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Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato. D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me». Essi perciò gli dissero: «Dov’è tuo Padre?» Gesù rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Queste parole disse Gesù nella sala del tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo arrestò, perché l’ora sua non era ancora venuta.
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(Giovanni 8:12-20 – La Bibbia)
La tradizione ebraica riporta che durante la festa delle capanne (detta anche dei tabernacoli), il tempio veniva illuminato in maniera particolare. C’erano dei candelabri molto grandi che venivano posti all’interno del tempio. Erano candelabri che venivano alimentati ad olio, alti circa 20 metri, quindi possiamo immaginare quale luce facessero! Rendevano il tempio illuminato e ben visibile anche da lontano, anche perché il tempio era in una zona elevata della città.
Tutto ciò, insieme ai canti, alle preghiere di riconoscenza, alla lode al Signore per il raccolto contribuiva all’atmosfera gioiosa che caratterizzava la festa.
Vari brani delle scritture associavano Dio alla luce e alla restaurazione di Israele nell’era in cui il suo Messia l’avrebbe visitata. Si pensi ad esempio al bellissimo brano di Isaia 60:1-3:
Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del SIGNORE è spuntata sopra di te!
Infatti, ecco, le tenebre coprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli;
ma su di te sorge il SIGNORE e la sua gloria appare su di te.
Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora.
Il tempio illuminato contribuiva quindi a ricordare alle persone la presenza di Dio in mezzo al popolo proprio nel tempio, nel luogo in cui Egli aveva garantito che avrebbe abitato in mezzo a loro ed anche la futura restaurazione ai tempi del Messia in cui il Signore sarebbe ancora stato in mezzo a loro in maniera evidente.
Non ci stupisce quindi che Gesù, approfittando di tale usanza, volle attirare ancora una volta l’attenzione su di sé. Quelle luci nel tempio, che ricordavano la presenza di Dio in mezzo a loro, diventavano poca cosa se confrontate alla presenza di Gesù stesso, l’Emanuele,