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Partendo dall’esempio del bruco e della farfalla, Pier Giorgio ci guida verso la Resa autentica.
Ogni cosa è nelle mani di Dio.
Partendo da una famosa storia Sufi, dove Mulanasudrin cercava il suo asino dov'era seduto, Pier Giorgio ci parla di Quello che già siamo. Possiamo uscire dal sogno, di dover diventare qualcuno? Possiamo essere degni dell'Amore di Dio, già adesso così come siamo? Infine Pier Giorgio ci insegna che la leggerezza, può diventare il dono che fa emergere i talenti naturali nascosti in noi, da offrire al servizio di tutti.
Questo audio è stato estratto da un incontro in un gruppo estivo, dove Pier Giorgio risponde ad una domanda anonima, lasciata in un cestino da un praticante. Tale quesito è così strutturato: Perché Dio imprigiona suo figlio in un corpo, per fare esperienza di Sé? L'impressione di stare in prigione, può essere solo un illusione creata dalla mente? Se mi accorgo che tutto è un sogno, e che non sono ancora sveglio, posso in questa realtà rimanere leggero? Pier Giorgio ci parla della sacra leggerezza che ci aiuta a svegliarci.
Facendo un parallelo con l'uscita dall'inferno di Dante, Pier Giorgio ci parla del senso profondo della spirale, ben diverso da quello del cerchio, dove le situazioni tendono a tornare nelle nostre vite e a farci male, nella spirale le circostanze possono ripetersi, ma tutto è visto da una prospettiva diversa.
Prima o poi, in un momento della nostra vita o delle vite future, la resa busserà alla nostra porta. Quali sono i modi in cui si reagisce, al comprendere l’impotenza della personalità?
In questo breve audio Pier Giorgio, ci parla della resa e di come solitamente la nostra mente ci dica di reagire ad essa: o facendo la vittima, la persona non meritevole, non all’altezza, oppure facendo il supereroe che non mollerà mai e che prima o poi ce la farà.
Raccontandoci la storia del leone che corre dietro alla gazzella per sfamarsi, Pier Giorgio ci fa notare come il bisogno di fare e di correre sia insito nel nostro cuore, perché nessuno ci regala niente e ci sentiamo soli in un mondo ostile. Ma la pace non è un risultato del nostro sforzo e può venire solo con la fiducia e un cuore aperto. Senza questi, la sola intelligenza e sensibilità, anche se spiccate, si rivolteranno contro di noi rendendoci più sofferenti. Ma come fare per aprire il cuore? Riconoscendo in noi quello spazio di pace e di silenzio in cui tutto è accolto. Da lì iniziamo a riconoscere chi siamo veramente.
La Vita degli esseri umani, sembra sempre essere esclusivamente legata alla risposta a bisogni primari e al soddisfacimento di molteplici desideri.
È possibile vivere una vita non tutta ossessivamente incentrata, sulla personalità e le sue necessità?
È possibile che la Felicità non sia una mera questione di appagamento, ma abbia a che fare con La scoperta di non essere persone?
Pier Giorgio ci accompagna in questa riflessione, conducendoci a intuire oltre le mille sollecitazioni dell’ego il profumo dell’Essere.
Pier Giorgio con la frase del Vangelo “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?” ci invita a vedere i nostri conflitti interni, solo vedendoli in noi infatti possiamo offrire un servizio agli altri senza il bisogno di convincere, ma semplicemente trasmettendo con coraggio quello che abbiamo visto.
È possibile che le crisi che viviamo nella relazioni, nel lavoro, o nella spiritualità giungano a noi per aiutarci a riconoscere e lasciare andare il nostro bisogno di sicurezze, di cavarcela? E che questo possa aiutarci a riconoscere l’abbondanza che è già presente nella nostra vita?
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