Il profeta Giona rivolge, dal ventre del pesce, una preghiera a Dio. La Bibbia ci dona le parole di quella preghiera e ci aiuta ad esprimerle, a farle nostre. La preghiera di Giona è un segno, il segno che Dio non abbandona l'uomo al proprio destino, il segno che non esiste una situazione in cui non sia possibile elevare a Dio una preghiera, che liberi dal male. Gesù rimproverò la sua generazione definendola malvagia e dicendo che "essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno, se non quello di Giona" (Lc 11,29). Il segno di Giona è una preghiera che sale a Dio anche nella tempesta, un male che sembra inghiottire l'uomo, ma che non ha l'ultima parola sulla sua vita. E non possiamo non pensare ai tanti che oggi, profughi, minacciati dalla guerra, dalla povertà, dalla solitudine, dalla malattia, vivono dentro ad una grande tempesta.