Il governo ha inviato ieri al Parlamento il testo del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) esaminato sabato in Consiglio dei ministri. Oggi il premier Mario Draghi lo ha illustrato alla Camera, domani andrà al Senato. Le Camere daranno via libera al testo con risoluzioni di maggioranza.
Mercoledì o giovedì nuova riunione del Cdm per l'approvazione finale e poi il testo verrà mandato a Bruxelles. La Commissione europea darà il suo giudizio entro 60 giorni. Se sarà positivo, l'Italia riceverà 191,5 miliardi di euro fino al 2026: il 13%, circa 24 miliardi, come anticipo entro l'estate di quest'anno, il resto in base allo stato di avanzamento degli investimenti.
Il Pnrr è affiancato da un Fondo complementare di 30,6 miliardi di risorse nazionali in deficit. Il totale degli interventi previsti è quindi di 222,1 miliardi.
Recovery: schermaglia Ue-Italia
Ha rischiato il primo inciampo sul Recovery Plan il governo Draghi: il piano da oltre 200 miliardi da cui passa la ripartenza dell'Italia dalla crisi peggiore del dopoguerra è restato bloccato per tutto il giorno tra tensioni dei partiti sul Superbonus e rilievi degli uffici di Bruxelles: a tentare di "sbloccare l'impasse" è intervenuto direttamente il premier Draghi, con una telefonata con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, con cui ha dato la sua garanzia del cambio di passo per assicurare la messa a terra degli investimenti e, soprattutto, la realizzazione delle riforme necessarie alla ripresa.
Dietro la notizia
La Commissione europea ha lanciato venerdì un'azione giuridica nei confronti di AstraZeneca, a nome dei 27 Stati membri. Lo ha annunciato un portavoce dell'esecutivo comunitario precisando che l'azienda non è stata capace di presentare una strategia affidabile sulle consegne dei vaccini.
Ospiti: Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore, Adriana Cerretelli, editorialista del Sole 24 Ore, Alessandro Plateroti, editorialista del Sole 24 Ore