Radio Radicale - Il Mondo a pezzi

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Radio Radicale - Il Mondo a pezzi episodes

  • Il Mondo a pezzi - Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 25/11/2024
    Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti. Donald Trump nomina al Tesoro Scott Bessent, un esperto manager di fondi di investimento. Ha il compito di realizzare l'agenda del Presidente, che punta su taglio delle tasse, tariffe e 'deportazione' di immigrati in condizione irregolare. Bessent avrà margini di autonomia rispetto a Trump? Il Project 2025, tra i cui ispiratori si annovera Russel Vought, nominato all'Ufficio del Bilancio, prevede un rafforzamento dei poteri del Presidente senza precedenti. Che effetti avrà l'agenda Trump per l'economia americana? Pareri discordi. Secondo alcuni economisti il taglio delle tasse alle imprese e la deregulation faranno crescere il Pil e la produttività, riducendo il rischio di spinte inflazionistiche. In questa visione, il protezionismo di Trump non farà danni poiché le tariffe verranno utilizzate come leva di scambio per aprire i mercati esteri ed evitare che altri usino gli Stati Uniti come un mercato di casa. Di opposto parere alcuni economisti che ritengono che Trump, investito dal una forte legittimazione nel voto, terrà fede ai suoi propositi, imporrà dazi che provocherranno un innalzamento dei prezzi, un calo del Pil e che la Federal Reserve sarà costretta ad intervenire di fronte al rischio di stagflazione. Un elemento da considerare è il tempo: nei primi due anni potrebbero aversi effetti positivi, l'economia potrebbe crescere e la ripresa consolidarsi. Ma il protezionismo comunque provocherà aumento dei prezzi e quindi inflazione; la 'deportazione' porterà a scarsità di manodopera. Verrà consentito alla Federale Reserve di intervenire a porre rimedio?
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 18/11/2024
    Il Vertice G20 a Rio de Janeiro. La Presidenza del Brasile e le sue priorità: lotta alla fame e alle povertà, contrato al cabiamento climativo, riforma della governance globale. Il G20, ruolo di primaria importanza negli anni 2009 - 2010 dopo la grande crisi del 2008. Lo scontro Usa - Cina ha impedito in seguito che potesse rappresentare il nuovo gruppo direttivo dell'economia mondiale. L'aggressione russa all'Ucraina e la politicizzazione dei rapporti economici: ora Cina e Russia si trovano su un versante opposto a Usa-Ue. E nel mezzo un nutrito gruppo di Paesi che non si sono schierati. Che impatto avrà l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca? Riuscirà davvero ad imporre la sua agenda protezionista? Paesi come il Brasile, Sudafrica, India, hanno interesse ad un sistema commerciale aperto e capace di darsi delle regole. Il rischio che una guerra commerciale aumenti il peso della Cina, che è già molto rilevante in Paesi dell'America Latina o il Perù. Il presidente cinese Xi ha inaugurato in Perù un porto che non ha pari neanche negli Usa per grado di automazione e livello tecnologico. In Brasile l'azienda auto cinese Byd inaugurerà uno stabilimento di costruzioni di veicoli elettrici nel luogo in cui un tempo sorgeva la Ford
    19 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 4/11/2024
    La dinamica della crescita dell'economia italiana è ben distante dalle previsioni del Documento Programmatico di Bilancio, che la stimava all'1 per cento per il 2024. I dati Istat e Ocse relativi al terzo trimestre evidenziano invece che la crescita si è azzerata. Già le stime dell'Fmi ridimensionavano le aspettative, poiché indicavanao la crescita possibile per il 2024 allo 0,7 per cento. Esistono cause comuni a tutta la zona euro per la crescita debole: il rincaro dell'energia dopo la guerra russa in Ucraina innanzitutto, che ha spinto ad una diversificazione rapida. In Italia rincari sopra la media europea dell'energia, anche perché ben poco si è fatto per accelerare sul fronte delle rinnovabili. In Italia è gravissima la crisi dell'industria italiana: da due anni si registra ristagno se non regresso nel settore manifatturiero. La frenata dell'economia in Germania e la ridotta capacità di assorbimento cinese delle nostre merci tra le cause della nostra crisi. Bene il turisimo nel settore servizi, ma non riesce a compensare le falle. La mancata occasione del PNRR: altri Paesi come la Spagna sono riusciti ad utilizzare quei fondi, investendo in progetti credibili in tlc, infrastrutture, trasporti, digitale. Non si può dire altrettanto del nostro Paese, dove peraltro c'è un blackout di informazione sull'entità di fondi spesi e in quali settori.
    21 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Paolo Guerrieri - Puntata del 21/10/2024
    La legge di bilancio del governo Meloni. Non se ne conosce ancora il testo, ma le anticipazioni fornite dal Ministro Giorgetti delineano una manovra caratterizzata da prudenza, in osservanza all'impegno per la riduzione del deficit contenuto nel nuovo Patto di Stabilità. Più della metà della cifra prevista è impegnata per interventi di riduzione del carico fiscale: conferma del taglio del cuneo fiscale, Irpef a tre aliquote. Una redistribuzione che offre ad una categoria per sottrarle ad un'altra. Ma non ci sono risorse aggiuntive e molte entrate previste sono di carattere temporaneo, come gli introiti delle tasse sulle banche: si tratta di un anticipo che andrà restituito. Le agenzie di rating come Fitch e S&P apprezzano la cautela. E' mancata una spending review preventiva, che avrebbe permesso di evitare tagli lineari. Poco sul fronte del recupero dell'evasione fiscale, si è preferito investire su flat tax e condoni. Rinviata la riforma del catasto, che avrebbe potuto portare risorse attraverso il prelievo su chi ha valorizzato il proprio immobile grazie a fondi pubblici. Manca una prospettiva di crescita per l'economia italiana: produciamo in termini reali come 25 anni fa. In questi anni Francia e Germania sono cresciute del 30 per cento. Il caso virtusoso del Portogallo, che aveva il 130% di debito. La Spagna cresce del 2,6-2,7 per cento perché investe, porta a compimento riforme e sta utilizzando bene i fondi del PNRR. Lo spread spagnolo è a 69. L'Italia avrà un tasso di crescita intorno allo 0,8 per cento, abbiamo un debito del 135 per cento, destinato a crescere.
    20 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Guerrieri Paleotti Paolo - Puntata del 14/10/2024
    Allarmante rallentamento dell'economia della zona Euro. La Germania per il secondo anno consecutivo sarà in recessione: pesano cause di medio-lungo termine, strutturali. E' in crisi un modello produttivo che l'aveva portata ad essere 'la locomotiva d'Europa' e che poteva avvantaggiarsi del grande volume di esportazioni e dei bassi prezzi dell'energia. La crisi tedesca può trascinare anche altri Paesi europei, compreso il nostro. Di fronte a tendenze dell'economia europea così preoccupanti, si attendono le decisioni della Bce su possibili, ulteriori e necessari tagli dei tassi di interesse. Ritardo delle classi politiche dell'Ue nella comprensione della gravità della crisi ed esitazioni o contrarietà a mettere in campo strumenti e finanziamenti comuni per arrestare il declino dell'economia europea, che ha cause strutturali. Sarebbe grave attenersi ad una politica monetaria eccessivamente restrittiva
    19 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Paolo Guerrieri - Puntata del 8/10/2024
    La Commissione Ue vara nuovi dazi contro le auto elettriche cinesi fino al 35 per cento, ma i 27 si dividono: 10 Paesi a favore (tra cui Italia e Francia), 5 contro (a partire dalla Germania), ben 12 le astensioni (in prima fila la Spagna). Resteranno in vigore per 5 anni, anche se i negoziati proseguiranno. Un periodo di tempo che l'Ue potrebbe utilizzare per colmare i ritardi accumultati rispetto alla Cina sullo sviluppo delle tecnologie green e delle infrastrutture necessarie al passaggio al motore elettrico come le colonnine per la ricarica. Serve una strategia industriale per proseguire sul cammino della transizione ecologica. Se invece l'Ue si limiterà ad una politica di dazi, le misure di protezione dell'industria automotive del nostro continente si riveleranno un boomerang: per il consumatore che pagherà di più un'auto cinese ora competitiva e per l'ineludibile lotta al cambiamento climatico. La ritorsione cinese: dazi sul brandy. Ma in vista ci sono anche ritorsioni sulle importazioni di carne di maiale. La possibile mediazione: l'imposizione di prezzi minimi delle auto elettriche cinesi più alti e un tetto alle esportazioni verso l'Europa. Ma sarebbero accordi contrari alle regole del WTO. Per Pechino il mercato di esportazione Ue è fondamentale, poiché quello interno non riesce ad assorbire quell'eccesso di capacità produttiva su cui ha investito, sussidiando il settore delle tecnologie verdi. E l'Europa rischia di restare strangolata tra l'afflusso di auto cinesi e gli Usa, che si proteggono con gli attuali dazi al 100 per cento.
    21 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 1/10/2024
    Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha inviato al Parlamento il Piano Strutturale di Bilancio. Si delineano le scelte di politica economica, che dovranno tener conto delle nuove regole del Patto di Stabilità: ci impegnano a ridurre il debito di 1 punto l'anno, su un orizzonte di 7 anni. Si conferma una gestione prudente della finanza pubblica, ma non si intravvede una prospettiva di crescita che ci consenta di avere risorse aggiuntive da investire. Il caso del Portogallo: economia colpita al pari di noi dall'epidemia. 10 anni fa aveva uno stock del debito al 130 per cento (in quegli stessi anni l'Italia era al 125), ma nel frattempo ha puntato su rifome e investimenti ed oggi ha un debito del 100 per cento (l'Italia resta intorno al 135 per cento). Il Piano strutturale di bilancio non andrà oltre la realizzazione di riforme e investimenti già previsti dal PNRR e ben lontani dalla piena implementazione. Non basternno lo stimolo del taglio del cuneo fiscale o le misure a favore delle famiglie per far ripartire la nostra economia
    18 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 23/09/2024
    L'adozione del Patto per il futuro a New York. E' stato sottoscritto da oltre 140 Paesi. Contrari Russia, Bielorussia, Iran, Corea del Nord, Nicaragua e Siria. L'ambigua astensione della Cina. Un documento che mira a rilanciare la cooperazione multilaterale. Resta la contrapposizione con le autocrazie che puntano a demolire un sistema di regole internazionali. Ma anche il contrasto tra Nord e Sud del mondo, tra Paesi avanzati e Paesi in via di sviluppo o emergenti: il Patto di propone di riformare l'architettura finanziaria internazionale, dando maggior rappresentanza in organismi come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale. Permangono le tensioni con i Paesi in via di sviluppo, chiamati ad impegnarsi nel contrasto al cambiamento climatico e presi dalla stretta di un debito insostenibile. Il ruolo della Cina, che offre aiuti con accordi bilaterali e crediti a condizioni molto sfavorevoli
    17 min

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Podcast "Il Mondo a pezzi", Lunedì alle ore 10.00. Radio Radicale

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