Eccellenze, care sorelle e cari fratelli, buonasera a tutti. Il nostro più sincero ringraziamento alla Comunità di Sant'Egidio per la loro calorosa accoglienza e loro solidarietà e preghiera per l'Iraq, ma anche per l'Ucraina. E’ un tempo molto difficile; noi abbiamo sperimentato la guerra, con molti morti ed alcune città totalmente rovinate. Per questo speriamo che il dialogo tra Ucraina e la Russia trovi una strada. Come pastori delle Chiese Orientali, oggi abbiamo avuto avuto l'udienza con il Santo Padre e siamo stati molto colpiti dal suo discorso di incoraggiamento, con cui ci esortava ad essere buoni pastori, a sentire la sofferenza della gente e a pensare a loro bisogni. Occorre comportarsi come Gesù, il quale ha letto questo brano nella Sinagoga, un brano del profeta Isaia. Gesù ha preso quel rotolo, per metterlo in pratica ed anche ognuno di noi deve prenderlo, ma anche affrettarsi a farlo vivere nel concreto. Anche noi siamo chiamati a farlo; noi capi delle Chiese dobbiamo imparare dalla nostra gente, dalla Comunità di Sant'Egidio, il dialogo, l'ascolto e la convivenza, così possiamo dare una testimonianza vera del Vangelo. Occorre ritornare al Vangelo, capire il messaggio del Vangelo; occorre farlo oggi, nelle nostre società, nelle nostre difficoltà e trovare la speranza, il coraggio, di rendere tutti noi, ognuno di noi, noi e voi, responsabili di ciò che accade nel nostro mondo. Papa Francesco ha detto nel suo viaggio in Iraq:"Tutti i cristiani devono essere strumenti della pace di Dio e della sua misericordia, artigiani pazienti di un nuovo ordine sociale".