Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • FIESOLE: il sobborgo in Toscana ricco di Storia, Cibo e Viste Panoramiche di Firenze
    Questa volta vi portiamo in un altro meraviglioso luogo della Toscana: Fiesole! Questo comune italiano ha riscosso negli ultimi decenni un grande interesse turistico e culturale, grazie in parte alle viste mozzafiato che offre, soprattutto di Firenze, e i suoi mercatini in cui si può trovare di tutto: oggettistica, taglieri (perfetti per gli aperitivi con salumi e formaggi), fiori, abbigliamento, prodotti gastronomici locali, ecc. Inoltre, in questo video, vedrete anche come Rocco prepara la Bruschetta Toscana tra le colonne etrusche!
    

     

    Cosa vedere a Fiesole
    Fiesole è una piccola cittadina di circa 14.000 abitanti sorta sui colli ai piedi della città di Firenze.

    Sin dal XIV secolo, il paese è riconosciuto a livello internazionale come uno dei centri storici più caratteristici in tutta Italia. La sua piazza principale, Piazza Mino da Fiesole è famosa per la statua situata al centro di essa. la quale rappresenta l'incontro da Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano, quando il condottiero italiano ha ceduto le terre conquistate al suo Re nell'ottobre del 1860 durante il processo di unificazione dell'Italia.

    Fiesole offre alcuni dei migliori punti panoramici per vedere la città di Firenze dall’alto. La vista dall’alto è incredibile! Si può vedere benissimo Firenze con la sua cupola e tutte le splendide campagne toscane.
    Convento di San Francesco a Fiesole
    Con un po' di sacrificio, potete salire sul punto più alto di Fiesole per visitare il convento dei frati francescani, sulla cima della collina. Qui, all’epoca degli etruschi c’era una città con il nome Vipsul, ma nel 1399 i frati iniziarono la costruzione di questo convento, divenuto un simbolo per il turismo di Fiesole. Ancora oggi, infatti, tantissimi turisti italiani e stranieri decidono di visitare questo luogo storico per ammirare l'antica architettura clericale.

    Nel convento è possibile visitare le antiche celle usate dai frati come stanze private. Si può ben notare la dimensione ridotta di queste stanze che contenevano solamente un letto, una finestra e al massimo uno scrittoio. Sicuramente i frati dovevano avere una statura piuttosto ridotta considerando la dimensione delle loro stanze private e degli scalini usati per arrivare in questa zona del convento. In ogni caso, la vista dalle piccole finestre del convento è mozzafiato!
    La Fiesole Archeologica 
    Ultima chicca che Fiesole ha da offrire è l’Area Archeologica, risalente all’epoca romana, che mostra ancora i resti di un teatro, un tempio e le terme. Nel Museo Archeologico della città sono presenti reperti del III-II secolo a.C.
    Villa Medici
    Un'altra tappa fondamentale da visitare a Fiesole è data dalla Villa Medici.

    Villa Medici è una delle numerose ville costruite per volere della famiglia Medici, fondamentale per tutto il periodo rinascimentale toscano. Una delle ville più antiche e meglio conservate presenti nel territorio, chiamata anche Belcanto o il Palagio di Fiesole. Non è molto conosciuta a livello turistico e per tale motivo vi consigliamo di visitarla, ammirando soprattutto il suo giardino a tre livelli differenti. Ogni zona ha, infatti, una propria vegetazione differente caratterizzata da differenti stili.
    Cosa mangiare a Fiesole
    La città di Fiesole non offre solo arte e storia, ma è anche riconosciuta come una delle mete turistiche più importanti nel settore enogastronomico. Infatti, il cibo ha un ruolo fondamentale in questa regione. Patria di piatti culinari divenuti celebri in tutto il mondo come la zuppa di ceci al caciucco,  tipica pietanza della Toscana, la bistecca fiorentina, caratterizzata dal suo taglio di carne molto particolare, con un peso di circa 2 chilogrammi.
    10 min
  • La STORIA e la SPIEGAZIONE dell’inno nazionale italiano: L’INNO DI MAMELI
    Domenica 11 luglio 2021 l’Italia è diventata campione d’Europa, vincendo la Coppa degli Europei di calcio. Così, ho pensato che, chi ha guardato le partite (ma anche chi non le ha guardate) deve aver sentito moltissime volte l’inno nazionale italiano. Perciò, sulla scia di questa piacevole vittoria per il Bel Paese, ho deciso di raccontarvi qualcosa in più riguardo al nostro inno nazionale e il suo autore, e di spiegarvi il suo significato. Continuate a leggere per scoprirne di più!



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    L'inno italiano: l'Inno di Mameli



    L’inno italiano si chiama Inno di Mameli e, sin dalle prime note, svolge perfettamente il suo ruolo e ci fa sentire tutti un po’ più patriottici. In generale gli italiani prendono molto seriamente questo momento, tutti lo cantano e tutti ne conoscono le parole. Vi spiego anche come lo cantiamo noi italiani!



    COME CANTARE L’INNO DI MAMELI:



    1. Alzarsi non appena si sentono le prime note2. Mettere la mano destra sul cuore3. Fare un’espressione seria e quasi un po’ arrabbiata4. Cantare a squarciagola



    Storia dell'Inno d'Italia



    Chi era Goffredo Mameli?



    Goffredo Mameli è vissuto nell’800 ed è stato un poeta interessato alla politica. Goffredo ha dedicato tutta la sua vita alla causa italiana e al sogno dell’Italia unita ed è proprio per quello che compone, nel 1847, “Il Canto degli Italiani”, che passerà alla storia come “Inno di Mameli”. Tra le altre cose, ha collaborato con Garibaldi, giungendo a Roma nel 1849 per la proclamazione della Repubblica di Mazzini. Purtroppo, è morto nel 1849, quindi prima di vedere l’Italia effettivamente unita. Testiamo la vostra attenzione e vediamo se vi ricordate un po' di storia italiana...



    Quando è stata unificata l’Italia?



    A) 1946B) 1871C) 1861



    Scrivetecelo nei commenti! Altrimenti, se volete ripassare, date un'occhiata all'articolo dedicato all'Unità d'Italia!



    Come nasce l’Inno di Mameli?



    Goffredo Mameli lo scrive mentre l’Italia è sotto il dominio austriaco, e diventa presto un canto di coraggio e di invito alla rivolta per la liberazione dell’Italia. Il suo debutto è avvenuto nel 1847 a Genova, durante la commemorazione della rivolta dei genovesi contro gli austriaci. Come si può chiaramente immaginare, l’Inno di Mameli ha visto la sua popolarità crescere durante il Risorgimento. Infatti, è stato cantato anche durante le Cinque Giornate di Milano, i cinque giorni di rivoluzione armata nel 1848, che hanno portato alla temporanea liberazione di Milano dal dominio austriaco. Ma dopo l’Unità d’Italia nel 1861, l’Italia diventa una monarchia sotto la famiglia Savoia, e l’inno italiano è la Marcia Reale dei Savoia. Eppure, il popolo sentiva l’Inno di Mameli molto più rappresentativo di sé e dei propri ideali, rispetto alla Marcia Reale.In ogni caso, è divenuto ufficialmente Inno d’Italia solo nel 1946, anno della proclamazione della Repubblica.



    Cosa significa l’Inno di Mameli?



    L’Inno di Mameli è nato in un clima di fervore e di rivolta, durante la guerra contro l’Austria. Ma le sue strofe contengono molti riferimenti al passato dell’Italia. Andiamo ad analizzarle:



    Fratelli d’ItaliaL’Italia s’è desta,Dell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.



    L’Inno inizia sottolineando il legame fraterno che unisce tutti gli italiani, i quali si sentono come fratelli.



    18 min
  • VI DICO TUTTO: ecco le RISPOSTE sincere (zero privacy!) alle vostre DOMANDE
    Cari studenti e amici di LearnAmo, l'argomento che andremo a trattare sarà un po' diverso dagli altri, perché non si parlerà di grammatica, non ci saranno esercizi e non studieremo la cultura italiana. Ho deciso di parlarvi un po' di me, mi aprirò un po' a voi così che possiate conoscermi meglio. Sui social vi ho chiesto di farmi delle domande a proposito di quello che vorreste sapere su di me, su Rocco, su LearnAmo e sulla nostra vita privata. Continuate a leggere per scoprire tutto!
    

     

    Alla scoperta dei creatori di LearnAmo
    Informazioni su Graziana
    Ciao LearnAmici, come già saprete, mi chiamo Graziana Filomeno, ho 24 anni e sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino a Bari, in Puglia. Ho fatto un percorso scolastico piuttosto normale e tradizionale, come tutti gli italiani. Ho frequentato la scuola materna, poi la scuola elementare, la scuola media e al momento di scegliere la scuola superiore ho deciso di frequentare il liceo scientifico, perché in quel momento, quando avevo 14 anni, pensavo che mi piacesse moltissimo la matematica! A proposito, vi ricordate come funziona il sistema scolastico italiano?

    Poi, dopo cinque anni di matematica e fisica, chimica e biologia, ho capito che forse non era proprio quella la mia più grande passione e che invece la mia più grande passione erano le lingue. Per questo motivo ho cambiato completamente il mio percorso di studio all'università, scegliendo una laurea in Comunicazione e Mediazione Linguistica e Interculturale, che in parole povere va un po' ad analizzare come ci si dovrebbe comportare e relazionare tra le varie lingue, sia a livello sociale, che a livello di traduzione.

     
    Come ci siamo conosciuti io e Rocco?
    La risposta è: proprio all'università! Infatti, anche lui ha frequentato la stessa Università a Bari e ci siamo conosciuti lì. Io e Rocco stiamo insieme dal 2015. Dopo l' Università ci siamo spostati in varie città d'Italia: abbiamo vissuto a Bologna, abbiamo vissuto a Roma, abbiamo vissuto a Firenze... Secondo voi quale sarà la prossima città?

    Molti di voi ci hanno anche chiesto se siamo sposati e... no, non siamo ancora sposati, anche se ci conosciamo da moltissimo tempo. Probabilmente è una cosa che succederà nel futuro, ma adesso ancora non ci stiamo pensando! Potrebbe anche essere una questione culturale, perché in Italia si tende a sposarsi un po' più in tarda età e si tende quindi a passare molto tempo da fidanzati. Nelle vostre culture invece cosa succede? Ci si sposa pochi anni dopo il fidanzamento o dopo tanto, come in Italia? Fatemelo sapere nei commenti!

     
    Com'è nato LearnAmo?
    Come vi dicevo, io e Rocco ci siamo conosciuti all'Università, entrambi studiavamo le lingue straniere ed entrambi usavamo le risorse online, soprattutto YouTube, per migliorare le lingue che stavamo studiando, per imparare nuovi concetti, nuove parole... ed era un mondo per noi molto molto affascinante. Nel frattempo io avevo anche cominciato a dare delle lezioni online proprio di italiano, che è una cosa che mi è sempre piaciuta. Io ho sempre amato fare gli esercizi di grammatica italiana quando ero a scuola, lo so è un po' strano... ma è la verità! Così rocco mi ha detto: "Ma allora perché non apriamo anche noi un canale YouTube? Abbiamo le conoscenze per poterlo fare e possiamo aiutare chi, proprio come noi, sta studiando le lingue straniere e in particolare sta studiando l'italiano come una lingua straniera!". All'inizio devo ammettere che io ero un po' scettica ma ho detto: "Va bene, ci proviamo!". E così è partito tutto, un po' per gioco. Non sapevamo cosa aspettarci dal futuro, non sapevamo se noi o i nostri video sarebbero piaciuti al pubblico, non sapevamo nulla.

    Il nostro primo obiettivo era quello di aiutare le persone che avevano difficoltà, proprio come noi, con le lingue straniere,
    25 min
  • LESSICO per CUCINARE in ITALIANO: i Verbi da Conoscere per Seguire una Ricetta
    Si sa, la cucina è una parte importante della cultura italiana e ci sono tantissimi stranieri in tutto il mondo che vogliono preparare ricette italiane a casa loro, perché i ristoranti italiani all’estero non sempre sono… davvero italiani... Molto spesso però le ricette sono disponibili solo in italiano, e questo può essere un ostacolo, perché anche chi ha un livello abbastanza avanzato di italiano non sempre conosce tutti i verbi presenti nelle ricette, quindi, tra una cosa e l’altra, deve fermarsi e cercare la parola sul vocabolario e vedere gli esempi più adatti al suo contesto, eccetera. In questa lezione vedremo tutti i verbi più importanti e comuni che troverete nelle ricette in lingua italiana! Pronti? Cominciamo subito e attenzione: potreste ritrovarvi con l’acquolina in bocca!
    

     

    I verbi della cucina
    CUCINARE vs CUOCERE
    Per prima cosa, voglio chiarire un dubbio di molti stranieri: qual è la differenza tra i verbi CUOCERE e CUCINARE?

    CUCINARE - si riferisce ai vari passaggi che si fanno per la preparazione di un piatto, quindi non solo la cottura in sé, ma anche tutto il resto delle azioni necessarie per il risultato finale.

    CUOCERE - si riferisce alla trasformazione del cibo da crudo a cotto, attraverso il processo di riscaldarlo con un fiamma o comunque del calore. E basta.

    Un’altra cosa interessante è che l’italiano non ha un verbo per quello che in inglese è “to bake”. Infatti, in italiano si dice CUOCERE AL FORNO. Perciò, se volete dire qualcosa come “I like baking”, sarebbe meglio se cambiaste la struttura della frase, e usaste qualcosa come “Mi piace preparare le torte”, “Mi piace preparare i dolci”, “Mi piace preparare piatti al forno” e così via… Eh già, lo so, non è molto bello… Nelle vostre lingue, invece, avete un verbo per “to bake”? Fatemelo sapere! Ora… proseguiamo!
    I verbi più utilizzati nelle ricette in italiano

    BOLLIRE - riscaldare fino a far formare bolle di vapore

    SBOLLENTARE - immergere per qualche minuto in acqua bollente senza farlo cuocere completamente

    CUOCERE AL VAPORE - metodo di cottura che evita il contatto diretto tra l’acqua e il cibo

    CUOCERE A BAGNOMARIA - metodo di cottura con cui si immerge un recipiente con il cibo in un altro più grande contenente dell’acqua calda o bollente

    LESSARE - cuocere un alimento immergendolo in acqua o brodo bollente

    GRIGLIARE - cuocere alla griglia (spesso con carboni ardenti)

    AFFUMICARE - esporre al fumo un alimento per conservarlo o dargli un sapore particolare

    FRIGGERE - metodo di cottura con cui si immerge un cibo in olio o altri grassi disciolti e bollenti

    SOFFRIGGERE - tenere un alimento in olio o burro per qualche minuto, finché raggiunge un colore dorato

    PELARE - eliminare la scorza di ortaggi con un coltello o uno strumento apposito

    AMALGAMARE - mescolare ingredienti diversi fino a ottenere un composto omogeneo

    AMMOLLARE - immergere e tenere un alimento in acqua o altro liquido per farlo ammorbidire

    APPASSIRE - far ammorbidire verdure ed ortaggi attraverso la cottura in padella con olio o burro, a fuoco molto basso e con il coperchio, senza che perdano il loro colore

    ARROSTIRE - cuocere la carne, il pesce o altri cibi al forno, allo spiedo o alla griglia, senza l’aggiunta di acqua

    BRASARE - far cuocere un alimento a fuoco lento in una casseruola ermeticamente chiusa con poco liquido

    DORARE - 1) far cuocere un cibo nel condimento in modo da fargli assumere una colorazione biondo-oro - 2) spennellare con un tuorlo d’uovo la superficie di un impasto prima di infornarlo

    IMBIONDIRE - tenere in olio o burro per qualche minuto a fuoco alto verdure tritate, finché assumono una colorazione chiara,
    12 min
  • 12 Espressioni e Parole inventate da DANTE che usiamo ancora OGGI
    Come molti sanno, Dante Alighieri è stato un grande letterato e poeta italiano, famoso soprattutto per il suo capolavoro, la Divina Commedia. Ciò che molti non sanno, però, è che è proprio grazie a lui che parole o espressioni prima d’allora sconosciute o poco diffuse sono entrate a far parte della nostra lingua. È per ciò che lo si considera “il padre” del nostro italiano moderno!
    

     

    Dante Alighieri, il Padre della lingua italiana
    1. “Molesto”
    Questo aggettivo che viene dal latino significa “irritante”, “fastidioso”; era un termine già diffuso ai tempi di Dante, ma è sicuramente grazie a lui che ha acquisito popolarità e la sua diffusione è aumentata. Infatti, l’aggettivo “molesto” è presente sia in canti dell’Inferno che del Paradiso. In particolare, quando un suo antenato annuncia a Dante il futuro che lo aspetta, niente di piacevole insomma.

     
    2. “Fertile”
    Questo latinismo ha raggiunto il linguaggio comune proprio grazie alla Divina Commedia, in particolare al Paradiso, in cui Dante descrive il luogo di nascita di San Francesco come una “fertile costa”. L’aggettivo “fertile” deriva dal verbo ferre, che significa “portare, produrre”, da qui il significato odierno di “fecondo, produttivo”.

     
    3. “Quisquilia”
    Anche questo termine viene dal latino (che novità!), dove significava “pagliuzza”; quindi nel corso del tempo è andato a indicare metaforicamente “bazzecola, inezia, piccolezza”, ossia questioni di poca importanza. “Quisquilia” si utilizzava già a partire dal 1321, ma grazie a Dante ha acquisito il significato che conosciamo oggi nel passo in cui descrive come Beatrice riesce a eliminare ogni "quisquilia" dagli occhi del poeta, ogni impurità, per salvarlo.

     
    4. “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”
    Questa espressione è divenuta ormai un proverbio. È l’incisione che si trova sulla porta dell’Inferno, il luogo di pena eterna, e oggi è usata come avvertimento ironico o con tono amaro a chi sta per entrare in un luogo o in una situazione che potrebbero rivelarsi pericolosi.

     
    5. “Galeotto fu…”
    Questa espressione è tratta dal canto di Paolo e Francesca e nella versione originale termina con “'l libro e chi lo scrisse”; oggi, invece, si completa con qualsiasi cosa. Paolo e Francesca sono cognati e si innamorano l’uno dell’altra leggendo un libro sulle avventure di Lancillotto e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Galeotto, lì, era una persona, che tradì Re Artù spingendo la regina Ginevra tra le braccia di Lancillotto. Nello stesso modo, il libro spinge metaforicamente Francesca tra le braccia di Paolo facendo nascere la scintilla dell’amore, per la quale saranno uccisi dal marito di Francesca, fratello di Paolo. Oggi, questa espressione è usata per indicare un oggetto, una persona o un avvenimento considerati “scintilla” per la nascita di una relazione amorosa… e non solo. Per esempio, io ho iniziato ad appassionarmi alla lingua inglese grazie alla serie tv Gossip Girl. Perciò, se qualcuno mi chiede “Come mai hai deciso di studiare l’inglese?”, potrei rispondere “Eh… Galeotto fu Gossip Girl”.

     
    6. “Fatti non foste a viver come bruti...”
    Queste sono le parole che Ulisse rivolge a i suoi compagni nel canto XXVI dell’Inferno, chiedendo loro di pensare alla loro origine: in quanto esseri umani, non sono stati creati per vivere come animali, ma per perseguire obiettivi più nobili, come la virtù e la conoscenza. Usa questa frase per convincerli a superare i limiti del mondo allora conosciuto e andare oltre, per scoprire cose nuove. Oggi, l’espressione è utilizzata con lo stesso significato: è un invito a non comportarsi come bestie, ma seguire la virtù e la scienza come grandi ideali.

     
    7. “Stai fresco”
    Questa espressione, usatissima nell’italiano parlato,
    17 min
  • Alla scoperta di Firenze: PALAZZO PITTI e GIARDINO DI BOBOLI
    Abbiamo deciso di visitare il Palazzo Pitti a Firenze, con i suoi meravigliosi giardini di Boboli. Non so voi, ma noi siamo grandi fan dei palazzi maestosi e imponenti, segni di tempi gloriosi, ormai andati. In ogni caso, vi portiamo con noi nel meraviglioso palazzo e i suoi incantevoli giardini. E in più, vi lasciamo anche delle curiosità su questi! Siamo sicuri che non le sapete tutte! Pronti?
    

     
    PALAZZO PITTI 

    Caratteristiche generali
    Palazzo Pitti è un edificio rinascimentale, si trova vicino a Ponte Vecchio, a Firenze, ed era la residenza urbana del mercante fiorentino Luca Pitti. Originariamente la sua facciata era costituita da 7 imponenti finestre, al primo e al secondo piano, e da 3 ampi portoni. Un'altra caratteristica della facciata è la tecnica utilizzata per costruirla: il bugnato. Il bugnato è una lavorazione muraria usata anche in antichità, costituita da blocchi di pietra sovrapposti in file sfalsate. Davanti al palazzo è situata una piazza, la prima costruita davanti ad un edificio privato. Il palazzo è stato soggetto a diversi cambiamenti e rinnovazioni che hanno contribuito a renderlo sfarzoso.

     
    Elementi intricati e sfarzosi
    Nel 1560 venne ampliato il palazzo e Bartolomeo Ammannati edificò il giardino che era stato ideato da Nicolò Tribolo, di cui parleremo nel dettaglio più avanti. Nel 1565 Vasari costruì il Corridoio Vasariano, (voluto da Cosimo I de' Medici) un percorso sopraelevato che collega Palazzo Pitti con Palazzo Vecchio, passando per gli Uffizzi e sopra Ponte Vecchio. È stato ideato con l'idea che i nobili potessero muoversi liberamente, senza incappare in pericoli. Ammannati invece creò un salone monumentale per il piano nobile e sulla terrazza venne posta la Fontana del Carciofo. Il nome della fontana deriva dalla somiglianza delle foglie della pianta del carciofo, con le decorazioni della fontana. Oltre a queste decorazioni la fontana presenta putti, pesci e figure fantastiche. Un'ulteriore elemento voluto da Cosimo I de' Medici fu la Cappella delle Reliquie, che conteneva armadi decorati, reliquiari della collezione del Granduca e oggetti liturgici e profani.

     
    Luca Pitti e la rivalità con la famiglia Medici
    Quando è stato costruito (nel 1446), Palazzo Pitti era la residenza più grande e sfarzosa di Firenze, ed era proprio questo l’obiettivo del proprietario, Luca Pitti. Questi, infatti, era un acerrimo rivale della famiglia dei Medici, e desiderava una residenza più sfarzosa di quella appena realizzata da Michelozzo per Cosimo il Vecchio. Tuttavia, Pitti non è stato capace di portare a termine l’opera perché si era enormemente indebitato.

    Non ci sono fonti certe, ma sembra che Pitti avesse scelto il progetto che Brunelleschi aveva realizzato per il palazzo di Cosimo il Vecchio ma che lui aveva rifiutato perché lo vedeva troppo sfarzoso. Cosimo, infatti, non voleva scatenare l’invidia del popolo fiorentino. Cosa che invece non importava affatto a Luca Pitti!

    Inoltre, sembrerebbe che Pitti volesse che le finestre del suo palazzo fossero più grandi della porta principale di quello di Cosimo. In effetti… che finestre! E in generale: che imponenza! Stiamo parlando di 250 metri di lunghezza!

     
    Un'ironica conseguenza
    La famiglia Pitti non è riuscita, nel corso degli anni, a ripagare i debiti contratti da Luca Pitti e così, nel 1550, Buonaccorso Pitti, nipote di Luca, ha dovuto vendere il palazzo… indovinate a chi? A Eleonora di Toledo, nientepopodimeno che la moglie di Cosimo I de’ Medici! Quanto è piccolo il mondo! Il palazzo è diventato quindi la principale residenza dei Medici, senza però cambiare nome. Grazie a loro si sono aggiunti tanti elementi (che abbiamo citato poco fa) che l'hanno reso ancora più prezioso!

     
    Made in Italy
    A Palazzo Pitti è nato il Made in Italy! No, non sto scherzando!
    13 min
  • Le 7 abitudini più BIZZARRE e DIVERTENTI degli italiani!
    Così come tutti i popoli, anche noi italiani abbiamo tante abitudini e tradizioni che possono sembrare assurde e bizzarre agli occhi degli stranieri, ma che per noi sono assolutamente normali! In questo articolo, vedremo quelle più interessanti e divertenti! Nei commenti, poi, dovete farmi sapere se avete dei parenti o amici italiani a cui avete visto fare queste cose!
    

     
    Disclaimer!
    Ovviamente, prima che i nostri connazionali italiani si arrabbino dicendo che non è vero e che non tutti sono così e che sono degli stereotipi, voglio sottolineare che sì, in questo articolo parleremo degli stereotipi e che sì, gli stereotipi si fondano su un po’ di verità, ma ovviamente non sono cose che sono vere per tutti. Ci sono le eccezioni, come sempre! L’obiettivo dell'articolo è far divertire il nostro pubblico di studenti stranieri di italiano, far loro conoscere meglio la cultura italiana, anche per guardare per esempio tutti quei film che, diciamocelo, si basano su questi stereotipi!
    Abitudini e tradizioni in Italia
     
    Moda
    Tendenzialmente, gli italiani tengono molto al loro aspetto: difficilmente incontrerete persone trasandate e disordinate al supermercato, dal benzinaio, in posta oppure in banca! Persino per andare in palestra, spesso le ragazze si truccano e i ragazzi scelgono accuratamente l’abbigliamento sportivo da indossare. Se in altri Paesi è normale andare a fare la spesa in totale comodità, presentandosi persino in pigiama e ciabatte, sappiate che qui lo stile lo abbiamo nel DNA!

     
    Famiglia
    Un’altra cosa su cui molti stranieri ci prendono in giro è una sorta di attaccamento morboso verso la famiglia. Se in altri Stati è d’abitudine lasciare la casa dove si è cresciuti al raggiungimento della maggiore età (18 anni), o poco dopo, in Italia è facile conoscere eterni Peter Pan di 30, 40 o addirittura 50 anni che dormono ancora nella loro cameretta, coccolati, serviti e riveriti dai genitori. E, anche se non vivono più con la famiglia di nascita e trovano il coraggio di sposarsi o vivere da soli, i contatti sono molto frequenti, sia che “mammà” chiami per sapere come stanno, se hanno mangiato, se ci sono novità, sia che siano loro a cercare “mammà” per consigli, domande, pareri, sfoghi, eccetera...

     
    Salute
    Un fatto curioso che ci contraddistingue è la nostra paura per le indigestioni: tutti, da bambini, siamo stati terrorizzati da genitori, nonni, zii o cugini sul “prendere freddo” dopo un pasto. In particolare, quando si decide di trascorrere una giornata al lago o al mare, dopo pranzo è assolutamente vietato (dalla nostra famiglia) fare subito il bagno! Devono trascorrere almeno 3 ore prima di poter anche solo immergere un piede in acqua. Forse, tutto questo terrore deriva dai pranzi non proprio dietetici e leggeri a cui non rinunciamo neppure d’estate, in spiaggia, sotto l’ombrellone.

    Ma in generale, noi italiani siamo molto ipocondriaci, e quindi abbiamo tante altre paure relazionate con la nostra salute, cose che non facciamo per nessuna ragione al mondo, perché possono causare tutta una serie di problemi fisici, per i quali, ovviamente, abbiamo dei nomi ben precisi. Per esempio, non possiamo uscire di casa con i capelli bagnati, perché potrebbe venirci un raffreddore, un torcicollo, un’influenza! Oppure, non possiamo metterci direttamente sotto l’aria condizionata, o accendere l’aria condizionata o il ventilatore quando siamo molto sudati, perché potrebbe venirci un colpo della strega, cioè un dolore acuto in una qualsiasi parte della schiena.

     
    Affetto
    Passiamo ora a parlare delle manifestazioni d’affetto, sia verbali che fisiche. Per gli italiani è più che normale abbracciare un’amica o un amico, dare due baci sulla guancia a tutti, indistintamente, anche persone che hanno appena conosciuto, prendersi scherzosamente per mano e chiamarsi addirittura “...
    18 min
  • IMPRENDITORE AMERICANO spiega PERCHÉ imparare l’italiano è IMPORTANTE
    In questo video vi portiamo un’altra testimonianza dei benefici dei nostri corsi individuali di italiano: Mahesh Paolini-Subramanya, il CTO di BlockFi innamorato dell’Italia, ma soprattutto del cibo italiano! Mahesh ci racconterà la sua esperienza con la lingua italiana e darà qualche consiglio a tutti i LearnAmici.
    

     

    È utile imparare l'italiano?
    A continuazione troverete la trascrizione dell'intervista che abbiamo fatto a Mahesh:
    Ciao Mahesh! Raccontaci un po’ di te.
    Ciao a tutti! Sono Mahesh Paolini-Subramanya. Si, il mio nome è un po’ italiano e un po’ indiano!
    Da quanto tempo studi italiano?
    Studio italiano da circa 15 anni, anche se lo faccio seriamente solo da due anni. Prima non gli davo nessuna importanza, pensavo devo imparare l’italiano perché mi piacerebbe andare in Italia. Però alla fine due anni fa ho detto basta. Ho deciso di cominciare a studiare seriamente l’italiano e provare, anche solo un po’, a diventare italiano.
    Perché hai il cognome italiano?
    Perché mia moglie è italiana. È americana però la sua anima è totalmente italiana, infatti circa 20 anni fa viveva in Italia, più precisamente a Bologna. Qualche anno fa ho visitato l’Italia per la prima volta. Sono stato a Venezia, ma pioveva sempre e non era così bella. Poi però dopo aver incontrato Nikki, mia moglie, mi sono reso conto che l’Italia era bellissima, e il suo cibo era perfetto.
    Perché ricordiamo tu sei una buona forchetta!
    Si sono una buona forchetta. Quando poi sono in Italia sono davvero contento perché il cibo è buonissimo ovunque. Infatti devo dire che la ragione principale per cui ho deciso di imparare seriamente l’italiano sono proprio i ristoranti in Italia. Quando in Italia si va in un ristorante il cibo è una grande parte del processo. Anche l’incontro con il proprietario, con il cameriere, la discussione sui piatti del giorno, il vino e le recensioni sono parti importanti dell’esperienza di mangiare in un ristorante.
    Ti senti a casa in Italia?
    Certo! Quando ho detto che sono stato in Italia solo una volta ho sbagliato, infatti ci sono stato due volte, una a Venezia e moltissimo tempo fa, negli anni 90, in Sicilia. In quei tempi la Sicilia non era un posto molto sicuro, non avevo paura, ma avevo come la sensazione di trovarmi in un posto sbagliato. Però adesso no! Due anni fa, se non sbaglio, ci sono stato per il matrimonio di un amico. Siamo rimasti in Sicilia per una settimana, e abbiamo visto dei posti bellissimi, inoltre le persone erano amichevoli e piacevoli.
    Qual è la città italiana che più ami?
    Bologna! Mi piace moltissimo, infatti io e mia moglie abbiamo comprato un appartamento a Bologna. Quando andiamo in pensione abbiamo in programma di passare sei mesi in America e sei mesi a Bologna per poi spostarci e visitare un po’ tutta l’Italia.

    Ah, a proposito, se come Mahesh, anche voi volete fare lezioni di italiano individuali con me, vi ricordo che potete prenotare attraverso il nostro sito web oppure tramite italki. Italki è una piattaforma per l’apprendimento delle lingue con centinaia di professori madrelingua qualificati, tra questi ovviamente ci sono anche io! Su italki, prenotare le vostre lezioni individuali di italiano è semplicissimo! Vi basterà selezionare giorno e ora dal calendario e il gioco è fatto! Tra l’altro per celebrare il quattordicesimo anniversario di nascita, italki sta regalando 140$ da spendere per fare lezioni. Non è fantastico? Con 140 dollari potreste fare un bel po’ di lezioni gratis con me. Per approfittare di questa offerta e ottenere 140 dollari di lezioni dovreste semplicemente iscrivervi a italki. Vi aspetto!
    Quali metodi usi per praticare l’italiano?
    Guardo dei video su YouTube, dei film, delle serie tv… in italiano ovviamente! Cerco di leggere libri in italiano e di parlare in italiano con i miei amici.
    14 min
  • Sfida tra OPERE D’ARTE: David di MICHELANGELO e David di DONATELLO a confronto!
    Preparatevi un caffè e mettetevi comodi perché leggendo questo articolo assisterete a una delle sfide più accese e agguerrite della storia! Sto parlando della sfida tra due opere d’arte, due sculture che sono certamente tra le più famose in Italia… e nel mondo! DAVID versus… DAVID. Nessun errore! Mi riferisco al David di Michelangelo e il David di Donatello, che si trovano entrambe a Firenze. Leggendo questo articolo imparerete l'origine delle statue, cosa le accomuna e le loro differenze.
    

     

    Chi è David?
    Come dice il nome stesso, le due sculture rappresentano lo stesso soggetto, David, protagonista dello scontro biblico contro Golia. Secondo la storia raccontata dalla Bibbia, le vicende del giovane Davide risalgono all'epoca ebraica. Il giovane viene descritto con un carattere ambivalente: crudele e allo stesso tempo generoso. È spavaldo e impavido, ma riesce a riconoscere i propri limiti ed errori. Le vicende narrano che Golia, un gigante al servizio dei filistei, impauriva e sfidava gli ebrei. Davide affronta Golia senza armatura, armato solo di una fionda e qualche pietra. Il gigante, infatti, deride il ragazzo, che però lo riesce a sconfiggere e a uccidere. Questo eroe incarna la vittoria della ragione sulla forza bruta e l’irrazionalità.

    A parte quest’unica somiglianza, le due sculture hanno delle nette differenze! Le analizzeremo insieme e poi vi dirò la nostra preferita...non dimenticate di scrivere nei commenti quale vi piace di più!

     
    David di Donatello - carta d’identità
     
    Caratteristiche:
    Il David di Donatello è stato realizzato intorno al 1440, quindi è il più vecchio. È stato commissionato per il cortile del palazzo Medici da Cosimo de’ Medici. La scultura è in bronzo ed è alta 158 cm.

     
    Composizione:
    Donatello rappresenta David come un adolescente semplice, modesto, umile, perciò reale. Il suo corpo è gracile, ma armonioso e leggero e si intuisce la fierezza provata dal ragazzo. È rappresentato nudo, senza armatura, con i capelli lunghi e sciolti. Indossa solo un cappello a punta decorato con una corona di alloro (che si chiamava Petaso e veniva indossato dai pastori) e dei calzari che gli arrivano fino al ginocchio. Nella mano sinistra tiene il sasso con cui ha appena colpito il gigante Golia; nella mano destra, invece, ha una spada. Sotto i suoi piedi c’è la testa decapitata di Golia.

     
    Stile: 
    Donatello si ispira alle composizioni di Prassitele, uno scultore greco antico. L'artista rappresenta tutta la potenza di Davide ma in maniera molto naturalistica, l'espressione di orgoglio e superiorità infatti, gli conferisce un aspetto molto veritiero. Non c'è una posizione privilegiata per ammirare la statua, la si può guardare interamente girandoci attorno. Un altro elemento che denota veridicità è l'espressività della testa di Golia e l'accuratezza nel rappresentare la sua barba.

     
    Curiosità:
    Ai tempi, questa statua non piaceva molto: in particolare, alla gente non piacevano i tratti e i lineamenti del David, considerati troppo effemminati.

    Alcuni studiosi hanno pensato che la statua, in realtà, rappresentasse il dio Mercurio, dato il copricapo particolare.

    Questa scultura dà il nome al più importante premio cinematografico italiano (è l’Oscar italiano, per intenderci). Infatti, il giovane eroe di Donatello che sconfigge il gigante è il simbolo della genialità, della creatività e della perfezione stilistica italiana. Il premio che viene consegnato ai vincitori è proprio una versione del David in scala ridotta, realizzato in oro da Costantino Bulgari.

    Attualmente, il David di Donatello non è più nel cortile del Palazzo Medici, ma si trova nel Museo del Bargello.

     
    David di Michelangelo - carta d’identità
     
    Caratteristiche:
    9 min
  • LESSICO per parlare degli ANIMALI in italiano: mammiferi, uccelli, pesci…
    Li amiamo tanto (o almeno, la maggior parte di loro!), ma spesso non sappiamo come si chiamino in una lingua straniera… Stiamo parlando degli ANIMALI! Non temete! In questo articolo, vedremo come si chiamano tutti gli ANIMALI in italiano. Pronti?
    

     

    Categorie degli animali in italiano
    Cominciamo subito perché sono davvero tantissime parole! Prendete carta e penna, vi serviranno! Suddivideremo gli animali in categorie, per una maggiore chiarezza.

     

    MAMMIFERI: da piccoli si nutrono del latte prodotto dal seno della madre.

     

    UCCELLI:  il più delle volte, hanno il corpo coperto di penne, un becco e due ali per volare.

     

    RETTILI: generalmente non hanno zampe ma strisciano.

     

    INSETTI: sono generalmente molto piccoli e possono volare.

     

    ANFIBI: possono respirare sia dentro che fuori l’acqua.

     

    PESCI: vivono in acqua.

     
    MAMMIFERI
    Mammiferi che possiamo adottare come animali da compagnia o che troviamo nelle fattorie:

    Il gatto

    Il cane

    Il cavallo

    L’asino

    Il coniglio

    Il maiale - la femmina del maiale, invece, è la scrofa

    La capra

    La mucca - il maschio è il toro (il bue, invece, è un maschio castrato)

    La pecora - il maschio è il montone

     

    Mammiferi selvatici, che possiamo trovare in località boschive:

    Il lupo

    La volpe

    Il cervo

    Il daino

    Lo scoiattolo

    La marmotta

    La renna

    La scimmia

    Lo scimpanzé

    L’orso

    Il panda

    Il cinghiale

    L’alce

    L’antilope

    La puzzola

    Il topo - il ratto

    Lo stambecco

    Il riccio

    La lepre

    La talpa

     

    Mammiferi che si trovano in luoghi aridi, con temperature calde, o nella Savana:

    La tigre

    Il leone

    Il leopardo

    La giraffa

    Il lama

    L’elefante

    La zebra

    Il canguro

    Il koala

    Il rinoceronte

    L’ippopotamo

    Il cammello

     

    Mammiferi  marini, si trovano nei mari o negli oceani:

    La balena

    Il delfino

    La foca

    Il leone marino

    L’orca

     

    L'unico mammifero che vola:

    Il pipistrello

     
    UCCELLI
    Gli uccelli più comuni, alcuni li possiamo avvistare anche in città

    Il passero

    La rondine

    La gazza

    L’usignolo

    Il merlo

    Il corvo

    Il pappagallo

    Il piccione

    Il canarino

    Il picchio

    Il tucano

     

    Uccelli che vivono in prossimità di uno stagno:

    L’oca

    Il cigno

    L’anatra

    La papera

     

    Uccelli rapaci, sono in grado di cacciare altri piccoli animali :

    Il gufo

    La civetta

    L’aquila

    Il falco

     

    Uccelli marini:

    Il gabbiano

    Il pinguino

    L’albatro

     

    Uccelli trampolieri, che possiedono gambe molto lunghe:

    La cicogna

    La gru

    Il fenicottero

     

    13 min

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