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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Emiliano Morreale a partire dal libro "Il cinema era tutto. Scrittori italiani davanti al grande schermo" (Einaudi, 2026). Nel suo saggio il professor Emiliano Morreale esplora il profondo e mutevole rapporto tra gli scrittori italiani e la settima arte.Dallo shock primordiale del primo Novecento per queste "ombre spettrali" proiettate su un lenzuolo, alla sala buia vissuta come luogo di incontro fisico ed erotico tra l'intellettuale e le masse popolari. Il dialogo tocca poi il ruolo inaspettato di Hollywood come formatore della coscienza antifascista per generazioni cresciute sotto il regime, passando per la freddezza degli scrittori verso il Neorealismo, fino ad arrivare alla visione contemporanea in cui il cinema, persa la sua spinta d'avanguardia, sopravvive nella letteratura moderna solo sotto forma di inquietante fantasma del passato.
Emiliano Morreale (1973) insegna all'Università La Sapienza e scrive sul «Venerdí di Repubblica». Tra i suoi libri: Mario Soldati (Le Mani - Cineteca di Bologna 2006), L'invenzione della nostalgia (Donzelli 2009), La mafia immaginaria (Donzelli 2020) e la raccolta di racconti L'ultima innocenza (Sellerio 2023, Premio Campiello Opera Prima). Per Einaudi ha curato Racconti di cinema (con M. Pierini, 2014) e ha pubblicato Il cinema era tutto. Scrittori italiani davanti al grande schermo (2026).
Contatti L'Indolente
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Nicolas Ballario a partire dal libro Come un cavallo appeso al soffitto (Mondadori, 2026). un romanzo che fa da guida all'arte contemporanea svelandone i lati più snob e grotteschi.
Ballario racconta il senso di spaesamento tipico di questo mondo, rappresentato dall'immagine del cavallo appeso al soffitto di Cattelan, e critica le dinamiche di un mercato elitario dove il gusto di pochi ricchi si impone. Attraverso aneddoti autobiografici e riflessioni sulla sindrome dell'impostore, l'autore smonta l'ipocrisia dei finti intellettuali che usano linguaggi incomprensibili per nascondere la propria ignoranza.
Nicolas Ballario, classe 1984, è curatore e divulgatore di arte contemporanea. Ha iniziato la sua carriera nella factory di Oliviero Toscani e scrive su “L’Espresso”, “Living. Corriere della Sera” e “Il Giornale dell’Arte”, per il quale conduce il Telegiornale dell’Arte, vodcast di arte e cultura. Ha condotto e conduce trasmissioni su Rai Radio 1, La7 e Sky Arte ed è il direttore artistico di Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.
Contatti L'Indolente
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Tommaso Gazzolo per discutere di filosofia e diritto.
Tommaso Gazzolo (1984) è professore di Filosofia del diritto presso l’Università di Sassari. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano "Identità" (Castelvecchi, 2026), "Diritto Filosofico" (Epieikeia, 2025), "La giuridicizzazione del sesso" (Rosenberg & Sellier, 2023).
Un ringraziamento all'associazione culturale e di promozione sociale Il Colombre per averci ospitato per la registrazione della puntata nel Centro Giovani Sassari.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Walter Siti a partire dal libro Il romanzo sotto accusa (per non parlar dei versi) (Rizzoli, 2026). Un'indagine che disseziona la mutazione del romanzo da genere "dalla parte del Diavolo" a innocuo manuale di autostima.
In questa intervista abbiamo discusso di come il mercato imponga un'autocensura che spinge la narrativa verso formule "terapeutiche" per colmare il vuoto lasciato dalla politica, del ruolo dell'inconscio nella vera arte e del perché l'Intelligenza Artificiale, essendo priva di nevrosi, non potrà mai sostituire la letteratura più autentica.
Walter Siti (Modena, 1947) è tra i più importanti scrittori italiani viventi. Critico letterario e curatore dell’opera di Pasolini per i “Meridiani”, ha esplorato come pochi la relazione tra desiderio, autenticità e rappresentazione sociale.Vincitore del Premio Strega 2013 con Resistere non serve a niente, ha firmato libri come "Bruciare tutto", "Troppi paradisi" e "C'era una volta il corpo".
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Paolo Mieli a partire dal libro "Il grande inganno" (Rizzoli, 2026). Un libro che riesce a smascherare fallacie storiche e approcci fuorvianti, offrendo al lettore più attento una cassetta degli attrezzi per agire nel presente, e leggerlo.
In questa intervista, Paolo Mieli smonta l'ingenua convinzione che il Novecento sia stato archiviato pacificamente e analizziamo le vere radici delle tensioni globali contemporanee. Abbiamo vissuto davvero in un'epoca di pace, o ci siamo solo auto-ingannati?
Paolo Mieli, giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato all'«Espresso», poi alla «Repubblica» e alla «Stampa», che ha diretto dal 1990 al 1992. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 è stato direttore del «Corriere della Sera». Dal 2009 al 2016 è stato presidente di RCS Libri.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giorgia Tribuiani a partire dal libro "Pezzi" (il Saggiatore, 2026). Un romanzo dal sapore grottesco che ci mette di fronte allo specchio delle nostre miserie comunitarie, scatenate da un evento assurdo e perturbante.
Il nostro dialogo si è mosso all'interno di una società ipocrita e al collasso, schiacciata dal peso dell'emergenza. Passo dopo passo, abbiamo analizzato i sintomi di questa rovina: le etichette sociali che si stringono intorno agli individui come gabbie, la freddezza con cui la tragedia viene trasformata in un affare economico e la codardia di chi scarica le proprie colpe su un capro espiatorio per non guardarsi dentro.
Giorgia Tribuiani (Alba Adriatica, 1985) è scrittrice e docente di scrittura creativa. Ha pubblicato il manuale Scrivere il perturbante (2023) e i romanzi Guasti (2018), Blu (2021) e Padri (2022).
Contatti L'Indolente
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga, in occasione del festival Ciclopica, con Fabio Gennaro Albertini a partire dal libro "Mano ai Tarocchi. Racconti, pratiche e rituali" (Gribaudo, 2025).
Le carte non sono viste come uno strumento per prevedere un destino ineluttabile, ma come simboli e archetipi utili per meditare e comprendere i propri bisogni inconsci. Albertini sottolinea l'importanza dell'empatia umana nell'interpretare questi segni, contrapponendola alla freddezza analitica dell'intelligenza artificiale, incapace di cogliere il vero contesto emotivo di una persona.
Fabio Gennaro Albertini si è formato in economia alla Bocconi e ha lavorato per 15 anni come consulente aziendale. Dal 2007 si dedica allo studio dei Tarocchi, passione che lo ha portato a esplorare le sue radici e a sviluppare un approccio unico che combina filosofia, simbolismo e introspezione.
Un ringraziamento al festival Ciclopica Giganti in collina - Festival di letteratura, arte e filosofia.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga, in occasione del festival Ciclopica, con Giovanni Covone a partire dal libro "La vita e le stelle" (HaperCollins Italy, 2026).
L'astrofisico Giovanni Covone ci invita a guardare al nostro posto nell'universo unendo il rigore scientifico alla poesia. Pur essendo solo un frammento precario in un cosmo immenso e finora silenzioso, la rarità della nostra esistenza non è sinonimo di insignificanza, ma una forte chiamata alla responsabilità. Per sfuggire al rischio dell'autodistruzione e proteggere la bellezza di questa vita transitoria, l'umanità ha infatti un compito preciso: democratizzare la conoscenza, sottraendo la scienza al controllo di pochi per trasformarla in una reale leva di consapevolezza collettiva.
Giovanni Covone è nato a Trani nel 1969. È professore di astrofisica e cosmologia presso la Federico II di Napoli. Si interessa della ricerca di pianeti simili alla Terra, di astrobiologia e dello studio della materia oscura su scala cosmica. È titolare del corso di Fondamenti di Fisica e Cosmologia per gli studenti di Filosofia.Con Altre Terre, il suo primo libro edito da HarperCollins nel 2023, ha vinto il premio Asimov 2024.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga, in occasione del festival Ciclopica, con Silvia Ferrara a partire dal libro "Il segreto delle isole" (Feltrinelli, 2026).
Durante l'intervista vengono decostruiti molti falsi miti legati alla scrittura: non è nata unicamente per esigenze burocratiche o elitarie, né rappresenta una rottura netta rispetto al "caos" dell'oralità. Al contrario, è l'espressione vitale e profonda dell'identità di un popolo, capace ancora oggi di fungere da potente strumento di decolonizzazione e protesta, come dimostra il recente recupero del sistema di scrittura indigeno Baybayin nelle Filippine.
Silvia Ferrara è professoressa ordinaria di Civiltà egee all’Università di Bologna. Ha studiato allo University College di Londra e all’Università di Oxford e, dopo vari anni come ricercatrice in Archeologia e Linguistica a Oxford, è tornata in Italia. Nel 2017 il suo progetto di ricerca ha vinto il Consolidator Grant dello European Research Council e oggi dirige un progetto interdisciplinare sulla formazione dei codici grafici nella preistoria.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Davide Grossi, in occasione del festival Ciclopica, per discutere di rap e filosofia.
Davide Grossi, filosofo. Attualmente svolge attività di ricerca presso la Scuola Meridionale Superiore di Napoli. Si è laureato in filosofia sotto la guida di Emanuele Severino presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca in Metafisica; è stato borsista post-doc presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici. Ha insegnato Metafisica e Psicologia presso l’Università Europea di Roma.
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