Radio Radicale - Il Mondo a pezzi

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Radio Radicale - Il Mondo a pezzi episodes

  • Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 22/04/2024
    Il rapporto di Enrico Letta sul mercato unico e le anticipazioni di quello di Mario Draghi sulla competitività evidenziano un dato comune: la debolezza dell'Unione europea nella competizione globale con attori come Usa e Cina. Un'Europa frammentata in mercati nazionali sulle Tlc, sull'energia e sulle infrastrutture strategiche così come sulla difesa e sul settore finanziario non è in grado di tenere il passo: trenta anni fa il mercato europeo era competitivo e all'avanguardia sul settore delle innovazioni tecnologiche, ora nessun grande attore europeo è presente nel mondo delle piattaforme globali, dove dettano legge Usa e Cina. La competizione si allarga anche ai Paesi dell'Asia-Pacifico. La mancata integrazione dei mercati finanziari evidenziata dal rapporto Letta fa sì che il grande risparmio europeo si indirizzi verso i grandi poli statunitensi. Permane l'ostilità ad una maggiore integrazione da parte di Paesi come Lussemburgo, Malta, Irlanda, intenzionati a conservare la loro rendita di posizione
    19 min
  • Il Mondo a pezzi - Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 15/04/2024
    Le previsioni del Fmi per l'economia globale nel 2024 e nel 2025: non ci sarà recessione, ma la crescita si assesterà intorno al 3 per cento, confemando la costante diminuzione di questi anni. Ma si approfondiscono le differenze anche all'interno delle aree ad economia avanzata: gli Usa continuano a crescere e la disoccupazione diminuisce, mentre nell'Unione europea il quadro non è altrettanto positivo. Una differenziazione che permane anche nel cosiddetto 'Global South', che è ormai un insieme eterogeneo di Paesi: se India, Indonesia e Messico avanzano e cresce il loro peso a livello globale, i Paesi in via di sviluppo africani arrancano e pagano il prezzo delle crisi globali. tratta di Paesi che non hanno avuto le possibilità finanziarie di risposta alla pandemia, colpiti dalla crisi energetica, ora fortemente indebitati, in particolare con la Cina. Per invertire realmente il percorso verso una crescita debole dell'economia mondiale, Fmi e Banca mondiale invitano i governi a favorire la concorrenza, rafforzare le infrastrutture fisiche e tecnologiche, abbandonare misure protezionistiche e incentivare investimenti privati. Perché le risposte finora date dai governi si limitano a espansione fiscale e politica monetaria: una scelta che produce consenso a breve, ma si dimostra poco lungimirante.
    18 min
  • Il Mondo a pezzi. Intervista a Paolo Guerrieri - Puntata del 15/04/2024
    Le previsioni del Fmi per l'economia globale nel 2024 e nel 2025: non ci sarà recessione, ma la crescita si assesterà intorno al 3 per cento, confemando la costante diminuzione di questi anni. Ma si approfondiscono le differenze anche all'interno delle aree ad economia avanzata: gli Usa continuano a crescere e la disoccupazione diminuisce, mentre nell'Unione europea il quadro non è altrettanto positivo. Una differenziazione che permane anche nel cosiddetto 'Global South', che è ormai un insieme eterogeneo di Paesi: se India, Indonesia e Messico avanzano e cresce il loro peso a livello globale, i Paesi in via di sviluppo africani arrancano e pagano il prezzo delle crisi globali. tratta di Paesi che non hanno avuto le possibilità finanziarie di risposta alla pandemia, colpiti dalla crisi energetica, ora fortemente indebitati, in particolare con la Cina. Per invertire realmente il percorso verso una crescita debole dell'economia mondiale, Fmi e Banca mondiale invitano i governi a favorire la concorrenza, rafforzare le infrastrutture fisiche e tecnologiche, abbandonare misure protezionistiche e incentivare investimenti privati. Perché le risposte finora date dai governi si limitano a espansione fiscale e politica monetaria: una scelta che produce consenso a breve, ma si dimostra poco lungimirante.
    18 min
  • Il Mondo a pezzi. Conversazione con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 8/04/2024
    Timori negli Usa e nell'UE per l'ondata di prodotti necessari alla transizione ecologica provenienti, a basso costo, dalla Cina: pannelli solari, batterie e auto elettriche made in China vengono esportate in grande quantità perché eccedono la capacità di assorbimento interno. I consumi in Cina continuano a ristagnare poiché non è stata messa in campo una politica di redistribuzione del reddito, la popolazione non è protetta da un sistema di welfare adeguato e dunque tende a risparmiare, anziché consumare. Gli investimenti non hanno più avuto sbocco nel settore immobiliare ormai in crisi e quindi i sussidi statali vengono indirizzati alla produzione di merci legate alla transizione ecologica. L'Unione Europea è chiamata ad elaborare al più presto una risposta
    17 min
  • Il Mondo a pezzi - Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 1/04/2024
    Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti.
    Il Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, conferma il calo dell'inflazione negli Usa ma frena ancora sul taglio dei tassi. Powell è intenzionato a procedere in tre fasi graduali, tenendo fermo l'obiettivo di arrivare al 2 per cento di inflazione. Ma se negli Usa possono rassicurare i dati positivi sul fronte della crescita dell'economia reale e della disoccupazione, non si può dire altrettanto dell'Eurozona: in Germania, un tempo locomotiva d'Europa, la crescita si è fermata. Spagna e Francia spingono per un taglio dei tassi d'interesse, ma la Bce rinvia a giugno e al suo interno continua il braccio di ferro tra chi vorrebbe accelerare e chi ritiene il taglio prematuro. Una sforbiciata ai tassi di interesse è necessario per ridare ossigeno alle imprese
    21 min
  • Il Mondo a pezzi - Puntata del 25/03/2024
    Consenso al Consiglio europeo del 21 e 22 marzo sulla necessità di rafforzare la capacità di difesa dell'Ue. Restano le divisioni sulle modalità per raggiungere l'obiettivo: l'ipotesi di finanziare l'aumento delle spese militari con debito comune ed eurobond. Le difficoltà dei Paesi con alto debito. La necessità di superare un sistema industriale della difesa che resta in capo ai singoli Stati, creando disparità, doppioni e sovrapposizioni. La sicurezza economica dell'Unione europea: passi in avanti nel coordinamento per evitare la dipendenza da Paesi come la Cina per minerali critici indispensabili alla transizione ecologica e digitale. Positiva la decisione di arrivare ad un monitoraggio comune degli investimenti diretti, ora di competenza dei singoli Stati. L'Ue verso linee guida e parametri comuni
    17 min
  • Il mondo a pezzi. Conversazione settimanale con Paolo Guerrieri Paleotti - Puntata del 18/03/2024
    Dopo oltre due anni di guerra, l'economia russa sembra resistere. Le ragioni: è diventata un'economia di guerra, sostenuta da ingenti investimenti dello Stato nella spesa militare; è riuscita ad aggirare le sanzioni internazionali attraverso triangolazioni con Paesi terzi; ha reindirizzato le sue esportazioni di energia verso Stati come India e Cina. Ma il prezzo pagato è proprio l'accresciuta dipendenza dalla Cina. E la militarizzazione dell'economia non può durare a lungo senza effetti nefasti
    15 min

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Podcast "Il Mondo a pezzi", Lunedì alle ore 10.00. Radio Radicale

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