TRAFFICANTI DI UOMINI?
Sei un socio. Socio in cosa?
In un sistema che tratta i migranti come scarti tossici da tenere lontano dagli occhi dell’elettore europeo, anche a costo di consegnarli a chi li tortura, li violenta, li vende.
Un governo serio, se avesse il coraggio, farebbe tre cose.
Primo: dire la verità.
Nominare i fatti per quello che sono: tortura, detenzione arbitraria, estorsione, stupri, schiavitù.
E dirlo non solo alle conferenze stampa “sensibili”, ma nei documenti ufficiali, negli accordi, nelle aule parlamentari.
Secondo: sospendere gli accordi con chi viola sistematicamente i diritti umani.
Niente più giochetto del “non sappiamo cosa succede nei centri”.
Lo sappiamo benissimo.
Se sai, e continui come prima, hai scelto.
Terzo: spostare il fuoco dalla repressione alla responsabilità.
Più canali legali di ingresso, più corridoi umanitari, più soccorso in mare gestito da stati e non da volontari lasciati soli e criminalizzati.
Meno soldi alle milizie che portano le persone nei lager. Questa storia non parla solo di Libia.
Parla di noi. Di quanto siamo disposti a sacrificare, in termini di diritti e di umanità,
pur di poter dire in TV: “gli sbarchi sono diminuiti”.
Ogni volta che un politico in Europa si vanta di “avere fermato le partenze”, nessuno gli chiede: “a che prezzo, e su quali corpi?”.
BUON ASCOLTO
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