Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • Donna COREANA impara l’ITALIANO e diventa CANTANTE LIRICA – Intervista a Olivia Smith
    Vi portiamo un'altra testimonianza dei benefici dei nostri corsi di Italiano: Olivia Smith, una ragazza di origini coreane, che vive negli Stati Uniti, ha imparato l'italiano ed è diventata cantante lirica! Olivia è partita da un livello principiante (A1 e A2) e ora vuole impegnarsi per conseguire il livello intermedio (B1/B2). La nostra professoressa di italiano, Graziana Filomeno, l'ha intervistata per conoscere la sua esperienza.
    

     

    Donna coreana parla italiano
    A continuazione troverete la trascrizione completa dell'intervista che abbiamo fatto ad Olivia Smith:
    Ciao Olivia! Raccontaci un po' di te, dove abiti ora? Quali sono le tue origini?
    Ciao a tutti! Sono Olivia! Abito negli Stati Uniti, sono coreana, mi sono sposata con un americano e ho due figli maschi.
    Quindi i tuoi figli sono bilingue, parlano coreano e inglese?
    Preferiscono parlare inglese, perché abitano qui. Ma forse impareranno la lingua coreana, forse il prossimo anno.
    E l'italiano? I tuoi figli parlano italiano?
    Dopo che ci siamo trasferiti negli Stati Uniti, non volevano parlare italiano perché non hanno bisogno di farlo. Ma io sono innamorata della lingua italiana.
    Perché, infatti, ti piace così tanto l'Italia e l'italiano?
    Perché quando studiavo musica lirica negli Stati Uniti, tanti anni fa, mi sono resa conto che l'italiano era fondamentale per comprendere il testo. Dopo che mi sono sposata, ci siamo trasferiti in Italia e ho iniziato a studiare la lingua italiana. Ho iniziato da un livello A1, principiante! Non sapevo niente, adesso dopo 3 anni posso ascoltare bene e parlare bene, quindi sono molto contenta. Come si dice in italiano "a dream come true!"?
    Un sogno diventato realtà.
    Un sogno diventato realtà. Noi abbiamo iniziato a fare le nostre lezioni un anno fa, più o meno. Quando vivevo in Italia c'era la pandemia, quindi non potevo andare a scuola di lingua italiana. Quindi, per rimediare, ho trovato tanti canali di lingua italiana sul web, ho valutato quale canale mi piaceva di più e... ho sempre pensato che ci dovrebbe essere chimica tra maestri e studenti, è molto importante per me, forse anche per gli altri studenti. Quando studio online con voi, con LearnAmo, mi piace tanto, perché io mi diverto: voi siete il miglior canale YouTube e sito web per imparare la lingua italiana!
    Sono contenta, per questo noi proviamo sempre a creare le lezioni divertenti.
    Avete fatto un duro lavoro. I video e le lezioni che ho trovato su altri canali e siti web erano noiosi, ma con voi mi piace studiare la lingua italiana, molto di più. Le vostre lezioni individuali di italiano sono per me una gioia: ogni volta che so che devo fare una lezione privata con voi sono super felice perché so che mi divertirò e imparerò tantissimo!
    Com'è stata l'esperienza di vivere in Italia?
    La vita è molto semplice, ma mi piace tanto perché quando vivevo in Italia ci sono diverse caratteristiche e anche personalità molto forti. Tutti voi sapete che i cibi in Italia sono molto buoni. A colazione mangio sempre una brioche e un cappuccino. A pranzo mi piace tanto mangiare un tramezzino. E pasta, anche. Gli spaghetti alle vongole. Ogni città ha un piatto tipico. Per tre anni mi sono divertita, infatti, mi manca tanto l'Italia... forse ritornerò un giorno. Dopo aver letto il vostro libro, Italiano Colloquiale: Parole ed Espressioni per Tutti i Giorni, mi sento davvero a mio agio nelle situazioni comuni di vita quotidiana!

    Fantastico! Sono contenta che il nostro libro ti abbia aiutato! Toglimi un'altra curiosità: qual è la tua città italiana preferita?

    Non è facile rispondere, perché in Italia tutti i paesi sono bellissimi. Tuttavia, la mia città preferita è Firenze.

    Mi piacciono anche Venezia e Milano. Conosco molto bene Milano perché lì ho studiato musica classica,
    14 min
  • SAN GIMIGNANO: la Città delle 13 Torri e del Gelato Campione del Mondo!
    Preparate la valigia: vi portiamo in viaggio con noi! Abbiamo deciso di esplorare San Gimignano in Toscana, la città famosa per le torri, ma non solo! Infatti, a San Gimignano si trova anche la Gelateria Dondoli, il cui gelato ha ricevuto svariati premi tra cui quello di Campione del Mondo!
    

     

    San Gimignano in Toscana
    Avete mai preso un treno in Italia? Quello in cui abbiamo viaggiato è chiamato “treno regionale”. I treni regionali sono quei treni che collegano le varie città all’interno di ogni regione italiana. Invece, i treni che collegano città che si trovano in regioni diverse sono chiamati Intercity o Frecce, che sono più veloci e hanno sempre un posto assegnato.

    Attenzione! Se decideste di usare un autobus italiano, non dimenticate di OBLITERARE il vostro biglietto, cioè di inserirlo nelle apposite macchine, che lo timbrano con la data e l’ora per indicare che è stato utilizzato.

     
    Caratteristiche di San Gimignano
    San Gimignano sorge su una collina a un’altezza di circa 324 metri. Si tratta di un bellissimo borgo medievale con delle mura di cinta. Ma che cos'è un borgo? In italiano, un piccolo centro abitato si chiama “paese”. I “borghi”, invece, pur essendo dei piccoli centri abitati, si distinguono dai paesi perché hanno delle caratteristiche piuttosto specifiche: devono essere antichi con l’architettura originale dell’epoca e ben riconoscibile, devono curare il decoro del centro urbano, offrire luoghi di interesse turistico o eventi di interesse culturale, avere prodotti Doc, Dop, Docg o Igp e disporre di strutture di alloggio e di ristorazione aperte tutto l’anno.

    San Gimignano rispetta praticamente tutte queste caratteristiche. Infatti, risale al Medioevo e l’architettura dell’epoca è rimasta praticamente intatta, dalle mura ai palazzi alle torri.

     
    Cosa vedere a San Gimignano
    Le Torri
    Le torri sono forse la cosa più famosa di San Gimignano! In origine, ce n’erano 72, una per ogni famiglia ricca della zona. Oggi ne sono rimaste solo 13 e sono considerate il simbolo dell’architettura medievale toscana. Inoltre, dal 1990 sono anche Patrimonio dell’umanità UNESCO.

    Insomma, per visitare San Gimignano non si devono avere problemi o dolori al collo, perché è d’obbligo essere sempre con la testa in su ad ammirare queste bellissime torri.

    Ognuna di loro è bella e particolare, ma tra le più famose c’è quella che si trova nei pressi di Piazza della Cisterna, vicino alla chiesa. Si chiama Torre del Diavolo perché, secondo la leggenda, quando il proprietario tornò da un lungo viaggio, trovò la torre più alta di quando era partito. Da qui la torre è stata vista come opera del Diavolo, da cui prende il nome.

     
    Piazza della Cisterna
    Fu costruita per volontà del Podestà Guccio dei Malavolti, il cui stemma rappresenta una scala. Il nome della piazza deriva dal pozzo ottagonale che si trova al centro e che presenta proprio lo stemma del Podestà. La piazza è simbolo della vita commerciale perché ospitava botteghe, il mercato e le giostre. Da qui si possono ammirare numerosi palazzi come il Palazzo Pellari e le torri, tra le quali la Torre del Diavolo! Una particolarità di questa piazza è il fatto che si trova sul punto più alto su cui è costruito il borgo, perciò è un punto perfetto per riposarsi dopo le salite, rinfrescandosi con il gelato più buono del mondo della gelateria Dondoli.

     
    Collegiata di Santa Maria Assunta
    Questa chiesa è il duomo di San Gimignano e anche se all'esterno potrebbe sembrare anonima, all'interno racchiude piccoli tesori. Infatti, il duomo è completamente affrescato, i colori colpiscono la vista e non bisogna farsi sfuggire nessun angolo, perchè si possono trovare affreschi di Benozzo Gozzoli e Taddeo di Bartolo. Non finisce qui, il duomo contiene un crocifisso ligneo che risal...
    14 min
  • PRIMA vs DOPO in italiano: le Regole Grammaticali per non sbagliare a usarli!
    In questo articolo affronteremo un argomento grammaticale molto importante per chiunque stia imparando l'italiano. Apparentemente sembra una cosa abbastanza semplice, ma, in realtà, non lo è per niente! Ci occuperemo, infatti, degli avverbi "prima" e "dopo", molto usati sia nell'italiano colloquiale, quello di tutti i giorni, sia in contesti decisamente più formali, ecco perché è veramente importante essere capaci di utilizzarli nel modo più corretto.
    

     

    Scelta tempi e modi verbali con PRIMA e DOPO
    Dovete sapere che gli avverbi "prima" e "dopo" seguono delle regole piuttosto precise che, però, non è sempre facile riuscire a decifrare e a riconoscere. Per questo è necessario imparare queste regole bene, così da evitare errori grossolani. Noi abbiamo individuato ben otto regole da conoscere, 4 per "prima" e 4 per "dopo".
    Regole avverbio PRIMA
     
    1) PRIMA DI + SOSTANTIVO
    Vediamo alcuni esempi:

    "Prima del tuo arrivo, ho sistemato tutta la casa"

    "Il progetto dovrà essere finito prima di Natale"

    "Oggi vorrei pranzare presto, sicuramente prima delle due e mezza"

     
    2) PRIMA DI + PRONOME
    Pronome personale: prima di me, prima di lui, prima di loro

    "Stamattina mi sono svegliata molto prima di loro"

    Pronome relativo: prima del quale, prima della quale, prima dei quali, prima delle quali

    "Il giorno del mio diciottesimo compleanno, prima del quale non ero mai ubriacata, è stato molto divertente"

    Pronome possessivo: prima del mio, prima del tuo, prima del suo, prima dei nostri

    "Tuo figlio ha imparato a parlare molto prima del mio!"

    Pronome dimostrativo: prima di questo, prima di quella

    "Ti consiglio di vedere questo film prima di quello"

     
    3)  PRIMA DI + INFINITO PRESENTE o PASSATO
    Questa struttura si può usare soltanto se il soggetto di entrambi i verbi, quello all'infinito e quello nella frase principale, è lo stesso, vediamo degli esempi:

    "Ricordati di avvisarmi prima di uscire di casa"

    "Prima di parlare, pensa"

    "Vi dirò tutta la verità, ma non prima di aver fatto una premessa necessaria"

     
    4) PRIMA CHE + CONGIUNTIVO
    Si utilizza questa forma quando il soggetto della frase principale è diverso dal soggetto della frase subordinata:

    "Preparo una frittata prima che loro vadano al supermercato"

    "Prima che mi confessassi i tuoi sentimenti non avevo idea di quello che pensavi di me"

    "Mi aveva detto che sarebbe venuto alla mia festa ancor prima che io lo avessi invitato"

     
    Perché usiamo il congiuntivo con PRIMA CHE?
    Perché l'azione espressa dal verbo introdotto da "prima che" non è ancora successa nel momento in cui si svolge l'azione espressa dall'altro verbo, pertanto non è certa.

    Se io dico: "Preparo una frittata prima che loro vadano al supermercato" nel momento in cui io preparo la frittata, l'azione di andare al supermercato non è ancora successa e forse non succederà.

    Oppure se dico: "Mi aveva detto che sarebbe venuto alla mia festa ancor prima che io lo avessi invitato" nel momento in cui lui dice che verrà la festa, l'azione di invitarlo non è ancora successa e non sappiamo se succederà oppure no.

     
    Regole avverbio DOPO
     
    1) DOPO + SOSTANTIVO
    "Dopo il loro divorzio, i suoi genitori si sono trasferiti in due città diverse"

    "Dopo quel giorno, Luca non è stato più lo stesso"

    "Dopo Ferragosto, tutti gli italiani tornano al proprio lavoro"

     
    2) DOPO DI + PRONOME
    Pronome personale: dopo di me, dopo di te, dopo di loro

    "Di sicuro tuo fratello si sposerà dopo di te"
    15 min
  • SUDAFRICANO racconta come ha IMPARATO l’ITALIANO con lezioni online
    Ormai avrete sentito tantissime volte che imparare una lingua straniera attraverso lezioni individuali con madrelingua è spesso la soluzione migliore per raggiungere risultati eccezionali. In questo video abbiamo avuto il piacere di intervistare Robert Shone, un ragazzo sudafricano che ha imparato la lingua italiana perfettamente grazie alle nostre lezioni individuali di italiano. Sentite come parla bene: non crederete alle vostre orecchie!
    

     

    Imparare l'italiano con lezioni private online
    In questo articolo porteremo la testimonianza di Robert Shone, studente di LearnAmo da ormai più di un anno, che ha raggiunto il livello C2 di italiano grazie soprattutto alle nostre lezioni di italiano individuali. Di seguito troverete le nostre domande e le sue risposte, per conoscere i suoi segreti e capire com'è riuscito a raggiungere un livello così alto e qual è stata la sua esperienza.

     
    L'intervista a Robert Shone
     
    Quando hai deciso di studiare l'italiano?
    Ho iniziato circa due anni fa, ma prima avevo studiato usando delle app come Duolingo, niente di che... poi 18 mesi fa ho deciso di trasferirmi in Italia, a Roma, e in quel momento ho deciso di prendere la cosa sul serio. Ho trovato LearnAmo online, questa meraviglia, e ho deciso di prenotare lezioni private di italiano con voi. Per un anno ho imparato soltanto online e mi ha aiutato un sacco a migliorare il mio livello, c'è ancora strada da fare ma... dieci mesi fa mi sono trasferito a Roma finalmente, adesso abito lì.

     
    Oltre alle nostre lezioni tu cosa facevi per continuare a praticare l'italiano?
    Faccio i compiti (tanti compiti) e studio sempre, questo è il trucco, veramente! Io sono un secchione, diciamo che faccio di tutto in italiano: ascolto soltanto la radio italiana, guardo la TV soltanto in italiano, a casa mia non esiste più l'inglese. Ho rinunciato completamente all'inglese. Purtroppo però devo ancora lavorare in inglese, comunicare con la mia famiglia e i miei amici... ma a casa no, non esiste più l'inglese, la mia lingua madre, è una lingua vietata.

     
    Quali sono state le tue difficoltà da madrelingua inglese nell'imparare l'italiano?
    Ce ne sono tante ancora oggi assolutamente! Ad esempio, i vari accenti sono veramente difficili, perché soprattutto al supermercato è sempre una situazione imprevedibile, non si sa mai, quindi sono sempre nervoso quando vado a fare la spesa. Per esempio, c'è la parola "buona giornata" che mi dà tanto fastidio, quindi cerco sempre di andare al supermercato di sera, perché è più facile dire "buona serata" e voglio sempre essere cortese, educato. La pronuncia è la cosa che mi infastidisce di più.

     
    E invece cosa trovi difficile della grammatica?
    Della grammatica trovo difficili: il SI impersonale, i verbi pronominali, la particella CI, le preposizioni... la preposizione DA è la mia preferita, perché significa tutto: to, from, eccetera! Il contesto è importantissimo in Italia! A proposito della preposizione DA, non dimenticherò mai la mia prima lezione, che ho fatto con il professore Rocco Dabellonio, durante la quale ho detto una stupidaggine tipo: "Vengo da Capetown in Italia a voi". Rocco mi ha guardato di traverso, con uno sguardo un po' confuso... ammetto che DA è ancora un po' ostico da usare, perché esprime la provenienza e anche la direzione verso la quale si va. Crea vari problemi per noi stranieri, perché non esiste una parolina del genere in inglese.

     
    Mi sembra che tutto il tuo impegno sia stato ripagato, con tutte le tue lezioni e tutti i tuoi sforzi, hai raggiunto veramente un livello molto molto alto!
    Grazie! Ma è veramente difficile riconoscere la differenza, per me ovviamente, perché non è un processo lineare e voglio sottolineare questo fatto. Perché per uno studente, ci sono giorni in cui ci si sente a proprio agio...
    17 min
  • I MEDICI: la famiglia più ricca e potente d’Italia! – Riassunto completo della loro storia
    In questo articolo parleremo dei Medici, ovvero una delle più grandi, potenti e ricche famiglie italiane di sempre, che sono rimasti al potere per circa 300 anni. Sono stati papi, sovrani e mecenati, hanno promosso l’arte e la cultura e hanno donato al loro territorio gloria e prestigio tali da non poter essere mai più replicati!
    

     

    Origini della famiglia Medici
    Le radici della famiglia Medici affondano nella valle del Mugello, uno dei posti più sensazionali in Italia, a circa 30km da Firenze, e più precisamente nella Villa Medicea di Cafaggiolo!

    Sicuramente il primo Medici degno di nota è Giovanni de’ Medici, detto Bicci. Sin da subito, Giovanni impara il mestiere di banchiere e così apre la banca di famiglia, IL BANCO MEDICI! Nel 1397 ne sposta la sede a Firenze, a quel tempo governata dalla Signoria, costituita da nobili. Giovanni però, che era molto furbo, grazie alla sua fruttuosa attività, riesce a ottenere una poltrona a Palazzo della Signoria.

    Ed è proprio qui che comincia l’ascesa al successo e al potere dei Medici grazie a Bicci!

     
    Giovanni de' Medici, detto Bicci
    A Giovanni, in realtà, la politica interessa poco e niente. Quello che a lui realmente interessa è… il denaro e il prestigio della sua famiglia. Insomma, vuole diventare ricco e importante. Così lavora per riempire le tasche della banca e allo stesso tempo investe nel lanificio di famiglia.

    Ma non pensa solo a se stesso! Infatti si preoccupa anche del popolo e la sua popolarità cresce quando decide di imporre un’equa riforma del catasto, per la quale chi era più ricco pagava più tasse. Così facendo, riempie le casse della città e aiuta i più poveri, ricevendo il titolo di AMICO DEL POPOLO.

    Con i suoi soldi, Giovanni - che ama le cose belle - finanzia varie opere d’arte, tra cui il completamento della Chiesa di San Lorenzo a opera di Filippo Brunelleschi, che in realtà non vede terminata perché muore prima. La banca e tutta la sua ricchezza passano quindi a suo figlio Cosimo, detto Pater Patriae o Il Vecchio.

    In ogni caso, Cosimo è davvero il Pater Patriae, visto che riesce non soltanto a consolidare, ma anche ad espandere le ricchezze e il prestigio della Banca e della famiglia Medici, diventando l’uomo più ricco del suo tempo, l’allora Bernard Arnault o Jeff Bezos, per intenderci.

     
    I primi nemici della famiglia Medici
    Con lui, il sangue dei Medici si fonde con il sangue blu, visto che sposa la rampolla di una delle famiglie più antiche e prestigiose del tempo: Contessina de’ Bardi. Ma le altre famiglie nobili della Signoria, come gli Albizzi e gli Strozzi, non vedono di buon occhio questi commercianti che si stanno arricchendo sempre di più. Infatti, nel frattempo la Banca dei Medici è diventata la banca ufficiale nientepopodimenoche del Papa!

    Così, Albizzi e Strozzi accusano Cosimo di aspirare alla dittatura, lo incarcerano e provano ad ucciderlo, ma lui riesce a scamparla e viene esiliato. Trascorre un esilio dorato a Venezia, per poi tornare da vincitore a Firenze un anno dopo, durante una crisi politica.

    Manda quindi i suoi avversari in esilio e comincia a commissionare opere artistiche a destra e a manca, tra le quali spicca senza ombra di dubbio la costruzione della Cupola di Santa Maria del Fiore, per mano di Filippo Brunelleschi, opera incredibile che nessuno per anni era riuscito a compiere. Sempre lui, poi, commissiona a Michelozzo Michelozzi la realizzazione del Palazzo Medici e tra gli altri artisti che finanzia troviamo anche Donatello. Insomma, è tipo… il signore del Rinascimento italiano!

     
    Continua la dinastia Medici
    Se Cosimo è così potente e influente e sorprendente e incredibile… suo figlio non ha proprio il suo stesso carisma… anzi, la sua salute è piuttosto precaria a causa della gotta,
    18 min
  • Lessico dell’ABBIGLIAMENTO e della MODA in italiano: come descrivere ciò che indossi
    Diciamocelo, tutti bene o male quando sono in Italia decidono di fare shopping, no? Allora conoscere i termini elencati in questo articolo, potrebbe rivelarsi utile! Non parleremo di maglie, camicie o pantaloni, ma di vocaboli un po' più complessi, che bisogna sapere per poter dire di avere un livello più avanzato di italiano.


     

    Lessico della Moda in italiano
    L’Italia, si sa, è, insieme alla Francia, la patria della moda, che vanta stilisti e marchi riconosciuti a livello internazionale come sinonimo di qualità ed eleganza. E tutti gli italiani, almeno un giorno a settimana, amano mettersi in tiro (vestirsi con il massimo dell'eleganza). Forse non tutti possono permettersi i brand costosi, ma sicuramente è importante conoscere i termini elencati di seguito, anche per fare acquisti a poco prezzo.

     


    VESTITI


    Il vestito è un capo femminile che, però, ha tante versioni e stili differenti:

     

    Tubino:

    Il tubino è un vestito semplice, generalmente attillato, lungo fino al ginocchio e senza maniche.

     

    Caftano:

    Il caftano è un abito dal taglio morbido, generalmente lungo fino alla caviglia, aperto sul davanti, con le maniche lunghe e larghe. Di solito è realizzato con tessuti molto leggeri come cotone o seta. Lo si può portare aperto, magari sul costume da bagno, o chiuso con una fusciacca, ossia una cinta generalmente ottenuta dallo stesso tessuto dell’abito.

     

    Scamiciato:

    Questo abito è senza maniche e generalmente ha una scollatura tonda, dritta o quadrata. Lo si indossa di solito su una camicia o una maglietta.

     

    Abito peplo:

    Il peplo era un abito femminile bianco indossato dalle donne nell’antica Grecia. Oggi è un vestito molto semplice, un tubino aderente e lineare impreziosito, nel punto vita, da una baschina, un volant che spezza e slancia la figura.

     

    Chemisier:

    Come vedremo anche in seguito, sono molti i termini che l’italiano ha preso in prestito dal francese in materia di moda. Questo è uno di quelli. Lo chemisier è un abito chiuso davanti da bottoni, con o senza colletto, di linea essenziale, semplice, che ricorda molto quella di una camicia.

     

    Robe manteau:

    Ancora un termine francese: questo indica un vestito che, però, nel suo taglio ricorda molto una giacca o un cappotto, è infatti abbottonato sul davanti, spesso a doppiopetto, con collo e revers da uomo.

     

     


    ABITI DA UOMO


    Un completo da uomo formato da giacca e pantalone si chiama, appunto, completo oppure abito. Se la giacca e il pantalone sono abbinati insieme ma hanno colori, tessuti o fantasie diverse, allora si chiama spezzato.

    Di abiti da uomo, però, ci sono anche altre tipologie:

     

    Smoking:

    Si tratta di un abito da sera maschile solitamente in panno o seta e lana. È costituito da una giacca mono o doppio petto e pantaloni con un gallone in seta sulla cucitura esterna. Lo smoking è inoltre caratterizzato da una sorta di cintura alta in seta che si mette sui pantaloni e che copre il punto vita.

     

    Tight:

    Completo maschile da cerimonia, con giacca nera con una falda lunga dietro e pantaloni rigati nei toni del grigio o nero. Un gilet grigio perla o bianco accompagna generalmente il completo.

     

    Frac:

    Completo usato per occasioni veramente molto formali, con giacca corta fino alla vita sul davanti, e che si prolunga dietro in due falde dette “code di rondine”.

     

    Questi completi così eleganti possono essere abbinati con:

    18 min
  • Come Preparare la CHEESECAKE al CAFFÈ (senza cottura): ricetta completa!
    Il caffè è una bevanda conosciuta e bevuta in tutto il mondo, ma chi detiene il primato di consumatore tra tutti i Paesi del globo? Lo scoprirete in questo articolo, insieme a una ricetta per una buonissima cheesecake al caffè.
    

     

    Chi è il maggior consumatore di caffè?
    Voltaire diceva “Bevo quaranta caffè al giorno, per essere ben sveglio e pensare, pensare a come combattere i tiranni e gli imbecilli”. 40 caffè al giorno forse sono un po’ tanti, ma ciò non toglie che in ogni parte del mondo si consumano ogni giorno immani quantità di caffè: si parla di circa 2,6 miliardi di tazze di caffè bevute ogni giorno in tutto il mondo.

    Secondo voi quale Paese ne beve di più? Chi sono i campioni mondiali di caffè bevuto? Si contendono il primato i seguenti Paesi:

    Italia
    Finlandia
    Stati Uniti
    Canada

    Prima di continuare la lettura prova ad indovinare e scrivilo nei commenti qui sotto!

    Gli italiani consumano una media di 5,9 kg di caffè all’anno, ma non si aggiudicano neanche il podio. Sono gli svizzeri, austriaci e danesi, ma soprattutto i finlandesi che guidano la classifica. Infatti il primato è tutto nordico dove, tra conifere e lunghi inverni si consumano ben 12 kg ciascuno, in media, in un anno. Sul secondo gradino del podio si collocano i norvegesi con 9,9 kg e sul terzo gli islandesi con 9 kg.

    Il primo paese non europeo di questa classifica è il Canada dove il consumo di caffè raggiunge 6,5 kg all’anno, mentre negli Stati Uniti la media è di 4,2 kg.

    Insomma, che ci piaccia o no, il caffè fa parte delle nostre vite, sotto forma di bevanda ma in realtà anche di cibo. Infatti esistono numerosi alimenti rivisitati “al caffè”: gelati, biscotti, torte e chi più ne ha, più ne metta.
    Cheesecake al caffè
    Come in altri articoli, vi proponiamo una ricetta, in questo caso per un dolce a base di caffè. La ricetta è semplice, non porta via troppo tempo ed ha anche pochi ingredienti. Il dolce in questione è la CHEESECAKE AL CAFFÈ! Perfetta tanto in estate quanto in inverno e tanto per colazione quanto come dessert dopo il pranzo o la cena. Insomma, un passe-partout!

    In questo caso noi abbiamo utilizzato la macchina del caffè Cecotec, che rende il caffè come quello del bar!

    Il segreto sta nel fatto che non si utilizzano le classiche cialde o capsule, ma direttamente i chicchi del caffè! E questo rende ovviamente il sapore più autentico, più intenso, più deciso. La macchina è ultra moderna, ha un comodissimo display LED da cui potete cambiare le impostazioni come lingua, temperatura del caffè, intensità (grammi dei chicchi macinati) e molto altro. E ovviamente, sempre dal display, potete decidere anche quale bevanda desiderate: il semplice espresso, un caffellatte, un cappuccino o anche della semplice acqua!

    Ovviamente potete usare la classica moka per fare il caffè da utilizzare per la ricetta.
    Ingredienti
    Per preparare la nostra deliziosa ricetta, avremo bisogno di:

    120gr di biscotti al cacao
    60gr di burro
    150gr di yogurt greco
    200gr di formaggio spalmabile
    1 tazzina di caffè (o poco più)
    1 bicchierino da liquore di zucchero (circa 50/60gr)

    Procedimento
    Come tutte le cheesecake, anche questa è molto facile e veloce da preparare.

    Prima di tutto, preparate il caffè, poi mettete il burro in una padella e fatelo sciogliere a fuoco basso.

    Nel frattempo, prendete la quantità di biscotti necessaria e inseriteli in un frullatore oppure, se non lo avete a portata di mano, potete semplicemente metterli in una busta, chiuderla, fare uscire l’aria e poi schiacciarli con un qualsiasi oggetto pesante, come per esempio un bicchiere. (Questa pratica è perfetta se siete arrabbiati, è veramente antistress!
    11 min
  • La Carbonara al VERDE: Piatto Rivisitato della Cultura Culinaria italiana
    Tutti quanti conoscono (e amano) la carbonara, tanto che le è stata persino dedicata una giornata, tutta per lei: il Carbonara Day, che si festeggia il 6 aprile. In questo articolo scopriremo le sue origini e come preparare una versione di questo famosissimo piatto.
    

     

    Storia della CARBONARA
    Secondo le fonti, la Carbonara è nata intorno al 1944, quando gli americani liberarono Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo, ovviamente, c’erano poche scorte di cibo e queste erano distribuite dalle truppe americane. Consistevano soprattutto in uova in polvere e bacon. Da qui, a un cuoco romano venne probabilmente l’idea di unire questi ingredienti in quello che è oggi uno dei piatti romani più mangiati e preparati! Ovviamente, oggi tutti i veri amanti di cibo italiano sanno che è il guanciale che si usa, e non la pancetta.

     

    Gli italiani sono molto legati alle tradizioni, soprattutto a quelle culinarie, quindi speriamo che non se la prendano semmai dovessero leggere questo articolo. Di seguito, infatti, troverete la ricetta rivisitata per la CARBONARA AL VERDE! Questo nome alternativo si riferisce agli ingredienti utilizzati e al fatto che costa meno rispetto all'originale!

     
    Ingredienti
    (per 4 persone):

    320gr di spaghetti
    250gr di zucchine (ecco il verde!)
    4 tuorli d’uovo
    100gr di pecorino grattugiato
    Olio evo
    Sale e pepe

     
    Procedimento
    Prima di tutto, lavate e spuntate le zucchine. Quindi, tagliatele a listarelle.

    Mettete un paio di cucchiai di olio in una padella e fatelo scaldare, poi aggiungetevi le zucchine e fatele tostare a fiamma alta fino a quando raggiungono un colore dorato. Quindi toglietele dall’olio e lasciatele riposare su un piatto con della carta assorbente. Conservate l’olio nella padella perché ci andremo a saltare la pasta dopo.

    Mettete poi l’acqua salata sul fuoco, fatela bollire e metteteci gli spaghetti a cucinare. In questo caso abbiamo scelto gli spaghetti integrali per questa versione innovativa e un po’ più light della tradizionale!

    Mentre gli spaghetti cuociono, è giunto il momento più atteso e allo stesso tempo temuto da chiunque cucini una carbonara: bisogna preparare la CREMA ALL UOVO!

    In una ciotola, mettete i tuorli e sbatteteli con il pecorino, un pizzico di sale e del pepe. Per completare, emulsionate con un mestolo di acqua di cottura: sarà quello che renderà la vostra crema più... cremosa!

    Quindi, a cottura ultimata, rigorosamente al dente, scolate gli spaghetti conservando un po’ di acqua di cottura.

    Versate gli spaghetti nella padella con l’olio delle zucchine e fateli saltare un po’. Poi spegnete il fornello, aggiungeteci le zucchine e anche la crema di uovo e mescolate in maniera uniforme. Se fosse necessario, mantecate con un po’ dell’acqua di cottura che avevate conservato in precedenza.

    Potete quindi impiattare, ricordando di aggiungerci del pepe e del pecorino!

    Buon appetito!

    ALTRE RICETTE DA NON PERDERE:

    -> Spaghetti all'assassina!

    -> Torta al cioccolato!

     
    Vediamo se hai appreso i contenuti di questa lezione! Prova a fare gli esercizi!
    12 min
  • Smettila di dire “NON MI PIACE” in italiano: impara 13 ALTERNATIVE
    Quante volte vi siete sentiti dire (oppure avete detto) “Non mi piace”? Se la risposta è "tante", non preoccupatevi, non siete i soli. Anche noi, a dire la verità, la sentiamo dire e la diciamo fin troppo spesso, e francamente ci siamo un po’ stufati. Ma non temete: questo articolo vi fornirà tutto il necessario per non doverla più ripetere così spesso, perché avrete sempre una buona alternativa a disposizione.
    

         

    SINONIMI PER DIRE "NON MI PIACE"
     

    Dire “Non mi piace” è forse il modo più semplice per dichiarare la vostra disapprovazione nei confronti di qualcosa o qualcuno. Si tratta di 3 paroline molto comuni, usate moltissimo anche dai bambini.

    Detto questo, vediamo insieme le 13 alternative più comuni all’espressione “non mi piace”.

     
    1. NON FA PER ME
    Uno dei modi più gentili per dire che qualcosa non ci piace è attraverso l’espressione “non fa per me”. In pratica, stiamo dicendo che quella particolare cosa, che sia un cibo, un vestito o un qualsiasi oggetto concreto o concetto astratto, non è tra le cose che più rientrano nei nostri gusti.
    - Che ne pensi di questa gonna rosa? Ti piace?
    - Mmh, non tanto. Non fa per me.
     
    2. NON MI FA IMPAZZIRE
    Un’altra alternativa molto cortese è “non mi fa impazzire”. Si tratta semplicemente dell’opposto di “mi fa impazzire”, espressione che useremmo per descrivere qualcosa che ci piace davvero tanto. Quindi, in questo caso, l’oggetto in questione non scatena in noi entusiasmo.
    Ieri ho visto un film d’amore, e devo dire che non era male; il che è strano, perché di solito i film romantici non mi fanno impazzire.
     
    3. C’È DI MEGLIO
    Un’espressione molto usata soprattutto nell’italiano parlato è “c’è di meglio”: in sostanza, stiamo dicendo che quella cosa non è eccezionale e che si possono trovare cose migliori. Possiamo adattare l’espressione in base al contesto, ad esempio dicendo “ho visto di meglio”, “ho mangiato di meglio”, “ho letto di meglio” eccetera.
    - Ti è piaciuto il romanzo che ti ho prestato?
    - Mh sì, devo dire che è carino. Ma sinceramente ho letto di meglio.
     

    4. NON LO GRADISCO
    Un’espressione decisamente più formale per esprimere la nostra disapprovazione è “non lo gradisco”, che può concordare in genere e numero: se ci riferiamo a una cosa femminile, diremo “non la gradisco”, se ci riferiamo a molte cose, diremo “non li gradisco” o “non le gradisco”.
    - Posso offrirle del vino rosso?
    - No, la ringrazio, non lo gradisco.
     
    5. NON INCONTRA/RISPECCHIA I MIEI GUSTI
    Un’altra espressione tipicamente formale, è “non incontra / rispecchia i miei gusti”.
    - Posso chiederle per quale motivo ha deciso di restituire questo paio di stivali?
    - Semplicemente non incontrano i miei gusti.
     
    6. (LO) ODIO/DETESTO
    Per esprimere una forte disapprovazione nei confronti di qualcosa o qualcuno, si possono usare le espressioni “lo odio” o “lo detesto”, la seconda leggermente più enfatica della prima ma ugualmente molto usata. Anche in questo caso, c’è la concordanza con il genere e il numero.
    - Hai mai assaggiato la salsa wasabi?
    - Sì, e mi pento di averlo fatto. La detesto.
     
    7. NON MI SEMBRA OPPORTUNO
    Per dire che un evento o un oggetto non ci piacciono in un determinato contesto o situazione, possiamo usare l’espressione “non mi sembra opportuno”. Talvolta, questa espressione cela una forte critica.
    Ho dato un’occhiata alla sua proposta, e sono costretta a dirle che la citazione che ha riportato al punto 4 non mi è sembrata affatto opportuna.
     
    8. NON MI ATTIRA/ATTRAE
    Queste sono alternative perfette per quando vogliamo comunicare che qualcuno o qualcosa non ci convincono molto.
    - Oggi ho preparato questa buonissima zuppa di molluschi,
    10 min
  • Smettila di dire “PER ESEMPIO” in italiano: Impara 10 ALTERNATIVE
    Quante volte vi è capitato di sentir dire “per esempio” o “ad esempio”? Fatemi indovinare: innumerevoli volte? Ecco, anche noi. E proprio per questo motivo, oggi parleremo di 10 alternative possibile per i termini “per esempio” e “ad esempio”; ovvero alcune espressioni che potete utilizzare quando volete riportare qualche esempio nei vostri discorsi.
    

          

    SINONIMI PER DIRE "PER ESEMPIO"
    Le espressioni “per esempio” e “ad esempio” in italiano vengono usate principalmente per introdurre, appunto, un esempio: ossia quando vogliamo fornire delle prove, riportare eventi realmente accaduti, per sostenere una certa teoria:
    La torta di carote è uno dei dolci più semplici da preparare! Io per esempio la preparo tutte le domeniche e ci metto davvero pochissimo tempo!
    oppure quando vogliamo suggerire dei possibili modi di mettere in atto un certo concetto o una certa idea:
    A mio parere potremmo attuare la nuova strategia in tutte le situazioni adatte, ad esempio ogni volta che si ripresenta questo stesso problema.
    C’è un caso particolare in cui “per esempio” e “ad esempio” non sono sostituibili da nessun’altra espressione, ovvero quando vengono messi alla fine della frase:
    Non tutti i cibi contengono tanti grassi. Pensa alla frutta, per esempio.

    In tutti gli altri casi questi due termini possono tranquillamente essere sostituiti da:

     
    1. COME
    Che è forse l’alternativa più comune.
    Tante volte mi capita di guardare un film mentre bevo una cioccolata calda, come quando fuori piove e non ho nessuna voglia di uscire.
     
    2. TRA L’ALTRO
    Per riportare un esempio, è possibile usare anche l’espressione “tra l’altro”, soprattutto quando ci viene in mente qualcosa all’improvviso e decidiamo di utilizzarlo per sostenere il nostro argomento.
    Io non sono un grande fan degli zuccheri raffinati, cerco sempre di evitarli. Tra l’altro, ho letto recentemente un articolo che spiega quanto siano dannosi per la salute.
     
    3. IN (MODO) PARTICOLARE / IN PARTICOLAR MODO
    Quando vogliamo fornire un esempio abbastanza specifico per avvalorare la nostra tesi, possiamo usare le espressioni “in particolare”, “in modo particolare” e “in particolar modo”, completamente intercambiabili.
    Praticare sport a livello agonistico richiede un impegno costante, in particolar modo nella fase di preparazione per una gara importante.
     
    4. SPECIALMENTE
    Proprio come le espressioni precedenti, l’avverbio “specialmente” si usa per indicare un caso specifico che sostiene la nostra tesi.
    Se si vuole rimanere in salute è importante avere una vita sana, specialmente per quanto riguarda l’aspetto dell’alimentazione.
     
    5. OSSIA / CIOÈ
    Quando “per esempio” viene usato per spiegare e chiarire meglio qualcosa detto in precedenza, allora è possibile sostituirlo con “ossia” o con “cioè”, che sono tra loro sinonimi.
    Se vi piace questo video potete dimostrarlo in diversi modi, cioè lasciando un Mi Piace oppure iscrivendovi al canale se ancora non lo avete fatto.
     
    6. VALE A DIRE (CHE)
    Proprio come per “ossia” e “cioè”, anche l’espressione “vale a dire” introduce una spiegazione rispetto a quanto detto in precedenza.
    Ho scoperto che per fare dei buoni dolci fatti in casa non è necessario utilizzare le uova, vale a dire che con le giuste accortezze una torta può venire buonissima comunque.
     
    7. IN ALTRE PAROLE
    Questa alternativa viene utilizzata soprattutto quando riformuliamo quanto detto prima in modo diverso, andando magari ad aggiungere alcuni nuovi dettagli.
    Quando una relazione non fa altro che stressarci, è sempre meglio allontanarcene. In altre parole, non ha senso mantenere rapporti tossici che ci portano solo negatività.
     
    8. INFATTI
    9 min

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