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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Paolo Sortino a partire dal libro "Amanti elementari" (Einaudi, 2026). Un'archeologia del desiderio e della consapevolezza. L'autore ci porta in un tempo 'profondo', dove la natura non è uno sfondo bucolico ma una legge verde, feroce, che ordina i corpi in un coro di istinti. In questo scenario, però, accade qualcosa: un'interferenza, un errore genetico che rompe la gerarchia e fa nascere l'interiorità.Paolo Sortino è nato nel 1982 a Roma, dove vive e lavora come autore televisivo. Ha pubblicato "Elisabeth" (Einaudi 2011), "Liberal" (il Saggiatore 2015), "Demone custode" (Polidoro 2024) e "Amanti elementari" (Einaudi 2026).
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giulia Della Cioppa a partire dal libro "La mancina" (Bompiani, 2026). Un’esplorazione cruda e poetica della disciplina sportiva come recinto dell’anima, dove il tennis smette di essere un gioco per farsi geometria del corpo e della devozione paterna. Attraverso la storia della giovane Aleni, l'autrice ci conduce lungo il confine sottile tra il talento come dono e il talento come condanna.
Dalla "geometria feroce" del campo da tennis alle mani di un padre che plasma un destino predestinato, dai silenzi di una madre artista alla vulnerabilità di un corpo che parla attraverso i lividi e la fatica. Tra la ricerca di un ordine rassicurante e il richiamo insopprimibile di un'indole selvatica, questo libro attraversa la fatica di crescere e il tentativo di rispondere a una domanda fondamentale: si può davvero smettere di essere ciò che siamo stati addestrati a diventare?Giulia Della Cioppa è nata in Campania nel 1996, vive a Roma e scrive. È laureata in scienze cognitive con una tesi in filosofia estetica.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Emanuele Trevi a partire dal libro "Mia nonna e il Conte" (Solferino, 2025). Trevi ci guida attraverso la metamorfosi tardiva e sorprendente della protagonista, una donna che, dopo anni di placida e immutabile routine domestica, si apre all'inatteso stupore di un amore senile.Dal "nonnarcato" tirrenico all'erudizione disinteressata del Conte, dalle corrispondenze baudelairiane di un Sud arcaico alla scrittura intesa come puro esercizio di ammirazione, questo libro attraversa la storia di un mondo perduto e di un gesto, quello di tramandare.Emanuele Trevi, critico letterario e scrittore, collabora con le pagine culturali del «Corriere della Sera». È autore di romanzi tradotti all’estero e vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio Strega 2021 con "Due vite" (Neri Pozza 2020).
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giacomo Petrarca a partire dal libro "Mosè. Dal mondo al libro" (Feltrinelli, 2026). Il libro è un'indagine su un "fantasma": la figura di Mosè intesa come paradigma del narrare.
Dal racconto biblico ai commentari rabbinici, dall’iconografia bizantina alle letture antigiudaiche, da Spinoza a Freud, da Kafka a Derrida, questo libro attraversa la storia di un nome, Mosè, e di un gesto, quello della scrittura.
Giacomo Petrarca (Amelia, 1986) è professore associato all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove insegna Metafisica e Teologia politica. I suoi interessi di ricerca intrecciano filosofia, storia culturale e pensiero ebraico.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Carmen Gallo a partire dalla raccolta poetica "Procne Machine" (Einaudi, 2026). Un'opera ibrida che mette in dubbio le nostre certezze sul rapporto tra corpo, linguaggio e trauma, suggerendoci una prospettiva spiazzante: l'antica e brutale violenza del mito ovidiano di Procne e Filomela si fa carne nel presente, calandosi nelle nostre fobie più quotidiane – come il terrore per il volo e per la minaccia che ci reclama dall'alto – per cercare, tra le macerie, la speranza di un «canto a venire».Attraverso una scrittura che fonde la forza incantatoria del verso e l'esattezza tagliente dei microsaggi in prosa, Gallo ci accompagna in un viaggio tra gli scarti della metropoli e i limiti della materia viva, attraversando le paure intime e i nascondimenti del corpo.Carmen Gallo, poetessa, anglista e traduttrice, insegna Letteratura inglese alla Sapienza Università di Roma. Ha curato e tradotto opere di William Shakespeare e T.S. Eliot.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giorgio Ficara a partire dal saggio "Il padre sulle spalle. Debolezza del patriarcato in letteratura" (Einaudi, 2025). Andando controcorrente rispetto alla percezione comune, l'autore svela un'insospettabile fragilità del canone occidentale: la celebre e temuta «legge del padre», con tutta la sua forza e il suo dominio, si scontra infatti con una lunga tradizione di padri deboli, malinconici, sentimentali o tragicamente assenti.Attraverso un'indagine che fonde l'esplorazione del mito e la finezza dell'analisi letteraria, Ficara ci accompagna in un viaggio nello spazio e nel tempo della nostra cultura, attraversando i segreti e i complessi legami tra generazioni: dal peso e dalla solitudine di Enea orfano di Anchise, fino all'inattesa dolcezza protettiva di Monaldo Leopardi.Giorgio Ficara scrittore e saggista, è professore emerito di letteratura italiana all'Università di Torino. Ha insegnato negli Stati Uniti a Ucla, Stanford e alla Columbia University.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Marcello Fois a partire dal romanzo "L'immensa distrazione" (Einaudi, 2025). L'idea spiazzante che l'intera esistenza terrena, densa di fatiche e trionfi, si riduca in fondo a una magnifica illusione per distoglierci dall'inevitabilità della fine.Attraverso una narrazione che fonde l'epica familiare e la spietatezza del reale, Fois ci accompagna in un viaggio nello spazio e nel tempo della Bassa padana, attraversando i segreti e le cicatrici del Novecento italiano.Marcello Fois (1960) è uno scrittore, commediografo e sceneggiatore nato a Nuoro e residente a Bologna. Considerato una delle voci più potenti della narrativa italiana contemporanea, esplora da decenni le radici storiche e sociali del nostro Paese, dalla Sardegna della trilogia dei Chironi alle pianure emiliane.Autore storico di casa Einaudi, i suoi libri sono tradotti in numerose lingue.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Federico Campagna a partire dal saggio "Altrimondi. Lezioni dal passato per sopravvivere alla Storia" (Einaudi, 2026). Un'opera visionaria che trasforma le nostre paure sul collasso della civiltà: la fine del mondo è già avvenuta più volte, eppure qualcuno è sempre sopravvissutoAttraverso una narrazione che fonde storia, filosofia e mito, Campagna ci accompagna in un viaggio nello spazio e nel tempo del Mediterraneo, dalla Mesopotamia antica fino alle tragedie del Novecento. Il dialogo esplora come, di fronte a mondi in rovina, l'essere umano abbia sempre coltivato la capacità di emigrare non solo fisicamente, ma anche attraverso il simbolo e l'immaginazione. Un invito a "disertare" le apocalissi del presente per costruire nuove geografie del possibile e trovare uno spazio in cui sia ancora possibile condurre una vita degna.Federico Campagna (1984) è un filosofo italiano residente a Londra. Il suo pensiero si muove tra la metafisica, gli studi culturali e la teologia. Insegna Filosofia all'università ECAL di Losanna e al Royal College of Art a Londra, è fellow del Warburg Institute di Londra, dirige la scuola di arte e filosofia Agora a Ginevra, e lavora presso gli editori Verso Books e Timeo. Ha ottenuto un dottorato presso il Royal College of Art di Londra sul rapporto fra la tradizione metafisica e il design dei mondi virtuali.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giulia Lombezzi a partire dal libro "L'estate che ho ucciso mio nonno" (Bollati Boringhieri, 2025). Un romanzo potente e tagliente dove vengono minate le nostre certezze sui legami di sangue: sfidando il tabù della famiglia e l'intoccabilità della vecchiaia, l'opera ci mostra come, a volte, l'amore nasconda demoni e cicatrici impossibili da ignorare.Attraverso la voce sarcastica e fragilissima della sedicenne Alice, Lombezzi ci insegna a guardare oltre le ipocrisie del focolare domestico. L'arrivo in casa del nonno vedovo porta alla luce un despota brutale, capace di ridurre in totale asservimento la madre della ragazza. Il dialogo spazia dalla complessità e ferocia dell'adolescenza al peso dei traumi intergenerazionali.Giulia Lombezzi, nata a Milano nel 1987, è drammaturga, sceneggiatrice e scrittrice. È stata finalista al premio Calvino 2020 col suo primo romanzo, "La sostanza instabile" (2021), premio Kihlgren Opera Prima nel 2022. Collabora con, tra gli altri, il Piccolo Teatro Grassi, il LAC di Lugano e l’Iranshahr Playhouse di Teheran. È tra gli autori del podcast di Storytel Mi dica tutto. Insegna presso la NABA e la Scuola Belleville di Milano e la Scuola Holden di Torino. "L'estate che ho ucciso mio nonno" l'ha consacrata come una delle voci più interessanti e autentiche della giovane narrativa italiana.
In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Carlo Ginzburg a partire dal libro "Il vincolo della vergogna. Letture oblique" (Adelphi, 2026), Un'opera che ribalta le nostre certezze sull'identità: il paese a cui apparteniamo non è quello che amiamo, ma quello di cui siamo capaci di vergognarci. La vergogna si rivela così non un semplice senso di colpa privato, ma un potente vincolo politico e collettivo.
Attraverso l'arte della "lettura obliqua", Ginzburg ci insegna a partire da dettagli marginali e anomalie per svelare connessioni storiche inaspettate. Il dialogo spazia dalle dittature del Novecento alle sfide attuali delle fake news, mostrando come "leggere tra le righe" il passato sia essenziale per decifrare le ambiguità del nostro presente.
Carlo Ginzburg è uno storico di fama internazionale e pioniere indiscusso della microstoria. Tra le sue opere ricordiamo "Il formaggio e i vermi" (Einaudi, 1976) e "Storia notturna. Una decifrazione della sabba" (Einaudi, 1989), entrambi ripubblicati per Adelphi.
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