I salmi ci aiutano a pregare mettendo nel nostro cuore, sulle nostre labbra, le parole della fede, le parole di uomini e donne, che hanno messo la loro fiducia in Dio, il quale ascolta e accoglie sempre la preghiera dei poveri, degli umili e di tutti i perseguitati della terra. Noi oggi preghiamo con queste parole del salmo 55, ricordando la Notte dei cristalli, che in Germania, proprio il 9 novembre del 1938, ha dato inizio ad una persecuzione, sistematica e violenta, contro il popolo ebraico e che sfociò nel dramma della Shoah e dei campi di concentramento. Fu l'inizio di una lunga notte di violenza che si accanì contro gli ebrei, le loro case, i loro beni, ma soprattutto, con particolare violenza, contro le sinagoghe, gli arredi rituali, i tanti rotoli della Torah, la parola di Dio, che veniva pubblicamente umiliata, strappata, bruciata, in tanti roghi. Una pagina della Torah, reliquia di quella notte, è conservata nella Chiesa di Sant'Egidio, dono della comunità ebraica di Würzburg. È un'eredità preziosa, che ci lega, attraverso la parola di Dio, a questa storia di dolore. Perché bruciare la Bibbia? Perché distruggere le sinagoghe? Per far tacere la parola di Dio, per estirpare una fede millenaria, che si è trasmessa di generazione in generazione, per mostrare che la violenza degli uomini è più forte della forza debole della preghiera e della parola. Ma oggi, ascoltando queste parole del salmo, ricordiamo che la parola di Dio vive nella storia, attraverso la preghiera e nella preghiera di uomini e donne che non si sono arresi davanti al male, davanti ai disegni dei violenti. Anche la preghiera di un uomo solo può diventare la preghiera di tanti, invocazione universale, che apre uno squarcio di luce e di speranza, nel buio della storia.