Celebriamo oggi la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. In questi giorni a Roma è presente una delegazione di rappresentanti politici religiosi e della società civile, provenienti dalla Repubblica Centrafricana, ospiti della Comunità di Sant'Egidio proprio per cercare una via di pace e di riconciliazione. Oggi, in un certo senso, proprio nel giorno della memoria di San Michele, considerato un grande protettore dell'Etiopia e, attraverso l'Etiopia, di tutta l'Africa, vogliamo in particolare affidare a lui e agli Arcangeli, Messaggeri del Signore, il lavoro per la pace di questi giorni. Abbiamo ascoltato questo passo del libro dell'Apocalisse in cui viene citato proprio Michele, che lotta con i suoi angeli nel cielo; non si può dimenticare che questa visione si schiude davanti a Giovanni nell'isola di Patmos, in quella grotta che sarà poi ricordata proprio come la grotta della Rivelazione. È il luogo dove Giovanni fu confinato nel tempo della persecuzione, un luogo di esilio e di sofferenza, testimonianza di quella lotta contro il male, che egli descrive con le immagini della tradizione biblica e dei profeti: il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e Satana. Ci sono luoghi e tempi dove si manifesta concretamente questa lotta: quella grotta di Patmos può essere oggi un villaggio del Centrafrica, un campo profughi o il letto di un istituto per gli anziani. C'è un male nel mondo che attraversa la storia, il serpente antico che seduce gli abitanti della terra come aveva sedotto l'umanità fin dal principio, separandola da Dio. Ma quella visione della guerra nel cielo mostra a Giovanni e a noi, che il male può essere vinto, anzi il male è vinto.