Mettiamoci la Voce

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  • 56 - Scuola a voce alta con Maria Domenica Muci
    Maria Domenica Muci, insegna lettere nella scuola secondaria di primo grado. Di formazione classica e filologica, dopo aver conseguito un Dottorato di ricerca ha collaborato per molti anni con l’Università del Salento e con altre istituzioni culturali, pubblicando edizioni critiche di testi medievali e umanistici. E’ musicista diplomata al Conservatorio “ Niccolò Piccinni “ di Bari

    Nella scuola secondaria di I grado scuola media i ragazzi fanno i conti con la propria voce che si trasforma (i maschi, in particolare); l'intonazione passa da una "postura infantile" maggiormente "cantilenante" e "richiedente" (a scuola i bambini sono soliti fare tantissime domande e la loro voce è impostata a ciò) a un atteggiamento vocale più fermo e asciutto. La trasformazione della voce non è solo un fatto timbrico, ma riguarda anche un diverso modo dei ragazzi di stare nella realtà: esprime il loro diverso approccio (più 'da grandi') con il mondo, un mondo che viene esplorato con intraprendenza e con un'esigenza di indipendenza dagli adulti. Di tutto ciò la voce si fa carico: si fa carico di questo sforzo, di questa "audacia" e delle tensioni/paure/timidezze che tutto ciò comporta.
    Nella scuola media, quindi, pian piano la voce si trasforma, per arrivare a diventare quel mezzo potente ed efficace di comunicazione qual è: distintivo, personale e assolutamente unico. Se i docenti pongono attenzione sull'elemento voce degli alunni e curano la lettura a voce alta possono avere un'altra possibilità di conoscere i ragazzi: ciò è importantissimo perché anche il docente impara ad essere più sensibile e permeabile, più accorto alla vocalità degli alunni e impara a ri-considerarli a partire anche dal loro modo di parlare e di leggere. In un momento di crescita e di passaggio così delicato per tutti gli alunni (il più delicato e difficile della vita), l'attenzione sulla loro voce da parte degli insegnanti è molto utile: si possono intercettare i loro bisogni, e anche le loro sofferenze, le insicurezze e le turbolenze, insomma ci si può fare un'idea di che cosa accade loro e di far risuonare in qualche modo il loro mondo interno… E' ovvio che non è compito degli insegnanti fare delle diagnosi o trovare dei rimedi; ma se essi riescono a cogliere le posture emotive, ascoltando bene le voci degli alunni, possono comprendere meglio alcune situazioni: ciò è molto utile per regolare gli interventi didattici e anche per dare incoraggiamenti e input allo studio, ad esempio per assegnare compiti personalizzati, per affidare dei ruoli nella classe o nell'ambito di lavori di gruppo.


    VOCE vs Immagine
    ▶️ L’unicità della voce rivela e racconta inequivocabilmente la singolarità di ciascuno di noi, e in qualche modo la tutela. Nell’epoca del conformismo e dell’omologazione sfrenata, che colpisce soprattutto gli adolescenti, lavorare sulla voce equivale a presidiare le singolarità, "tenendo insieme e allo stesso tempo distinte le voci" dei ragazzi. Si tratta, di fatto, di lavorare sulla percezione del proprio sé, e ciò è fondamentale visto che c'è una certa remora nelle classi, per esempio, a registrarsi e ad ascoltare la registrazione di una propria lettura o esposizione orale… Ci siamo mai chiesti perché, al contrario, c'è un eccesso di selfie? Perché c'è una corsa a fotografarsi e a postare sui social decine di foto??
    Né va dimenticato, e i docenti questo lo sanno bene, che l'apprendimento viene notevolmente favorito dall'esercizio ripetuto di esposizione ad alta voce di un contenuto e, si può aggiungere, dalla registrazione e dal riascoltarsi (io consiglio ai ragazzi e di registrarsi mentre studiano ad alta voce e poi di riascoltarsi: molti non si riconoscono e fanno ciò malvolentieri).

    b) Oggi le esperienze nel mondo giovanile prediligono, e di molto, il canale visivo, con un fortissimo aumento, peraltro, della miopia giovanile (se ne parla tanto sulle riviste scolastiche e negli ambienti della didattica). Ma, al di là delle ricadute in termini di salute, va sottolineato che un'esperienza della realtà basata in massima parte sulla percezione visiva appiattisce la realtà stessa. Essa diventa un'esperienza a senso unico, nel senso che ciò che si vede è già tutto: l'esterno, tutto l'esterno, lo si recepisce, lo si definisce e lo si elabora attraverso quello che si ha davanti agli occhi. Come se ciò che si vede, in quel preciso momento, sia TUTTO. E ciò è favorito soprattutto dalla complessità delle immagini e dei video che i ragazzi vedono tutti i giorni: prodotti perfettamente confezionati e rifiniti. Una tecnologia straordinariamente perfetta, insuperabile, che coinvolge e rapisce. OLTRE non si va…
    L'esperienza uditiva, invece, (un po' come l'esperienza olfattiva) coglie la realtà ma non la esprime mai totalmente: realtà e ascolto/parlato rimangono in un rapporto, per così dire, aperto, che non dice mai tutto, che conserva maggiori riverberi, che non racconta completamente né indica tutto, come invece avviene per l'esperienza visiva. L'esperienza visiva esaurisce l'esperienza; l'esperienza uditiva e vocale lascia una sorta di intercapedine con la realtà esterna, una specie di valico che potenzialmente apre ad altro: risonanze, suggestioni…
    Perché l'attenzione sulla voce quando si opera con i ragazzi? Perché è una fisicità che rimane, diciamo così, 'incorporea', evanescente, eppure forte e capace di trasformare radicalmente un contesto di incontro, una relazione. La voce trasforma anche lo stare da soli: da soli in una stanza, da soli in macchina, quando non si comunica con nessuno ma soltanto con se stessi (pensiamo alle persone che cantano in casa da sole o in macchina). Considerato tutto questo… l'attenzione sulla voce, in particolare attraverso la lettura a voce alta, consente a scuola di incidere sul mondo dei ragazzi nella fase delicata, ma anche ricchissima di energie, di costruzione della loro identità. E' il periodo delle "esagerazioni": dello stare esageratamente soli, chiusi in camera, ma anche del voler stare a oltranza con gli amici. In tal senso, avere a scuola uno strumento come la lettura a voce alta che coinvolge gli adolescenti, nel rispetto della loro privatezza, consente agli insegnanti di proporre modalità non solo di comunicazione ma soprattutto possibilità diverse, rispetto ai modelli omologanti, di stare al mondo, e di starci bene. Sicuramente si tratta di una valida e preziosa alternativa "di vita", oltre che di opportunità didattica, che li arricchisce e li rinforza, e che integra le tante azioni che la scuola intraprende, non solo per formare ma anche per dare senso, per consentire ai ragazzi di avere la percezione delle profondità e delle sfumature, in una realtà sempre più conflittuale per loro, molte volte apparentemente abbagliante e sterilmente ammiccante.

    ▶️ Lettura a voce alta a scuola:
    - rispecchia la volontà e la personalità di chi legge: svela le sue reticenze, le sue emozioni, il suo modo di respirare, ecc.
    - risolve molte problematiche del parlato: evita gli intercalari in quanto educa la mente a fare previsioni e a "caricare", mentre si sta parlando, le informazioni successive; sviluppa l'intuito perché abitua ad anticipare il senso e a 'preparare/prepararsi' (in tempo reale!) a ciò che si sta leggendo; fa individuare subito le sequenze, i blocchi di testo, quindi sviluppa l'articolazione logico-sequenziale del pensiero; coordina la respirazione con il parlato influenzando anche l'uso della punteggiatura (che dalla percezione uditiva transita poi nell'uso scritto); fa evitare gli errori di ortografia.
    - aiuta a gestire l'emotività e a vincere la timidezza; facilita l'autopercezione del proprio sé.
    - rinforza la capacità attentiva e la capacità di concentrazione a medio e lungo termine
    - prolunga l'interesse e il coinvolgimento di quei ragazzi che non stanno leggendo ma che rimangono al banco e ascoltano
    - è fortemente aggregante
    - è anche integrabile con altre forme espressive (gestualità, proiezione di video, alternanza con brani/stacchetti musicali…)
    22 min
  • 55 - i bambini leggono a voce alta
    Perché i bambini dovrebbero essere incoraggiati a leggere a voce alta
    - Abbiamo parlato di leggere ai bambini quindi considerati come ascoltatori
    oggi ci occupiamo di loro come attori, cioè lettori a voce alta.

    Se leggere ai bambini li aiuta da tanti punti di vista (apprendimento, abitudine all'ascolto, stimolo della fantasia, socializzazione inter-generazionale, etc.), farci leggere da un bambino e DIVENTARE NOI ASCOLTATORI li aiuta a:
    ▶️ trovare confidenza e fiducia nella propria voce
    (strumento primario con il quale si esprime poi quotidianamente…)

    ▶️ Fortificare il processo di apprendimento della lettura
    (non affatto naturale, né tanto meno semplice…. Bensì laborioso e duraturo nel tempo per ottenere risultati)

    ▶️ Esercitare l’attenzione e la concentrazione
    (che in ascolto magari è più facile perdere)

    ▶️ Esperienza di arricchimento lessicale e in generale linguistico effettuato direttamente
    (anche divertendosi)

    ▶️ Esercizio di comunicazione di alto livello, sia pur mediato dal testo
    (la lettura diventa un modo per entrare in relazione con… la mamma, la zia, il fratellino più piccolo, e così via)

    ▶️ La scelta del testo va lasciata al bambino 1
    (se non consapevole del contenuto, magari è attratto anche semplicemente dalla grafica…)

    ▶️ La scelta del testo va lasciata al bambino 2
    (è una attività che il bambino può fare indicativamente dai 7 anni in su, quando già un minimo padroneggia… In ogni caso, è fondamentale rispettare il processo di maturazione relativo all’apprendimento della lettura)

    ▶️ La scelta del testo va lasciata al bambino 3
    (dare sempre al bambino la libertà di potersi ESPRIMERE)

    ▶️ La guida dell’adulto: il bambino si affida perché sta imparando a fare una cosa nuova
    (sulle ali della fantasia che dona la lettura, il bambino è come se chiedesse all’adulto: “posso volare?”)

    ▶️ Atteggiamento dell’adulto che ascolta accogliente e attento alla storia: di fatto insegna al bambino come si ascolta
    (e nel caso, mai suggerire una parola difficile, ma lasciare che la trovi da sé… Caso mai accogliere un bisogno, se espresso)
    26 min
  • 54 - Rilettura e scrittura a voce alta con Alessio Beltrami
    Qual è il rapporto tra forma e contenuto nella comunicazione aziendale e più in generale nella comunicazione?
    Ne parliamo con Alessio Beltrami, consulente di Content Marketing, podcaster e ideatore del metodo "riscrivi" che ci racconterà anche il suo rapporto con la lettura voce alta.
    Trovi Alessio su Content Marketing Italia www.contentmarketingitalia.com


    Hai creato il metodo “riscrivi” per aiutare aziende e professionisti a creare nuovi contenuti a partire da quanto hanno già a disposizione , che dici di inventare insieme ora il metodo “rileggi” ?

    Vediamo su cosa si potrebbe fondare questo metodo:

    - premessa: leggere quando il contenuto che trasmettiamo deve essere PRECISAMENTE quello che abbiamo preparato, non qualcosa che si avvicina anche con buona approssimazione. (E magari non siamo attori e non abbiamo né il tempo né gli strumenti per impararlo a memoria)

    - redazione dei testi

    - costruire testi più efficaci dal punto di vista del messaggio

    - correggere la forma dei testi attraverso la lettura a voce alta


    - trasmissione dei testi

    - quando la fonte di ricezione del messaggio è l’orecchio invece che l’occhio

    - quando io sono l’unico tramite tra il testo e la sua percezione da parte di un pubblico

    - quando la lettura del mio testo sarà a sua volta parte di un contenuto più ampio (voice over, video, note telegram, podcast)

    Una sorpresa per Alessio: abbiamo raccolto informazioni e vogliamo leggere un brano da uno dei suoi libri preferiti come omaggio, vediamo se lo riconosce al volo!
    40 min
  • 54 - Rilettura e scrittura a voce alta
    Qual è il rapporto tra forma e contenuto nella comunicazione aziendale e più in generale nella comunicazione?
    Ne parliamo con Alessio Beltrami, consulente di Content Marketing e ideatore del metodo "riscrivi" che ci racconterà anche il suo rapporto con la lettura voce alta.
    Hai creato il metodo “riscrivi” per aiutare aziende e professionisti a creare nuovi contenuti a partire da quanto hanno già a disposizione , che dici di inventare insieme ora il metodo “rileggi” ?
    Vediamo su cosa si potrebbe fondare questo metodo:
    - premessa: leggere quando il contenuto che trasmettiamo deve essere PRECISAMENTE quello che abbiamo preparato, non qualcosa che si avvicina anche con buona approssimazione. (E magari non siamo attori e non abbiamo né il tempo né gli strumenti per impararlo a memoria)
    - redazione dei testi
    - costruire testi più efficaci dal punto di vista del messaggio
    - correggere la forma dei testi attraverso la lettura a voce alta
    - trasmissione dei testi
    - quando la fonte di ricezione del messaggio è l’orecchio invece che l’occhio
    - quando io sono l’unico tramite tra il testo e la sua percezione da parte di un pubblico
    - quando la lettura del mio testo sarà a sua volta parte di un contenuto più ampio (voice over, video, note telegram, podcast)
    Una sorpresa per Alessio: abbiamo raccolto informazioni e vogliamo leggere un brano da uno dei suoi libri preferiti come omaggio, vediamo se lo riconosce al volo!
    38 min
  • 52 - atteggiamento critico del lettore e dell'ascoltatore
    Nel momento in cui leggiamo un testo, facciamo in qualche modo un’operazione critica - dove critica è da intendersi nella accezione originaria del termine da crino greco che oltre a giudicare significa separare, scegliere, quindi leggendo noi facciamo delle scelte anche inconsce magari! sull’interpretazione del testo.

    -Noi diamo infatti una nostra lettura quella di qualcun altro sarà diversa sicuramente!

    -Potrà essere differente anche la nostra stessa lettura a distanza di tempo…

    -…O perché abbiamo conosciuto una persona che ci influenza.

    -È necessario che il lettore lasci da parte l’esibizione per mettere avanti il testo: niente di peggio che un atteggiamento narcisistico in cui chi legge è centrato sull'esibizione.

    -… Anche se – va detto – il virtuosismo fine a se stesso attrae, ma è un fuoco fatuo. Proprio perché non scalda! Infatti colpisce al momento, ma in assenza dell’ “esibitore” ci si accorge che non ci è rimasto nulla di quello stupore tecnico che ci aveva tanto colpito…

    -Questo anche perché l’esibizione fine a se stessa è processata dal cervello più nelle zone appartenenti alla corteccia, sede della razionalità, più che in quelle sub-corticali, come il sistema limbico in cui si generano le emozioni

    -Emozioni che hanno anche il ruolo di strutturare e fortificare i ricordi (ci si ricorda di più una cosa che è accaduta – un fenomeno – che ci ha emozionato rispetto un fenomeno che ha colpito la nostra razionalità

    -Anche gli ascoltatori dovrebbero cercare di ascoltare la lettura e non il lettore
    e anche questo è un atteggiamento critico da parte dell'ascoltatore, che sceglie così di ricevere, (capire, farsi emozionare ecc)

    -Così come il rischio che il lettore metta se stesso in primo piano avanti al testo che legge, c’è anche il rischio che l’ascoltatore ascolti appunto il lettore e non la sua lettura, facendosi portare via dalla peculiarità di una voce narrante particolarmente ricca ed espressiva.

    -Ricordiamoci che il lettore come anche l’attore è al servizio del testo e non viceversa!
    26 min
  • 51 - Respirare meglio, vivere meglio con Elena Bizzotto special guest Andrea Ciraolo
    Nuovamente con noi Elena Bizzotto, igienista dentale e musicista. In questo episodio sarà proprio la seconda veste di Elena, quella musicale, di cui parleremo.
    Ci siamo concentrati specialmente sull'importanza del respiro sia in musica che nella vita quotidiana.
    Durante la puntata ci ha raggiunto un graditissimo ospite della scena podcast italiana ma non vi sveliamo di più!

    -L’importanza di una corretta respirazione, per tutti, ma soprattutto per chi utilizza lo strumento voce (strumento a fiato!)

    -Al di là del cantato, la voce è a tutti gli effetti uno strumento musicale, sei d’accordo?

    -Dare suono alle pagine, partiture & testi

    -Parliamo del fagotto 1: strumento grave, registri al suo interno…

    -Parliamo del fagotto 2: ma quanto fiato ci vuole?!

    -Parliamo del fagotto 3:, uno strumento un po’ bistrattato? (Disney, Pierino e il lupo di Prokofiev…)

    -Come hai imparato a respirare correttamente per suonare?

    -Emozione e respiro… Che dire?

    -Matthias Aleksander, “ Tecnica Aleksander “ (tensioni muscolari)

    -Infine, qual è il tuo rapporto con la lettura a voce alta?

    Il podcast di Elena LA SALUTE SORRIDE
    https://itunes.apple.com/it/podcast/la-salute-sorride/id1393657545?mt=2

    il podcast di Andrea Ciraolo PASSIONE PODCAST
    https://itunes.apple.com/it/podcast/passione-podcast/id1362696213?mt=2
    46 min
  • 50 - 1 anno di Mettiamoci la Voce! Festeggiamo con un podcast a 10 voci!
    In questo episodio speciale e molto festoso insieme a Maria Grazia, Francesco e Sandro abbiamo parlato di voce e lettura a voce alta con
    ▶️ Elena Bizzotto
    ▶️ Elena Catalano
    ▶️ Roberto Cesaretti
    ▶️ Cristina Dal Farra
    ▶️ Fabio Nascimbeni
    ▶️ Chiara Pugliese
    ▶️ Federica Segalini

    Possiamo definirlo una sorta di multi podcast :)
    44 min
  • 49 - Allenarsi alla lettura a voce alta
    La lettura a voce alta, come qualsiasi attività "performativa" ha bisogno di allenamento intenzionale. Discutiamo in questo episodio di come approcciare all'allenamento a voce alta.

    ▶️ Leggere per piacere e leggere per dovere

    ▶️ Scegliere testi da leggere per piacere: cominciare… da ciò che piace

    ▶️ Scegliere testi da leggere per dovere: cominciare… da ciò che è utile

    ▶️ Otre la nostra zona di confort da lettori: esplorare nuovi testi (e nuovi contesti)

    ▶️ Farsi suggerire dagli addetti ai lavori a seconda dei generi (bibliotecari, attori, giornalisti, scrittori…)

    ▶️ Personalizzare la preparazione

    ▶️ Costituirsi una comunità di “colleghi” con i quali scambiarsi esperienze, opinioni, suggerimenti

    ▶️ Siate generosi, non tenetevi per voi eventuali trucchetti… Vi torneranno indietro decuplicati

    ▶️ Il caso della community di Leggere a voce alta (un caro saluto a tutti e un invito ad iscriversi… gratuitamente)
    27 min
  • 48 - prendersi cura della bocca per leggere meglio - con Elena Bizzotto
    Torniamo sull'argomento "manutenzione" del nostro strumento vocale parlando di come prendersi cura della propria bocca con Elena Bizzotto, igienista dentale.

    Ecco alcuni dei punti che tratteremo

    -Lettura a voce alta: l’importanza di prendersi cura della propria salute in generale, e della bocca nel generale

    -L’importanza dei denti e della lingua nella fonazione… e conseguentemente della loro pulizia

    -Cosa è bene fare quotidianamente per mantenere una buona igiene orale? (non solo i denti, bensì l’intera cavità orale)

    -Secondo te chi utilizza la voce professionalmente ha la giusta abitudine di curare il proprio strumento anche dal punto di vista igienico?

    -Hai dei consigli in generale per chi usa lo strumento voce (insegnanti, attori, cantanti… lettori a voce alta)?

    -Puoi dirci alcuni trucchi a tal proposito?

    -Hai degli aneddoti da raccontare?
    29 min

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