“Se non crederete non resterete saldi”. Queste parole riferite di Isaia ad Acaz e, tramite lui, a tutto quel popolo di Gerusalemme, che come ci dice il libro del profeta Isaia, ha il cuore agitato, come sono agitate le foglie degli alberi nella foresta, ci parlano, in fondo, di una preoccupazione, di un'angoscia, di una paura davanti a un assedio, una guerra, che si prospetta dura per la città. Sono parole e sentimenti, in realtà, molto vicini a quelli che viviamo nel nostro tempo. Infatti viviamo in un mondo, che sembra per certi versi essere come sotto assedio, a causa della pandemia, certo, ma anche a causa di tanti conflitti, di tante crisi, che sembrano come acuirsi in questo tempo. E vediamo attorno a noi tanta gente incerta, agitata, proprio con quel cuore agitato come le foglie degli alberi della foresta. Ci chiediamo:“Come vivere questo tempo? Come vivere l'Avvento in questo tempo? con quale cuore?”. La parola di Dio è molto chiara “Se non crederete, non resterete saldi”. E la fede è che Dio è con noi, l’Emmanuele, cioè Dio non è distante dalla nostra vita, dalle preoccupazioni di questo mondo, dalla vita e dai dolori delle folle di questo mondo. Ma in fondo questa parola di Isaia ci parla anche di una resistenza degli uomini davanti alla proposta della salvezza e qui ancora il problema è il cuore, tante volte ristretto, piccolo, chiuso in se stesso. E sempre la parola di Dio si manifesta nel contesto della difficoltà, della paura, del timore. E la parola ci ripete “Non temere, non avere paura”.