 min
  • GESTICOLARE all’italiana: scopri i GESTI più FAMOSI degli italiani!
    Noi italiani siamo piuttosto famosi nel mondo per la nostra abilità di gesticolare mentre parliamo. Infatti gesticoliamo per dare più enfasi a quello che stiamo dicendo, per sottolineare i concetti, per farci capire meglio… ma lo sapevate che noi italiani siamo addirittura capaci di fare intere conversazioni senza le parole, usando solo i gesti? E no, non sto scherzando, anzi può capitare molto spesso. Continuate a leggere per scoprire la gestualità italiana e mettetevi alla prova con il test sui gesti!













    Spiegazione dei gesti italiani



    La gestualità italiana è un insieme di atteggiamenti, movimenti del viso e delle mani, che caratterizzano la comunicazione dei madrelingua italiani. Questi segni possono variare di regione in regione, pur essendo tutti riconducibili all'interno dello stesso fenomeno. Secondo la psicologa Isabella Poggi sarebbero quantificabili in addirittura 250 i gesti presenti nella cultura italiana, ma non si devono confondere con la Lingua dei Segni Italiana (LIS), utilizzata dalla comunità sorda.



    Generalmente i gesti sono coverbali, quindi accompagnano la parola, ma possono anche essere autonomi, quindi utilizzati senza parlare. Molte volte i gesti sono accompagnati dal movimento della testa e le espressioni del viso, che enfatizzano il tutto.



    I gesti autonomi sono utilizzati in alcuni casi, come, per esempio, se ci troviamo in un luogo dove non si può parlare come in chiesa o in biblioteca, oppure se vogliamo comunicare qualcosa di molto rapido a una persona che è piuttosto lontana da noi e non possiamo urlare a squarciagola, o ancora, se siamo in un luogo troppo rumoroso come per esempio una discoteca e quindi le altre persone non potrebbero comunque sentire quello che noi diciamo.



    Spesso gli studenti stranieri di italiano si sentono estranei a questo tipo di conversazioni perché non le capiscono, perciò di seguito troverete una spiegazione dei gesti più famosi ed utilizzati dagli italiani.



    I gesti italiani più utilizzati



    Il gesto più famoso di tutti



    Le punte delle dita della mano si riuniscono e la mano si muove più o meno velocemente; significa: “Che vuoi?”, “Cosa c'è?”. Possono essere utilizzate entrambe le mani, oppure solo una.



    Non mi interessa



    La mano tocca il mento e poi si sposta in avanti: indica menefreghismo, totale disinteresse, che di qualcosa non ci importa; è un gesto molto schietto e diretto.



    Non ho capito



    La mano aperta si avvicina all’orecchio.



    Avere fame



    La mano aperta, con le dita unite e distese, batte ritmicamente di taglio contro il fianco, all’altezza dello stomaco.



    Non ne ho/Non ce n'è



    Indice e pollice aperti, come a formare una pistola, la mano ruota sul polso a destra e a sinistra, con un ritmo né lento, né veloce.



    Rabbia



    Mordersi la nocca di un dito, di solito l’indice.



    Ok!



    Indice e pollice si toccano formando un cerchio, le altre dita puntano verso l'alto. Oppure si punta verso l'alto con il pollice, mentre le altre dita si chiudono.



    Che buono!



    L’indice viene puntato e “avvitato” contro il centro della guancia.



    Di nascosto



    Le dita della mano sono rivolte verso il basso, il polso è piegato e si fanno movimenti circolari. Indica qualcosa fatto di nascosto, a volte illegale, oppure qualcosa di segreto.



    Occhio!



    21 min
  • 7 Metodi CREATIVI per imparare le LINGUE STRANIERE velocemente!
    Anche tu stai studiando italiano ormai da tempo e ti ritrovi a conoscere tante regole ma a non essere in grado di metterle in pratica sul serio? Se sì, allora sei nel posto giusto! Spesso, le regole della lingua che troviamo nei libri di testo possono sembrare impossibili da memorizzare e applicare in contesti reali, ma infatti sono importanti per comunicare bene: l’importante è prendere confidenza con esse e applicarle in maniera creativa costantemente. Quando parlo di maniera creativa, intendo modi più interessanti dei banali esercizi di grammatica. Ci sono tanti modi per praticare la lingua che si sta apprendendo in modo divertente. E in questo articolo ve ne mostrerò alcuni!













    Approcci Creativi allo Studio delle Lingue



    Vi proponiamo 7 metodi utili per incrementare il vostro lessico, aumentare la vostra capacità di comprensione e comunicazione in lingua straniera.



    I segreti per imparare velocemente nuove lingue straniere





    Trovare un amico di penna



    La corrispondenza è un hobby che sta cadendo lentamente in disuso, ma ciò non toglie che sia molto affascinante e un’idea perfetta per esercitarsi nella scrittura in una lingua straniera. Potrete scrivere a persone provenienti da tutto il mondo, o perlomeno provenienti dal Paese di cui state imparando la lingua! E potrete farlo sia in modo tradizionale con carta e penna, sia in modi più moderni, con email o chat. Tranquilli, per trovare un amico di penna, non serve recarsi direttamente nel Paese di interesse, potete trovare persone da tutto il mondo interessate a scambi di corrispondenza su siti come Penpal-Gate o International Pen Friends.





    Ascoltare musica e podcast in lingua straniera



    Questa è una cosa che dico sempre ai miei studenti! Chi è che non ama la musica? Penso che piaccia a tutti ascoltare un po’ di musica, qualsiasi sia il proprio genere preferito. Ebbene, ascoltare canzoni nella vostra lingua di studio è un passatempo perfetto che vi permetterà anche di imparare parole nuove. Potete sfruttare al massimo questa attività cercando di cantare insieme al cantante per perfezionare la pronuncia, oppure trascrivere i testi come se fossero un dettato oppure anche tradurli. Anche i podcast sono un’ottima alternativa che vi permette di essere esposti alla lingua, mentre siete sui mezzi pubblici o state cucinando o facendo la doccia, così da abituarvi ai suoi suoni e da imparare a riconoscere le regolarità. Non importa se vi distraete un po’ e non riuscite a seguire tutto il filo del discorso, quello che conta è che siate continuamente esposti alla lingua!





    Giocare ai videogiochi nella lingua di studio



    Questa è un’ottima opportunità per divertirsi e imparare se siete persone che giocano spesso ai videogiochi. Naturalmente, all’inizio non sarete in grado di comprendere tutto se non avete un livello di conoscenza della lingua sufficiente, soprattutto perché il vocabolario dei videogiochi è piuttosto specifico e limitato al contesto. Ma ciò non toglie che potrete comunque imparare cose nuove divertendovi.





    Guardare canali TV in streaming



    Ci sono siti web per guardare programmi, film e serie TV in streaming, come RaiPlay e Mediaset Play, le due maggiori reti televisive italiane, disponibili su qualsiasi dispositivo. Tuttavia, questi siti web sono spesso disponibili solo per chi si connette dal Paese in cui sono ubicate le aziende che offrono il servizio. Non preoccupatevi, a risolvere questo problema ci pensa NordVPN! Con NordVPN potrete filtrare la vostra connessione e visualizzare il contenuto dei siti web non accessibili nel vostro Paese. Per fare questo,
    17 min
  • Come PARLARE ITALIANO con Madrelingua DA CASA TUA: impara la lingua italiana con veri italiani
    Vuoi praticare il tuo italiano ma non trovi nessuno con cui farlo? Non preoccuparti, abbiamo trovato la soluzione che fa al caso tuo: Speakly! Con Speakly avrai la possibilità di parlare con veri madrelingua italiani in maniera comoda e veloce, non importa dove ti trovi!













    Speakly: il modo più veloce per imparare una lingua



    In questo video ho deciso di aiutarvi a risolvere uno dei principali problemi di chiunque studi una lingua straniera: trovare qualcuno con cui parlare e praticare! Ahimè, trovare una persona con cui parlare una lingua straniera, quando non si vive nel Paese in cui quella lingua è parlata, è estremamente difficile. Anch’io trovo sempre difficile trovare qualcuno con cui parlare le lingue che studio: inglese, francese o tedesco.



    Tuttavia, qualche giorno fa ho ricevuto una mail da un certo Ott, il quale mi chiedeva se volessi parlare della sua app per imparare le lingue, Speakly, ai miei seguaci . Se devo essere sincera ricevo spesso mail di questo tipo, quasi ogni giorno… ma sono molto selettiva quando si tratta di promuovere app o prodotti… Non mi piace parlare di cose in cui non credo o che non mi convincono, nonostante io sia consapevole che mi aiuterebbe a guadagnare qualche soldino in più.



    Tuttavia, i pregiudizi non sono mai buoni, quindi ho deciso di provare Speakly per valutare se potesse essere un’app utile davvero per imparare le lingue. Quindi, vado sull’app store e controllo un po’ le recensioni: 4.3 su 5. Niente male! Decido di scaricarla e iniziare a provarla…



    Quali sono le funzioni di Speakly?



    Appena aperta, mi accorgo che Spekaly, a differenza di altre app per l’apprendimento delle lingue, è decisamente veloce e fluida. Dopo aver selezionato la lingua che voglio imparare, Speakly mi chiede se conosco già il mio livello oppure voglio fare un test per scoprirlo. Questa è una parte importante, perché  l’app è in grado di costruire un percorso di studio in base al nostro livello e i nostri progressi!



    Decido di fare il test per vedere com’è! Le domande spaziano dalla grammatica a esercizi di comprensione uditiva… niente male, piuttosto completo! Dopo aver inserito risposte a caso, Speakly mi assegna il livello principiante!



    Continuo a esplorare l’app… L’interfaccia è molto moderna e chiara e resto subito colpita da una funzionalità chiamata: LIVE-situations. Decido di vedere di cosa si tratta… pensavo fosse il solito giochino con le flashcard… invece ecco che mi ritrovo catapultata in una vera e propria situazione italiana con tanto di interlocutore madrelingua! Non avevo mai visto nulla di simile prima! Ero davvero sorpresa! Speakly e le sue LIVE-situations ti portano direttamente in Italia attraverso centinaia di dialoghi con VERI madrelingua, in cui sei tu a dover parlare!



    Le LIVE-situations sono praticamente infinite: ce ne sono centinaia, tutte diverse tra loro. Ognuna con il suo lessico, le sue strutture ed espressioni da memorizzare in maniera naturale, mentre interagisci col tuo interlocutore virtuale! Le LIVE-situations sono una bomba, un motivo più che valido per scaricare immediatamente l’app, ma non finisce qui! Le LIVE-situations sono solo una parte di ciò che offre l’app Speakly. Infatti, tra le tante cose, c’è anche la possibilità di migliorare la propria grammatica attraverso decine e decine di lezioni chiare, brevi e dirette.



    Un’altra cosa fighissima di Speakly è che man mano che procedete con lo studio vi consiglierà delle canzoni da ascoltare in base al vostro livello! Abbastanza creativi gli sviluppatori di quest’app, non trovate?



    In ogni caso, continuo a esplorare l’app e scopro una marea di altre funzionalità,
    14 min

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