Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l'indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni.
Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza».
Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli uscì in quell'istante.
I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità; e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare». La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi.
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(Atti 16:16-24 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Le cose non sono sempre come sembrano.
Ci sono cose che in apparenza possono sembrare buone ma, quando si va a scavare a fondo, si scopre che c’è qualcosa che non va; un po’ come quei frutti che hanno un aspetto davvero gradevole ma, quando si aprono, si scopre che sono marci.
Durante la permanenza a Filippi, dopo la conversione di Lidia, scopriamo che Paolo e i suoi compagni erano diventati oggetto delle attenzioni di una donna che, ad un esame superficiale, sembrava innocua e addirittura poteva essere scambiata per una discepola visto che invitava addirittura gli altri ad ascoltare la parola predicata da Paolo: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza».
Il brano, scritto a posteriori, ci rivela subito che quella donna era indemoniata, ma è piuttosto evidente che quando l'episodio accadde, tale scoperta da parte di tutto il gruppo avvenne solo quando ella fu liberata. Se così non fosse stato, non ci sarebbe stato motivo di tollerarla per diversi giorni.
Per qualche giorno, agli occhi degli altri, quella donna poteva essere sembrata una di loro. In fondo si era infiltrata tra loro dicendo cose vere con un linguaggio appropriato, chiamando il Signore con il termine di Dio altissimo, un termine che si trovava anche nelle scritture ebraiche. In fondo stava facendo buona pubblicità ai cristiani giunti in città!
Però, come dicevo all'inizio, le cose non sono sempre come sembrano. Infatti quella ragazza faceva il doppio gioco.
Molti di noi, quando pensano ad un’opposizione da parte di Satana, pensano alla persecuzione, agli insulti, allo scherno nei confronti dei credenti. Nel caso specifico ci saremmo aspettati che quella donna sobillasse la gente contro quei cristiani.
Invece assistiamo ad una forma molto più subdola di opposizione: l'avversario di Dio si stava infiltrando tra i credenti comportandosi come uno di loro. Pensiamo ai danni che quella donna avrebbe potuto fare se fosse rimasta tra i discepoli in Filippi. Quante persone avrebbe potuto influenzare mischiando la verità con la menzogna?
Ad un certo punto, Paolo, esercitando un certo discernimento spirituale, aveva fiutato che qualcosa non andava ed era improvvisamente intervenuto in maniera decisa liberando la ragazza dal suo stato di schiavitù spirituale.
C'è un altro aspetto interessante della questione. Infatti apprendiamo che,