Radio Radicale - Il Mondo a pezzi

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Radio Radicale - Il Mondo a pezzi episodes

  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 1/07/2024
    Due scenari possibili dopo il primo turno delle elezioni legislative francesi, in attesa dei ballottaggi del 7 luglio: maggioranza assoluta al Rassemblement National o una fase di incertezza e di ingovernabilità. Paradossalmente, è proprio il fronte anti - Le Pen ad essere unito nella speranza che si concretizzi questa seconda ipotesi, dato che il Presidente Macron aveva sciolto l'Assemblée Nationale auspicando una sorta di chiarificazione della situazione politica. La prima reazione a caldo dei mercati è stata positiva e c'è stata persino una diminuzione dello spread: con ogni probabilità il mondo finanziario ha vissuto con sollievo la mancata conquista della maggioranza assoluta da parte di una formazione come il Rassemblement National, il cui programma è incompatibile con una prospettiva di stabilità finanziaria per la Francia, un Paese che ha già un deficit pubblico intorno al 5 per cento. Altrettanto importante è il fatto che la Bce abbia messo a punto negli anni strumenti in grado di costruire una sorta di scudo per evitare crisi finanziarie che potrebbero colpire la Francia come accadde per la Grecia. Preoccupante è però l'ipotesi di un governo Bardella per quel che potrebbe rappresentare per il futuro di integrazione europea e per gli investimenti comuni ritenuti indispensabili per una sua ripartenza. E' prevedibile che ci sarebbe, in questo caso, una resistenza forte agli investimenti comuni da parte di Paesi governati da forze sovraniste, non solo in Francia. All'Italia conviene certamente un'Europa forte e la scelta del governo Meloni di isolarsi contestando la scelta dei top jobs non è utile: è auspicabile che ora riparta un serio negoziato, non è assolutamente opportuno schierarci dalla parte di governi europei che puntano ad indebolire l'Europa.
    25 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 25/06/2024
    I risultati delle elezioni europee, malgrado l'avanzata dei partiti di destra, hanno confermato la tenuta della maggioranza PPE, socialisti e Renew Europe. Ma il motore franco-tedesco si è inceppato e le prospettive del nuovo voto anticipato deciso dal presidente Macron non sono incoraggianti. I sondaggi prospettano un rafforzamento delle ali estreme, a destra e a sinistra. Due rischi ipotizzabili: un responso delle urne che non porti ad una maggioranza chiara, con prospettive di ingovernabilità; la prevalenza di uno dei due poli estremi. Il partito favorito, Rassemblement National di Le Pen e Bardella, presenta un programma allarmante di spesa pubblica. E il Nouveu Front Populaire lo supera in promesse ancora più costose per un Stato che è al 110 per cento di debito. Se la destra di Le Pen e Bardella prevarrà e si andrà verso un incarico governativo con coabitazione, forti sono i timori che inizi un pericoloso braccio di ferro con la nuova Commissione Ue. Il nuovo esecutivo europeo rischia di frenare sulel prospettive di sviluppo avviate con il Green Deal e la transizione ecologica. L'Europa non può fermarsi sulla via della ristrutturazione della sua economia, che la porterebbe ad essere schiacciata nella competizione globale. E' necessario rimodulare il Green Deal, avviare politiche di compensazione per ceti e imprese più fragili perché non paghino da sole il costo della transizione, è urgente trovare risorse pubbliche e private per finanziarla. Non si può correre il rischio che, per preservare stabilità o assecondare i partiti della destra che negano l'emergenza climatica, i singoli Paesi frenino o facciano poco. E attenzione alle forze che, anche nel PPE, remano contro la transizione ecologica
    21 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 17/06/2024
    Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti. Il terremoto politico in Francia: alla luce dei risultati delle elezioni europee, che hanno visto il Rassemblement National doppiare in voti il partito Renaissance, il Presidente Macron scioglie l'Assemblée Nationale. Un azzardo che potrebbe costargli caro, poiché verosimilmente non sarà il suo partito ad incarnare l'argine contro la Le Pen alle legislative del 30 giugno, ma il Fronte popolare della sinistra. Due grandi rischi: un Parlamento senza maggioranza o una difficle coabitazione. La Borsa reagisce male, i mercati vendono i titoli francesi: l'economia francese è malata e il deficit pubblico è un macigno. Riflessi sul continente europeo, dove i due grandi motori di Francia e Germania non hanno più forza trainante, in un momento in cui servirebbero passi avanti sulla via dell'integrazione e della crescita. Difficilmente un governo a guida Bardella si incamminerebbe su questo percorso. Si allontana la prospettiva di un rafforzamento della difesa europea. Riflessi anche sull'Italia e sul governo Meloni. L'instabilità colpisce anche noi: i mercati vendono anche i titoli italiani, poiché temono che una Commissione Ue debole non sia capace di vigilare sui conti e assicurare il rispetto delle regole a Paesi resi vulnerabili dall'alto debito pubblico, come Italia e Francia. Il nostro Paese ha tutto da guadagnare da un'Europa rafforzata
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri - Puntata del 11/06/2024
    L'avanzata delle destre in Europa in una consultazione che si è incentrata soprattutto su temi nazionali in ognuno dei 27 Paesi Ue: un voto di protesta contro i governi in carica. La paura un fattore comune, in un'Europa la cui economia stenta a ripartire. I fattori alle origini di questi risultati elettorali favorevoli a forze orientate a destra o anti-europee la crescita media dell'1 per cento non ha coinvolto gli strati sociali più deboli; malgrado la discesa, l'inflazione ha continuato a pesare sui prezzi dei beni; le guerre e il tema immigrazione; la contestazione delle politiche Ue mirate al risanamento ambientale. Il Ppe resiste, ma si sono indebolite le forze liberali. Cosa farà Ursula Von Der Leyen? Si rivolgerà a forze come l'Ecr di Giorgia Meloni? Chiederà il sostegno dei Verdi per proseguire il percorso avviato con il Green Deal tanto contestato dai 'negazionisti' emergenti? E' urgente riprendere il cammino della transizione ecologica, spurgato di eccessi ideologici che lo hanno esposto a contestazioni. Sarà il Consiglio dell'Ue, dove sono i governi a decidere, a dare l'indirizzo su questo versante. La ridefinizione della strada della transizione ambientale va ridefinita, accompaganata in modo che ne vengano sostenuti i costi e richiede investimenti comuni, in modo che non siano i singoli Paesi a subirne l'impatto. Ma forze diffidenti verso le politiche comuni Ue come quelle che sono emerse vincitrici dalle elezioni europee, saranno disposte a condividere risorse a questo fine?
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 3/06/2024
    La prima relazione del neo Governatore di Banca d'Italia Fabio Panetta pone l'accento sulla necessità di una maggiore integrazione europea, unico rimedio all'irrilevanza dei singoli Paesi. Solo così si possono raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica e digitale, che esigono investimenti e risorse comuni. Il governatore richiama l'urgenza di completare l'unione del mercato dei capitali. Un passo indispensabile anche per evitare che i risparmi europei continuino ad indirizzarsi verso gli Stati Uniti. L'Italia ha tutto da gauadagnare da una maggiore integrazione. La nostra economia non cresce a sufficienza, l'Italia è il Paese europeo in cui meno è cresciuto il reddito pro capite negli ultimi 25 anni. Giusti i richiami di Panetta alla necessità di un piano credibile per la riduzione del debito e volto a stimolare crescita e produttività. Anche Fmi e Bce hanno invitato l'Italia ad avviare al più presto una politica di risanamento del bilancio e di rilancio della crescita. I danni dei bonus sulla spesa pubblica. Il nodo del declino demografico, l'urgenza di far entrare nel mercato del lavoro giovani e donne.
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Intervista al Professor Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 28/05/2024
    Il vertice a Stresa dei Ministri delle Finanze e delle banche centrali del G7 raggiunge un accordo di massima sull'utilizzo dei proventi dei beni della Banca centrale russa congelati. Scartata l'ipotesi di un sequestro degli asset, si fa strada l'ipotesi di un prestito all'Ucraina, che deve far fronte anche ad ingenti spese in termini di soccorso sociale ed umanitario. I dettagli del piano del G7 potrebbero veder a luce al prossimo vertice di giugno. A Stresa affrontato anche il tema della sovraccapacità cinese: un eccesso di produzione che si riversa sui mercati europei, duramente ed esplicitamente condannato dal vertice nel comunicato finale. L'Ue rischia di rimanere schiacciata tra Cina e Usa: se Pechino sussidia le sue aziende e inonda il mercato europeo di beni strategici necessari alla transizione ecologica, gli Usa non hanno lesinato aiuti al proprio settore industriale con l'Inflation Reducation Act ed hanno varato dazi elevatissimi su auto elettriche cinesi, alluminio, pannelli solari. Ci si interroga quindi sulla possibilità di varare dazi analoghi in Ue. La Presidente della Commissione Ue Von Der Leyen all momento non spinge per questa soluzione. I rischi di una nuova guerra commerciale. Intanto la Cina vara accordi di libero scambio con Giappone e Corea. Cosa farà la nuova Commissione? Come si rapporterà con le politiche commerciali Usa? Serve coordinamento tra Usa e Ue sui rapporti con la Cina
    22 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 20/05/2024
    Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti. La Commissione europea la scorsa settimana ha illustrato le previsioni di primavera dell'economia Ue: riviste al rialzo le prospettive di crescita del Pil nel 2024 (+1%) nell'Unione europea e dello 0,8% nella zona euro. L'economia Ue mostra segni di resilienza, con una più decisa crescita di alcuni Paesi del Sud come Grecia (+2% nel 2024) e Spagna (+2,1%). Buone notizie arrivano dal calo dell'inflazione, tanto da rendere ipotizzabile il raggiungimento dell'obiettivo del 2 per cento che le banche centrali considerano imprescindibile per un taglio dei tassi. Ma la crescita dell'economia europea resta debole, rispetto a quella di grandi player come Usa, Cina o India. E continua ad essere trainata dalle esportazioni. Manca quello sviluppo sostenuto da aumenti produttività, efficienza e capacità tecnologica: manca il motore della ripresa, ovvero quegli investimenti comuni che nell'Ue contribuirebbero ad un vero decollo dell'economia del continente Ue. Per l'Italia previsioni di crescita nel 2024 al +0,9% , ovvero meglio dello 0,7% previsto. Buoni i dati sul calo dell'inflazione in Italia, ma resta il peso del debito pubblico, che nel 2025 potrebbe attestarsi al 140%. E il Def varato rinvia al 2027 ogni manovra per riportare sotto controllo il debito. Come nel caso di Spagna o Grecia, solo una crescita sostenuta può ammortizzare il peso del debito. Da Pnrr e investimenti una leva indispensabile per una crescita sostanziale, che non può poggiare solo sull'aumento dei consumi
    19 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 14/05/2024
    Intervista a Paolo Guerrieri PaleottiL'accoglienza riservata in Europa al Presidente cinese Xi Jinping è stata ben diversa da quella che caratterizzò il suo precedente viaggio del 2019: cinque anni fa trovò porte aperte alla Belt and Road Initiative, ma nel frattempo l'Ue ha messo a punto strumenti per arginare i danni che il surplus commerciale e la concorrenza sleale cinese possono causare all'economia europea. Le nuove regole della Commissione Ue hanno spinto due aziende cinesi a ritirarsi da una gara per la costruzione di un parco solare in Romania. Xi Jinping respinge le accuse e nega che vi sia 'sovraccapacità' della Cina, ma è anche questo sintomo di debolezza, poiché sa che al momento non può permettersi di cambiare la politica economica nel Paese: i consumi interni ristagnano perché non vi è stata redistribuzione dei redditi e l'unica soluzione per tenere la crescita al 4 per cento è l'intervento statale, con sussidi massicci alla produzione industriale. Malgrado gli sforzi di Xi, dopo questo viaggio in Europa non cambia l'immagine della Cina, che viene percepita come una minaccia e non certo un'alternativa al fronte europeo-atlantico. Il tentativo di puntare sui rapporti bilaterali in Europa è sostanzialmente fallito, il fronte è rimasto compatto, con l'eccezione di Ungheria e Serbia
    20 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 6/05/2024
    I dati sull'occupazione negli Usa si sono rivelati inferiori alle aspettative. E sui mercati azionari si è assistito ad un forte rialzo: gli investitori hanno sperato che il rallentamento dell'economia statunitense spingesse finalmente la Federal Reserve al taglio dei tassi di interesse. Ma il presidente Jerome Powell esita ancora, confermando di voler legare il taglio al raggiungimento dell'obiettivo del 2 per cento di inflazione. Ma ha ancora senso, in un'economia avviata sul percorso di una profonda trasformazione, impegnata nella transizione ecologica e digitale e in cui tanta parte ha l'intervento pubblico, legarsi a quell'obiettivo del 2 per cento? Anche sul continente europeo la Bce esita, condizionata dalle scelte della Federal reserve. Filtrano indiscrezioni su orientamenti diversi all'interno della Bce, poiché alcuni suoi membri sarebbero già favorevoli al taglio del costo del denaro. Il rischio è che se la Bce continuerà a tenere i tassi alti, potrebbe esserci un afflusso verso il dollaro e un indebolimento dell'euro.
    19 min

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Podcast "Il Mondo a pezzi", Lunedì alle ore 10.00. Radio Radicale

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